Buonasera. Sono una ragazza di 23 anni e sono fidanzata da poco più di due anni con un ragazzo di 2

24 risposte
Buonasera.
Sono una ragazza di 23 anni e sono fidanzata da poco più di due anni con un ragazzo di 21.
Lo amo davvero, ma gli ultimi mesi per me (e di conseguenza per lui) sono stati molto difficili. Le nostre visioni della sessualità e dello stare in una relazione si sono scontrate in un modo sgradevolmente diretto e inaspettato: tutto è iniziato quando, qualche mese fa, gli ho parlato di quanto mi facesse soffrire la sua fruizione di materiali pornografici. Ci ha messo un mese o poco più prima di garantirmi che non ne avrebbe più fatto uso (nonostante lui tuttora non condivida con me l'idea che la pornografia costituisca tradimento), e per me quel periodo di incertezza è stato devastante: piangevo tutti i giorni, avevo perennemente lo stomaco chiuso e mi sembrava veramente che il mondo mi fosse crollato addosso. Credo che quei giorni così dolorosi per me abbiano costituito una specie di trauma. Qualche mese dopo, dal momento che sapevo che lui comunque continuava a praticare la masturbazione (nonostante noi abbiamo rapporti regolari), gli ho fatto pressione perché mi dicesse su cosa si masturbasse: inizialmente mi diceva che pensava a me, ma sentivo che era una bugia. Mi sembrava troppo strano che una persona che ha ricorso per anni alla pornografia in modo costante potesse abbandonarla così facilmente per qualcosa di così "noioso" come semplicemente la sua ragazza: così mi ha confessato che gli è capitato di pensare a delle ragazze che conosciamo entrambi. Mi sono sentita morire: di queste ragazze ho saputo anche i nomi, e per giunta le vedo spesso nell'ambiente universitario: sempre nello stesso discorso, è anche emerso che ha avuto un pensiero sessuale (su vari livelli) praticamente su ogni ragazza che conosce, e dopo avermelo detto mi ha subito ricordato, come mi ha ripetuto spesso, che "i pensieri sono solo pensieri".
(piccola parentesi superficiale e brutalmente onesta, ma che magari può essere utile ad inquadrare ancora meglio la vicenda: all'università che frequentiamo entrambi non ci sono esemplari di super gnocche, e io sono oggettivamente una bella ragazza: le più belle che mi ha citato sono al massimo al mio livello, mentre altre sono più bruttine)
Riguardo alla questione dei pensieri, io credo che quando non intrusivi e attinenti alla sfera sessuale, possano avvicinare al tradimento fisico. Quando è capitato a me di sentire attrazione per qualcun altro intanto non l'ho assecondata con filmini mentali porno(proprio perché io credo davvero nella monogamia, non mi limito semplicemente a non tradire con il corpo solo per mantenere la facciata di un'ipocrita integrità morale), tanto meno mi sarebbe venuto in mente di masturbarmici sopra. Mi sarebbe sembrata un'offesa a lui e al nostro rapporto. Perché lui non può fare lo stesso? Perché deve sempre trovare il modo di dirmi implicitamente che per lui non sono e non sarò mai abbastanza? Una volta mi ha detto "tu vuoi avere la supremazia" (riferito alle altre ragazze), ma il fatto è che io non ho mai preteso di averla in modo assoluto: è chiedere tanto volerla avere almeno per la persona con cui si è scelto di stare? Mi chiedo se esista qualcuno di sesso maschile (mi spiace generalizzare, ma avendo passato gli ultimi mesi su vari forum alla ricerca di storie simili alla mia si è confermata una tendenza generale da parte degli uomini a comportarsi in modo simile o peggiore del mio ragazzo) che sia davvero fedele, termine con cui non intendo l'autocontrollo appena sufficiente a non andare a letto con un'altra donna, mi riferisco ad un amore puro che ci fa gioire ogni giorno di avere accanto la persona che amiamo, che non lascia proprio spazio ad altre "distrazioni" perché quello che vogliamo ce l'abbiamo già. Probabilmente sono io ingenua, dal momento che è la mia prima esperienza: mi considero un'eterna romantica e non credo che potrò mai accettare questo modo così superficiale di vivere le relazioni. Al contempo non voglio perderlo perché ne sono profondamente innamorata, nonostante la sofferenza che mi ha involontariamente causato. Vi prego di aiutarmi, di darmi un'idea di quanto io sia in preda alla follia, e qualcuno per favore mi spieghi questa cosa delle fantasie che sono indice di una sessualità "sana", perché io di immaginare di fare sesso con un ragazzo che vedo abitualmente, pur amandone - a parole - un altro non sono proprio capace.
Dott. Dimitri Abate
Psicologo, Psicoterapeuta
Bologna
Gent.ma,

la ringrazio per aver raccontato con così tanta sincerità e sensibilità il suo vissuto e le sue riflessioni.

È assolutamente comprensibile che provi dolore, rabbia e confusione. Lei desidera e vive un tipo di amore profondo, esclusivo, fatto di rispetto anche nei pensieri, e questo non è una pretesa esagerata. È semplicemente il suo modo di amare e di concepire l’intimità. Quando i bisogni e i valori di due partner su temi così delicati non coincidono, inevitabilmente si creano sofferenze.

La sessualità umana è complessa: per alcuni, le fantasie sessuali sono vissute come pensieri passeggeri senza impatto emotivo o morale, ma per altri — come nel suo caso — queste fantasie assumono un significato molto più profondo, legato a lealtà e rispetto. Il fatto che lei non abbia mai avuto fantasie su altri uomini non è immaturità o rigidità, ma una manifestazione coerente dei suoi valori e del tipo di amore che desidera vivere.

Non è folle, né ingenua. È una persona che ha bisogno di una relazione in cui sentirsi scelta pienamente, senza dubbi o paragoni, e ha tutto il diritto di cercare un rapporto che rispecchi questa visione.

Le suggerisco di valutare un percorso psicoterapeutico per riflettere su questi vissuti e chiarire cosa desidera davvero per sé. Questo la aiuterà a comprendere se il suo legame può crescere rispettando i suoi valori o se sta sacrificando troppo del suo benessere emotivo.

