Buongiorno È anni che mi trovo in una situazione spiacevole che pian piano prende sempre una piega
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risposte
Buongiorno
È anni che mi trovo in una situazione spiacevole che pian piano prende sempre una piega peggiore, soffro di qualcosa molto simile ad agorafobia(non mi è stato diagnosticato)
Ho effettuato un percorso con uno psicologo che poi ho interrotto, forse non ho mai individuato realmente il problema.. sta di fatto che da circa 7 anni mi trovo a viver il pre-partenza per le vacanze(o il pre-di qualsiasi attività nuova) come un dramma:attacchi di panico forti e continui,lacrime, problemi intestinali,paure di morire o su cosa possa succedere, su quanto sian lontani gli ospedali o casa mia dal posto in questione ecc
È partito così e son arrivato al punto di non andar più via lontano da casa per piu giorni o scegliere mete comode e che mi facciano sentire sicuro
Non so piu che fare, sta compromettendo la mia vita ed i rapporti con le persone a me care che si allontanano pian piano
È anni che mi trovo in una situazione spiacevole che pian piano prende sempre una piega peggiore, soffro di qualcosa molto simile ad agorafobia(non mi è stato diagnosticato)
Ho effettuato un percorso con uno psicologo che poi ho interrotto, forse non ho mai individuato realmente il problema.. sta di fatto che da circa 7 anni mi trovo a viver il pre-partenza per le vacanze(o il pre-di qualsiasi attività nuova) come un dramma:attacchi di panico forti e continui,lacrime, problemi intestinali,paure di morire o su cosa possa succedere, su quanto sian lontani gli ospedali o casa mia dal posto in questione ecc
È partito così e son arrivato al punto di non andar più via lontano da casa per piu giorni o scegliere mete comode e che mi facciano sentire sicuro
Non so piu che fare, sta compromettendo la mia vita ed i rapporti con le persone a me care che si allontanano pian piano
Buongiorno,
mi dispiace molto per la situazione che sta vivendo, comprendendo quanto possa essere difficile affrontare quotidianamente ansia e paura, soprattutto quando queste iniziano a limitare le esperienze di vita ei rapporti personali. I sintomi che descriviamo, come gli attacchi di panico, le preoccupazioni legate alla distanza da casa o dagli ospedali, e il forte disagio nella pre-partenza, sembrano effettivamente rappresentare un quadro compatibile con problematiche di tipo ansioso, come l'agorafobia o un disturbo d'ansia anticipatoria.
Tuttavia, è fondamentale sottolineare che solo uno specialista può formulare una diagnosi precisa e adeguata al suo caso. Il fatto che abbia già intrapreso un percorso psicologico in passato dimostra la sua volontà di stare meglio e di affrontare queste difficoltà. Talvolta, però, può essere necessario rivedere l'approccio terapeutico o valutare un intervento diverso, come ad esempio tecniche cognitivo-comportamentali o l'uso di strumenti specifici come la Mindfulness o l'EMDR, che hanno dimostrato grande efficacia nel trattamento dei disturbi legati all'ansia e ai traumi.
Le consiglio caldamente di rivolgersi a uno psicoterapeuta per un approfondimento, affinché possa trovare un supporto mirato e personalizzato per affrontare e superare queste difficoltà, migliorando così la qualità della sua vita e delle sue relazioni.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
mi dispiace molto per la situazione che sta vivendo, comprendendo quanto possa essere difficile affrontare quotidianamente ansia e paura, soprattutto quando queste iniziano a limitare le esperienze di vita ei rapporti personali. I sintomi che descriviamo, come gli attacchi di panico, le preoccupazioni legate alla distanza da casa o dagli ospedali, e il forte disagio nella pre-partenza, sembrano effettivamente rappresentare un quadro compatibile con problematiche di tipo ansioso, come l'agorafobia o un disturbo d'ansia anticipatoria.
Tuttavia, è fondamentale sottolineare che solo uno specialista può formulare una diagnosi precisa e adeguata al suo caso. Il fatto che abbia già intrapreso un percorso psicologico in passato dimostra la sua volontà di stare meglio e di affrontare queste difficoltà. Talvolta, però, può essere necessario rivedere l'approccio terapeutico o valutare un intervento diverso, come ad esempio tecniche cognitivo-comportamentali o l'uso di strumenti specifici come la Mindfulness o l'EMDR, che hanno dimostrato grande efficacia nel trattamento dei disturbi legati all'ansia e ai traumi.
Le consiglio caldamente di rivolgersi a uno psicoterapeuta per un approfondimento, affinché possa trovare un supporto mirato e personalizzato per affrontare e superare queste difficoltà, migliorando così la qualità della sua vita e delle sue relazioni.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
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Buongiorno,
mi dispiace per le difficoltà che sta vivendo. Se ora ritiene di aver messo a fuoco meglio il problema rispetto a quando stava affrontando un percorso di psicoterapia, il mio suggerimento è di riprovare.
Cordialmente
Dott. Giacomo Caiani
mi dispiace per le difficoltà che sta vivendo. Se ora ritiene di aver messo a fuoco meglio il problema rispetto a quando stava affrontando un percorso di psicoterapia, il mio suggerimento è di riprovare.
