Buongiorno dottori sono un ragazzo di 33 anni che in passato ho avuto anche questi sintomi ma no cos

Buongiorno dottori sono un ragazzo di 33 anni che in passato ho avuto anche questi sintomi ma no così intensi adesso da 4 mesi quasi ho dei sintomi che mi fanno preoccupare mi sento come distaccato dal mondo come se tutto quello che guardo anche se lo riconosco, lo vedo diverso, in lontananza oppure come se non sono connesso, una sensazione difficile da spiegare, in più paura di impazzire, di non riconoscere più dove vivo, la mia casa, i miei genitori e pensieri di fare del male, che non so se tutti questi pensieri sono ossessioni dovuti alla mia confusione, ma desso vorrei porvi 2 domande e chiedo se gentilmente mi potete rispondere il più sinceri e chiari possibili... 1) con questa confusione e pensieri di non riconoscere i miei cari, diventare pazzo ecc, sono solo pensieri o possono portare alla perdita realmente visto che la sensazione certe volte e quella? 2) da quasi due settimane non sento il gusto di quello che mangio, tipo ieri pomeriggio mi sono bevuto un succo di frutta appena lo bevuto ci sentivo poco e nulla di gusto e mi lasciava una bocca amara, in più dopo di sera ho mangiato un pò di mortadella ed era come se era senza gusto, questa sensazione di gusto che mi e preso anche questa ossessione può essere psicosi o schizofrenia? anche se ho letto che la schizofrenia senti gusti che non esistono vorrei capire se possibile... grazie

25 risposte


Buongiorno gentile Utente, la sua condivisione è molto chiara e trasmette tutta la preoccupazione e il disagio che sta vivendo in questo periodo. Ciò che descrive, come la sensazione di essere distaccato dal mondo circostante, la paura di non riconoscere i luoghi familiari o le persone care, insieme alla paura di impazzire e ai pensieri intrusivi, sono sintomi che riscontro spesso nella mia pratica clinica e che, sebbene siano molto spaventosi per chi li vive, hanno spiegazioni psicologiche ben precise. Quella sensazione di estraneità, come se tutto fosse ovattato o distante, si avvicina molto a quella che in ambito clinico chiamiamo derealizzazione e depersonalizzazione. Non sono segni di pazzia o di una perdita di contatto con la realtà in senso psicotico, ma risposte della mente (spesso temporanee) a stati di ansia prolungata, stress elevato o episodi traumatici anche non consapevolizzati. La mente, per proteggersi da un sovraccarico emotivo, può “disconnettere” momentaneamente alcune percezioni, facendole sembrare appunto meno vive, meno familiari. Questo però non significa che lei stia perdendo il contatto con la realtà o che ci sia un deterioramento mentale in corso. Al contrario, il fatto stesso che lei riesca a riconoscere ciò che sta provando, a descriverlo, a chiedere un parere, è già un chiaro segnale che il suo senso critico è integro. Per quanto riguarda i pensieri aggressivi o disturbanti verso sé o gli altri, anche questi possono rientrare nell’ambito dei pensieri ossessivi. Non sono il segno che lei “diventerà pericoloso” o che perderà il controllo, ma piuttosto sono il frutto dell’ansia e della paura che ciò possa accadere. La mente ansiosa spesso produce i pensieri più lontani e indesiderabili proprio perché sono quelli che ci spaventano di più, e ci si fissa come se stesse controllando ogni possibile rischio. Anche qui, più che un segnale di follia, è un meccanismo difensivo paradossale. Per quanto riguarda il gusto alterato, anche questo può essere associato a stati ansiosi o depressivi. È vero che in alcuni disturbi psicotici si possono avere allucinazioni gustative, ma queste sono fenomeni molto specifici e diversi da quanto lei riferisce. Lei non sta sentendo sapori “inventati” o inesistenti, ma lamenta una riduzione del gusto o una sua alterazione, spesso accompagnata da amaro in bocca o sensazione di insensibilità, che possono essere anche sintomi somatici dell’ansia o di uno stato depressivo. In ogni caso, prima di attribuirli a cause psicologiche, è sempre corretto anche escludere una causa medica con una visita dal medico di base o da uno specialista otorinolaringoiatra. Le sue domande meritano risposte dirette: 1) I pensieri che lei ha (pur nella loro intensità e insistenza) non sono necessariamente segnali di un deterioramento reale o di perdita mentale. Sono vissuti spaventosi ma reversibili, attraverso un lavoro terapeutico mirato tempestivo. 2) La perdita o alterazione del gusto può essere correlata allo stato emotivo che sta vivendo e non è di per sé indicativa di una psicosi o di una schizofrenia, soprattutto in assenza di altri segnali specifici come deliri strutturati o vere allucinazioni. In ogni caso, può essere utile fare un controllo clinico per completezza, anche solo per tranquillizzarsi. Quello che posso dirle con convinzione, sulla base della mia esperienza, è che la condizione che sta vivendo è affrontabile e trattabile, e che non è da solo in questa difficoltà. Un percorso terapeutico con un professionista esperto in disturbi d’ansia e dissociativi può aiutarla a ritrovare stabilità, sicurezza e sollievo. Non aspetti che i sintomi si cronicizzino. La strada per stare meglio esiste, e lei ha già fatto il primo passo chiedendo aiuto. Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione, Dott. Luca Vocino