Cordiali saluti,
dott. Abate

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Dott.ssa Anna Tosi
Psicologo, Psicologo clinico
Caldiero
Buongiorno, posso capire il tuo avvilimento e il bisogno di avere risposte. è legittimo che tu soffra così tanto per questa situazione. La sensazione di non essere "abbastanza" o di non avere la priorità può generare un vero e proprio trauma emotivo, con le conseguenze fisiche ed emotive che hai descritto. Non tutti viviamo i rapporti amorosi allo stesso modo e in particolare molte persone sono concordi nel sostenere che l'amore vada al di là della sessualità e per questo considerano i due aspetti scissi. Dall'altra parte i/le partner di queste persone che non sono d'accordo con questa visione, è naturale che ne soffrano, non sentendosi capit* e apprezzat*. Parlarne può essere utile per capire il punto di vista dell'altro e provare a trovare un punto di incontro, anche se non è sempre facile. Per questo ricercare aiuto, come hai fatto tu, è la cosa migliore. Intanto, è importante sottolineare che la masturbazione non è affatto un sostituto al rapporto sessuale, ma ha una funzione completamente diversa, che riguarda una forma di autocura, che l'essere umano, per natura ricerca in diversi modi, uno di questi può essere proprio il procurarsi piacere. Le fantasie sessuali su altre persone, invece, sono un'esperienza umana comune e non implicano necessariamente il desiderio di agire su tali fantasie o una mancanza di amore per il partner. Per questo probabilmente il tuo ragazzo riferisce di non avere intenzione di tradirti, perchè i pensieri rimangono puramente eventi mentali, ben distinti dalle intenzioni e dalle azioni. Spero di averti aiutato considerare una prospettiva alternativa, che ti permetta di vivere con maggior serenità il tuo rapporto. Resto disponibile per qualsiasi cosa. Dott.ssa Anna Tosi
Dott. Stefano Recchia
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Roma
Gentile utente grazie per la condivisione, per la fiducia e l’apertura con cui ti sei raccontata. La tua lettera è intensa, lucida e piena di domande profonde e legittime.
Quello che hai vissuto non è una “reazione esagerata”, ma l’effetto di un conflitto di valori profondi in una relazione che per te conta moltissimo. L’amore, per come lo descrivi, è qualcosa che coinvolge tutto il tuo essere, e l’idea di fedeltà che hai è coerente. Quando scopri che la persona che ami vive le cose in modo diverso, è come se ti venisse tolto qualcosa che consideravi sicuro. È normale che tu abbia sofferto tanto: la tua reazione non è immatura, è quella di una persona che prende sul serio l’amore.
Il problema non è la pornografia o le fantasie sessuali in sé, ma cosa rappresentano per voi due.
Per molte persone, l’uso della pornografia o le fantasie sessuali non implicano un “tradimento”, ma per altre (come te) sì. Il nocciolo è che in una relazione non conta solo ciò che è “normale” o “diffuso”, ma ciò che è accettabile per entrambi. Se qualcosa ti ferisce profondamente, anche se per l’altro “non è niente”, questo crea un disequilibrio. E nel vostro caso, questo disequilibrio ha aperto una frattura. Se lui non condivide i tuoi valori su cosa significhi amare e desiderare, il rischio è che tu viva costantemente nella sensazione di dover combattere per essere “vista”, capita, rispettata nei tuoi limiti emotivi. E questa è una lotta estenuante, che logora.
Cerca di parlare con lui ancora, con chiarezza. Digli cosa ti fa male, senza giudicarlo ma senza scendere a compromessi su ciò che per te è fondamentale.
Ascolta le sue risposte. Ti aiuteranno sicuramente a capire se state viaggiando insieme o su binari diversi.
Spero di esserti stato d'aiuto. Resto a disposizione. Un caro saluto.
Dott. Stefano Recchia
Dott. Amedeo Fonte
Psicologo, Psicologo clinico
Pescara
Quello che sta raccontando sembra toccare un punto molto sensibile per lei, che riguarda non solo il sentirsi scelta, unica, ma anche il bisogno di riconoscere in chi ama quella stessa esclusività che lei stessa si impegna a mantenere. È come se il fatto che il suo compagno intrattenga delle fantasie che vanno oltre il vostro rapporto mettesse in discussione il suo valore, la sua posizione di essere "l'unica" nel suo sguardo. Si chiede perché lui non possa fare come fa lei, e la sua domanda è molto importante, perché apre uno spazio di riflessione che va al di là di lui, e la invita forse a interrogarsi su come ciascuno di noi si confronta con il desiderio, con l’altro e con i propri limiti. Il suo compagno le dice che i pensieri sono solo pensieri, eppure per lei questi pensieri hanno un peso enorme, come se già in essi si consumasse un tradimento. E allora le domanderei cosa rappresenta per lei questa fedeltà. Non è una questione di essere ingenua o folle, come teme, ma forse di confrontarsi con la complessità del desiderio umano, che non sempre coincide con gli ideali che ci costruiamo. Sarebbe importante che lei continuasse a dare spazio a queste domande e a queste emozioni, magari in un luogo dove possa esplorare senza giudizio questo dolore e questa esigenza di essere "abbastanza" per l’altro. Si chiede se esista qualcuno che ami nel modo puro e totale che lei desidera, e questa domanda, che la porta anche a generalizzare sugli uomini, potrebbe diventare uno spunto per chiedersi cosa cerca davvero in questo tipo di amore, quale timore si cela dietro il bisogno che l’altro non desideri mai nessun’altra, nemmeno nella fantasia. Forse il punto non è tanto se gli altri uomini esistano o meno, ma cosa significherebbe per lei accettare che l’altro resti comunque un essere desiderante. Se vuole, potrebbe essere il momento di pensare a un percorso personale, in cui esplorare più a fondo questa sofferenza che le pesa e che rischia di compromettere la sua serenità, perché merita di trovare un modo di stare nelle relazioni che le permetta di sentirsi rispettata senza dover continuamente lottare con il dolore e l’insicurezza.
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buonasera, intanto ognuno ha un suo approccio alla sessualità che non necessariamente fa uso di fantasie erotiche pornografiche. Non si può sapere perché il suo ragazzo ne senta l'esigenza e pure se in buona compagnia di una fetta di popolazione maschile, non è un comportamento costante in tutti gli uomini. Detto ciò, non c'è da stabilire cosa sia "normale" e cosa no, lei compresa, ma stabilire quali sono i bisogni essenziali che fanno stare bene ciascuna singola persona. Prenderne contatto e accettarli senza giudizio è un passo fondamentale.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott.ssa Jessica Furlan
Psicologo, Psicologo clinico
Fiumicino aeroporto
Buonasera, il suo definirsi "eterna romantica" è davvero una definizione molto bella e la invito a non perdere questa capacità di sognare e di sperare di avere accanto LA persona che la sceglierebbe ogni giorno anche tra mille difficoltà. Esistono persone con principi sani e genuini come i suoi, quindi, non voglio entrare nel merito di generalizzazioni perchè ridurrebbe le diverse possibilità che l'agire umano ha davanti a sé, per vivere una vita nel rispetto reciproco.
La invito a riflettere dentro di sé quanto lei è disposta ad accettare nella relazione con l'altro principi diversi dai suoi e fino a che punto è disposta a cedere lei per il quieto vivere della relazione? Che obiettivo di coppia si è posto?
