Buongiorno Dottore , ho avuto una vita sentimentale disastrosa dove praticamente sembra che ogni uom
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Buongiorno Dottore , ho avuto una vita sentimentale disastrosa dove praticamente sembra che ogni uomo che si fidanza con me dopo non voglia accontentarsi di me . La maggioranza degli uomini che ho avuto sono stati loro che mi hanno proposto di fidanzarsi e ho notato che poi mi lasciavano perché sembra che ci sia sempre di meglio in giro. Un mio ex che si è voluto mettere con me dopo breve tempo ha incominciato a dirmi cose assurde ad esempio che preferisce una donna rumorosa a letto mentre io ero silenziosa facendomi pesare questa cosa , un altro ha incominciato a dirmi che voleva una donna con occhi chiari e con il seno grande ,ecc
Questi uomini che mi hanno detto queste cose non erano belli esteticamente per poter pretendere chissà cosa eppure pretendevano . Lo stesso ragazzo che si lamentava dei miei occhi scuri e di non essere dotata di seno lui stesso aveva gli occhi scuri e non era dotato . Quindi io posso capire se un uomo possa pretendere delle caratteristiche che lui stesso ha e le ricerca in una donna per avere un rapporto alla pari ,ma lui non aveva le caratteristiche che pretende eppure pretendeva una donna simile e la cosa assurda è che non si è mai interessato invece sul cosa potendo io ,magari anche io aspiro a un uomo migliore di lui e che quindi mi sto accontentando di lui .secondo il suo ragionamento io dovrei accontentarmi di lui mentre lui di me no. Ora vorrei riflettere e capire da voi che tipo di problemi avevano questi uomini per comportarsi cosi ? È possibile che hanno una visione distorta al punto di pretendere donne non alla loro portata e di non volersi accontentare? Io posso capire che ognuno ha i propri gusti ma bisogna anche guardarsi allo specchio e vedere cosa si offre per prendere e loro due non offrivano nulla di speciale
Questi uomini che mi hanno detto queste cose non erano belli esteticamente per poter pretendere chissà cosa eppure pretendevano . Lo stesso ragazzo che si lamentava dei miei occhi scuri e di non essere dotata di seno lui stesso aveva gli occhi scuri e non era dotato . Quindi io posso capire se un uomo possa pretendere delle caratteristiche che lui stesso ha e le ricerca in una donna per avere un rapporto alla pari ,ma lui non aveva le caratteristiche che pretende eppure pretendeva una donna simile e la cosa assurda è che non si è mai interessato invece sul cosa potendo io ,magari anche io aspiro a un uomo migliore di lui e che quindi mi sto accontentando di lui .secondo il suo ragionamento io dovrei accontentarmi di lui mentre lui di me no. Ora vorrei riflettere e capire da voi che tipo di problemi avevano questi uomini per comportarsi cosi ? È possibile che hanno una visione distorta al punto di pretendere donne non alla loro portata e di non volersi accontentare? Io posso capire che ognuno ha i propri gusti ma bisogna anche guardarsi allo specchio e vedere cosa si offre per prendere e loro due non offrivano nulla di speciale
Buongiorno, ho letto con attenzione quanto da lei riportato. Mi dispiace molto che si sia imbattuta in questo tipo di relazioni senza poi raggiungere una sua stabilità affettiva.
Capire riflettendo insieme quali tipi di problemi abbiano questi uomini per comportarsi così é difficile se non impossibile. Perdersi in interpretazioni e lucubrazioni non la porterebbe a niente.
Mi sento di invitarla ad intraprendere un percorso, invece, che possa sostenerla ed accompagnarla a comprendere in che modo opera delle scelte sentimentali che puntualmente portano la relazione al fallimento. Probabilmente, senza accorgersene, sottovaluta delle informazioni o non prende in considerazione dei segnali che invece hanno una grande importanza e che poi, con il passare del tempo, si rivelano il nodo del problema.
Si rivolga ad un terapeuta a cui illustrare la sua esperienza, vedrà che potrà aiutarla e sostenerla.
In bocca al lupo.
Capire riflettendo insieme quali tipi di problemi abbiano questi uomini per comportarsi così é difficile se non impossibile. Perdersi in interpretazioni e lucubrazioni non la porterebbe a niente.
Mi sento di invitarla ad intraprendere un percorso, invece, che possa sostenerla ed accompagnarla a comprendere in che modo opera delle scelte sentimentali che puntualmente portano la relazione al fallimento. Probabilmente, senza accorgersene, sottovaluta delle informazioni o non prende in considerazione dei segnali che invece hanno una grande importanza e che poi, con il passare del tempo, si rivelano il nodo del problema.
Si rivolga ad un terapeuta a cui illustrare la sua esperienza, vedrà che potrà aiutarla e sostenerla.
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Buongiorno, da ciò che scrive emerge una ferita comprensibile: non solo la fine di alcune relazioni, ma il sentirsi misurata, confrontata e svalutata proprio da persone che inizialmente l’avevano scelta.
È possibile che alcuni uomini usino il confronto, la critica o la richiesta di “qualcosa di diverso” per gestire insicurezze, immaturità o bisogno di conferma. Ma fermarsi a capire “che problema avevano loro” rischia di lasciarla ancora dentro lo stesso gioco: quello in cui il suo valore viene deciso dallo sguardo dell’altro.
La domanda più utile, forse, non è: “Potevano permettersi di pretendere?”. La domanda più liberante può diventare: “Perché devo restare a dimostrare il mio valore davanti a chi mi sta valutando come se fossi un prodotto da confrontare?”.
Quando una relazione diventa una classifica, anche vincerla non fa stare davvero bene. Perché il punto non è risultare migliore dell’altro, ma accorgersi in tempo quando il legame smette di essere incontro e diventa esame.
Un piccolo passo potrebbe essere questo: invece di chiedersi se quegli uomini fossero alla sua altezza, provi a osservare quando lei stessa inizia a sentirsi sotto giudizio. Quello è il momento in cui non deve convincere l’altro, ma chiedersi se quella relazione le sta facendo bene.
Se sente che questo copione si ripete e continua a lasciarle addosso rabbia, svalutazione o bisogno di spiegazioni, può essere utile approfondirlo in uno spazio psicologico, anche online, per capire non solo chi ha incontrato, ma che posizione finisce per occupare lei dentro quei legami.
Un caro saluto.
È possibile che alcuni uomini usino il confronto, la critica o la richiesta di “qualcosa di diverso” per gestire insicurezze, immaturità o bisogno di conferma. Ma fermarsi a capire “che problema avevano loro” rischia di lasciarla ancora dentro lo stesso gioco: quello in cui il suo valore viene deciso dallo sguardo dell’altro.
La domanda più utile, forse, non è: “Potevano permettersi di pretendere?”. La domanda più liberante può diventare: “Perché devo restare a dimostrare il mio valore davanti a chi mi sta valutando come se fossi un prodotto da confrontare?”.
Quando una relazione diventa una classifica, anche vincerla non fa stare davvero bene. Perché il punto non è risultare migliore dell’altro, ma accorgersi in tempo quando il legame smette di essere incontro e diventa esame.
Un piccolo passo potrebbe essere questo: invece di chiedersi se quegli uomini fossero alla sua altezza, provi a osservare quando lei stessa inizia a sentirsi sotto giudizio. Quello è il momento in cui non deve convincere l’altro, ma chiedersi se quella relazione le sta facendo bene.
Se sente che questo copione si ripete e continua a lasciarle addosso rabbia, svalutazione o bisogno di spiegazioni, può essere utile approfondirlo in uno spazio psicologico, anche online, per capire non solo chi ha incontrato, ma che posizione finisce per occupare lei dentro quei legami.
Un caro saluto.
Grazie per la sua domanda.
Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come nei momenti di particolare stress, durante problemi di salute o in occasione di cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido supporto.
Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile delle difficoltà. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute.
Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità.
Per ricevere maggiori informazioni o prenotare un primo colloquio, può contattarmi anche tramite WhatsApp al numero 349-75.1 8.934, oppure utilizzando i recapiti indicati sulla piattaforma miodottore.it.
Sono inoltre disponibili pacchetti promozionali di 5 incontri.
Cordiali saluti,
Dott. Michele Scala
Psicologo Psicoterapeuta
Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come nei momenti di particolare stress, durante problemi di salute o in occasione di cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido supporto.
Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile delle difficoltà. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute.
Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità.