Dott. Luca Vocino

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Buongiorno, i sintomi che descrive — senso di distacco dalla realtà, sensazione di non essere connesso a ciò che vede, paura di “impazzire”, confusione riguardo ai propri cari e pensieri invasivi — possono essere molto angoscianti e difficili da gestire da soli. È importante sapere che spesso questi vissuti sono espressione di disturbi d’ansia, stati dissociativi o altri problemi psicologici che possono creare una forte confusione interiore, ma non necessariamente indicano una “perdita” di sé o la realtà che si frantuma in modo irreversibile. Rispetto alla prima domanda: i pensieri di non riconoscere i propri cari o di “impazzire” sono molto frequenti in condizioni di forte ansia o stress e sono appunto pensieri, sebbene molto disturbanti, non una realtà automatica. Tuttavia, se tali sintomi persistono o si aggravano, è fondamentale non ignorarli e chiedere un aiuto professionale. Per quanto riguarda la perdita del gusto, è vero che alcune condizioni psichiatriche, incluse psicosi o schizofrenia, possono manifestare alterazioni sensoriali, ma questa sintomatologia può avere molteplici cause, anche mediche o legate a disturbi ansiosi. La bocca amara e la riduzione del gusto possono dipendere da altri fattori che è importante valutare attentamente. In generale, interpretare da soli questi segnali è molto difficile e può aumentare ansia e confusione. Per questo motivo, sarebbe molto utile e consigliato approfondire questi sintomi rivolgendosi a uno specialista, che potrà fare una valutazione completa e suggerire il percorso più adeguato per la sua situazione. Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa


Salve. La sensazione da lei descritta, ovvero quella di distacco dal mondo e percezione alterata della realtà, potrebbe essere indicativa di derealizzazione o depersonalizzazione, disturbi dissociativi che possono verificarsi in vari contesti, inclusi stress e ansia. Attenzione a fare diagnosi cercando notizie dei sintomi su internet. Se questi sentimenti diventano persistenti o interferiscono con la vita quotidiana, è consigliabile consultare un professionista della salute mentale. Resto a disposizione. Distinti saluti


