Buongiorno, riepilogo in breve il mio stato e concludo con alcuni dubbi. Inizio dolore al testicol
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Buongiorno, riepilogo in breve il mio stato e concludo con alcuni dubbi.
Inizio dolore al testicolo destro il 4 aprile, su suggerimento di medico di base inizio un trattamento con antinfiammatori, non è insufficiente e ne consegue un primo accesso al pronto soccorso il 17 aprile con diagnosi di epididimite acuta e leggera prostatite (effettuata anche ecografia allo scroto). Prescritti da urologo (nr 1) 8 giorni di Bactrim con primo miglioramento.
Purtroppo dopo una settimana dal termine della cura di antibiotica riprende il dolore, sono costretto ad un secondo accesso al pronto soccorso. Diagnosi: epididimite. Mi vengono prescritti da urologo (nr 2): eco addome da cui non emerge nulla, esami del sangue per mst in cui non ci sono valori positivi, tampone uretrale in cui tutto è in ordine. Effettuo una prima visita privata sempre dall'urologo conosciuto nel pronto soccorso (nr 2) che prescrive anche un secondo ciclo di Bactrim di 16 giorni iniziato nella seconda metà di maggio al termine di tutti gli esami. Seconda ecografia scrotale da cui emerge leggera idrolisi al testicolo e coda del epididimio infiammata. Anche in questo caso mentre assumo l'antibiotico la situazione sembra stabile se non in miglioramento.
Aggiungo che la mia partner effettua tampone ed esami del sangue, non ha nulla.
Al termine della cura con Bactrim, dopo 4 giorni, sento che riprende il fastidio. Contatto via mail l'urologo (nr 2) che mi consiglia un integratore. Pochi giorni dopo, visti i non miglioramenti mi reco dal un altro urologo (nr 3) privatamente che prescrive: utilizzo del sospensorio, astinenza da rapporti per 3 settimane e Levofloxacina per 12 giorni.
L'ultimo giorno di antibiotico sono riuscito a prenotare un appuntamento con un altro specialista (nr 4), questa volta consigliato da persone del settore. Non ho voluto disdire perchè come potete immaginare ero e sono preoccupato. Al termine della mia spiegazione sostiene "che non sia stato curato in modo opportuno". Dopo un'ecografia allo scroto segnala "esiti di epididimite". Mi prescrive un antinfiammatorio, Tauxib, per una settimana, impacchi di acqua molto calda e ripresa di attività sportiva che non sia ciclismo (interrotto ancora ad aprile). In caso di recidiva Augumentin per una settimana due volte al giorno. Mi tranquillizza, tuttavia riconosco che mi ha visitato al termine di una terapia antibiotica.
Ora mi trovo al terzo giorno di anti infiammatorio e sento che la coda dell'epididimio non è ancora perfetta e sta lievemente tornando il fastidio.
Vorrei sapere se avete qualche consiglio in questa situazione.
Può esserci un danno non recuperabile ai tessuti? Può esserci un caso di recidività a distanza di 3-5 giorni dalla cura con Levofloxacina?
Se fosse emerso dalle mie parole inizio a provare una certa preoccupazione.
Al momento vorrei mantenere quanto mi ha detto l'ultimo urologo (nr 4), e se possibile evitare ulteriori assunzioni di antibiotici.
Ringrazio in anticipo
Inizio dolore al testicolo destro il 4 aprile, su suggerimento di medico di base inizio un trattamento con antinfiammatori, non è insufficiente e ne consegue un primo accesso al pronto soccorso il 17 aprile con diagnosi di epididimite acuta e leggera prostatite (effettuata anche ecografia allo scroto). Prescritti da urologo (nr 1) 8 giorni di Bactrim con primo miglioramento.
Purtroppo dopo una settimana dal termine della cura di antibiotica riprende il dolore, sono costretto ad un secondo accesso al pronto soccorso. Diagnosi: epididimite. Mi vengono prescritti da urologo (nr 2): eco addome da cui non emerge nulla, esami del sangue per mst in cui non ci sono valori positivi, tampone uretrale in cui tutto è in ordine. Effettuo una prima visita privata sempre dall'urologo conosciuto nel pronto soccorso (nr 2) che prescrive anche un secondo ciclo di Bactrim di 16 giorni iniziato nella seconda metà di maggio al termine di tutti gli esami. Seconda ecografia scrotale da cui emerge leggera idrolisi al testicolo e coda del epididimio infiammata. Anche in questo caso mentre assumo l'antibiotico la situazione sembra stabile se non in miglioramento.
Aggiungo che la mia partner effettua tampone ed esami del sangue, non ha nulla.
Al termine della cura con Bactrim, dopo 4 giorni, sento che riprende il fastidio. Contatto via mail l'urologo (nr 2) che mi consiglia un integratore. Pochi giorni dopo, visti i non miglioramenti mi reco dal un altro urologo (nr 3) privatamente che prescrive: utilizzo del sospensorio, astinenza da rapporti per 3 settimane e Levofloxacina per 12 giorni.
L'ultimo giorno di antibiotico sono riuscito a prenotare un appuntamento con un altro specialista (nr 4), questa volta consigliato da persone del settore. Non ho voluto disdire perchè come potete immaginare ero e sono preoccupato. Al termine della mia spiegazione sostiene "che non sia stato curato in modo opportuno". Dopo un'ecografia allo scroto segnala "esiti di epididimite". Mi prescrive un antinfiammatorio, Tauxib, per una settimana, impacchi di acqua molto calda e ripresa di attività sportiva che non sia ciclismo (interrotto ancora ad aprile). In caso di recidiva Augumentin per una settimana due volte al giorno. Mi tranquillizza, tuttavia riconosco che mi ha visitato al termine di una terapia antibiotica.
Ora mi trovo al terzo giorno di anti infiammatorio e sento che la coda dell'epididimio non è ancora perfetta e sta lievemente tornando il fastidio.
Vorrei sapere se avete qualche consiglio in questa situazione.
Può esserci un danno non recuperabile ai tessuti? Può esserci un caso di recidività a distanza di 3-5 giorni dalla cura con Levofloxacina?
Se fosse emerso dalle mie parole inizio a provare una certa preoccupazione.
Al momento vorrei mantenere quanto mi ha detto l'ultimo urologo (nr 4), e se possibile evitare ulteriori assunzioni di antibiotici.
Ringrazio in anticipo
Un assurdo ed immotivato bombardamento antibiotico, non basato sulle dovute colture (il meglio è la coltura differenziale) e quindi in fatto e come dimostrato dalla sua storia del tutto inutile. I lievi miglioramenti derivano dalla concomitante azione antinfiammatoria del'antibiotico e anche l'antinfiammatorio poco può fare. Manca totalmente una adeguata valutazione del suo quadro genitale (il doore al testicolo può derivare, come spesso accade, da una condizione di congestione infiammatoria pelvico-prostatica per nulla valutata. L'unico risutato che ha certamente ottenuto è l'induzine di un forte squilibiro del microbiota intestinale e uro-genitale che così non fa altro che sostenere il problema e forse farlo peggiorare. Credo sia doveroso che cerchi un buon andrologo che ricominci tutto daccapo.... prima la dovuta valutazione diagnostica genitale (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e, nel caso, generale (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. Poi la attenta interpretazione dei dati che consentirà di attivare la utile strategia terapeutica.
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