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Esperienze

Psicologo clinico e della salute iscritto all’Albo degli Psicologi della Regione Abruzzo, e psicoterapeuta in formazione a orientamento psicoanalitico.
Nel mio lavoro accolgo chi si trova in un momento di difficoltà, di crisi o di ricerca personale, offrendo uno spazio di ascolto e di parola in cui poter esplorare ciò che si manifesta nel sintomo, nel disagio o nella ripetizione di esperienze che sembrano sfuggire al controllo.

Credo che ogni percorso sia unico, così come lo è il soggetto che lo intraprende. La psicoanalisi offre la possibilità di interrogare ciò che ci abita, senza formule preconfezionate, ma attraverso un lavoro di elaborazione che mira a dare senso a ciò che si presenta nella vita di ciascuno.

Inoltre penso che il cinema, una delle mie passioni, con la sua capacità di mettere in scena il desiderio e l’inconscio attraverso un’ottica puramente individuale possa essere, a volte, uno spunto di riflessione nel lavoro clinico.
Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoanalisi

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica

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Studio Pescara Dott. Amedeo Fonte

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23 recensioni

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  • A

    La mia esperienza con il dott. Fonte è stata estremamente positiva. Durante la consulenza online ho apprezzato la sua professionalità, la capacità di ascolto e l’approccio chiaro e mirato. È riuscito a comprendere rapidamente la mia situazione e a fornirmi strumenti utili per affrontarla. Lo consiglio senza esitazione.

     • Dott. Amedeo Fonte colloquio psicologico online  • 

  • C

    Mi sono rivolta al Dottor Fonte dopo la fine di una relazione che mi aveva lasciata confusa e con un forte senso di vuoto. In seduta ho trovato uno spazio dove poter parlare liberamente, senza sentirmi giudicata. Non ho ricevuto risposte pronte, ma ho iniziato a scoprire che il modo in cui racconto la mia storia rivela molto di me. Questo mi ha aiutata a dare un senso diverso al dolore e a viverlo in modo meno pesante.

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  • E

    Esperienza molto diversa da come immaginavo la terapia. Non si tratta di ricevere consigli, ma di ascoltarsi davvero. Dopo poche sedute ho iniziato a vedere le cose in modo nuovo. Un percorso profondo, che consiglio a chi vuole andare oltre la superficie.

     • Studio Pescara Dott. Amedeo Fonte colloquio psicologico clinico  • 

  • C

    Quando ho iniziato, ero chiusa in me stessa da tempo. Uscire, vedere gente, anche solo parlare, mi sembrava troppo. Avevo smesso di cercare un senso alle cose, mi bastava stare lontana da tutto. In questo spazio ho trovato qualcuno che non forza, non giudica, ma ascolta davvero. Poco alla volta, senza pressioni, sto cominciando a rimettere in moto qualcosa. Non è che tutto sia cambiato, ma sento che non sono più ferma nello stesso punto. E questo per me è davvero tanto.

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  • M

    Mi sono rivolta al Dott. Fonte dopo la fine di una relazione che mi ha lasciata senza punti di riferimento. Credevo fosse solo il dolore per la fine di una storia, invece ho iniziato a vedere e capire quanto quella relazione toccasse parti di me più profonde. Non è stato sempre facile, ma sento che qualcosa sta cambiando soprattutto nel modo in cui ascolto e parlo.

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  • F

    Quando finalmente ho deciso di iniziare con il Dott. Fonte, ero in un momento in cui tutto mi sembrava spento, faticoso, e anche le cose più semplici mi pesavano. Non sapevo bene cosa aspettarmi, ma sentivo il bisogno di uno spazio in cui poter dire come mi sentivo, senza dovermi giustificare. In terapia non ho trovato frasi fatte né soluzioni immediate, ma uno sguardo che piano piano mi ha aiutata a rientrare in contatto con parti di me che avevo smesso di ascoltare. A volte è difficile, ma sento che questo lavoro, parola dopo parola, mi sta aiutando a ritrovare un po’ di senso dove prima vedevo solo vuoto.

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  • A

    Mi sono rivolto al Dott. Fonte perché l’ansia stava iniziando a condizionare troppe cose nella mia vita. Non è stato facile parlare all’inizio, ma con il tempo ho cominciato a sentirmi meno bloccato. In seduta riesco a dire cose che non avevo mai detto, e poco alla volta l’ansia ha iniziato a farsi meno soffocante. Non ho trovato soluzioni immediate, ma qualcosa è cambiato nel modo in cui vivo e sento le cose.

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  • A

    Attraverso questo percorso ho iniziato a parlare con più libertà, senza dover per forza “avere senso”. È difficile da spiegare, ma mi ha aiutato a vedere certe parti di me che prima evitavo o non riuscivo nemmeno a nominare. Mi ha aiutato a sentirmi meno confusa, più presente.

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  • F

    Il percorso con il Dott. Fonte è stato ed è per me uno spazio ormai essenziale, dove posso portare quello che sento senza doverlo spiegare subito. A poco a poco sto iniziando a conoscermi meglio e a vedere le cose della mia vita in modo diverso.

