Dott.ssa Emanuela Borri

Psicologa · Altro

15 recensioni
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Esperienze

Sono psicologa, con esperienza nella comunicazione, nella narrativa e nella scrittura. Mi occupo di diagnosi, valutazione psicologica e counseling nell’ambito dei disturbi della personalità e dell’alimentazione, della gestione di emozioni, stress, ansia e depressione, oltre che di difficoltà relazionali e problematiche di coppia.

Nel mio lavoro presto particolare attenzione al significato dei comportamenti e al loro impatto sul vissuto emotivo, accompagnando la persona in un percorso di consapevolezza e crescita. Attraverso un sostegno personalizzato è possibile rielaborare schemi mentali ed emotivi che limitano il benessere quotidiano.

La conoscenza di più lingue e l’esperienza di vita in diversi Paesi mi consentono di comprendere con sensibilità le dinamiche legate all’identità, all’inclusione e alle relazioni in contesti culturali differenti.

Utilizzo strumenti come l’ascolto interiore, la respirazione emotiva e la narrazione per favorire equilibrio e autenticità. Se senti il bisogno di ritrovare uno spazio per te, ti invito a prenotare un primo colloquio.

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  • Psicologo
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Dott.ssa Emanuela Borri

Via Cadorna 47, Meda 20825

Le parole che restano
Ci sono parole che si dicono nel silenzio di uno studio, tra un respiro che cambia ritmo e una storia che si ricompone piano piano.
Parole che non hanno bisogno di eco, perché bastano a chi le pronuncia e a chi le accoglie.
E poi ci sono parole che possono diventare segni leggeri lasciati sulla strada, come sassolini bianchi per chi ancora non sa da dove cominciare.
Se hai sentito che il nostro percorso, breve o lungo che sia stato, ti ha lasciato qualcosa di buono, puoi scegliere di raccontarlo con una recensione. Non per svelare ciò che è tuo — quello resta protetto, sempre — ma per dire, semplicemente: “io qui mi sono sentito/a al sicuro”, “ho trovato ascolto”, “qualcosa è cambiato”.
Qualche piccola regola per farlo con cura:
Non serve raccontare la tua storia: bastano poche parole sul clima, sull’accoglienza, sulla fiducia.
Evita dettagli clinici o troppo intimi: la tua privacy viene prima di tutto.
Scegli la tua voce: che sia semplice, poetica, ironica… purché sia tua.
Ogni recensione è un gesto di gratitudine che si trasforma in dono per altri.
Grazie se vorrai farlo. E grazie, comunque, per esserti affidato/a. Le storie che si incrociano qui non si dimenticano!

16/06/2025

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    70 €

  • Consulenza LGBTQIA+

    70 €

  • Test di personalità

    Da 80 €

  • Tecniche di rilassamento

    70 €

  • Sostegno psicologico

    70 €

Indirizzi (3)

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Studio di Psicologia, Meda

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15 recensioni

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  • M

    È stato il primo colloquio, però dall’inizio mi sono sentita ascoltata.
    La dottoressa mi ha trasmesso da subito empatia e dolcezza :)

     • Studio di Psicologia, Meda colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Emanuela Borri

    Che bello ricevere parole così sentite, grazie di cuore

    Sono felice che già dal primo colloquio tu ti sia sentita ascoltata e accolta. Per me è fondamentale creare uno spazio sicuro, dove potersi esprimere liberamente e senza giudizio.

    Ti ringrazio per la fiducia e per aver condiviso la tua esperienza. Continueremo questo percorso con la stessa cura ed empatia.


  • A

    E' una vera professionista, ad ogni seduta molti spunti di riflessione. Anita

     • Psicologia Online colloquio psicologico online  • 

    Dott.ssa Emanuela Borri

    Ti ringrazio sinceramente, Anita.
    Sapere che ogni seduta possa offrire non solo benefici sul piano fisico ma anche occasioni di riflessione e maggiore consapevolezza è per me un aspetto fondamentale del lavoro. Il percorso sul corpo è anche un percorso di ascolto e crescita personale, e sono lieta di poterti accompagnare in questo processo.


