Buongiorno, ho 45 anni e sono fidanzato con una donna 7 anni piu grande di me da 7 anni. In questo p
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Buongiorno, ho 45 anni e sono fidanzato con una donna 7 anni piu grande di me da 7 anni. In questo periodo lei ha dimostrato di volermi bene trasferendosi da un altra regione. È consapevole di avere un caratteraccio, infatti si litiga spesso perché lei mi tratta spesso con arroganza e disprezzo in modo senza senso. Sessualmente si è molto limitati perché a lei basta il minimo sufficiente, quando io vorrei vivere piu intensamente e liberamente le fantasie con lei. Ha avuto un infanzia difficile per via della separazione dei genitori quando era piccola.
Io gli ultimi mesi mi sono avvicinato molto ad un amica 9 anni piu giovane che conosco da 12 anni che si è lasciata dal fidanzato dopo 7 anni insieme, che conosce la mia compagna. Mi è sempre piaciuta e abbiamo sempre avuto un rapporto schietto e sincero, andiamo molto d'accordo e vorremmo le stesse cose nella vita, compresa una famiglia e dei figli(al contrario della mia compagna). Non c'è mai stato un contatto fisico perche sappiamo bene non sarebbe giusto, ma abbiamo avuto diversi incontri insieme a pranzo o aperitivo in cui stiamo sempre 3/4 ore a parlare, anche se mi ha detto che per lei sono solo amico. Dopo un paio di giorni che le ho letto una lettera dove le ho scritto tutti i miei sentimenti, le sue qualita(perché si sminuisce sempre) e cosa mi piacerebbe fare con lei (si è messa a piangere fin che gliela leggevo) mi ha detto che la lasci stare che le metto ansia. Io sto rispettando ciò, ma è dura. Quante probabilità ho?
Io gli ultimi mesi mi sono avvicinato molto ad un amica 9 anni piu giovane che conosco da 12 anni che si è lasciata dal fidanzato dopo 7 anni insieme, che conosce la mia compagna. Mi è sempre piaciuta e abbiamo sempre avuto un rapporto schietto e sincero, andiamo molto d'accordo e vorremmo le stesse cose nella vita, compresa una famiglia e dei figli(al contrario della mia compagna). Non c'è mai stato un contatto fisico perche sappiamo bene non sarebbe giusto, ma abbiamo avuto diversi incontri insieme a pranzo o aperitivo in cui stiamo sempre 3/4 ore a parlare, anche se mi ha detto che per lei sono solo amico. Dopo un paio di giorni che le ho letto una lettera dove le ho scritto tutti i miei sentimenti, le sue qualita(perché si sminuisce sempre) e cosa mi piacerebbe fare con lei (si è messa a piangere fin che gliela leggevo) mi ha detto che la lasci stare che le metto ansia. Io sto rispettando ciò, ma è dura. Quante probabilità ho?
Buongiorno,
Le rispondo in modo diretto, perché la situazione che descrive non è tanto una questione di “probabilità”, ma di chiarezza emotiva.
In questo momento lei è dentro due piani diversi. Da una parte c’è una relazione lunga, con una donna che le vuole bene ma con cui ci sono dinamiche che la fanno stare male: litigi, modalità che percepisce come svalutanti, distanza su aspetti importanti come la sessualità e il progetto di vita. Dall’altra c’è un’altra persona che sente più vicina, più affine, con cui immagina qualcosa di diverso.
Il punto però è che questa seconda persona è stata molto chiara: le ha detto che la vive come un amico e che ciò che lei ha espresso le ha creato ansia. Questo è un confine importante, e va preso sul serio. Non perché sia una chiusura definitiva per sempre, ma perché oggi la posizione è questa.
Quando si chiede “che probabilità ho?”, in realtà sta cercando una speranza per reggere una situazione che dentro di lei è già in movimento. Ma le relazioni non funzionano su probabilità, funzionano su disponibilità reciproca. E in questo momento non c’è.
La cosa più importante, e anche più difficile, è spostare lo sguardo da lei a sé stesso. Non tanto “posso avere una possibilità con l’altra?”, ma: “la relazione in cui sono oggi è davvero quella in cui voglio restare?”. Perché restare in una relazione che la lascia insoddisfatto mentre tiene emotivamente aperta un’altra porta rischia di bloccarla in mezzo, senza davvero costruire nulla.
Capisco che sia una fase delicata, perché ci sono affetto, abitudine, senso di responsabilità da una parte, e dall’altra un forte richiamo emotivo verso qualcosa di diverso. Ma proprio per questo serve fermarsi e fare chiarezza, non inseguire segnali o speranze.
Se vuole, possiamo lavorarci insieme in modo concreto in uno spazio online. In situazioni come la sua è fondamentale mettere ordine tra ciò che sente, ciò che desidera e le scelte che può fare davvero, altrimenti si rischia di restare a lungo in una posizione che logora. Qui non si tratta di “avere una possibilità con qualcuno”, ma di capire che direzione vuole dare alla sua vita e sarà sicuramente mia premura fornirle un valido supporto e sostegno in questo percorso!
Le rispondo in modo diretto, perché la situazione che descrive non è tanto una questione di “probabilità”, ma di chiarezza emotiva.
In questo momento lei è dentro due piani diversi. Da una parte c’è una relazione lunga, con una donna che le vuole bene ma con cui ci sono dinamiche che la fanno stare male: litigi, modalità che percepisce come svalutanti, distanza su aspetti importanti come la sessualità e il progetto di vita. Dall’altra c’è un’altra persona che sente più vicina, più affine, con cui immagina qualcosa di diverso.
Il punto però è che questa seconda persona è stata molto chiara: le ha detto che la vive come un amico e che ciò che lei ha espresso le ha creato ansia. Questo è un confine importante, e va preso sul serio. Non perché sia una chiusura definitiva per sempre, ma perché oggi la posizione è questa.
Quando si chiede “che probabilità ho?”, in realtà sta cercando una speranza per reggere una situazione che dentro di lei è già in movimento. Ma le relazioni non funzionano su probabilità, funzionano su disponibilità reciproca. E in questo momento non c’è.
La cosa più importante, e anche più difficile, è spostare lo sguardo da lei a sé stesso. Non tanto “posso avere una possibilità con l’altra?”, ma: “la relazione in cui sono oggi è davvero quella in cui voglio restare?”. Perché restare in una relazione che la lascia insoddisfatto mentre tiene emotivamente aperta un’altra porta rischia di bloccarla in mezzo, senza davvero costruire nulla.
Capisco che sia una fase delicata, perché ci sono affetto, abitudine, senso di responsabilità da una parte, e dall’altra un forte richiamo emotivo verso qualcosa di diverso. Ma proprio per questo serve fermarsi e fare chiarezza, non inseguire segnali o speranze.
Se vuole, possiamo lavorarci insieme in modo concreto in uno spazio online. In situazioni come la sua è fondamentale mettere ordine tra ciò che sente, ciò che desidera e le scelte che può fare davvero, altrimenti si rischia di restare a lungo in una posizione che logora. Qui non si tratta di “avere una possibilità con qualcuno”, ma di capire che direzione vuole dare alla sua vita e sarà sicuramente mia premura fornirle un valido supporto e sostegno in questo percorso!
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Buongiorno prima di fare calcoli statistici sulle probabilità, la invito a riflettere sul suo desiderio di rimanere nel rapporto con la sua attuale compagna prima di andare oltre. Faccia chiarezza dentro di sé prima di comprendere cosa può piacere, volere, interessare agli altri. In questo modo si può terminare un capitolo giunto al termine prima di iniziarne un altro, se questo è il punto.
