Buongiorno, dopo circa un decennio di "non-vita" (avrei dovuto fare una famiglia con la mia compagn

30 risposte
Buongiorno,
dopo circa un decennio di "non-vita" (avrei dovuto fare una famiglia con la mia compagna), ora mi sento svuotato, triste, infelice....
Dott. Luca Vocino
Psicologo clinico, Psicologo
Trezzano Rosa
Buongiorno gentile Utente, dal suo messaggio emerge un dolore profondo e composto, quello che spesso segue un lungo periodo di aspettative disattese, sogni coltivati e poi infranti. Parlare di un “decennio di non-vita” restituisce con forza il senso di sospensione e di mancanza di direzione che ha vissuto, forse anche nell’illusione che “fare una famiglia” potesse essere la chiave per dare senso e stabilità alla propria esistenza. Quando però questo progetto si interrompe o non si realizza, ci si può ritrovare a fare i conti con un vuoto difficile da nominare: quello di un tempo speso in attesa, di emozioni congelate, di una tristezza che oggi sembra riemergere con tutta la sua intensità.

È assolutamente umano sentirsi svuotati in un momento del genere. Il futuro che aveva immaginato e costruito mentalmente, anche se forse non si è mai pienamente realizzato nella realtà, aveva preso spazio dentro di lei. Perdere quell'immagine, significa in parte anche dover ridefinire la propria identità, le priorità, i desideri. Si apre allora una fase che, seppur dolorosa, può rappresentare anche un’occasione per ascoltarsi in modo nuovo, per riconoscere i bisogni che forse per troppo tempo sono rimasti messi da parte, adattati a un progetto di vita che non è mai stato realmente condiviso o corrisposto.

Il senso di infelicità che sente oggi è un segnale da non ignorare, ma anche da non temere: indica che c’è ancora dentro di lei qualcosa che desidera tornare a vivere pienamente, qualcosa che chiede spazio e verità. Non è mai troppo tardi per riallinearsi con sé stessi, per provare a rimettere in ordine dentro, e trovare, magari con l’aiuto giusto, un nuovo significato al proprio presente.

Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino

Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online

Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.

