Buonasera, Ho due bimbi piccoli di 21 e 7 mesi, da un mesetto circa ho ricominciato dopo anni a sof
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Buonasera,
Ho due bimbi piccoli di 21 e 7 mesi, da un mesetto circa ho ricominciato dopo anni a soffrire di ansia e attacchi di panico perché credo di essere diventata ipocondriaca. Sono in un periodo di forte stress per vari motivi e ho sempre paura che mi succeda qualcosa e non mi possa godere i miei bambini. Ho fatto una visita cardiologica perché i sintomi durante l'ansia erano tachicardia, mancanza di fiato, senso di fastidio al petto, debolezza... Il cardiologo ha riscontrato il cuore sano e sostiene siano sintomi di ansia. A breve farò esami del sangue per anemia e tiroide poiché il medico pensa possano essere sintomi correlati. Non so come farmi passare questa sensazione
Ho due bimbi piccoli di 21 e 7 mesi, da un mesetto circa ho ricominciato dopo anni a soffrire di ansia e attacchi di panico perché credo di essere diventata ipocondriaca. Sono in un periodo di forte stress per vari motivi e ho sempre paura che mi succeda qualcosa e non mi possa godere i miei bambini. Ho fatto una visita cardiologica perché i sintomi durante l'ansia erano tachicardia, mancanza di fiato, senso di fastidio al petto, debolezza... Il cardiologo ha riscontrato il cuore sano e sostiene siano sintomi di ansia. A breve farò esami del sangue per anemia e tiroide poiché il medico pensa possano essere sintomi correlati. Non so come farmi passare questa sensazione
Buonasera,
quello che sta vivendo è molto comprensibile, soprattutto con due bimbi così piccoli. Quando si è stanche, sotto pressione e sempre in allerta per gli altri, può capitare che l’ansia trovi spazio e si faccia sentire proprio attraverso il corpo, con sensazioni forti e spaventose.
I sintomi che descrive sono tipici dell’ansia e degli attacchi di panico. Il fatto che il cuore sia sano è una notizia importante, anche se capisco quanto sia difficile sentirsi rassicurate da questo quando la paura prende il sopravvento. In maternità, spesso, l’ansia si lega anche al timore di non poter esserci per i propri figli: una paura che nasce dall’amore e dal senso di responsabilità, non da fragilità.
Non c’è nulla di sbagliato in lei: il suo corpo sta segnalando che questo è un periodo molto carico e che ha bisogno di essere sostenuta. In momenti come questo, un supporto può fare davvero la differenza e chiedere aiuto non significa essere deboli, ma concedersi uno spazio per ritrovare calma e fiducia.
quello che sta vivendo è molto comprensibile, soprattutto con due bimbi così piccoli. Quando si è stanche, sotto pressione e sempre in allerta per gli altri, può capitare che l’ansia trovi spazio e si faccia sentire proprio attraverso il corpo, con sensazioni forti e spaventose.
I sintomi che descrive sono tipici dell’ansia e degli attacchi di panico. Il fatto che il cuore sia sano è una notizia importante, anche se capisco quanto sia difficile sentirsi rassicurate da questo quando la paura prende il sopravvento. In maternità, spesso, l’ansia si lega anche al timore di non poter esserci per i propri figli: una paura che nasce dall’amore e dal senso di responsabilità, non da fragilità.
Non c’è nulla di sbagliato in lei: il suo corpo sta segnalando che questo è un periodo molto carico e che ha bisogno di essere sostenuta. In momenti come questo, un supporto può fare davvero la differenza e chiedere aiuto non significa essere deboli, ma concedersi uno spazio per ritrovare calma e fiducia.
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Buonasera, l'ansia è un sintomo che può avere una origine multifattoriale. Nel suo caso lei, e il suo corpo, date le due recenti e vicine gravidanze siete sottoposti ad un grande stress. Sia per la psiche che per il corpo dare la vita è una gioia ma anche una fatica e quindi partire con fare una serie di esami del sangue per capire se questa situazione di "allerta" del corpo (che è l'ansia) possa essere legata anche ad uno squilibrio di tipo organico ha molto senso. Nel frattempo le consiglio di praticare delle tecniche per gestire l'ansia e lo stress , prima tra tutti la respirazione che può aiutare a rallentare l'attivazione, troverà nel web molte tecniche efficaci, oppure trovare, durante la giornata, qualche minuto per fare degli esercizi di mindfulness. Lo stress è legato ad un meccanismo di accumulo quindi per evitare di accumulare fare qualche esercizio di respirazione o di mindfulness diverse volte al giorno per qualche minuto può aiutare, ci sono anche tante app gratuite che guidano. Ovviamente le potrebbe giovare qualche seduta di sostegno psicologico (anche online se non riesce ad andare in studio) in cui avere uno spazio per imparare queste e altre modalità di gestione dello stress ma anche e soprattutto per avere un sostegno durante un momento, il post-parto, molto delicato nella vita di una donna in cui è normale potersi sentire fragili e affaticati da un compito così grande come prendersi cura di un bambino piccolo, anzi due. Un caro saluto.
Nel quadro clinico presentato e non conoscendola posso consigliare esercizi di respirazione consapevole e un avvicinamento alla mindfulness.
Se l'ansia è forte, come mi sembra di capire, il consiglio è quello di iniziare un percorso di terapia per capire meglio cosa le sta comunicando questo stato emotivo e cosa fare per non trattenerlo più.
Un caloroso saluto,
MPV
Se l'ansia è forte, come mi sembra di capire, il consiglio è quello di iniziare un percorso di terapia per capire meglio cosa le sta comunicando questo stato emotivo e cosa fare per non trattenerlo più.
Un caloroso saluto,
MPV
Risposta semplice: psicoterapia.
Anche se ci fossero problemi alla tiroide, difficilmente spiegherebbero l'ipocondria, quindi il suo quadro è comunque in qualche modo correlato anche ad aspetti psichici.
Diventare mamma (di due bambini con così poca differenza d'età tra l'altro) è un evento bellissimo, ma anche stressante. Non c'è nulla di male a volere qualcuno che la sostenga e la aiuti mentre cresce con amore i suoi due bambini.
Anche se ci fossero problemi alla tiroide, difficilmente spiegherebbero l'ipocondria, quindi il suo quadro è comunque in qualche modo correlato anche ad aspetti psichici.
Diventare mamma (di due bambini con così poca differenza d'età tra l'altro) è un evento bellissimo, ma anche stressante. Non c'è nulla di male a volere qualcuno che la sostenga e la aiuti mentre cresce con amore i suoi due bambini.
Buonasera. Innanzitutto ha operato una scelta molto saggia nell'andare a indagare i suoi sintomi a livello organico. E' un passo necessario e importante per riconoscere con consapevolezza la propria sofferenza e il disagio che ne consegue. Una volta completato lo screening anche per altre patologie, io le consiglio di provare a occuparsi della sua ansia anche da un punto di vista psicologico, soprattutto per dare dignità al suo vissuto e per comprendere parti di sè che magari ancora non conosce. Mi colpisce, ad esempio, che il riacutizzarsi dei suoi sintomi porti con sè la paura di non potersi godere i suoi figli: il suo ruolo di madre è sicuramente un elemento significativo, che smuove a un livello profondamente viscerale e atavico istinti di protezione e responsabilità. Penso che per agire su questa sensazione sia necessario innanzitutto comprenderne i significati profondi per lei, conoscere come e quando questi sintomi si fanno più forti, capire che tipo di pensieri ed emozioni portano con sè. Parlarne con un professionista significa innanzitutto rendere comunicabile la sua sofferenza e il suo vissuto, dare loro uno spazio ed un tempo, non più sola ma accanto ad un professionista che possa aiutarla a fare maggiore chiarezza.