Buonasera,
a mio parere dovrebbe capire se è soddisfatto della sua relazione a prescindere da come potrebbe evolvere la situazione con la sua amica. Questo le permetterebbe di prendere delle decisioni per se stesso contemplando anche la possibilità di restare da solo. Questo permetterebbe anche alla sua amica di poter scegliere liberamente se accettare una evoluzione diversa del vostro rapporto, sapendo di non avere su di sé il peso della rottura della sua relazione.
Le scelte in generale andrebbero fatte per se stessi a prescindere dal consenso di altre persone.
Spero di averle dato almeno uno spunto di riflessione
Dott.ssa Barbara Basile
a mio parere dovrebbe capire se è soddisfatto della sua relazione a prescindere da come potrebbe evolvere la situazione con la sua amica. Questo le permetterebbe di prendere delle decisioni per se stesso contemplando anche la possibilità di restare da solo. Questo permetterebbe anche alla sua amica di poter scegliere liberamente se accettare una evoluzione diversa del vostro rapporto, sapendo di non avere su di sé il peso della rottura della sua relazione.
Le scelte in generale andrebbero fatte per se stessi a prescindere dal consenso di altre persone.
Spero di averle dato almeno uno spunto di riflessione
Dott.ssa Barbara Basile
Buongiorno,
da quello che racconti ci sono due piani che si stanno sovrapponendo: da un lato una relazione di 7 anni che ti dà stabilità ma anche molta frustrazione (toni svalutanti, conflitti frequenti, sessualità vissuta come limitata, progetto di vita diverso sul tema figli); dall’altro un legame con un’amica che riattiva desiderio, tenerezza e la fantasia di una vita più “in linea” con te. In queste situazioni è facile spostare tutta l’attenzione sulla domanda “quante probabilità ho?”, ma in realtà la questione più importante è cosa sta succedendo dentro di te e come vuoi stare nelle relazioni.
Dal comportamento che descrivi, lei ti ha detto esplicitamente che per lei sei “solo un amico” e dopo la lettera ti ha chiesto di lasciarla stare perché le metti ansia. Questo è un segnale da prendere sul serio: non dice che ti disprezza o che non provi nulla, ma dice che in questo momento non si sente di entrare in quella direzione, e che la pressione emotiva la sta facendo chiudere. Continuare a inseguire “se c’è una chance” rischia di aumentare ulteriormente quell’ansia e di mettere a rischio anche l’amicizia.
Detto questo, la tua sofferenza non nasce solo da lei: nasce anche dal fatto che la tua relazione attuale sembra arrivata a un punto in cui senti mancare rispetto, desiderio condiviso e un progetto comune. La presenza di questa nuova persona può essere un acceleratore, ma i nodi che descrivi con la tua compagna esistono indipendentemente. E qui sta il punto: prima ancora di chiederti se l’altra cambierà idea, è utile chiederti che cosa vuoi fare con la relazione in cui sei adesso, perché restare in un rapporto dove ti senti trattato con disprezzo e dove i desideri di vita sono inconciliabili (figli sì/no) rischia di consumarti, a prescindere da come andrà con l’amica.
La lettera, per come la descrivi, è stata un gesto molto intenso: può averla toccata (pianto) e insieme spaventata, perché la mette davanti a una scelta e a una responsabilità emotiva in un momento in cui lei stessa è appena uscita da una relazione lunga. Quindi più che “probabilità”, parlerei di tempi e confini: lei ha chiesto distanza, e rispettarla è la cosa più sana sia per lei sia per te.
Se vuoi davvero capire come muoverti, la direzione più tutelante è riportare il focus su di te: quali sono i tuoi bisogni non negoziabili (rispetto nel tono, intimità, desiderio di famiglia), e se la tua relazione attuale ha margine reale per trasformarsi oppure no. Su questo, un percorso individuale o di coppia può aiutarti a non restare “in mezzo”, perché rimanere sospeso tra due donne tende a far soffrire tutti e a confondere ancora di più i confini.
In sintesi, i segnali che hai oggi indicano che lei non è disponibile a quel passo e che insistere rischia di peggiorare la situazione. La domanda decisiva, però, è cosa vuoi fare della tua relazione attuale, perché è lì che si sta giocando la parte più importante della tua vita emotiva e dei tuoi progetti.
Un caro saluto,
Dott. Valerio Romano
da quello che racconti ci sono due piani che si stanno sovrapponendo: da un lato una relazione di 7 anni che ti dà stabilità ma anche molta frustrazione (toni svalutanti, conflitti frequenti, sessualità vissuta come limitata, progetto di vita diverso sul tema figli); dall’altro un legame con un’amica che riattiva desiderio, tenerezza e la fantasia di una vita più “in linea” con te. In queste situazioni è facile spostare tutta l’attenzione sulla domanda “quante probabilità ho?”, ma in realtà la questione più importante è cosa sta succedendo dentro di te e come vuoi stare nelle relazioni.
Dal comportamento che descrivi, lei ti ha detto esplicitamente che per lei sei “solo un amico” e dopo la lettera ti ha chiesto di lasciarla stare perché le metti ansia. Questo è un segnale da prendere sul serio: non dice che ti disprezza o che non provi nulla, ma dice che in questo momento non si sente di entrare in quella direzione, e che la pressione emotiva la sta facendo chiudere. Continuare a inseguire “se c’è una chance” rischia di aumentare ulteriormente quell’ansia e di mettere a rischio anche l’amicizia.
Detto questo, la tua sofferenza non nasce solo da lei: nasce anche dal fatto che la tua relazione attuale sembra arrivata a un punto in cui senti mancare rispetto, desiderio condiviso e un progetto comune. La presenza di questa nuova persona può essere un acceleratore, ma i nodi che descrivi con la tua compagna esistono indipendentemente. E qui sta il punto: prima ancora di chiederti se l’altra cambierà idea, è utile chiederti che cosa vuoi fare con la relazione in cui sei adesso, perché restare in un rapporto dove ti senti trattato con disprezzo e dove i desideri di vita sono inconciliabili (figli sì/no) rischia di consumarti, a prescindere da come andrà con l’amica.
La lettera, per come la descrivi, è stata un gesto molto intenso: può averla toccata (pianto) e insieme spaventata, perché la mette davanti a una scelta e a una responsabilità emotiva in un momento in cui lei stessa è appena uscita da una relazione lunga. Quindi più che “probabilità”, parlerei di tempi e confini: lei ha chiesto distanza, e rispettarla è la cosa più sana sia per lei sia per te.
Se vuoi davvero capire come muoverti, la direzione più tutelante è riportare il focus su di te: quali sono i tuoi bisogni non negoziabili (rispetto nel tono, intimità, desiderio di famiglia), e se la tua relazione attuale ha margine reale per trasformarsi oppure no. Su questo, un percorso individuale o di coppia può aiutarti a non restare “in mezzo”, perché rimanere sospeso tra due donne tende a far soffrire tutti e a confondere ancora di più i confini.
In sintesi, i segnali che hai oggi indicano che lei non è disponibile a quel passo e che insistere rischia di peggiorare la situazione. La domanda decisiva, però, è cosa vuoi fare della tua relazione attuale, perché è lì che si sta giocando la parte più importante della tua vita emotiva e dei tuoi progetti.
Un caro saluto,
Dott. Valerio Romano
Salve, Capisco che si trovi in una situazione emotivamente molto intensa, dove convivono affetto, frustrazione e desiderio di cambiamento. Più che parlare di “probabilità”, che rischia di semplificare troppo qualcosa di umano e profondo, è importante guardare a ciò che sta già accadendo: questa donna più giovane le ha espresso chiaramente un limite, dicendole che la situazione le crea ansia e chiedendole distanza. Questo, al momento, è un segnale da rispettare senza interpretarlo o forzarlo.
