Buongiorno, ho 37 anni e sono incinta del mio primo figlio. Tra poco entrerò all’ottavo mese e ho un

24 risposte
Buongiorno, ho 37 anni e sono incinta del mio primo figlio. Tra poco entrerò all’ottavo mese e ho un’angoscia dentro perché due mesi fa, improvvisamente senza alcuna malattia, è morta mia madre. Oltre al fatto che avevo immaginato questo momento della mia vita insieme a lei, che diventava nonna per la prima volta, il dolore è immenso. Da allora ho preso tutta la forza che ho dentro per andare avanti, ero pure tornata a lavoro ma è durata solo 2 settimane perché poi è scaduto il contratto. Adesso molti mi dicono di cominciare a comprare le cose che servono per il parto e per la cameretta del bambino ma io ho paura. Da quando è successa questa disgrazia non riesco a programmare nulla, ho paura di altre disgrazie. Faccio un esempio ho paura di ordinare online delle cose perché, poco prima che lei morisse avevo ordinato per lei due cose e sono arrivate quando non c’era più e non le ha neanche potute vedere. E ora io ho timore anche di comprare una cosa online. Volevo prendere delle cose per il bambino ma per questa paura sto rimandando continuamente. Io sono felice della mia gravidanza e dell’arrivo del mio bambino che ho desiderato tanto ma è come se ci sono due parti di me che perora lottano tra di loro: la me che diventa madre e la me figlia che non riesce a farsene una ragione che ha perso la propria madre, così bruscamente in un momento così bello per tutti noi. Tra l’altro nei giorni in cui è andata via doveva sposarsi mio fratello quindi ancora più atroce è stato il dolore. C’è ancora il vestito che con cura aveva scelto per accompagnarlo all’altare e che non indosserà mai. È ancora al negozio e non abbiamo il coraggio di ritirarlo. Anche questo mi ha portato ad agire che adesso se compro un vestito lo indosso subito, non aspetto più, non so se sia normale tutto questo. Mi sembra di aver perso una ogni tipo di capacità di essere razionale e lucida.
Per prima cosa, la vorrei ringraziare per aver condiviso i suoi vissuti così profondi. Tenendo conto del fatto che le informazioni a mia disposizione sono limitate, quanto segue non può sostituire un percorso di ascolto con un professionista. Si tratta piuttosto di alcune riflessioni che desiderano accompagnarla, senza la pretesa di essere esaustive.
Alla luce di quanto ha raccontato, ci tengo a sottolineare che il suo vissuto è comprensibile: la perdita di sua madre è ancora molto recente e, essendo stata improvvisa, lo shock può rendere il dolore più difficile da elaborare. Essendo trascorsi solo due mesi, può essere necessario concedersi tempo: tempo perché la perdita possa lentamente essere elaborata e trovare un posto dentro di lei.
La perdita, che di per sé può far vacillare chiunque, avviene per lei proprio alla fine della gravidanza, una fase che rappresenta un cambiamento molto intenso, sia a livello fisico che emotivo. Questo momento porta con sé inevitabilmente timori, interrogativi e un senso di vulnerabilità, che possono amplificarsi quando si sta già vivendo un evento così grande.
Mi preme aggiungere che alcune donne, durante la gravidanza, possono percepire un bisogno profondo di essere accudite, sostenute, quasi di poter “tornare figlie”. Questa è una forma di regressione naturale, che spesso aiuta a prepararsi al momento di diventare mamma. La scomparsa di sua madre può rendere questo bisogno ancora più doloroso, perché viene a mancare proprio la figura che simbolicamente avrebbe potuto offrirle questo spazio.
Le paure per quello che potrebbe succedere e la difficoltà a prepararsi concretamente al parto potrebbero essere semplici segnali di quanto lei sia ancora immersa in un’esperienza di perdita e di cambiamento profondo. Questo non toglie spazio alla parte di lei che, come diceva, si sente mamma e può provare felicità per quanto sta accadendo.
Diventare mamma mentre si sta ancora elaborando un lutto così significativo è un percorso molto complesso, che richiede tempo, sostegno e pazienza verso se stessi. Augurandole il meglio, rimango a disposizione qualora sentisse il bisogno di essere accompagnata ulteriormente.
Cordiali saluti, 

Dott.ssa Matilde Margherita Venerini

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Dott.ssa Linda Malatesta
Psicologo, Psicologo clinico
La Spezia
Buongiorno,
comprendo le paure e le difficoltà che sta descrivendo. Sta attraversando un momento di grande cambiamento: l’arrivo del suo primo figlio, che porta con sé emozioni intense e aspettative, si è sovrapposto a una perdita improvvisa e molto dolorosa. È comprensibile che, dopo la morte di sua madre, la gioia della gravidanza conviva con il timore di “andare avanti” e con la sensazione di non riuscire a programmare ciò che riguarda il bambino. Non c’è nulla di assurdo nel provare tutto questo: spesso, quando il lutto arriva in un momento così importante, la mente può faticare a sentirsi al sicuro nel guardare al futuro.

