Via Giovanni Francesco Napione, 20, Torino 10124
Benvenuti sul mio profilo, per informazioni contattare il numero seguente: 3334563586
Leggi di più01/04/2025
Torino 1 indirizzo
Il mio approccio terapeutico condivide il pensiero che il senso della psicoanalisi contemporanea risieda nel riconoscimento dell’importanza della relazione nel processo terapeutico.
A differenza della psicoanalisi classica, che vedeva l’analista come un osservatore imparziale e distante, la prospettiva attuale considera il terapeuta come un partecipante attivo nella relazione con il paziente.
Al centro della psicoanalisi contemporanea vi è l’idea che la sofferenza psicologica si sviluppi e si strutturi all'interno delle relazioni e, di conseguenza, che il cambiamento terapeutico avvenga attraverso un nuovo modo di sperimentare il rapporto con l’altro.
L’analisi diventa uno spazio di incontro tra due soggettività, in cui il terapeuta aiuta il paziente a esplorare la propria storia, le proprie emozioni e i modelli relazionali appresi nel corso della vita. Attraverso l’ascolto empatico, il dialogo e la co-costruzione di significati, la psicoanalisi contemporanea non mira solo alla comprensione del profondo, ma anche alla trasformazione dell’esperienza del paziente, favorendo il benessere e una maggiore capacità di vivere relazioni più autentiche e soddisfacenti.
Sono laureata in psicologia clinica presso la Facoltà di Magistero di Padova e in pedagogia presso la Facoltà di Magistero di Torino. Specializzata in psicoterapia psicoanalitica presso l’IPP, Istituto di Psicoterapia Psicoanalitica di Torino.
Sono iscritta all’Albo degli psicologi del Piemonte con il n. 169 ed all’elenco degli psicoterapeuti. Sono iscritta all'ICSAT( Italian Committee for the Study of Autogenic Therapy and Autogenic Training) come didatta e mi occupo anche del training autogeno clinico ed educativo. Sono Co-fondatrice del “Centro Bionomia” per lo studio e la diffusione del Training Autogeno Bionomico e della Psicoterapia Bionomica.
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Accettato
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21 recensioni
Mi sono trovato subito bene, compreso e ascoltato. Ringrazio
Dr. Anna Ambiveri
Ringrazio molto della condivisione.
Ho apprezzato Competenza,
professionalità ed empatia
Dr. Anna Ambiveri
Ti ringrazio molto Umberto per la tua condividione.
Molto accogliente, mi sono sentita a mio agio e ascoltata nonostante le mie difficoltà nel parlare di me.
Dr. Anna Ambiveri
Gentile N.N. la ringrazio della condivisione.
Dottoressa molto empatica, mi ha subito messo a mio agio,,ha ascoltato con molta attenzione .
Dr. Anna Ambiveri
La ringrazio Daniela per aver messo la sua esperienza a disposizione di tutti.
Cura, esperienza o meglio scoperta del proprio limite definirei il mio percorso di analisi con la D.ssa Ambiveri; Attraverso la parola (che potrei definire salvifica) la D.ssa Ambiveri mi ha aiutato e, alfine emancipato, dai sintomi e dai nodi del "mal di vivere" (per alcuni male oscuro). L'approdo ad una visione "oggettiva" della vita è possibile per ognuno, certo occorre incontrare l'analista preparata ed empatica. Io sono stato molto fortunato.
Dr. Anna Ambiveri
Buongiorno Domenico, la ringrazio di aver messo la sua esperienza a beneficio di tutti.
Super professionale e preparata. Grande attenzione per ogni problema. E soprattutto un ascolto terapeutico risolutivo.
Dr. Anna Ambiveri
Ti ringrazio per le tue parole
Io ho svolto e sto svolgendo sedute di training autogeno, una pratica molto utile per riuscire a combattere l'ansia e lo stress ma anche per rilassare il proprio corpo. Anna, la terapeuta, è molto disponibile è paziente nell'insegnamento della tecnica e ad ascoltare le esigenze del paziente. Molto consigliata in caso voleste provare il training autogeno come ho fatto io.
Dr. Anna Ambiveri
Ti ringrazio di aver messo la tua esperienza a disposizione di tutti
Dott.ssa molto valida, mi è stata di grande aiuto prima di fare un intervento al cuore con sedute di training autogeno. La consiglio oltre la professionalità per l'empatia, gentilezza e umanità.
