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Esperienze

Mi chiamo Barbara Basile e sono una psicologa clinica, iscritta all’Ordine degli Psicologi della Regione Lazio.

Ho conseguito la Laurea Magistrale in Psicologia Clinica presso l’Università La Sapienza di Roma e ho maturato esperienza nell’ambito del supporto psicologico rivolto a adulti, adolescenti e famiglie, occupandomi in particolare di disturbi d’ansia, dell’umore, sostegno emotivo e difficoltà relazionali.

Nel mio lavoro adotto un approccio sistemico, ponendo particolare attenzione all’ascolto, alla relazione terapeutica e alla personalizzazione dell’intervento.

Sono una professionista motivata, empatica e con una spiccata capacità di adattarmi a contesti clinici differenti.

Lavoro con persone che attraversano momenti di difficoltà emotiva, relazionale o di cambiamento.

Credo che ognuno abbia risorse che spesso non riesce a vedere nei momenti più complessi.

Creo uno spazio sicuro e non giudicante, in cui la persona può sentirsi ascoltata.

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Aree di competenza principali:

  • Psicologo
  • Psicologia clinica
  • Psicologo clinico
  • Mediatore familiare

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  • Consulenza online

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  • Consulenza di coppia

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  • Consulenza psicologica

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Studio Privato di Psicologia

Via dell'Orsa Maggiore 49, piano terra, Roma 00144

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06 8587...
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ha risposto a 5 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno, ho 45 anni e sono fidanzato con una donna 7 anni piu grande di me da 7 anni. In questo periodo lei ha dimostrato di volermi bene trasferendosi da un altra regione. È consapevole di avere un caratteraccio, infatti si litiga spesso perché lei mi tratta spesso con arroganza e disprezzo in modo senza senso. Sessualmente si è molto limitati perché a lei basta il minimo sufficiente, quando io vorrei vivere piu intensamente e liberamente le fantasie con lei. Ha avuto un infanzia difficile per via della separazione dei genitori quando era piccola.
Io gli ultimi mesi mi sono avvicinato molto ad un amica 9 anni piu giovane che conosco da 12 anni che si è lasciata dal fidanzato dopo 7 anni insieme, che conosce la mia compagna. Mi è sempre piaciuta e abbiamo sempre avuto un rapporto schietto e sincero, andiamo molto d'accordo e vorremmo le stesse cose nella vita, compresa una famiglia e dei figli(al contrario della mia compagna). Non c'è mai stato un contatto fisico perche sappiamo bene non sarebbe giusto, ma abbiamo avuto diversi incontri insieme a pranzo o aperitivo in cui stiamo sempre 3/4 ore a parlare, anche se mi ha detto che per lei sono solo amico. Dopo un paio di giorni che le ho letto una lettera dove le ho scritto tutti i miei sentimenti, le sue qualita(perché si sminuisce sempre) e cosa mi piacerebbe fare con lei (si è messa a piangere fin che gliela leggevo) mi ha detto che la lasci stare che le metto ansia. Io sto rispettando ciò, ma è dura. Quante probabilità ho?

Buonasera,
a mio parere dovrebbe capire se è soddisfatto della sua relazione a prescindere da come potrebbe evolvere la situazione con la sua amica. Questo le permetterebbe di prendere delle decisioni per se stesso contemplando anche la possibilità di restare da solo. Questo permetterebbe anche alla sua amica di poter scegliere liberamente se accettare una evoluzione diversa del vostro rapporto, sapendo di non avere su di sé il peso della rottura della sua relazione.
Le scelte in generale andrebbero fatte per se stessi a prescindere dal consenso di altre persone.
Spero di averle dato almeno uno spunto di riflessione
Dott.ssa Barbara Basile