Allo stesso tempo, ciò che emerge con forza è la sua insoddisfazione nella relazione attuale: il modo in cui viene trattato, la distanza sul piano affettivo e sessuale, e anche la diversa visione sul futuro. Questi non sono dettagli, ma aspetti centrali. Prima ancora di chiedersi “con chi potrei stare”, forse è più utile chiedersi “come voglio stare” e “cosa sono disposto ad accettare”.
La avverto molto coinvolto, ma anche un po’ diviso tra due direzioni. Prendersi uno spazio per chiarire dentro di sé, senza sovrapporre le due relazioni, potrebbe aiutarla a fare una scelta più autentica e meno dettata dal momento.
Se vuole, possiamo parlarne con calma e approfondire cosa sente davvero e quali passi potrebbero essere più rispettosi per lei e per le persone coinvolte.
Allo stesso tempo, ciò che emerge con forza è la sua insoddisfazione nella relazione attuale: il modo in cui viene trattato, la distanza sul piano affettivo e sessuale, e anche la diversa visione sul futuro. Questi non sono dettagli, ma aspetti centrali. Prima ancora di chiedersi “con chi potrei stare”, forse è più utile chiedersi “come voglio stare” e “cosa sono disposto ad accettare”.
La avverto molto coinvolto, ma anche un po’ diviso tra due direzioni. Prendersi uno spazio per chiarire dentro di sé, senza sovrapporre le due relazioni, potrebbe aiutarla a fare una scelta più autentica e meno dettata dal momento.
Se vuole, possiamo parlarne con calma e approfondire cosa sente davvero e quali passi potrebbero essere più rispettosi per lei e per le persone coinvolte.
La situazione che descrive è complessa e carica di elementi emotivi importanti. Da un lato c’è una relazione lunga, con aspetti critici che lei stesso riconosce (conflittualità, mancanza di reciprocità emotiva e sessuale), dall’altro l’incontro con una persona che sembra rispondere maggiormente ai suoi bisogni e desideri. Il fatto che questa donna le abbia detto chiaramente di essere solo amici e di sentirsi in ansia indica un limite importante da rispettare. Continuare a pensare in termini di “possibilità” potrebbe rischiare di non rispettare questo confine e di spostare il focus su qualcosa che non può controllare. Può essere utile fermarsi e chiarire la sua posizione: cosa desidera, cosa è disposto a cambiare e quali responsabilità vuole assumersi nelle sue relazioni.
Buonasera. Dal suo racconto mi sembra di capire che la sua compagna tenga a lei, anche se in un modo "suo" che forse non è in linea con il tipo di rapporto a cui lei aspirerebbe. Potrebbe essere che nell'altra persona lei rifletta le mancanze che trova nel suo attuale rapporto. Potrebbe valutare di riportare l'attenzione sulla sua persona, capire a fondo i suoi desideri e da lì cercare di migliorare il rapporto con il partner.
Un caro saluto
Un caro saluto
Buongiorno, sono la dottoressa Maria Cristina Giuliani, psicologa sessuologa.
Più che chiederti “quante probabilità ho?”, credo sia più utile fermarti su un punto: in questo momento questa donna ti ha detto chiaramente che le metti ansia e ti ha chiesto distanza. Questo va rispettato, e il segnale da prendere sul serio è proprio questo. Quando una persona è fragile, reduce da una separazione e dice di sentirsi sotto pressione, insistere rischia di allontanarla ancora di più.
Mi sembra però che il nodo principale non sia solo lei, ma anche la tua relazione attuale. Da quello che racconti, sei dentro un rapporto che ti lascia insoddisfatto sia sul piano affettivo che su quello sessuale e progettuale. Quando accade, è facile investire emotivamente su un’altra persona che appare più vicina ai propri bisogni profondi. Ma prima di capire se con l’altra ci sia una possibilità, sarebbe importante chiarire con onestà che cosa vuoi fare della relazione in cui sei oggi.
In altre parole: il punto non dovrebbe essere rincorrere questa amica, ma capire se la tua relazione attuale è ancora un legame in cui desideri restare davvero. Solo da una posizione chiara e pulita si possono comprendere meglio anche eventuali possibilità future con un’altra persona.
Per ora, quindi, il consiglio è di rispettare il confine che lei ti ha posto e di portare l’attenzione su di te: sui tuoi bisogni, sulla tua insoddisfazione e sulla qualità della relazione che stai vivendo. A volte il rischio è confondere un forte bisogno di cambiamento con la certezza che l’altra persona sia la soluzione.
Se senti che questa situazione ti sta creando molta confusione emotiva, un confronto con una psicologa o uno psicologo potrebbe aiutarti a fare chiarezza e a muoverti in modo più consapevole, senza alimentare ulteriori sofferenze né per te né per le persone coinvolte.
Più che chiederti “quante probabilità ho?”, credo sia più utile fermarti su un punto: in questo momento questa donna ti ha detto chiaramente che le metti ansia e ti ha chiesto distanza. Questo va rispettato, e il segnale da prendere sul serio è proprio questo. Quando una persona è fragile, reduce da una separazione e dice di sentirsi sotto pressione, insistere rischia di allontanarla ancora di più.
Mi sembra però che il nodo principale non sia solo lei, ma anche la tua relazione attuale. Da quello che racconti, sei dentro un rapporto che ti lascia insoddisfatto sia sul piano affettivo che su quello sessuale e progettuale. Quando accade, è facile investire emotivamente su un’altra persona che appare più vicina ai propri bisogni profondi. Ma prima di capire se con l’altra ci sia una possibilità, sarebbe importante chiarire con onestà che cosa vuoi fare della relazione in cui sei oggi.
In altre parole: il punto non dovrebbe essere rincorrere questa amica, ma capire se la tua relazione attuale è ancora un legame in cui desideri restare davvero. Solo da una posizione chiara e pulita si possono comprendere meglio anche eventuali possibilità future con un’altra persona.
Per ora, quindi, il consiglio è di rispettare il confine che lei ti ha posto e di portare l’attenzione su di te: sui tuoi bisogni, sulla tua insoddisfazione e sulla qualità della relazione che stai vivendo. A volte il rischio è confondere un forte bisogno di cambiamento con la certezza che l’altra persona sia la soluzione.
Se senti che questa situazione ti sta creando molta confusione emotiva, un confronto con una psicologa o uno psicologo potrebbe aiutarti a fare chiarezza e a muoverti in modo più consapevole, senza alimentare ulteriori sofferenze né per te né per le persone coinvolte.
Salve,
ciò che riporta è un intreccio affettivo delicato, in cui convivono legami, insoddisfazioni, desiderio e senso di responsabilità. Da un lato c'è una una relazione lunga, importante, ma faticosa, dall' altro un legame che le trasmette sintonia e possibilità.
La sua amica in modo chiaro le ha chiesto però distanza, posso comprendere che fa male sentire una simile affermazione, ma è un limite da rispettare.
Potrebbe essere importante soffermarsi a riflettere su di sè, prima ancora che sulle "probabilità". Forse è utile capire cosa le manca davvero in questo momento e se la relazione attuale risponde ai suoi bisogni più profondi.
Non è una situazione semplice, ma può trasformarsi in un' occasione per ascoltarsi con sincerità e fare scelte consapevoli.
In bocca al lupo.
ciò che riporta è un intreccio affettivo delicato, in cui convivono legami, insoddisfazioni, desiderio e senso di responsabilità. Da un lato c'è una una relazione lunga, importante, ma faticosa, dall' altro un legame che le trasmette sintonia e possibilità.
