Dott.ssa
Chiara Aprile
Psicologa
·
Psicologa clinica
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sulle specializzazioni
Milano 2 indirizzi
Esperienze
“Quando non siamo più in grado di cambiare una situazione, siamo chiamati a cambiare noi stessi.”
Viktor E. Frankl
Nel mio lavoro la sofferenza psicologica non è qualcosa da correggere in fretta o da mettere a tacere. È un’esperienza che chiede tempo, ascolto e rispetto. I sintomi, le crisi e le difficoltà non vengono trattati come errori da eliminare, ma come segnali preziosi: linguaggi attraverso cui la persona prova a esprimere ciò che ancora non ha trovato forma o parola.
Ho maturato esperienza con minori in contesti di neuropsichiatria, con persone che vivono situazioni di marginalità sociale o povertà, e in collaborazioni in comunità per tossicodipendenti e persone con condanne in regime alternativo, imparando a riconoscere la forza che nasce nei momenti di fragilità e vulnerabilità.
Il mio approccio si ispira a una visione transpersonale, che considera la persona nella sua interezza: mente, corpo, emozioni e dimensione più profonda dell’esperienza. La terapia diventa così un processo di integrazione, in cui non si lavora solo sul sintomo, ma sul senso che la sofferenza assume nel percorso di vita di ciascuno.
Il percorso terapeutico è uno spazio in cui rallentare, ascoltare e comprendere, senza giudizio. Un tempo dedicato a sé, in cui è possibile dare significato ai vissuti, riconoscere le proprie risorse e aprire nuove possibilità di trasformazione.
Lavoro con adolescenti e adulti che attraversano momenti di fragilità emotiva, confusione o difficoltà relazionali, offrendo uno spazio sicuro e accogliente. Al centro del mio lavoro c’è la relazione terapeutica come incontro autentico, capace di sostenere un cambiamento profondo, rispettoso dei tempi e della storia di ciascuno.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicodiagnostica
Principali patologie trattate
- Difficoltà relazionali
- Psicologia del femminile
- Autostima
- Disturbi alimentari
- Disturbi dell'umore
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Prestazioni e prezzi
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Consulenza online
70 € -
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Accompagnamento in gravidanza
70 € -
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Analisi bioenergetica
70 € -
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Arteterapia
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70 € -
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Viale Famagosta, 1, Milano 20142
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Assicurazioni non accettate
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Recensioni
18 recensioni
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S
Simona
La dottoressa Chiara Aprile è una professionista che mi è stata accanto durante un periodo importante della mia vita. Trovare qualcuno capace di metterti a tuo agio nell’approccio terapeutico fin da subito non è affatto scontato, e con lei è stato possibile.
È una persona preparata ed estremamente attenta alle esigenze del paziente, che svolge il suo lavoro con grande professionalità e passione. Fin dall’inizio mi ha trasmesso fiducia e competenza, qualità che mi hanno permesso di intraprendere il percorso terapeutico con serenità.
Consiglio vivamente la dottoressa a chiunque stia cercando una professionista empatica, attenta e altamente qualificata.• Consulenza online • colloquio individuale •
Dott.ssa Chiara Aprile
Grazie di cuore Simona per queste parole
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A
A. L.
Mi sono rivolta alla dottoressa Aprile in un periodo di forte stress e di grandi cambiamenti nella mia vita. Non avevo mai intrapreso prima un percorso di terapia e inizialmente ero un po’ diffidente, perché non sapevo se sarei riuscita ad aprirmi davvero. Con il tempo, però, posso dire di essere molto felice di aver fatto questo passo. Fin dal primo incontro si è dimostrata gentile, accogliente e molto professionale, riuscendo a mettermi subito a mio agio e creando uno spazio sicuro in cui mi sono sentita ascoltata senza giudizio. Durante il percorso mi ha aiutata a comprendere meglio me stessa, a dare un nome a emozioni e pensieri che spesso facevo fatica a esprimere e a scoprire parti di me che non conoscevo. Grazie al suo supporto ho iniziato a guardare le difficoltà con maggiore consapevolezza e a sviluppare strumenti utili per affrontarle. Consiglio questo percorso con la dottoressa Aprile a chiunque senta il bisogno di fermarsi, capirsi meglio e prendersi cura di sé.
