Buonasera . Soffro di disbiosi putrefattiva e allergia al nickel. Cosa potrei mangiare? Grazie
Buonasera . Soffro di disbiosi putrefattiva e allergia al nickel. Cosa potrei mangiare? Grazie
11 risposte
Buongiorno, nel suo caso oltre a togliere tutti gli alimenti che contengono nichel, bisognerebbe agire sulla disbiosi con una terapia di probiotici adeguata oltre a limitare frutta poichè stimola la fermentazione e valutare i metodi di cottura della verdura più adeguati per limitare la fermentazione intestinale.
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Sarebbe opportuno cominciare un integrazione con probiotici molto accurata e definire un piano nutrizinale low fodmap
Buonasera, in presenza di disbiosi putrefattiva associata a allergia al nichel, non esiste una lista di alimenti “universale” e sicura per tutti. Le restrizioni necessarie sono molte e variano molto in base a sintomi, gravità dell’allergia, stato intestinale e tolleranza individuale. Intervenire autonomamente rischia di: - peggiorare la disbiosi - creare carenze nutrizionali - aumentare l’infiammazione intestinale Per questo è fondamentale un percorso personalizzato, che preveda: - valutazione clinica e alimentare completa - impostazione graduale della dieta - monitoraggio dei sintomi e delle reintroduzioni Il consiglio più corretto è quindi rivolgersi a un professionista della nutrizione con esperienza in problematiche intestinali e allergiche, per costruire un piano sicuro, efficace e sostenibile. Resto a disposizione. Cordiali saluti, Francesca Scantamburlo, Biologa nutrizionista specializzata in disturbi gastrointestinali e perdita di peso
Buonasera, in caso di disbiosi putrefattiva e intolleranza al nichel, è importante seguire un’alimentazione personalizzata che limiti alimenti ad alto contenuto di nichel e favoriscano la fermentazione benefica, privilegiando cibi facilmente digeribili e fonti proteiche sicure. La strategia migliore prevede una valutazione nutrizionale individuale per costruire un piano equilibrato, sicuro e sostenibile. Si rivolga ad uno specialista della salute!
Gentile paziente, la disbiosi che presenta potrebbe essere collegata all'allergia al Nichel, ma ne vanno comunque indagate le cause con uno specialista. Potrebbe essere utile l'uso di prebiotici e probiotici specifici per alleviare i sintomi. Per quanto riguarda l'allergia al Nichel, è utile seguire una alimentazione a basso contenuto di questo minerale per poi programmare una graduale reintroduzione dei cibi che lo contengono, sempre sotto stretto controllo. Una completa eliminazione è quasi impossibile purtroppo, per questo motivo le consiglio di farsi seguire da una nutrizionista esperta per evitare carenze vitaminiche e nutrizionali che possono insorgere con le diete fai da te. Rimango a disposizione per eventuali approfondimenti. Saluti Dott.ssa Elisabetta Scalia Nutrizionista
Buonasera,la disbiosi putrefattiva è un'alterazione del microbiota intestinale causata principalmente da una dieta eccessivamente ricca di proteine animali e povera di fibre, va quindi rimodulata la tipologia e la qualità di macronutrienti. D'altro canto, c'è un intestino permeabile he si evince anche dalla sintomatologia al Nichel; va personalizzata una dieta a basso contenuto di nichel, escludendo alimenti ricchi come legumi, cioccolato, frutta secca e cereali integrali, e reintroducendoli gradualmente, gestendo anche fonti non alimentari come utensili e acqua, per migliorare i sintomi della sindrome da allergia sistemica al nichel (SNAS). Vanno contestualmente dati dei pre e probiotici per migliorare la disbiosi.
Salve, in presenza di disbiosi putrefattiva è importante evitare l’eccesso di proteine animali - che favoriscono la fermentazione putrefattiva - e per il nichel evitare alimenti come pomodoro industriale, prodotti in scatola e legumi (max 2 volte la settimana). In generale, gli alimenti da preferire sono: - riso, miglio, patate, zucchine, carote, finocchi, lattuga - carne bianca - pesce fresco o surgelato - uova biologiche o con codice '00' o '0' - olio extravergine d’oliva Attenzione invece per: funghi, cacao e cioccolato e insaccati.