Anche la difficoltà nel comprare le cose per il parto o nell’ordinare online, dopo l’esperienza che racconta, può essere letta come una forma di protezione: è come se una parte di lei avesse bisogno di più tempo per fidarsi nuovamente degli eventi e per riconnettersi alla quotidianità. Questo non significa che non sarà una buona madre o che non è “pronta”, ma che sta cercando un equilibrio tra due esperienze molto forti: quella della figlia che ha perso una presenza importante, e quella della donna che sta diventando madre.

Dall’esterno non è possibile dire cosa dovrebbe o non dovrebbe fare, né definire se ciò che prova sia “normale” o meno: ogni percorso di lutto ha ritmi propri, e merita rispetto. Se dovesse sentire che queste paure diventano troppo pesanti o la ostacolano nel vivere la gravidanza con un minimo di serenità, potrebbe essere utile parlarne con un professionista, per avere uno spazio protetto e non giudicante in cui mettere ordine a questi vissuti.
Queste sono riflessioni generali e non sostituiscono un colloquio personale, un caro saluto Linda
Dal punto di vista psicologico ciò che lei descrive è una reazione profondamente umana e comprensibile a un lutto improvviso avvenuto in un momento di grande trasformazione della vita, la perdita di sua madre si è inserita proprio mentre lei stava attraversando il passaggio alla maternità e questo ha creato una frattura emotiva molto intensa, da una parte la donna che sta diventando madre e dall’altra la figlia che ha perso improvvisamente il proprio punto di riferimento, queste due parti non sono in contraddizione ma stanno cercando entrambe spazio e riconoscimento. L’angoscia che sente, la difficoltà a programmare, la paura che accadano altre disgrazie e l’evitamento di azioni simboliche come acquistare oggetti per il bambino o ordinare online sono espressioni tipiche di un lutto ancora molto vivo, in cui la mente tenta di proteggersi dal dolore associando alcuni gesti a ciò che è accaduto, come se rimandare o evitare potesse tenere lontana un’altra perdita. Anche il bisogno di usare subito ciò che acquista e la sensazione di aver perso lucidità non indicano una perdita di razionalità ma una risposta emotiva a un evento traumatico che ha scosso il senso di sicurezza e di continuità della vita. È importante che lei sappia che il suo dolore non toglie nulla all’amore e alla gioia per il bambino che sta arrivando, possono coesistere felicità e sofferenza senza che una annulli l’altra, concedersi il tempo di elaborare il lutto senza forzarsi a essere come si pensa di dover essere è fondamentale, così come potrebbe essere molto utile avere uno spazio di ascolto psicologico in cui poter dare voce sia alla madre che sta nascendo sia alla figlia che sta piangendo la propria madre, perché solo accogliendo entrambe queste parti lei potrà ritrovare gradualmente un senso di equilibrio e di fiducia nel futuro.
Dott.ssa Silvana Grilli
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno, quello che descrive è comprensibilmente molto complesso: sta attraversando contemporaneamente un lutto improvviso e profondo e un momento di grande trasformazione come la gravidanza. Tenere insieme la nascita di una nuova vita e la perdita di una figura così significativa può generare emozioni contrastanti, confusione e una forte sensazione di disorientamento.
Le paure che racconta, la difficoltà a programmare, il timore che accada qualcosa di negativo e l’evitamento di alcuni gesti simbolici (come acquistare oggetti o rimandare decisioni) possono essere letti come tentativi di protezione dopo un evento estremamente doloroso e inatteso, come se una parte di lei cercasse di mantenere un senso di controllo dopo essere stata colta di sorpresa da una perdita così improvvisa.
Anche il conflitto interno che descrive — tra la parte di sé che sta diventando madre e la parte che resta figlia e fatica a dare un senso a questa assenza — è un’esperienza frequente in situazioni come la sua, seppur estremamente faticosa da vivere.
Un lutto così recente e improvviso, soprattutto in un momento della vita carico di significati, merita uno spazio di ascolto e di elaborazione dedicato. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a dare voce al dolore, a comprendere le sue reazioni e ad accompagnare entrambe le parti di sé verso un maggior dialogo, senza forzarsi a stare bene o a funzionare come prima, ma permettendosi di riconoscersi in entrambe queste esperienze.
Un caro saluto, Dott.ssa Silvana Grilli
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bruino
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso un momento così intimo e doloroso della sua vita. La perdita improvvisa di una madre, soprattutto in un momento così significativo come l’attesa di un figlio, è un evento che può scuotere profondamente e rendere tutto più fragile e incerto.
Quello che descrive – la difficoltà a programmare, la paura che accada qualcosa di irreparabile, il sentirsi divisa tra la gioia per la nascita e il dolore per la perdita – è una reazione umana e comprensibile davanti a un lutto così recente e intenso. Non indica mancanza di lucidità, ma piuttosto il tentativo della sua mente e del suo cuore di proteggersi da un dolore che è ancora molto vivo.
Il fatto che alcune situazioni o oggetti siano diventati difficili da affrontare non significa che resterà così per sempre. Spesso, dopo una perdita improvvisa, il tempo sembra “fermarsi” e serve spazio per integrare ciò che è accaduto, soprattutto quando il lutto si intreccia con un evento di vita così importante come una gravidanza.
Può essere molto utile avere uno spazio di ascolto dedicato, in cui poter dare voce sia alla parte che sta diventando madre, sia alla parte che sta ancora salutando la propria mamma, senza dover scegliere tra le due. Non è una contraddizione: possono coesistere.
Se sente che questo dolore sta diventando troppo faticoso da reggere da sola, confrontarsi con un professionista potrebbe aiutarla ad attraversare questo momento con maggiore sostegno e delicatezza.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti e le auguro di potersi sentire accompagnata in questo passaggio così significativo della sua vita.
Un caro saluto!
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Dott.ssa Alina Mustatea
Psicologo, Psicologo clinico
Pomezia
Gentile paziente,
quello che sta vivendo è un dolore profondissimo e del tutto comprensibile. La perdita improvvisa di sua madre, avvenuta in un momento così carico di significato come la sua prima gravidanza, ha creato una frattura emotiva molto forte. Non si tratta solo di un lutto, ma di un lutto che irrompe mentre stava costruendo una nuova fase della vita, e questo rende tutto più complesso.

