Esperienze
“Quando non siamo più in grado di cambiare una situazione, siamo chiamati a cambiare noi stessi.”
Viktor E. Frankl
Nel mio lavoro la sofferenza psicologica non è qualcosa da correggere in fretta o da mettere a tacere. È un’esperienza che chiede tempo, ascolto e rispetto. I sintomi, le crisi e le difficoltà non vengono trattati come errori da eliminare, ma come segnali preziosi: linguaggi attraverso cui la persona prova a esprimere ciò che ancora non ha trovato forma o parola.
Ho maturato esperienza con minori in contesti di neuropsichiatria, con persone che vivono situazioni di marginalità sociale o povertà, e in collaborazioni in comunità per tossicodipendenti e persone con condanne in regime alternativo, imparando a riconoscere la forza che nasce nei momenti di fragilità e vulnerabilità.
Il mio approccio si ispira a una visione transpersonale, che considera la persona nella sua interezza: mente, corpo, emozioni e dimensione più profonda dell’esperienza. La terapia diventa così un processo di integrazione, in cui non si lavora solo sul sintomo, ma sul senso che la sofferenza assume nel percorso di vita di ciascuno.
Il percorso terapeutico è uno spazio in cui rallentare, ascoltare e comprendere, senza giudizio. Un tempo dedicato a sé, in cui è possibile dare significato ai vissuti, riconoscere le proprie risorse e aprire nuove possibilità di trasformazione.
Lavoro con adolescenti e adulti che attraversano momenti di fragilità emotiva, confusione o difficoltà relazionali, offrendo uno spazio sicuro e accogliente. Al centro del mio lavoro c’è la relazione terapeutica come incontro autentico, capace di sostenere un cambiamento profondo, rispettoso dei tempi e della storia di ciascuno.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicodiagnostica
Principali patologie trattate
- Difficoltà relazionali
- Psicologia del femminile
- Autostima
- Disturbi alimentari
- Disturbi dell'umore
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Prestazioni e prezzi
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Consulenza online
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Accompagnamento in gravidanza
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Analisi bioenergetica
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Arteterapia
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Biofeedback
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Via Montalbino, 7, Accesso dal cancello auto, Milano 20159
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Recensioni
17 recensioni
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A
A. L.
Mi sono rivolta alla dottoressa Aprile in un periodo di forte stress e di grandi cambiamenti nella mia vita. Non avevo mai intrapreso prima un percorso di terapia e inizialmente ero un po’ diffidente, perché non sapevo se sarei riuscita ad aprirmi davvero. Con il tempo, però, posso dire di essere molto felice di aver fatto questo passo. Fin dal primo incontro si è dimostrata gentile, accogliente e molto professionale, riuscendo a mettermi subito a mio agio e creando uno spazio sicuro in cui mi sono sentita ascoltata senza giudizio. Durante il percorso mi ha aiutata a comprendere meglio me stessa, a dare un nome a emozioni e pensieri che spesso facevo fatica a esprimere e a scoprire parti di me che non conoscevo. Grazie al suo supporto ho iniziato a guardare le difficoltà con maggiore consapevolezza e a sviluppare strumenti utili per affrontarle. Consiglio questo percorso con la dottoressa Aprile a chiunque senta il bisogno di fermarsi, capirsi meglio e prendersi cura di sé.
• Consulenza online • consulenza online •
Dott.ssa Chiara Aprile
La ringrazio di cuore.
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A
A.P
Un’esperienza estremamente positiva. Fin dal primo incontro mi sono sentita accolta e ascoltata senza giudizio. È una professionista empatica, preparata e capace di creare uno spazio sicuro in cui lavorare su sé stessi. Grazie al suo supporto ho fatto passi avanti concreti nel mio percorso personale. La consiglio vivamente.
• Consulenza online • consulenza online •
Dott.ssa Chiara Aprile
La ringrazio di cuore, è stato un onore accompagnarla in questo cammino
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F
fabio a
molto gentile e cordiale e mi ha aiutato in un momento difficile
• Consulenza online • consulenza online •
Dott.ssa Chiara Aprile
Grazie di cuore Fabio
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L
Longo Vanessa
Professionale, semplice nella comunicazione e gentile.