Cordialmente
Dott. Giacomo Caiani
Gentile utente, dalle sue parole emerge in modo chiaro e puntuale come si sente in questo momento e come si è sentito in passato. La novità, il nuovo, l'ignoto può suscitare emozioni di ansia molto intese, cosa pensa nei momenti i cui si avvicina alla novità? Cosa teme infondo possa accadere? Ogni emozione non arriva mai sa sola, ne piomba nella nostra vita a caso e senza motivo. Le emozioni ci dicono cose su di noi, sul mondo e sull'altro. Cosa le dice la sua ansia? Cosa sta comunicando? Soffermarsi sui suoi pensieri, vissuti e comportamenti potrebbe essere importante per risalire alla radice profonda della sua ansia. Comprendo che il percorso precedente non l'abbia soddisfatta a pieno. Potrebbe però rivalutare un nuovo percorso. Rimango a sua disposizione Dott.ssa Alessia D'Angelo
Buongiorno, probabilmente il suo problema ha radici profonde collegate ad un qualcosa che ancora non è chiaro. si potrebbe indagare meglio e intraprendere un nuovo percorso psicologico mirato al problema.
Rimango a disposizione e le auguro di risolvere
Rimango a disposizione e le auguro di risolvere
Gentile utente, spesso l'attacco di panico può segnalare una tematica più ampia che occorre individuare e affrontare. Altre volte può essere la parte visibile di una difficoltà a livello di personalità, quindi può avere a che fare con qualcosa di più profondo. In questi casi però è fondamentale capire quale sia la minaccia che fa scattare la reazione di panico. Le consiglio di approfondire con un percorso psicologico.
Dott. Paolo Di San Diego
Dott. Paolo Di San Diego
Buongiorno,
sicuramente un percorso in cui vengono utilizzate tecniche di esposizione è il più consigliato per questo tipo di problematiche, in cui il terapeuta possa aiutarla a lavorare nel concreto su queste sue paure e cercare insieme a lei di rendere il tutto meno angosciante. Buona giornata
sicuramente un percorso in cui vengono utilizzate tecniche di esposizione è il più consigliato per questo tipo di problematiche, in cui il terapeuta possa aiutarla a lavorare nel concreto su queste sue paure e cercare insieme a lei di rendere il tutto meno angosciante. Buona giornata
Salve mi dispiace sapere che stai vivendo una situazione così difficile, ma voglio dirti che il tuo messaggio dimostra grande consapevolezza e il desiderio di migliorare, che sono passi fondamentali verso il cambiamento. La tua esperienza è molto comune in chi soffre di disturbi legati all’ansia, come l’agorafobia o gli attacchi di panico, anche se è importante ricevere una diagnosi professionale per avere chiarezza e iniziare il trattamento più adatto. Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento
Buonasera, i sintomi di ansia che descrive sono presenti da 7 anni che è un tempo significativo inoltre stanno compromettendo diverse aree della sua vita. In ragione di questo le consiglierei di provare a intraprendere un'altro percorso psicoterapico per prendersi il tempo e lo spazio per parlare ed elaborare la sua situazione. So che può non essere facile iniziare un nuovo percorso, ma la invito a darsi questa possibilità perchè ne vale la pena.
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso/a utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso/a utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Salve dovrebbe effettuare una psicoterapia mirata alle gestione dell'ansia, che da quanto i riportato, parebbe circoscritta agli spostamenti in contesti percepiti lontano da zone abituali. La terapia dovrebbe focalizzarsi anche sugli attacchi di panico che presumibilmente si associano a stati ansiosi e portano a un focus sui sintomi fisiologici derivanti dall'ansia e alla generazione di pensieri catastrofici relativi alla propria salute. Questi episodi ripetuti possono aver generato la necessità di presidi medici in relazione al timore per la propria salute.
Buonasera,
comprendo che la situazione che sta vivendo sia estremamente difficile e impegnativa. Gli attacchi di panico e l'ansia che descrive possono essere molto debilitanti e influenzare negativamente diversi aspetti della vita, inclusi i rapporti con le persone care. È positivo che abbia già cercato supporto psicologico in passato, anche se, comprensibilmente, non ha portato ai risultati sperati.
Vorrei incoraggiarla a considerare di riprendere un percorso terapeutico. Gli approcci terapeutici possono variare, ma l'importante è trovare un professionista con cui si senta a proprio agio e che possa lavorare con lei per identificare e affrontare le radici del suo disagio.
Nel frattempo, alcune strategie che possono aiutarla a gestire l'ansia includono:
- **Tecniche di rilassamento:** Pratiche come la meditazione, la respirazione profonda e il rilassamento muscolare progressivo possono ridurre i sintomi d'ansia.
- **Supporto sociale:** Condividere le sue preoccupazioni con persone di fiducia può alleviare il senso di isolamento.
- **Pianificazione graduale:** Provi ad affrontare situazioni che le causano ansia in modo graduale, iniziando con piccoli passi che si sente di poter gestire.