La sensazione di avere “due parti che lottano” dentro di sé è una descrizione molto lucida di ciò che sta accadendo. Da una parte c’è la donna che diventa madre, con gioia, desiderio e amore per il bambino che arriva. Dall’altra c’è la figlia che ha perso la propria madre in modo improvviso, senza tempo per prepararsi, salutare, integrare. Queste due parti non sono in contraddizione, ma stanno cercando entrambe spazio per esistere. Il problema è che il dolore del lutto, in questo momento, è talmente intenso da bloccare la capacità di progettare.
La paura di programmare, di acquistare, di “andare avanti” non è irrazionale come lei teme: è una reazione tipica a un trauma da perdita improvvisa. Il suo sistema emotivo ha imparato, in modo brutale, che le cose possono spezzarsi all’improvviso. Per questo oggi la sua mente associa il programmare al rischio, l’attesa alla perdita, il futuro a una possibile nuova disgrazia. Non è superstizione, è un meccanismo di protezione: rimandare, non decidere, non investire emotivamente serve inconsciamente a ridurre il rischio di soffrire ancora.
Anche il fatto di voler usare subito ciò che compra, di non rimandare, rientra in questa stessa logica: è come se la sua mente dicesse “se lo vivo subito, nessuno potrà portarmelo via”. Questo non significa che abbia perso lucidità o razionalità, ma che il dolore ha temporaneamente preso il comando.
È importante dirle una cosa con chiarezza: lei non sta sbagliando. Non sta diventando una cattiva madre, né una persona fragile. Sta elaborando un lutto enorme mentre il suo corpo e la sua mente sono già in una fase di grande trasformazione. Questo è un carico emotivo molto alto per chiunque.
Non si forzi ora a “fare come ci si aspetta” o a sentire ciò che “dovrebbe” sentire. Se in questo momento fare acquisti per il bambino le provoca angoscia, può procedere a piccoli passi, anche delegando alcune scelte pratiche a chi le è vicino, senza che questo tolga valore al suo ruolo di madre. Il legame con suo figlio non passa da una cameretta pronta o da un ordine online, ma dalla relazione che sta già costruendo.
Il dolore per sua madre avrà bisogno di spazio, di parole, di tempo. Non scomparirà perché arriva un bambino, e non deve farlo. È possibile essere una madre che ama profondamente il proprio figlio e, allo stesso tempo, una figlia che piange una perdita immensa. Queste due identità possono convivere, anche se ora sembra impossibile.
Le consiglierei davvero di non affrontare tutto questo da sola. Un supporto psicologico in questa fase può aiutarla a elaborare il lutto, a contenere l’angoscia e a ritrovare gradualmente fiducia nel futuro, senza negare il dolore. Non è segno di debolezza, ma di grande responsabilità verso sé stessa e verso il bambino che sta arrivando.