L'altro ahimè non si può cambiare, è utopia credere diversamente, però quello che si può fare in prima persona, è porsi degli obiettivi per stare bene e che devono essere realizzabili e fattibili nel breve periodo, così da essere sempre padrona e parte attiva del processo di crescita che è la sua vita. Andrà incontro a cadute e fallimenti oltre a gratificazioni e riscontri positivi questo è il percorso chiamato VITA.
Inoltre, la invito a coltivare e alimentare i suoi sogni da eterna romantica perchè sono quelli che la fanno essere in contatto con le sue emozioni e alimentano la sua vitalità. Vedrà che più si ascolterà e più si circonderà delle persone che la pensano come lei e che fanno dei suoi valori il cardine della propria vita.
Infine, le dò un consiglio, se sente di non essere soddisfatta di alcuni comportamenti del suo ragazzo ne parli apertamente a cuore aperto con lui ed esprima tutto quello che ha dentro, solo così darà la possibilità all'altro di capire e di scegliere da che parte stare: se a favore del bene della relazione cercando un equilibrio che renda soddisfatti entrambi o se non c'è possibilità di essere sulla stessa lunghezza d'onda e quindi prendere strade diverse.
Spero di esserle stata di aiuto
Saluti
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
La sua situazione è senza dubbio complessa, e le emozioni che sta vivendo sono comprensibili. È normale che un conflitto di questo tipo, che coinvolge desideri, paure, visioni della sessualità e dell’intimità, possa provocare una profonda sofferenza. Quello che lei descrive è un vero e proprio trauma emotivo, legato alla percezione di non essere completamente amata o apprezzata, soprattutto dopo aver messo a nudo la sua vulnerabilità e aver espresso le sue preoccupazioni al suo compagno. La sofferenza che lei prova sembra derivare principalmente dalla sensazione di non essere "abbastanza" per lui e dalla frustrazione per non riuscire a comprendere come mai il suo partner continui a comportarsi in un modo che, per lei, mina il suo senso di sicurezza emotiva e il suo benessere nella relazione. Quando si parla di "pensieri sessuali", è fondamentale comprendere che ognuno di noi ha una propria visione della sessualità, che può essere influenzata da molti fattori, come la cultura, l’educazione, le esperienze pregresse, e anche le relazioni interpersonali. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, il pensiero che ha il suo compagno circa la distinzione tra pensieri e comportamenti fisici, potrebbe essere il risultato di come è cresciuto e di come ha imparato a vivere la sessualità. È possibile che per lui pensare a un’altra persona, senza compiere alcun atto fisico, non venga visto come una violazione della monogamia, mentre per lei questo può sembrare un tradimento emotivo, una disconnessione dal valore del "noi" nella relazione. Questo conflitto di valori è uno dei motivi principali per cui la sua sofferenza è così intensa: ciò che lei considera una violazione dei limiti della relazione, lui non lo vede come tale, e questa divergenza di visioni può creare un grande strappo emotivo. Inoltre, quando lei si chiede se possa mai esistere un uomo che viva la monogamia con lo stesso livello di intensità e di purezza che lei spera, è comprensibile sentire una certa delusione. Tuttavia, è importante riconoscere che ogni persona vive la sessualità e l'intimità in modo diverso. La "fedele" idea che lei ha della relazione è perfettamente legittima, ma può anche essere utile esplorare se ci siano altre modalità di vivere la relazione che potrebbero soddisfare entrambi. Se entrambi avete modelli di relazione profondamente diversi, è importante fare chiarezza su ciò che davvero desiderate e cosa siete disposti a negoziare per poter continuare insieme. Da un punto di vista psicologico, la situazione potrebbe richiedere un approfondimento in termini di comunicazione e di gestione delle aspettative. È fondamentale che lei e il suo compagno possiate parlarne apertamente, senza paura di giudizio o di ritorsioni. Un aspetto importante da esplorare potrebbe essere quello della "fiducia": come può la fiducia in una relazione continuare a crescere se i bisogni emotivi di ciascuno non vengono rispettati? Le sue emozioni sono profondamente legate al senso di tradimento, e comprendere come lei e il suo partner possiate lavorare insieme su questi temi, forse con l’aiuto di un professionista, potrebbe essere una buona direzione per affrontare la sofferenza. Infine, riguardo alla questione delle fantasie sessuali e della sessualità "sana", è importante sottolineare che avere pensieri o fantasie sessuali non è in sé indice di un problema. La sessualità umana è complessa e può esprimersi in molte forme, senza necessariamente minare la qualità di una relazione. Il punto cruciale è come questi pensieri vengano vissuti all'interno della relazione e come ciascun partner li percepisca. Se per lei il pensiero di altre persone è doloroso, e se questo la fa sentire insicura nella relazione, è essenziale parlarne apertamente con il suo compagno, cercando di arrivare a un compromesso che tuteli i sentimenti di entrambi. Spero che queste riflessioni possano offrirle uno spunto utile. Non è mai facile navigare attraverso la complessità delle relazioni e delle emozioni, ma le sue preoccupazioni sono assolutamente valide. L’importante è non arrendersi e cercare un modo per affrontarle insieme, con sincerità e rispetto reciproco. Se dovesse sentirsi sopraffatta o avere bisogno di un supporto maggiore, il percorso terapeutico con un professionista potrebbe davvero aiutarla a esplorare e comprendere meglio questi conflitti. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Alina Mustatea
Psicologo, Psicologo clinico
Pomezia
Gentile paziente,
grazie per aver condiviso il tuo vissuto con tanta sincerità. Capisco quanto questa situazione ti stia facendo soffrire e quanto ti senta ferita dalla differenza tra la tua visione dell’amore e quella del tuo ragazzo. Il tuo desiderio di una fedeltà che includa anche il piano emotivo e mentale è assolutamente legittimo e riflette i tuoi valori profondi.
Il dolore che provi nasce dal sentirti tradita, soprattutto perché per te le fantasie del tuo ragazzo su altre ragazze, o il suo passato uso di pornografia, rappresentano una violazione dell’esclusività che cerchi in una relazione. È normale che tu ti senta insicura o che ti chieda se sei “abbastanza”, ma il tuo valore non è in discussione: sei una persona sensibile e coerente con i tuoi principi.
Le fantasie sessuali sono una parte naturale della mente umana e non sempre significano che il tuo ragazzo non ti ami o non ti desideri. Tuttavia, il fatto che ti abbia rivelato dettagli su altre ragazze ha reso tutto più concreto e doloroso. La sua visione – che i pensieri siano “solo pensieri” – è diversa dalla tua, e questo scontro di prospettive può creare conflitto. Non si tratta di chi ha ragione, ma di trovare un equilibrio che rispetti entrambi.
Ti suggerisco di parlargli con calma, spiegandogli come ti senti e chiedendo maggiore sensibilità. Potreste definire insieme cosa è accettabile nella vostra relazione. Inoltre, un percorso con una psicologa potrebbe aiutarti a elaborare il tuo dolore, rafforzare la tua autostima e capire se questa relazione è allineata ai tuoi bisogni a lungo termine.

