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Esperienze

Sono la Dottoressa La Pietra Giuseppina, Psicologa e Psicoterapeuta ad orientamento cognitivo e comportamentale in formazione (terzo anno). L'approccio cognitivo comportamentale mira a modificare pensieri e schemi disfunzionali per migliorare il benessere psicologico, identificando e cambiando i pensieri automatici e le distorsioni cognitive che generano sofferenza. La terapia si concentra sul presente, ma può considerare anche il passato per comprendere l'origine degli schemi, e si basa su una collaborazione attiva tra terapeuta e paziente. Nel mio lavoro accompagno le persone nel loro percorso di benessere emotivo, con un approccio rispettoso, accogliente e orientato al cambiamento. aiuto le persone a comprendere meglio ciò che stanno vivendo, a riconoscere i propri schemi di pensiero e a sviluppare strategie concrete per ritrovare equilibrio e consapevolezza. credo profondamente nel valore della relazione terapeutica: uno spazio sicuro, non giudicante, dove potersi esprimere liberamente e sentirsi sostenuti. Il mio obiettivo è facilitare un cambiamento reale e duraturo, aiutando le persone a riscoprire le proprie risorse e a costruire un benessere autentico e sostenibile.

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Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
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10 recensioni

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  • C

    Sono stata davvero colpita dalla competenza e dalla sensibilità della Dott.ssa La Pietra. La sua capacità di creare un ambiente sicuro e non giudicante mi ha permesso di aprirmi e di affrontare temi difficili con fiducia. Le sue parole di incoraggiamento e i suoi consigli pratici mi hanno aiutato a trovare una nuova prospettiva e a lavorare su me stessa. La sua professionalità e la sua disponibilità sono state fondamentali per il mio percorso di crescita personale. La consiglio senza esitazione a chiunque stia cercando un supporto psicologico di alta qualità.

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  • C

    Dottoressa eccezzionale!!Attenta,professionale,empatica!!E' stata davvero un esperienza positiva!!!

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    Dott.ssa Giuseppina La Pietra

    La ringrazio.


  • B

    Professionista attenta, empatica e competente. Mi sono sentita ascoltata e supportata fin dal primo incontro. Il percorso mi ha aiutato concretamente a stare meglio. Consigliatissima.

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    Dott.ssa Giuseppina La Pietra

    La ringrazio.


  • G

    Ho trovato una professionista competente che è stata capace di farmi sentire a mio agio.
    Il percorso svolto mi ha aiutato a vedere le cose con maggiore chiarezza.

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    Dott.ssa Giuseppina La Pietra

    La ringrazio.


  • P

    Lina: È una professionista eccellente e una persona meravigliosa . Fin dalla prima seduta ha saputo farmi sentire a mio agio. Le sue spiccate capacità di ascolto e analisi mi hanno aiutata a mettere ordine nei miei pensieri e nelle mie emozioni. Mi ha fornito inoltre gli strumenti per essere autonoma accompagnandomi passo passo in questo percorso verso la conquista della mia autonomia nella gestione dei miei stati d’animo delle mie inquietudini, aiutandomi così piano piano a trovare il mio equilibrio. Credo che ognuno di noi ad un certo punto della propria vita abbia bisogno di un sostegno e un confronto. Rivolgersi alla persona giusta diventa fondamentale. Per questo consiglio a tutti un professionista come la dottoressa La Pietra

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    Dott.ssa Giuseppina La Pietra

    La ringrazio.


  • I

    Una professionista valida e preparata, attenta e molto umana.

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    Dott.ssa Giuseppina La Pietra

    La ringrazio.


  • A

    Consiglio la dottoressa La Pietra a tutti coloro che hanno bisogno di una persona che li ascolti e li aiuti a trovare la propria strada.
    Mi sono rivolto alla dottoressa in un momento particolarmente difficile della mia vita e, grazie ai suoi consigli e alla terapia svolta insieme, sono riuscito a venirne fuori alla grande.
    Consiglio vivamente la dottoressa in quanto una vera professionista.