• Consulenza online • consulenza online •
Dott.ssa Chiara Aprile
La ringrazio di cuore.
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A
A.P
Un’esperienza estremamente positiva. Fin dal primo incontro mi sono sentita accolta e ascoltata senza giudizio. È una professionista empatica, preparata e capace di creare uno spazio sicuro in cui lavorare su sé stessi. Grazie al suo supporto ho fatto passi avanti concreti nel mio percorso personale. La consiglio vivamente.
• Consulenza online • consulenza online •
Dott.ssa Chiara Aprile
La ringrazio di cuore, è stato un onore accompagnarla in questo cammino
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F
fabio a
molto gentile e cordiale e mi ha aiutato in un momento difficile
• Consulenza online • consulenza online •
Dott.ssa Chiara Aprile
Grazie di cuore Fabio
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L
Longo Vanessa
Professionale, semplice nella comunicazione e gentile.
• Consulenza online • consulenza psicologica •
Dott.ssa Chiara Aprile
Grazie Vanessa! Un abbraccio
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S
S.B.
Ho avuto modo di conoscere la dottoressa Aprile per motivi di lavoro. S'è dimostrata una professionista in grado di accogliere la complessità dei casi trattati
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Dott.ssa Chiara Aprile
Caro Simone, ti ringrazio per la fiducia. Conoscerti e aver avuto la possibilità di lavorare con te mi ha arricchito nel profondo. Un saluto
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S
Silvia
Ho avuto il mio primo colloquio con la Dott.ssa Aprile e mi sono sentita subito accolta e ascoltata. Ho percepito un ambiente sicuro in cui potermi esprimere liberamente, cosa per me molto importante.
La consiglio!• Studio privato • colloquio individuale •
Dott.ssa Chiara Aprile
Cara Silvia, ti ringrazio per queste parole. Buon inizio
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A
Alessandro
Ho contattato la Dottoressa Chiara Aprile incuriosito dal suo approccio. Ho ritrovato una professionista accogliente che mi ha aiutato a rendermi più consapevole della persona che sono, ascoltando anche il mio corpo. Super consigliato
• Consulenza online • consulenza online •
Dott.ssa Chiara Aprile
La ringrazio sinceramente per le sue parole e per aver condiviso la sua esperienza.
Per me è fondamentale creare uno spazio accogliente in cui mente e corpo possano essere ascoltati insieme, perché spesso è proprio dall’integrazione di questi livelli che nasce una maggiore consapevolezza di sé.
Sono felice che il percorso le abbia permesso di conoscersi più a fondo. Le auguro di continuare a coltivare questo dialogo interiore anche nel suo cammino futuro.
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G
G.C.
Professionista accogliente ed empatica, che mostra una grande attenzione al benessere integrale della persona, la consiglio vivamente a chi desidera iniziare un percorso di conoscenza profonda di sè.
• Consulenza online • colloquio individuale •
Dott.ssa Chiara Aprile
La ringrazio di cuore per il suo riscontro e per aver colto l’aspetto per me centrale del lavoro terapeutico: l’attenzione al benessere integrale della persona.
Credo profondamente che ogni percorso sia un viaggio di conoscenza di sé, che coinvolge mente, corpo ed emozioni in modo unitario. Sapere che si è sentito accolto ed accompagnato in questo processo è per me molto prezioso.
Le auguro di proseguire con fiducia nel suo cammino di crescita.
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T
Tina
Il percorso di terapia con Chiara mi ha aiutata a prendere consapevolezza di alcune abitudini che mi limitavano e, passo dopo passo, a cambiarle davvero. Dopo aver fatto esperienza con altri professionisti, posso dire che con Chiara ho trovato un livello di empatia e profondità che ha fatto la differenza. La consiglio di cuore a chi sente di voler evolvere e fare un vero cambiamento nella propria vita.
• Consulenza online • consulenza psicologica •
Dott.ssa Chiara Aprile
Grazie davvero per le tue parole.