Un caro saluto
Dott.ssa A.Mustatea
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buonasera,
prima di tutto vorrei ringraziarla per aver condiviso con tanta onestà e profondità le sue emozioni e il suo vissuto: ciò che sta attraversando è molto intenso, e la sua sofferenza è reale e merita attenzione, rispetto e cura.

Nel suo racconto emergono diverse tematiche complesse, che riguardano l’intimità, la fiducia, la monogamia, le aspettative affettive e sessuali all’interno della coppia, ma anche la gestione del dolore emotivo e delle ferite che possono derivare da differenze profonde nel modo di vivere la relazione.

La sessualità è una dimensione personale e relazionale che, per molte persone, coinvolge anche la fantasia. Le fantasie sessuali sono parte della sessualità umana e non sempre riflettono desideri reali o intenzioni di agire. In molti casi rappresentano un’attività mentale autonoma che non implica disamore o insoddisfazione verso il partner. Tuttavia, come ha sottolineato, il modo in cui esse vengono vissute e comunicate all’interno della coppia può avere un forte impatto emotivo, soprattutto se toccano insicurezze profonde, senso di esclusività e bisogno di riconoscimento.

Il dolore che prova nasce, molto probabilmente, da un senso di minaccia all'unicità del legame: ha investito profondamente nella relazione e nella monogamia non solo come scelta comportamentale, ma come valore emotivo e simbolico. Quando sente che il suo compagno non la “sceglie” totalmente, nemmeno con la mente, questo si traduce in una percezione di inadeguatezza, di non essere “abbastanza” — un sentimento dolorosissimo, che può far sentire smarriti.

Ciò che emerge chiaramente dalle sue parole è il desiderio di essere vista, rispettata, desiderata in modo esclusivo: non in quanto “più bella” o “migliore” delle altre, ma in quanto unica per la persona che ama. È un desiderio legittimo, che parla della sua idea di amore romantico, profondo e totalizzante.

Allo stesso tempo, sembra esserci un bisogno altrettanto forte di comprensione: capire se il suo modo di amare e concepire la sessualità sia "troppo", "sbagliato", o al contrario perfettamente coerente con la sua sensibilità e i suoi valori. La risposta è che non è né folle né sbagliata. È semplicemente diversa, personale e autentica. Le sue emozioni, la sua reazione intensa, il senso di trauma vissuto non devono essere sminuiti o patologizzati: indicano quanto per lei l’amore sia una cosa seria, profonda e “sacra”, e quanto le dinamiche che si sono create l’abbiano ferita profondamente.

Detto questo, è importante riconoscere che quando i vissuti di due partner divergono così fortemente su temi così intimi, può diventare difficile trovare un equilibrio sereno senza un supporto esterno. In questi casi, rivolgersi a uno specialista può offrire uno spazio sicuro dove esplorare i propri vissuti, ricevere strumenti per capire e regolare le emozioni, e — se lo si desidera — lavorare sulla relazione in modo più consapevole.

Sarebbe utile e consigliato per approfondire e affrontare con maggiore chiarezza e serenità questa situazione rivolgersi ad uno specialista.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Francesca Casolari
Psicologo, Psicologo clinico
Modena
salve, guardi la sessualità maschile e femminile sono molto diversi fra di loro, e così anche i pensieri masturbatori per far venire l'erezione, e questo non vuol dire tradire l'altra persona, ai maschi capita spesso di pensare ad altre per far venire l'erezione restando in un rapporto con un altra ma non vuol dire che non l'ama, bisogna considerare la frequenza e se questo inficia la sua sfera sessuale o lavorativa. consiglio una psicoterapia. grazie
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Buongiorno,

lei è portatrice di una istanza di coppia, ed è in un percorso di coppia che andrebbero affrontate le problematiche di cui parla. Ne parli anche con il suo ragazzo, potrebbe essere una occasione di crescita per entrambi.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè capisco quanto questa situazione possa impattare sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale innanzitutto che lei faccia chiarezza circa ciò che sente e ciò che prova verso questa persona, ritagliandosi uno spazio d'ascolto per elaborare pensieri e vissuti emotivi legati alla situazione descritta pertanto la invito a richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Ylenia Ferrara
Psicologo, Psicologo clinico
Rivoli
Buongiorno, intanto grazie per aver condiviso una parte così intima della sua vita. La sessualità è un tema davvero molto complesso che racchiude aspetti biologici, psicologici, sociali e relazionali. Non c'è una risposta giusta o sbagliata alla sua domanda sulla possibilità di trovare fedeltà, per come la intende lei, da parte degli uomini. Forse potrebbe però essere utile capire che significato hanno per lei ad esempio le fantasie sessuali e i comportamenti del suo compagno, che cosa smuovono e quali sono le emozioni e i pensieri associati in modo da comprendere meglio cosa ci sia alla base e poter trovare qualcosa che possa far stare meglio lei e la coppia. Resto a disposizione.
Dott.ssa Angela Ritella
Psicologo, Psicologo clinico
Turi
La Sua visione della sessualità è importante tanto quanto quella del Suo partner. All'interno della coppia è fondamentale riuscire ad integrarle, trovando un compromesso che vada bene per entrambi.
Sono a Sua disposizione per aiutarLa ad affrontare ciò che sta vivendo in questo momento e a fare chiarezza rispetto ai temi per Lei particolarmente delicati.
Dott. Alessandro Caraglio
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Pontedera
Grazie per aver condiviso qualcosa di così personale e delicato. Non sei affatto in preda alla follia. Stai vivendo un momento molto intenso in cui amore, dolore, aspettative e valori profondi si stanno scontrando. Ed è assolutamente normale sentirsi smarriti quando la realtà della persona che amiamo sembra non coincidere con il modo in cui immaginavamo l’amore e la relazione.