Per ricevere maggiori informazioni o prenotare un primo colloquio, può contattarmi anche tramite WhatsApp al numero 349-75.1 8.934, oppure utilizzando i recapiti indicati sulla piattaforma miodottore.it.
Sono inoltre disponibili pacchetti promozionali di 5 incontri.
Cordiali saluti,
Dott. Michele Scala
Psicologo Psicoterapeuta
Quello che emerge dal suo racconto non è tanto “un problema degli uomini che ha incontrato”, quanto una dinamica relazionale che si ripete con caratteristiche abbastanza riconoscibili.
Il punto centrale è questo: lei si è trovata più volte con partner che, a un certo punto della relazione, hanno iniziato a svalutarla su aspetti fisici o personali, spesso confrontandola con un ideale (“occhi chiari”, “seno grande”, “più vivace a letto”). Questo tipo di comunicazione non è neutra e non è una semplice questione di gusti: quando viene usata dentro una relazione già avviata, assume facilmente una funzione svalutante e destabilizzante.
Detto questo, la domanda “che tipo di problemi hanno questi uomini” è comprensibile, ma rischia di portarla fuori dal punto più importante. Perché il nodo non è trovare una categoria psicologica per loro, ma capire perché lei si è trovata più volte in relazioni in cui l’altro, col tempo, ha sentito legittimo metterla in discussione in quel modo.
In molte situazioni simili, non si tratta di persone “distorte” in senso clinico, ma di individui con bassa maturità relazionale, scarsa capacità di gestire il confronto e tendenza a usare il confronto estetico o sessuale come forma di potere o scarico delle proprie insicurezze. Il fatto che anche loro non corrispondano agli standard che pretendono non è raro: spesso chi svaluta l’altro non lo fa partendo da una posizione di reale sicurezza, ma proprio da fragilità personali che vengono compensate in modo disfunzionale.
C’è però un altro elemento su cui vale la pena riflettere con più attenzione. Quando una persona si trova più volte in relazioni in cui, a un certo punto, viene svalutata o messa a confronto con altri, la domanda utile non è solo “perché loro fanno così?”, ma anche “che tipo di segnali iniziali vengono tollerati o non riconosciuti?”.
Non perché la responsabilità sia sua, ma perché spesso queste dinamiche non iniziano con frasi esplicite come quelle che ha descritto: iniziano in modo più sottile, con piccole incoerenze, richieste di conferme, o con un tipo di scelta del partner basata più sull’essere scelti che sulla valutazione reciproca reale.
Un altro punto importante è questo: quando un partner inizia a fare confronti estetici o a mettere condizioni retroattive sull’attrazione, non sta descrivendo un bisogno sano della relazione, ma sta introducendo una forma di insicurezza dentro il legame. E questo, alla lunga, logora entrambe le parti.
La sua reazione di rabbia e di confronto (“anche loro non erano perfetti”, “non offrivano nulla di speciale”) è comprensibile, ma rischia di tenerla agganciata allo stesso piano: quello della valutazione reciproca. In realtà, il punto non è stabilire chi “vale di più”, ma capire che una relazione sana non dovrebbe funzionare attraverso questo tipo di misurazioni.
La domanda più utile, in questo momento, potrebbe essere un’altra: cosa mi ha portata a restare, o a investire, in relazioni in cui a un certo punto il rispetto è diventato negoziabile?
Su questo tipo di dinamiche lavoro spesso nel mio percorso clinico online, perché toccano insieme autostima, scelta del partner e confini personali. Se vuole, può scrivermi in privato e possiamo analizzare in modo più approfondito il suo schema relazionale, così da aiutarla a interrompere questo ripetersi e costruire relazioni in cui non si trovi più in quella posizione di svalutazione.
Il punto centrale è questo: lei si è trovata più volte con partner che, a un certo punto della relazione, hanno iniziato a svalutarla su aspetti fisici o personali, spesso confrontandola con un ideale (“occhi chiari”, “seno grande”, “più vivace a letto”). Questo tipo di comunicazione non è neutra e non è una semplice questione di gusti: quando viene usata dentro una relazione già avviata, assume facilmente una funzione svalutante e destabilizzante.
Detto questo, la domanda “che tipo di problemi hanno questi uomini” è comprensibile, ma rischia di portarla fuori dal punto più importante. Perché il nodo non è trovare una categoria psicologica per loro, ma capire perché lei si è trovata più volte in relazioni in cui l’altro, col tempo, ha sentito legittimo metterla in discussione in quel modo.
In molte situazioni simili, non si tratta di persone “distorte” in senso clinico, ma di individui con bassa maturità relazionale, scarsa capacità di gestire il confronto e tendenza a usare il confronto estetico o sessuale come forma di potere o scarico delle proprie insicurezze. Il fatto che anche loro non corrispondano agli standard che pretendono non è raro: spesso chi svaluta l’altro non lo fa partendo da una posizione di reale sicurezza, ma proprio da fragilità personali che vengono compensate in modo disfunzionale.
C’è però un altro elemento su cui vale la pena riflettere con più attenzione. Quando una persona si trova più volte in relazioni in cui, a un certo punto, viene svalutata o messa a confronto con altri, la domanda utile non è solo “perché loro fanno così?”, ma anche “che tipo di segnali iniziali vengono tollerati o non riconosciuti?”.
Non perché la responsabilità sia sua, ma perché spesso queste dinamiche non iniziano con frasi esplicite come quelle che ha descritto: iniziano in modo più sottile, con piccole incoerenze, richieste di conferme, o con un tipo di scelta del partner basata più sull’essere scelti che sulla valutazione reciproca reale.
Un altro punto importante è questo: quando un partner inizia a fare confronti estetici o a mettere condizioni retroattive sull’attrazione, non sta descrivendo un bisogno sano della relazione, ma sta introducendo una forma di insicurezza dentro il legame. E questo, alla lunga, logora entrambe le parti.
La sua reazione di rabbia e di confronto (“anche loro non erano perfetti”, “non offrivano nulla di speciale”) è comprensibile, ma rischia di tenerla agganciata allo stesso piano: quello della valutazione reciproca. In realtà, il punto non è stabilire chi “vale di più”, ma capire che una relazione sana non dovrebbe funzionare attraverso questo tipo di misurazioni.
La domanda più utile, in questo momento, potrebbe essere un’altra: cosa mi ha portata a restare, o a investire, in relazioni in cui a un certo punto il rispetto è diventato negoziabile?
Su questo tipo di dinamiche lavoro spesso nel mio percorso clinico online, perché toccano insieme autostima, scelta del partner e confini personali. Se vuole, può scrivermi in privato e possiamo analizzare in modo più approfondito il suo schema relazionale, così da aiutarla a interrompere questo ripetersi e costruire relazioni in cui non si trovi più in quella posizione di svalutazione.
Grazie per aver scritto, le chiedo: cosa le cambierebbe sapere le motivazioni o i problemi che hanno questi uomini? Tra l'altro le ipotesi possono essere molte. Non sarebbe meglio e più funzionale scegliere persone che la facciano sentire bene? Se vuole possiamo approfondire meglio in seduta, mi contatti e ne parliamo. Dott. Agostino Marotti (Perugia)
Gentile utente,
più che chiedersi “che problemi avevano loro”, forse può esserle più utile osservare che tipo di dinamica si è ripetuta. Da quello che racconta, questi uomini sembrano aver usato il confronto, la critica e la svalutazione per spostare l’equilibrio della relazione a loro favore: farla sentire “non abbastanza”, così da mantenere potere, ridurre la sua sicurezza e metterla nella posizione di chi deve meritarsi conferme.
In questi casi non conta molto se loro fossero oggettivamente belli, dotati o “all’altezza” di ciò che pretendevano. Il punto non è la coerenza estetica. Alcune persone, per insicurezza, immaturità o bisogno di controllo, tendono a relazionarsi così: idealizzano all’inizio, poi iniziano a criticare l’altro su aspetti intimi o fisici, come se dovessero sempre tenere aperta l’idea che “potrebbero trovare di meglio”. È un modo relazionale svalutante, non un giudizio reale sul suo valore.
Lei coglie molto bene anche un altro aspetto: questi uomini sembrano essersi sentiti autorizzati a valutare lei, senza mai mettersi in discussione né chiedersi se anche lei stesse “scegliendo” o si stesse accontentando. Questo fa pensare a una modalità piuttosto centrata su di sé, poco empatica e poco reciproca.