  • P

    Con la D.ssa Emanuela sto iniziando un percorso per gestire problematiche di coppia. Emanuela mi è sembrata molto attenta nel comprendere le mie esigenze e spero che questi incontri possano aiutare a gestire al meglio i miei disagi e le mie preoccupazioni.

     • Psicologia Online consulenza online  • 

    Dott.ssa Emanuela Borri

    Grazie davvero per la tua recensione! Sono contenta che tu ti sia sentito ascoltato: è un ottimo punto di partenza (e promette bene ). Affronteremo insieme questo percorso con attenzione, rispetto e un pizzico di leggerezza quando serve. A presto!


  • F

    Non è solo una semplice psicologa è qualcosa di molto di più penso che in anni di terapia questa è la prima volta che ho trovato una persona così speciale che va oltre il rapporto paziente dottore la sua umanità oggi è difficile da trovare la sceglierei altre mille volte

     • Psicologia Online consulenza online  • 

    Dott.ssa Emanuela Borri

    Grazie per aver condiviso queste parole. Ogni percorso è una storia che prende forma nell’incontro, nel tempo e nell’ascolto reciproco. Il mio lavoro è prendermi cura delle storie che mi vengono affidate, accompagnandole con rispetto, presenza e responsabilità. Sapere che questo è arrivato rende significativo l'incontro e il cammino che percorriamo insieme.


  • C

    Una persona meravigliosa che sa accoglierti e guidarti

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    Dott.ssa Emanuela Borri

    Grazie per queste parole. Accogliere e accompagnare è parte essenziale del mio lavoro: ogni percorso è una storia che si costruisce insieme, passo dopo passo.


  • R

    Ottimo impatto alla prima call, mi sono sentita subito meglio, sono fiduciosa

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    Dott.ssa Emanuela Borri

    Ti ringrazio per questa fiducia. Qui potrai ascoltarti e osservare ciò che accade dentro di te, e io sarò con te nel farlo, mantenendo un ritmo che sentiamo adatto.


  • R

    Ottimo primo impatto. Empatia istantanea con il paziente.

     • Studio di Psicologia, Meda colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Emanuela Borri

    Mi ha fatto piacere leggere le tue parole e sapere che il mio impegno e il mio percorso nella relazione d'aiuto sono apprezzati. Continuerò a fare del mio meglio per crescere e migliorare ancora. Il tuo feedback è una motivazione preziosa e lo custodisco con gratitudine.


  • F

    Sono andata alla prima seduta e mi sono trovata benissimo! La dottoressa è estremamente competente ed ha un'empatia rara!

     • Studio di Psicologia, Meda colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Emanuela Borri

    La ringrazio di cuore per le sue parole e per la fiducia.
    Sono davvero felice che si sia sentita accolta e compresa fin dal primo incontro.
    Ogni percorso nasce da un primo passo, e quando questo avviene in un clima di fiducia ed empatia, può trasformarsi in una preziosa opportunità di crescita personale.
    Grazie ancora per aver condiviso la sua esperienza con tanta sensibilità.


  • R

    Emanuela mi ha accolta dal lato umano come pochissimi professionisti che ho incontrato. Mi sono sentita profondamente vista e accompagnata nel mio percorso di consapevolezza. Ho sentito tutta la sua eccellente professionalità in ogni fase dei colloqui, nelle sue domande, nelle rielaborazioni, nelle considerazioni che abbiamo condiviso. Mi ha fatto sentire ascoltata e degna, nella mia condizione di fragilità che le ho presentato.

     • Psicologia Online colloquio psicologico online  • 

    Dott.ssa Emanuela Borri

    Le tue parole restituiscono il senso più autentico del mio lavoro: non solo incontrare una persona, ma incontrare la sua storia. Ogni volta che qualcuno entra nel mio studio porta con sé fragilità, domande, desideri e ricordi: custodirli con rispetto è per me un atto di fiducia reciproca. Sapere che ti sei sentita vista, ascoltata e accompagnata significa che il nostro dialogo ha trovato uno spazio vero, capace di accogliere ciò che eri pronta a condividere. Credo che ogni percorso di consapevolezza sia come un racconto che si scrive insieme: con le pause, le domande, le rielaborazioni, le intuizioni. Sono grata di aver potuto essere accanto a te in questo cammino, con la convinzione che ogni storia, quando è accolta con cura, diventa occasione di rinascita e trasformazione.


