Via Balilla 38, Milano 20136
Al momento per via Balilla 38 si effettuano solo colloqui online.
Leggi di più23/01/2026
Sono psicologa clinica, specializzanda in psicoterapia cognitivo-comportamentale presso Studi Cognitivi. Ho ampliato le mie competenze in ambito psicologico seguendo un Corso di Sessuologia Clinica e Terapia di Coppia presso Studio RiPsi.
Mi sono laureata in Psicologia Clinica presso la Sigmund Freud University di Milano, la quale comprendeva anche dei periodi di permanenza e studio presso la Sigmund Freud Freud University di Vienna. Ho eseguito il tirocinio post laurea presso la Casa di Reclusione di Opera, la Casa Circondariale S. Vittore e l'Istituto Penale per Minorenni C. Beccaria.
Il mio intento è quello di promuovere il benessere psicologico attraverso percorsi di consulenza e supporto rivolti a giovani adulti, adulti e coppie.
Principali aree di intervento: - Ansia e stress; - Gestione delle emozioni; - Difficoltà nella sfera sessuale; - Dipendenze; - Problematiche relazionali e sociali; - Difficoltà nella sfera lavorativa e scolastica; - Autostima, autoefficacia e crescita personale.
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Accettato
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22 recensioni
Fin dal primo incontro mi sono sentita accolta, ascoltata e capita. La sua professionalità si unisce a una grande empatia, creando uno spazio sicuro in cui potersi esprimere senza giudizio. Il percorso è stato chiaro, rispettoso dei miei tempi e davvero utile per comprendermi meglio.
Dott.ssa Taslima Grossi
Grazie delle sue parole!
Professionista molto valida e preparata. L’ho trovata attenta ed empatica
Sicuramente mi ha aiutata molto
Dott.ssa Taslima Grossi
La ringrazio.
Discrezione abbinata a comprensione e professionalità.
Dott.ssa Taslima Grossi
Grazie per il suo feedback.
È stata la mia prima esperienza con uno psicologo e non sapevo cosa aspettarmi ma la dottoressa si è dimostrata subito molto gentile e accogliente mettendomi a mio agio fin dalla prima seduta. Pienamente soddisfatto della professionalità e competenza della dottoressa e del percorso svolto fin qui
Dott.ssa Taslima Grossi
Grazie per le sue parole, sono lieta che si sia trovato bene.
Professionale, preparata ed empatica. Ha capito da subito le mie esigenze e mi sta accompagnando in un percorso psicologico lungo ma efficace
Dott.ssa Taslima Grossi
La ringrazio molto per le sue parole.
La dottoressa Grossi si è mostrata estremamente puntuale, professionale e disponibile, sapendomi mettere fin da subito a mio agio. Lo studio e’ curato nei minimi dettagli.
Dott.ssa Taslima Grossi
La ringrazio per il suo feedback.
Dopo tanto tempo in cui ho sempre pensato di iniziare un percorso di supporto psicologico senza però mai agire, ho trovato la dottoressa Grossi. La dottoressa fin da subito ha compreso i miei timori iniziali e mi ha accompagnato passo passo in un percorso di accettazione e evoluzione di alcune parti di me che mi tenevano fermo da ormai troppo tempo. Mi sento, finalmente dopo tanto tempo, un po' meno nemico di me stesso. Grazie.
Dott.ssa Taslima Grossi
Grazie!
Ringrazio la dottoressa Grossi per avermi supportato un un periodo molto difficile della mia vita. Professionista preparata ed empatica.
Dott.ssa Taslima Grossi
Grazie mille!
Un grazie di cuore alla dottoressa Grossi che mi ha fatta sentire fin da subito a mio agio, aiutandomi a comprendere le radici della mia sofferenza e offrendomi strumenti preziosissimi per affrontarla. Durante il percorso mi sono sempre sentita accolta, capita e mai giudicata. La consiglio caldamente per la professionalità e la disponibilità all’ascolto!
Dott.ssa Taslima Grossi
La ringrazio per le sue parole, sono lieta di esserle stata di supporto.
Mi sono trovata molto bene, e a mio agio fin da subito. Estrema professionalità ed empatia. La dottoressa è molto Preparata, disponibile, mi ha aiutato moltissimo in un momento difficile. La Consiglio.
Dott.ssa Taslima Grossi
La ringrazio per il feedback, mi è molto utile per implementare costantemente le modalità utilizzate in seduta.
ha risposto a 84 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve, ormai da qualche tempo mi accorgo di arrossire molto in momenti che prima non mi generavano nessun tipo di ansia, come parlare a tavola con i familiari o scherzare con gli amici. Pultroppo adesso in queste situazioni di ritrovo ad arrossire molto e comincio a sudare. Questa situazione sta diventando dura e imbarazzante per me in quando non riesco più a gestire questa emotività che prima non avevo mai avuto. Vi chiedo un aiuto su come poter risolvere questo problema che mi sta creando grossi problemi soprattutto nella vita sociale, grazie infinite.