Mostra risultati Come funziona?
Dott.ssa Laura Bova
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Quartu Sant'Elena
Buongiorno.
Mi dispiace molto che la percezione del suo vissuto sia così negativa.
in ogni situazione c è una occasione di crescita e soffermarsi a cercarla potrebbe aiutarla anche ad analizzare le dinamiche che l'hanno portata ad accettare questa ( non vita) per poter così raggiungere quella consapevolezza che le permetteranno di mitigare questo stato di torpore e svuotamento.
Sono a sua disposizione per qualsiasi approfondimento .
Cordialmente
Dott.ssa Laura Bova
Dott.ssa Marta Romano
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente,
si percepisce dalle sue parole la sofferenza che sta attraversando in questo momento. Non è semplice fronteggiare tali emozioni specialmente se soli, il dolore risulta più affrontabile se condiviso. Forse potrebbe considerare la possibilità di intraprendere un percorso di supporto psicologico con un professionista di modo da non essere solo di fronte a queste sensazioni dolorose.
Se vuole sono a disposizione.
Un caro saluto
Dott.ssa Marta Romano
Dott.ssa Chiara Milesi
Psicologo, Psicoterapeuta
Bergamo
Mi dispiace davvero per come si sente. È del tutto naturale provare tristezza e vuoto quando ci rendiamo conto che un periodo importante della nostra vita, magari dedicato a un progetto che non si è realizzato, non è stato vissuto davvero per noi. Questa sensazione di “non-vita” può lasciare un grande vuoto dentro. Riconoscerlo, anche se doloroso, è già un primo passo. Un percorso psicologico può aiutarla a dare voce a quello che sente, ritrovare un senso a ciò che ha vissuto e riscoprire cosa la fa stare bene. Un caro saluto, Chiara
Dott.ssa Martina Mari
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Cremona
Buongiorno caro utente, la ringrazio molto per la sua condivisione. Capisco che stia attraversando un momento particolarmente doloroso, e mi dispiace molto che si senta così. Il vuoto e la tristezza che descrive sono reazioni comprensibili dopo un’esperienza di perdita così significativa, non solo della relazione, ma anche dei progetti e delle aspettative che aveva costruito. Sarebbe opportuno per lei intraprendere un percorso con un professionista di sostegno e supporto, volto anche a consapevolizzare il momento di vita che sta attraversando. Rimango a disposizione. Cordialmente.
Dott.ssa Martina Mari
Dott.ssa Elena Sonsino
Psicologo clinico, Psicologo
Milano
Caro utente, comprendo il suo sentire, possibile fotografia di un progetto di vita importante che non si realizza. Grazie per aver condiviso questo sentire così intimo.
Dott.ssa Veronica Savio
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Medolla
Gentile utente,
La sensazione che descrive — sentirsi svuotato, triste e infelice dopo tanti anni passati in una situazione che non l’ha soddisfatta — è molto comprensibile. Quando si trascorre un lungo periodo investendo energie e speranze in un progetto di vita che poi non si realizza (come una famiglia con la propria compagna), è naturale ritrovarsi a fare i conti con un senso di perdita profonda.
Quello che sta provando può essere una reazione al lutto di quel progetto di vita:
la tristezza può derivare dal tempo trascorso e dall’idea di “aver perso occasioni”; il senso di svuotamento arriva perché per anni forse ha messo da parte i suoi desideri individuali; la fatica emotiva di ripensarsi in un presente e un futuro diversi da quelli immaginati.
Cosa può aiutarla ora:
- Concedersi il diritto di sentire dolore: è una fase di elaborazione importante.
- Darsi tempo, senza pretendere di “stare subito bene”.
- Se sente di non riuscire a gestire la sofferenza da solo, valutare un percorso psicologico di sostegno, che l’aiuti a rielaborare la delusione e a riconnettersi ai propri bisogni e progetti personali.
- Iniziare a fare piccole cose che la facciano sentire di nuovo presente nella sua vita quotidiana, anche gesti minimi di cura di sé.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
Dott.ssa Camilla Centanni
Psicologo, Psicologo clinico
Maccarese
Salve gentile utente, sembra che lei viva un momento molto difficile. Da ciò che scrive, però, non capisco quale sia la richiesta. Qualora avesse bisogno può rivolgersi ad uno psicoterapeuta per prendersi cura di questo momento. Cordialmente, dott.ssa Camilla Centanni
Buongiorno,
nonostante non mi sia chiaro cosa lei intenda con "non-vita" è evidente che questa nuova (?) fase di vita sia per lei fonte di sofferenza. Non riuscendo a comprendere bene quali siano i suoi vissuti, a parte il dolore che ci scrive, è difficile provare dirle qualcosa che possa essere in qualche modo all'altezza di ciò che sta sperimentando. Se volesse aggiungere qualche parola circa la sua situazione, potrebbe essere un'alternativa parlarne con un orecchio attento che possa ascoltare con l'attenzione che merita ciò che vive.
Un caro saluto
Dr. Seby Torrisi
Psicologo, Psicologo clinico
Catania
Buongiorno caro Utente,
le tue parole, seppur brevi, raccontano un grande dolore. Dopo tanti anni passati con un progetto importante che non si è realizzato, è comprensibile sentirsi svuotato, triste, quasi sospeso. Il senso di “non-vita” che descrivi è spesso legato al lutto di ciò che si sperava e non è stato. Ma anche questo dolore parla del tuo bisogno di significato, di connessione, di qualcosa che valga ancora la pena.
Ora, forse, non si tratta di capire subito “cosa fare”, ma di riconnetterti con ciò che senti e, pian piano, con ciò che sei oltre quella storia.
Dott.ssa Anna Bruti
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
San Benedetto del Tronto
Gentile utente,
mi dispiace per il momento difficile che sta attraversando. Se sente il bisogno di ritrovare uno spazio per sé, per elaborare quanto vissuto e recuperare il senso del proprio percorso, sono disponibile per un primo colloquio. Può contattarmi in privato.
Un cordiale saluto,
Dott.ssa Anna Bruti – Psicologa
Un professionista può aiutarla a riprendere in mano la sua vita :)
Dott.ssa Alina Mustatea
Psicologo, Psicologo clinico
Pomezia