Non è sola in questa sfida, e con il giusto supporto può trovare modi efficaci per gestire e ridurre i suoi sintomi.
Cordiali saluti.
comprendo che la situazione che sta vivendo sia estremamente difficile e impegnativa. Gli attacchi di panico e l'ansia che descrive possono essere molto debilitanti e influenzare negativamente diversi aspetti della vita, inclusi i rapporti con le persone care. È positivo che abbia già cercato supporto psicologico in passato, anche se, comprensibilmente, non ha portato ai risultati sperati.
Vorrei incoraggiarla a considerare di riprendere un percorso terapeutico. Gli approcci terapeutici possono variare, ma l'importante è trovare un professionista con cui si senta a proprio agio e che possa lavorare con lei per identificare e affrontare le radici del suo disagio.
Nel frattempo, alcune strategie che possono aiutarla a gestire l'ansia includono:
- **Tecniche di rilassamento:** Pratiche come la meditazione, la respirazione profonda e il rilassamento muscolare progressivo possono ridurre i sintomi d'ansia.
- **Supporto sociale:** Condividere le sue preoccupazioni con persone di fiducia può alleviare il senso di isolamento.
- **Pianificazione graduale:** Provi ad affrontare situazioni che le causano ansia in modo graduale, iniziando con piccoli passi che si sente di poter gestire.
Non è sola in questa sfida, e con il giusto supporto può trovare modi efficaci per gestire e ridurre i suoi sintomi.
Cordiali saluti.
Buongiorno, ti consiglio di poter valutare un nuovo percorso terapeutico con un professionista più adatto a te per lavorare su questi aspetti. In bocca al lupo!
Buongiorno, mi dispiace per questa situazione che le sta compromettendo la vita, non è affatto semplice dover provare queste sensazioni. Le suggerisco di tentare un nuovo percorso psicologico, se si è trovato bene anche contattando il suo vecchio psicologo magari o in alternativa trovandone uno nuovo, possibilmente specializzato in terapia cognitiva comportamentale. Attraverso la terapia è possibile imparare a trovare un equilibrio e un armonia nella propria vita attraverso strumenti e strategie. Il desiderio di sentirsi al sicuro è un bisogno umano universale, ma è importante saper stare anche nelle situazioni in cui il controllo manca, e usciamo fuori dalla zona comfort. In terapia è possibile familiarizzare con queste sensazioni, comprendere da dove originano e orientare i propri comportamenti in una nuova direzione.
Grazie per la condivisione, resto a disposizione, Dott.ssa Ilaria Truzzi
Grazie per la condivisione, resto a disposizione, Dott.ssa Ilaria Truzzi
Buon pomeriggio, è comprensibile quanto questa situazione sia invalidante per la sua vita; purtroppo a volte i percorsi psicologici hanno bisogno di tempo per poter portare a risultati evidenti. Riprendere il percorso, o iniziarne uno nuovo, può aiutarla a trovare la soluzione più adatta a lei, la difficoltà di cui racconta è trattabile e può essere risolta o almeno ridotta !
Buongiorno gentile Utente, capisco quanto possa essere difficile convivere con una situazione simile, che non solo crea una sofferenza quotidiana, ma limita anche la sua libertà e la qualità delle sue relazioni. Ciò che descrive – la paura intensa che si manifesta con attacchi di panico, l'ansia per l'allontanamento da casa, il timore di non essere al sicuro – sembra aver preso una posizione centrale nella sua vita, condizionando le sue scelte e limitando la sua possibilità di vivere serenamente.
È importante sottolineare che non è insolito che un percorso di supporto psicologico possa non portare risultati immediati o tangibili, soprattutto se non si è riusciti a identificare con chiarezza l'origine del disagio o se ci si è interrotti prima di approfondire sufficientemente la questione. Tuttavia, il fatto che lei abbia già cercato un aiuto è un segnale significativo del suo desiderio di superare questa condizione e rappresenta una base su cui poter costruire.
Il disagio che descrive potrebbe avere delle componenti agorafobiche, come suggerisce, ma potrebbe anche essere parte di un quadro più ampio legato all'ansia. Questi problemi non sono mai semplicemente "nella testa" o questione di volontà, ma coinvolgono meccanismi profondi che possono essere affrontati efficacemente con il giusto approccio terapeutico. La buona notizia è che, con il supporto adeguato, è possibile spezzare questo circolo di paura e disagio.
Le consiglierei di valutare l'opportunità di riprendere un percorso psicoterapeutico, possibilmente con un professionista specializzato in disturbi d'ansia o attacchi di panico. Esistono tecniche specifiche, come la terapia cognitivo-comportamentale, che si sono dimostrate molto efficaci nel trattare problematiche simili. Un terapeuta esperto potrà aiutarla non solo a esplorare le cause profonde di questo disagio, ma anche a sviluppare strumenti pratici per gestire e ridurre l'ansia, permettendole di riappropriarsi della sua quotidianità.