Un caro saluto,
Dott.ssa Alina Mustatea
Psicologa clinica e giuridica
Psicodiagnosta clinica e forense
Coordinatore genitoriale

Se desidera un sostegno per attraversare questo momento delicato e integrare il lutto con la nuova fase della maternità, può prenotare una visita.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buongiorno,

quello che descrive è una reazione comprensibile e naturale di fronte a una perdita così improvvisa e dolorosa, soprattutto in un momento della vita così significativo come la gravidanza. La morte di una madre porta con sé un dolore intenso, e può generare una sensazione di angoscia, paura di programmare il futuro e difficoltà a compiere anche scelte quotidiane, come comprare oggetti per il bambino. È comune sperimentare una “dualità interna”: da un lato la gioia per l’arrivo del proprio figlio, dall’altro il lutto per la perdita, che può rendere difficile vivere pienamente la felicità della gravidanza.

Le emozioni che racconta – paura, difficoltà a pianificare, desiderio di accelerare alcune scelte per controllare ciò che può essere controllato – sono una reazione naturale al trauma e al lutto. Non c’è nulla di “anormale” nel sentirsi divisa tra queste due parti di sé, né nel provare ansia rispetto a eventi che prima erano semplici. Il fatto di voler affrontare subito alcune scelte (come indossare immediatamente un vestito) può essere visto come un tentativo inconscio di recuperare il senso di controllo in un momento che appare imprevedibile e doloroso.

Tuttavia, quando il dolore e la paura iniziano a interferire con la quotidianità o con la preparazione alla nascita, può essere molto utile rivolgersi a uno specialista che possa accompagnarla nel processo di elaborazione del lutto, supportarla nella gestione dell’ansia e aiutarla a ritrovare gradualmente equilibrio e serenità nella gravidanza.

Affrontare il lutto insieme a un professionista non significa dimenticare la persona amata, ma imparare a conviverci in modo che la gioia dell’arrivo del suo bambino possa emergere senza essere oscurata dalla paura.

È quindi consigliabile approfondire quanto sta vivendo con uno psicologo o psicoterapeuta esperto in lutto e maternità.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Grazie per aver condiviso con noi questo spaccato di vita. Il lutto ha bisogno del suo spazio per essere attraversato, va bene se adesso non ti senti razionale o lucida, datti tempo per stare a contatto con queste emozioni così forti. Sicuramente sarebbe importante iniziare un percorso di sostegno psicologico.
Grazie per esserti raccontata, si sente quanto tu stia portando dentro da tanto tempo. La confusione, il senso di blocco e il confronto continuo possono diventare davvero pesanti, soprattutto quando sembrano non lasciarti respiro. Quello che provi ha senso e merita ascolto, senza giudizio.

Se senti che è arrivato il momento di non affrontare tutto da sola, ti invito a fissare un colloquio conoscitivo gratuito con me: uno spazio sicuro per iniziare a fare chiarezza insieme e raccontare quello che stai vivendo. Un abbraccio, Dott.ssa Alessandra Corti
Dott.ssa Rossella Carrara
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buongiorno, le consiglio un percorso psicologico che l'auti nell'elaborazione del lutto e la sostenga nel delicato periodo della gravidanza e del puerperio. Cordiali saluti.
Dott.ssa Saveria Ottaviani
Psicologo, Psicologo clinico
Marina di Ardea
Inizia subito un percorso psicologico! Devi riuscire a superare questo enorme lutto che ti ha colpito e nelle stesso tempo riuscire a viverti bene la nascita del tuo bambino. Le sensazioni che provi sono comprensibilissime e del tutto naturali ma devi farti aiutare in questo momento delicato per non rischiare di perderti tutte quelle cose belle che arriveranno. Fatti aiutare! Un abbraccio e un saluto
Dott.ssa Jessica Servidio
Psicologo, Psicologo clinico
Pesaro
Buongiorno,
la perdita improvvisa di sua madre crea uno scarto doloroso tra un futuro di nascita ed un presente in cui stride la perdita. La figlia che ha perso la madre e la futura madre che desidera prendersi cura di una nuova vita.
Non c'è perdita di razionalità o lucidità: è una catena transgenerazionale che si è spezzata. Una reazione al trauma della perdita in un momento di transizione già di per sé delicato e trasformativo.
Non resta che di ricucire i pezzi e nominare, un passo alla volta, il proprio dolore.
Resto disponibile anche per una consultazione online, Dott.ssa Jessica Servidio.
Dott. Mattia Moraschini
Psicologo, Psicologo clinico
Fano
Buongiorno e grazie per averci portato la sua storia. Posso solo immaginare il dolore che prova per la perdita della mamma e la situazione in cui si trova. Le consiglio di provare ad iniziare un percorso di psicoterapia online, visto che si trova a ridosso del parto, dove poter portare tutte queste paure e provare, insieme ad un professionista, a dar loro un significato tollerabile.
Le faccio i miei auguri per l'anno nuovo e per la nascita del suo bimbo.
Cordialmente, dottor Moraschini
Buongiorno, grazie per aver condiviso la sua storia e il suo dolore; mi dispiace molto per la sua perdita. Sta sicuramente vivendo un periodo della sua vita molto complesso, diviso tra il dolore per il lutto improvviso di sua madre e l'arrivo del suo bambino, con tutte le emozioni e le domande proprie a questo nuovo ruolo che si appresta a ricoprire. Credo che proprio in virtù di questa nuova esperienza di vita, potrebbe essere utile avvalersi di un supporto psicologico così da poterla accompagnare sia nell'attraversare questo suo periodo di lutto, con tutte le emozioni e pensieri che ne conseguono, e accogliere la maternità e l'arrivo di suo figlio.
Un caldo saluto!
Dott.ssa Martina Marano
Psicologo, Psicologo clinico
Foggia
uello che stai vivendo è profondamente umano: da un lato, affronti un dolore enorme, improvviso e difficile da comprendere; dall’altro, ti trovi in un momento di grande attesa e cambiamento nella tua vita. È naturale percepire dentro di te due forze contrastanti: la parte di te che si prepara con gioia a diventare madre e quella che, invece, è figlia e sta facendo i conti con la perdita improvvisa della propria madre, un vuoto che sembra impossibile da colmare.