Dieci anni vissuti con la sensazione di una “non-vita” lasciano un segno profondo. Quando un progetto importante – come costruire una famiglia – non si realizza, può restare dentro un senso di vuoto, di smarrimento, quasi come se si fosse perso un pezzo di sé lungo la strada.Il sentirti svuotato e infelice oggi non è una colpa, ma un segnale. Un segnale che forse è tempo di prenderti cura di te, dei tuoi bisogni mai ascoltati, delle ferite che hai lasciato in sospeso.
Non è mai troppo tardi per rimettere in moto la vita. Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarti a dare significato a ciò che è stato e a riscoprire ciò che può ancora nascere, anche da questa sofferenza.
Non sei solo in questo momento. E meriti una vita piena, non solo "sopportata".
Dott.ssa Maria Grazia Antinori
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
La non-vita, è una descrizione interessante, se scrive sicuramente è vivo ma si dichiara non vivo e sembra dare la responsabilità ad un'altra persona, una fidanzata, forse.
Difficile accettarlo ma la non-vita o la vita, è una nostra scelta anche quando non abbiamo scelta.
E' un paradosso ma è il rapporto tra limiti, loro accettazione e possibilità di cambiamento.
Dottoressa Maria Grazia Antinori, Roma
Dott. Leonardo Provini
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso il suo dolore. Immagino quanto possa essere difficile da accettare la consapevolezza di quanto accaduto.
Mi verrebbe da dirle – pur comprendendo quanto sia impegnativo – di non lasciarsi andare e di cercare un aiuto. Non conosco la sua storia né quella della vostra relazione, quindi non posso sapere se ci sia ancora spazio per riparare il legame o il progetto di vita condiviso.
Tuttavia, tenga presente che anche dalle esperienze più dolorose è possibile apprendere e, a partire dai fallimenti, si può trovare il modo di ricostruirsi.
Le consiglierei di rivolgersi a un professionista che possa accompagnarla nel rimettere insieme i pezzi.
Spero, nel mio piccolo, di esserle stato d’aiuto.
Dott.ssa Cristiana Danese
Psicologo, Psicologo clinico
Palermo
Buon pomeriggio, mi dispiace per ciò che sta attraversando, le emozioni che descrive meriterebbero di trovare parola attraverso un percorso di sostegno psicologico, che la possa aiutare a capire cosa è successo e come risollevarsi da questo periodo difficile. Se lo vorrà, sono a sua disposizione anche online. Le auguro il meglio. Dott.ssa Cristiana Danese psicologa
Dott.ssa Sara Colnaghi
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Milano
Buongiorno, è molto forte questa affermazione "non-vita". A cosa si riferisce? Parla di una relazione terminata? Non è molto chiaro dalla domanda. Nonostante le poche parole, si percepisce comunque della sofferenza e una profonda tristezza. Se desidera un supporto per superare questo momento difficile può contattarmi. Sono disponibile in studio a Milano e da remoto. Un abbraccio, dott.ssa Sara Colnaghi - psicologa clinica e consulente di coppia.
Gentile Utente,
immagino quanto possa essere difficile ritrovarsi, dopo tanti anni dedicati a un progetto importante, con una sensazione di vuoto e fatica. Quando qualcosa su cui abbiamo investito tanto non prende la direzione sperata, è normale provare smarrimento, tristezza, e a volte un senso di sospensione.
Parlarne in uno spazio protetto può aiutare a rimettere a fuoco ciò che si è vissuto e a capire da dove ripartire, rispettando i tempi e la propria storia.
Se lo desidera, resto a disposizione.