La sua amica in modo chiaro le ha chiesto però distanza, posso comprendere che fa male sentire una simile affermazione, ma è un limite da rispettare.
Potrebbe essere importante soffermarsi a riflettere su di sè, prima ancora che sulle "probabilità". Forse è utile capire cosa le manca davvero in questo momento e se la relazione attuale risponde ai suoi bisogni più profondi.
Non è una situazione semplice, ma può trasformarsi in un' occasione per ascoltarsi con sincerità e fare scelte consapevoli.
In bocca al lupo.
Buongiorno,
la situazione che descrivi è complessa e coinvolge diversi aspetti: dinamiche di coppia, comunicazione emotiva, desideri sessuali, differenze nei progetti di vita e legami affettivi con altre persone. Dal tuo racconto emerge che:
Relazione attuale – La tua compagna ha dimostrato impegno nel rapporto, ma il suo comportamento aggressivo e svalutante può generare disagio emotivo significativo. La limitazione sessuale e le divergenze nei progetti di vita indicano una possibile incompatibilità di desideri e aspettative.
Legami emotivi esterni – L’amicizia con la donna più giovane rappresenta per te un sostegno emotivo e un possibile futuro condiviso, ma il fatto che ci sia attrazione emotiva intensa può creare conflitto interno e senso di colpa, soprattutto se la relazione attuale è ancora in corso.
Probabilità di cambiamento – Non è possibile quantificare “le probabilità” che la tua compagna cambi atteggiamento o che la relazione migliori fino a soddisfare pienamente i tuoi bisogni. I cambiamenti profondi richiedono motivazione reciproca, consapevolezza dei propri schemi comportamentali e spesso un percorso di supporto psicologico o di coppia.
In queste situazioni è utile riflettere su ciò che davvero desideri a lungo termine, sui tuoi limiti emotivi e su come tutelare il tuo benessere, senza sentirsi obbligati a restare in relazioni insoddisfacenti.
Vista la complessità dei fattori in gioco, sarebbe consigliabile approfondire la situazione con uno specialista, che possa aiutarti a chiarire i tuoi bisogni, valutare le dinamiche di coppia e guidarti in scelte consapevoli.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
la situazione che descrivi è complessa e coinvolge diversi aspetti: dinamiche di coppia, comunicazione emotiva, desideri sessuali, differenze nei progetti di vita e legami affettivi con altre persone. Dal tuo racconto emerge che:
Relazione attuale – La tua compagna ha dimostrato impegno nel rapporto, ma il suo comportamento aggressivo e svalutante può generare disagio emotivo significativo. La limitazione sessuale e le divergenze nei progetti di vita indicano una possibile incompatibilità di desideri e aspettative.
Legami emotivi esterni – L’amicizia con la donna più giovane rappresenta per te un sostegno emotivo e un possibile futuro condiviso, ma il fatto che ci sia attrazione emotiva intensa può creare conflitto interno e senso di colpa, soprattutto se la relazione attuale è ancora in corso.
Probabilità di cambiamento – Non è possibile quantificare “le probabilità” che la tua compagna cambi atteggiamento o che la relazione migliori fino a soddisfare pienamente i tuoi bisogni. I cambiamenti profondi richiedono motivazione reciproca, consapevolezza dei propri schemi comportamentali e spesso un percorso di supporto psicologico o di coppia.
In queste situazioni è utile riflettere su ciò che davvero desideri a lungo termine, sui tuoi limiti emotivi e su come tutelare il tuo benessere, senza sentirsi obbligati a restare in relazioni insoddisfacenti.
Vista la complessità dei fattori in gioco, sarebbe consigliabile approfondire la situazione con uno specialista, che possa aiutarti a chiarire i tuoi bisogni, valutare le dinamiche di coppia e guidarti in scelte consapevoli.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno, grazie per aver condiviso una situazione così complessa e carica di emozioni. Si percepisce chiaramente quanto si senta diviso tra due direzioni importanti della sua vita, da una parte una relazione lunga, con una storia costruita nel tempo ma anche con delle fatiche significative, dall’altra un legame che sembra più in sintonia con alcuni suoi desideri profondi e che le suscita speranza, ma anche incertezza. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, in momenti come questo è molto utile fermarsi a osservare non solo ciò che accade fuori, cioè le due relazioni, ma anche ciò che accade dentro di lei. Spesso, quando ci si trova in una situazione di insoddisfazione prolungata, come sembra emergere nella relazione attuale, la mente diventa più sensibile a ciò che manca e tende a orientarsi verso alternative che rappresentano proprio quei bisogni non soddisfatti. Il desiderio di maggiore complicità, di sentirsi trattato con rispetto, di vivere una dimensione affettiva e sessuale più piena, e anche il tema del progetto di vita, come la famiglia, sono aspetti molto centrali. Allo stesso tempo, il legame con la sua compagna attuale non è secondario. Sette anni insieme, una scelta importante come il trasferimento da parte sua, sono elementi che indicano che c’è stato e probabilmente c’è ancora un investimento affettivo. Tuttavia, quello che descrive, cioè litigi frequenti, modalità comunicative che la fanno sentire svalutato e una distanza su aspetti importanti della relazione, può nel tempo generare frustrazione e allontanamento emotivo. Per quanto riguarda l’altra persona, è comprensibile che rappresenti qualcosa di molto significativo per lei. Il fatto che vi conosciate da anni, che ci sia sintonia e condivisione di valori, può far percepire questo legame come più “giusto” o più in linea con ciò che desidera oggi. Tuttavia, la risposta che ha ricevuto da parte sua è un elemento importante da considerare. Il fatto che le abbia detto che per lei è solo un amico e che la situazione le genera ansia indica un limite chiaro in questo momento. Quando si è coinvolti emotivamente, la mente tende a cercare segnali di possibilità, a chiedersi quali probabilità ci siano, ma è importante anche dare spazio a ciò che l’altra persona sta comunicando nel presente. La domanda sulle probabilità è molto comprensibile, ma rischia di spostare il focus su qualcosa che non è sotto il suo controllo. Più che chiedersi quanto sia possibile che accada qualcosa con lei, può essere utile interrogarsi su cosa sta cercando davvero in una relazione e su cosa, nella sua esperienza attuale, non la soddisfa. Questo tipo di riflessione permette di riportare il centro su di sé, piuttosto che restare in attesa di una risposta esterna. Un altro aspetto importante è il modo in cui si stanno sovrapponendo le due situazioni. Essere emotivamente coinvolti in un’altra relazione mentre si è ancora dentro una relazione significativa può aumentare la confusione e rendere più difficile prendere decisioni lucide. A volte, senza rendersene conto, si cerca nell’altra persona una risposta che in realtà riguarda un bisogno più profondo di cambiamento nella propria vita. In un momento come questo, potrebbe essere molto utile prendersi uno spazio per comprendere meglio i suoi bisogni, i suoi valori e gli schemi che si attivano nelle relazioni. Un percorso di supporto psicologico può aiutarla proprio a fare chiarezza, a distinguere tra desiderio, bisogno e realtà, e a prendere decisioni più consapevoli, senza essere guidato solo dall’urgenza emotiva del momento. Il fatto che lei si stia ponendo queste domande indica che è in una fase di riflessione importante. Anche se ora può sembrare tutto molto incerto, questo può diventare un passaggio utile per orientarsi verso scelte più in linea con ciò che desidera davvero nel lungo periodo. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno,
capisco quanto tu possa sentirti diviso in questo momento: da una parte una relazione lunga, con aspetti importanti e significativi, dall’altra un legame che senti più affine ai tuoi desideri e bisogni, soprattutto sul piano emotivo e progettuale. È una situazione che può generare molta confusione, ma anche sofferenza.