La riflessione forse più importante, quindi, non è se loro avessero pretese “troppo alte”, quanto piuttosto come mai lei si sia trovata più volte in relazioni dove a un certo punto il legame diventa giudicante e sbilanciato. Non per colpevolizzarla ma per aiutarla a riconoscere prima questi segnali e non restare dove il suo valore viene messo continuamente in discussione.
Un caro saluto,
Gabriele
più che chiedersi “che problemi avevano loro”, forse può esserle più utile osservare che tipo di dinamica si è ripetuta. Da quello che racconta, questi uomini sembrano aver usato il confronto, la critica e la svalutazione per spostare l’equilibrio della relazione a loro favore: farla sentire “non abbastanza”, così da mantenere potere, ridurre la sua sicurezza e metterla nella posizione di chi deve meritarsi conferme.
In questi casi non conta molto se loro fossero oggettivamente belli, dotati o “all’altezza” di ciò che pretendevano. Il punto non è la coerenza estetica. Alcune persone, per insicurezza, immaturità o bisogno di controllo, tendono a relazionarsi così: idealizzano all’inizio, poi iniziano a criticare l’altro su aspetti intimi o fisici, come se dovessero sempre tenere aperta l’idea che “potrebbero trovare di meglio”. È un modo relazionale svalutante, non un giudizio reale sul suo valore.
Lei coglie molto bene anche un altro aspetto: questi uomini sembrano essersi sentiti autorizzati a valutare lei, senza mai mettersi in discussione né chiedersi se anche lei stesse “scegliendo” o si stesse accontentando. Questo fa pensare a una modalità piuttosto centrata su di sé, poco empatica e poco reciproca.
La riflessione forse più importante, quindi, non è se loro avessero pretese “troppo alte”, quanto piuttosto come mai lei si sia trovata più volte in relazioni dove a un certo punto il legame diventa giudicante e sbilanciato. Non per colpevolizzarla ma per aiutarla a riconoscere prima questi segnali e non restare dove il suo valore viene messo continuamente in discussione.
Un caro saluto,
Gabriele
Buonasera,
leggendo il suo messaggio, mi colpisce un aspetto: così come i suoi ex partner sembravano concentrarsi soprattutto su ciò che, secondo loro, mancava in lei, anche la domanda che pone a noi è focalizzata principalmente su cosa non andasse in loro.
Capisco il desiderio di trovare una spiegazione a comportamenti che possono essere stati profondamente ferenti e svalutanti. È certamente possibile che alcune persone abbiano aspettative poco realistiche, una scarsa capacità di mettersi in discussione o modalità relazionali immature. Tuttavia, comprendere perché loro si comportassero in quel modo difficilmente può rispondere al dubbio più doloroso che sembra emergere dalle sue parole: "Perché continuo a vivere esperienze simili?".
Quando ci ritroviamo più volte in relazioni in cui ci sentiamo svalutati, criticati o mai abbastanza, può essere utile spostare lo sguardo dagli altri a noi stessi. Non per attribuirci la colpa di ciò che è accaduto, ma per chiederci quali bisogni, aspettative o dinamiche ci portino a rimanere coinvolti in rapporti che finiscono per farci soffrire.
Spesso le risposte che cerchiamo non si trovano nella diagnosi dell'altro, ma nella comprensione di noi stessi e del modo in cui entriamo in relazione con gli altri. È da lì che può partire un cambiamento reale.
Se desidera approfondire questi aspetti, può prenotare un colloquio conoscitivo gratuito: sarò lieta di conoscerla e confrontarmi con lei.
leggendo il suo messaggio, mi colpisce un aspetto: così come i suoi ex partner sembravano concentrarsi soprattutto su ciò che, secondo loro, mancava in lei, anche la domanda che pone a noi è focalizzata principalmente su cosa non andasse in loro.
Capisco il desiderio di trovare una spiegazione a comportamenti che possono essere stati profondamente ferenti e svalutanti. È certamente possibile che alcune persone abbiano aspettative poco realistiche, una scarsa capacità di mettersi in discussione o modalità relazionali immature. Tuttavia, comprendere perché loro si comportassero in quel modo difficilmente può rispondere al dubbio più doloroso che sembra emergere dalle sue parole: "Perché continuo a vivere esperienze simili?".
Quando ci ritroviamo più volte in relazioni in cui ci sentiamo svalutati, criticati o mai abbastanza, può essere utile spostare lo sguardo dagli altri a noi stessi. Non per attribuirci la colpa di ciò che è accaduto, ma per chiederci quali bisogni, aspettative o dinamiche ci portino a rimanere coinvolti in rapporti che finiscono per farci soffrire.
Spesso le risposte che cerchiamo non si trovano nella diagnosi dell'altro, ma nella comprensione di noi stessi e del modo in cui entriamo in relazione con gli altri. È da lì che può partire un cambiamento reale.
Se desidera approfondire questi aspetti, può prenotare un colloquio conoscitivo gratuito: sarò lieta di conoscerla e confrontarmi con lei.
Buongiorno,
mi dispiace per il disagio e le ferite che queste relazioni le hanno portato.
Le chiedo: lei si accontenta invece di se stessa? Che tipo di relazione sta cercando? Quanto l'aspetto fisico ha importanza per lei in una relazione? Che tipo di valori cerca in una relazione? Forse una volta analizzate le risposte a queste domande la ricerca verso un nuovo partner sarà più consapevole e la relazione più gratificante. Un percorso di supporto psicologico può aiutarla a diventare maggiormente consapevole della sua persona, della sua autonomia e della sua autostima, verso la ricerca di un amore sereno.
mi dispiace per il disagio e le ferite che queste relazioni le hanno portato.
Le chiedo: lei si accontenta invece di se stessa? Che tipo di relazione sta cercando? Quanto l'aspetto fisico ha importanza per lei in una relazione? Che tipo di valori cerca in una relazione? Forse una volta analizzate le risposte a queste domande la ricerca verso un nuovo partner sarà più consapevole e la relazione più gratificante. Un percorso di supporto psicologico può aiutarla a diventare maggiormente consapevole della sua persona, della sua autonomia e della sua autostima, verso la ricerca di un amore sereno.
Cara paziente buonasera. Premetto che è molto difficile capire bene il suo punto di vista da poche righe, e ancora più difficile è poter dare una lettura di un comportamento che non siamo noi stessi ad osservare. Credo che, in ogni caso, la strada giusta sia quella di spostare le domande su di sè e dunque trasformarle. Perchè, ad esempio, lei stessa si accontentava di questi uomini che "non offrivano nulla di speciale"? L'unica possibilità che abbiamo, in genere, di cambiare le cose e quindi anche di cambiare la scelta delle persone nelle nostre relazioni, è quella di lavorare su di noi ponendoci domande (a volte anche scomode). Se avrà voglia di fare questo lavoro, si rivolga ad uno psicologo della sua zona. Le mando un caro saluto
Immagino quanto possa essere stato faticoso vivere queste situazioni, e la domanda che si pone è comprensibile. Quello che posso offrirle, però, non è una lettura di chi sono stati questi uomini, perché non li conosco e non sarebbe corretto valutare persone terze sulla base di un solo racconto.
C'è invece un elemento che, da quello che scrive, potrebbe essere il punto più importante su cui fermarsi: questa sensazione ricorrente di non essere mai abbastanza, di dover continuamente dimostrare o adeguarsi a richieste che cambiano. Quando una dinamica si ripete più volte, con persone diverse, raramente è un caso isolato legato a "quella persona sbagliata": più spesso racconta qualcosa sul tipo di relazioni in cui ci si ritrova, o sul modo in cui si finisce per restarci dentro anche quando qualcosa non va.
Non significa che la responsabilità sia sua. Significa che capire perché questo schema si ripete, e cosa la porta a tollerarlo anche quando le richieste diventano ingiuste, potrebbe essere la chiave per cambiare davvero la direzione delle relazioni future. Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla a vedere questo pattern con più chiarezza, e a costruire relazioni in cui non debba sentirsi sempre in difetto.
C'è invece un elemento che, da quello che scrive, potrebbe essere il punto più importante su cui fermarsi: questa sensazione ricorrente di non essere mai abbastanza, di dover continuamente dimostrare o adeguarsi a richieste che cambiano. Quando una dinamica si ripete più volte, con persone diverse, raramente è un caso isolato legato a "quella persona sbagliata": più spesso racconta qualcosa sul tipo di relazioni in cui ci si ritrova, o sul modo in cui si finisce per restarci dentro anche quando qualcosa non va.