Il cambiamento profondo non avviene tutto insieme: nasce da piccole consapevolezze che, passo dopo passo, diventano scelte nuove e più allineate a ciò che siamo. Sono felice che tu abbia potuto trasformare alcune abitudini limitanti in occasioni di crescita concreta.
La profondità che hai percepito nel percorso è anche frutto della tua apertura e del tuo coraggio nel metterti in discussione. Ti auguro di continuare a evolvere con fiducia, restando in ascolto di te stessa e delle direzioni che senti più autentiche per la tua vita.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 42 domande da parte di pazienti di MioDottore
Sono una ragazza di 28 anni e sto attraversando un periodo difficile. Di recente ho chiuso una frequentazione, ormai circa due mesi fa, anche se l’ultimo contatto è avvenuto circa un mese fa e sto ancora molto male, ho paura di non riuscire a superarla.
La frequentazione è durata circa 3 mesi e mezzo, anche se gli ultimi due mesi è stata una frequentazione a distanza, per dei miei motivi personali.
Il motivo del mio malessere deriva dal fatto che a me lui piaceva molto e mi ero molto affezionata. Lui via messaggio era sempre presente, ci sentivamo ogni giorno e mi ascoltava anche quando parlavo di momenti stressanti. Di presenza siamo usciti circa dieci volte, durante il mese di frequentazione di presenza. A me sembrava davvero un bel rapporto, ci sentivamo ogni giorno e lui mi dava attenzioni, dimostrava molto interesse nel conoscermi.
Il fatto è che mentre io avevo chiarito che volevo che al momento giusto la cosa si evolvesse in una relazione, lui probabilmente non ha mai voluto una relazione, ma solo una frequentazione così, senza nessun impegno. Mi fa rabbia il fatto che parlandone lui mi aveva detto che anche lui voleva che al momento giusto la cosa si evolvesse in una relazione.
Alla fine è stato lui ad allontanarsi, proprio quando dopo due mesi era arrivato il momento di rivedersi. Ha accampato scuse, dicendo che aveva bisogno di più tempo per capire, di non essere affidabile emotivamente, di non riuscire a lasciarsi andare (non gli piaceva sbilanciarsi) ma non prendendo mai realmente le distanze, dicendo di non volersi allontanare, ma di volerla vivere con leggerezza, senza farsi troppi problemi al momento. Ha preso come scusa anche il fatto di essersi lasciato non molto tempo fa. Quindi alla fine l’ho chiusa io, perché non volevo starci di nuovo male e avevo paura che lui effettivamente non stesse prendendo le cose seriamente.
Lui ha provato a ricontattarmi via messaggio, ma io sono stata molto fredda.
Il problema è che tutt’ora non riesco a superarla. Non riesco a superarla perché mi sembrava che potesse nascerne davvero un bel rapporto. Non capisco se il problema fosse il fatto che non gli piacevo abbastanza, anche se tra noi c’era molta chimica, o se effettivamente lui aveva bisogno di più tempo per via della precedente relazione. O se effettivamente non volesse impegnarsi.
Ho paura di non incontrare mai nessuno che mi ami, perché lui è stata la mia prima “relazione” e nonostante io non mi consideri brutta credo di non piacere in fondo a nessuno, perché non ricevo molta considerazione maschile, o comunque non da qualcuno che mi interessi. Sono sempre stata un po’ introversa, ma non credo sia questo il problema. Non so come superare questa fase. Vorrei conoscere nuove persone ma ho paura di rimanere di nuovo delusa.
Cara utente,
quello che sta vivendo è un dolore reale, anche se la relazione è stata breve.
In una prospettiva più profonda, non è tanto la durata a determinare l’intensità di ciò che resta, ma il livello di apertura emotiva che si è creato. Lei si è coinvolta, si è esposta e ha iniziato a immaginare una possibilità: è questo che oggi sente mancare.
Il legame che descrive aveva per lei un valore significativo perché conteneva presenza, ascolto e una forma di connessione quotidiana. Quando qualcosa del genere si interrompe senza una chiusura chiara e coerente, resta uno spazio sospeso dentro di sé. Non è solo la persona che manca, ma anche ciò che quella relazione rappresentava: un possibile futuro, un senso di riconoscimento, un’apertura del cuore.
