Buonasera, soffro di acufene da circa 4 anni. Non si tratta di un sibilo che avverto solo in silenzi

25 risposte
Buonasera, soffro di acufene da circa 4 anni. Non si tratta di un sibilo che avverto solo in silenzio ma di un rumore talmente forte che non si copre neanche indossando le cuffiette ed ascoltando musica. Ho visto diversi specialisti escludendo problemi vascolari, mandibolari ed all’orecchio. Nulla è servito per cui volevo sapere quanto sia realmente utile la trt e quale psicologo su Roma abbia una forte esperienza in materia. Grazie. Cordiali saluti
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buonasera,
comprendo quanto possa essere invalidante convivere con un acufene così intenso e persistente, soprattutto quando interferisce con le attività quotidiane e non viene coperto nemmeno da stimoli esterni.

Quando le cause organiche principali (otorinolaringoiatriche, vascolari, gnatologiche) sono state escluse, l’acufene viene spesso inquadrato come una condizione in cui il sistema nervoso centrale e i meccanismi attentivi ed emotivi giocano un ruolo importante. In questi casi, più che “eliminare” il suono, l’obiettivo del trattamento è ridurne l’impatto sulla qualità della vita.

La TRT (Tinnitus Retraining Therapy) può essere utile per alcune persone: si basa su un percorso combinato di counseling e stimolazione sonora, con l’obiettivo di favorire l’abituazione al suono. Tuttavia, l’efficacia varia da persona a persona e richiede tempi medio-lunghi, costanza e una buona integrazione con il lavoro psicologico.

Dal punto di vista psicologico, approcci come la terapia cognitivo-comportamentale hanno dimostrato una buona efficacia nella gestione dell’acufene, in particolare nel:

ridurre l’attenzione costante al suono
abbassare il livello di attivazione emotiva (ansia, frustrazione, irritabilità)
migliorare il sonno e la qualità della vita

Tecniche come la mindfulness possono inoltre aiutare a modificare il rapporto con il sintomo, rendendolo meno invasivo.

Per quanto riguarda la scelta dello specialista a Roma, è importante orientarsi verso uno psicologo o psicoterapeuta che abbia esperienza specifica nella gestione dell’acufene o, più in generale, nei disturbi somatici cronici e nell’ansia correlata alla salute. Spesso i percorsi più efficaci sono multidisciplinari (psicologo + audiologo/otorino).

Nel suo caso, considerando l’intensità del disturbo e la durata nel tempo, sarebbe particolarmente indicato intraprendere un percorso strutturato con uno specialista esperto, per valutare insieme l’approccio più adatto (TRT, supporto psicologico o integrazione di entrambi).

Resto a disposizione e le consiglio di approfondire la situazione con uno specialista.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa

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Dott.ssa Valentina Mestici
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Cara utente la TRT è una terapia con ottima valenza scientifica per aiutare pazienti che soffrono di acufeni. Sarebbe utile sapere lei dove vive per consigliarle in caso uno specialista vicino a lei.
Dott.ssa Teresa Luzzi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buonasera, mi dispiace molto per la sofferenza che descrive, certamente convivere da anni con un acufene così importante deve essere molto faticoso, impattando notevolmente sull'intera qualità della vita, coinvolgendo tra le altre cose sonno, concentrazione e tono dell'umore. In molti casi può essere molto efficace la TRT (Tinnutus Retraining Therapy). Si tratta di una terapia di abilitazione dell'acufene attraverso un approccio integrato quindi sia audiologico che psicologico che servirà proprio ad aiutarla nella gestione dell'acufene cronico. Le consiglio di informarsi, se già non ne è a conoscenza, in modo tale che possa orientare la ricerca su un professionista che abbia questa formazione. Certamente può essere anche molto utile un intervento di rilassamento e gestione dello stress. Le auguro di poter trovare un percorso adeguato e mirato per la sua situazione specifica.
Dott.ssa MARIELLA BELLOTTO
Psicoterapeuta, Neuropsicologo, Psicologo
Vicenza
nel suo caso la TRT può essere utile, ma raramente è sufficiente da sola, soprattutto quando l’acufene è così intenso.

La letteratura e la pratica clinica mostrano che i risultati migliori si ottengono con un approccio integrato (TRT + intervento psicologico mirato), perché l’acufene cronico coinvolge anche i sistemi attentivi ed emotivi

Sono psicologa ad orientamento cognitivo-neuropsicologico e mi occupo proprio di:
• gestione dell’attenzione sul suono
• riduzione dell’iperattivazione
• desensibilizzazione percettiva

Ricevo a Vicenza ma lavoro anche online, modalità spesso efficace per questo tipo di disturbo.