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    La ringrazio.


  • R

    Una professionista eccezionale. Mi ha aiutato in un momento difficile della mia vita con grande sensibilità, rispetto e competenza. Ogni incontro è stato uno spazio sicuro in cui potermi esprimere senza giudizio. Il percorso fatto insieme è stato molto importante per me e ne sono davvero grato. La consiglio assolutamente

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    La ringrazio.


  • G

    Esperienza super positiva soprattutto grazie alla chiarezza nelle spiegazioni, all'attenzione posta in ogni colloquio e alla professionalità nella gestione delle sedute.

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    Dott.ssa Giuseppina La Pietra

    La ringrazio.


  • G

    Professionista esemplare, disponibile e preparata.

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    Dott.ssa Giuseppina La Pietra

    La ringrazio.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 4 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno Gentilissimi Dottori,
Vorrei chiederVi come superare il senso di vergogna e di inadeguatezza..ho 35 anni e studio ancora all'università..ho lasciato per un periodo gli studi in seguito a dei lutti dei miei nonni e di mia madre e poi per depressione e durante questo periodo la mia famiglia mi fece sentire incapace in quanto mi veniva detto proprio dalla mia stessa famiglia che ormai ero fuori dal giro dell'universita', che vanno avanti nella vita solo quelli laureati a 23- 24 anni perché hanno modo di sperimentare e di fare più cose e poi, pur avendo io buoni voti, mi sono state dette frasi che ritengo cattive "i voti te li tieni per la gloria" "chi ti calcola piu' ormai" "ti prendi la pensione all' università " "dopo i 30 anni non ti prendono a lavorare, non puoi fare neanche i concorsi" "neanche un ragazzo ti può volere perché non sei indipendente".Quando ero in corso un docente mi disse che mi vedeva partecipe a lezione, rispondevo alle domande di lezione, e, nonostante non avessi ancora sostenuto il suo esame, mi chiese di fare la tesi nella sua materia ( anche se io ho pensato di non essere all'altezza, di non essere abbastanza preparata capace per una tesi sperimentale in laboratorio) ma poi dati gli eventi che mi sono successi, sono sparita dall'università..ora, siccome vorrei riseguire il corso di questo docente, provo molto vergogna (penso che sia anche perché sono stata sempre timida, introversa, scarsa autostima nonostante i buoni risultati)in quanto penso che il docente si sia offeso non avendomi più vista per la tesi o temo che vedendomi a lezione possa pensare "questa ancora qua sta"..o che non si ricordi più di me, nemmeno di avermi chiesto la tesi..inoltre temo che quando sosterrò l'esame, chiamando l'appello, dato che sono del vecchio ordinamento, si renda conto della mia vera età e che quindi mi dica che ormai data la mia età non vorrà più che io faccia la tesi con lui e neanche un eventuale dottorato di ricerca (il dottorato credo proprio che sarà impossibile farlo per la mia età ). Vi ringrazio tanto per i vostri consigli e Vi auguro una Buona Giornata.

Buonasera gentile utente, quello che sta vivendo non è un problema di età o né di università. E' il peso di anni in cui, mentre era fragile per i lutti e la depressione, si è sentita giudicata invece che sostenuta. La vergogna che prova oggi nasce lì. Non dice che lei è inadeguata, ma che ha sofferto senza protezione e supporto. Tornare all'università le fa paura perché teme lo sguardo altrui, ma in realtà è lo sguardo che lei ha interiorizzato su di sé a farle più male. I docenti, nella maggioranza dei casi, non leggono le storie come lei teme: vedono una studentessa che c'è, punto. E il fatto che un professore le abbia proposto una tesi parla di capacità reali, non di illusione.
Lei non deve dimostrare niente, né recuperare il tempo, né decidere ora tutto il futuro.
Le chiederei solo una cosa: non abbandonarsi di nuovo per paura. Andare ad una lezione, anche con un pò di vergona addosso, è già un atto di rispetto verso se stessa.
Dovrebbe iniziare a guardarsi con più gentilezza e comprensione.
Dott.ssa Giuseppina La Pietra

Dott.ssa Giuseppina La Pietra

Sono fidanzata con il mio ragazzo (25 anni) da quando ne avevamo 18.
Da anni soffre di ludopatia. Non me l’ha mai nascosta, anzi: mi ha sempre resa sua complice.