Buongiorno, ho letto con attenzione le sue parole e colgo quanta preoccupazione e sofferenza ci siano dietro le sensazioni che sta vivendo. È molto importante che abbia avuto il coraggio di descrivere nel dettaglio quello che prova, perché già questo è un passo significativo per affrontare con chiarezza una condizione che, seppur molto destabilizzante, ha una spiegazione e può essere affrontata in modo efficace. Parto subito dalle sue domande perché sento quanto siano urgenti per lei. Quella sensazione di sentirsi distaccato, come se ciò che la circonda fosse irreale o lontano, è una condizione che in psicologia chiamiamo derealizzazione, spesso accompagnata da depersonalizzazione, cioè la sensazione di non sentirsi pienamente presenti o di non riconoscersi. Queste esperienze possono essere molto spaventose, ma nella grandissima maggioranza dei casi non sono segno di una perdita di contatto con la realtà come avviene in una psicosi. Si tratta piuttosto di reazioni della mente a livelli di ansia molto elevati e protratti. Il cervello, per proteggersi da uno stress emotivo eccessivo, mette in atto una sorta di “disconnessione” come se fosse un interruttore di emergenza. È per questo che pur riconoscendo ciò che vede e le persone che ama, prova la sensazione che tutto sia strano o distante. La paura di impazzire nasce proprio perché questi sintomi sono spaventosi, ma non rappresentano un reale pericolo di diventare pazzo o di perdere la capacità di riconoscere i propri cari. È un circolo vizioso: più si preoccupa di questa sensazione, più la mente rimane concentrata su di essa, alimentandola. La mente ansiosa tende a creare pensieri ossessivi come quelli di fare del male o di perdere il controllo. Si tratta di pensieri intrusivi che non corrispondono a un reale desiderio di agire, ma sono frutto dell’ansia stessa. Anche questi pensieri sono spaventosi, ma non significano che lei sia pericoloso o stia per perdere la ragione. Per quanto riguarda il gusto, la perdita del sapore e l’amaro in bocca possono anch’essi avere una forte componente legata all’ansia e allo stress. L’ansia cronica altera l’equilibrio del sistema nervoso autonomo, influenza la salivazione, la percezione dei sapori, e può perfino causare sensazioni di bocca secca o amara. È comprensibile che questo sintomo la spaventi ancora di più, ma non è di per sé un segnale di schizofrenia o di una psicosi in atto. È vero che nella schizofrenia possono esserci alterazioni percettive, ma queste sono diverse: chi soffre di psicosi spesso sente voci o percepisce cose che non esistono, oppure attribuisce significati bizzarri alla realtà, cosa che lei non descrive. Lei è pienamente consapevole che quello che prova è strano e desidera capire: questo è un segno importante del fatto che il contatto con la realtà è intatto. Da un punto di vista cognitivo-comportamentale, la cosa più utile è cominciare a lavorare sulla gestione dell’ansia, sull’interruzione del rimuginio e sull’apprendimento di tecniche di grounding, cioè di riconnessione al presente. Tecniche di respirazione, rilassamento e mindfulness possono aiutarla a ridurre il livello di attivazione fisica e a riancorarsi al qui e ora quando sente che tutto sembra irreale. Molte persone che vivono la derealizzazione imparano a riconoscere che è un fenomeno transitorio, alimentato dal timore stesso di provarlo. Se sente di non riuscire a gestirlo da solo, il mio consiglio è di contattare uno psicologo esperto di disturbi d’ansia o disturbi ossessivo-compulsivi: un percorso strutturato può aiutarla a spezzare questi pensieri, ridurre la paura di perdere il controllo e ritrovare la sicurezza interiore. Mi sento di rassicurarla sinceramente: non sta impazzendo. Sta vivendo uno stato di forte stress che merita ascolto e supporto. Non è solo in questa esperienza, e con il giusto aiuto è possibile uscirne, ritrovando chiarezza e connessione con ciò che la circonda. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero


Buongiorno caro, mi dispiace della situazione in cui si trova. Le direi che con questi sintomi fare un consulto può essere molto importante. Purtroppo non posso dare delle risposte esaustive a nessuna delle sue domande. Ci sono diverse cause che portano ad episodi di dispercezione come quelli che descrive e le consiglieri di non giungere a conclusioni da solo, ma appunto fare magari un percorso di valutazione, per capire anche quale miglior corso questi eventi possono avere (stessa cosa per la perdita del gusto). Può andare dal suo medico di famiglia e farsi fare l’impegnativa per una consultazione psichiatrica da portare poi al CSM (centro salute mentale). Nel pubblico però le attese possono essere lunghe, quindi se i sintomi che riporta sono presenti da un po’ e danno dei problemi, le consiglierei di andare da un privato e avere subito un parere. A disposizione, dott. Lorenzo Scarpitti.