Parallelamente, potrebbe essere utile confrontarsi con il suo medico di base o uno psichiatra per valutare se un eventuale supporto farmacologico, anche temporaneo, possa aiutarla ad affrontare i momenti più critici. Il passo più importante, tuttavia, è quello che sta già facendo: riconoscere il problema e il suo impatto, oltre a cercare attivamente una soluzione. Questo dimostra una grande forza interiore, nonostante le difficoltà che sta affrontando.
Non è sola in questa situazione e, anche se al momento può sembrare che non ci sia una via d'uscita, il percorso verso il miglioramento è assolutamente possibile. Riuscire a parlarne apertamente, come ha fatto ora, è già un primo passo importante. Sono certo che, con il giusto sostegno, potrà gradualmente superare queste difficoltà e ritrovare la libertà di godersi appieno la vita e le sue relazioni.
Dott. Luca Vocino
È importante sottolineare che non è insolito che un percorso di supporto psicologico possa non portare risultati immediati o tangibili, soprattutto se non si è riusciti a identificare con chiarezza l'origine del disagio o se ci si è interrotti prima di approfondire sufficientemente la questione. Tuttavia, il fatto che lei abbia già cercato un aiuto è un segnale significativo del suo desiderio di superare questa condizione e rappresenta una base su cui poter costruire.
Il disagio che descrive potrebbe avere delle componenti agorafobiche, come suggerisce, ma potrebbe anche essere parte di un quadro più ampio legato all'ansia. Questi problemi non sono mai semplicemente "nella testa" o questione di volontà, ma coinvolgono meccanismi profondi che possono essere affrontati efficacemente con il giusto approccio terapeutico. La buona notizia è che, con il supporto adeguato, è possibile spezzare questo circolo di paura e disagio.
Le consiglierei di valutare l'opportunità di riprendere un percorso psicoterapeutico, possibilmente con un professionista specializzato in disturbi d'ansia o attacchi di panico. Esistono tecniche specifiche, come la terapia cognitivo-comportamentale, che si sono dimostrate molto efficaci nel trattare problematiche simili. Un terapeuta esperto potrà aiutarla non solo a esplorare le cause profonde di questo disagio, ma anche a sviluppare strumenti pratici per gestire e ridurre l'ansia, permettendole di riappropriarsi della sua quotidianità.
Parallelamente, potrebbe essere utile confrontarsi con il suo medico di base o uno psichiatra per valutare se un eventuale supporto farmacologico, anche temporaneo, possa aiutarla ad affrontare i momenti più critici. Il passo più importante, tuttavia, è quello che sta già facendo: riconoscere il problema e il suo impatto, oltre a cercare attivamente una soluzione. Questo dimostra una grande forza interiore, nonostante le difficoltà che sta affrontando.
Non è sola in questa situazione e, anche se al momento può sembrare che non ci sia una via d'uscita, il percorso verso il miglioramento è assolutamente possibile. Riuscire a parlarne apertamente, come ha fatto ora, è già un primo passo importante. Sono certo che, con il giusto sostegno, potrà gradualmente superare queste difficoltà e ritrovare la libertà di godersi appieno la vita e le sue relazioni.
Dott. Luca Vocino
Buon pomeriggio utente,
la ringrazio per la condivisione del racconto dal quale è piuttosto evidente la sua sofferenza. Già con aver scritto qui su questo "forum", lo ha portato ad esternare il problema e a porre l'attenzione sul voler fare qualcosa per risolvere la condizione psicofisica denunciata. La invito a considerare che è tempo!,tempo d' intraprendere un nuovo percorso, che le permetta di comprendere il funzionamento, o meglio i funzionamenti che sono all'origine della sintomatologia dichiarata. Diversi possono essere stati i motivi che lo hanno portato all'interruzione del percorso precedente, ciò non vuol dire, che adesso non possa trovare nuova fiducia e apertura nei confronti di un altro/a professionista.
E' tempo di volersi bene, di scegliersi e di stare meglio.
Resto a disposizione.
Buona vita
Mariella Farinella
la ringrazio per la condivisione del racconto dal quale è piuttosto evidente la sua sofferenza. Già con aver scritto qui su questo "forum", lo ha portato ad esternare il problema e a porre l'attenzione sul voler fare qualcosa per risolvere la condizione psicofisica denunciata. La invito a considerare che è tempo!,tempo d' intraprendere un nuovo percorso, che le permetta di comprendere il funzionamento, o meglio i funzionamenti che sono all'origine della sintomatologia dichiarata. Diversi possono essere stati i motivi che lo hanno portato all'interruzione del percorso precedente, ciò non vuol dire, che adesso non possa trovare nuova fiducia e apertura nei confronti di un altro/a professionista.
E' tempo di volersi bene, di scegliersi e di stare meglio.
Resto a disposizione.
Buona vita
Mariella Farinella
Gentile utente,
Mi dispiace molto per la situazione che sta vivendo. Capisco quanto possa essere invalidante l'ansia che prova prima di intraprendere qualsiasi nuova attività, e la sofferenza psico-fisica che ne deriva. Da quanto descrive, le confermo che sembrano essere presenti alcune componenti agorafobiche. Tuttavia, vorrei invitarla ad andare oltre le etichette diagnostiche, che possono essere utili per dare un nome al vissuto, ma non esauriscono la complessità della sua esperienza.