Un caro saluto,
Dott.ssa Maria Francesca Copani
Dott.ssa Margherita Atzori
Psicologo, Psicologo clinico
Aprilia
Buonasera, mi ha colpito molto la forza con cui esprimi il tuo vissuto: “un decennio di non vita”.
E' una frase intensa, che trasmette un senso di profondo smarrimento e rimpianto.
È naturale, in certi momenti della vita, guardarsi indietro e sentire il peso di ciò che non è stato; soprattutto quando si tratta di scelte importanti come costruire una famiglia o semplicemente vivere in sintonia con i propri desideri più autentici.
Il senso di svuotamento e infelicità che descrivi può essere un segnale importante: non tanto di fallimento, quanto del bisogno di dare un nuovo significato al presente, alla tua identità, ai tuoi desideri.
È possibile che per molto tempo tu abbia messo da parte parti importanti di te, magari per amore, per paura, o per necessità.
Ora che queste emozioni affiorano, forse stai iniziando a riconnetterti con quei bisogni.
Quello che posso dire è che non è mai “troppo tardi” per prendersi cura della propria storia e rileggerla in modo più compassionevole.
Ti incoraggerei a esplorare questo senso di vuoto non da solo, ma all’interno di un percorso di supporto psicologico: uno spazio dove poter parlare liberamente del dolore, ma anche iniziare a ricostruire il contatto con ciò che può ancora darti significato.
Anche i periodi di “non vita”, se ascoltati con attenzione, possono diventare terreno fertile per un cambiamento più autentico.
Ti auguro una buona riflessione e una buona serata!
Dott.ssa Linda Fusco
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Buonasera, sono Linda Fusco, psicologa clinica.
Cosa intende esattamente per "non-vita"?
Dott.ssa Marzia Mazzavillani
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Forlì
SAlve, mi ha colpito l'espressione che hai usato: "non vita". Che significa? che hai vissuto male? O forse hai vissuto come volevano gli altri? O facendo cose solo per dovere?
Se è così , sentirsi svuotati dopo un periodo in cui si è vissuto più per dovere che per desiderio è qualcosa che merita ascolto e attenzione

Quando un progetto di vita, come la costruzione di una famiglia, non si realizza come sperato, può lasciare dentro un vuoto difficile da colmare. Ma questa sofferenza può diventare un passaggio importante e un punto da cui ripartire, per rimettere al centro se stessi, i propri bisogni e la propria verità.

Io penso sia molto importante che tu non porti da solo questo peso.Cerca un professionista di tua fiducia, parlare con uno psicologo può aiutare a dare senso a ciò che hai vissuto e a ritrovare una direzione per una vita che non sia più una NON VITA. Io sono disponibile ad aiutarti in questo percorso.
Un cordiale saluto,
Dott.ssa Marzia Mazzavillani
Salve e grazie per averci scritto. Quello che hai scritto è semplice ma contiene un peso enorme. Stai raccontando in poche parole, una frattura interiore profonda. Una perdita non solo di un progetto, ma di una parte di te. Hai vissuto per anni in "sospeso" in una vita che non era veramente la tua. Magari ci hai creduto, ci hai sperato, hai fatto compromessi.. perché quella relazione e quel progetto di famiglia erano importanti. Ora che tutto è caduto o si è perso per strada, ti ritrovi a guardare indietro con una sensazione di vuoto , come se la tua vita fosse rimasta ferma per troppo tempo. è una forma di lutto invisibile: non piangi la morte di una persona, ma la morte di un futuro che avevi immaginato.
Non c'è nulla di sbagliato, questo svuotamento è la reazione normale a una frattura esistenziale . Dopo 10 anni di aspettative, investimenti emotivi, silenzi, speranze deluse, il tuo sistema emotivo si difende con la tristezza e la chiusura. Sembra che niente abbia senso, ma solo perché stai lasciando andare un senso che non ti apparteneva più. Spesso in relazione molto lunghe si dà molto per amore, per paura della solitudine o per senso di responsabilità e intanto si scivola via da se stessi. Quando poi quella relazione finisce ti ritrovi senza un "te" solido da cui tornare. Il passato non si cancella mai ma puoi imparare a partire da te, da ciò che sei oggi . La tristezza che provi oggi è il primo segnale che qualcosa dentro di te non vuole più vivere a metà.
Buonasera,
quello che sta vivendo sembra il risultato di un dolore profondo e prolungato, che ora emerge con tutta la sua intensità. Dopo tanto tempo in cui forse ha messo da parte i suoi bisogni, è comprensibile sentirsi svuotato e smarrito. Ma proprio questo malessere può essere l’inizio di un percorso per ritrovare senso, desideri e direzione.
Se lo desidera, possiamo affrontarlo insieme, con rispetto e senza fretta.
Resto a disposizione.