Buongiorno, comprendo quanto queste esperienze possano essere spaventose, ma ciò che ha descritto è un fenomeno conosciuto e relativamente comune: il sentirsi distaccato dal mondo, come se tutto fosse irreale o lontano, viene chiamato "derealizzazione" e "depersonalizzazione". Si tratta di fenomeni piuttosto comuni in momenti di forte ansia, stress, o sovraccarico emotivo. Anche la paura di impazzire o di non riconoscere più i propri cari sono pensieri intrusivi, spesso alimentati da un forte stato ansioso. La cosa importante da sapere è che provare queste sensazioni non significa che si sta realmente "impazzendo" o perdendo il contatto con la realtà. Anzi, proprio il fatto che ci sia la capacità di riconoscerle e a descriverle dimostra che la sua coscienza è presente e lucida, anche se in preda alla paura. Sono vissuti intensi, certo, ma non segnali di una psicosi in atto. Le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta per capire meglio da dove questi sintomi hanno origine e per risolvere il problema. Saluti


Buongiorno, grazie per aver condiviso con tanta chiarezza quello che sta provando ma stia attento a non fare autodiagnosi perchè potrebbe essere rischioso. I sintomi che descrive ( distacco dalla realtà, paura di impazzire, pensieri ossessivi e alterazione del gusto) possono essere spaventosi ma non indicano necessariamente una psicosi. A volte i sintomi non sono il problema ma la soluzione. So che le sembrerà strano quello che dico ma si è mai chiesto che cosa i suoi sintomi stanno cercando di comunicarle attraverso ciò che sente? il suo corpo cerca di dirle qualcosa che la mente rifiuta. Forse sta cercando di dissociarsi da qualcosa che è troppo doloroso? cosa ha perso sapore nella sua vita?o cosa ha bisogno di "digerire" che non riesce? forse nella sua vita manca il piacere autentico. Pare che il suo sia un grido di ri-connessione. Se vuole posso aiutarla a tradurre il linguaggio dei suoi sintomi. Resto a disposizione per un colloquio in studio oppure on line , se non è della zona. Cari saluti dott.essa Sabrina Auteri


Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità quello che sta vivendo. Rispondo volentieri alle sue due domande cercando di essere il più chiara e rassicurante possibile, ma anche onesta professionalmente. Ciò che sta vivendo è molto faticoso ma compatibile con un disturbo d’ansia e/o ossessivo, non con una psicosi. Ovviamente occorre fare una diagnosi accurata per escluderlo. Proprio per questo, un percorso psicologico le potrebbe essere di grande aiuto per ridurre la confusione, gestire meglio i pensieri e recuperare un senso di sicurezza. Se desidera iniziare questo cammino, sono a disposizione. Non deve affrontare tutto questo da solo.

Dott.ssa Anna Bruti

Dott.ssa Anna Bruti

psicologo clinico

Pedaso

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Buongiorno, grazie per aver condiviso quello che sta vivendo. I sintomi che descrive – sentirsi distaccato dalla realtà, confuso, con la paura di impazzire o di non riconoscere i propri cari – sono molto comuni nei disturbi d’ansia, soprattutto quando ci sono alti livelli di stress. Si tratta di fenomeni chiamati derealizzazione e depersonalizzazione, che non indicano psicosi né schizofrenia. Sono difese della mente di fronte a un carico emotivo troppo intenso. Anche i pensieri intrusivi e ossessivi (come il timore di fare del male o di perdere il controllo) sono frequenti nei disturbi d’ansia e non significano che lei lo farà davvero. Al contrario, il fatto che le provochino paura indica che sono pensieri indesiderati, non veri impulsi. Per quanto riguarda la perdita del gusto: sì, l’ansia intensa può influenzare anche le percezioni sensoriali, compresa la sensibilità a sapori e odori, soprattutto se c’è anche tensione muscolare o respirazione alterata. Non sta impazzendo: sta vivendo un momento difficile, ma affrontabile. Le consiglio di consultare uno psicologo o uno psichiatra per un supporto professionale.