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  • A

    Mi sono sentito ascoltato in modo diverso, senza giudizio. Le sedute mi aiutano a capire aspetti di me che da solo non vedevo. Non sempre è facile, ma sento che qualcosa dentro di me sta cambiando. È uno spazio sicuro in cui posso parlare liberamente.

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 96 domande da parte di pazienti di MioDottore

salve dottori ho 23 anni ed un anno e mezzo fa ho perso mio papà.
premetto che in passato ho già passato un periodo durato 2 anni di ansia e da un anno e mezzo a questa parte è tutto tornato ma 10 volte più forte, elenco i miei sintomi per far capire, tralasciando il fatto che soffro di cervicale cronica e mi impedisce di fare attività e che con l’ansia si tirano la coda a vicenda, mi prendono dolori intercostali,mi sento come se mi distaccassi dal mio corpo, fatica a respirare come se mi si bloccasse la bocca dello stomaco, mi sento stordito, strano, malesse generale, e tutto questo appena metto piede fuori da casa tutto questo si aplifica peggiorando sopratutto il collo che mi accentua quella sensazione di stordimento, io non so più come uscire da questo schifo un ragazzo di 23 anni chiuso dentro casa a non fare nulla non riesco a riprendere la mia vita in mano, ho paura di tutto, ho il terrore dell’infarto dopo aver vissuto l’accaduto di papà.
ho fatto tutte le visite necessarie e ve le elenco:
rmn encefalo, rmn cervicale (inversione lordosi, protrusione c4-c5 senza effetti compressivi), analisi, 2 visite cardiologiche e tutto è ok, prendo mezza pasticca di lobivon per regolare battiti e pressione perché dopo che mi è successo questo i primi mesi avevo sempre i battiti a cannone con la pressione alle stelle ora si è regolato tutto.
la domanda che vi faccio è, ma è possibile che l’ansia ti faccia stare così tanto male? fisicamente senza vita, cioè praticamente è bruttissimo da dire ma le persone con malattie serie a me capita di vederle perché sono nel settore della sanità e vivono meglio di persone con l’ansia io questo mi chiedo, a volte penso sia anche una mancanza di rispetto verso le persone malate che combattono contro qualcosa che effettivamente cè.
non so più cosa fare ho provato farmaci che ho smesso come cymbalta e lyrica.
vorrei trovare la pace e ritrovare la serenità di un tempo e fare la vita di un ragazzo normale e godermi la vita almeno un minimo, provo sempre a cercare un briciolo di speranza ma che con il tempo sta svanendo sempre di più.
vi ringrazio in anticipo

Quello che lei racconta lascia intuire quanto la perdita di suo padre abbia lasciato un segno che il corpo sembra continuare a portare, come se ogni sintomo fosse un modo per far emergere qualcosa che ancora non trova un posto dentro di lei. Anche se gli esami sono rassicuranti, ciò che prova è reale e intenso, e forse proprio questa intensità dice che non si tratta solo di paura ma di un vissuto che coinvolge profondamente la sua esperienza di questi ultimi anni. Quando parla del terrore dell’infarto sembra affiorare anche il timore che qualcosa di improvviso possa ripetersi, e mi domando cosa succede in lei quando prova a immaginare di tornare alla vita fuori da casa, come se quel fuori diventasse un luogo troppo esposto. Lei si rimprovera molto, quasi negando la legittimità del suo dolore, ma quello che sente ha un valore e merita ascolto. Forse potrebbe chiedersi quale significato abbia oggi quella serenità che dice di aver perso e cosa teme di incontrare quando prova a riavvicinarsi alla vita. Se dovesse accorgersi che farlo da solo è troppo faticoso potrebbe valutare l’idea di un percorso psicologico che le permetta di dare spazio a ciò che ora la fa sentire così bloccato, con gradualità e senza pressioni.

Dott. Amedeo Fonte

da qualche tempo sono bloccato in un problema riguardante a pensieri "autoreferenziali"; in pratica quando voglio concentrarmi su qualcosa (X) mi arrivano pensieri tipo: "devo lasciare andare anche questo stesso pensiero" o "sto pensando che devo smettere di pensare". Il problema è che queste frasi parlano di sé stesse e mi sembra un paradosso..mi chiedo "come faccio a lasciare andare proprio il pensiero di lasciare andare?"; questo mi genera confusione, paura di rimanere intrappolato nel loop dei pensieri di mania. So che in teoria dovrei "spostare l'attenzione" ma quando il pensiero è autoreferenziale mi blocco e non so come trattarlo. vorrei capire come affrontare questi pensieri senza entrarci dentro e vivere con serenità.

Quando cerca di scacciare quei pensieri, sembra che essi rispondano parlandole di nuovo di sé, come un gioco di specchi che la intrappola proprio nel tentativo di uscirne. Forse in quel paradosso c’è qualcosa che merita attenzione, più che eliminazione. Può provare a considerare che il problema non sia il pensiero in sé ma il peso che assume per lei, il timore di perderne la gestione. Se invece di lottare provasse ad ascoltare cosa porta con sé quel ritorno insistente, magari scoprirebbe un messaggio più profondo sul suo modo di stare nelle cose. Se lo desidera, potrebbe essere utile farsi accompagnare in questo tipo di esplorazione per non affrontarla da solo e trovare un modo più sereno di convivere con ciò che la mente le propone.

Dott. Amedeo Fonte
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