Più che chiederti “quante probabilità ho”, forse può esserti più utile fermarti su alcune domande profonde: cosa cerchi davvero in una relazione? Quali bisogni senti oggi come irrinunciabili (affettivi, comunicativi, sessuali, progettuali)? E quanto la relazione attuale riesce – o non riesce – a rispondervi?
Allo stesso tempo, è importante rispettare ciò che l’altra persona ti ha comunicato: il suo bisogno di distanza e il fatto che, al momento, ti veda come un amico. Insistere, anche se mosso da sentimenti sinceri, rischia di creare ulteriore pressione e allontanamento.
Potrebbe essere un momento prezioso per riportare il focus su di te, più che sulle “probabilità”: chiarire cosa desideri, cosa sei disposto ad accettare e quali scelte senti più coerenti con il tuo benessere e la tua autenticità. In questo senso, anche uno spazio di confronto psicologico può aiutarti a orientarti con maggiore lucidità e serenità.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
capisco quanto tu possa sentirti diviso in questo momento: da una parte una relazione lunga, con aspetti importanti e significativi, dall’altra un legame che senti più affine ai tuoi desideri e bisogni, soprattutto sul piano emotivo e progettuale. È una situazione che può generare molta confusione, ma anche sofferenza.
Più che chiederti “quante probabilità ho”, forse può esserti più utile fermarti su alcune domande profonde: cosa cerchi davvero in una relazione? Quali bisogni senti oggi come irrinunciabili (affettivi, comunicativi, sessuali, progettuali)? E quanto la relazione attuale riesce – o non riesce – a rispondervi?
Allo stesso tempo, è importante rispettare ciò che l’altra persona ti ha comunicato: il suo bisogno di distanza e il fatto che, al momento, ti veda come un amico. Insistere, anche se mosso da sentimenti sinceri, rischia di creare ulteriore pressione e allontanamento.
Potrebbe essere un momento prezioso per riportare il focus su di te, più che sulle “probabilità”: chiarire cosa desideri, cosa sei disposto ad accettare e quali scelte senti più coerenti con il tuo benessere e la tua autenticità. In questo senso, anche uno spazio di confronto psicologico può aiutarti a orientarti con maggiore lucidità e serenità.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
Salve, dalle sue parole si sente quanto si trovi in mezzo a due piani molto diversi: da una parte una relazione lunga, importante, ma che oggi la lascia insoddisfatto e spesso ferito; dall’altra un legame che le dà entusiasmo, sintonia e una sensazione di possibilità.
È comprensibile che questa seconda relazione le accenda speranze, soprattutto perché sembra rispecchiare bisogni profondi che nella coppia attuale non trovano spazio (affetto, sessualità, progetto di vita). Allo stesso tempo, però, questa donna le ha espresso chiaramente un limite: in questo momento per lei è solo un’amicizia, e il fatto che si sia sentita in ansia va preso sul serio.
Più che chiedersi “quante probabilità ho”, forse la domanda potrebbe spostarsi su di lei: cosa vuole davvero per la sua vita, al di là di questa persona? Restare nella relazione attuale, così com’è, la fa stare bene? È disposto a continuarla accettandone i limiti?
Perché il rischio è restare sospeso: non pienamente dentro la relazione che ha, ma neanche libero di costruirne un’altra.
Darsi una risposta onesta su questo può aiutarla a fare un passo più chiaro, indipendentemente da come andrà con l’altra persona. Un caro saluto.
È comprensibile che questa seconda relazione le accenda speranze, soprattutto perché sembra rispecchiare bisogni profondi che nella coppia attuale non trovano spazio (affetto, sessualità, progetto di vita). Allo stesso tempo, però, questa donna le ha espresso chiaramente un limite: in questo momento per lei è solo un’amicizia, e il fatto che si sia sentita in ansia va preso sul serio.
Più che chiedersi “quante probabilità ho”, forse la domanda potrebbe spostarsi su di lei: cosa vuole davvero per la sua vita, al di là di questa persona? Restare nella relazione attuale, così com’è, la fa stare bene? È disposto a continuarla accettandone i limiti?
Perché il rischio è restare sospeso: non pienamente dentro la relazione che ha, ma neanche libero di costruirne un’altra.
Darsi una risposta onesta su questo può aiutarla a fare un passo più chiaro, indipendentemente da come andrà con l’altra persona. Un caro saluto.
Buongiorno caro Paziente Anonimo,
da quello che scrive mi sembra di cogliere come lei sia più portato a riflettere su ciò che vogliono o vorrebbero le donne della sua vita. Della sua compagna, con la quale sta da tempo, dice che le ha dimostrato di volerle bene, nonostante abbia un carattere difficile. Della sua amica si chiede quante possibilità ha. Ma forse, prima di cercare una risposta a queste domande, potrebbe cercare di spostare il focus della sua attenzione su quelli che sono i suoi desideri e le sue esigenze. Come sta con la sua compagna? E' una storia che può avere ancora una possibilità oppure lei è stanco e sta cercando una via di uscita? La sua amica, al contrario, può essere solo un'amica con la quale condividere confidenze oppure nel tempo è diventata qualcosa di più? Cerca la spinta giusta per lasciare la sua compagna oppure sente di provare un sentimento profondo? Provi ad ascoltare sé stesso, trovare il suo centro, è vedrà che il resto seguirà, con la sua "amica" o con una terza persona che non risente della confusione iniziale. Un percorso terapeutico potrebbe essere estremamente utile in questo senso.
da quello che scrive mi sembra di cogliere come lei sia più portato a riflettere su ciò che vogliono o vorrebbero le donne della sua vita. Della sua compagna, con la quale sta da tempo, dice che le ha dimostrato di volerle bene, nonostante abbia un carattere difficile. Della sua amica si chiede quante possibilità ha. Ma forse, prima di cercare una risposta a queste domande, potrebbe cercare di spostare il focus della sua attenzione su quelli che sono i suoi desideri e le sue esigenze. Come sta con la sua compagna? E' una storia che può avere ancora una possibilità oppure lei è stanco e sta cercando una via di uscita? La sua amica, al contrario, può essere solo un'amica con la quale condividere confidenze oppure nel tempo è diventata qualcosa di più? Cerca la spinta giusta per lasciare la sua compagna oppure sente di provare un sentimento profondo? Provi ad ascoltare sé stesso, trovare il suo centro, è vedrà che il resto seguirà, con la sua "amica" o con una terza persona che non risente della confusione iniziale. Un percorso terapeutico potrebbe essere estremamente utile in questo senso.
Buongiorno, grazie per aver condiviso il suo pensiero. Non dev'essere stato semplice mettere in parole sentimenti così delicati.
Quella che racconta è una situazione molto umana, ma anche molto complessa. Da un lato c'è una relazione lunga, con una donna che ha fatto sacrifici anche importanti e che, nonostante le difficoltà caratteriali che sottolinea, ha dimostrato affetto e vicinanza. Dall'altro c'è questa amicizia che negli ultimi mesi si è sviluppata in un modo diverso, più intenso. Una cosa che colpisce è quanto lei si senta visto da questa amica, ascoltato, capito. Ed è bellissimo sentirsi così. Il pianto durante la lettura della lettera, inoltre, racconta che qualosa l'ha toccata profondamente, ma i sentimenti sono complicati e a volte abbiamo bisogno di tempo per capire cosa proviamo davvero.