Il tuo dolore non si limita alla tristezza per la perdita, ma porta con sé anche la paura: paura che altre cose importanti possano andare storte, paura di prendere decisioni, timore davanti alla fragilità della vita. Questo stato d’animo può esprimersi attraverso gesti concreti: l’ansia di ordinare qualcosa online, la difficoltà a pianificare o immaginare ciò che verrà. Non significa che tu non sia lucida o razionale, ma che il tuo sistema emotivo è profondamente impegnato a fronteggiare una ferita ancora aperta, assorbendo gran parte delle tue energie mentali ed emotive.

Il corpo custodisce una memoria potente: lega eventi, sensazioni, odori e ricordi a momenti particolari. Nel tuo caso, l’esperienza di fare nuovi acquisti è stata associata alla perdita di tua madre. Non è sorprendente, quindi, che oggi tu possa sentirti in ansia ogni volta che si tratta di pianificare o fare qualcosa di nuovo: il tuo corpo risponde automaticamente con paura, cercando di proteggerti da un possibile futuro dolore. Questa non è una reazione irragionevole; al contrario, è una risposta umana e comprensibile alla memoria emotiva che porti dentro.

È altrettanto naturale il tuo desiderio di "fare subito" alcune cose, come ad esempio indossare immediatamente i vestiti appena acquistati. Probabilmente si tratta di un tuo modo per ritrovare un senso di controllo e radicamento in un momento in cui la perdita ti ha fatto percepire quanto le cose possano cambiare bruscamente e senza preavviso.

In questa delicata fase della tua vita, potresti trarre beneficio dal concederti tempo e pazienza. Piccoli passi come acquistare un oggetto alla volta, preparare la cameretta senza fretta o accettare le giornate in cui ti senti bloccata dalla paura possono aiutarti ad affrontare il cambiamento. Ogni piccolo gesto rappresenta un passo verso l’integrazione della tua nuova identità di madre con il lutto per tua madre.