Tu hai un’idea dell’intimità e della fedeltà molto profonda, totalizzante, quasi “sacra”: per te amare vuol dire scegliere ogni giorno quella persona, in corpo e mente. È una visione molto intensa e, in un certo senso, molto bella. Ma è anche una visione che non tutti condividono o riescono a vivere allo stesso modo, pur amando. E questo non vuol dire che tu stia sbagliando: semplicemente, ci troviamo spesso a fare i conti con differenze che prima non vedevamo, e che diventano visibili solo quando si passa dalla fase iniziale dell’idillio alla realtà concreta del rapporto.

Lui ti ha fatto del male, e tu hai tutte le ragioni per sentirti ferita. Non perché sia “sbagliato” avere fantasie – questo succede anche nelle relazioni più sane e durature – ma perché ti sei sentita esclusa, svalutata, non abbastanza. Quando lui dice “i pensieri sono solo pensieri”, probabilmente cerca di proteggerti dalla sensazione di tradimento che sa di averti dato. Ma per te, quei pensieri hanno un peso enorme, perché toccano il tuo senso del valore, della fiducia, dell’unicità nella coppia. E questo conta, eccome.

La sessualità non è mai solo fisica. È anche linguaggio emotivo. Per alcuni è un canale di vicinanza, di scelta quotidiana, di esclusività. Per altri può essere vissuta con più leggerezza o come qualcosa di parzialmente separato. Queste visioni non sono giuste o sbagliate, ma quando coesistono nella stessa coppia possono generare molta sofferenza se non vengono comprese e rispettate.

Il tuo dolore non è esagerato. Non è debolezza. È la misura dell’importanza che dai al legame, alla fiducia e all’autenticità. Chiederti perché lui non riesca a vedere il mondo come te è legittimo, ma forse la vera domanda è: riuscite a incontrarvi, davvero, nelle vostre differenze? E ancora: puoi sentirti al sicuro in una relazione dove ciò che per te è fondamentale viene ridimensionato o minimizzato?

Ci sono uomini che vivono la fedeltà come la intendi tu. Non sei ingenua, sei coerente con ciò che senti e desideri. Ma essere coerente non basta, se dall’altra parte non c’è una forma di reciprocità profonda. Nessuno può dirti se questa relazione è da salvare o meno: solo tu puoi capire, nel tempo, se il dolore che stai provando è qualcosa che potrai trasformare in un nuovo equilibrio con lui, o se rischia di farti perdere pezzi di te.

Intanto, prova a prenderti cura di quella parte di te che oggi si sente messa da parte, svalutata, ferita. Ha bisogno di essere ascoltata, non zittita. A volte il vero amore per l’altro comincia proprio dal rispetto che impariamo a dare a noi stessi.

Hai mai provato a parlare con qualcuno, anche solo per te, di tutto questo in uno spazio sicuro come una psicoterapia? Un caro saluto
Dott. Luca Vocino
Psicologo clinico, Psicologo
Trezzano Rosa
Buongiorno gentile Utente, comprendo quanto il periodo che sta vivendo sia denso di emozioni forti, di domande dolorose e di un bisogno autentico di chiarezza, non solo rispetto alla relazione con il suo compagno, ma anche in merito a ciò che per lei costituisce il senso profondo dell’intimità, della fedeltà e del rispetto reciproco. Quello che ha raccontato con grande lucidità e profondità emotiva non è affatto sintomo di “follia”, bensì segnale di una sensibilità viva e di una concezione dell’amore radicata in ideali che per lei sono fondamentali.

La divergenza tra la sua visione e quella del suo ragazzo sulla sessualità e sulla monogamia non è un dettaglio trascurabile. Non si tratta soltanto di un diverso “gusto” o approccio: è uno snodo cruciale che tocca la vostra visione dell’essere in relazione. Lei parla di “amore puro”, di esclusività emotiva e mentale, di un legame che sia nutrimento reciproco senza il bisogno di evasione né sul piano reale né su quello immaginativo. Questo non è infantilismo né ingenuità: è un desiderio legittimo, maturo, e (se condiviso) costituisce una base profonda e potente per una relazione stabile e appagante.

D’altra parte, è altrettanto vero che molte persone, anche in relazioni stabili e amorevoli, sperimentano fantasie sessuali che non hanno necessariamente un legame con l’insoddisfazione o con un desiderio di tradimento. Per alcuni, le fantasie rappresentano uno spazio mentale autonomo, non “morale” ma più simile a un linguaggio dell’inconscio, a volte anche contraddittorio rispetto a ciò che si prova o si desidera consapevolmente. Questo non vuol dire che debba per forza accettarlo come “giusto” o “normale” solo perché è comune: la cosa importante è capire quanto queste differenze influiscano sulla sua serenità e sul senso di fiducia e sicurezza che dovrebbe vivere all’interno della coppia.

Il punto centrale, infatti, non è la pornografia o le fantasie in sé, ma come lei si è sentita in relazione a queste cose: ferita, insicura, non scelta. La sofferenza che ha vissuto, il senso di inadeguatezza che traspare dalle sue parole, sono segnali che qualcosa nella relazione, così com’è, non sta rispondendo al suo bisogno d’amore. Quando lei parla del desiderio di “avere la supremazia” agli occhi del suo compagno, in realtà sta esprimendo un bisogno profondissimo e umano: essere vista, essere scelta, essere celebrata come unica e insostituibile. Non è una forma di controllo o di pretesa illusoria: è una richiesta di riconoscimento, di essere amata non solo per convenzione, ma con desiderio, intenzione e lealtà emotiva.

Il fatto che lei sia ancora profondamente innamorata di questo ragazzo rende la situazione più complessa, ma non cancella la necessità di valutare con onestà quanto spazio ci sia, in questa relazione, per la sua autenticità. Una relazione sana non è quella priva di conflitti, ma quella in cui entrambi sentono di poter essere pienamente se stessi, senza dover rinunciare a parti vitali del proprio sentire per “funzionare” come coppia. Se il prezzo da pagare per restare insieme è un compromesso che la fa sentire ogni giorno meno fiduciosa, meno amata e più in lotta con se stessa, allora forse è giusto porsi la domanda se questa relazione, così com’è, le fa davvero bene.