Buonasera e grazie per aver condiviso la sua esperienza.
L’ipocondria, o più correttamente ansia per la salute, spesso non nasce “dal nulla”, ma è una risposta a un sovraccarico emotivo: la paura che “possa succedere qualcosa” diventa un modo attraverso cui l’ansia trova espressione nel corpo. Più si controllano i sintomi, più questi tendono a intensificarsi, creando un circolo vizioso.
Per far diminuire questa sensazione non è sufficiente “sforzarsi di stare tranquilli”: è importante imparare a riconoscere e gestire l’ansia, lavorando sulle preoccupazioni, sulle paure legate alla perdita di controllo e sul carico emotivo che sta vivendo in questo periodo e sulle cause che determinano questo funzionamento. Un percorso psicologico può aiutarla concretamente a comprendere cosa sta accadendo e a ritrovare sicurezza, permettendole di tornare a vivere con maggiore serenità anche il rapporto con i suoi bambini.
Chiedere aiuto è già un primo passo importante, ci rifletta. Un caro saluto.
L’ipocondria, o più correttamente ansia per la salute, spesso non nasce “dal nulla”, ma è una risposta a un sovraccarico emotivo: la paura che “possa succedere qualcosa” diventa un modo attraverso cui l’ansia trova espressione nel corpo. Più si controllano i sintomi, più questi tendono a intensificarsi, creando un circolo vizioso.
Per far diminuire questa sensazione non è sufficiente “sforzarsi di stare tranquilli”: è importante imparare a riconoscere e gestire l’ansia, lavorando sulle preoccupazioni, sulle paure legate alla perdita di controllo e sul carico emotivo che sta vivendo in questo periodo e sulle cause che determinano questo funzionamento. Un percorso psicologico può aiutarla concretamente a comprendere cosa sta accadendo e a ritrovare sicurezza, permettendole di tornare a vivere con maggiore serenità anche il rapporto con i suoi bambini.
Chiedere aiuto è già un primo passo importante, ci rifletta. Un caro saluto.
Buonasera, quello che sta vivendo è molto più comune di quanto pensi, soprattutto in una fase della vita così delicata e intensa come quella che sta attraversando. Due bimbi così piccoli significano carico emotivo, responsabilità continue, sonno frammentato, poco spazio per sé: tutto questo può riattivare l’ansia anche dopo anni di “silenzio”.
Il punto centrale è che i suoi sintomi sono reali, ma non pericolosi. L’ansia e il panico possono imitare in modo impressionante i segnali di un problema fisico serio, soprattutto quelli cardiaci. Il fatto che la visita cardiologica sia risultata nella norma è un dato molto importante, così come il fatto che stia completando gli accertamenti medici: questo aiuta a escludere cause organiche e a rassicurare una parte di lei che oggi è iper-vigile.
Spesso, dopo la nascita dei figli, l’ansia cambia volto: non riguarda più solo se stessi, ma il terrore di “non esserci”, di ammalarsi, di non poter proteggere o godere dei propri bambini. È una paura profondamente legata all’amore e al senso di responsabilità, non a una fragilità personale. L’ipocondria, in questi momenti, diventa un modo (inefficace ma comprensibile) per tentare di avere controllo quando dentro ci si sente sovraccarichi.
Per far passare questa sensazione non basta “convincersi” che è solo ansia. Serve iniziare a ridurre lo stress di fondo, recuperare spazi di riposo (per quanto possibile), e soprattutto non restare sola con queste paure. Un supporto psicologico può aiutarla a interrompere il circolo paura–sintomi–controllo che alimenta il panico. Anche imparare tecniche di gestione dell’ansia e del respiro può fare una grande differenza nel momento dell’attacco. Non sta “impazzendo” né si sta ammalando: il suo corpo sta chiedendo attenzione e contenimento in un periodo molto impegnativo. Prendersi cura di sé non significa togliere qualcosa ai suoi bambini, ma mettersi nelle condizioni migliori per esserci davvero per loro. E questo è già un atto d’amore.
Il punto centrale è che i suoi sintomi sono reali, ma non pericolosi. L’ansia e il panico possono imitare in modo impressionante i segnali di un problema fisico serio, soprattutto quelli cardiaci. Il fatto che la visita cardiologica sia risultata nella norma è un dato molto importante, così come il fatto che stia completando gli accertamenti medici: questo aiuta a escludere cause organiche e a rassicurare una parte di lei che oggi è iper-vigile.
Spesso, dopo la nascita dei figli, l’ansia cambia volto: non riguarda più solo se stessi, ma il terrore di “non esserci”, di ammalarsi, di non poter proteggere o godere dei propri bambini. È una paura profondamente legata all’amore e al senso di responsabilità, non a una fragilità personale. L’ipocondria, in questi momenti, diventa un modo (inefficace ma comprensibile) per tentare di avere controllo quando dentro ci si sente sovraccarichi.
Per far passare questa sensazione non basta “convincersi” che è solo ansia. Serve iniziare a ridurre lo stress di fondo, recuperare spazi di riposo (per quanto possibile), e soprattutto non restare sola con queste paure. Un supporto psicologico può aiutarla a interrompere il circolo paura–sintomi–controllo che alimenta il panico. Anche imparare tecniche di gestione dell’ansia e del respiro può fare una grande differenza nel momento dell’attacco. Non sta “impazzendo” né si sta ammalando: il suo corpo sta chiedendo attenzione e contenimento in un periodo molto impegnativo. Prendersi cura di sé non significa togliere qualcosa ai suoi bambini, ma mettersi nelle condizioni migliori per esserci davvero per loro. E questo è già un atto d’amore.
Gentilissima, il quadro che descrive è molto comprensibile, soprattutto nel periodo di vita che sta attraversando. Avere due bambini così piccoli significa vivere in una condizione di richiesta continua, poco riposo, responsabilità costante e, spesso, poca possibilità di fermarsi davvero. In questo contesto lo stress può accumularsi e il corpo può iniziare a manifestarlo attraverso sintomi fisici molto intensi.
I segnali che racconta, tachicardia, senso di fiato corto, fastidio al petto, debolezza, sono tipici degli stati d’ansia e degli attacchi di panico. Il fatto che la visita cardiologica sia risultata nella norma è un dato rassicurante importante. Anche fare gli esami per anemia e tiroide è corretto, perché escludere cause organiche aiuta a chiarire il quadro. Tuttavia, quando i controlli risultano negativi e la paura rimane, spesso siamo di fronte a una sintomatologia di tipo ansioso.
La paura che le accada qualcosa e di non potersi godere i suoi bambini è un pensiero molto tipico dell’ansia legata alla maternità, quando si diventa responsabili di qualcun'altro, il senso di vulnerabilità aumenta. L’ansia, in fondo, è un tentativo della mente di proteggerla, ma finisce per farla vivere in uno stato di allerta continuo.
Per il suo benessere potrebbe esser utile lavorare su più livelli, regolarizzare il più possibile il sonno (per quanto con due bimbi sia difficile), ritagliarsi piccoli momenti quotidiani di pausa reale, anche brevi, e soprattutto considerare un supporto psicologico. Un percorso può aiutarla a comprendere meglio cosa sta alimentando questa iperpreoccupazione e a ridurre la paura del sintomo (che altro non è che un segnale che la sua mente le sta comunicando).
Non è sola in questa esperienza, è un momento di forte carico emotivo e fisico, e chiedere aiuto ora può aiutarla a ritrovare serenità e a vivere con più leggerezza il tempo con i suoi bambini.