Questo percorso richiede ascolto, gentilezza e compassione verso te stessa. Non devi affrontarlo da sola: confidarti con una persona di cui ti fidi o affidarti a un professionista che possa accompagnarti nel processo di elaborazione del dolore potrebbe esserti di grande supporto. Creare uno spazio sicuro per accogliere sia la parte di te che soffre sia quella che si prepara a dare il benvenuto al tuo bambino è fondamentale per accoglierlo al meglio e vivere il momento della nascita quanto più serenamente possibile. Provare contemporaneamente gioia e dolore è normale: le emozioni spesso "vanno a coppia," molto spesso la vita e il lutto coesistono, e imparare a convivere con entrambe le emozioni potrà aiutarti a vivere la maternità senza sentirti sopraffatta dalla tua sofferenza.
Quello che descrivi è una reazione profondamente umana a un lutto traumatico, arrivato nel momento in cui la vita stava aprendo qualcosa di meraviglioso. Dentro di te non ci sono due parti in conflitto “patologiche”: c’è una figlia che sta ancora piangendo sua madre e una donna che sta diventando madre. Possono coesistere, anche se fa male.
La paura di comprare, di programmare, di ordinare online non è irrazionale:
è il tuo modo di dire “se non anticipo nulla, forse non succede più niente di terribile”. Dopo una perdita così improvvisa, la mente prova a proteggerti dal dolore evitando il futuro. Anche il fatto di voler usare subito le cose, di non rimandare più, è comprensibile:
hai imparato sulla tua pelle che rimandare non garantisce sicurezza.
Non hai perso lucidità.Sei in lutto. E un lutto così cambia il tempo, il pensiero, le priorità.
Non forzarti a “fare come dovresti”. Puoi iniziare un passo minuscolo alla volta, senza caricare quegli oggetti di significati più grandi di te. Un acquisto piccolo non è una sfida al destino, è solo un gesto di cura. E permettimi una cosa importante:
non stai tradendo tua madre diventando madre a tua volta.
Il dolore per lei non toglie nulla all’amore per tuo figlio.
Questo è un momento in cui non devi essere forte, ma accompagnata. Se senti che la paura sta prendendo troppo spazio, parlarne in modo protetto può aiutarti a rimettere insieme le parti, senza cancellarne nessuna.
Dott.ssa Angela Borgese
Psicologo, Psicologo clinico
Gravina di Catania
Salve, Buongiorno,
quello che descrive non è perdita di lucidità, ma l’effetto di un lutto traumatico che arriva nel momento esatto in cui la vita chiede di andare avanti.
In altre parole, lei è presa tra due posizioni incompatibili nello stesso tempo:
la figlia, che ha perso la madre troppo presto e senza preparazione
la madre, che sta per nascere come tale
Queste due parti non possono “andare allo stesso ritmo”. Il blocco sugli acquisti, sul programmare, sul rimandare, non è superstizione né irrazionalità: è un modo inconscio per dire “se non anticipo nulla, forse non perdo ancora”. Dopo una morte improvvisa, il tempo smette di essere affidabile.
Il fatto di voler usare subito le cose (“se compro un vestito lo indosso subito”) è un altro tentativo di riprendere controllo sul tempo: non rimandare più per non rischiare di perdere. È comprensibile.
Non deve forzarsi a “essere felice” o “organizzata”. Il dolore non toglie spazio all’amore per suo figlio: ci convivono, anche se ora sembrano in conflitto.
Il punto non è tornare razionale, ma dare parola a questo dolore, perché non resti tutto nel corpo e nell’angoscia.
Se può, continui o inizi un percorso psicologico: non per “aggiustarsi”, ma per non restare sola in questo passaggio così delicato. Sta facendo qualcosa di molto difficile: diventare madre mentre è ancora figlia di una madre che non c’è più. E questo, da solo, basta a spiegare tutto ciò che sente.
Un caro saluto
Gentile utente,
la ringrazio profondamente per aver condiviso una parte così intima e dolorosa della sua storia. Quello che descrive merita di essere accolto con grande rispetto e delicatezza.
La perdita improvvisa di sua madre, avvenuta in un momento di forte passaggio del ciclo di vita come la gravidanza, rappresenta un evento traumatico a più livelli. Dal punto di vista psicologico e relazionale, non si tratta solo di un lutto, ma di una frattura profonda nell’equilibrio familiare e identitario: lei sta diventando madre proprio mentre perde la propria madre, cioè la figura che simbolicamente e concretamente accompagna questo passaggio generazionale. È una coincidenza esistenziale potentissima, che rende il dolore più complesso e stratificato.
Le reazioni che descrive — la difficoltà a programmare, la paura che accadano nuove disgrazie, l’evitamento degli acquisti, l’urgenza di “usare subito” ciò che si compra — non sono segnali di perdita di lucidità o irrazionalità, ma risposte comprensibili a un lutto traumatico non ancora mentalizzato. Dopo una perdita improvvisa, la mente cerca inconsciamente di proteggersi:
• evitando il futuro (perché il futuro ha fatto male),
• restando nel presente immediato,
• cercando di mantenere un senso di controllo su ciò che può accadere.
In ottica sistemico-relazionale, è importante sottolineare che in questo momento convivono in lei due ruoli fondamentali:
• la figlia in lutto, che non ha ancora avuto il tempo psichico di salutare sua madre e di riorganizzare il legame con lei in una nuova forma;
• la donna che sta diventando madre, portatrice di vita, progettualità e futuro.
Non c’è nulla di patologico nel fatto che queste due parti oggi entrino in conflitto. Anzi, è un conflitto profondamente umano. Il rischio, semmai, è che la sofferenza della figlia venga silenziata “per forza”, in nome della gravidanza o del dover essere felice. Il dolore, però, quando non trova spazio, tende a manifestarsi attraverso paure, blocchi, rituali rigidi o evitamenti — esattamente come quelli che lei sta osservando.
Anche gli elementi simbolici che cita (il vestito di sua madre ancora in negozio, gli oggetti ordinati e mai visti, il timore di acquistare per il bambino) parlano di un lutto che non è ancora stato trasformato, ma è sospeso. Non è “strano” che oggi faccia fatica a tollerare l’attesa o la progettualità: l’attesa, purtroppo, è diventata associata alla perdita.
Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a:
• dare uno spazio sicuro e legittimo al dolore per sua madre,
• integrare il lutto all’interno della sua nuova identità di madre, senza che l’uno cancelli l’altro,
• ridurre gradualmente la paura del futuro, restituendole un senso di continuità e fiducia,
• accompagnarla in questa fase delicata della gravidanza, proteggendo anche il suo benessere emotivo.
Diventare madre non significa smettere di essere figlia. In questo momento lei sta facendo entrambe le cose, contemporaneamente, in una situazione eccezionalmente difficile. E lo sta facendo con una grande consapevolezza emotiva, che emerge chiaramente dalle sue parole.
Se lo desidera, chiedere un supporto non è un segno di fragilità, ma un atto di cura profonda verso di sé e verso il bambino che sta arrivando.
Resto a disposizione con grande attenzione e rispetto.
Un caro saluto,
Dott.ssa Caterina Lo Bianco – Psicologa clinica, Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
Buongiorno ho letto con estrema attenzione la sua lettera e le paure e il dolore che racconta, credo che siano perfettamente in sintonia con ciò che ha vissuto.
Cerchi di concentrarsi sul suo bambino e sul fatto che fra pochi mesi diventerà madre e che potrà "utilizzare "tutti gli insegnamenti e sopratutto l'amore che ha ricevuto dalla sua mamma. Non occorre che si sforzi a preparare tutto per il bimbo, ma compri solo lo stretto necessario e poi gradualmente vedrò che riuscirà a riconquistare un pò di serenità.
Condivida questi suoi sentimenti anche con suo marito e con qualche amica fidata, parlare solitamente aiuta a sentirsi meno sole e tristi.
Sperando di esserle stata un pò di aiuto, la saluto cordialmente.
Dott.ssa Cecilia Scipioni
Psicologo, Neuropsicologo
Casalgrande
Salve,
quello che sta vivendo è una sofferenza intensa e profondamente comprensibile: la perdita improvvisa di una madre, proprio quando si avvicina un momento così importante come la nascita del suo primo figlio, genera un dolore che può sentirsi schiacciante e confondere la mente. È normale che convivano due parti dentro di lei: la parte che desidera e si prepara a diventare madre, e la parte che resta figlia, ferita e in lutto, incapace di accettare ciò che è successo. La paura di compiere gesti concreti, come ordinare le cose per il bambino, è una risposta naturale al trauma, un tentativo della mente di proteggersi da ulteriori perdite o eventi dolorosi. Anche il desiderio di indossare subito un vestito, per esempio, è una manifestazione di questa urgenza di non restare in balia degli eventi e di avere un senso di controllo su ciò che è possibile.