Buonasera, in caso di disbiosi putrefattiva è utile moderare l’eccesso di proteine animali e preferire pasti semplici e ben bilanciati, con cereali raffinati meglio tollerati, verdure cotte leggere e fonti proteiche magre nelle giuste quantità. Con allergia al nichel è importante scegliere alimenti a basso contenuto di questo metallo ed evitare cibi notoriamente ricchi come legumi, frutta secca, cacao e prodotti integrali. La gestione combinata richiede attenzione per non creare carenze o restrizioni eccessive. Le consiglio una visita nutrizionale, online o in studio, per impostare un piano personalizzato e sostenibile.
Buonasera, in presenza di disbiosi putrefattiva associata ad allergia al nickel, in genere è preferibile seguire un’alimentazione semplice, regolare e ben tollerata, evitando soprattutto gli eccessi di proteine e i prodotti molto processati, perché una quota proteica troppo alta può favorire una maggiore produzione intestinale di metaboliti putrefattivi come fenoli, indoli e ammine. Allo stesso tempo, la gestione del nickel richiede di impostare una dieta a basso contenuto di questo elemento, tenendo però presente che non esiste una dieta a "nickel zero” e che la tolleranza può variare molto da persona a persona. Per questo motivo, più che eliminare molti alimenti in modo indiscriminato, di solito è più utile costruire uno schema alimentare graduale, senza eccessi e calibrato sulla sintomatologia reale, così da ridurre sia il carico irritativo intestinale sia il rischio di restrizioni inutilmente severe. In questi casi la personalizzazione è particolarmente importante, perché vanno considerati insieme i disturbi intestinali, la sensibilità al nickel e la tolleranza individuale ai diversi cibi. Un cordiale saluto Dott. Riccardo Pambira Biologo nutrizionista Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
La gestione contemporanea di una disbiosi putrefattiva e dell'allergia al nickel richiede un delicato equilibrio per ridurre sia la fermentazione delle proteine nel colon sia l'infiammazione da metalli pesanti. Poiché la putrefazione deriva da residui proteici non correttamente scomposti, è fondamentale privilegiare fonti proteiche molto digeribili come il pesce bianco, le carni bianche e le uova, preferendo cotture semplici che non induriscano le fibre. Allo stesso tempo, per rispettare il limite del nickel, è necessario evitare i cereali integrali e i legumi, preferendo il riso bianco, la quinoa e le patate sbucciate come fonti di carboidrati. Tra i vegetali, la scelta deve ricadere su opzioni a basso contenuto di metalli come zucchine sbucciate, carote e finocchi, condendo sempre a crudo con olio extravergine d'oliva per favorire la riparazione delle mucose. La masticazione accurata è il primo strumento terapeutico per impedire che le proteine arrivino indigerite nell'intestino crasso, alimentando i batteri nocivi. Data la natura restrittiva di questo schema alimentare, che esclude molti alimenti comuni come pomodori, spinaci e frutta a guscio, le consiglio di prenotare una consulenza mirata per evitare carenze nutrizionali e strutturare un protocollo di ripristino del microbiota. Oltre ai disturbi digestivi, nota per caso stanchezza cronica o sfoghi sulla pelle?
Buongiorno, la presenza contemporanea di disbiosi putrefattiva e allergia al nichel richiede un'alimentazione personalizzata. In generale è consigliabile scegliere alimenti semplici e ben tollerati, evitando restrizioni non necessarie che potrebbero aumentare il rischio di carenze nutrizionali. Le consiglio di proseguire il percorso con un nutrizionista esperto in patologie gastrointestinali, così da costruire un piano alimentare adeguato ai suoi sintomi e alle sue esigenze. Distinti saluti, Dr Luca Agostini
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.