• Consulenza online • consulenza psicologica •
Dott.ssa Chiara Aprile
Grazie Vanessa! Un abbraccio
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S
S.B.
Ho avuto modo di conoscere la dottoressa Aprile per motivi di lavoro. S'è dimostrata una professionista in grado di accogliere la complessità dei casi trattati
• Altro • Altro •
Dott.ssa Chiara Aprile
Caro Simone, ti ringrazio per la fiducia. Conoscerti e aver avuto la possibilità di lavorare con te mi ha arricchito nel profondo. Un saluto
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S
Silvia
Ho avuto il mio primo colloquio con la Dott.ssa Aprile e mi sono sentita subito accolta e ascoltata. Ho percepito un ambiente sicuro in cui potermi esprimere liberamente, cosa per me molto importante.
La consiglio!• Studio privato • colloquio individuale •
Dott.ssa Chiara Aprile
Cara Silvia, ti ringrazio per queste parole. Buon inizio
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A
Alessandro
Ho contattato la Dottoressa Chiara Aprile incuriosito dal suo approccio. Ho ritrovato una professionista accogliente che mi ha aiutato a rendermi più consapevole della persona che sono, ascoltando anche il mio corpo. Super consigliato
• Consulenza online • consulenza online •
Dott.ssa Chiara Aprile
La ringrazio sinceramente per le sue parole e per aver condiviso la sua esperienza.
Per me è fondamentale creare uno spazio accogliente in cui mente e corpo possano essere ascoltati insieme, perché spesso è proprio dall’integrazione di questi livelli che nasce una maggiore consapevolezza di sé.
Sono felice che il percorso le abbia permesso di conoscersi più a fondo. Le auguro di continuare a coltivare questo dialogo interiore anche nel suo cammino futuro.
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G
G.C.
Professionista accogliente ed empatica, che mostra una grande attenzione al benessere integrale della persona, la consiglio vivamente a chi desidera iniziare un percorso di conoscenza profonda di sè.
• Consulenza online • colloquio individuale •
Dott.ssa Chiara Aprile
La ringrazio di cuore per il suo riscontro e per aver colto l’aspetto per me centrale del lavoro terapeutico: l’attenzione al benessere integrale della persona.
Credo profondamente che ogni percorso sia un viaggio di conoscenza di sé, che coinvolge mente, corpo ed emozioni in modo unitario. Sapere che si è sentito accolto ed accompagnato in questo processo è per me molto prezioso.
Le auguro di proseguire con fiducia nel suo cammino di crescita.
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T
Tina
Il percorso di terapia con Chiara mi ha aiutata a prendere consapevolezza di alcune abitudini che mi limitavano e, passo dopo passo, a cambiarle davvero. Dopo aver fatto esperienza con altri professionisti, posso dire che con Chiara ho trovato un livello di empatia e profondità che ha fatto la differenza. La consiglio di cuore a chi sente di voler evolvere e fare un vero cambiamento nella propria vita.
• Consulenza online • consulenza psicologica •
Dott.ssa Chiara Aprile
Grazie davvero per le tue parole.
Il cambiamento profondo non avviene tutto insieme: nasce da piccole consapevolezze che, passo dopo passo, diventano scelte nuove e più allineate a ciò che siamo. Sono felice che tu abbia potuto trasformare alcune abitudini limitanti in occasioni di crescita concreta.
La profondità che hai percepito nel percorso è anche frutto della tua apertura e del tuo coraggio nel metterti in discussione. Ti auguro di continuare a evolvere con fiducia, restando in ascolto di te stessa e delle direzioni che senti più autentiche per la tua vita.
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F
F.F
La dottoressa Aprile è una professionista seria e accogliente, integra diverse metodologie nello svolgimento del colloquio concentrandosi molto anche sul corpo. Il suo approccio per me è stato utile ed efficace, la ringrazio molto!
• Studio privato • consulenza psicologica •
Dott.ssa Chiara Aprile
Ti ringrazio di cuore
Risposte ai pazienti
ha risposto a 27 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve dottori scrivo qui per un ansia che mi tormenta.