Un caro saluto, Dott. Marco Squarcini
I segnali che racconta, tachicardia, senso di fiato corto, fastidio al petto, debolezza, sono tipici degli stati d’ansia e degli attacchi di panico. Il fatto che la visita cardiologica sia risultata nella norma è un dato rassicurante importante. Anche fare gli esami per anemia e tiroide è corretto, perché escludere cause organiche aiuta a chiarire il quadro. Tuttavia, quando i controlli risultano negativi e la paura rimane, spesso siamo di fronte a una sintomatologia di tipo ansioso.
La paura che le accada qualcosa e di non potersi godere i suoi bambini è un pensiero molto tipico dell’ansia legata alla maternità, quando si diventa responsabili di qualcun'altro, il senso di vulnerabilità aumenta. L’ansia, in fondo, è un tentativo della mente di proteggerla, ma finisce per farla vivere in uno stato di allerta continuo.
Per il suo benessere potrebbe esser utile lavorare su più livelli, regolarizzare il più possibile il sonno (per quanto con due bimbi sia difficile), ritagliarsi piccoli momenti quotidiani di pausa reale, anche brevi, e soprattutto considerare un supporto psicologico. Un percorso può aiutarla a comprendere meglio cosa sta alimentando questa iperpreoccupazione e a ridurre la paura del sintomo (che altro non è che un segnale che la sua mente le sta comunicando).
Non è sola in questa esperienza, è un momento di forte carico emotivo e fisico, e chiedere aiuto ora può aiutarla a ritrovare serenità e a vivere con più leggerezza il tempo con i suoi bambini.
Un caro saluto, Dott. Marco Squarcini
Gentile utente,
bene eseguire gli approfondimenti medici prescritti in modo da escludere eventuali patologie. Lei scrive che il malessere è generato dalla paura che possa capitarle qualcosa e che questo non le consenta di godersi i bambini; il periodo di gravidanza e post parto possono essere momenti delicati in cui possono cambiare dinamiche e vissuti, se poi accompagnati da stress e ansia potrebbe essere utile farsi accompagnare in questa fase, così da avere un supporto nella comprensione di ciò che le succede e che si manifesta con i sintomi.
Un caro saluto
bene eseguire gli approfondimenti medici prescritti in modo da escludere eventuali patologie. Lei scrive che il malessere è generato dalla paura che possa capitarle qualcosa e che questo non le consenta di godersi i bambini; il periodo di gravidanza e post parto possono essere momenti delicati in cui possono cambiare dinamiche e vissuti, se poi accompagnati da stress e ansia potrebbe essere utile farsi accompagnare in questa fase, così da avere un supporto nella comprensione di ciò che le succede e che si manifesta con i sintomi.
Un caro saluto
Buonasera,
la ringrazio per aver condiviso questo vissuto così carico di preoccupazione e fatica. È comprensibile che in una fase della vita così intensa e delicata, come quella della maternità con due bimbi così piccoli, possano riemergere ansia e attacchi di panico, anche dopo anni.
Dal suo racconto si percepisce chiaramente quanto questo periodo sia caratterizzato da forte stress emotivo e fisico. La maternità apre inevitabilmente un mondo nuovo: aumentano le responsabilità, il senso di vulnerabilità e, spesso, anche la paura che possa succedere qualcosa di irreparabile. In questo contesto, vecchie e nuove preoccupazioni trovano terreno fertile, soprattutto quando il corpo manda segnali intensi come tachicardia, mancanza di fiato, senso di oppressione al petto o debolezza. È molto frequente che questi sintomi vengano vissuti come pericolosi e che alimentino un circolo di allarme e controllo continuo, tipico dell’ansia e degli attacchi di panico.
È molto importante che lei stia facendo gli opportuni accertamenti medici, come la visita cardiologica e gli esami del sangue: questo passaggio è fondamentale sia per escludere cause organiche sia per darle una base di maggiore sicurezza. Allo stesso tempo, il fatto che il cuore risulti sano e che i sintomi vengano ricondotti all’ansia è coerente con quanto spesso accade negli attacchi di panico, che possono essere estremamente intensi e spaventosi, pur non essendo pericolosi in sé. Allo stesso tempo, se sente di aver sviluppato una problematica legata all'ansia per la malattia (comunemente detta ipocondria) è importante che venga affrontata in modo mirato, per evitare che diventi molto limitante e invadere la quotidianità.
Potrebbe essere utile iniziare a porsi una domanda importante: quali risorse l’hanno aiutata in passato ad affrontare l’ansia o eventuali attacchi di panico? A volte, in momenti di grande stanchezza e sovraccarico, queste risorse sembrano lontane o inaccessibili, ma possono essere recuperate e rafforzate.
In questo senso, ha mai pensato di intraprendere un percorso psicologico, in particolare con un approccio cognitivo-comportamentale? È un orientamento che dispone di protocolli specifici ed efficaci per la gestione degli attacchi di panico e dell’ansia ipocondriaca, aiutando a comprendere cosa succede nel corpo, a ridurre la paura delle sensazioni fisiche e a interrompere il circolo dell’allarme continuo.
Vorrei sottolineare un aspetto importante: non deve fare tutto da sola. Chiedere supporto, soprattutto in una fase così impegnativa, non è un segno di debolezza, ma di cura verso se stessa e, indirettamente, anche verso i suoi bambini. Prendersi spazio per stare meglio è un passo fondamentale per potersi godere più serenamente la relazione con loro.
Rimango a disposizione qualora desiderasse approfondire o chiarire ulteriormente alcuni aspetti.
la ringrazio per aver condiviso questo vissuto così carico di preoccupazione e fatica. È comprensibile che in una fase della vita così intensa e delicata, come quella della maternità con due bimbi così piccoli, possano riemergere ansia e attacchi di panico, anche dopo anni.
Dal suo racconto si percepisce chiaramente quanto questo periodo sia caratterizzato da forte stress emotivo e fisico. La maternità apre inevitabilmente un mondo nuovo: aumentano le responsabilità, il senso di vulnerabilità e, spesso, anche la paura che possa succedere qualcosa di irreparabile. In questo contesto, vecchie e nuove preoccupazioni trovano terreno fertile, soprattutto quando il corpo manda segnali intensi come tachicardia, mancanza di fiato, senso di oppressione al petto o debolezza. È molto frequente che questi sintomi vengano vissuti come pericolosi e che alimentino un circolo di allarme e controllo continuo, tipico dell’ansia e degli attacchi di panico.
È molto importante che lei stia facendo gli opportuni accertamenti medici, come la visita cardiologica e gli esami del sangue: questo passaggio è fondamentale sia per escludere cause organiche sia per darle una base di maggiore sicurezza. Allo stesso tempo, il fatto che il cuore risulti sano e che i sintomi vengano ricondotti all’ansia è coerente con quanto spesso accade negli attacchi di panico, che possono essere estremamente intensi e spaventosi, pur non essendo pericolosi in sé. Allo stesso tempo, se sente di aver sviluppato una problematica legata all'ansia per la malattia (comunemente detta ipocondria) è importante che venga affrontata in modo mirato, per evitare che diventi molto limitante e invadere la quotidianità.
Potrebbe essere utile iniziare a porsi una domanda importante: quali risorse l’hanno aiutata in passato ad affrontare l’ansia o eventuali attacchi di panico? A volte, in momenti di grande stanchezza e sovraccarico, queste risorse sembrano lontane o inaccessibili, ma possono essere recuperate e rafforzate.
In questo senso, ha mai pensato di intraprendere un percorso psicologico, in particolare con un approccio cognitivo-comportamentale? È un orientamento che dispone di protocolli specifici ed efficaci per la gestione degli attacchi di panico e dell’ansia ipocondriaca, aiutando a comprendere cosa succede nel corpo, a ridurre la paura delle sensazioni fisiche e a interrompere il circolo dell’allarme continuo.
