Ciao , oggi volevo parlarvi di una cosa che da un po di tempo mi preme . Inizio con il dire che non

10 risposte
Ciao , oggi volevo parlarvi di una cosa che da un po di tempo mi preme .
Inizio con il dire che non é per me un bel periodo e che queste cose mi succedono spesso:
Molto brevemente ultimamente mi sento in colpa per esperienze che ho avuto con la mia ex ragazza o per esperienze di masturbazione che ho fatto quando ero piu piccolo .Quando avevo penso non so 16 anni circa o 17 adesso non ricordo bene. Mi é capitato durante la masturbazione di sperimentare con il mio corpo anche incuriosito tramite articoli che avevo trovato online. Senza entrare troppo nei dettagli qualche volta ho provato la pratica dell'auto fellatio senza neanche riuscirci benissimo in realta da quello che ricordo e avevo provato a stimolare il punto L che se non sbaglio si trova dietro la prostata e si puo stimulare attraverso il sedere. Ecco diciamo che ora che ho 20 anni mi vergogno parecchio di queste cose e ci sto molto male anche se so che cose cosi le provano molti ragazzi durante l'adolescenza . Ho valore morali molto alti e pensare a quelle cose mi fa stare davvero male. Sono sicuro che se stessi con una ragazza mi sentirei in dovere di raccontare anche queste cose di me senno non riuscirei a sentirmi amato. E questo come altre cose che riguardano altro mi stanno provocando molto dolore e vorrei riuscire a lasciare andare senza rimuginare quindi chiedo un consiglio e un aiuto su come guardare queste esperienza senza sentisi cosi male . Grazie in anticipo
Gent.mo,
Le regole morali che vogliamo rispettare servono a creare la forma perfetta di noi stessi o tante volte per la società. Questo io ideale ci dà motivazione ad adottare certi comportamenti. Ma nella vita, tutto ciò che ci circonda ci spinge a fare esperimenti per capire meglio chi siamo, come viviamo, cosa ci fa stare bene o male; il valore del io ideale deve essere solo una parte, nel resto come facciamo da milioni di anni, esperimentiamo cose , sensazioni , sostanze, ecc. Tornare al presente ha un immensa importanza e definirsi in tutto quello che si fa nella giornata, stando nel presente, perché continuare con sentimenti di vergogna, autocritica ostile, non ci aiuta a raggiungere mai quel bella IO ideale che vogliamo essere.

La sessualità è in continua crescita, non ha valori immorali: solo se facciamo uso di un altro senza permesso o vogliamo distruggere la dignità del altro.
Da altro quadro, sappi la sessualità è uno dei nostri impulsi primari più forti che ci mantiene in vita, quindi cerchiamo il piacere esplorando. Tutto è morale nella sessualità, quando non ha nulla d'affare con la distruzione. Esplorare non significa che lei si definisce cosi.

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Dott.ssa Elisabetta Di Maso
Psicologo, Psicologo clinico
Bitonto
Buongiorno, comprendo il suo stato di imbarazzo ma prima di lavorare su questi argomenti, si dovrebbe lavorare sul suo senso di morale così forte da impedirle il piacere. Le consiglio un percorso psicologico per aiutarla a trovare se stesso liberandola dai pesi dell'eccesso di morale.
Il vissuto che lei descrive è riconducibile a un forte senso di colpa e di vergogna retroattiva, che porta a rileggere esperienze adolescenziali attraverso uno sguardo adulto e giudicante, spesso molto più severo di quanto sarebbe necessario. Durante l’adolescenza l’esplorazione del corpo e della sessualità è una fase naturale dello sviluppo, guidata dalla curiosità, dai cambiamenti corporei e dal bisogno di comprendere se stessi, e ciò che lei racconta rientra in comportamenti sperimentali che non definiscono né il valore morale di una persona né la sua identità attuale. Il disagio che prova oggi sembra derivare dal conflitto tra i suoi valori morali attuali e il significato che attribuisce a quelle esperienze passate, come se esse fossero una colpa da espiare o una verità da dover necessariamente confessare per meritare amore e accettazione. Questa esigenza di “dire tutto” può essere letta come un bisogno di purezza e di rassicurazione più che come una reale necessità relazionale, e rischia di mantenere il rimuginio e l’autocondanna. È importante distinguere tra responsabilità e giudizio, comprendendo che quelle esperienze appartengono a una fase evolutiva diversa e non hanno lo stesso peso o significato nel presente. Lavorare sul lasciare andare non significa negare ciò che è stato, ma riuscire a collocarlo nel giusto contesto, riducendo l’autocritica e sviluppando un atteggiamento più compassionevole verso se stesso. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a elaborare questo senso di colpa, a integrare i suoi valori in modo più flessibile e a costruire relazioni basate sull’autenticità presente, piuttosto che sulla paura di essere giudicato per il passato.
Dott. Fabio Nenci
Psicologo clinico, Psicologo
San Maurizio Canavese
Buongiorno,
percepisco il suo disagio e quanto la faccia stare male. Ma la masturbazione sia maschile che femminile è un azione sana è un auto conoscenza , solo in questa maniera impariamo a conoscere il nostro corpo , per quanto riguarda il massaggio prostatico fa parte sempre della conoscenza del suo corpo.
Forse una chiacchierata con un professionista l'aiuterebbe a capire meglio e a eliminare quel senso di vergogna che sente.
Dott.ssa Alina Mustatea
Psicologo, Psicologo clinico
Pomezia
Gentile paziente,
quello che descrive non è indice di qualcosa di “sbagliato” in lei, né di una mancanza morale. È invece molto coerente con una fase di forte autocontrollo, senso di colpa e rigidità verso sé stesso, che spesso emerge proprio quando una persona attribuisce grande valore all’etica, all’amore e alla coerenza interna.
Le esperienze che racconta rientrano nella normale esplorazione corporea adolescenziale. Durante l’adolescenza il corpo cambia, la curiosità aumenta e molti ragazzi sperimentano senza che questo definisca l’identità, i valori o il futuro modo di vivere la sessualità. Il fatto che oggi lei provi vergogna non significa che quelle esperienze fossero sbagliate, ma che oggi le guarda con gli occhi dell’adulto che è diventato, con valori diversi e più strutturati.
Il nodo centrale non è ciò che ha fatto, ma come oggi lo interpreta. Lei sta rileggendo quelle esperienze come se fossero una “colpa da espiare” o una verità che la renderebbe indegno di amore se non confessata. Questo è un meccanismo tipico del senso di colpa e del pensiero ossessivo: la mente prende eventi neutri o normali e li carica di significati morali sproporzionati.
È importante chiarire un punto fondamentale:
non tutto ciò che abbiamo vissuto deve essere raccontato per poter essere amati.
L’amore non si basa sulla confessione totale, ma sulla relazione presente, su chi si è oggi, su come si vive il rispetto, l’intimità e il legame.
Quelle esperienze non definiscono la sua identità, non la rendono meno “pulito”, meno degno o meno coerente con i suoi valori attuali. Sono parti di una crescita che si è già conclusa. Il fatto che oggi lei senta disagio dimostra che ha sviluppato consapevolezza, non che debba punirsi.
Quando la mente torna su questi pensieri, provi a dirsi consapevolmente:
“Questo è un ricordo, non una colpa. È passato. Non dice chi sono oggi.”
L’obiettivo non è convincersi che “non importa”, ma smettere di trattare il passato come un tribunale permanente. Il rimuginio non la rende più morale, la rende solo più sofferente.

