Dott.ssa Germana Ferreri

Psicologo · Altro

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Esperienze

Sono una psicologa con formazione teorica psicodinamica - sistemica.
Mi occupo di difficolta' emotive e relazionali, offrendo uno spazio di ascolto e riflessione in cui la persona possa sentirsi accolta e compresa. 
Nel mio lavoro considero il disagio non solo come un sintomo, ma come un segnale dotato di significato, spesso legato alla storia personale, alle relazioni e al contesto di vita.

Offro consulenza psicologica di supporto on line, in un setting strutturato e riservato.

Il lavoro a distanza consente uno spazio di ascolto stabile e profondo, favorendo continuità, accessibilità e qualità della relazione.

Il primo colloquio ha una funzione conoscitiva: è uno spazio in cui esploriamo insieme la richiesta, il momento di vita della persona e valutiamo la possibilità di iniziare un percorso.

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Aree di competenza principali:

  • Psicologia del lavoro
  • Psicologia clinica

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 4 domande da parte di pazienti di MioDottore

Nel 2021 mi sono trasferita, per cause legate al covid, dalla Lombardia alla Campania (mia regione di nascita). Dopo un mese ho conosciuto lui e dopo 2 mesi è iniziata la nostra relazione. Per ragioni pratiche dopo 6 mesi siamo andati a convivere. Le diversità di mentalità e visione di vita sono apparse subito evidenti, infatti dopo un anno abbiamo interrotto la relazione. La separazione è stata dolorosa e con momenti molto concitati dovuti al fatto che lui voleva tornare con me e io no. Dopo qualche mese lui si è allontanato fisicamente per non avere più la tentazione di cercarmi. Per me è iniziato un bruttissimo periodo, non dovuto solo a questo. Non ero più convinta di voler stare al sud, lontana dalla mia famiglia, ma stavo male e on volevo tornare al nord in quelle condizioni. Lui è tornato quando nel mio momento peggiore, mi è stato vicino dimostrandomi cambiamenti importanti nel modo di affrontare la relazione e abbiamo ricominciato. Oggi stiamo ancora insieme, conviviamo, abbiamo attraversato momenti difficili, ma siamo a un punto di svolta. Io voglio assolutamente tornare al nord, voglio stare con la mia famiglia e i miei amici, anche perchè qui non ho vita sociale e non mi piace la vita che conduco. Inoltre, credo di addossare a lui la responsabilità di colmare il vuoto di rapporti nella mia vita, dovuto al fatto che qui non conosco nessuno. Lui non ha piacere a trasferirsi, vuole restare nella sua città, ma probabilmente tenterebbe per me. Il fatto è che le nostre divergenze di vedute e stile di vita stanno influenzando molto i nostri umori, e ci stiamo chiedendo se questo problema farà finire il nostro rapporto, in quanto la convivenza è fatta di quotidianità, e nella quotidianità pratica abbiamo i nostri più grandi problemi. Io sono molto premurosa, lo accudisco in tutto, lui invece è il contrario, e questo spesso mi fa sentire non vista e non amata.
Sono molto confusa e impaurita, tempo che il trasferimento mi porterà a dover chiudere la relazione.
Spero di trovare spunti e conforto dalle vostre risposte.
Grazie

Salve,
ho letto con grande attenzione ciò che ha condiviso.
Il suo vissuto appare profondo e autentico: ciò che emerge non è soltanto una riflessione legata alla scelta del trasferimento, ma una difficoltà più intima, che tocca il rapporto tra chi sente di essere e ciò che sta vivendo in questo momento.
Avverto una notevole consapevolezza nel modo in cui entra in contatto con le sue emozioni. La confusione che percepisce non è un segno di debolezza, bensì un indicatore importante del suo desiderio di affrontare la propria vita con responsabilità e impegno.
La invito, con delicatezza, a soffermarsi su due aspetti che considero significativi:
- il desiderio di appartenenza
- l'investimento emotivo nella relazione.
Riflettere su questi punti potrebbe aiutarla a dare maggiore chiarezza a ciò che sente in questa fase della sua vita.
Un cordiale saluto e in bocca al lupo.