Buongiorno, non mi permetto di farle diagnosi non avendola mai vista ma potrebbe anche essere un caso molto più semplice di dissociazione, evento che accade quando siamo molto sotto stress. Eventualmente si possono fare analisi per scongiurare ogni cosa ma al contempo le consiglio di contattare uno psicologo per poter capire meglio come procedere. Cordialmente dott.ssa Caruso

Dott.ssa Silvia Caruso

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psicologo

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Gentilissimo, grazie per la sua condivisione. Comprendo la preoccupazione ed il timore di poter sviluppare un disturbo grave ed il suo tentativo di voler trovare risposte alle sue angosce. Tuttavia le risposte che le verranno offerte su questo blog non possono sostituire un visita psichiatrica o psicologica e credo che in questo momento, per poter fare un buon inquadramento diagnostico, debba rivolgersi ad un professionista. Sono necessarie domande ed una comprensione più approfondita dei sintomi e della sua personalità per poter giungere ad un quadro più chiaro. Un caro saluto, Dott. Marco Squarcini


Buongiorno, comprendo il disagio che sta vivendo. I sintomi che descrive, come il senso di distacco dalla realtà, la paura di impazzire, i pensieri intrusivi e la perdita di gusto, possono essere associati a stati d’ansia intensi e derealizzazione, e non indicano necessariamente una psicosi. In terapia è possibile esplorare il significato che queste esperienze hanno per lei, comprendere cosa le attiva e trovare modi per ritrovare stabilità e contatto con sé. Le consiglio di rivolgersi a uno psicoterapeuta per un supporto più specifico.


Gentile utente,grazie per aver condiviso con sincerità la tua esperienza. È comprensibile che i sintomi che descrivi possano spaventare molto. Quello che descrivi sembra coerente con uno stato di ansia molto elevata e in particolare con una condizione chiamata derealizzazione e depersonalizzazione. La derealizzazione è la sensazione che l’ambiente esterno sia “strano”, “irreale”, “distaccato”, come se lo vedessi attraverso un vetro o fosse finto. La depersonalizzazione, invece, è la sensazione che tu stesso non sia davvero “presente”, come se fossi un osservatore esterno della tua vita. Queste sensazioni non significano che stai impazzendo o che perderai il contatto con la realtà. Sono sintomi transitori che derivano da stress, ansia o attacchi di panico, anche se possono essere molto intensi. Relativamente alla tua alterazione del gusto questa non indica schizofrenia. Potrebbe essere legata all’ansia o a un’ossessione, ma ti consiglierei comunque un controllo medico (medico di base o otorinolaringoiatra) per escludere anche cause organiche. Il suggerimento che mi sento di darti è di rivolgerti ad uno psicoterapeuta o uno psichiatra, che possa valutare con te la situazione in modo approfondito e proporti il giusto aiuto (terapia, eventualmente farmaci per ridurre l’ansia e migliorare la qualità di vita). Spero di esserti stato d'aiuto. Resto a disposizione. Un caro saluto. Dott. Stefano Recchia


Buongiorno, grazie per aver condiviso con tanta sincerità ciò che stai vivendo. Capisco quanto possa spaventare sentirsi confusi, distaccati dalla realtà, con pensieri intrusivi e sensazioni corporee difficili da spiegare. Ti rispondo con la massima chiarezza e sincerità possibile, tenendo presente che per una valutazione approfondita sarebbe importante un colloquio clinico strutturato. 1) I pensieri e le sensazioni che descrivi – come la paura di non riconoscere i tuoi cari, di impazzire o di non sentirti “connesso” – sono molto spesso riconducibili a esperienze di derealizzazione e depersonalizzazione. Si tratta di sintomi dissociativi che compaiono spesso in situazioni di ansia intensa, stress prolungato, o disturbi d’ansia. Anche se la sensazione può sembrare molto reale e destabilizzante, non sono segnali di “perdere la mente” o di sviluppare una psicosi. Sono espressioni del tuo sistema nervoso che sta cercando di difendersi da un sovraccarico emotivo. 2) La perdita o l’alterazione del gusto può avere diverse cause, e sebbene tu abbia letto che nella schizofrenia si possono percepire gusti inesistenti, ciò che descrivi non è tipico di una psicosi. I disturbi d’ansia, lo stress prolungato, i disturbi somatoformi e i pensieri ossessivi possono influenzare la percezione sensoriale. Il fatto che questa alterazione sia accompagnata da ruminazioni e ipervigilanza suggerisce che potrebbe trattarsi di un’interpretazione catastrofica di un sintomo corporeo (spiegabile anche da fattori non psicopatologici, come una leggera disfunzione temporanea del gusto). In CBT, ci concentriamo spesso sul circolo vizioso tra pensieri, emozioni e sensazioni corporee: più ti concentri sull’alterazione, più ansia provi e più il sintomo si amplifica. Questo non significa che “ti stai immaginando tutto”, ma che la tua attenzione selettiva e l’ansia possono intensificare o mantenere i sintomi.