La manifestazione di questi sintomi, infatti, può essere vista come un adattamento creativo: un modo che ha sviluppato per fronteggiare una sofferenza, cercando di renderla più gestibile. Purtroppo, questo processo comporta un "prezzo", che nel suo caso si traduce in attacchi di panico, problemi intestinali, e altre difficoltà. Quando il costo di questo adattamento diventa troppo alto, come sembra essere nel suo caso, arriva il momento di esplorare e trovare nuove strategie più salutari e meno dolorose.
Il mio suggerimento è di cercare di comprendere cosa i suoi sintomi le stanno comunicando: qual è il bisogno che sta cercando di soddisfare, anche se a un prezzo così alto? Quali sono i vantaggi inconsci che i suoi sintomi le danno consentendole di evitare una serie di situazioni nuove? Sono consapevole che possa sembrarle un paradosso che i suoi sintomi la aiutino e le diano dei benefici, ma per questo la rimando alla teoria dei benefici secondari di Karen Horney.
Anche se ha già iniziato una terapia in passato, potrebbe essere utile considerare di riprendere il percorso, magari con un nuovo approccio o professionista. I suoi disagi fisici, come gli attacchi di panico, sono segnali di un bisogno emotivo non ascoltato. L’impatto sulla vita quotidiana evidenzia l’importanza di affrontare questi temi con un* professionista. Un nuovo percorso potrebbe aiutarla a trovare nuovi modi di prendersi cura dei suoi bisogni consentendole di abbandonare gli attacchi di panico.
Resto a disposizione per approfondire insieme questi temi, qualora lo desiderasse.
Un caro saluto,
Dott.ssa Federica Clemente
Mi dispiace molto per la situazione che sta vivendo. Capisco quanto possa essere invalidante l'ansia che prova prima di intraprendere qualsiasi nuova attività, e la sofferenza psico-fisica che ne deriva. Da quanto descrive, le confermo che sembrano essere presenti alcune componenti agorafobiche. Tuttavia, vorrei invitarla ad andare oltre le etichette diagnostiche, che possono essere utili per dare un nome al vissuto, ma non esauriscono la complessità della sua esperienza.
La manifestazione di questi sintomi, infatti, può essere vista come un adattamento creativo: un modo che ha sviluppato per fronteggiare una sofferenza, cercando di renderla più gestibile. Purtroppo, questo processo comporta un "prezzo", che nel suo caso si traduce in attacchi di panico, problemi intestinali, e altre difficoltà. Quando il costo di questo adattamento diventa troppo alto, come sembra essere nel suo caso, arriva il momento di esplorare e trovare nuove strategie più salutari e meno dolorose.
Il mio suggerimento è di cercare di comprendere cosa i suoi sintomi le stanno comunicando: qual è il bisogno che sta cercando di soddisfare, anche se a un prezzo così alto? Quali sono i vantaggi inconsci che i suoi sintomi le danno consentendole di evitare una serie di situazioni nuove? Sono consapevole che possa sembrarle un paradosso che i suoi sintomi la aiutino e le diano dei benefici, ma per questo la rimando alla teoria dei benefici secondari di Karen Horney.
Anche se ha già iniziato una terapia in passato, potrebbe essere utile considerare di riprendere il percorso, magari con un nuovo approccio o professionista. I suoi disagi fisici, come gli attacchi di panico, sono segnali di un bisogno emotivo non ascoltato. L’impatto sulla vita quotidiana evidenzia l’importanza di affrontare questi temi con un* professionista. Un nuovo percorso potrebbe aiutarla a trovare nuovi modi di prendersi cura dei suoi bisogni consentendole di abbandonare gli attacchi di panico.
Resto a disposizione per approfondire insieme questi temi, qualora lo desiderasse.
Un caro saluto,
Dott.ssa Federica Clemente
Buongiorno, la situazione che descrive lascerebbe pensare ad una problematica di carattere ansiogeno e pensieri ossessivi. Al di là della diagnosi, che può comunque essere confermata solo a seguito di opportune valutazioni cliniche e nei contesti opportuni, lei descrive un disagio che sta compromettendo diverse aree della sua vita, poiché pregiudica le sue scelte e le sue relazioni. Le suggerirei di riprendere il percorso che aveva iniziato con il suo precedente terapeuta oppure con un terapeuta diverso, se lo ritiene, e darsi del tempo per lasciare che il supporto psicologico o la psicoterapia facciano il loro corso.
Interrompere un percorso terapeutico può avere infinite ragioni, ma è importante dare fiducia al percorso intrapreso, una volta individuato il professionista che sentiamo adatto per noi.
Interrompere un percorso terapeutico può avere infinite ragioni, ma è importante dare fiducia al percorso intrapreso, una volta individuato il professionista che sentiamo adatto per noi.