All’inizio ho sottovalutato il problema. Giocava cifre che non mi spaventavano e pensavo di poter gestire la situazione. Con il tempo, però, il gioco è diventato sempre più grave: ha iniziato a puntare cifre molto alte, ben oltre le sue possibilità.

Lavora da anni, ma ogni mese il suo stipendio finisce in pochissimi giorni.
Nonostante io non lavorassi, ho sempre cercato di colmare le sue perdite con i soldi che i miei genitori mi davano. Sono sempre stata una persona responsabile e attenta al denaro, anche perché i miei genitori non mi hanno mai fatto mancare nulla e ho sempre avuto grande rispetto per i sacrifici che hanno fatto.

Col tempo però la situazione è degenerata.
Ho iniziato a rubare: prima oggetti d’oro, poi dalle carte che avevo a disposizione, poi direttamente dal conto dei miei genitori.
Questa cosa mi spaventa profondamente. So di essere stata “furba” nel farlo, ma non in un modo che mi rende orgogliosa: mi fa paura rendermi conto di cosa sono arrivata a fare.

Nonostante tutto, sono riuscita a portare avanti il mio percorso di studi: mi sono laureata con il massimo dei voti e ho trovato subito un lavoro full-remote dopo la laurea magistrale, con uno stipendio molto buono.
Lavoro da giugno, ora siamo a gennaio, e di quei soldi non mi è rimasto nulla.

Ogni mese lui spende tutto il suo stipendio e aspetta i miei soldi per “recuperare”.
So che può sembrare assurdo pensare che perda sempre, ma purtroppo non è così: ad aprile dell’anno scorso ha vinto circa 100.000 euro, persi interamente nel giro di una settimana.

Non ha un’auto, fa un lavoro che detesta, ha perso molte amicizie nel tempo.
Io continuo a lasciarlo, ma non riesco mai a farlo definitivamente. Mi sento bloccata in una relazione tossica che mi sta logorando, emotivamente ed economicamente.

Sono consapevole che questa situazione non è sana.
So di aver bisogno di aiuto, perché da sola non riesco più a uscirne.

Gentile utente buongiorno, non c’è nulla di “sbagliato” in te. Sei una persona che ha amato molto e troppo a lungo senza proteggersi. Quando si vive accanto a una dipendenza, si finisce facilmente per perdere i propri confini pur di non perdere l’altro. Cerca di mettere un confine chiaro, immediato e non negoziabile sul denaro, e consideralo una forma di cura, non una punizione.
In pratica: da oggi i tuoi soldi sono solo tuoi. Nessuna eccezione, nessuna promessa, nessun “solo questa volta”. Non perché tu non lo ami, ma perché ogni volta che lo salvi economicamente, la dipendenza cresce e tu ti perdi un po’ di più.
Quando arriva il senso di colpa, prova a dirti: “Sto facendo qualcosa di difficile perché è sano, non perché sono cattiva.” Questo è un pensiero alternativo, realistico e protettivo.
Non devi decidere ora se lasciarlo. Devi solo decidere di smettere di farti del male per tenerlo in piedi. Questo è un passo risolutivo perché interrompe il ciclo che ti sta logorando. In questo momento così complicato, chiedere aiuto professionale per te non è un segno di fallimento, è il momento in cui inizi davvero a riprendere il controllo della tua vita. Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.

Dott.ssa Giuseppina La Pietra

Dott.ssa Giuseppina La Pietra
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