Buongiorno, non abbia paura di impazzire che se impazzisce non ha più paura. Vorrei dirle con questo che può essere un momento di crisi e cambiamento, diverso per lei, inaspettato, devastante, spaventoso ed angoscioso, se cerca una causa logica non la troverà mai. Soprattutto se si spiega ciò che le accade in funzione di sintomi che lo portano ad impazzire. "Se lei esce di casa e cerca le macchine rosse ne troverà moltissime". In un momento di crisi e cambiamento, il corpo e la mente mandano dei segnali, li segua, gli dia senso ma non li capisca. Se vuole si legga come crescono le aragoste.


Gentile Signore, ciò che sta vivendo, per quanto spaventoso, è più comune di quanto immagini e ha un nome: derealizzazione (quando il mondo appare “irreale” o “lontano”) e depersonalizzazione (quando ci si sente staccati da sé stessi). Spesso si manifestano insieme a stati ansiosi intensi e pensieri ossessivi. E sa qual è il paradosso? Più lei cerca di “capire” se sta impazzendo, più si allontana dalla realtà… perché l’ansia simula perfettamente ciò che teme, ma non lo è. I pensieri che ha – come non riconoscere i suoi cari o temere di fare del male – sono solo pensieri, non verità né previsioni. Chi ha davvero un distacco psicotico non ne è spaventato, non se lo chiede nemmeno. La sua angoscia è proprio la prova che lei è connesso, e molto di più di quanto creda. La perdita di gusto può avere cause fisiche (come infezioni o alterazioni temporanee), ma spesso, in contesti ansiosi o depressivi, il corpo risponde spegnendo i sensi, come forma di difesa. Anche questo, se vissuto con paura e ipercontrollo, si trasforma in un’ossessione. Non è schizofrenia, è l’effetto collaterale di una mente che cerca troppa certezza per sentirsi al sicuro. Le suggerisco un piccolo esperimento: per una settimana, non cerchi più risposte ai suoi sintomi. Li osservi, li accolga, come si accoglie un ospite fastidioso sapendo che se non lo si combatte, se ne andrà prima. A volte, il miglior modo per “ritrovare sé stessi” è smettere di inseguirsi. Cordialmente, Dott.ssa Francesca Gottofredi


Gentilissimo, grazie per la condivisione. Capisco la situazione che riporti, e comprendo soprattutto la preoccupazione ed il grande timore che deriva dal sentirti talvolta sconnesso con la realtà, nonchè a seguito di questa perdita di gusto. Credo che, una volta escluse cause organiche eventualmente con il suo medico di fiducia, intraprendere dei colloqui di terapia potrebbe aiutarti ad esplorare e provare a comprendere a fondo le motivazioni sottostanti questa fatica nello stare aderente al concreto. Talvolta è uno stato ansioso che ci porta ad avere questi sintomi, ma andrebbe approfondito tramite colloqui. Resto a disposizione! cordiali saluti AV

Dott.ssa Antea Viganò

Dott.ssa Antea Viganò

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Buongiorno, le consiglio un consulto psichiatrico e un percorso di psicoterapia. Cordiali saluti.