Grazie per aver condiviso questa difficile esperienza. Quello che descrive sembra davvero complesso e carico di sofferenza, ma è positivo che stia cercando di affrontarlo. I sintomi che racconta, come l’ansia anticipatoria, gli attacchi di panico e il bisogno di sicurezza, sono spesso associati a disturbi d’ansia come l’agorafobia o l’ansia generalizzata. Anche il fatto che stia limitando sempre di più le sue attività è indicativo di quanto questo disagio influisca sulla sua vita. Interrompere il percorso con lo psicologo potrebbe aver rallentato il miglioramento, ma non significa che non ci siano ancora margini di intervento. Tornare a lavorare su sé stesso con uno psicologo esperto in disturbi d’ansia potrebbe aiutarla a comprendere meglio l’origine del problema e a sviluppare strategie per gestire l’ansia e recuperare le attività che oggi le sembrano impossibili. Eventualmente, potrebbe anche valutare un consulto con uno psichiatra per discutere di un supporto farmacologico, se necessario. Le consiglio di non aspettare oltre: riconquistare la libertà e la serenità è possibile, anche se oggi sembra lontano.
Buon pomeriggio a lei.
Il disagio che lei porta va sicuramente affrontato in terapia.
Bisogna infatti capire cosa l'ha scatenato, qual è il vantaggio secondario nel mantenerlo, qual è il significato anche relazionale di questo sintomo (che come vede logora i suoi rapporti, quindi di fatto è comunicativo in modo molto potente).
Le consiglierei una psicoterapia sistemica con approccio EMDR, perché qui bisogna anche capire se c'è un trauma alla base. Sulla base della mia esperienza di solito queste fobie nascondono una parte traumatica, più o meno nel passato a seconda del caso.
Non so dove si trovi lei, ma resto disponibile per una consulenza online o dal vivo (Milano).
Il disagio che lei porta va sicuramente affrontato in terapia.
Bisogna infatti capire cosa l'ha scatenato, qual è il vantaggio secondario nel mantenerlo, qual è il significato anche relazionale di questo sintomo (che come vede logora i suoi rapporti, quindi di fatto è comunicativo in modo molto potente).
Le consiglierei una psicoterapia sistemica con approccio EMDR, perché qui bisogna anche capire se c'è un trauma alla base. Sulla base della mia esperienza di solito queste fobie nascondono una parte traumatica, più o meno nel passato a seconda del caso.
Non so dove si trovi lei, ma resto disponibile per una consulenza online o dal vivo (Milano).
Gentile utente mi dispiace che lei stia vivendo da tanto queste situazioni spiacevoli dove, ahimè , l'ansia anticipatoria sta facendo da padrona . Lei come aiuto sta utilizzando l'evitamento come strategia per sentirsi al sicuro , ma purtroppo è una stampella che , a lungo andare, impatta notevolmente sul suo quotidiano, sulle sue interazioni e sulla sua socialità in generale.
Una buona risposta al suo disagio si ha con la terapia cognitivo comportamentale per “esposizione” che si intende la scelta di affrontare una situazione temuta, ma prima evitata, perché fonte di ansia e disagio.
Cordialità
Dott.ssa Lastella
Una buona risposta al suo disagio si ha con la terapia cognitivo comportamentale per “esposizione” che si intende la scelta di affrontare una situazione temuta, ma prima evitata, perché fonte di ansia e disagio.
Cordialità
Dott.ssa Lastella
Buonasera,
immagino quanto per lei non sia semplice gestire da solo questa condizione; l'ansia o la fobia, in casi come questi, dimostrano quanto possono essere invalidanti. Esporsi alle situazioni temute è una delle cose che può fare davvero la differenza, iniziando con calma, ma iniziando, capisco tuttavia la paura che fa suscitare il solo pensiero di esporsi e il timore di poter stare male; un professionista, come uno psicologo o uno psicoterapeuta, sarebbe in grade di sostenerlo e darle gli strumenti adeguati afinchè lei possa, con i suoi tempi, affrontare e cambiare questa condizione, così da poter tornare a riassaporare il piacere di viaggiare e quindi di vivere.
Un caro saluto,
Dott.ssa Angelita Vicino
immagino quanto per lei non sia semplice gestire da solo questa condizione; l'ansia o la fobia, in casi come questi, dimostrano quanto possono essere invalidanti. Esporsi alle situazioni temute è una delle cose che può fare davvero la differenza, iniziando con calma, ma iniziando, capisco tuttavia la paura che fa suscitare il solo pensiero di esporsi e il timore di poter stare male; un professionista, come uno psicologo o uno psicoterapeuta, sarebbe in grade di sostenerlo e darle gli strumenti adeguati afinchè lei possa, con i suoi tempi, affrontare e cambiare questa condizione, così da poter tornare a riassaporare il piacere di viaggiare e quindi di vivere.