Non significa che la responsabilità sia sua. Significa che capire perché questo schema si ripete, e cosa la porta a tollerarlo anche quando le richieste diventano ingiuste, potrebbe essere la chiave per cambiare davvero la direzione delle relazioni future. Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla a vedere questo pattern con più chiarezza, e a costruire relazioni in cui non debba sentirsi sempre in difetto.
Buongiorno,
dalle sue parole emergono relazioni vissute come uno spazio di costante misurazione, in cui il valore di partner è l’esito di un continuo confronto con l’altro, portando il sentimento di non essere mai abbastanza.
Quando scrive “non si è mai interessato invece sul cosa pretendo io, magari anche io aspiro a un uomo migliore di lui […] loro due non offrivano nulla di speciale” compie un primo riposizionamento, spostando lo sguardo sulla sua di esperienza “E se fossi io a volere qualcosa di differente?”.
Al netto di questo, e della comprensione dell'emozione che la porta ad interrogarsi/ci sulla loro capacità di un adeguato esame di realtà, rispondere porterebbe solo ad un ulteriore spostamento su di una esperienza che non la riguarda, per lo meno non più.
Rimango disponibile qualora desiderasse approfondire o chiarire quanto scritto, trova i contatti sulla mia pagina.
La saluto
- Dott.ssa Beatrice Intorcia
dalle sue parole emergono relazioni vissute come uno spazio di costante misurazione, in cui il valore di partner è l’esito di un continuo confronto con l’altro, portando il sentimento di non essere mai abbastanza.
Quando scrive “non si è mai interessato invece sul cosa pretendo io, magari anche io aspiro a un uomo migliore di lui […] loro due non offrivano nulla di speciale” compie un primo riposizionamento, spostando lo sguardo sulla sua di esperienza “E se fossi io a volere qualcosa di differente?”.
Al netto di questo, e della comprensione dell'emozione che la porta ad interrogarsi/ci sulla loro capacità di un adeguato esame di realtà, rispondere porterebbe solo ad un ulteriore spostamento su di una esperienza che non la riguarda, per lo meno non più.
Rimango disponibile qualora desiderasse approfondire o chiarire quanto scritto, trova i contatti sulla mia pagina.
La saluto
- Dott.ssa Beatrice Intorcia
Da psicologa, ritengo importante sottolineare che il comportamento di questi uomini parla molto più delle loro modalità relazionali che del tuo valore come donna. Da ciò che racconti emerge un elemento ricorrente: uomini che inizialmente ti scelgono e desiderano una relazione con te, ma che successivamente iniziano a focalizzarsi su caratteristiche che, secondo loro, dovresti avere e che invece non possiedi. Questo può essere il segnale di una certa immaturità affettiva, di aspettative irrealistiche o della tendenza a inseguire un ideale immaginario, senza riuscire ad apprezzare la persona reale che hanno accanto.
È normale avere preferenze fisiche o caratteriali, ma una persona matura le tiene presenti già nella scelta del partner. Se un uomo decide di intraprendere una relazione con una donna dagli occhi scuri e poi, durante la relazione, le fa pesare di preferire gli occhi chiari o un altro tipo di fisicità, il problema non è la preferenza in sé, ma il modo in cui la utilizza. In questi casi, il rischio è che la preferenza diventi uno strumento di svalutazione, facendo sentire l'altra persona costantemente inadeguata o "non abbastanza".
È anche possibile che alcuni di questi uomini avessero una visione poco realistica delle relazioni e di se stessi. Talvolta chi è insicuro tende a idealizzare partner considerati "perfetti" o a credere di meritare sempre qualcosa di migliore, indipendentemente da ciò che offre lui stesso nella relazione. Questo non significa che una persona possa desiderare solo caratteristiche che possiede personalmente: ognuno è libero di avere i propri gusti. Tuttavia, quando manca la capacità di guardare con realismo sia ai propri limiti sia alle qualità del partner, si può sviluppare una continua insoddisfazione che porta a cercare difetti nell'altro invece di costruire un rapporto basato sull'accettazione reciproca.
Un'altra possibilità è che alcuni di questi uomini utilizzassero il confronto con altre donne per sentirsi in una posizione di maggiore potere o controllo all'interno della relazione. Fare osservazioni ripetute su ciò che manca al partner può essere un modo, consapevole o inconsapevole, per minarne la sicurezza e mantenere una posizione di superiorità. In una relazione sana, invece, il partner non sente il bisogno di evidenziare continuamente ciò che non va nell'altro, ma valorizza le qualità della persona che ha scelto.
La cosa più importante, però, è non trarre la conclusione che questi comportamenti dimostrino che tu non fossi abbastanza o che ci fosse sempre qualcuno di migliore di te. Chi ragiona in questo modo spesso non sarebbe soddisfatto nemmeno trovando la persona che corrisponde perfettamente ai propri criteri, perché il problema non è il partner reale, ma l'incapacità di accettare che nessuna relazione e nessuna persona possano coincidere con un ideale perfetto. Una relazione matura non si basa sul trovare qualcuno che soddisfi ogni fantasia, ma sulla capacità di scegliere, apprezzare e rispettare la persona che si ha accanto. Da ciò che descrivi, il nodo centrale sembra essere proprio questo: non uomini che avevano standard elevati, ma uomini che, per motivi diversi, non erano in grado di vivere il rapporto con sufficiente maturità, realismo e rispetto.
È normale avere preferenze fisiche o caratteriali, ma una persona matura le tiene presenti già nella scelta del partner. Se un uomo decide di intraprendere una relazione con una donna dagli occhi scuri e poi, durante la relazione, le fa pesare di preferire gli occhi chiari o un altro tipo di fisicità, il problema non è la preferenza in sé, ma il modo in cui la utilizza. In questi casi, il rischio è che la preferenza diventi uno strumento di svalutazione, facendo sentire l'altra persona costantemente inadeguata o "non abbastanza".
È anche possibile che alcuni di questi uomini avessero una visione poco realistica delle relazioni e di se stessi. Talvolta chi è insicuro tende a idealizzare partner considerati "perfetti" o a credere di meritare sempre qualcosa di migliore, indipendentemente da ciò che offre lui stesso nella relazione. Questo non significa che una persona possa desiderare solo caratteristiche che possiede personalmente: ognuno è libero di avere i propri gusti. Tuttavia, quando manca la capacità di guardare con realismo sia ai propri limiti sia alle qualità del partner, si può sviluppare una continua insoddisfazione che porta a cercare difetti nell'altro invece di costruire un rapporto basato sull'accettazione reciproca.
Un'altra possibilità è che alcuni di questi uomini utilizzassero il confronto con altre donne per sentirsi in una posizione di maggiore potere o controllo all'interno della relazione. Fare osservazioni ripetute su ciò che manca al partner può essere un modo, consapevole o inconsapevole, per minarne la sicurezza e mantenere una posizione di superiorità. In una relazione sana, invece, il partner non sente il bisogno di evidenziare continuamente ciò che non va nell'altro, ma valorizza le qualità della persona che ha scelto.
La cosa più importante, però, è non trarre la conclusione che questi comportamenti dimostrino che tu non fossi abbastanza o che ci fosse sempre qualcuno di migliore di te. Chi ragiona in questo modo spesso non sarebbe soddisfatto nemmeno trovando la persona che corrisponde perfettamente ai propri criteri, perché il problema non è il partner reale, ma l'incapacità di accettare che nessuna relazione e nessuna persona possano coincidere con un ideale perfetto. Una relazione matura non si basa sul trovare qualcuno che soddisfi ogni fantasia, ma sulla capacità di scegliere, apprezzare e rispettare la persona che si ha accanto. Da ciò che descrivi, il nodo centrale sembra essere proprio questo: non uomini che avevano standard elevati, ma uomini che, per motivi diversi, non erano in grado di vivere il rapporto con sufficiente maturità, realismo e rispetto.