Mi chiedo quanto quello che sta provando provenga davvero dall'amica, o quanto possa arrivare invece da ciò che non riesce a trovare nella sua relazione attuale. Quello che mi sento di rimandarle è di provare a non focalizzarsi troppo sulle "probabilità", perché l'amore non è un calcolo. Piuttosto, questo momento potrebbe essere una preziosa occasione per fermarsi e chiedersi come si sente lei in questo momento e cosa sente di volere dalla sua vita, indipendentemente da entrambe le situazioni che ha descritto. Prendersi del tempo per sé, sopratutto in questi casi, è davvero importante.
Un caro saluto,
Dott. Alessandro Rigutti
Quella che racconta è una situazione molto umana, ma anche molto complessa. Da un lato c'è una relazione lunga, con una donna che ha fatto sacrifici anche importanti e che, nonostante le difficoltà caratteriali che sottolinea, ha dimostrato affetto e vicinanza. Dall'altro c'è questa amicizia che negli ultimi mesi si è sviluppata in un modo diverso, più intenso. Una cosa che colpisce è quanto lei si senta visto da questa amica, ascoltato, capito. Ed è bellissimo sentirsi così. Il pianto durante la lettura della lettera, inoltre, racconta che qualosa l'ha toccata profondamente, ma i sentimenti sono complicati e a volte abbiamo bisogno di tempo per capire cosa proviamo davvero.
Mi chiedo quanto quello che sta provando provenga davvero dall'amica, o quanto possa arrivare invece da ciò che non riesce a trovare nella sua relazione attuale. Quello che mi sento di rimandarle è di provare a non focalizzarsi troppo sulle "probabilità", perché l'amore non è un calcolo. Piuttosto, questo momento potrebbe essere una preziosa occasione per fermarsi e chiedersi come si sente lei in questo momento e cosa sente di volere dalla sua vita, indipendentemente da entrambe le situazioni che ha descritto. Prendersi del tempo per sé, sopratutto in questi casi, è davvero importante.
Un caro saluto,
Dott. Alessandro Rigutti
Buongiorno, dal Suo racconto sembra che Lei viva due mezze relazioni: da una parte l’affetto pratico della Sua attuale compagna, dall’altra l’amore platonico per un’amica che non desidera andare oltre l’amicizia. Forse la domanda non è quante probabilità ci siano, ma cosa Lei desidera davvero in una relazione che la soddisfi pienamente — qualcosa che al momento non trova in nessuna delle due. Ritagliarsi uno spazio tutto per sé, in cui poter ascoltare i propri sentimenti e comprendere quali siano i propri bisogni più profondi, mi sembra fondamentale. Solo così potrà capire se le Sue necessità possono trovare risposta nella relazione attuale, o se è necessario mettersi in gioco e cercare ciò che Le serve per vivere un legame pieno e autentico.
Buona sera, non è sempre facile comportarsi e scegliere in determinate situazioni. Può considerare di fare alcune sedute di psicoterapia cognitivo comportamentale con questo obiettivo, ovvero fare chiarezza, capire quando e se agire al meglio ma sopratutto se realmente vuole questo dalla sua vita. Saluti
Buongiorno,
la situazione che descrive è complessa, ma anche molto chiara su un piano più profondo.
Lei si trova in una fase di passaggio: non è solo “diviso tra due donne”, ma tra due possibilità evolutive diverse.
Da una parte c’è la relazione attuale, che porta con sé storia, investimento, ma anche dinamiche ripetitive: conflitti, senso di svalutazione, una distanza nei bisogni (affettivi, progettuali e anche corporei). Spesso questi legami hanno una funzione importante: ci mettono a contatto con ferite profonde — nostre e dell’altro — ma possono anche diventare spazi in cui si rimane “bloccati” se non c’è un reale movimento reciproco.
Dall’altra parte, l’incontro con questa amica sembra attivare qualcosa di diverso: affinità, progettualità, vitalità. Tuttavia, anche qui emerge un dato importante: lei ha espresso chiaramente un limite, dicendole che questa situazione le genera ansia e chiedendole distanza.
La domanda che pone (“quante probabilità ho?”) è comprensibile, ma rischia di spostare il focus fuori da di sé, come se la risposta dipendesse da una sorta di “esito” da ottenere.
In realtà la domanda più trasformativa è un’altra: “In quale tipo di relazione posso essere autentico, rispettato e pienamente espresso?”
E ancora: “Sto scegliendo in base a ciò che sento profondamente, o sto inseguendo ciò che al momento non è disponibile?”
È importante notare che entrambe le relazioni, per motivi diversi, presentano una difficoltà di reciprocità:
• nella relazione attuale, nei modi e nei bisogni che non coincidono;
• nell’altra, nel fatto che i suoi sentimenti non sono corrisposti nello stesso modo.
Questo può indicare un tema più profondo legato al desiderio e al riconoscimento, come se l’energia si orientasse verso legami in cui c’è sempre qualcosa da “ottenere” o da “sperare”, più che uno spazio già disponibile e condiviso.
In un’ottica transpersonale, questi momenti rappresentano un invito importante: fermarsi e non scegliere immediatamente “tra due persone”, ma scegliere se stessi e la qualità di relazione che si desidera costruire.
La relazione con la sua compagna attuale può essere rivista solo se c’è una reale possibilità di trasformazione reciproca (nei modi, nel rispetto, nella visione di vita). L’altra connessione, invece, in questo momento le chiede di rispettare un confine chiaro.
Più che chiedersi “quante probabilità ho”, potrebbe essere utile chiedersi: “Cosa sto cercando davvero, e cosa sono disposto a non accettare più?”
Le risposte, anche se non immediate, tendono a emergere con più chiarezza quando si sposta lo sguardo dall’esterno all’interno.
Un caro saluto
Lei si trova in una fase di passaggio: non è solo “diviso tra due donne”, ma tra due possibilità evolutive diverse.
Da una parte c’è la relazione attuale, che porta con sé storia, investimento, ma anche dinamiche ripetitive: conflitti, senso di svalutazione, una distanza nei bisogni (affettivi, progettuali e anche corporei). Spesso questi legami hanno una funzione importante: ci mettono a contatto con ferite profonde — nostre e dell’altro — ma possono anche diventare spazi in cui si rimane “bloccati” se non c’è un reale movimento reciproco.
Dall’altra parte, l’incontro con questa amica sembra attivare qualcosa di diverso: affinità, progettualità, vitalità. Tuttavia, anche qui emerge un dato importante: lei ha espresso chiaramente un limite, dicendole che questa situazione le genera ansia e chiedendole distanza.
La domanda che pone (“quante probabilità ho?”) è comprensibile, ma rischia di spostare il focus fuori da di sé, come se la risposta dipendesse da una sorta di “esito” da ottenere.
In realtà la domanda più trasformativa è un’altra: “In quale tipo di relazione posso essere autentico, rispettato e pienamente espresso?”
E ancora: “Sto scegliendo in base a ciò che sento profondamente, o sto inseguendo ciò che al momento non è disponibile?”
È importante notare che entrambe le relazioni, per motivi diversi, presentano una difficoltà di reciprocità:
• nella relazione attuale, nei modi e nei bisogni che non coincidono;
• nell’altra, nel fatto che i suoi sentimenti non sono corrisposti nello stesso modo.
Questo può indicare un tema più profondo legato al desiderio e al riconoscimento, come se l’energia si orientasse verso legami in cui c’è sempre qualcosa da “ottenere” o da “sperare”, più che uno spazio già disponibile e condiviso.
In un’ottica transpersonale, questi momenti rappresentano un invito importante: fermarsi e non scegliere immediatamente “tra due persone”, ma scegliere se stessi e la qualità di relazione che si desidera costruire.