Se vuole, possiamo valutare insieme il suo caso e capire se un percorso integrato può aiutarla concretamente.

Un cordiale saluto.
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,

La TRT (Tinnitus Retraining Therapy) è un metodo riabilitativo che aiuta a gestire l'acufene, riducendone il fastidio anziché eliminarlo fisicamente. Combina counseling psicologico e terapia del suono (rumore bianco) per "rieducare" il cervello a ignorare il ronzio. Il percorso dura solitamente 6-9 mesi, offrendo risultati spesso permanenti.
Cerchi uno specialista della sua zona applicando i dovuti filtri del portale mio dottore.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott. Luca Rochdi
Psicologo, Psicologo clinico
Campobasso
Gentile utente, oltre alle visite mediche che già sta facendo, sarebbe utile come sottolinea anche lei di intraprendere un percorso di supporto psicologico.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Dott.ssa Maria Pandolfo
Psicologo, Psicologo clinico
Pisa
Gentile utente,

vivere con un acufene di questa intensità, che non trova sollievo nemmeno con mascheratori esterni, è un’esperienza estremamente provante che porta il sistema nervoso a un livello di stress cronico. Il fatto che abbiate già escluso cause organiche (vascolari, odontoiatriche o otologiche) ci sposta nel campo della neuromodulazione e della risposta emotiva al sintomo.

La TRT (Tinnitus Retraining Therapy) è considerata uno dei protocolli più efficaci proprio perché non mira a 'curare' l'orecchio, ma a 'rieducare' il cervello a filtrare il suono, de-classificandolo da segnale di pericolo a rumore neutro (come il ronzio di un frigorifero che il cervello smette di sentire). La componente psicologica in questo percorso è fondamentale: finché il cervello percepisce quel suono come una minaccia, continuerà ad alzare il volume dell'attenzione, creando un circolo vizioso di ansia e iperacusia.

Oltre alla TRT, approcci come la Mindfulness o tecniche di Rilassamento Profondo sono validi alleati per abbassare il livello di allerta generale dell'organismo, rendendo il sintomo più tollerabile.

Per quanto riguarda i nominativi su Roma, come professionisti sulla piattaforma non sonoin grado di fornire contatti diretti o fare pubblicità a singoli colleghi. Le suggerisco però di cercare psicoterapeuti specializzati in Psicosomatica o centri d'eccellenza per la cura dell'acufene (spesso integrati in reparti di Otorinolaringoiatria) che includano nel team psicologi esperti in protocolli cognitivo-comportamentali specifici per il tinnito.

Non perda la speranza: anche se il suono non sparisce del tutto, la qualità della vita può migliorare drasticamente quando il cervello impara a 'mettere lo sfondo' a quel rumore.

Un cordiale saluto,

Dott.ssa Maria Pandolfo
Dott. Stefano Ventura
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Caro Amico, cara Amica,
l'acufene può davvero devastare la nostra vita: ansia, depressione e disperazione!
Mi occupo di counseling dell'acufene da decenni, e ho verificato quanto la TRT possa migliorare la qualità della vita in chi soffre di tinnito. Non si tratta di guarire l'acufene, ma di curarlo, ossia di riprendersi la propria vita, e lasciare che questo suono torni ad essere solo un suono sullo sfondo, come tanti altri.

con i migliori auguri,
dr. Ventura
Dott.ssa Federica Ripamonti
Psicologo, Psicoterapeuta
Paderno Dugnano
Gent.mo Paziente,
capisco bene la situazione che descrive: quando l’acufene è così intenso da non essere coperto neanche dalla musica, l’impatto sulla qualità della vita può diventare davvero importante.
La TRT (Tinnitus Retraining Therapy) può essere utile ma, a mio avviso, non elimina l’acufene; serve soprattutto a ridurre quanto dà fastidio attraverso un processo di abituazione del cervello e funziona in circa il 70–80% dei casi con miglioramenti variabili. Richiede però mesi di costanza e nei casi più intensi come il suo spesso non abbassa davvero il volume percepito ma certamente aiuta a gestirlo meglio.
Nei quadri più severi, la parte decisiva è quasi sempre quella neurologica ed emotiva: quindi la sola TRT raramente basta, mentre la combinazione con terapia cognitivo comportamentale è spesso più efficace
A Roma può cercare centri dedicati oppure strutture universitarie; lo psicologo è importante che abbia esperienza specifica in acufene e CBT perché non tutti ne hanno davvero.
In sintesi, la TRT ha senso, ma il vero cambiamento di solito arriva lavorando anche sulla componente psicologica.
In bocca al lupo per il suo percorso!
dott.ssa Federica Ripamonti
Dott. Ciro Napoletano
Psicologo, Psicologo clinico
Nocera Inferiore
Buonasera,
quello che descrive non è solo un sintomo fisico, ma un’esperienza molto invasiva che nel tempo può influenzare il sonno, l’attenzione, l’umore e anche il modo in cui ci si relaziona agli altri. Dopo quattro anni così intensi, è comprensibile cercare qualcosa che possa davvero fare la differenza.