  • G

    Prima seduta, mi sono trovato subito a mio agio, psicologa attenta, gentile ed educata, consigliata!

     • Studio di Psicologia, Meda colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Emanuela Borri

    Sapere che ti sei sentito a tuo agio già dal primo incontro è davvero importante per me. So bene quanto possa essere difficile varcare la soglia di uno studio psicologico per la prima volta: spesso ci accompagna un senso di imbarazzo, timore o vergogna.
    Eppure, quello è proprio il primo passo verso un ascolto autentico di sé. In studio non si viene giudicati, ma accolti con rispetto, delicatezza e attenzione. Ogni storia ha il suo tempo e il suo modo di essere raccontata, e il mio compito è offrirti uno spazio sicuro in cui poterlo fare.
    Non c’è nulla di sbagliato nel chiedere aiuto. Anzi, è un gesto di grande coraggio e cura verso di sé.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 24 domande da parte di pazienti di MioDottore

Con mio marito abbiamo deciso di separarci e lo abbiamo comunicato a mio figlio di 17 anni a giugno scorso ma mio marito ancora sta in casa e non ha un grande dialogo con lui. Mio marito "sarebbe" piu rigido di me che sono piu permissiva e vorrei dare piu responsabilità a mio figlio, ma per non apparire "cattivo" mio marito si adegua a quello che faccio io. Fattosta che mio figlio se ne approfitta, esce il sabato con gli amici, la domenica anche... e quasi tutti i lunedì non va a scuola, studia il minimo. Ci sono anche settimane in cui non va a scuola piu giorni. Sta attaccato al telefono o al pc. Non posso buttarlo giu dal letto e non riesco nemmeno a vietargli di uscire il fine settimana, ma vorrei trovare un modo x "punirlo". Togliendo il telefono o il pc ottengo l'effetto opposto xke si chiude ancora di piu a mo di ricatto. Ho provato a togliergli il portafoglio o dirgli di non uscire ma esce ugualmente. A volte ho anche avuto l'impressione che abbia una sorte di "depressione" quando si chiude in camera per giorni (mancando anche 2 o 3 gg a scuola) ed esce solo per mangiare. Ho pensato che potesse dipendere anche dalla situazione con mio marito ma nn credo incida molto, diciamo che è abituato. Forse ho sbagliato a dargli troppa libertà anche se alla fine nn chiede molto. Durante la settimana va tt i giorni a sport (tranne qnd si chiude in camera) ed esce solo il sabato sera ed a volte la domenica pomeriggio. Non so cosa fare x fargli rispettare le regole xke ho paura che ora avendo 17 anni nn ha piu freno. Ad esempio qst sabato e domenica è uscito ed oggi lunedì non è andato a scuola, non si alza dal letto. Cosa posso fare x riprendere un po di potere su di lui ? Ho provato con il togliere il cellulare ed è stato peggio, ci parlo tanto, gli ho anche detto che ora è grande per capire cosa è giusto e cosa no e che se nn vuole andare piu a scuola o farsi bocciare per le assenze (xke è molto intelligente e con poco ottiene piu che sufficiente) ed andare a lavorare, è una sua scelta. Xo da mamma ne soffro e mi sento impotente. Ho pensato che una cosa che posso fare è non accontentarlo qnd mi chiede di fargli un favore o comprargli qualcosa ed essere piu dura (anche se nn sono cosi). Devo diventare piu severa ? Devo cambiare io ? Ho sbagliato ad essere troppo accondiscendente ? Cosa posso fare per farmi sentire e far rispettare quello che dico ? E farlo maturare e fargli capire che ci sono delle regole che vanno rispettate ? Come andare a scuola e nn fare solo quello che gli piace? Per l'assenza di oggi a scuola devo punirlo ? Come ? Sono davvero dispiaciuta e disperata xke so queli sono le sue capacità e anche lui le sa, ma non le sfrutta e se ne approfitta di me... mio marito puo borbottare ma nn fa nulla. Grazie

Intanto voglio dirti che capisco davvero quanto possa essere difficile sentirsi così: vedere un figlio perdere motivazione, chiudersi, saltare la scuola, mentre la famiglia è in un momento delicato, può far sentire impotenti e soli. Non c’è nulla di sbagliato in quello che provi.