Vorrei sottolineare un aspetto importante: non deve fare tutto da sola. Chiedere supporto, soprattutto in una fase così impegnativa, non è un segno di debolezza, ma di cura verso se stessa e, indirettamente, anche verso i suoi bambini. Prendersi spazio per stare meglio è un passo fondamentale per potersi godere più serenamente la relazione con loro.
Rimango a disposizione qualora desiderasse approfondire o chiarire ulteriormente alcuni aspetti.
Gentilissima, avere la responsabilità di due bambini così piccoli è nello stesso tempo un piacere ma anche un grande impegno. E' comprensibile che ci possano essere momenti di sconforto e che i pensieri portino ad innescare degli attacchi di panico. Va sicuramente escluso che ci sia una causa organica ai sintomi che descrive e se venisse confermato che questa non c'è i sintomi che riporta sono caratteristici dell'attacco di panico. Un professionista potrebbe aiutarla offrendole uno spazio tutto suo dove poter far chiarezza su cosa la mette veramente in difficoltà e i pensieri che da questo derivano. Insieme potrete trovare le strategie più efficaci a ridurre l'ansia e a gestire gli attacchi di panico e a rendere i pensieri funzionali al benessere. Volendo anche il ricorso a tecniche di respirazione e rilassamento muscolare potrebbe esserle d'aiuto. Prenda in mano la sua vita, vedrà che avrà tutte le opportunità di godere i suoi bambini avviandoli verso un futuro sereno.
I miei migliori auguri
dott.ssa Miculian
I miei migliori auguri
dott.ssa Miculian
Il fatto che la visita cardiologica sia andata bene ti direi di considerarla un ottimo punto di partenza. Se fare ulteriori accertamenti può aiutarti a sentire che stai meglio, perché no! Per quanto riguarda il discorso sull'ipocondria, sento di dirti che accudire due bambini piccoli è un enorme responsabilità per cui possono insorgere diverse preoccupazioni. Comprendo il tuo stato d'animo e mi piacerebbe aiutarti attraverso un'esplorazione di come ti senti in questo momento.
Buonasera, dalle sue parole emerge con molta chiarezza quanto questo periodo sia intenso e carico di responsabilità per lei. Avere due bambini così piccoli richiede una quantità enorme di energie fisiche ed emotive e spesso i genitori si trovano a vivere una fase in cui lo spazio per sé stessi si riduce molto. In questo contesto può succedere che lo stress accumulato trovi una via di espressione attraverso l’ansia e i sintomi fisici che descrive. Non è raro che, proprio quando si ha qualcosa di estremamente prezioso da proteggere come i propri figli, aumenti anche la paura che possa accadere qualcosa di negativo. I sintomi che racconta, come tachicardia, respiro corto, senso di costrizione al petto e debolezza, sono manifestazioni che molte persone sperimentano durante momenti di forte attivazione emotiva. Quando il corpo entra in uno stato di allarme, il sistema che ci prepara ad affrontare un pericolo si attiva molto rapidamente. Il cuore accelera, la respirazione cambia, i muscoli si tendono e possono comparire sensazioni molto intense che, pur essendo spaventose, non sono pericolose. Il fatto che gli accertamenti cardiologici siano risultati rassicuranti è un elemento importante perché permette di osservare questi segnali con una chiave di lettura diversa, anche se la paura può continuare a farsi sentire. Spesso, quando si sviluppa una forte attenzione verso il proprio stato fisico, si entra in un circolo in cui ogni minima sensazione corporea viene monitorata e interpretata come un possibile segnale di qualcosa che non va. Questa ipervigilanza tende a rendere le sensazioni più intense e frequenti, aumentando la preoccupazione e mantenendo l’ansia attiva. È un meccanismo molto comune e comprensibile, soprattutto quando si sente la responsabilità di dover essere sempre presenti per i propri figli e si teme di non riuscire a farlo. Un aspetto che può essere utile considerare riguarda il rapporto tra stress, stanchezza e ansia. La gestione di due bambini piccoli comporta spesso notti frammentate, ritmi irregolari e una riduzione dei momenti di recupero personale. Quando le risorse fisiche ed emotive sono sotto pressione, il corpo può diventare più sensibile alle reazioni ansiose e le percezioni corporee possono risultare amplificate. Questo non significa che ciò che sente non sia reale, ma che il suo organismo potrebbe essere in una condizione di sovraccarico. Molte persone nella sua situazione trovano beneficio nel lavorare gradualmente su due aspetti. Da una parte imparare a riconoscere i segnali dell’ansia per quello che sono, cioè reazioni del corpo che cercano di proteggerla anche se lo fanno in modo eccessivo. Dall’altra parte allenarsi a non lasciare che la paura prenda completamente il controllo delle proprie scelte quotidiane. Continuare, nei limiti del possibile, a svolgere le attività abituali e a dedicarsi ai propri bambini può aiutare il sistema emotivo a riacquisire un senso di sicurezza. Può essere utile anche ritagliarsi piccoli spazi personali, anche brevi, in cui il corpo e la mente possano rallentare. Spesso chi è molto concentrato sui bisogni degli altri tende a trascurare i propri, ma il recupero di momenti di respiro personale non è un atto egoistico, bensì una forma di cura che permette di sostenere meglio anche il ruolo di genitore. Se questa sensazione di paura dovesse continuare a limitarla o a farla soffrire, un percorso psicologico può rappresentare uno spazio protetto in cui comprendere meglio cosa stia alimentando l’ansia e imparare strategie per gestirla con maggiore sicurezza. Intervenire in queste fasi è spesso molto utile perché consente di interrompere quei meccanismi che mantengono attivo il timore di stare male. La sua preoccupazione di non riuscire a godersi i suoi bambini è molto significativa e racconta quanto tenga al suo ruolo di madre. Proprio questa motivazione rappresenta una risorsa importante che può aiutarla ad affrontare questo momento con gradualità e fiducia nelle sue capacità. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno,
da quanto scrive immagino il forte stato di attivazione,complice anche la fase di vita che sta vivendo: avere due bambini così piccoli richiede molta quantità di energie fisiche e psicologiche; se a questo si aggiungono stress prolungato, stanchezza e probabilmente, immagino, poco spazio per sé, il corpo e la mente possono iniziare a “farsi sentire” attraverso l’ansia.
I sintomi che riferisce, se si escludono completamente le cause organiche (Veda quanto riferito dal cardiologo e quanto emergerà dai successivi approfondimenti), possono rientrare nello spettro degli stati ansiosi. In questo senso, un trattamento che tenga conto anche della dimensione psicologica potrebbe risultare utile per contestualizzare ed imparare a gestire meglio l’ansia.
Spero di averle fornito spunti utili.
Un caro saluto,
Dottssa LM
da quanto scrive immagino il forte stato di attivazione,complice anche la fase di vita che sta vivendo: avere due bambini così piccoli richiede molta quantità di energie fisiche e psicologiche; se a questo si aggiungono stress prolungato, stanchezza e probabilmente, immagino, poco spazio per sé, il corpo e la mente possono iniziare a “farsi sentire” attraverso l’ansia.
I sintomi che riferisce, se si escludono completamente le cause organiche (Veda quanto riferito dal cardiologo e quanto emergerà dai successivi approfondimenti), possono rientrare nello spettro degli stati ansiosi. In questo senso, un trattamento che tenga conto anche della dimensione psicologica potrebbe risultare utile per contestualizzare ed imparare a gestire meglio l’ansia.
Spero di averle fornito spunti utili.
Un caro saluto,
Dottssa LM
Salve, sicuramente un percorso di terapia può aiutarla a lavorare sull’ansia e su queste paure rispetto ai suoi bambini. Sicuramente fa bene a fare tutti gli accertamenti sulla parte organica, ma le consiglio di associare un percorso individuale per lavorare sui vari temi. Si ricordi che l’ansia vuole dirci qualcosa e non si deve lavorare per eliminarla, ma per sintonizzarci su quello che vuole dirci per poterci lavorare.