Se sente che questi pensieri diventano intrusivi, ripetitivi e le impediscono di stare sereno o di vivere le relazioni con naturalezza, un percorso psicologico può aiutarla molto a lavorare sul senso di colpa, sulla rigidità morale e sul bisogno di essere “perfettamente trasparente” per sentirsi degno d’amore.

Lei non ha nulla da espiare. Ha solo bisogno di imparare a guardarsi con la stessa comprensione che riserverebbe a un altro ragazzo della sua età.

Un caro saluto,
Dott.ssa Alina Mustatea
Psicologa clinica e giuridica
Psicodiagnosta clinica e forense
Coordinatore genitoriale

Se desidera un supporto per lavorare sul senso di colpa e ritrovare serenità nel rapporto con sé stesso e con gli altri, può prenotare una visita.
Dott.ssa Alessia Bruschi
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
La vita è fatta di esperienze, alcune delle quali ci piacciono ed altre ci lasciano insoddisfazioni o con sensi di colpa. Ciò che le sembrava divertente a sedici anni può assumere altri significati con il passare del tempo ma ciò non vuol dire che debba condividere la sua parte più intima in futuro. Sarà amato per ciò che è nel presente, non per ciò che è stato in passato. Il senso di vergogna è spesso frutto dell'educazione che si riceve e da ciò può scaturire il senso di colpa. Si goda il presente, guardi avanti e costruisca con l'esperienza del passato.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Ciao, grazie per aver condiviso con sincerità quello che stai vivendo. È importante ricordare che durante l’adolescenza è normale esplorare la propria sessualità, sia con il proprio corpo che in relazione ad altre persone. Curiosità e sperimentazione, anche in modi che oggi ti fanno sentire imbarazzo, rientrano nella normale scoperta di sé e non definiscono chi sei o il tuo valore morale.

Il senso di colpa che provi spesso nasce da giudizi severi che tendiamo a darci su comportamenti che, in realtà, fanno parte dello sviluppo sessuale umano. Accettare che certe esperienze passate siano state naturali e non dannose può aiutare a ridurre il rimuginio e il disagio emotivo. Lavorare su accettazione di sé, compassione verso se stessi e gestione del senso di colpa può essere utile per sentirsi più sereni nelle relazioni e nella vita quotidiana.

Tuttavia, poiché il disagio che descrivi è intenso e influisce sul tuo benessere, è consigliabile approfondire questi temi con uno specialista che possa supportarti in modo mirato e sicuro.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Che significato hanno assunto per te queste esperienze avute durante l'adolescenza? e che ripercussioni hanno sull'immagine che oggi hai di te?. Sicuramente un modo per far pace con questo vissuto è accettarlo per quello che è stato senza giudizi. Spesso noi siamo i giudici più inflessibili di noi stessi e questo ci toglie la possibilità di poter sperimentare e perché no sbagliare.
Dott.ssa Rossella Carrara
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buongiorno, le consiglio un percorso di sostegno psicologico. Cordiali saluti.
Dott.ssa Saveria Ottaviani
Psicologo, Psicologo clinico
Marina di Ardea
Le tue esperienze passate non dovrebbero farti sentire un così forte senso di vergogna che certamente non ti permette di vivere serenamente. Valuta la possibilità di fare un percorso psicologico che ti faccia capire il motivo di tanta vergogna e che ti permetta di vivere bene la tua vita e qualsiasi relazione tu intraprenderai. Credo sia il momento giusto per farlo: conoscersi bene, capirsi e comprendersi ti permetterà di vivere relazioni sane e soddisfacenti, con te stesso e con gli altri. Un saluto

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