Salve, dalle sue parole emerge una sofferenza che sembra andare ben oltre le singole esperienze sentimentali che racconta. Quello che colpisce non è soltanto il fatto che alcuni partner abbiano espresso commenti poco delicati o svalutanti, ma soprattutto l'effetto che queste esperienze hanno avuto nel tempo sul modo in cui oggi interpreta ciò che le è accaduto e il valore che attribuisce a se stessa. È comprensibile che sentirsi ripetutamente confrontata con presunti ideali estetici o caratteristiche che altri ritenevano preferibili possa lasciare ferite profonde. Quando una persona con cui si è coinvolti affettivamente sottolinea ciò che, secondo lei, manca invece di valorizzare ciò che c'è, il rischio è quello di iniziare a guardarsi attraverso gli occhi dell'altro, mettendo progressivamente in discussione il proprio valore. Allo stesso tempo, però, la domanda che pone contiene un aspetto molto interessante. Lei cerca di capire che tipo di problemi avessero questi uomini e se avessero aspettative irrealistiche o una visione distorta di sé stessi e delle relazioni. È una riflessione legittima, ma da un punto di vista psicologico spesso può essere ancora più utile chiedersi perché persone con queste modalità siano entrate nella sua vita e soprattutto perché le loro parole abbiano assunto un peso così rilevante. Non perché lei sia responsabile dei loro comportamenti, che restano responsabilità loro, ma perché il punto su cui può realmente intervenire riguarda il significato che queste esperienze hanno assunto per lei. Molte persone, dopo relazioni caratterizzate da critiche, paragoni o svalutazioni, finiscono per sviluppare una sorta di sensibilità particolare verso il giudizio altrui. Iniziano a interrogarsi continuamente sul proprio aspetto, sul proprio valore, sulle proprie caratteristiche, quasi dovessero dimostrare di essere abbastanza. Il problema è che questa ricerca di conferme raramente porta serenità, perché il parametro di valutazione continua a rimanere esterno. Leggendo il suo racconto, viene da pensare che forse la questione centrale non sia stabilire se quei suoi ex fossero obiettivamente all'altezza delle pretese che esprimevano. Le persone possono desiderare qualunque caratteristica, indipendentemente da ciò che offrono. Il punto è che una relazione sana non si fonda sul continuo confronto tra ciò che si è e ciò che si dovrebbe essere per soddisfare l'altro. Una persona può avere gusti, preferenze e attrazioni, ma quando questi aspetti vengono utilizzati per ferire, sminuire o far sentire l'altro inadeguato, il problema non è più il gusto personale. Diventa una modalità relazionale che rischia di minare la sicurezza dell'altra persona. Da una prospettiva cognitivo comportamentale sarebbe interessante esplorare se queste esperienze abbiano contribuito a rafforzare alcune convinzioni profonde su di sé, ad esempio l'idea di non essere abbastanza, di dover competere continuamente con altre donne o di dover dimostrare il proprio valore per essere amata. Spesso il dolore non nasce soltanto da ciò che viene detto, ma dal fatto che certe parole finiscono per agganciarsi a dubbi che esistevano già in precedenza. Per questo motivo credo che potrebbe essere molto utile concedersi uno spazio di riflessione più approfondito. Non tanto per analizzare gli errori degli ex partner, quanto per comprendere meglio i meccanismi che la portano oggi a soffrire ancora per quelle esperienze e per rafforzare un'immagine di sé meno dipendente dalle valutazioni altrui. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla proprio a fare questo lavoro, comprendendo quali schemi si attivano nelle relazioni e come costruire rapporti in cui sentirsi accolta e rispettata senza dover continuamente dimostrare il proprio valore. Da ciò che scrive non emerge affatto una persona "inferiore" o che si debba accontentare. Anzi, emerge una donna che sta cercando di dare un senso a esperienze che l'hanno ferita e che desidera comprendere meglio cosa sia accaduto. E questa ricerca di consapevolezza rappresenta già un passo importante. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno,
più che chiedersi quali problemi avessero questi uomini, forse la domanda più utile è un'altra: perché persone che la criticavano e la facevano sentire inadeguata hanno continuato ad avere così tanto peso nella sua vita?
Da ciò che racconta, non emerge un problema nei suoi occhi, nel suo fisico o nel suo modo di essere. Emergono invece partner che, anziché valorizzare la persona che avevano accanto, sembravano concentrati su ciò che mancava. Questo dice molto di loro, ma non definisce il suo valore.
Da una prospettiva strategica, il rischio è restare intrappolati nella ricerca di una spiegazione sul comportamento altrui, quando il vero cambiamento nasce dall'osservare quali segnali abbiamo ignorato e perché abbiamo continuato a investire in relazioni che ci facevano sentire "non abbastanza".
Una persona che ama non passa il tempo a confrontare il partner con un ideale irraggiungibile. Chi si sente costantemente giudicato finisce invece per dubitare di sé, anche quando non ce n'è motivo.
Come scriveva Oscar Wilde: "Amare se stessi è l'inizio di una storia d'amore lunga tutta la vita."
Se desidera, possiamo fissare una prima consulenza: sarà l'occasione per comprendere meglio queste dinamiche relazionali e valutare insieme i passi più adatti per costruire rapporti più sani e soddisfacenti.
Dott.ssa Alessandra Motta, Psicologa Strategica
più che chiedersi quali problemi avessero questi uomini, forse la domanda più utile è un'altra: perché persone che la criticavano e la facevano sentire inadeguata hanno continuato ad avere così tanto peso nella sua vita?
Da ciò che racconta, non emerge un problema nei suoi occhi, nel suo fisico o nel suo modo di essere. Emergono invece partner che, anziché valorizzare la persona che avevano accanto, sembravano concentrati su ciò che mancava. Questo dice molto di loro, ma non definisce il suo valore.
Da una prospettiva strategica, il rischio è restare intrappolati nella ricerca di una spiegazione sul comportamento altrui, quando il vero cambiamento nasce dall'osservare quali segnali abbiamo ignorato e perché abbiamo continuato a investire in relazioni che ci facevano sentire "non abbastanza".
Una persona che ama non passa il tempo a confrontare il partner con un ideale irraggiungibile. Chi si sente costantemente giudicato finisce invece per dubitare di sé, anche quando non ce n'è motivo.
Come scriveva Oscar Wilde: "Amare se stessi è l'inizio di una storia d'amore lunga tutta la vita."
Se desidera, possiamo fissare una prima consulenza: sarà l'occasione per comprendere meglio queste dinamiche relazionali e valutare insieme i passi più adatti per costruire rapporti più sani e soddisfacenti.
Dott.ssa Alessandra Motta, Psicologa Strategica
Buongiorno, io credo che questi uomini che lei ha incontrato avessero delle manchevolezze personali e dei tratti narcisisti e proiettavano verso di lei questo senso di vuoto facendola sentire umiliata e svalorizzata. Non dia peso alle parole di questi uomini, sicuramente troverà la persona che la ama per quello che è e che amerà tutti gli aspetti di lei.