Lei ha tutto il diritto di volere un amore che non abbia “distrazioni” mentali, se questa è la sua idea di fedeltà. E merita di essere con qualcuno che questa visione la condivide, non solo la tollera. A volte l’amore non basta, se manca una sintonia di valori di fondo. Ma anche in questo, non c’è nulla di patologico o sbagliato nel suo sentire: è un’espressione limpida della persona che è, e della qualità di legame che desidera.

Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
Gentilissima,
per risponderle, distinguerei due livelli: il primo che potrei definire "basico", il secondo "valoriale".
Per quanto riguarda il livello basico mi chiedo (e le chiedo) quanto siano reciprocamente gratificanti i vostri rapporti sessuali.
La tendenza a ricorrere a fantasie erotiche autogratificanti potrebbe essere spiegata con la necessità di soddisfare bisogni sessuali non soddisfatti dai rapporti sessuali (che lei definisce “regolari”).
Più che chiedere a "chi" il suo ragazzo pensi quando si masturba, potrebbe essere più interessante chiedergli "cosa" pensa di fare nelle sue fantasie erotiche. Questo potrebbe aprire un dialogo più profondo sui desideri, sulle curiosità erotiche di entrambi, e su cosa eventualmente manca o cosa si potrebbe esplorare insieme.
Per quanto riguarda il piano valoriale, è chiaro che siete su due posizioni differenti: per lei pensare una persona come partner erotico, significa tradimento, per il suo ragazzo no. E' difficile cambiare sistema di valori quando (come nel vostro caso) si è molto sicuri che il proprio punto di vista sia quello giusto.
La sua visione di un amore totalizzante, che non lascia spazio ad "altre distrazioni", è romantica e assolutamente valida.
È importante però riconoscere che esistono diverse interpretazioni e modi di vivere la monogamia. Per alcuni, la fedeltà si concretizza principalmente nell'esclusività fisica e nell'impegno emotivo primario verso il partner, pur potendo sperimentare attrazione o fantasie su altri. Per altri, come lei, l'esclusività si estende anche al desiderio mentale.
Nessuna delle due posizioni è intrinsecamente "giusta" o "sbagliata", ma è fondamentale che i partner trovino un punto d'incontro o, quantomeno, una comprensione e un rispetto reciproci delle diverse sensibilità.
Dott. Giorgio De Giorgi
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Gentile,

Si percepisce con chiarezza quanto tenga questa relazione e quanto dolore stia causando il sentirsi non compresa nei suoi valori.
Il suo messaggio tocca molte questioni importanti e delicate: l’amore, la sessualità, il significato della fedeltà, il rispetto reciproco. Non è folle provare tutto questo turbamento. Quando i nostri valori si scontrano con quelli di chi amiamo, è naturale sentirsi confusi, feriti, persino traditi, anche in assenza di un tradimento "fisico".
Lei vive la monogamia in modo molto profondo, come scelta affettiva ed etica. E' importante ricordare che Il fatto che il suo partner non condivida completamente questa visione può far nascere una distanza emotiva difficile da colmare, soprattutto se le sembra che i suoi sentimenti vengano invalidati o minimizzati ("i pensieri sono solo pensieri").

Tuttavia è bene sapere che la questione delle fantasie sessuali è complessa: infatti in molti approcci psicologici sono viste come una parte naturale della sessualità umana, che non necessariamente riflette una carenza nella relazione. Ma ciò non significa che debbano essere ignorate le emozioni che suscitano nel partner. È proprio lì che si gioca la qualità della comunicazione di coppia: nel prendersi cura dei vissuti dell’altro, anche se non li si comprende fino in fondo.
Forse, più che cercare di capire se le sue fantasie siano giuste o sbagliate, potrebbe essere utile esplorare insieme (magari con l’aiuto di uno psicoterapeuta) se esistano dei modi per sentirvi entrambi rispettati e sicuri nella vostra intimità. Le relazioni sane non sono prive di conflitti, ma si fondano sulla capacità di ascoltarsi davvero, senza giudicare.
Se le va di continuare a riflettere su cosa per lei è negoziabile e cosa no, mi contatti pure.

Dr. Giorgio De Giorgi
Buonasera,
la situazione che descrivi è sicuramente complessa e carica di emozioni forti, ed è del tutto comprensibile che tu possa sentirti così coinvolta e, allo stesso tempo, disorientata. I temi legati alla sessualità, alla fiducia e alle aspettative reciproche in una relazione sono profondi e spesso nascondono dinamiche importanti da esplorare con attenzione.

Se vuoi, possiamo approfondire insieme questi aspetti, analizzando le tue sensazioni, i tuoi bisogni e il modo in cui tutto questo influenza la relazione. Potrebbe aiutarti a fare chiarezza e a comprendere meglio i significati legati a queste esperienze.

Per un confronto più mirato e riservato, possiamo fissare un appuntamento. Resto a disposizione.