La TRT (Tinnitus Retraining Therapy) può essere utile, ma non tanto perché “elimina” il suono, quanto perché lavora sull’abituazione: aiuta il sistema nervoso a smettere di reagire in modo allarmato al rumore. La sua efficacia però aumenta molto quando è inserita in un lavoro psicologico più ampio, che tenga conto di come l’acufene si è intrecciato con la sua vita quotidiana, le sue preoccupazioni e le strategie che ha dovuto sviluppare per conviverci.

In un’ottica sistemico-relazionale, oltre alla gestione del sintomo, si esplora anche il contesto: come l’acufene ha cambiato i suoi ritmi, le relazioni, il senso di controllo, e quali risorse personali e relazionali possono essere riattivate. Spesso non si tratta solo di “far tacere il rumore”, ma di ridurne il potere nella sua esperienza.
Dott.ssa Laura Gambino
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
L’acufene non è solo un problema dell’orecchio: è anche il segno che il corpo e la mente sono sempre “in tensione”.
È come se il suo sistema nervoso fosse sempre acceso, in allerta, senza riuscire a rilassarsi davvero.

Quel rumore continuo può essere visto come un segnale che qualcosa dentro di lei non riesce a spegnersi.
Non vuol dire che è “tutto nella testa”, ma che il corpo sta esprimendo uno stato interno.

Spesso succede in persone molto attente, che controllano tanto e fanno fatica a “lasciar andare”.
L’acufene allora diventa una cosa strana: non si può controllare, ma prende tutta l’attenzione.

In un certo senso, quel rumore tiene la mente occupata e sempre vigile.

Il lavoro terapeutico non è “eliminare il suono”, ma aiutare il suo sistema a calmarsi.
Quando questo succede, il rumore può diventare meno forte o meno fastidioso.
Dott.ssa Chiara Cagnoli
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Milano
l'acufene senza causa organica potrebbe essere associato a stress o sovraccarico, se lei riscontra sintomi legati all'ansia o allo stress ( o al lavoro) o da eventi/periodi associati all'acufene potrebbe essere utile magari iniziando un percorso di psicoterapia se ci potrebbero essere delle cause emotive o psicologiche, ci sono diversi disturbi di conversione che in assenza di causa organica nascono da una difficoltà di gestione delle emozioni in determinati periodi, un tentativo nell'approccio psicologico potrebbe valerne la pena, magari cerchi un terapeuta esperto in psicosomatica.
Dott.ssa Ilaria Redivo
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buon pomeriggio carissima/o,
la ringrazio per aver condiviso con tanta chiarezza la sua esperienza. Dalle sue parole emerge quanto questo acufene sia presente e invasivo nella sua quotidianità, al punto da non trovare sollievo neanche con la musica: immagino quanto possa essere faticoso convivere con un rumore così persistente da anni.
Ha già fatto un percorso molto accurato, escludendo diverse cause organiche: questo è un passaggio importante, anche se spesso lascia la sensazione di “non avere più soluzioni”. In realtà, proprio in questi casi la letteratura scientifica ci indica alcune strade che possono essere utili.
Un buon approccio di sostegno non elimina il suono in sé, ma lavora per ridurne l’impatto nella vita quotidiana e la reazione emotiva ad esso associata. Alcuni studi mostrano che può portare benefici significativi in una buona percentuale di persone, soprattutto quando integrata con un supporto psicologico mirato.
In particolare, l’intervento cognitivo-comportamentale aiuta a intervenire su quei meccanismi – come l’attenzione costante al suono, la preoccupazione e la tensione – che spesso, comprensibilmente, finiscono per amplificare la percezione dell’acufene stesso.
Nel mio lavoro mi occupo proprio di questo: aiutare la persona a modificare il rapporto con il sintomo, affinché da qualcosa di “totalmente invadente” possa diventare progressivamente più tollerabile e meno centrale nella giornata. Non è un percorso “magico” né immediato, ma è un lavoro concreto, strutturato e orientato a restituire spazio e qualità di vita.
Se lo desidera, possiamo fissare un colloquio, sarà uno spazio per comprendere meglio la sua situazione specifica e valutare insieme se e come impostare un percorso adatto a lei. Può trovare ill mio profilo su Mio Dottore sono la Dott.ssa Ilaria Redivo
Buongiorno. L'acufene non si elimina ascoltando sopra altra musica perché è un segnale generato internamente dal sistema nervoso, dalle cellule danneggiate della coclea, proviene sempre dall'interno. La trt è utile in alcuni tipi di acufene: lo specialista adeguato per questa valutazione è l'otorino, io erogo prestazioni come psicologo online. La convivenza con una presenza simile incide sulla qualità della vita, se ha già escluso le cause meccanicistiche organiche, potrebbe vagliare quelle psicosomatiche. Un caro saluto
Dott.ssa Antea Viganò
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pessano con Bornago
Gentilissima le consiglio di provare! saluti
AV
Dott.ssa Alessia Supino
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Formia
Salve gentile utente, sicuramente è un trattamento efficace, le consiglio di contattarmi anche tramite un messaggio per poter meglio chiarire alcuni punti.
Un caro saluto
Dott.ssa Jenny Pauselli
Psicologo, Psicologo clinico
Perugia
Buonasera, mi rendo disponibile per un percorso psicologico ad hoc per la situazione presentata. Qualora ci fosse interesse, non esiti a contattarmi. Un saluto
Buongiorno,
la TRT può essere utile per ridurre il fastidio dell’acufene, anche se non elimina il suono. Funziona meglio se associata a supporto psicologico (es. cognitivo-comportamentale).