Dott.ssa Germana Ferreri

Non riesco ad attrarre persone né vita sessuale sana da 4 anni

Buonasera, sto vivendo una fase intensa di insoddisfazione intima. Spero di poter ricevere consigli, letture o spunti da cui partire per riprendere in mano la fiducia in me stesso.

Sono ormai un uomo di 34 anni, con un lavoro precario, ma studio e mi impegno a migliorare per una qualità di vita maggiore.

Non ho una relazione intima da 4 anni (sono eterosessuale) e sento come se fossi al di sotto degli standard estetici minimi per attrarre una donna, anche un'amica. Sono una persona cordiale, sorridente, presente e tendo fortemente all'ascolto (che mi rendo conto di preferire al parlare di me).

Noto che ogni volta che mi vedo allo specchio non mi piaccio, mi vedo brutto, basso, calvo e decisamente non attraente.

Mangio sano e faccio attività fisica da 2 anni, sto sviluppando un corpo esteticamente apprezzabile, ma non credo possa cambiare realmente qualcosa.

Per me è un problema relativamente nuovo: prima dell'ultima relazione, terminata bruscamente da lei per entrare in una nuova con un ragazzo più alto, più giovane, dai lineamenti molto belli e socialmente/professionalmente più inserito, assertivo e stabile, non avevo questa difficoltà. Semplicemente cercavo qualcuno di molto affine con cui costruire. Ora però desidero aprirmi con fiducia alla sessualità, conoscere le persone con leggerezza, vivere gli attimi, imparare a ricevere e lasciar andare senza aspettative... ma sembra un'impresa impossibile.

Quello che soffro maggiormente è la sensazione di non poter scegliere, mista a un forte desiderio di sentirmi accarezzato, baciato, voluto, cercato. Mi manca molto il contatto. Mi sento spesso sbagliato, solo, insufficiente, come se non avessi nulla da offrire. Spesso mi accorgo che le uniche persone che mi cercano sono quelle che hanno bisogno di un rifugio emotivo, piuttosto che il desiderio esplicito della mia compagnia.

Non ho interesse a sentirmi un adone o qualcuno che attrae con la sola presenza, ma vorrei educare la mia mente e la mia percezione a riconoscere che posso essere attraente, posso essere degno di amore e posso appassionare una compagna, che sia per una sera o per la vita.

Grazie mille a chiunque troverà il tempo per leggermi o rispondermi.

Cordialmente

Buonasera,
grazie per la fiducia e con cui si è raccontato. Dalle sue parole si percepisce forte il suo desiderio di sentirsi scelto, voluto e cercato. Il bisogno di contatto, di reciprocità e di riconoscimento è un bisogno umano fondamentale, e non c’è nulla di sbagliato in questo.
Dalla sua storia colpisce il fatto che abbia investito su di sé: si prende cura del suo corpo, lavora, studia, cerca di migliorare la qualità della sua vita. Eppure, quando si guarda allo specchio, continua a vedersi attraverso uno sguardo molto critico. Il suo senso di inadeguatezza sembra difficile da scalfire. A volte non è il corpo in sé a far sentire “non adeguati”, ma la ferita di un abbandono, di un confronto, di un’esperienza passata che ha toccato la fiducia del proprio valore.
È importante anche ciò che racconta rispetto a come le persone la cercano: si sente un “rifugio emotivo” più che un uomo desiderato. Forse è molto capace di accogliere l’altro, ma fa più fatica a portare nella relazione il suo desiderio, la sua parte più autentica e vulnerabile.
Il percorso che desidera intraprendere, quello di riconoscersi attraente e degno d’amore, è prima di tutto interiore. Non si tratta di convincersi di essere “un adone”, ma di cambiare prospettiva: da ciò che pensa di non avere a ciò che è.
Non è sbagliato. È un uomo che desidera connessione, intimità e scambio reciproco. E il fatto che voglia aprirsi con fiducia, imparare a vivere la sessualità con leggerezza e senza rigide aspettative, è già un movimento vitale.
Probabilmente il primo passo non è “riuscire ad attrarre”, ma tornare a sentirsi degno di essere visto. Gradualmente, partendo da questo punto, anche l’incontro con l’altro potrà trasformarsi da una prova da superare a un’esperienza da condividere.
Un cordiale saluto e in bocca al lupo.

Dott.ssa Germana Ferreri
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