Un caro saluto,
Dott.ssa Angelita Vicino
Carissimo, mi sembra di capire che sta attraversando un momento emotivamente intenso e delicato che la mette “sotto pressione” e come questo stato incida profondamente sulle relazioni con gli altri e sulla sua operosità. Le sensazioni che descrive, come gli attacchi di panico, le preoccupazioni per la salute e il bisogno di restare vicino a casa sono segnali di un importante disagio da non sottovalutare. Potrebbe considerare l’idea di riprendere il percorso psicologico interrotto o indirizzarsi verso un nuovo approccio terapeutico al fine di approfondire meglio le dinamiche del suo vissuto e individuare la radice di queste paure. Purtroppo, le esperienze che non sono state completamente elaborate riemergono con maggiore intensità nei momenti di criticità e stress ed un percorso terapeutico costante aiuta a riorganizzare/ristrutturare eventi di vita e ad apprendere tecniche per gestire sintomi fisici ed emotivi. La saluto con affetto e resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Dott.ssa Chiara Lagi
Dott.ssa Chiara Lagi
Gentile utente, capisco quanto questa situazione stia diventando invalidante per te, e il fatto che duri da anni rende tutto ancora più faticoso. Quello che descrivi ha molte caratteristiche dell’agorafobia, ma al di là dell’etichetta diagnostica, è evidente che stai reagendo con paura intensa ogni volta che ti trovi davanti a situazioni nuove o lontane dalla tua zona di sicurezza. Questo ciclo di ansia e evitamento tende a rinforzarsi nel tempo, restringendo sempre di più le tue possibilità e incidendo sui tuoi rapporti. Riprendere un percorso terapeutico potrebbe aiutarti a individuare i meccanismi che mantengono questa paura e a lavorare su strumenti concreti per affrontarla. La paura non si supera tutta in una volta, ma passo dopo passo puoi recuperare la libertà di scegliere senza sentirti ostaggio dell’ansia. E' importante individuare i significati profondi che le situazioni nuove significano per te così da donare loro un nuovo senso e significato. Con il giusto supporto puoi riprendere il controllo sulla tua vita.
Buona giornata.
Dott. Paolo Cavallin
Buona giornata.
Dott. Paolo Cavallin
Gentile paziente, la sintomatologia che riferisce sembrerebbe essere connessa ad aspetti fobici. Una percorso psicoterapico potrebbe aiutare a chiarire quali sono i suoi modi di emozionarsi e la sua modalità di essere nel mondo, e dare così un senso alla sua sofferenza.
Resto a disposizione,
Dott. Federico Stroppa
Resto a disposizione,
Dott. Federico Stroppa
Buongiorno, quello che sta vivendo è una situazione molto difficile e dolorosa, e il fatto che sia arrivato a comprometterle la qualità della vita e i rapporti con le persone care rende tutto ancora più frustrante. È comprensibile che, dopo anni in cui questo problema si è intensificato, possa sentirsi in un vicolo cieco, come se non ci fosse una via d’uscita. Ma una via d’uscita c’è, ed è importante che lei non perda la speranza di poter stare meglio. Questi sintomi (attacchi di panico, paure intense legate alla distanza da casa e agli ospedali, difficoltà a partire per le vacanze o a intraprendere attività nuove) fanno pensare a un quadro di ansia anticipatoria e di evitamento, caratteristiche tipiche dell’agorafobia o di un disturbo d’ansia generalizzato con forte componente fobica. Non è necessario avere una diagnosi per riconoscere che questo problema le sta togliendo libertà e serenità, e già il fatto che lei abbia individuato questo schema è un passo importante. Quando l’ansia diventa così invalidante, il meccanismo che si attiva è un circolo vizioso: più si evitano certe situazioni per paura di stare male, più la mente le percepisce come pericolose, rinforzando il timore e rendendo sempre più difficile affrontarle. Ogni evitamento porta un sollievo momentaneo, ma nel lungo periodo rende la paura ancora più forte. Questo potrebbe spiegare perché, nel tempo, la situazione è peggiorata invece di migliorare. Un percorso terapeutico, in particolare con un approccio cognitivo-comportamentale, potrebbe aiutarla molto a lavorare su questi meccanismi. Attraverso tecniche specifiche, si può imparare a ridurre l’ansia anticipatoria, a modificare i pensieri catastrofici e a riavvicinarsi gradualmente a quelle situazioni che oggi sembrano insormontabili. Esistono esercizi pratici, come l’esposizione graduale e le tecniche di rilassamento, che possono aiutarla a riprendere il controllo delle sue reazioni emotive e fisiche. So che può sembrare difficile immaginare un miglioramento dopo così tanti anni, ma la buona notizia è che l’ansia, per quanto intensa e pervasiva, può essere gestita e trasformata. Non deve affrontarla da solo, e riprendere un percorso terapeutico potrebbe essere un passo decisivo per recuperare la libertà che merita. La sua sofferenza è reale, ma altrettanto reale è la possibilità di stare meglio. Resto a disposizione, Dott. Andrea Boggero
La tua situazione è molto difficile e sta limitando la tua vita. L'ansia anticipatoria e la paura di allontanarti da casa sono segnali chiari di un disagio che merita attenzione. Interrompere il percorso psicologico potrebbe aver lasciato irrisolti alcuni aspetti profondi del problema. Riprendere la terapia con un approccio mirato, magari con tecniche specifiche per i disturbi d’ansia, potrebbe aiutarti a recuperare il controllo. Non sei solo, esistono strategie efficaci per affrontare questa difficoltà e migliorare la qualità della tua vita. Un caro saluto. Dr. Vincenzo Capretto.