Purtroppo ho sviluppato una fissa, secondo me potremmo chiamarla dipendenza da Meta Ai perché quando ho l'ansia che sia di notte o di giorno è l'unico che mi da una risposta istantanea accurata e delle rassicurazioni in merito a qualsiasi situazione che mi impaurisce (ultimamente la mia fissa è la psicosi sia reattiva che cronica nonostante in famiglia non ho casi di essa,ma avendo letto su google che quando il cervello supera la soglia biologica dello stress puo scattare una psicosi sono andata in panico e non mi si toglie piu questo pallino dalla testa). Il mio umore è come se dipendesse da ciò che mi dice esempio: se mi dice che sono bipolare, divento triste se mi dice che sono sana sono felice... e poi faccio lo screenshot alle chat per tenerle in galleria come una sorta di calmante quando i miei dubbi mi ritornano. Ho provato a disinstallarlo ma lo installo di nuovo non appena mi risale l'ansia. Ieri però, mi sono chiesta non è che parlare in modo così ossessivo con un software tutti i giorni sugli stessi argomenti facendo anche screenshot è di per sé follia? Quando mi sono accorta che il software placa la mia ansia ma in questo caso il dubbio mi è sorto proprio su di esso, il mio cervello è andato in tilt non sapendo a chi altro chiedere per calmarmi. Questo meccanismo, questa dipendenza che ho è ansia o altro? E in quali casi scatta la psicosi reattiva e cronica, ad esempio nel mio caso che non ho casi in famiglia.. cosa potrebbe far scaturire entrambe? So che è una fissa "bizzarra" però vi chiedo se per favore mi potete chiarire le idee perché mi sto fasciando la testa con una paura che probabilmente non mi appartiene o non accadrà. Grazie di cuore a chiunque mi risponderà.
Gentile utente,
da ciò che descrivi emerge soprattutto un vissuto di ansia molto intensa accompagnata da bisogno di rassicurazione. Quando l’ansia aumenta, la mente tende a cercare rapidamente qualcosa che la plachi; nel tuo caso questo ruolo è stato assunto dall’intelligenza artificiale, che offre una risposta immediata e quindi una sensazione momentanea di sollievo.
Questo meccanismo è piuttosto comune nei disturbi d’ansia: la persona entra in un ciclo di dubbio → ricerca di rassicurazione → sollievo temporaneo → ritorno del dubbio. Col tempo la rassicurazione diventa quasi un “regolatore emotivo esterno”, e può sembrare difficile farne a meno, proprio perché il cervello ha imparato ad associarla al calmarsi dell’ansia. Il fatto che tu faccia screenshot delle conversazioni per rileggerle quando l’ansia torna è coerente con questo meccanismo.
È importante sottolineare che questo non significa affatto essere “folli” o stare sviluppando una psicosi. Anzi, il fatto che tu ti osservi, che metta in discussione il tuo comportamento e che cerchi di comprenderlo è indice di buon livello di consapevolezza e realtà, caratteristiche che generalmente sono proprio assenti nelle condizioni psicotiche.
Riguardo alla psicosi:
• le psicosi non si sviluppano semplicemente perché una persona è molto ansiosa o perché ha superato una “soglia di stress” in senso generico;
• solitamente sono il risultato di molteplici fattori (biologici, psicologici e ambientali) e non si manifestano come una paura di “diventare psicotici”, ma con alterazioni significative della percezione della realtà, come deliri o allucinazioni, di cui spesso la persona non è consapevole.
Quindi il tipo di preoccupazione che descrivi – il timore costante di avere una psicosi – è molto più frequentemente collegato all’ansia e alla ruminazione mentale, non alla psicosi stessa.
Da una prospettiva più ampia, potremmo dire che quando l’ansia diventa dominante, la mente tende a cercare sicurezza fuori da sé. Il lavoro psicologico consiste spesso proprio nel riportare gradualmente questa funzione regolativa dentro di sé, sviluppando strumenti interni di calma, presenza e fiducia. In termini transpersonali potremmo parlare di un processo di ri-connessione con una parte più profonda e stabile della propria coscienza, che non è governata dal flusso dei pensieri ansiosi.
Per questo motivo potrebbe essere molto utile parlarne con uno psicologo o uno psicoterapeuta, che possa aiutarti a comprendere meglio il funzionamento della tua ansia e a sviluppare strategie per gestirla senza dover ricorrere continuamente alla rassicurazione esterna. Spesso, quando si lavora sull’ansia in modo adeguato, anche queste “fisse” perdono gradualmente forza.