In questa fase, può essere utile concedersi di vivere il dolore senza giudicarlo, accettando che non è “irrazionale” sentirsi così, e allo stesso tempo iniziare a creare piccoli gesti concreti di cura per sé e per il bambino, procedendo a piccoli passi, senza forzarsi. Parlare con qualcuno esperto di lutto perinatale o di supporto psicologico in gravidanza può aiutare a elaborare la perdita e a trovare modalità per affrontare le paure quotidiane, in modo da poter godere della gravidanza e iniziare a progettare la vita con il bambino senza sentirsi travolta.

Se lo desidera, un percorso mirato può aiutarla a conciliare il dolore del lutto con la preparazione al ruolo di madre, fornendole strumenti per gestire ansia, paura e tristezza, e riprendere gradualmente la fiducia nelle scelte quotidiane.

Saluti, resto a disposizione.
Dott.ssa Simona Santoni
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso una parte così intima e dolorosa della sua storia. Quello che sta vivendo è un intreccio molto complesso di emozioni: un lutto improvviso e traumatico, una gravidanza desiderata e un cambiamento profondo di identità che avviene mentre la perdita è ancora molto presente. È comprensibile che tutto questo la faccia sentire confusa, fragile e meno lucida rispetto a prima.
La paura che descrive non è irrazionale ma una risposta al trauma. Quando una perdita arriva senza preavviso, soprattutto in un momento che immaginiamo come felice e protetto, il mondo può diventare improvvisamente imprevedibile. La difficoltà a programmare, il timore che possa accadere qualcos’altro e l’evitamento di alcuni gesti, come comprare online o preparare le cose per il bambino, sono modi con cui la mente cerca di proteggersi da un nuovo dolore.
È molto significativo che lei riconosca la presenza di due parti dentro di sé: la donna che sta diventando madre, felice per l’arrivo del suo bambino, e la figlia che sta cercando di dare un senso alla perdita della propria madre.
Anche il bisogno di usare subito le cose, di non rimandare, può essere letto come un tentativo di restare ancorata al presente dopo che il futuro ha perso improvvisamente la sua sicurezza. È una reazione umana a un lutto che ha interrotto bruscamente la continuità del tempo e dei progetti.
Il dolore che porta con sé, legato alla madre che non potrà vivere questo momento, al matrimonio di suo fratello e a ciò che è rimasto sospeso, merita uno spazio di ascolto e di elaborazione. Affrontare tutto questo da sola mentre il corpo e la mente sono già impegnati in una trasformazione così profonda come la gravidanza, può essere molto faticoso. Cercare un supporto psicologico in questa fase può aiutarla a tenere insieme il lutto e la nascita, il dolore e la vita che continua, senza dover scegliere tra una parte di sé e l’altra.