Dott.ssa Barbara Basile

Buon pomeriggio cari dottori. Sono una ragazza di 31 anni che è stata lasciata dal proprio fidanzato qualche settimana fa. La nostra relazione è andata avanti per 6 anni, con diversi tiri e molla dovuti ai nostri caratteri forti e impulsivi, a scelte di vita e lavoro che non sempre ci hanno portato a dare serenità l'uno all'altro. Siamo entrambi a Milano adesso e veniamo dalla stessa città natale, siamo cresciuti insieme in questi anni affrontando cambiamenti importanti insieme ma la nostra relazione credo che abbia preso delle dinamiche tossiche. Lui voleva andare a convivere da tempo, da quando si è trasferito qui a Milano prima di me. Io ero insicura e ho preferito non andare a vivere con lui, sia per la mentalità "retrograde" dei miei genitori, sia perchè la nostra relazione è stata fin dall'inizio non lineare, con incertezze da parte sua nei primi due anni di frequentazione. Sono stata più volte io a inseguirlo, a cercare di fargli capire quanto tenessi a lui mentre lui mostrava avere un atteggiamento evitante, dove più volte di fronte le difficoltà della relazione scappava e reagiva in modo diverso. La sua richiesta di andare a convivere in questi anni è continuata ed è stato uno dei motivi per cui si sono verificate parecchie tensioni nella relazione. Io mi sentivo impaurita nel prendere questa scelta, condividendo con lui in modo trasparente le mie incertezze, la paura di affrontare la reazione dei miei genitori e dopo l'ennesimo mio rifiuto nel prendere questa scelta, lui ha deciso di tradirmi per "vendicarsi". In quel periodo, lui viveva a casa mia a Milano e con altre due mie amiche in modo "temporaneo" per qualche mese, in modo da sperimentare la quotidianità insieme e avevo deciso di ospitarlo perchè avevano venduto la casa in cui era in affitto a Milano. Quando mi ha chiesto di lasciare insieme quella casa per andare a vivere insieme solo noi due, io ho detto di no e nel frattempo mi ha appunto tradita tramite un'app di incontri. Ho scoperto di quell'episodio per caso, perchè una mia collega di lavoro mi scrisse di averlo visto su questa app di incontri. Vivevamo ancora insieme e per me è stato un trauma, perchè non pensavo che potesse reagire cosi. Avrei preferito che chiudesse il rapporto con me piuttosto che pugnalarmi cosi alle spappe. Aggiungo che ero stata tradita anche nella mia precedente relazione con lui, quindi è stata una ferita che si è riaperta. Nel corso degli anni, ha capito di aver sbagliato e io ho provato a perdonarlo, non nascondendo la mia frustrazione per quello che era successo e di base non riuscendo a fidarmi completamente di lui. Inoltre, dal punto di vista psicologico ho accumulato rabbia, litigavamo spesso e io avevo reazioni amplificate forse da questo mio malessere interiore. A volte, non riuscivo a controllare la mia rabbia e questo ci portava a litigare in modo acceso. Nonostante tutto, la relazione è andata avanti per 6 anni perchè di base so che teniamo entrambi all'altro e abbiamo condiviso difficoltà insieme ed esperienze importanti. Come raccontavo all'inizio, non è la prima volta che mi ha lasciata in questi 6 anni, attivando in me il ciclo di rincorrerlo o inseguirlo per spiegargli effettivamente che era meglio lottare di fronte ai problemi insieme piuttosto che scappare. Dopo qualche settimana, ritornavamo insieme ma senza effettivamente risolvere in modo approfondito i problemi che ci portavamo dietro con la stessa responsabilità da entrambe le parti . Dopo l'ennesimo litigio, mi ha lasciata qualche giorno fa. Mi ha detto che non siamo compatibili, che gli fa male lasciarmi andare ma che se continuiamo a stare insieme ci facciamo del male a vicenda, rimanendo in un limbo continuo. Ha detto che ancora mi ama, ma questa volta è la scelta da prendere in modo definitivo dopo che abbiamo provate più volte a sistemare le cose. Credo che entrambi abbiamo le nostre responsabilità, anche se molte volte ho più portato io il carico emotivo di questa relazione rincorrendolo piuttosto che lasciarlo andare quando fosse giusto. In questi giorni sto parecchio male, è difficile accettare questa scelta perchè dentro di me non vorrei lascialo andare definitivamente, provo una profonda tristezza nel pensare che le nostre strade si divideranno definitivamente e vivo nel vuoto. Ha senso che lo insegua ancora una volta ? Vorrei davvero che entrambi ci impegnassimo con un supporto psicologico a crescere in primis come individui singoli e poi, da questa crescita personale, portare il meglio anche dentro la coppia per uscire da alcune dinamiche tossiche e trasformare la relazione in una fonte di serenità per entrambi. Come posso affrontare senza stare ulteriormente peggio questa situazione cosi ingarbugliata e pesante? Potrei aver sviluppato una dipendenza affettiva che mi porta ad avere una percezione diversa della relazione ?

Buonasera,
sicuramente intraprendere un persorso di sostegno psicologico può aiutarla soprattutto in una fase come quella che sta attraversando. Se palra di "dipendenza affettiva" significa che in qualche modo è già consapevole di avere probabilmente una difficoltà da risolvere, non tanto nell'ottica di recuperare questo rapporto, quanto come aiuto in una futura relazione affinché determinate dinamiche non si ripetano.
Non le consiglio di pensare se ricercarlo o meno, ma le consiglio di concentrarsi su se stessa per capire questo rapporto, da lei più volte definito tossico e malato, ha soddisfatto comunque dei suoi bisogni in questi anni o si è innescato su un probabile problema di autostima sul quale dovrebbe lavorare magari.
Spero di averle dato uno spunto di riflessione
Dott.ssa Barbara Basile

Dott.ssa Barbara Basile
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