Nel suo caso, vista l’intensità, è indicato un approccio integrato.

Cordiali saluti.
Dott.ssa Janett Aruta
Psicologa
Dott.ssa Rosa Russiello
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Arzano
Buonasera
comprendo il dubbio, è una domanda molto importante.
Nel caso dell’acufene, il lavoro non riguarda tanto “il suono in sé”, ma il modo in cui viene percepito e vissuto nel quotidiano.
Proprio per questo, un percorso psicoterapeutico anche online può essere efficace, perché permette di lavorare direttamente nella realtà in cui il disturbo si manifesta.
L’aspetto fondamentale è che il percorso sia integrato: da una parte la valutazione medica/audiologica, dall’altra un lavoro psicologico mirato che aiuti a ridurre l’impatto del suono e a favorire una progressiva abituazione.
L’obiettivo non è eliminare forzatamente l’acufene, ma fare in modo che perda centralità, diventando sempre meno invasivo nella sua esperienza.
Se strutturato in questo modo, anche un percorso online può offrire risultati concreti e duraturi.

Resto a disposizione
Dott. Manuel Di Lorenzo
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, quando si presentano manifestazioni corporee, è necessario anzitutto escludere, tramite gli opportuni accertamenti medici, la presenza di eventuali condizioni organiche. Chiarito ed escluso tale aspetto, ciò che il corpo esprime può essere accolto ascoltato e interrogato all’interno di un percorso, affinché possa prendere forma una domanda soggettiva su ciò che si inscrive nella sua esperienza.
Resto disponibile, qualora lo desideri, per un incontro in cui la sua domanda possa trovare uno spazio adeguato per essere approfondita, al di là delle risposte generali possibili in questa sede.
Cordialmente.
MDL
Dott. GILBERTO FULVI
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno, sono uno psicologo di Milano nato a Roma. Rispondo alla sua domanda perché continua ad apparirmi tra le prime e mi spiace pensare che nessuno Le abbia risposto finora. Io la inviterei ad iniziare un percorso di TRT per allenare la sua convivenza con il ronzio e riuscire a portarlo più sullo sfondo, rendendolo meno invalidante. La mia risposta è comunque parziale perché non so se il suo acufene è somatico o meno. Da come ne parla non sembrerebbe collegato solo a una tensione muscolare. Nel caso in cui lo fosse, anche una fisioterapia gnatologica o cervicale potrebbe portare benefici. A Roma provi a contattare il Tinnitus Center o il Centro Acufeni Arsbiomedica.
Dott. Carmine Saviano
Psicologo, Psicologo clinico
Frattamaggiore
Buonasera, se non ha approfondito, mi sento di consigliare un terapeuta esperto di mindfulness (MBSR o MBCT). Che si è dimostrata molto efficace nella riduzione dello stress associato a condizioni croniche
Buonasera, capisco quanto possa essere pesante convivere da anni con un acufene così invasivo, soprattutto dopo aver già fatto diversi accertamenti senza trovare una soluzione chiara.