In bocca al lupo
Dott.ssa Sara Rocco
In bocca al lupo
Dott.ssa Sara Rocco
Gentile utente,
la ringrazio per aver condiviso una riflessione così profonda e, allo stesso tempo, carica di una comprensibile frustrazione. Sentirsi dire frasi così intime, svalutanti e focalizzate su dettagli estetici da partner che inizialmente avevano cercato la relazione può ferire e far vacillare la propria autostima. Vorrei proporle una prospettiva più ampia, spostando il focus da "cosa non va in me" a "come funzionano queste relazioni". Nel suo racconto emerge che nelle sue relazioni tenda ad essere presente una discrepanza tra ciò che questi uomini pretendono e ciò che lei riconosce che essi stessi possono offrire. Molto spesso, le persone che proiettano sul partner richieste estreme e standard irrealistici (come pretendere caratteristiche che loro stessi non possiedono) stanno in realtà proiettando all'esterno le proprie profonde insicurezze. Inoltre, mi sembra di notare dal fatto che spesso sono stati loro a fare il primo passo, a proporsi, per poi attivare questa modalità svalutante, che spesso fosse lei stessa ad accontentarsi di tali figure, dimenticandosi di chiedersi: "Ma a me questa persona piace?". Focalizzarsi sul cercare di capire "che problema avessero loro" può aiutarla a ridimensionare il fatto che quelle critiche e quelle richieste derivavano da dei loro limiti relazionali, non dal suo valore. Tuttavia, il passo più importante per lei sarebbe quello di riportare l'attenzione su di sé e domandarsi: Come stavo io quando mi venivano fatte queste osservazioni? E io mi stavo invece accontentando o questa persona mi piaceva davvero? Un percorso psicologico potrebbe offrirle uno spazio per elaborare la sofferenza lasciata da queste storie e per ricostruire una solida autostima. Inoltre, imparare a scegliere attivamente i propri partner, anziché "lasciarsi scegliere", e riconoscere i primi segnali di svalutazione è fondamentale per iniziare a costruire relazioni sane. Se sente il bisogno di esplorare queste dinamiche, le lascio la mia disponibilità per dei colloqui insieme. Le auguro di cuore di iniziare a riconoscere il proprio valore e iniziare a scegliere piuttosto che aspettare di essere scelta.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Simona Fresu
Psicologa - Specializzanda in Psicoterapia Sistemico-Relazionale
la ringrazio per aver condiviso una riflessione così profonda e, allo stesso tempo, carica di una comprensibile frustrazione. Sentirsi dire frasi così intime, svalutanti e focalizzate su dettagli estetici da partner che inizialmente avevano cercato la relazione può ferire e far vacillare la propria autostima. Vorrei proporle una prospettiva più ampia, spostando il focus da "cosa non va in me" a "come funzionano queste relazioni". Nel suo racconto emerge che nelle sue relazioni tenda ad essere presente una discrepanza tra ciò che questi uomini pretendono e ciò che lei riconosce che essi stessi possono offrire. Molto spesso, le persone che proiettano sul partner richieste estreme e standard irrealistici (come pretendere caratteristiche che loro stessi non possiedono) stanno in realtà proiettando all'esterno le proprie profonde insicurezze. Inoltre, mi sembra di notare dal fatto che spesso sono stati loro a fare il primo passo, a proporsi, per poi attivare questa modalità svalutante, che spesso fosse lei stessa ad accontentarsi di tali figure, dimenticandosi di chiedersi: "Ma a me questa persona piace?". Focalizzarsi sul cercare di capire "che problema avessero loro" può aiutarla a ridimensionare il fatto che quelle critiche e quelle richieste derivavano da dei loro limiti relazionali, non dal suo valore. Tuttavia, il passo più importante per lei sarebbe quello di riportare l'attenzione su di sé e domandarsi: Come stavo io quando mi venivano fatte queste osservazioni? E io mi stavo invece accontentando o questa persona mi piaceva davvero? Un percorso psicologico potrebbe offrirle uno spazio per elaborare la sofferenza lasciata da queste storie e per ricostruire una solida autostima. Inoltre, imparare a scegliere attivamente i propri partner, anziché "lasciarsi scegliere", e riconoscere i primi segnali di svalutazione è fondamentale per iniziare a costruire relazioni sane. Se sente il bisogno di esplorare queste dinamiche, le lascio la mia disponibilità per dei colloqui insieme. Le auguro di cuore di iniziare a riconoscere il proprio valore e iniziare a scegliere piuttosto che aspettare di essere scelta.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Simona Fresu
Psicologa - Specializzanda in Psicoterapia Sistemico-Relazionale
Capisco la rabbia e la confusione che si provano quando si viene lasciate dopo essere state scelte, e ancora di più quando il distacco arriva accompagnato da commenti sul proprio corpo o sui propri modi.
Desidero, tuttavia, invitarla ad una riflessione. Le preferenze estetiche o relazionali, gli occhi chiari, un seno più prominente, una maggiore espressività durante l'intimità, non sono, di per sé, pretese e men che mai riconducibili ad una visione distorta. Ognuno di noi costruisce nel tempo un proprio ideale di partner, spesso legato a vissuti, esperienze, modelli interiorizzati che non hanno nulla a che fare con quanto la persona stessa offra o valga sul piano estetico. Non è insolito, e non è indice di patologia, desiderare in un altro qualcosa che non si possiede: è una dinamica molto umana, che non richiede simmetria o reciprocità di caratteristiche per essere legittima.
Quello che, invece, a mio avviso, rappresenta l'accesso al un punto nodale sul quale voglio condurla, non è tanto il fatto che questi uomini avessero delle preferenze, ma il modo sgraziato e svalutante in cui gliele hanno comunicate, anziché riconoscere una incompatibilità, esprimere una mera differenza di gusti e separarsi con rispetto.
Ora mi chiedo e le chiedo come mai ha scelto di legarsi ripetutamente a partner svalutanti e che poi l'hanno lasciata? Può chiedersi anche quale sia il vantaggio (psicologico) di investire in relazioni dove finisce per sentirsi non abbastanza. Qualora non trovasse le risposte e desiderasse svincolarsi da tali dinamiche, un percorso con una/un psicologa/o può aiutarla a comprendere come mai aderisce a questo tipo di ingaggi, da dove nasce questo schema e come riorganizzarlo, per imparare a scegliere differentemente, a dubitare di chi è in grado di farci sovvertire le nostre categorie valoriali ed aprirci all'altro in proporzione alla nostra capacità di definirci con assertività.
Desidero, tuttavia, invitarla ad una riflessione. Le preferenze estetiche o relazionali, gli occhi chiari, un seno più prominente, una maggiore espressività durante l'intimità, non sono, di per sé, pretese e men che mai riconducibili ad una visione distorta. Ognuno di noi costruisce nel tempo un proprio ideale di partner, spesso legato a vissuti, esperienze, modelli interiorizzati che non hanno nulla a che fare con quanto la persona stessa offra o valga sul piano estetico. Non è insolito, e non è indice di patologia, desiderare in un altro qualcosa che non si possiede: è una dinamica molto umana, che non richiede simmetria o reciprocità di caratteristiche per essere legittima.
Quello che, invece, a mio avviso, rappresenta l'accesso al un punto nodale sul quale voglio condurla, non è tanto il fatto che questi uomini avessero delle preferenze, ma il modo sgraziato e svalutante in cui gliele hanno comunicate, anziché riconoscere una incompatibilità, esprimere una mera differenza di gusti e separarsi con rispetto.
Ora mi chiedo e le chiedo come mai ha scelto di legarsi ripetutamente a partner svalutanti e che poi l'hanno lasciata? Può chiedersi anche quale sia il vantaggio (psicologico) di investire in relazioni dove finisce per sentirsi non abbastanza. Qualora non trovasse le risposte e desiderasse svincolarsi da tali dinamiche, un percorso con una/un psicologa/o può aiutarla a comprendere come mai aderisce a questo tipo di ingaggi, da dove nasce questo schema e come riorganizzarlo, per imparare a scegliere differentemente, a dubitare di chi è in grado di farci sovvertire le nostre categorie valoriali ed aprirci all'altro in proporzione alla nostra capacità di definirci con assertività.
Caro "paziente anonimo".
Ognuno di noi ha dei gusti, in qualsiasi materia, anche nella scelta del proprio partner.
Vero è che la questione non può fermarsi lì, bisogna poi andare oltre e conoscere quella persona per quello che è, al di fuori delle sue caratteristiche estetiche (quest'ultime possono sì stuzzicare la nostra attenzione, ma sarà poi la persona nella sua totalità a farci innamorare).
Detto questo, più che "problemi" (per usare un suo termine) mi pare sia più opportuno sottolineare che, molto probabilmente, questi uomini magari non ricercavano nulla che andasse oltre al semplice aspetto esteriore e forse sarebbe stato opportuno da parte loro mettere in chiaro questa cosa.
Ricordiamoci sempre che ognuno è libero di ricercare ciò che preferisce in una relazione, sempre però rispettando l'altro ed esprimendo chiaramente la sua idea di relazione.
Ognuno di noi ha dei gusti, in qualsiasi materia, anche nella scelta del proprio partner.
Vero è che la questione non può fermarsi lì, bisogna poi andare oltre e conoscere quella persona per quello che è, al di fuori delle sue caratteristiche estetiche (quest'ultime possono sì stuzzicare la nostra attenzione, ma sarà poi la persona nella sua totalità a farci innamorare).
Detto questo, più che "problemi" (per usare un suo termine) mi pare sia più opportuno sottolineare che, molto probabilmente, questi uomini magari non ricercavano nulla che andasse oltre al semplice aspetto esteriore e forse sarebbe stato opportuno da parte loro mettere in chiaro questa cosa.
Ricordiamoci sempre che ognuno è libero di ricercare ciò che preferisce in una relazione, sempre però rispettando l'altro ed esprimendo chiaramente la sua idea di relazione.
Bene, la sua frase conclusiva è un'ottima riflessione. Io però la ribalterei, le propongo di utilizzarla su se stessa e chiedersi che cosa vuole per sé.
Anche lei non vuole accontentarsi, come sembra da quello che scrive, e ne ha il diritto. Quindi anche lei ha il diritto di scegliere e di autodeterminarsi. Non è costretta a sottostare a leggi dettate da altri. Se invece dovesse accorgersi che tutto il suo discorso fosse basato sul fatto che non può fare a meno di sottostare a leggi dettate da altri, mi chiami.