La relazione con la sua compagna attuale può essere rivista solo se c’è una reale possibilità di trasformazione reciproca (nei modi, nel rispetto, nella visione di vita). L’altra connessione, invece, in questo momento le chiede di rispettare un confine chiaro.
Più che chiedersi “quante probabilità ho”, potrebbe essere utile chiedersi: “Cosa sto cercando davvero, e cosa sono disposto a non accettare più?”
Le risposte, anche se non immediate, tendono a emergere con più chiarezza quando si sposta lo sguardo dall’esterno all’interno.
Un caro saluto
Buongiorno,
la situazione che descrive è emotivamente complessa e capisco quanto possa essere difficile trovarsi diviso tra una relazione lunga, con aspetti importanti ma anche molta fatica, e un forte coinvolgimento verso un’altra persona.
Da quello che racconta, nella relazione attuale emergono diversi elementi di sofferenza: conflitti frequenti, modalità comunicative che la feriscono, una distanza sul piano dell’intimità e anche progetti di vita non allineati (come il tema dei figli). Questi non sono dettagli secondari, ma aspetti centrali di una relazione.
ll rischio, in situazioni come questa, è quello di restare “in mezzo”: insoddisfatti nella relazione attuale e aggrappati a una possibilità che, al momento, non è concreta.
Potrebbe essere utile affrontare il suo conflitto interiore in uno spazio sicuro con l'aiuto di un professionista oppure qualora fosse disposto a lavorare sulla sua attuale relazione penso che possa essere prezioso anche condividere la sua sofferenza con la sua compagna in un percorso per la coppia. Rimango disponibile per un colloquio conoscitivo qualora decidesse di iniziare.
la situazione che descrive è emotivamente complessa e capisco quanto possa essere difficile trovarsi diviso tra una relazione lunga, con aspetti importanti ma anche molta fatica, e un forte coinvolgimento verso un’altra persona.
Da quello che racconta, nella relazione attuale emergono diversi elementi di sofferenza: conflitti frequenti, modalità comunicative che la feriscono, una distanza sul piano dell’intimità e anche progetti di vita non allineati (come il tema dei figli). Questi non sono dettagli secondari, ma aspetti centrali di una relazione.
ll rischio, in situazioni come questa, è quello di restare “in mezzo”: insoddisfatti nella relazione attuale e aggrappati a una possibilità che, al momento, non è concreta.
Potrebbe essere utile affrontare il suo conflitto interiore in uno spazio sicuro con l'aiuto di un professionista oppure qualora fosse disposto a lavorare sulla sua attuale relazione penso che possa essere prezioso anche condividere la sua sofferenza con la sua compagna in un percorso per la coppia. Rimango disponibile per un colloquio conoscitivo qualora decidesse di iniziare.
Gentile utente ,un elogio alla sua sensibilita 'per come sta gestendo la relazione con la sua amica . Se i sentimenti per lei sono piu' intensi di quelli per la sua compagna ....le suggerisco di insistere in modo delicato e rispettoso , mentre nei confronti della sua compagna ebbene cominciare a prendere delle distanze e mettere in chiaro cio' che non la fa stare bene ( carattere, liti, sessualita', arroganza , disprezzo, ecc..) . Essere onesti nelle relazioni di coppia e' fondamentale .
Resto a disposizione e la saluto cordialmente
Dott.ssa Adriana Gaspari
Resto a disposizione e la saluto cordialmente
Dott.ssa Adriana Gaspari
Buongiorno,
dal suo racconto emerge chiaramente che si trova in una situazione complessa, con diverse relazioni e dinamiche emotive intrecciate. Si percepisce quanto sia difficile gestire le proprie emozioni e i propri desideri in mezzo a legami consolidati e aspettative diverse, senza che ci sia sempre chiarezza su ciò che accade o su cosa aspettarsi dagli altri.
È naturale sentirsi confusi o incerti quando i rapporti suscitano emozioni contrastanti e comportamenti difficili da comprendere. La sua esperienza mostra quanto le relazioni possano essere intense e complicate, soprattutto quando ci sono sentimenti profondi, differenze nei desideri e momenti di fragilità negli altri.
In situazioni come questa, è umano provare ansia, dubbio e fatica emotiva. Riconoscere ciò che accade dentro di sé e dare attenzione a ciò che sente è già un passo importante per orientarsi tra queste emozioni complesse.
Un caro saluto. Dott.Ssa Selene Scappini
dal suo racconto emerge chiaramente che si trova in una situazione complessa, con diverse relazioni e dinamiche emotive intrecciate. Si percepisce quanto sia difficile gestire le proprie emozioni e i propri desideri in mezzo a legami consolidati e aspettative diverse, senza che ci sia sempre chiarezza su ciò che accade o su cosa aspettarsi dagli altri.
È naturale sentirsi confusi o incerti quando i rapporti suscitano emozioni contrastanti e comportamenti difficili da comprendere. La sua esperienza mostra quanto le relazioni possano essere intense e complicate, soprattutto quando ci sono sentimenti profondi, differenze nei desideri e momenti di fragilità negli altri.
In situazioni come questa, è umano provare ansia, dubbio e fatica emotiva. Riconoscere ciò che accade dentro di sé e dare attenzione a ciò che sente è già un passo importante per orientarsi tra queste emozioni complesse.
Un caro saluto. Dott.Ssa Selene Scappini
Buonasera, lei è stata chiara: non vuole.
Quindi le “probabilità” sono molto basse.
Il punto non è lei, ma te:
- non stai bene nella tua relazione
- stai cercando altro altrove
La vera domanda è: cosa vuoi fare della tua vita adesso?
Quindi le “probabilità” sono molto basse.
Il punto non è lei, ma te:
- non stai bene nella tua relazione
- stai cercando altro altrove
La vera domanda è: cosa vuoi fare della tua vita adesso?
Gentile utente,
la domanda con cui conclude — 'Quante probabilità ho?' — sposta purtroppo l'attenzione fuori da lei, su una variabile che non può controllare. Il vero nodo della questione non è se l'amica ricambierà, ma cosa sta succedendo dentro di lei e nella sua relazione attuale.
Lei descrive un rapporto di 7 anni segnato da arroganza, disprezzo e una profonda insoddisfazione affettiva e sessuale. Sembra che lei si senta 'in debito' perché la sua compagna ha cambiato regione per lei, e questo debito la porta a tollerare un trattamento che la ferisce. L'avvicinamento a questa amica più giovane è stato il tentativo del suo sistema vitale di cercare 'ossigeno', nutrimento e quella speranza di famiglia che con la sua compagna sembra preclusa.
Tuttavia, la reazione di questa donna (il pianto e la richiesta di essere lasciata stare perché prova ansia) indica che lei ha caricato questo rapporto di un peso emotivo e di aspettative che l'altra persona non è pronta, o non desidera, sostenere. Dichiarare sentimenti così profondi a chi l'ha sempre considerata 'solo un amico' crea spesso un senso di invasione, non di attrazione.
Il mio consiglio è di smettere di calcolare le probabilità con l'amica e di guardare con onestà alla sua compagna. Finché resterà in una relazione dove si sente disprezzato, cercherà sempre 'salvatori' esterni, ma questi difficilmente potranno restare con lei se prima non scioglie il legame che la rende infelice. Il cambiamento deve partire dalla sua libertà di scegliere cosa merita per se stesso, indipendentemente da terze persone.
Un cordiale saluto,
Dott.ssa Maria Pandolfo
la domanda con cui conclude — 'Quante probabilità ho?' — sposta purtroppo l'attenzione fuori da lei, su una variabile che non può controllare. Il vero nodo della questione non è se l'amica ricambierà, ma cosa sta succedendo dentro di lei e nella sua relazione attuale.