Carissima, sicuramente sei caricata mentalmente e fisicamente. Prova a ritargliarti dei momenti tuoi, se riesci fai un corso di yoga o mindfullness. Quando si presenta l'episodio, prova a "stare", ad ascoltare il corpo, a non scappare. Vuole dirti qualcosa la tua ansia, bisogna capire cosa c'è sotto. Prova qualche playlist di rilassamento e, se puoi, fatti accompagnare da un professionista se senti che è un periodo difficile. Ti auguro il meglio, un caro saluto. Dott.ssa Roberta Evangelista
Buongiorno, mi sento di confermare la diagnosi fatta dal suo medico poichè tutti i sintomi da lei elencati fanno pensare a un disturbo d'ansia. Credo che a ciò si possa associare anche un momento di forte stress, che è conseguenza di un parto e di una quotidianità che le richiede molta presenza fisica e mentale.
Salve, sarebbe interessante approfondire, una volta esclusi fattori organici, la questione cercando di raccogliere ulteriori elementi per capire cosa si attiva in lei, che pensieri, che emozioni e che comportamenti. Prima di capire come far passare la sensazione spiacevole è necessario approfondirla e comprenderla meglio.
Un saluto
Eleonora
Un saluto
Eleonora
Gentile utente, ha anche pensato di avviare un percorso di supporto psicologico? Lei stessa parla di ansia, per poi sembrare metterla in un cluster di minore "preoccupazione" rispetto ad altre condizioni. Per quanto mi trovo perfettamente d'accordo con il suo medico rispetto alla possibilità di escludere determinate condizioni fisiologiche, riconoscere certe manifestazioni come ansiose riconduce in ogni caso ad un disagio che merita giustamente di essere attenzionato e supportato. Sicuramente la sua attuale fase di vita porta delle risposte, considerando tra l'altro che lei stessa identifica "una data di nascita" del sintomo. Il mio consiglio è quello di provare a farsi accompagnare in un percorso psicologico che possa aiutarla a dare una geografia e poi un senso a questi sintomi, per poi cercare di alleviare l'impatto di questo disagio sulla sua vita. Alla luce dei due bimbi piccoli, se può esserle comodo un percorso online io sono disponibile ad accompagnarla in questo percorso, è sufficiente fissare un primo colloquio. In bocca al lupo, cordialmente, Dott.ssa Sara Torregrossa
Buonasera,
Quello che descrivi è un’esperienza comune in periodi di forte stress, soprattutto quando si hanno bambini piccoli e responsabilità importanti. I sintomi che riferisci – tachicardia, mancanza di fiato, senso di fastidio al petto, debolezza – possono effettivamente essere legati all’ansia e agli attacchi di panico, come già indicato dal cardiologo, soprattutto quando gli esami cardiologici risultano normali. La preoccupazione costante per la propria salute e la sensazione di “ipocondria” spesso aumentano l’ansia stessa, creando un circolo difficile da gestire da soli.
Gli esami del sangue che farai (per anemia e tiroide) sono utili per escludere altre cause fisiche dei sintomi e rappresentano un passo corretto. Parallelamente, affrontare l’ansia con strategie mirate può aiutarti a ridurre la tensione quotidiana: tecniche di respirazione, mindfulness, attività fisica regolare, routine di sonno e momenti di svago possono dare un primo sollievo.
Tuttavia, quando l’ansia e gli attacchi di panico interferiscono con la vita quotidiana e il benessere familiare, è consigliabile un supporto psicologico specializzato. Uno psicoterapeuta può aiutarti a capire le cause dei sintomi, gestire le paure e sviluppare strumenti pratici per vivere in modo più sereno la tua quotidianità e il rapporto con i tuoi bambini.
È quindi importante approfondire la situazione con uno specialista per avere un percorso mirato e sicuro.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Quello che descrivi è un’esperienza comune in periodi di forte stress, soprattutto quando si hanno bambini piccoli e responsabilità importanti. I sintomi che riferisci – tachicardia, mancanza di fiato, senso di fastidio al petto, debolezza – possono effettivamente essere legati all’ansia e agli attacchi di panico, come già indicato dal cardiologo, soprattutto quando gli esami cardiologici risultano normali. La preoccupazione costante per la propria salute e la sensazione di “ipocondria” spesso aumentano l’ansia stessa, creando un circolo difficile da gestire da soli.
Gli esami del sangue che farai (per anemia e tiroide) sono utili per escludere altre cause fisiche dei sintomi e rappresentano un passo corretto. Parallelamente, affrontare l’ansia con strategie mirate può aiutarti a ridurre la tensione quotidiana: tecniche di respirazione, mindfulness, attività fisica regolare, routine di sonno e momenti di svago possono dare un primo sollievo.
Tuttavia, quando l’ansia e gli attacchi di panico interferiscono con la vita quotidiana e il benessere familiare, è consigliabile un supporto psicologico specializzato. Uno psicoterapeuta può aiutarti a capire le cause dei sintomi, gestire le paure e sviluppare strumenti pratici per vivere in modo più sereno la tua quotidianità e il rapporto con i tuoi bambini.
È quindi importante approfondire la situazione con uno specialista per avere un percorso mirato e sicuro.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno. Credo siano paure che possono riscontrarsi nelle neo mamme... Quando si sente di essere fondamentali per qualcuno, e ci si sente anche un po' dipendenti da questo qualcuno, può succedere di avere qualche preoccupazione in più... Ha mai pensato ad un percorso di sostegno?
Rimango a disposizione
Dott.ssa Laurent Alessia
Rimango a disposizione
Dott.ssa Laurent Alessia
Buonasera, da quello che descrive i suoi sintomi sono molto compatibili con uno stato d’ansia e attacchi di panico, soprattutto in un periodo di forte stress come quello che sta vivendo. Il fatto che la visita cardiologica sia risultata nella norma è un dato rassicurante. Anche gli esami del sangue che farà serviranno a escludere altre cause e a ridurre l’incertezza.
La sensazione che prova si mantiene perché l’ansia porta a controllare continuamente il corpo, aumentando la paura. Non è pericolosa, ma è molto faticosa, e può essere affrontata in modo efficace con un supporto psicologico mirato.
Se vuole, possiamo approfondire la situazione con un colloquio online, così da capire insieme come aiutarla a stare meglio e vivere con più serenità questo momento con i suoi bambini.
La sensazione che prova si mantiene perché l’ansia porta a controllare continuamente il corpo, aumentando la paura. Non è pericolosa, ma è molto faticosa, e può essere affrontata in modo efficace con un supporto psicologico mirato.
Se vuole, possiamo approfondire la situazione con un colloquio online, così da capire insieme come aiutarla a stare meglio e vivere con più serenità questo momento con i suoi bambini.
Da quello che descrivi sembra un periodo in cui stress e preoccupazioni stanno “scaricando” sul corpo, e questo può far sentire sintomi molto intensi e spaventosi anche quando i controlli sono rassicuranti. Bene che tu stia facendo gli accertamenti: intanto, però, per non restare intrappolata nel circolo paura–sensazioni–controlli, può essere davvero utile avere uno spazio stabile in cui accogliere e dare senso a ciò che stai vivendo. Parlarne con uno psicoterapeuta può aiutarti a contenere l’ansia e ritrovare più presenza e serenità con i tuoi bambini, senza affrontare tutto da sola.
Buonasera,
Grazie per aver condiviso questo periodo della sua vita!