Quello che racconti non parla di “mancanza di potere”, ma di una situazione molto frequente negli adolescenti di questa età, soprattutto quando vivono un periodo di transizione importante, come una separazione annunciata ma non ancora realizzata nelle forme pratiche. Per un ragazzo di 17 anni, il fatto che la situazione resti sospesa può creare confusione e un sentimento di stallo che spesso si manifesta proprio così: ritiro, oscillazioni nell’umore, difficoltà ad alzarsi dal letto, calo di motivazione scolastica.

Non è semplice “punire” un ragazzo di quest’età perché il rischio, come hai già visto, è alimentare distanza e chiusura. L’obiettivo non è riprendere potere, ma ricostruire un patto educativo chiaro, possibile e condiviso, soprattutto considerando che in questo momento i confini familiari sono un po’ indeboliti.

Ti lascio alcuni punti da cui partire:

Ridurre lo scontro frontale. Le punizioni drastiche (togliere telefono, impedire di uscire) su un ragazzo di 17 anni spesso falliscono perché generano opposizione e non responsabilità.

Lavorare sui confini, non sulle punizioni. Ad esempio: “Capisco che tu faccia fatica ad alzarti, ma la frequenza scolastica non è negoziabile. Se non vai, allora recupererai in questo modo…”. È importante che le conseguenze siano chiare, proporzionate e realistiche.

Mantenere un dialogo costante senza fare sermoni. Non deve essere un discorso lungo, ma una comunicazione breve e coerente: “Mi interessa capire come stai, non controllarti.”

Osservare eventuali segnali di umore depresso. Le chiusure di giorni, la perdita di interesse, il ritiro, la difficoltà ad alzarsi possono essere segnali di qualcosa che merita attenzione. Non significa patologizzare, ma restare vigili e offrire un invito alla cura.

Coerenza tra genitori. Anche se vi state separando, è importante che tu e tuo marito vi diate un orientamento condiviso, anche minimo. Un ragazzo percepisce subito le incoerenze e ci si infila dentro, non per cattiveria ma per bisogno di testare quali confini sono davvero solidi.

Non colpevolizzarti per essere stata permissiva. Essere accoglienti non è un errore. Ora puoi ridefinire alcune regole senza stravolgere il tuo modo di essere. Non si tratta di diventare “cattiva”, ma di essere più chiara e costante.

Valutare un supporto esterno. A volte, un ragazzo di 17 anni si apre molto più facilmente con una figura neutra. Non per forza uno psicoterapeuta subito: anche uno sportello scolastico, un educatore, uno spazio di ascolto.

Capisco la tua preoccupazione per la scuola. Più che punirlo per oggi, potresti dirgli qualcosa come:
“Vedo che stai facendo fatica. Sono qui per capirlo con te. Ma allo stesso tempo, andare a scuola resta una tua responsabilità. Possiamo parlarne insieme e trovare un modo per uscire da questo giro che non ti fa bene.”

È un equilibrio sottile: fermezza senza rigidità, vicinanza senza invasione, limiti chiari ma non punitivi.

E soprattutto: non sei sola e non è troppo tardi. Questo è un momento di riorganizzazione, non una sconfitta.