Lei descrive un rapporto di 7 anni segnato da arroganza, disprezzo e una profonda insoddisfazione affettiva e sessuale. Sembra che lei si senta 'in debito' perché la sua compagna ha cambiato regione per lei, e questo debito la porta a tollerare un trattamento che la ferisce. L'avvicinamento a questa amica più giovane è stato il tentativo del suo sistema vitale di cercare 'ossigeno', nutrimento e quella speranza di famiglia che con la sua compagna sembra preclusa.
Tuttavia, la reazione di questa donna (il pianto e la richiesta di essere lasciata stare perché prova ansia) indica che lei ha caricato questo rapporto di un peso emotivo e di aspettative che l'altra persona non è pronta, o non desidera, sostenere. Dichiarare sentimenti così profondi a chi l'ha sempre considerata 'solo un amico' crea spesso un senso di invasione, non di attrazione.
Il mio consiglio è di smettere di calcolare le probabilità con l'amica e di guardare con onestà alla sua compagna. Finché resterà in una relazione dove si sente disprezzato, cercherà sempre 'salvatori' esterni, ma questi difficilmente potranno restare con lei se prima non scioglie il legame che la rende infelice. Il cambiamento deve partire dalla sua libertà di scegliere cosa merita per se stesso, indipendentemente da terze persone.
Un cordiale saluto,
Dott.ssa Maria Pandolfo
Gentile Utente,
la situazione che descrive è emotivamente complessa e, comprensibilmente, la sta mettendo in una posizione di forte tensione tra ciò che vive oggi e ciò che desidererebbe per il futuro.
Parto da un punto diretto: la domanda “quante probabilità ho?” rischia di portarla su un piano un po’ fuorviante. Qui non si tratta tanto di probabilità, quanto di scelte, confini e realtà emotive già presenti.
Da una parte c’è la sua relazione attuale, che dura da anni e dentro cui riconosce aspetti importanti (l’impegno della sua compagna, il legame costruito), ma anche elementi che la fanno soffrire come il modo in cui viene trattato, la distanza sul piano sessuale, e soprattutto una differenza significativa nei progetti di vita (come il desiderio di figli). Questi non sono dettagli secondari, ma nodi centrali.
Dall’altra parte c’è questa amica, con cui sente affinità, apertura, una visione condivisa del futuro. Tuttavia, lei è stata chiara nel dirle che la vive come un amico e, dopo la lettera, ha espresso anche un bisogno di distanza dicendo che si sente sotto pressione. Le sue emozioni (anche il pianto) non vanno automaticamente lette come apertura sentimentale, possono anche indicare coinvolgimento emotivo, ma non necessariamente nella direzione desiderata.
Quello che emerge è che, in questo momento, lei si trova in una relazione che non la soddisfa pienamente e contemporaneamente investe emotivamente su una persona che però non è disponibile in quel senso.
Il rischio è di restare “in mezzo” senza affrontare fino in fondo la realtà della relazione attuale, e alimentando una speranza verso qualcosa che, ad oggi, non è reciproco.
Forse la domanda più utile non è “quante probabilità ho con lei?”, ma “che cosa voglio davvero per la mia vita affettiva, e cosa sono disposto a fare per avvicinarmi a questo?”.
Questo può implicare anche scelte difficili, come interrogarsi in modo più deciso sulla relazione in cui si trova: se è qualcosa che può essere rinegoziato (anche con un confronto più aperto o un supporto di coppia), oppure se le differenze che sente sono troppo profonde.
Allo stesso tempo, rispettare il confine che la sua amica ha espresso è fondamentale.
Le lascio uno spunto: se questa seconda persona non fosse una possibilità, come guarderebbe oggi alla sua relazione attuale?
A volte, togliere mentalmente “l’alternativa” aiuta a vedere con più chiarezza dove si è e cosa si desidera davvero.
Resto disponibile.
Un caro saluto, dott.ssa Martina Veracini
Psicologa
(Empoli & Online)
la situazione che descrive è emotivamente complessa e, comprensibilmente, la sta mettendo in una posizione di forte tensione tra ciò che vive oggi e ciò che desidererebbe per il futuro.
Parto da un punto diretto: la domanda “quante probabilità ho?” rischia di portarla su un piano un po’ fuorviante. Qui non si tratta tanto di probabilità, quanto di scelte, confini e realtà emotive già presenti.
Da una parte c’è la sua relazione attuale, che dura da anni e dentro cui riconosce aspetti importanti (l’impegno della sua compagna, il legame costruito), ma anche elementi che la fanno soffrire come il modo in cui viene trattato, la distanza sul piano sessuale, e soprattutto una differenza significativa nei progetti di vita (come il desiderio di figli). Questi non sono dettagli secondari, ma nodi centrali.
Dall’altra parte c’è questa amica, con cui sente affinità, apertura, una visione condivisa del futuro. Tuttavia, lei è stata chiara nel dirle che la vive come un amico e, dopo la lettera, ha espresso anche un bisogno di distanza dicendo che si sente sotto pressione. Le sue emozioni (anche il pianto) non vanno automaticamente lette come apertura sentimentale, possono anche indicare coinvolgimento emotivo, ma non necessariamente nella direzione desiderata.
Quello che emerge è che, in questo momento, lei si trova in una relazione che non la soddisfa pienamente e contemporaneamente investe emotivamente su una persona che però non è disponibile in quel senso.
Il rischio è di restare “in mezzo” senza affrontare fino in fondo la realtà della relazione attuale, e alimentando una speranza verso qualcosa che, ad oggi, non è reciproco.
Forse la domanda più utile non è “quante probabilità ho con lei?”, ma “che cosa voglio davvero per la mia vita affettiva, e cosa sono disposto a fare per avvicinarmi a questo?”.
Questo può implicare anche scelte difficili, come interrogarsi in modo più deciso sulla relazione in cui si trova: se è qualcosa che può essere rinegoziato (anche con un confronto più aperto o un supporto di coppia), oppure se le differenze che sente sono troppo profonde.
Allo stesso tempo, rispettare il confine che la sua amica ha espresso è fondamentale.
Le lascio uno spunto: se questa seconda persona non fosse una possibilità, come guarderebbe oggi alla sua relazione attuale?
A volte, togliere mentalmente “l’alternativa” aiuta a vedere con più chiarezza dove si è e cosa si desidera davvero.
Resto disponibile.
Un caro saluto, dott.ssa Martina Veracini
Psicologa
(Empoli & Online)
Buongiorno,
più che una questione di probabilità, sembra che lei sia già “in mezzo”: in una relazione che non la soddisfa pienamente e in un’altra in cui si è esposto ma ha trovato un limite.
Quando ci si trova in questa posizione, il rischio è restare sospesi, senza scegliere davvero né dentro né fuori.
Un percorso psicologico può aiutarla a capire da dove sta scegliendo — e quindi a uscire da questa situazione con più chiarezza, senza rincorrere risposte dall’altro.
Se vuole, possiamo approfondire insieme questo passaggio. Mi contatti
più che una questione di probabilità, sembra che lei sia già “in mezzo”: in una relazione che non la soddisfa pienamente e in un’altra in cui si è esposto ma ha trovato un limite.
Quando ci si trova in questa posizione, il rischio è restare sospesi, senza scegliere davvero né dentro né fuori.
Un percorso psicologico può aiutarla a capire da dove sta scegliendo — e quindi a uscire da questa situazione con più chiarezza, senza rincorrere risposte dall’altro.
Se vuole, possiamo approfondire insieme questo passaggio. Mi contatti
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