Janett Aruta
Psicologa - ricevo su MioDottore e in studio a Palermo
Cara ragazza,
ti ringrazio per aver scritto con tanta sincerità, precisione e profondità. Le tue parole raccontano non solo una sofferenza, ma anche una forza e un desiderio autentico di amare ed essere amata con verità. Non c’è nulla di folle in quello che provi — al contrario, ciò che sento è lucidità emotiva, desiderio di coerenza, sete di reciprocità.
Hai messo a nudo un conflitto molto diffuso ma spesso taciuto: il divario tra un ideale amoroso basato sull’esclusività del sentimento e del desiderio, e una realtà relazionale dove mente, corpo e fantasia non sempre vanno nella stessa direzione. E questo scontro può ferire, profondamente, soprattutto quando ci coinvolge nella nostra prima grande relazione amorosa, quella in cui impariamo — con bellezza e dolore — chi siamo dentro un legame.
Partiamo da qui: non sei sbagliata.
Non è sbagliato voler essere l’unica, l’irrinunciabile. Non è esagerato desiderare che il proprio partner scelga la monogamia anche mentale, anche immaginativa. Se per te l’amore è anche esclusività di pensiero, è legittimo che quella sia la tua misura. La difficoltà nasce quando questa misura non coincide con quella dell’altro.
Il tuo ragazzo, da quanto racconti, non ha saputo cogliere fino in fondo la portata del tuo dolore. Non perché tu non sia stata chiara, ma forse perché parlate due linguaggi dell’intimità molto diversi.
Lui difende l’idea che “i pensieri sono solo pensieri” — un’idea che molti usano per normalizzare la presenza di fantasie sessuali su altri. In ambito psicologico, si tende effettivamente a considerare le fantasie come una parte fisiologica della sessualità, non necessariamente collegate a un bisogno reale o a un’intenzione di tradimento. Possono emergere spontaneamente, alimentarsi di immagini o persone viste casualmente, e non sempre riflettono ciò che davvero desideriamo costruire nella realtà. Ma se una fantasia ferisce la persona amata, se viene coltivata in modo che generi distanza invece che vicinanza, allora diventa qualcosa che riguarda il legame.
Tu non contesti l’esistenza delle fantasie in sé: contesti il fatto che lui non abbia scelto di orientarle verso di te, pur sapendo quanto ci tenevi.
Hai cercato trasparenza e hai avuto in cambio ambiguità. Hai chiesto rispetto e ti sei sentita svalutata. Hai offerto profondità e ti sei vista restituire qualcosa che percepisci come superficiale. Non sei “pazza”: sei solo una ragazza che ama con autenticità e chiede che l’amore non sia lasciato a metà.
Cosa puoi fare adesso?
Ascolta il tuo dolore fino in fondo. Non censurarlo. Il trauma che senti è reale: è lo spostamento improvviso da un mondo idealizzato, dove amore e desiderio coincidono, a un mondo più disilluso e sfumato. Questo passaggio fa male, ma può anche farti crescere.
Chiediti con onestà se la tua visione dell’amore è negoziabile. Sei disposta a stare con qualcuno che ha un modo diverso di vivere la sessualità? Se sì, a quale prezzo? Se no, è importante che tu ti dia il diritto di cercare qualcuno che parli il tuo stesso linguaggio.
Fermati un attimo nel tentativo di “salvare” la relazione. A volte, quando siamo innamorati, ci proiettiamo in una lotta per “aggiustare” ciò che sentiamo non funzionare. Ma l’amore non è sempre riparazione. È anche riconoscimento reciproco. E non si può costruire da soli.

La tua domanda — esistono uomini che non vivono la sessualità in modo così frammentato, che non cedono alle distrazioni? — è legittima.
La mia risposta è sì: esistono persone (non solo uomini) capaci di un amore focalizzato, attento, sintonizzato. Magari non perfette, magari fallibili, ma comunque capaci di scegliere, ogni giorno, con coerenza.
Infine, non lasciare che questa esperienza mini la tua fiducia in te stessa o nel tuo valore. Il tuo amore è stato autentico. E anche se oggi fa male, è una prova che il tuo cuore è vivo e capace di profondità. Questo non è debolezza. È bellezza.

Con empatia e rispetto, Emanuela
Dott. Giovanni D'Anzieri
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buonasera.
Sul comportamento sessuale del suo ragazzo al di fuori della Vs. relazione non se ne può argomentare per due motivi: il primo è che è impossibile determinare personalità sessuale e motivazioni delle pulsioni comportamentali relative senza interagire con essa in un contesto clinico; il secondo è che se lei ha posto questa domanda, la risposta deve essere trovata in se stessa, senza o con l'aiuto di un professionista, che consista nel capire se ella sia in grado di razionalizzare questo aspetto della vostra relazione sentimentale al punto da farle accettare o meno l'espressione completa e attuale della sfera sessuale del suo fidanzato. Quando avrà raggiunto questo livello di comprensione di se stessa potrà decidere se tollerare la situazione attuale, se tentare di cambiare il suo Lui, o se rivolgersi altrove.
Ciao,
quello che stai vivendo è molto doloroso, ma non sei affatto esagerata né “fuori dal mondo”. Stai semplicemente amando con profondità, e chiedendo rispetto emotivo — che è una cosa diversa dal controllo o dalla gelosia.

Il punto non è se sia “normale” avere fantasie sessuali: per molte persone lo è, ma ognuno vive la sessualità in modo diverso. Tu dai valore all’esclusività, non solo fisica ma anche mentale, e hai tutto il diritto di farlo. Quello che fa male non è solo cosa lui ha pensato o fatto, ma come ha reagito al tuo dolore: minimizzando, giustificandosi, senza cercare davvero di capire quanto ti stava ferendo.

Una relazione sana si basa su ascolto e rispetto reciproco, anche se si è diversi. Per andare avanti, non basta che lui dica che “non c’è niente di male”: servirebbe che riconoscesse il tuo vissuto e fosse disposto a fare un passo verso di te.

Se sceglierai di restare, fallo solo se senti che c’è spazio per ricostruire davvero. E se invece non ce la fai più, non è debolezza, ma amore per te stessa.
Hai tutto il diritto di cercare un legame che ti faccia sentire davvero scelta, vista e rispettata.
Dott.ssa Martina Panaro
Psicologo
Casoria
Ciao,
grazie per aver condiviso con tanta profondità e onestà il tuo vissuto. Le emozioni che provi — dolore, confusione, frustrazione e anche un senso di smarrimento — sono tutte assolutamente valide e comprensibili. Stai vivendo un momento molto complesso in cui si intrecciano **amore, idealismo, vulnerabilità e valori profondi**, e hai fatto uno sforzo importante nel cercare di comprendere te stessa e il tuo partner. Ti rispondo come psicologa, ma anche con profondo rispetto per la tua sensibilità.

Prima di tutto: **no, non sei folle.**
Sei semplicemente **una persona con un’idea dell’amore molto idealistica e profonda**, e il fatto che tu ti senta ferita quando i fatti non corrispondono a quell’ideale è del tutto naturale. Non è “troppo” ciò che chiedi — è solo **diverso** dal modo in cui altre persone (in questo caso, il tuo partner) vivono e interpretano la sessualità e l’amore.

Le fantasie sessuali e la masturbazione: una lettura psicologica
Molti studi — e molta esperienza clinica — ci dicono che **la fantasia sessuale non implica mancanza di amore né necessariamente una predisposizione al tradimento**. Per la maggior parte delle persone, la sessualità è anche uno spazio immaginativo dove si possono esprimere aspetti del desiderio non direttamente collegati all'affetto o all'intimità di coppia.

Detto questo però, **il tema centrale non è la masturbazione o la fantasia in sé, ma il significato che TU dai a queste cose** e quanto ti senti emotivamente *sicura e rispettata* in questo contesto.