Anche lei non vuole accontentarsi, come sembra da quello che scrive, e ne ha il diritto. Quindi anche lei ha il diritto di scegliere e di autodeterminarsi. Non è costretta a sottostare a leggi dettate da altri. Se invece dovesse accorgersi che tutto il suo discorso fosse basato sul fatto che non può fare a meno di sottostare a leggi dettate da altri, mi chiami.
Ritrovarsi più volte di fronte a partner che non offrono reciprocità, che sembrano sempre guardare altrove, lascia una domanda difficile: il problema sono loro, o c'è qualcosa in me che non va?
Spesso dietro a pretese che appaiono come svalutanti si nascondono fragilità personali: a volte si sminusce l'altra persona nel tentativo di compensare una bassa autostima, altre volte idealizzare ciò che non si ha è un modo per mantenere una distanza emotiva e non investire davvero nella relazione.
Il comportamento delle altre persone però non è qualcosa su cui possiamo agire. E allora le domande più utili diventano altre: cosa ha reso queste persone attraenti? Cosa ha spinto ad accettare, o a restare quando i segnali si facevano pesanti?
E vale la pena chiedersi cosa si intende, in fondo, per "accontentarsi", e se questa parola non dica già qualcosa su come si guarda alla relazione.
Non deve essere sempre così. Ma la strada non è necessariamente trovare una persona "alla pari": è capire cosa succede nella scelta, e come ci si muove all'interno delle relazioni. Ed è qualcosa che si può esplorare.
Spesso dietro a pretese che appaiono come svalutanti si nascondono fragilità personali: a volte si sminusce l'altra persona nel tentativo di compensare una bassa autostima, altre volte idealizzare ciò che non si ha è un modo per mantenere una distanza emotiva e non investire davvero nella relazione.
Il comportamento delle altre persone però non è qualcosa su cui possiamo agire. E allora le domande più utili diventano altre: cosa ha reso queste persone attraenti? Cosa ha spinto ad accettare, o a restare quando i segnali si facevano pesanti?
E vale la pena chiedersi cosa si intende, in fondo, per "accontentarsi", e se questa parola non dica già qualcosa su come si guarda alla relazione.
Non deve essere sempre così. Ma la strada non è necessariamente trovare una persona "alla pari": è capire cosa succede nella scelta, e come ci si muove all'interno delle relazioni. Ed è qualcosa che si può esplorare.
Da quello che racconti, non credo che il punto principale sia se questi uomini fossero "alla tua altezza" oppure no. Molte persone hanno preferenze e ideali anche molto lontani dalle proprie caratteristiche fisiche: una persona con gli occhi scuri può preferire gli occhi chiari, una persona bassa può preferire partner alti, e così via. Questo di per sé non indica un problema.
Quello che invece colpisce è il modo in cui ti hanno comunicato queste preferenze durante la relazione. Dire al partner che sarebbe meglio con un altro colore di occhi, con un corpo diverso o con comportamenti diversi a letto può risultare svalutante e ferire l'autostima, soprattutto se viene fatto ripetutamente.
È possibile che alcune di queste persone fossero insoddisfatte, immature sul piano affettivo o alla continua ricerca di un ideale irrealistico. In altri casi, certe osservazioni possono essere un modo poco maturo di gestire dubbi e insicurezze personali, proiettandole sul partner.
Ti inviterei però a riflettere anche su un altro aspetto: più che chiederti che problemi avessero loro, potrebbe essere utile domandarti perché ti sei ritrovata più volte con persone che, dopo un iniziale interesse, hanno iniziato a svalutarti. Capire questo schema potrebbe aiutarti a riconoscere prima determinati atteggiamenti e a scegliere partner che ti apprezzino per quello che sei, invece di cercare continuamente di cambiarti.
Quello che invece colpisce è il modo in cui ti hanno comunicato queste preferenze durante la relazione. Dire al partner che sarebbe meglio con un altro colore di occhi, con un corpo diverso o con comportamenti diversi a letto può risultare svalutante e ferire l'autostima, soprattutto se viene fatto ripetutamente.
È possibile che alcune di queste persone fossero insoddisfatte, immature sul piano affettivo o alla continua ricerca di un ideale irrealistico. In altri casi, certe osservazioni possono essere un modo poco maturo di gestire dubbi e insicurezze personali, proiettandole sul partner.
Ti inviterei però a riflettere anche su un altro aspetto: più che chiederti che problemi avessero loro, potrebbe essere utile domandarti perché ti sei ritrovata più volte con persone che, dopo un iniziale interesse, hanno iniziato a svalutarti. Capire questo schema potrebbe aiutarti a riconoscere prima determinati atteggiamenti e a scegliere partner che ti apprezzino per quello che sei, invece di cercare continuamente di cambiarti.
Carissima,
l'unica cosa che le vorrei dire e questa: non pensi a ciò che questi due uomini cercavano, ma piuttosto cosa sta cercando lei.
Perchè in base alla sua risposta, comprenderà che queste due persone non erano giuste per lei, per la sua persona. Buon Cammino
l'unica cosa che le vorrei dire e questa: non pensi a ciò che questi due uomini cercavano, ma piuttosto cosa sta cercando lei.
Perchè in base alla sua risposta, comprenderà che queste due persone non erano giuste per lei, per la sua persona. Buon Cammino
Cara, capisco quanto queste esperienze l’abbiano segnata. Quando partner diversi, nel tempo, mettono in atto modalità svalutanti o la fanno sentire “non abbastanza”, è importante fermarsi non solo su ciò che loro hanno fatto, ma su ciò che accade a lei in quelle dinamiche.
Un elemento centrale riguarda il fatto che lei sembra aver tollerato a lungo commenti dolorosi e richieste irrealistiche. Questo non perché “non valesse abbastanza”, ma perché, come spesso accade, ci si abitua a mettere da parte i propri bisogni pur di mantenere la relazione. È una modalità relazionale che merita attenzione: cosa la porta a restare in rapporti in cui il suo valore viene messo in discussione?
Riconoscerlo non significa colpevolizzarsi, ma iniziare a vedere il proprio ruolo attivo nel proteggersi.
Allo stesso tempo, le critiche che ha ricevuto parlano molto più delle fragilità di quei partner che di lei. Ma il punto oggi è un altro: comprendere come queste esperienze hanno inciso sulla sua autostima, sulle sue aspettative e su ciò che ritiene “normale” in una relazione. Fermarsi su questo può aiutarla a riconoscere più rapidamente segnali di svalutazione e a scegliere legami più rispettosi e reciproci.
Un percorso psicologico può offrirle uno spazio sicuro per esplorare queste modalità, rafforzare il senso di sé e costruire relazioni in cui non sia necessario “accontentarsi”, né sentirsi messa a confronto con ideali irrealistici.
Un elemento centrale riguarda il fatto che lei sembra aver tollerato a lungo commenti dolorosi e richieste irrealistiche. Questo non perché “non valesse abbastanza”, ma perché, come spesso accade, ci si abitua a mettere da parte i propri bisogni pur di mantenere la relazione. È una modalità relazionale che merita attenzione: cosa la porta a restare in rapporti in cui il suo valore viene messo in discussione?
Riconoscerlo non significa colpevolizzarsi, ma iniziare a vedere il proprio ruolo attivo nel proteggersi.
Allo stesso tempo, le critiche che ha ricevuto parlano molto più delle fragilità di quei partner che di lei. Ma il punto oggi è un altro: comprendere come queste esperienze hanno inciso sulla sua autostima, sulle sue aspettative e su ciò che ritiene “normale” in una relazione. Fermarsi su questo può aiutarla a riconoscere più rapidamente segnali di svalutazione e a scegliere legami più rispettosi e reciproci.
Un percorso psicologico può offrirle uno spazio sicuro per esplorare queste modalità, rafforzare il senso di sé e costruire relazioni in cui non sia necessario “accontentarsi”, né sentirsi messa a confronto con ideali irrealistici.
Salve, da ciò che racconta sembra che questi uomini abbiano avuto modalità relazionali molto svalutanti e poco empatiche. Spesso chi sente il bisogno di criticare l’aspetto fisico o alcune caratteristiche del partner non sta davvero esprimendo un “gusto”, ma porta nella relazione proprie insicurezze, bisogno di conferme o difficoltà a costruire un legame autentico e reciproco.
È comprensibile che lei si sia sentita ferita e trattata in modo ingiusto, soprattutto perché le osservazioni che ha ricevuto sembrano aver messo in secondo piano il suo valore personale e affettivo. In una relazione sana non dovrebbe esserci qualcuno che “pretende” e qualcun altro che deve sentirsi “non abbastanza”, ma uno spazio di riconoscimento reciproco.