Come suggerito dal cardiologo spesso l'ansia o gli attacchi di panico portano a sintomi come quelli da Lei descritti: Preoccupazione eccessiva, Tensione muscolare, Difficoltà a concentrarsi, Alterazioni del sonno, Palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia, Sudorazione improvvisa, Tremori fini o grandi scosse, Dispnea o sensazione di soffocamento, Sensazione di asfissia (nodo alla gola), Dolore o fastidio al petto ecc....
Ovviamente è necessario prima escludere qualunque condizione medica possa causarle sintomi simili e dunque è bene fare gli esami che le ha consigliato il medico riguardo la tiroide e l'anemia!
Detto questo se avesse voglia di parlare della situazione e ritenesse utile un colloquio psicologico sono disponibile a fornirle il mio supporto!
Cordialmente Dott.ssa Giulia Virzì
Grazie per aver condiviso questo periodo della sua vita!
Come suggerito dal cardiologo spesso l'ansia o gli attacchi di panico portano a sintomi come quelli da Lei descritti: Preoccupazione eccessiva, Tensione muscolare, Difficoltà a concentrarsi, Alterazioni del sonno, Palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia, Sudorazione improvvisa, Tremori fini o grandi scosse, Dispnea o sensazione di soffocamento, Sensazione di asfissia (nodo alla gola), Dolore o fastidio al petto ecc....
Ovviamente è necessario prima escludere qualunque condizione medica possa causarle sintomi simili e dunque è bene fare gli esami che le ha consigliato il medico riguardo la tiroide e l'anemia!
Detto questo se avesse voglia di parlare della situazione e ritenesse utile un colloquio psicologico sono disponibile a fornirle il mio supporto!
Cordialmente Dott.ssa Giulia Virzì
Gentile utente, grazie per aver condiviso la sua preoccupazione.
È molto frequente che in momenti molto carichi dal punto di vista emotivo come quello che sta vivendo adesso, l'ansia si esprima in maniera meno regolata.
Dunque, fa bene ad affidarsi a controlli medici che escludano patologie organiche ma prenda in considerazione anche la possibilità di iniziare un percorso psicologico che le permetta di comprendere e gestire queste preoccupazioni.
L’ansia e l’ipocondria possono diventare il linguaggio attraverso cui il corpo esprime un disagio più profondo.
La maternità è una fase molto delicata e complessa e richiedo tantissimi sforzi sia dal punto di vista fisico che psicologico, dunque avere qualcuno che partecipi alla fatica aiutandola a vivere serenamente questo periodo è fondamentale.
Le auguro il meglio,
Dott. Daniele Migliore
È molto frequente che in momenti molto carichi dal punto di vista emotivo come quello che sta vivendo adesso, l'ansia si esprima in maniera meno regolata.
Dunque, fa bene ad affidarsi a controlli medici che escludano patologie organiche ma prenda in considerazione anche la possibilità di iniziare un percorso psicologico che le permetta di comprendere e gestire queste preoccupazioni.
L’ansia e l’ipocondria possono diventare il linguaggio attraverso cui il corpo esprime un disagio più profondo.
La maternità è una fase molto delicata e complessa e richiedo tantissimi sforzi sia dal punto di vista fisico che psicologico, dunque avere qualcuno che partecipi alla fatica aiutandola a vivere serenamente questo periodo è fondamentale.
Le auguro il meglio,
Dott. Daniele Migliore
Buongiorno
grazie per aver condiviso il suo stato d'animo.
Quello che descrive è abbastanza comune nelle neomamme, non si senta sola.
Condivido l'accuratezza con cui sta svolgendo accertamenti per escludere possibili cause fisiche; ma in effetti, in accordo con il suo cardiologo, i sintomi che descrive potrebbe essere a tutti gli effetti legati ad attacchi di ansia e\o panico, a maggior ragione se sente di aver sviluppato una forte ipocondria nell'ultimo periodo.
In tal senso un sostegno psicologico potrebbe fare la differenza
grazie per aver condiviso il suo stato d'animo.
Quello che descrive è abbastanza comune nelle neomamme, non si senta sola.
Condivido l'accuratezza con cui sta svolgendo accertamenti per escludere possibili cause fisiche; ma in effetti, in accordo con il suo cardiologo, i sintomi che descrive potrebbe essere a tutti gli effetti legati ad attacchi di ansia e\o panico, a maggior ragione se sente di aver sviluppato una forte ipocondria nell'ultimo periodo.
In tal senso un sostegno psicologico potrebbe fare la differenza
Buongiorno, ho notato che lei, nel suo breve intervento, accenna ad alcuni aspetti significativi, ossia al forte stress che vive in questo periodo e che non specifica ulteriormente, ma che magari potrebbe essere oggetto di più approfondita valutazione. Poi il fatto che non è la prima volta che soffre di ansia e anche in questo caso potrebbe essere utile comprendere cosa, in quel periodo, era collegato al suo stato d'ansia e come fosse passato. Se sente la necessità di approfondire e dare un significato ai temi che si legano al suo stato di malessere può rivolgersi a un professionista. cari saluti, dott.ssa Rachele Petrini
Buongiorno, dal suo racconto si può comprendere che sta attraversando un periodo di forte stress. Occuparsi di due bambini molto piccoli richiede tantissima energia e impegno e questo può generare stati di ansia e oppressione. I sintomi che ha sperimentato (tachicardia, fiato corto, senso di peso al petto, debolezza) sono assolutamente compatibili con l’ansia. Tutto ciò premesso, come giustamente le ha consigliato il medico, è bene escludere altre patologie per poter fare una diagnosi corretta.
Nell’immediato credo che sarebbe utile per lei potersi “alleggerire”, magari cercando un aiuto nella gestione dei figli o anche semplicemente ritagliandosi dei momenti per sé.
Se poi, escluse eventuali cause organiche, i sintomi perdurassero, il mio consiglio sarebbe quello di rivolgersi a uno specialista per un sostegno psicologico.
Le auguro ogni bene e resto a disposizione.
Nell’immediato credo che sarebbe utile per lei potersi “alleggerire”, magari cercando un aiuto nella gestione dei figli o anche semplicemente ritagliandosi dei momenti per sé.
Se poi, escluse eventuali cause organiche, i sintomi perdurassero, il mio consiglio sarebbe quello di rivolgersi a uno specialista per un sostegno psicologico.
Le auguro ogni bene e resto a disposizione.
Buongiorno, i sintomi che descrive sono manifestazioni fisiche tipiche dell’ansia e del panico, che tendono a intensificarsi in fasi di forte stress o di grande carico, come quella che sta attraversando. Il responso positivo del cardiologo è importante, poiché ci conferma che il suo corpo sta reagendo a un segnale di allarme emotivo e non a una patologia organica.
Per ritrovare il suo equilibrio, potrebbe essere utile un percorso di terapia cognitivo-comportamentale, così da identificare i meccanismi che scatenano queste paure e acquisire strumenti pratici per gestire i sintomi fisici nel momento in cui si presentano. Questo le permetterebbe di affrontare la quotidianità con una maggiore sensazione di sicurezza e serenità. Resto a sua disposizione per qualsiasi approfondimento.
Per ritrovare il suo equilibrio, potrebbe essere utile un percorso di terapia cognitivo-comportamentale, così da identificare i meccanismi che scatenano queste paure e acquisire strumenti pratici per gestire i sintomi fisici nel momento in cui si presentano. Questo le permetterebbe di affrontare la quotidianità con una maggiore sensazione di sicurezza e serenità. Resto a sua disposizione per qualsiasi approfondimento.
Buonasera, grazie per aver condiviso quello che sta vivendo.
Capisco quanto possa essere spaventoso sentire sintomi fisici così intensi, soprattutto in un periodo delicato come quello che sta attraversando, con due bimbi così piccoli e molte responsabilità sulle spalle.