La TRT può essere utile, ma è importante chiarire bene l’obiettivo: in genere non serve tanto a “spegnere” il suono, quanto a ridurne il peso nella vita quotidiana e a favorire un processo di abituazione. Le evidenze disponibili sulla TRT, però, non sono univoche e in diversi studi risultano ancora limitate o di qualità bassa; sul piano psicologico, oggi gli interventi con il supporto più solido sono quelli orientati alla gestione del distress legato all’acufene, come gli approcci cognitivo-comportamentali e affini, soprattutto quando il problema incide su sonno, concentrazione, ansia e qualità di vita.

Per questo, più che cercare in astratto “la tecnica migliore”, le suggerirei di orientarsi verso un percorso multidisciplinare: otorino o audiologo e psicologo con esperienza specifica sugli acufeni, meglio se abituati a lavorare nello stesso team. Su Roma, per esempio, esistono realtà dedicate che dichiarano un’impostazione di questo tipo, come il Tinnitus Center, il Centro Acufeni AIRS e il Centro Acufeni di Arsbiomedica.

Da qui non sarebbe serio indicarle il “nome migliore” in assoluto, ma può essere utile scegliere un professionista chiedendo alcune cose molto concrete: se segue abitualmente persone con acufene, se lavora in rete con specialisti dell’udito e se l’intervento è mirato non solo al sintomo, ma anche all’impatto che il sintomo ha sulla vita quotidiana.

Anche quando l’acufene non scompare del tutto, un lavoro mirato può aiutare a ridurne il peso e a recuperare qualità di vita.

Un caro saluto.
Dott. Francesco Gandolfi
Psicologo, Psicologo clinico
Piumazzo
Buongiorno,
purtroppo non riesco ad esserLe utile, poiché non conosco l'area romana. Le posso tuttavia suggerire di rivolgersi ad un neuropsicologo o ad un neurologo per questo genere di problemi.
Cordiali saluti.
FG
Dott.ssa Chiara Parodi
Psicologo, Psicologo clinico
Montechiarugolo
Buonasera,
capisco quanto un acufene così intenso e persistente possa essere logorante, soprattutto dopo anni di visite specialistiche senza una causa organica individuabile. Quando tutte le principali origini mediche vengono escluse, come nel suo caso, l’attenzione si sposta inevitabilmente sul modo in cui il sistema nervoso centrale elabora e amplifica il segnale acustico.
La TRT non è una “cura” che elimina il rumore, ma un percorso mirato a ridurre l’impatto dell’acufene sulla vita quotidiana. Il suo obiettivo è favorire l’abituazione, cioè aiutare il cervello a smettere di considerare l’acufene come un segnale minaccioso o prioritario. Nei casi in cui l’acufene è molto invasivo, come il suo, la TRT può essere utile soprattutto se integrata con un lavoro psicologico: da sola, infatti, spesso non è sufficiente.

L’aspetto emotivo e attentivo gioca un ruolo centrale. Più l’acufene viene vissuto come incontrollabile, pericoloso o intollerabile, più il sistema nervoso rimane in uno stato di allerta che ne aumenta la percezione. Un percorso psicologico specifico, orientato alla gestione dell’ansia, dello stress e dell’iperfocalizzazione sul sintomo, può ridurre in modo significativo la sofferenza anche quando il rumore rimane presente.

Per quanto riguarda Roma, più che un nome specifico, è importante cercare uno psicologo o psicoterapeuta che abbia esperienza con disturbi psicosomatici, dolore cronico o acufene, spesso con formazione cognitivo-comportamentale o in ambito neuropsicologico. Talvolta i centri audiologici o gli otorini che si occupano di TRT possono indicare professionisti con cui collaborano stabilmente.

Considerata la durata e l’intensità del sintomo, affrontare l’acufene solo come problema “dell’orecchio” rischia di essere limitante. Un percorso psicologico mirato potrebbe aiutarla a ridurre l’impatto emotivo e restituirle una maggiore qualità di vita, anche in presenza del rumore.

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