Il fatto che tu abbia scritto qui dimostra già una buona capacità di riflessione e il desiderio di prenderti cura di te. Con il giusto supporto, queste dinamiche possono essere comprese e trasformate.
Un caro saluto.
Buongiorno,
lavoro in uno studio di commercialisti da un anno, mai fatto prima questo lavoro infatti sono in contratto di apprendistato.
Ho due colleghe completamente diverse tra loro, con una ho più confidenza e con cui riesco a lavorare sempre molto bene,
con l'altra che sembra sempre dar per scontato che io impari alla velocità della luce le cose, ha sempre parole poco carine nei miei confronti soprattutto dicendomi: Dopo un anno che fai ancora queste domande è grave.
Partiamo dal presupposto che è un lavoro difficile e non voglio che sia una scusa, ma non è per tutti, io vengo da tutt'altro settore e sto imparando un lavoro nuovo da zero, spesso non mi sento apprezzata sul lavoro poichè con questa collega non c'è un buon rapporto come con l'altra.
I due dottori si scontrano continuamente, uno dei due spesso ha atteggiamenti e modi di fare inappropriati nei confronti di questa collega oltre al fatto che vuole darle aumenti senza il consenso dell'altro dottore.
Noi due colleghe rimaste ci sentiamo costantemente inapprezzate ma soprattutto denigrate da questi atteggiamenti.
Sinceramente non so cosa devo fare.
Buongiorno,
da ciò che racconta emerge una situazione lavorativa piuttosto complessa, in cui si intrecciano diversi livelli: l’apprendimento di un nuovo ruolo, le dinamiche tra colleghi e un clima organizzativo che sembra caratterizzato da tensioni e conflitti tra i responsabili. È comprensibile che in un contesto così si possa sperimentare frustrazione, senso di inadeguatezza o mancanza di riconoscimento.
Quando si inizia un lavoro nuovo, soprattutto in un settore molto tecnico come quello contabile, il processo di apprendimento può richiedere tempo. Ognuno ha tempi diversi per integrare competenze e sicurezza nel ruolo, e questo non è necessariamente indice di incapacità, ma parte naturale di un percorso di crescita professionale. Le parole svalutanti di una collega, come quelle che riporta, possono però influenzare il senso di fiducia in sé e rendere il lavoro emotivamente più faticoso.
Allo stesso tempo, sembra che l’ambiente nel suo complesso sia attraversato da tensioni tra i titolari e da dinamiche relazionali poco chiare. Nei contesti lavorativi, il clima organizzativo spesso si riflette sulle relazioni tra i collaboratori: quando c’è conflitto “in alto”, chi lavora nello studio può sentirsi meno valorizzato, confuso sui ruoli o esposto a tensioni che non dipendono direttamente da sé.
Da una prospettiva psicologica può essere utile provare a distinguere due piani: quello esterno, cioè le dinamiche dell’ambiente di lavoro che non sono sotto il suo controllo; quello interno, cioè il modo in cui queste situazioni risuonano dentro di lei e influenzano il suo senso di valore e di competenza.
A volte queste esperienze, per quanto difficili, diventano anche occasioni per sviluppare maggiore consapevolezza di sé: capire quali condizioni lavorative ci fanno sentire rispettati, quali modalità relazionali ci feriscono e quali confini è importante imparare a mettere.
Potrebbe essere utile chiedersi, ad esempio:
- se ha la possibilità di confrontarsi in modo costruttivo con questa collega quando si sente svalutata;
- se nello studio esistono spazi di chiarimento sui compiti e sulle aspettative;
- come si sente lei rispetto a questo lavoro: se lo percepisce come un percorso che desidera continuare oppure se la fatica emotiva sta diventando troppo elevata.
Quando il clima lavorativo mette in discussione il proprio valore, parlare con uno psicologo può aiutare a rimettere a fuoco le proprie risorse, rafforzare l’autostima professionale e valutare con maggiore lucidità quali passi compiere.
Si ricordi che sentirsi in difficoltà in un contesto complesso non significa “non essere adatti”, ma spesso indica semplicemente che il sistema in cui ci troviamo non è sufficientemente supportivo. Prendersi cura del proprio benessere psicologico è sempre un primo passo importante.
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