Ciao. Capisco quanto questa situazione stia impattando sulla tua vita e sulle tue relazioni ma il fatto che tu voglia affrontarla rappresenta un passo importante. Anche se ora ti senti bloccato/a, con gli strumenti giusti puoi riconquistare la libertà di viaggiare e fare nuove esperienze. Il punto chiave sta nell'evitare di evitare, al momento può sembrarti impossibile ma esistono strategie per affrontare questa situazione in modo graduale. Non devi subito obbligarti a partire per una lunga vacanza ma puoi esporti in modo progressivo e ogni volta che scegli te stessa, che affronti una paura rafforzi la tua sicurezza interiore.
Gentile utente, 7 anni sono proprio tanti per essere imprigionati da un malessere così invadente e invalidante. Credo che potrebbe davvero essere utile avviare un percorso di supporto (in certi casi, ahimè, il precedente, per X motivi, può essere stato non adeguato) che la aiuti a capire cosa è avvenuto all'alba di 7 anni fa: perchè proprio allora, lei dove era, che faceva, chi era. Inoltre mi focalizzerei su oggi, su come lei accade ogni giorno e su quale meccanismo si sia inceppato per causa questa rigidità e fatica. Qualora volesse io effettuo anche consulti online, prenotabili direttamente da qua. Resto a disposizione, cordialmente, Dott.ssa Sara Torregrossa
Buongiorno, quello che descrive sembra avvicinarsi a uno stato di ansia anticipatoria, accompagnato da sintomi tipici come attacchi di panico, somatizzazioni e paura di perdere il controllo. La tendenza a evitare situazioni percepite come rischiose, come i viaggi o le nuove esperienze, è comprensibile, ma a lungo termine rischia di rafforzare il circolo dell’ansia e limitare sempre di più la sua libertà.
Il fatto che abbia già intrapreso un percorso psicologico è un segnale positivo, ma forse non ha trovato l’approccio più adatto alle sue esigenze. Un percorso mirato, magari con tecniche di esposizione graduale e strategie cognitive per la gestione dell’ansia, potrebbe aiutarla a recuperare sicurezza e autonomia. Le consiglio di rivolgersi a un professionista specializzato in disturbi d’ansia, che possa supportarla nel ritrovare il controllo sulla sua vita. Un caro saluto.
Il fatto che abbia già intrapreso un percorso psicologico è un segnale positivo, ma forse non ha trovato l’approccio più adatto alle sue esigenze. Un percorso mirato, magari con tecniche di esposizione graduale e strategie cognitive per la gestione dell’ansia, potrebbe aiutarla a recuperare sicurezza e autonomia. Le consiglio di rivolgersi a un professionista specializzato in disturbi d’ansia, che possa supportarla nel ritrovare il controllo sulla sua vita. Un caro saluto.
Salve, grazie per aver condiviso qui con noi.
È un sistema di allarme che si attiva in modo potentissimo quando ti allontani dalla tua zona di sicurezza.
Quello che racconti (paura prima di partire, attacchi di panico, pensieri di morte, controllo su ospedali/distanze, scelta di mete “sicure”, progressiva restrizione) è molto coerente con un disturbo d’ansia con evitamento, spesso collegato all’area dell’agorafobia o del panico con paura di non avere vie di fuga. Il meccanismo che ti sta intrappolando
Parte una partenza / novità
Il cervello la interpreta come pericolo
Arriva l’attacco di panico
Eviti / scegli mete sicure
Sollievo immediato
Il cervello impara: “Hai visto? Era davvero pericoloso. Ti ho salvata.”
E la volta dopo l’ansia sarà ancora più forte.
Non sei tu che ti stai rovinando la vita.
È il circuito dell’evitamento che si autoalimenta. Iniziare un percorso di supporto psicologico ( online o in presenza) può aiutare per imparare strategie per gestire lo stato ansioso. Resto a disposizione.
È un sistema di allarme che si attiva in modo potentissimo quando ti allontani dalla tua zona di sicurezza.
Quello che racconti (paura prima di partire, attacchi di panico, pensieri di morte, controllo su ospedali/distanze, scelta di mete “sicure”, progressiva restrizione) è molto coerente con un disturbo d’ansia con evitamento, spesso collegato all’area dell’agorafobia o del panico con paura di non avere vie di fuga. Il meccanismo che ti sta intrappolando
Parte una partenza / novità
Il cervello la interpreta come pericolo
Arriva l’attacco di panico
Eviti / scegli mete sicure
Sollievo immediato
Il cervello impara: “Hai visto? Era davvero pericoloso. Ti ho salvata.”
E la volta dopo l’ansia sarà ancora più forte.
Non sei tu che ti stai rovinando la vita.
È il circuito dell’evitamento che si autoalimenta. Iniziare un percorso di supporto psicologico ( online o in presenza) può aiutare per imparare strategie per gestire lo stato ansioso. Resto a disposizione.
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