Buongiorno, grazie per aver condiviso con tanta apertura ciò che sta vivendo. I sintomi che descrive — il senso di distacco dalla realtà, la difficoltà a riconoscere ciò che le è familiare, i pensieri intrusivi e la perdita di gusto — possono sembrare spaventosi, ma spesso si presentano in quadri legati all’ansia intensa o a condizioni legate allo stress prolungato.Anche la perdita del gusto può essere una manifestazione psicosomatica, e non necessariamente legata a una patologia neurologica o psichiatrica grave. È importante non restare da solo in questo momento. Un supporto psicologico potrebbe aiutarla a comprendere meglio ciò che sta accadendo e, soprattutto, a ritrovare un senso di sicurezza e stabilità emotiva. Il disagio che prova è reale, ma con il giusto accompagnamento può essere affrontato e superato.


Buongiorno, i sintomi che descrive possono essere presenti nei disturbi d'ansia e in episodi di forte stress. E' comprensibile spaventarsi, ma non deve ricondurli automaticamente a psicosi o schizofrenia. Le consiglio di rivolgersi ad uno specialista per una valutazione completa e per trovare gli strumenti terapeutici più adeguati.


Salve, da quello che descrive mi sembra stia vivendo un periodo di scompenso ansioso depressivo. I pensieri di non riconoscere i cari o diventare pazzo, potrebbero essere di matrice ossessiva e in quanto tali sono legati all'ansia e non hanno riscontro nella realtà. Bisognerebbe indagarne il significato profondo con un percorso di psicoterapia. La perdita del gusto o dell'appetito si può associare a depressione o disturbi d'ansia. Quindi dalle sue parole non credo si tratti di psicosi o schizofrenia. In ogni caso per approfondire può prenotare una consulenza online. Mi interessa il suo caso. Cordiali saluti, Dott.ssa Roberta Fidone


Salve. Quello che descrivi è molto simile a un fenomeno chiamato derealizzazione e depersonalizzazione. È una condizione in cui ci si sente distaccati dalla realtà (tutto sembra irreale o ovattato), oppure da se stessi (come se ti stessi osservando da fuori). È una risposta molto comune in situazioni di ansia prolungata, stress cronico, o trauma. La tua mente, per difendersi da qualcosa che percepisce come troppo intenso o ingestibile, si “protegge” creando questa sensazione di distacco. Non è una forma di pazzia. Non significa che stai perdendo la ragione o che stai per avere una psicosi. È una difesa, non una degenerazione. Inoltre, la paura di impazzire, così come la paura di fare del male a qualcuno, sono molto comuni nei disturbi ossessivi. Non sei pazzo, e quei pensieri non dicono nulla su chi sei. Sono intrusivi, spaventosi, ma non volontari. Anzi, il fatto che ti spaventino è già un segnale chiaro che non sono tuoi desideri: sono frutti dell’ansia, non della volontà. Per ciò che concerne la questione dei gusti, comprendo la tua preoccupazione. Ma è importante sapere che la perdita o l’alterazione del gusto e dell’olfatto può essere legata a diversi fattori, molti dei quali non psichiatrici: problemi neurologici, virali (incluso post-COVID), carenze vitaminiche o anche semplicemente effetti dell’ansia intensa e cronica. L’ansia può avere un impatto enorme sul corpo: tensione muscolare, nodo alla gola, alterazioni digestive, senso di bocca amara o “secca”, e persino una percezione alterata del gusto. La schizofrenia, invece, è una patologia complessa e seria, ma non è definita da sintomi come quelli che stai descrivendo. Inoltre, chi sviluppa una forma psicotica spesso non è consapevole dei cambiamenti, mentre tu sei molto lucido e stai osservando te stesso con attenzione. Questo è già un segnale rassicurante. Non sei i tuoi pensieri, sei colui che li osserva. E proprio perchè li stai osservando con tanta paura e tanta lucidità ti dice che sei spaventato, non perso. Ma ancora in ascolto e questa è una grandissima speranza.