Un caro saluto,
Simona Santoni - Psicologa
Dott.ssa Chiara Venitucci
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera, la ringrazio per aver condiviso un vissuto così delicato. Da ciò che descrive emerge una condizione di lutto recente e improvviso, che si intreccia con un momento di vita particolarmente significativo come la gravidanza e l’attesa del primo figlio. Quando una perdita così importante avviene senza preavviso, soprattutto durante una fase di grande cambiamento, è normale sperimentare confusione emotiva, paura e una sensazione di perdita di controllo.
La difficoltà a programmare, il timore che possano accadere altre disgrazie, l’evitamento di gesti simbolici come acquistare oggetti o fare progetti per il futuro sono reazioni frequenti nei processi di lutto traumatico. La mente, dopo uno shock, tende a proteggersi cercando di ridurre ogni forma di attesa o investimento emotivo, come se “prepararsi” potesse esporre a un nuovo dolore. Anche il bisogno di usare subito ciò che si compra, senza rimandare, può essere letto come un tentativo di contrastare l’idea dell’imprevedibilità e della perdita.
Il conflitto interno che lei descrive, tra la parte che sta diventando madre e quella che resta figlia e fatica ad accettare la morte della propria madre, è un vissuto molto comune in situazioni come la sua. Non si tratta di un’incapacità di essere razionale, ma di una mente che sta cercando di adattarsi a due eventi emotivamente potentissimi che avvengono insieme: una nascita e una perdita. Queste due esperienze possono coesistere, anche se in modo doloroso e disorientante.
Quando il lutto in gravidanza genera angoscia persistente, paura del futuro e blocco nelle attività quotidiane, può essere utile un supporto psicologico, pensato proprio per accompagnare l’elaborazione della perdita e sostenere il passaggio alla maternità. Un percorso di questo tipo aiuta a dare spazio al dolore senza sentirsi sopraffatti, a riconoscere che non c’è un modo “giusto” o “sbagliato” di vivere questi momenti, e a ritrovare gradualmente un senso di sicurezza.
Se sente che questa paura la sta limitando e che la confusione emotiva è difficile da gestire da sola, chiedere un aiuto professionale può rappresentare un gesto di cura verso se stessa e verso il bambino che sta per arrivare. Non significa dimenticare o “andare avanti a tutti i costi”, ma trovare un modo più sostenibile per tenere insieme il dolore per la perdita e la gioia, legittima, della nuova vita che sta iniziando. Un saluto, Dottoressa Chiara Venitucci.
Dott. Antonio Lionti
Psicologo, Psicologo clinico
Livorno
E' comprensibile il dolore che sta provando per la scomparsa di sua madre, soprattutto in un momento così felice e carico di aspettative per la futura nascita di suo figlio. Un lutto così improvviso necessita di un'accurata elaborazione da parte sua in modo che non resti un "lutto irrisolto". Con il supporto di uno Psicologo può affrontare con più risorse e strumenti questo momento delicato e ritrovare un equilibrio interiore che le permetta di focalizzarsi con serenità al parto e all'accoglienza di suo figlio al mondo.

Un caro saluto
Dott.ssa Giuseppina La Pietra
Psicologo, Psicologo clinico
Sessa Aurunca
Gentile utente buonasera, grazie per aver avuto la forza di raccontare tutto questo. Quello che stai vivendo è una risposta comprensibile e normale ad un lutto traumatico improvviso avvenuto in un momento emotivamente potentissimo come la gravidanza. Non hai perso lucidità: il sistema emotivo è in allerta perché ha imparato, troppo bruscamente, che le cose belle possono spezzarsi senza preavviso. La paura di programmare, di comprare, di aspettare è una forma di protezione dal dolore, non un rifiuto della maternità. In te convivono una figlia che piange la madre e la donna che sta diventando madre: non devi scegliere tra le due, possono coesistere.
Non forzarti a "fare come dovresti", ma procedi con passi molto piccoli e concreti come comprare qualcosa al bambino, quando te la senti, e, quando emerge la paura, riconoscila mentalmente: "questa è la mia parte ferita che cerca sicurezza". Dare un nome alla paura spesso la rende meno potente.
Mi sento di consigliarle un percorso psicologico, che in questo periodo possa aiutarla a elaborare questo grande dolore, affinché non occupi tutto lo spazio emotivo.
Stai affrontando qualcosa di grande, con dignità e amore.
Dott.ssa Giuseppina La Pietra

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