Per te, l'intimità è qualcosa di **sacro, esclusivo e profondamente connesso all'amore**. È un linguaggio del cuore prima che del corpo. E sei perfettamente legittimata a sentire che **certe pratiche ti feriscono**, anche se per altri sono comuni.

“I pensieri sono solo pensieri”?
Questa frase, sebbene in parte vera sul piano cognitivo (non tutti i pensieri devono essere tradotti in azioni), **può suonare invalidante** per chi — come te — sta soffrendo a causa di quei pensieri. Dire che "non contano" non è il modo giusto per rispondere al tuo dolore. Il problema non è il pensiero in sé, ma **il modo in cui ti fa sentire e come viene comunicato e gestito nella relazione**.

E il tuo bisogno di sentirti "scelta"?
Tu non stai chiedendo perfezione. Stai chiedendo **di essere la persona che il tuo compagno guarda e desidera con pienezza**. Il problema è che, se lui non riesce a riconoscere l’impatto delle sue azioni e pensieri su di te, o se tende a minimizzarli, **questo può erodere la tua autostima e la fiducia nella relazione**.

E qui emerge la questione più profonda:

> *Può un amore dove tu soffri così tanto e ti senti costantemente “a confronto” con altre immagini essere un amore sano per te?*

Un consiglio professionale
Ti invito a riflettere su **cosa desideri per te stessa in una relazione**, al di là di ciò che “dovrebbe” essere normale per gli altri. È importante capire se stai **sacrificando il tuo senso di valore e benessere emotivo** per stare in un legame dove i tuoi bisogni vengono ridotti a "ingenuità".

Ti consiglio caldamente di iniziare un percorso psicologico individuale: non per “aggiustare” ciò che non va in te (perché non c’è nulla di rotto), ma per:

* Lavorare sul **confine tra ciò che puoi accettare e ciò che ti distrugge**,
* Rafforzare la tua **autonomia emotiva e la tua voce interna**,
* E chiarire se stai cercando di far funzionare una relazione che, in fondo, **ti chiede di essere diversa da quella che sei.**

Io offro anche **consulenze online**, in uno spazio sicuro, senza giudizio, dove potremmo lavorare su questi temi con delicatezza e rispetto. Se vuoi, sarò felice di aiutarti a costruire consapevolezza e forza in questo momento così denso e importante per la tua crescita personale.

Un abbraccio professionale,
Dott. ssa Martina – Psicologa
Consulenze online disponibili
Dott.ssa Giulia Casole
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Ti ringrazio per aver condiviso una situazione così intima e dolorosa. Le tue parole sono piene di amore, ma anche di una profonda sofferenza e di una crisi di valori che sta mettendo in discussione non solo il tuo rapporto, ma anche la tua visione dell'amore e della sessualità in generale. La tua richiesta di confronto non è affatto folle, ma estremamente razionale e necessaria.
​Quello che state vivendo è lo scontro tra due visioni molto diverse di monogamia. Tu credi in una monogamia che è non solo fisica, ma anche emotiva e mentale; il tuo amore è esclusivo e totalizzante, e ti aspetti che il tuo partner viva la relazione con lo stesso livello di integrità. Lui, invece, sostiene una visione più permissiva, in cui la fedeltà si limita all'azione fisica, separando nettamente i pensieri e le fantasie dall'impegno relazionale. Il tuo dolore, la sensazione di "mondo crollato addosso" e l'ansia che hai provato non sono affatto esagerati, poiché quei giorni di incertezza hanno creato una vera e propria ferita di fiducia. Quando lui ti ha mentito inizialmente sulle fantasie, ha aggravato quella ferita, facendoti sentire che la vostra onestà non era sicura. La sensazione di "non essere mai abbastanza" che provi deriva non tanto dalle ragazze in sé, quanto dal fatto che interpreti il suo comportamento come una ricerca esterna che sminuisce il valore di ciò che ha con te.
​Riguardo alla questione delle fantasie sessuali, il tuo ragazzo ti ha detto che "i pensieri sono solo pensieri", ed è vero che le fantasie, anche quelle che coinvolgono terze persone, sono spesso considerate parte di una sessualità sana e dinamica. Non sono necessariamente un indice diretto di infedeltà o di mancanza di amore, poiché il cervello erotico ha una sua autonomia e cerca la novità per l'eccitazione. Tuttavia, la sua affermazione è insufficiente, perché il problema non è tanto l'esistenza dei pensieri, ma l'azione che li accompagna, ovvero la masturbazione, e soprattutto l'impatto emotivo che il ricorrere a queste fantasie ha sulla persona amata. Per te, l'atto di usare un'altra persona conosciuta come oggetto di masturbazione è un atto emotivamente infedele, e la tua visione è perfettamente valida all'interno dei tuoi valori relazionali.
​La chiave qui non è stabilire se la fantasia sia oggettivamente tradimento, ma capire che per TE, all'interno del VOSTRO rapporto, lo è. Il tuo ragazzo, affermando "tu vuoi avere la supremazia", non ha capito che tu non vuoi la supremazia universale, ma l'esclusività affettiva e sessuale con la persona che hai scelto, e questo è un desiderio legittimo in un contesto di monogamia.
​Ci sono dei passi che potete fare adesso. Per prima cosa, dovete ridefinire gli accordi, smettendo di discutere sul valore universale della fedeltà e concentrandovi solo sul vostro accordo di coppia. Tu devi esprimere, con calma ma fermezza, quali sono i tuoi confini non negoziabili: se per te l'uso di altre persone conosciute per masturbazione è una rottura di fiducia, questo deve essere il vostro confine. Successivamente, dovrete valutare la capacità di compromesso: lui è disposto ad accettare la tua definizione di fedeltà per non perderti? E tu sei disposta ad accettare che lui possa avere occasionali pensieri intrusivi passivi? Se non c'è compromesso sui confini, l'amore non basta a sostenere la relazione. Infine, sarebbe estremamente utile iniziare entrambi una terapia di coppia o un percorso individuale per capire se i vostri desideri sono compatibili nel lungo termine e come ricostruire la fiducia persa.
​Non sei affatto folle, sei una persona con forti valori di lealtà e romanticismo che si è scontrata con la realtà della sessualità che, per ragioni biologiche e culturali, spesso fatica a conciliare l'amore romantico con la fantasia sessuale. Devi decidere se l'amore per lui è più forte del tuo bisogno di quel tipo di purezza relazionale che lui, forse, non può o non vuole darti.

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