Dr. Anna Ambiveri
La ringrazio delle sue parole
La dottoressa ti mette subito a tuo agio, non giudica, capisce le tue difficoltà e ti porta a prendere poco per volta consapevolezza di come sei. La ringrazio per il percorso di crescita personale che sto facendo con lei.
Dr. Anna Ambiveri
La ringrazio
Ho appena iniziato il percorso e mi sto trovando molto bene. Mi sento ascoltato e supportato dalla dottoressa, è molto empatica!
Dr. Anna Ambiveri
Grazie delle sue parole
ha risposto a 15 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno,
mia madre 84 anni, ha appena subito un intervento al cuore, al risveglio si era completamente dimenticata della morte di mia sorella. Ora le è stata comunicata nuovamente questa perdita traumatica (mia sorella è morta per annegamento), alla quale lei rifiuta di credere. Si è autoconvinta che sia altrove e vorrebbe solo sapere se sta bene... è il caso di assecondarla?
Mia mamma ha la demenza senile ed in peggioramento...
grazie
Buongiorno,
grazie per aver condiviso la situazione che sta affrontando, certamente complessa e dolorosa. Nel caso di una persona anziana, con demenza in progressione e reduce da un intervento cardiaco importante, è necessario considerare due aspetti fondamentali. Il primo riguarda la demenza. Con l’avanzare del decadimento cognitivo, la memoria recente e la capacità di elaborare eventi traumatici risultano compromesse. Questo significa che informazioni dolorose, come la perdita di una persona cara, possono essere dimenticate o rifiutate, e la possibilità di integrarle in un autentico processo di lutto si riduce notevolmente. Il secondo aspetto è il lutto reiterato. Ripetere la comunicazione di un decesso, quando non viene trattenuto o accettato, espone la persona a un dolore sempre nuovo, senza consentire una reale elaborazione. In queste circostanze, l’approccio più indicato non è insistere sulla realtà, bensì adottare quella che in geriatria e psichiatria geriatrica viene definita “terapia della validazione”. Questo metodo privilegia il vissuto emotivo del paziente, mirando a contenere l’angoscia attraverso risposte rassicuranti e accoglienti, piuttosto che contrapporre ripetutamente la realtà oggettiva. In termini pratici, può risultare più appropriato confermare e rassicurare sua madre sul fatto che la figlia “sta bene” o “è serena”, piuttosto che imporle una verità traumatica che non è più in grado di integrare. Ciò permette di preservare una maggiore serenità emotiva e di ridurre agitazione e sofferenza. Resta comunque fondamentale condividere queste osservazioni con l’équipe sanitaria che segue sua madre (medici, psicologi, infermieri, geriatri), così da concordare la strategia comunicativa più adeguata e coerente con il suo quadro clinico complessivo.
Spero che queste indicazioni possano esserle utili e, almeno in parte, alleviare l’angoscia e i sensi di colpa che comprensibilmente situazioni di questo genere possono generare.
Esco da un brutto periodo, operata di massa voluminosa di recente alla diagnosi sarcoma ma di fatto mioma. Ultimo anno lavorativo molto stressante.
Ho una sorta di rabbia dentro che fuoriesce e fatico a gestire, ansia e momenti down.
Meglio percorso psicologico o psichiatrico ?
Quello che ha vissuto è stato davvero impegnativo: un intervento importante, la paura legata alla diagnosi e, nello stesso periodo, un contesto lavorativo molto stressante. È normale che ora emergano rabbia, ansia e momenti di down. Corpo e mente non sono separati: quando si attraversano esperienze così intense, spesso le emozioni arrivano dopo. In situazioni come la sua, un percorso con uno psicoterapeuta può essere particolarmente utile. La psicoterapia offre uno spazio per rimettere insieme i pezzi di ciò che ha vissuto, dare un senso a quello che sta provando oggi e imparare strategie pratiche per gestire rabbia e ansia. Lo psichiatra, invece, è una figura da coinvolgere se i sintomi diventano molto forti, persistono nel tempo o iniziano a interferire con il sonno, il lavoro o la quotidianità. In questi casi può affiancare la psicoterapia valutando un eventuale supporto farmacologico, anche solo temporaneo. Molte persone iniziano dalla psicoterapia e, se necessario, integrano un aiuto psichiatrico. Si parla allora di intervento integrato: psicoterapeuta e psichiatra lavorano in sinergia per offrire un sostegno più completo. Non esistono approcci giusti o sbagliati: sono tutti validi. La scelta dipende da ciò che lei sente più vicino al suo mondo, dai bisogni di questo momento e dal tipo di supporto con cui si sente davvero a suo agio.
Spero di esserle stata di aiuto.
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