Dott.ssa Miriam Rega

Dott.ssa Miriam Rega

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Quello che sta vivendo è molto faticoso e comprensibilmente spaventoso, ma non è raro nei momenti di forte stress emotivo. Sensazioni come quella di sentirsi distaccato da sé o dagli altri, la paura di impazzire o di non riconoscere persone care, così come la perdita del gusto, possono essere segnali di un’intensa sofferenza ansiosa, anche se la mente tende a interpretarli come sintomi di qualcosa di più grave. La cosa importante è che lei si sta ponendo delle domande lucide e chiede aiuto: questo è un segno chiaro che è ancora connesso a sé stesso, anche se molto provato. Affrontare tutto questo insieme a uno psicoterapeuta può aiutarla a capire meglio cosa sta succedendo dentro di lei e come dare senso a queste paure. A fianco del lavoro psicologico, un consulto con uno psichiatra può essere utile per ridurre i sintomi più intensi e ritrovare un minimo di sollievo, così da sentirsi meno solo e più impegnato in un percorso di cura. Anche queste sensazioni, così destabilizzanti, possono essere affrontate e trasformate. I miei migliori auguri


Buongiorno, da come descrive la situazione, i sintomi che riporta — la sensazione di distacco dalla realtà, la paura di impazzire, i pensieri ossessivi e la perdita del gusto — possono essere molto spaventosi, ma non significano necessariamente che lei stia sviluppando una psicosi o una schizofrenia. Spesso queste esperienze si presentano in periodi di forte stress o ansia intensa e rientrano in fenomeni che in psicologia chiamiamo depersonalizzazione e derealizzazione: il mondo sembra “lontano” o “irreale”, e anche se razionalmente si sa che non è cambiato nulla, tutto appare come ovattato o confuso. Sono disturbi dell’ansia, non di tipo psicotico. Anche i pensieri intrusivi o le paure di fare del male agli altri rientrano spesso nel quadro ossessivo-compulsivo, e non sono segnali di pericolosità, ma piuttosto espressione di forte ansia e bisogno di controllo. Per quanto riguarda il gusto alterato, se non ci sono altre cause fisiche (come infezioni, sinusite o effetti di farmaci), può anch’esso essere legato allo stato di tensione e all’iperattivazione del sistema nervoso. Le consiglierei di rivolgersi al suo medico di base per escludere le cause organiche e, parallelamente, a uno psicologo o psicoterapeuta per lavorare su queste sensazioni e paure. Con un percorso mirato, questi sintomi possono ridursi fino a scomparire. Le auguro di ritrovare presto tranquillità e fiducia in sé. Un saluto gentile


Ciao, innanzitutto voglio chiederti: come stai in questi giorni? So che scrivi di sintomi che possono davvero spaventare e confondere, quindi è comprensibile sentirsi sopraffatti. Da quello che racconti, i pensieri di distacco dalla realtà, di non riconoscere l’ambiente o le persone care, così come la paura di “impazzire”, rientrano spesso in sintomi di ansia intensa, attacchi di panico o esperienze dissociative, piuttosto che essere un segnale immediato di psicosi. Sono reali come sensazioni, ma in gran parte si tratta di percezioni alterate legate allo stress e alla paura, e non indicano che stai “per perdere davvero il contatto con la realtà” in modo permanente. Per quanto riguarda il gusto alterato, può succedere che l’ansia intensa o lo stress cronico influenzino la percezione dei sapori, così come certi farmaci, alterazioni ormonali o stati infettivi. Non è di per sé un segno diretto di schizofrenia, specialmente se non ci sono allucinazioni olfattive o uditive, né altri sintomi tipici della psicosi. Detto questo, i tuoi sintomi meritano attenzione professionale immediata perché continuano da mesi e impattano la qualità della vita. Un colloquio con uno psicologo esperto in ansia, attacchi di panico e sintomi dissociativi, e se necessario anche una valutazione psichiatrica, può aiutarti a chiarire tutto e a trovare strategie efficaci per tornare a sentirti radicato e sicuro. Se vuoi, possiamo iniziare a lavorare insieme per capire l’origine di queste sensazioni, gestire l’ansia e ritrovare il contatto con il tuo corpo e la realtà, passo dopo passo. Vuoi che facciamo questo percorso insieme?

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.