Dott.ssa Emanuela Borri

Nel 2021 mi sono trasferita, per cause legate al covid, dalla Lombardia alla Campania (mia regione di nascita). Dopo un mese ho conosciuto lui e dopo 2 mesi è iniziata la nostra relazione. Per ragioni pratiche dopo 6 mesi siamo andati a convivere. Le diversità di mentalità e visione di vita sono apparse subito evidenti, infatti dopo un anno abbiamo interrotto la relazione. La separazione è stata dolorosa e con momenti molto concitati dovuti al fatto che lui voleva tornare con me e io no. Dopo qualche mese lui si è allontanato fisicamente per non avere più la tentazione di cercarmi. Per me è iniziato un bruttissimo periodo, non dovuto solo a questo. Non ero più convinta di voler stare al sud, lontana dalla mia famiglia, ma stavo male e on volevo tornare al nord in quelle condizioni. Lui è tornato quando nel mio momento peggiore, mi è stato vicino dimostrandomi cambiamenti importanti nel modo di affrontare la relazione e abbiamo ricominciato. Oggi stiamo ancora insieme, conviviamo, abbiamo attraversato momenti difficili, ma siamo a un punto di svolta. Io voglio assolutamente tornare al nord, voglio stare con la mia famiglia e i miei amici, anche perchè qui non ho vita sociale e non mi piace la vita che conduco. Inoltre, credo di addossare a lui la responsabilità di colmare il vuoto di rapporti nella mia vita, dovuto al fatto che qui non conosco nessuno. Lui non ha piacere a trasferirsi, vuole restare nella sua città, ma probabilmente tenterebbe per me. Il fatto è che le nostre divergenze di vedute e stile di vita stanno influenzando molto i nostri umori, e ci stiamo chiedendo se questo problema farà finire il nostro rapporto, in quanto la convivenza è fatta di quotidianità, e nella quotidianità pratica abbiamo i nostri più grandi problemi. Io sono molto premurosa, lo accudisco in tutto, lui invece è il contrario, e questo spesso mi fa sentire non vista e non amata.
Sono molto confusa e impaurita, tempo che il trasferimento mi porterà a dover chiudere la relazione.
Spero di trovare spunti e conforto dalle vostre risposte.
Grazie

Grazie per aver condiviso una parte così delicata della tua storia. Si sente quanto tu sia combattuta, e quanta paura ci sia dietro questa scelta.
Hai attraversato tanti cambiamenti in poco tempo: un trasferimento importante, una convivenza rapida, una separazione dolorosa, un ritorno insieme in un momento fragile. È comprensibile che oggi tu ti senta confusa.
Da quello che racconti, però, emergono due livelli diversi che forse si stanno intrecciando:
La relazione con lui - Ci sono divergenze di mentalità, di stile di vita, di modo di vivere la quotidianità. Ti senti spesso tu quella che accudisce, mentre dall’altra parte non ti senti vista e amata come avresti bisogno. Questo non è un dettaglio: nella convivenza, la qualità della quotidianità è centrale.
La tua vita personale e il senso di appartenenza - Dici chiaramente che al sud non ti senti a casa, che non hai una rete sociale e che desideri tornare vicino alla tua famiglia e ai tuoi amici. È un bisogno profondo, non un capriccio. E riconosci anche un punto molto lucido: forse stai chiedendo a lui di riempire un vuoto che in realtà riguarda la tua vita sociale e il tuo senso di radicamento.
La domanda forse non è solo:
“Se mi trasferisco, perderò la relazione?”
Ma anche:
“Se resto qui, cosa perdo di me?”
È importante distinguere l’amore dalla rinuncia a parti fondamentali della propria identità. Una relazione sana non dovrebbe chiederti di sacrificare il tuo senso di appartenenza, così come non dovrebbe chiedere a lui di annullare il suo.
Potrebbe essere utile chiederti con sincerità:
Se lui restasse al sud e tu potessi comunque costruire una tua rete, cambierebbe qualcosa?
Se vi trasferiste al nord ma le dinamiche di accudimento/non sentirti vista restassero uguali, saresti davvero serena?
Stai lottando per la relazione o per la paura di perderla?
A volte la paura più grande non è perdere l’altro, ma affrontare un cambiamento che ci costringe a scegliere per noi.
Qualunque decisione prenderai, non sarà “contro” qualcuno, ma “a favore” della tua autenticità. E questo è un passaggio di crescita, anche se fa paura.
Se senti che la confusione è tanta, un percorso di supporto (anche di coppia) potrebbe aiutarvi a capire se siete davanti a un problema logistico o a una incompatibilità più profonda.
Ti mando un pensiero di incoraggiamento: il fatto che tu stia riflettendo così a fondo dice che stai cercando una vita che ti somigli davvero.

Dott.ssa Emanuela Borri
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