Dott.ssa Emma Basilico, psicologa
Dott.ssa Arianna Amatruda
Psicologo, Psicologo clinico
Nocera Inferiore
Quello che stai vivendo sembra un dolore profondo legato a una grande delusione e a un progetto di vita che non si è realizzato. Quando ci si sente svuotati, è importante riconoscere e accogliere questo malessere, senza colpevolizzarsi. È comprensibile provare tristezza se per tanto tempo hai vissuto con l’idea di costruire qualcosa che poi non è andato come speravi. Può essere utile iniziare un percorso di supporto psicologico per rielaborare questa esperienza e ritrovare, un passo alla volta, un nuovo senso per te. Non è mai troppo tardi per ricominciare.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buongiorno,

quello che descrivi è un vissuto di grande sofferenza. Dopo tanti anni spesi in un progetto di vita importante come costruire una famiglia, ritrovarsi “svuotati, tristi, infelici” è una reazione comprensibile: quando un sogno o un percorso di vita viene meno o non si realizza, può lasciare un senso di perdita profonda, solitudine e smarrimento.

È possibile che tu stia attraversando una fase depressiva o un periodo di elaborazione del lutto legato alla relazione e agli obiettivi non realizzati. Emozioni come tristezza, senso di vuoto e mancanza di prospettive possono diventare molto pesanti da affrontare da soli.

Sarebbe utile poter dare spazio a queste emozioni, comprenderle e lavorare sulla ricostruzione di nuovi significati e di nuovi progetti di vita. A volte, parlare con un professionista può aiutare a fare chiarezza sui propri vissuti, a rielaborare il passato e a ritrovare energia e motivazione per il futuro.