In chiave transpersonale, potremmo dire che questa esperienza ha attivato una parte profonda di lei che desidera relazione, reciprocità e stabilità. Il dolore che sente ora non è un segnale di debolezza, ma il segno che quella parte è viva.
Rispetto ai dubbi su di lui (“non gli piacevo abbastanza?” “aveva bisogno di tempo?”), è comprensibile cercare una risposta, ma spesso queste domande tengono la mente agganciata a qualcosa che non può essere davvero chiarito. Più che ciò che lui provava, è importante ciò che è emerso nel suo comportamento: una difficoltà a esporsi, a scegliere, a sostenere un coinvolgimento. Lei, invece, era pronta ad andare verso qualcosa di più definito.
Non si tratta quindi di “valere di meno” o “non piacere abbastanza”, ma di un disallineamento tra due tempi interiori diversi.
La paura che esprime—di non incontrare qualcuno che la ami—tocca un livello ancora più profondo. Qui non c’entra solo questa esperienza, ma probabilmente una narrazione interna che si attiva nei momenti di vulnerabilità: quella di non essere scelta, di non essere vista fino in fondo. È importante riconoscere che questa voce non è necessariamente la verità, ma una parte di sé che chiede attenzione e rassicurazione.
Il fatto che lei desideri conoscere nuove persone ma allo stesso tempo tema di rimanere delusa mostra un movimento molto umano: il cuore vuole aprirsi, ma cerca anche protezione. Non è necessario forzarsi né chiudersi. Può darsi il tempo di integrare ciò che ha vissuto.
Superare questa fase non significa dimenticare o “stare subito meglio”, ma attraversare ciò che sente, permettendosi di riconoscere il valore di ciò che ha provato senza trasformarlo in un giudizio su di sé.
Questa esperienza, per quanto dolorosa, può diventare anche un passaggio importante: le ha mostrato che è capace di legarsi, di sentire, di desiderare una relazione autentica. E queste non sono mancanze, ma risorse.
Con il tempo, ciò che ora vive come perdita può trasformarsi in maggiore chiarezza su ciò che cerca davvero e su ciò che merita di ricevere.
Salve, quando passo davanti a un parco dove mi portavano da piccolo, mi viene a volte una stretta al petto o nella zona fra il petto e il diaframma. A volte è un po' più forte, però non mi viene da scappare, cioè c'è e mi viene anche il respiro un po più lungo però non mi viene da andarmene ma anzi di rimanerci. Che cosa vuol dire? Sono sintomi di un luogo che è stato positivo per me oppure no?
Caro utente,
quello che descrivi sembra essere un’esperienza di contatto profondo tra il tuo corpo, le tue emozioni e una memoria legata a quel luogo. In una prospettiva transpersonale, i luoghi non sono solo spazi fisici, ma possono diventare veri e propri contenitori di vissuti, in cui parti della nostra esperienza rimangono in qualche modo “attive”.
La sensazione di stretta al petto o al diaframma, insieme al respiro che si amplia e al desiderio di restare, non indica necessariamente qualcosa di negativo. Al contrario, sembra più un segnale di attivazione emotiva che ti mette in contatto con qualcosa di significativo per te. È come se quel luogo riaprisse un canale verso una parte della tua storia, forse legata a momenti di apertura, sensibilità o anche vulnerabilità.
Il fatto che tu non senta il bisogno di allontanarti, ma piuttosto di rimanere, è particolarmente importante: suggerisce che non si tratta di un’esperienza da evitare, ma di qualcosa che può essere accolto e ascoltato. In questo senso, quella sensazione può essere vista come un invito a entrare in relazione con ciò che emerge, senza doverlo subito definire come “positivo” o “negativo”.
Più che cercare una classificazione, potrebbe essere utile osservare con curiosità ciò che accade dentro di te in quei momenti: quali emozioni emergono, che qualità ha quella stretta (nostalgia, malinconia, pienezza), e se affiorano immagini o ricordi.
In sintesi, ciò che provi non sembra tanto il segnale di qualcosa che “non va”, ma piuttosto un’esperienza significativa di connessione con una parte profonda di te, che trova in quel luogo un modo per esprimersi.
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