I sintomi che descrive (tachicardia, fiato corto, senso di costrizione al petto, debolezza) sono molto frequenti negli stati d’ansia e negli attacchi di panico: il corpo, quando è sotto stress, entra in una sorta di “allarme”, anche se non c’è un pericolo reale. Questo può far percepire sensazioni molto forti e portare a preoccuparsi di avere qualcosa di grave, alimentando un circolo di paura e controllo, tipico dell’ansia ipocondriaca.
Il fatto che la visita cardiologica sia risultata rassicurante è un elemento importante. Anche gli esami che farà possono aiutarla a escludere eventuali cause organiche, ma è altrettanto fondamentale occuparsi della componente emotiva e psicologica che sta emergendo.
In momenti di forte stress, soprattutto dopo periodi intensi come la maternità, può accadere che l’ansia si riattivi. Non significa che ci sia qualcosa che non va in lei, ma che probabilmente sta vivendo un sovraccarico.
Le consiglierei di valutare un percorso psicologico, che possa aiutarla a comprendere meglio cosa sta succedendo, gestire gli attacchi di panico e ritrovare un senso di sicurezza e serenità, per poter vivere con più tranquillità questo tempo con i suoi bambini.
Capisco quanto possa essere spaventoso sentire sintomi fisici così intensi, soprattutto in un periodo delicato come quello che sta attraversando, con due bimbi così piccoli e molte responsabilità sulle spalle.
I sintomi che descrive (tachicardia, fiato corto, senso di costrizione al petto, debolezza) sono molto frequenti negli stati d’ansia e negli attacchi di panico: il corpo, quando è sotto stress, entra in una sorta di “allarme”, anche se non c’è un pericolo reale. Questo può far percepire sensazioni molto forti e portare a preoccuparsi di avere qualcosa di grave, alimentando un circolo di paura e controllo, tipico dell’ansia ipocondriaca.
Il fatto che la visita cardiologica sia risultata rassicurante è un elemento importante. Anche gli esami che farà possono aiutarla a escludere eventuali cause organiche, ma è altrettanto fondamentale occuparsi della componente emotiva e psicologica che sta emergendo.
In momenti di forte stress, soprattutto dopo periodi intensi come la maternità, può accadere che l’ansia si riattivi. Non significa che ci sia qualcosa che non va in lei, ma che probabilmente sta vivendo un sovraccarico.
Le consiglierei di valutare un percorso psicologico, che possa aiutarla a comprendere meglio cosa sta succedendo, gestire gli attacchi di panico e ritrovare un senso di sicurezza e serenità, per poter vivere con più tranquillità questo tempo con i suoi bambini.
Buonasera, capisco molto bene quanto sia spaventoso quello che stai vivendo: sintomi fisici intensi (tachicardia, mancanza di fiato, fastidio al petto, debolezza) e la paura paralizzante che "ti succeda qualcosa" e non possa goderti i tuoi bambini. Quello che descrivi è coerente con ansia nel periodo postpartum (con componente di ansia da salute) in un contesto di stress molto elevato: due bambini piccolissimi (21 mesi e 7 mesi), carico di accudimento continuo, probabilmente poco sonno, e una paura specifica ("mi succede qualcosa e lascio i bambini") che è molto comune nell'ansia perinatale.
La buona notizia è che il cardiologo ha trovato il cuore sano, e stai facendo gli esami giusti (anemia, tiroide) per escludere cause mediche. Se questi esami sono nella norma, è molto probabile che i sintomi siano manifestazioni dell'ansia, che sono reali, spaventosi, ma non pericolosi. L'ansia attiva il corpo come se ci fosse un pericolo (accelera il cuore, cambia il respiro, crea tensione), e questi sintomi spaventano ancora di più, creando un circolo vizioso: ansia → sintomi → paura → più ansia.
L'ansia nel periodo postpartum colpisce il 10-18% delle mamme, e quando hai due bambini molto piccoli (come nel tuo caso) lo stress è fisiologicamente altissimo: deprivazione di sonno, carico mentale e fisico continuo, poco tempo per te. La paura di "morire o ammalarsi e lasciare i bambini" è uno dei temi più frequenti dell'ansia perinatale (insieme a paure per il benessere del bambino o per non essere capace), e quando questa paura diventa pervasiva e occupa molto tempo, si configura come disturbo d'ansia che va trattato.
I sintomi che descrivi (tachicardia, dispnea, fastidio toracico, debolezza, pallore, senso di febbre) possono essere causati dall'ansia anche se sembrano molto "fisici": l'ansia attiva il sistema nervoso simpatico, crea tensione muscolare, può portare a iperventilazione (che dà senso di mancanza d'aria e formicolii), e la paura stessa può causare pallore e debolezza. Questo non significa che "è tutto nella tua testa" o che "non è reale": i sintomi sono reali, ma la causa non è il cuore o una malattia grave, potrebbe essere l'ansia.
Ricorda che mente e corpo sono un tutt uno, non puoi provare qualcosa nel corpo senza ripercussioni nella tua mente e viceversa. il momento è molto delicato.
Completa gli esami in corso (anemia, tiroide) e falli assolutamente visionare ad un medico per escludere cause mediche; se sono nella norma, è importante accettare che i sintomi sono legati all'ansia e non continuare a cercare altre cause rare, perché paradossalmente questo mantiene l'ansia invece di ridurla (più cerchi, più confermi a te stessa che "c'è qualcosa da temere").
Cerca nel frattempo di lavorare sul sonno,la deprivazione di sonno può essere una delle cause primarie di stress. Identifica 2-3 notti/settimana in cui qualcuno (partner, familiare) si occupa completamente dei risvegli notturni, così tu puoi dormire almeno 6-7 ore di fila, anche solo questo può aiutare molto.
Prova qualche tecnica di respirazione e mindfulness, può aiutare ci sono molte app che ti danno buone indicazioni.
E' FONDAMENTALE, chiedere aiuto e supporto pratico alle persone che ti stanno attorno: Chiedi e accetta aiuto (partner, familiari, amiche) per il carico di accudimento, anche solo per avere un'ora al giorno per te; l'isolamento e il sovraccarico sono fattori di rischio per ansia e malessere in seguito alla nascita dei figli.
ritrova le aperture di significato che ti fanno stare bene e che ti definiscono come altro e non solo come mamma a tempo pieno.
E' un tema delicato e meriterebbe di essere affrontato in una terapia o un supporto psicologico più strutturato. Anche solo per qualche consulenza può essere utile.
Spero di essere stato d'aiuto,
Dott. Marco Scaramuzzino
La buona notizia è che il cardiologo ha trovato il cuore sano, e stai facendo gli esami giusti (anemia, tiroide) per escludere cause mediche. Se questi esami sono nella norma, è molto probabile che i sintomi siano manifestazioni dell'ansia, che sono reali, spaventosi, ma non pericolosi. L'ansia attiva il corpo come se ci fosse un pericolo (accelera il cuore, cambia il respiro, crea tensione), e questi sintomi spaventano ancora di più, creando un circolo vizioso: ansia → sintomi → paura → più ansia.
L'ansia nel periodo postpartum colpisce il 10-18% delle mamme, e quando hai due bambini molto piccoli (come nel tuo caso) lo stress è fisiologicamente altissimo: deprivazione di sonno, carico mentale e fisico continuo, poco tempo per te. La paura di "morire o ammalarsi e lasciare i bambini" è uno dei temi più frequenti dell'ansia perinatale (insieme a paure per il benessere del bambino o per non essere capace), e quando questa paura diventa pervasiva e occupa molto tempo, si configura come disturbo d'ansia che va trattato.