Più che chiedersi se quelle donne fossero o meno “alla loro portata”, potrebbe essere utile interrogarsi su come mai lei si sia trovata più volte accanto a persone che, invece di valorizzarla, hanno alimentato dubbi e senso di inadeguatezza. Questo può diventare un punto importante di riflessione per comprendere meglio i suoi bisogni affettivi e costruire relazioni per lei più rispettose e soddisfacenti.
Se desidera approfondire l'argomento, mi rendo disponibile.
Un caro saluto.
Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.
È comprensibile che lei si sia sentita ferita e trattata in modo ingiusto, soprattutto perché le osservazioni che ha ricevuto sembrano aver messo in secondo piano il suo valore personale e affettivo. In una relazione sana non dovrebbe esserci qualcuno che “pretende” e qualcun altro che deve sentirsi “non abbastanza”, ma uno spazio di riconoscimento reciproco.
Più che chiedersi se quelle donne fossero o meno “alla loro portata”, potrebbe essere utile interrogarsi su come mai lei si sia trovata più volte accanto a persone che, invece di valorizzarla, hanno alimentato dubbi e senso di inadeguatezza. Questo può diventare un punto importante di riflessione per comprendere meglio i suoi bisogni affettivi e costruire relazioni per lei più rispettose e soddisfacenti.
Se desidera approfondire l'argomento, mi rendo disponibile.
Un caro saluto.
Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.
Buongiorno,
da ciò che racconta emerge soprattutto una sofferenza legata al fatto di essersi sentita poco valorizzata e confrontata con aspetti del suo aspetto fisico che l’hanno fatta sentire inadeguata o non abbastanza. Più che chiederci quali problemi avessero questi uomini, potrebbe essere utile riflettere su un’altra domanda: perché persone che esprimevano giudizi così svalutanti hanno continuato ad avere spazio nelle sue relazioni? Comprendere questo aspetto può aiutare a riconoscere più precocemente dinamiche poco rispettose e a costruire rapporti in cui ci si senta accettati e valorizzati per ciò che si è. Ogni persona ha naturalmente preferenze e gusti personali, ma in una relazione sana tali preferenze non vengono utilizzate per mortificare o sminuire il partner. Se questa situazione si è ripetuta più volte nel tempo, potrebbe essere utile approfondire il tema con un professionista, per comprendere meglio i modelli relazionali che tendono a ripresentarsi e individuare modalità più soddisfacenti di vivere le relazioni affettive.
Un cordiale saluto.
Eleonora Rossini
da ciò che racconta emerge soprattutto una sofferenza legata al fatto di essersi sentita poco valorizzata e confrontata con aspetti del suo aspetto fisico che l’hanno fatta sentire inadeguata o non abbastanza. Più che chiederci quali problemi avessero questi uomini, potrebbe essere utile riflettere su un’altra domanda: perché persone che esprimevano giudizi così svalutanti hanno continuato ad avere spazio nelle sue relazioni? Comprendere questo aspetto può aiutare a riconoscere più precocemente dinamiche poco rispettose e a costruire rapporti in cui ci si senta accettati e valorizzati per ciò che si è. Ogni persona ha naturalmente preferenze e gusti personali, ma in una relazione sana tali preferenze non vengono utilizzate per mortificare o sminuire il partner. Se questa situazione si è ripetuta più volte nel tempo, potrebbe essere utile approfondire il tema con un professionista, per comprendere meglio i modelli relazionali che tendono a ripresentarsi e individuare modalità più soddisfacenti di vivere le relazioni affettive.
Un cordiale saluto.
Eleonora Rossini
Buongiorno, ciò che mi colpisce dalle sue righe è la parola "accontentare" che lei ripete in più occasioni. Mi sembra interessante non pensare tanto a questi uomini che probabilmente hanno le loro fragilità ma pensare a lei. Provare a sentire la possibilità di scegliere, sentire la possibilità per lei di chiedersi con che uomo le piacerebbe accompagnarsi e non tanto farsi scegliere. Facendosi scegliere si è costretti ad accettare ciò che arriva. Mi sembra una necessità di sviluppare la sua identità di donna.
Se ritiene posso aiutarla con delle consultazioni psicologiche anche online. Buona Giornata. Dario Martelli
Se ritiene posso aiutarla con delle consultazioni psicologiche anche online. Buona Giornata. Dario Martelli
Gentile paziente, credo che il rischio sia quello di cercare una spiegazione dentro di loro quando in realtà possiamo fare solo delle ipotesi.Quello che però mi colpisce è altro. Mi colpisce che uomini che hanno scelto di stare con lei abbiano poi iniziato a sottolineare occhi diversi, un seno diverso o un modo diverso di vivere la sessualità. Una cosa sono i gusti personali, un'altra è portare costantemente l'attenzione su ciò che, secondo loro, sarebbe stato preferibile.Una persona serena rispetto alla propria scelta tende a investire energie in ciò che apprezza del partner e a costruire intimità, vicinanza e complicità.
Che poi loro fossero oggettivamente più o meno attraenti di lei, sinceramente, è un aspetto secondario. Ho visto persone molto belle criticare il partner e persone dall'aspetto comune valorizzarlo profondamente. L'aspetto fisico e la capacità di creare una relazione sana viaggiano spesso su binari diversi.
La domanda che mi farei è ...come si sentiva lei quando queste persone le dicevano certe cose? Provava rabbia? Tristezza? Delusione? Cercava di adattarsi a quello che desideravano?Perché vede, la parte interessante della sua storia, dal mio punto di vista, riguarda soprattutto l'effetto che queste parole hanno avuto su di lei e sul modo in cui ha vissuto quelle relazioni.Da quello che racconta, a me arriva l'immagine di una donna che si è trovata accanto a persone molto concentrate su un ideale e molto poco interessate a riconoscere il valore della persona reale che avevano davanti.
Un caro saluto
Dott.ssa A.Mustatea
psicologa clinica,giuridica,psicodiagnosta
Che poi loro fossero oggettivamente più o meno attraenti di lei, sinceramente, è un aspetto secondario. Ho visto persone molto belle criticare il partner e persone dall'aspetto comune valorizzarlo profondamente. L'aspetto fisico e la capacità di creare una relazione sana viaggiano spesso su binari diversi.
La domanda che mi farei è ...come si sentiva lei quando queste persone le dicevano certe cose? Provava rabbia? Tristezza? Delusione? Cercava di adattarsi a quello che desideravano?Perché vede, la parte interessante della sua storia, dal mio punto di vista, riguarda soprattutto l'effetto che queste parole hanno avuto su di lei e sul modo in cui ha vissuto quelle relazioni.Da quello che racconta, a me arriva l'immagine di una donna che si è trovata accanto a persone molto concentrate su un ideale e molto poco interessate a riconoscere il valore della persona reale che avevano davanti.
Un caro saluto
Dott.ssa A.Mustatea
psicologa clinica,giuridica,psicodiagnosta
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- Gentili Dott.sse e Dott.ri Mi chiamo Federica ed ho ventiquattro anni. Sebbene il mio quesito porterà apparirvi insolito, sarei entusiasta di ricevere un vostro parere autorevole : la vostra esperienza è fondamentale per me per inquadrare correttamente il boom dei programmi di cronaca nera…
- Io prendo eutirox alla mattina verso le 6. Al sabato sera mi piace bere a casa o a cena un po' di alcol. Non sono una persona dipendente da alcol. Quindi se si beve qualcosa alla sera non ci sono problemi? Grazie.
- Salve, ho questo problema da due anni circa... Ho riscontrato un forte blocco nella zona lombare nel novembre 2024 allenandomi in palestra sulla leg press a 45 gradi. Nella fase di discesa ho sentito un blocco muscolare nella zona lombare fortissimo. Da lì mi viene questo blocco nella zona lombare…
- Buongiorno, questa mattina ho fatto una frenulotomia in ospedale. Arrivato a casa ho guardato il risultato ed ho notato che il frenulo è stato correttamente tolto nella sua completezza tra la corona e il collo del glande, lasciando un segno a "Y" ma risulta invece semplicemente tagliato all'attaccatura…
- Buongiorno Dottore, scrivo perché ho notato delle perdite insolite durante l’ovulazione. Ho avuto muco cervicale filante tipo albume, ma associato a perdite di sangue: inizialmente leggere striature rosate/marroncine, poi oggi un episodio più abbondante con sangue rosso vivo mescolato al…
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