Sarebbe utile e consigliato, per approfondire e trovare un supporto adeguato, rivolgersi ad uno specialista.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Giulia Lo Muto
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buongiorno, mi dispiace per il suo vissuto. Si rovolga ad un/a psicoterapeuta per approfondire le tematiche ed iniziare un percorso con l'obiettivo di stare meglio. Un saluto
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Le sue parole trasmettono in poche righe un dolore profondo e silenzioso che, a quanto scrive, si porta dietro da molto tempo. Quando parla di un decennio di “non-vita” racconta in modo diretto quanto abbia sentito di vivere in sospeso, come se per dieci anni fosse stato spettatore piuttosto che protagonista della propria esistenza. Progettare una famiglia è per molti un desiderio profondo, un sogno che tocca radici personali, valori, speranze. Vedere questo progetto svanire o non realizzarsi lascia spesso dietro di sé un vuoto difficile da colmare, fatto di rimpianti, delusione, senso di fallimento e, non di rado, una profonda stanchezza emotiva. È comprensibile sentirsi svuotato e infelice dopo aver investito tanto tempo, energia e cuore in un legame che avrebbe dovuto dare senso e continuità alla sua storia personale. La tristezza che sta provando oggi non è un segno di debolezza, ma la naturale conseguenza di una perdita importante: non solo di un progetto di famiglia, ma forse anche di una parte della sua identità, di un ruolo che avrebbe voluto vivere e di un futuro che aveva immaginato diverso. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, è importante capire come i pensieri legati a questa lunga fase possano influenzare il suo presente. Molto spesso dopo esperienze di delusione profonda si attivano schemi di pensiero rigidi, come l’idea di aver perso tempo, di aver fallito, di non poter più ricominciare. Questi pensieri diventano come una lente grigia che filtra la visione del presente e del futuro, fino a bloccare le energie residue che ancora esistono. Un primo passo per ricominciare a dare senso a ciò che sta vivendo è provare a riconoscere e nominare le emozioni che sente: la tristezza, il vuoto, la rabbia, forse anche la paura di restare solo o di non avere più occasioni. Accogliere queste emozioni, senza giudicarle, è già un modo per iniziare a trasformare un dolore silenzioso in un dolore elaborabile. È utile anche riflettere su cosa questo periodo le ha insegnato su di sé: quali valori ha tenuto vivi, quale forza le ha permesso di restare nonostante tutto, cosa le ha fatto capire di ciò che oggi desidera davvero. Spesso in casi come questo la mente resta agganciata a un passato che non si può più modificare. Può essere utile spostare piano piano l’attenzione su ciò che oggi, nel suo presente, è ancora possibile fare per tornare a sentirsi vivo. Anche piccole esperienze nuove, relazioni più sincere o obiettivi a breve termine possono riaccendere una fiammella di motivazione. Si tratta di fare un passo per volta, riconoscendo che non è necessario sapere subito quale sarà la strada definitiva. Se sente di non riuscire a portare avanti questo percorso da solo, le consiglio caldamente di valutare un aiuto professionale. Un percorso psicologico può offrirle uno spazio sicuro dove dare voce al dolore, rimettere ordine nei pensieri e nei ricordi e ritrovare energie per costruire, anche a piccoli passi, una vita più vicina ai suoi bisogni attuali. Non è mai troppo tardi per riprendersi il proprio ruolo di protagonista. La sua storia non si riduce a questi dieci anni: è fatta anche di tutto ciò che verrà e di ciò che, forse, ancora non riesce a vedere. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Serena Vitale
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Pescara
Salve, non so se questo messaggio segue ad un altro.

Dal poco che leggo posso dirle che non so come consigliarla su problemi specifici, però posso dirle che parlare con un professionista potrebbe aiutarla ad affrontare certe mancanze o sbloccarsi in qualcosa che le serve per migliorare la sua vita, nel rispetto della salute sua, della sua compagna e di tutti.

Se ha bisogno di parlarne mi contatti

Dottssa Serena Vitale
Salve, grazie per la condivisione. Quello che descrive ha un peso enorme: quando per anni immagini una vita, una famiglia, un futuro condiviso… e poi tutto si spezza, è normale sentirsi svuotati, come se mancasse il senso stesso delle cose. Non è “drammatizzare”, è un lutto vero e proprio.
Un decennio non è poco. È tempo, energia, identità. È normale che ora tu senta:
tristezza profonda
infelicità
una sensazione di “non-vita”, come se fossi rimasto fermo mentre il mondo andava avanti
Non c’è niente che non va in te per questo. Non sei debole, sei stanco. Iniziare un percorso di supporto psicologico ( online o in presenza) può aiutarla ad avere più consapevolezza e affrontare in modo più sano e reale la situazione attuale. Resto a sua disposizione.

Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda

  • La tua domanda sarà pubblicata in modo anonimo.
  • Poni una domanda chiara, di argomento sanitario e sii conciso/a.
  • La domanda sarà rivolta a tutti gli specialisti presenti su questo sito, non a un dottore in particolare.
  • Questo servizio non sostituisce le cure mediche professionali fornite durante una visita specialistica. Se hai un problema o un'urgenza, recati dal tuo medico curante o in un Pronto Soccorso.
  • Non sono ammesse domande relative a casi dettagliati, richieste di una seconda opinione o suggerimenti in merito all'assunzione di farmaci e al loro dosaggio
  • Per ragioni mediche, non verranno pubblicate informazioni su quantità o dosi consigliate di medicinali.

Il testo è troppo corto. Deve contenere almeno __LIMIT__ caratteri.


Scegli il tipo di specialista a cui rivolgerti
Lo utilizzeremo per avvertirti della risposta. Non sarà pubblicato online.
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.