I sintomi che descrivi (tachicardia, dispnea, fastidio toracico, debolezza, pallore, senso di febbre) possono essere causati dall'ansia anche se sembrano molto "fisici": l'ansia attiva il sistema nervoso simpatico, crea tensione muscolare, può portare a iperventilazione (che dà senso di mancanza d'aria e formicolii), e la paura stessa può causare pallore e debolezza. Questo non significa che "è tutto nella tua testa" o che "non è reale": i sintomi sono reali, ma la causa non è il cuore o una malattia grave, potrebbe essere l'ansia.
Ricorda che mente e corpo sono un tutt uno, non puoi provare qualcosa nel corpo senza ripercussioni nella tua mente e viceversa. il momento è molto delicato.
Completa gli esami in corso (anemia, tiroide) e falli assolutamente visionare ad un medico per escludere cause mediche; se sono nella norma, è importante accettare che i sintomi sono legati all'ansia e non continuare a cercare altre cause rare, perché paradossalmente questo mantiene l'ansia invece di ridurla (più cerchi, più confermi a te stessa che "c'è qualcosa da temere").
Cerca nel frattempo di lavorare sul sonno,la deprivazione di sonno può essere una delle cause primarie di stress. Identifica 2-3 notti/settimana in cui qualcuno (partner, familiare) si occupa completamente dei risvegli notturni, così tu puoi dormire almeno 6-7 ore di fila, anche solo questo può aiutare molto.
Prova qualche tecnica di respirazione e mindfulness, può aiutare ci sono molte app che ti danno buone indicazioni.
E' FONDAMENTALE, chiedere aiuto e supporto pratico alle persone che ti stanno attorno: Chiedi e accetta aiuto (partner, familiari, amiche) per il carico di accudimento, anche solo per avere un'ora al giorno per te; l'isolamento e il sovraccarico sono fattori di rischio per ansia e malessere in seguito alla nascita dei figli.
ritrova le aperture di significato che ti fanno stare bene e che ti definiscono come altro e non solo come mamma a tempo pieno.
E' un tema delicato e meriterebbe di essere affrontato in una terapia o un supporto psicologico più strutturato. Anche solo per qualche consulenza può essere utile.
Spero di essere stato d'aiuto,
Dott. Marco Scaramuzzino
Buonasera, quello che descrive è molto comprensibile, soprattutto nel momento di vita che sta attraversando. Avere due bambini così piccoli significa essere quasi sempre in uno stato di allerta, con poco tempo per recuperare energie. In queste condizioni l’ansia può riemergere anche dopo anni e spesso si manifesta proprio come paura per la salute.
Il fatto che lei tema continuamente che le succeda qualcosa non indica che sia ipocondriaca, ma che in questo periodo il suo sistema di protezione è molto attivato. Quando siamo sotto stress il corpo diventa più sensibile e ogni segnale fisico viene letto come pericoloso. I sintomi che descrive, come tachicardia, mancanza di fiato, fastidio al petto e debolezza, sono tipici dell’ansia e degli attacchi di panico. Il controllo cardiologico nella norma è un elemento importante e rassicurante.
La paura più profonda, da come scrive, sembra essere quella di non poter esserci per i suoi figli e di non riuscire a goderseli. Questo rende l’ansia ancora più intensa, perché tocca qualcosa di molto fondamentale. Più cerca di controllare il corpo per assicurarsi che vada tutto bene, più la sensazione tende a rimanere.
Gli esami che farà sono utili anche per escludere altre cause e ridurre l’incertezza. Ma per far diminuire davvero questa sensazione è necessario lavorare anche sul piano emotivo, aiutando il corpo a sentirsi di nuovo al sicuro. Questo, soprattutto in un periodo così carico, spesso è difficile da fare da sole.
Un supporto psicologico può aiutarla a riconoscere i segnali dell’ansia, a ridimensionare la paura delle sensazioni fisiche e a ritrovare un senso di sicurezza interna. Non è un segno di debolezza, ma una forma di cura verso sé stessa e, indirettamente, anche verso i suoi bambini.
Lei non sta perdendo il controllo. Il suo corpo sta chiedendo ascolto dopo un periodo di forte stress. Rimango a disposizione, un saluto!
Il fatto che lei tema continuamente che le succeda qualcosa non indica che sia ipocondriaca, ma che in questo periodo il suo sistema di protezione è molto attivato. Quando siamo sotto stress il corpo diventa più sensibile e ogni segnale fisico viene letto come pericoloso. I sintomi che descrive, come tachicardia, mancanza di fiato, fastidio al petto e debolezza, sono tipici dell’ansia e degli attacchi di panico. Il controllo cardiologico nella norma è un elemento importante e rassicurante.
La paura più profonda, da come scrive, sembra essere quella di non poter esserci per i suoi figli e di non riuscire a goderseli. Questo rende l’ansia ancora più intensa, perché tocca qualcosa di molto fondamentale. Più cerca di controllare il corpo per assicurarsi che vada tutto bene, più la sensazione tende a rimanere.
Gli esami che farà sono utili anche per escludere altre cause e ridurre l’incertezza. Ma per far diminuire davvero questa sensazione è necessario lavorare anche sul piano emotivo, aiutando il corpo a sentirsi di nuovo al sicuro. Questo, soprattutto in un periodo così carico, spesso è difficile da fare da sole.
Un supporto psicologico può aiutarla a riconoscere i segnali dell’ansia, a ridimensionare la paura delle sensazioni fisiche e a ritrovare un senso di sicurezza interna. Non è un segno di debolezza, ma una forma di cura verso sé stessa e, indirettamente, anche verso i suoi bambini.
Lei non sta perdendo il controllo. Il suo corpo sta chiedendo ascolto dopo un periodo di forte stress. Rimango a disposizione, un saluto!
Salve, grazie per aver condiviso qui il suo vissuto attuale, non è sola. Quello che descrive è molto comune nelle mamme con bimbi piccoli, soprattutto dopo un periodo di forte stress e deprivazione di sonno. Non è “strana”, non è “debole” e non sta impazzendo.
Ha due bambini piccolissimi, il suo corpo e la sua mente sono stati sotto pressione continua per mesi (anzi, anni). L’ansia spesso non arriva durante lo stress, ma dopo, quando il corpo finalmente rallenta… e allora esplode. I sintomi che descrive — tachicardia, fame d’aria, senso di peso al petto, debolezza — sono identici a quelli degli attacchi di panico. Il fatto che:
la visita cardiologica sia ok
il medico stia solo controllando anemia e tiroide (giustissimo farlo)
è già un grande segnale rassicurante. L’ansia sa imitare benissimo le malattie fisiche, ed è questo che la rende così spaventosa. Iniziando sin da subito un percorso di supporto psicologico ( online o in presenza) può aiutarla ad avere più consapevolezza e imparare a gestire lo stato ansioso, avendo un sostegno costante, in un ambiente sicuro e non giudicante. Resto a sua disposizione.
Ha due bambini piccolissimi, il suo corpo e la sua mente sono stati sotto pressione continua per mesi (anzi, anni). L’ansia spesso non arriva durante lo stress, ma dopo, quando il corpo finalmente rallenta… e allora esplode. I sintomi che descrive — tachicardia, fame d’aria, senso di peso al petto, debolezza — sono identici a quelli degli attacchi di panico. Il fatto che:
la visita cardiologica sia ok
il medico stia solo controllando anemia e tiroide (giustissimo farlo)
è già un grande segnale rassicurante. L’ansia sa imitare benissimo le malattie fisiche, ed è questo che la rende così spaventosa. Iniziando sin da subito un percorso di supporto psicologico ( online o in presenza) può aiutarla ad avere più consapevolezza e imparare a gestire lo stato ansioso, avendo un sostegno costante, in un ambiente sicuro e non giudicante. Resto a sua disposizione.
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