La ringrazio per la condivisione, capisco quanto questa esperienza possa essere diventata faticosa e limitante, soprattutto perché riguarda situazioni quotidiane che prima viveva con naturalezza.
In un’ottica cognitivo-comportamentale, l’arrossire e la sudorazione non sono il problema in sé, ma la risposta del corpo a uno stato di iper-vigilanza e allarme. Spesso accade che un primo episodio venga vissuto con imbarazzo o paura, e da lì si sviluppi un circolo vizioso: la preoccupazione di arrossire aumenta l’attivazione fisiologica, che a sua volta rende più probabile l’arrossamento. Più si cerca di controllare o evitare la reazione, più il corpo la amplifica.
Questo meccanismo è molto comune e non indica una fragilità personale, ma un apprendimento disfunzionale dell’ansia. In CBT si lavora proprio su questo: ridurre la paura delle sensazioni fisiche, modificare i pensieri anticipatori (“succederà”, “si noterà”, “sarà imbarazzante”) e interrompere l’evitamento, che nel tempo mantiene il problema.
Un percorso psicologico mirato può aiutarla in modo concreto e relativamente breve a recuperare sicurezza nelle situazioni sociali e a ridurre l’impatto di questi sintomi sulla sua vita quotidiana.
Rimango a disposizione se desidera approfondire o capire meglio come affrontare questo problema in modo pratico ed efficace.
Ho 56 anni e dopo 10 anni con il mio compagno vorrei convivere con lui ma lui non vuole. Ha 2 figli uno di 23 l'altro di 28 anni con il doc che sembrano essere l'unica ragione di vita nella quale non mi coinvolge nonostante glielo abbia chiesto e per di più non avendo io figli. . All'inizio ero il centro della sua vita e la passione che provava era così soffocante che ero io quella che fuggiva. Con l'affievolirsi della passione ora non mi abbraccia mai né mi da baci spontanei se non durante i rapporti. Il suo bisogno di stare con me si é ridotto e tutto questo mi crea un senso di abbandono e di rabbia soprattutto ora che ho lasciato il lavoro e ho più tempo per pensare e sono tornata a vivere da mia madre anziana che ha avuto problemi di salute. Nonostante mi dica che mi vuole bene io non riesco a sentirmi amata e ora sto così male che vorrei lasciarlo ma ancora non lho fatto perché mi prende l'angoscia.
La ringrazio per aver condiviso una parte così intima e dolorosa della sua esperienza.
Il nodo centrale sembra essere lo scarto sempre più ampio tra ciò di cui lei ha bisogno oggi e ciò che questa relazione le restituisce. Il desiderio di convivere dopo dieci anni, di sentirsi scelta, inclusa, amata anche nei piccoli gesti quotidiani, è un bisogno legittimo, soprattutto in una fase della vita in cui cambiano equilibri, ruoli e risorse personali. Il rifiuto della convivenza, la distanza affettiva, la centralità esclusiva dei figli e la sua esclusione da quell’area della vita del partner agiscono come eventi attivanti che alimentano pensieri dolorosi del tipo “non sono importante”, “non sono davvero amata”, “sono sola”, pensieri che comprensibilmente intensificano emozioni di abbandono, rabbia e angoscia.
Il cambiamento rispetto all’inizio della relazione è un altro elemento chiave: da una passione intensa, quasi soffocante, si è passati a una relazione povera di contatto e di iniziativa affettiva. Questo può riattivare schemi profondi legati alla paura di non essere più desiderabile o di perdere il legame, soprattutto ora che lei si trova in una condizione di maggiore vulnerabilità personale: la perdita del lavoro, il ritorno a casa di sua madre anziana e i problemi di salute di quest’ultima riducono le fonti di sostegno e aumentano il tempo dedicato ai pensieri ruminativi.
Il fatto che lui le dica di volerle bene, ma che lei non riesca a sentirsi amata, è un dato clinicamente molto importante: l’amore non è solo dichiarazione, ma esperienza emotiva concreta. Ha mai pensato di intraprendere un percorso psicologico? tramite esso potrebbe chiarire quali sono i suoi bisogni affettivi attuali e se vengono soddisfatti; riconoscere i pensieri che alimentano l’angoscia e valutare quanto la tengano bloccata; distinguere la paura della perdita dalla reale qualità della relazione; lavorare sul suo senso di stabilità interna, indipendente dalle scelte del partner.
Il fatto che l’idea di lasciarlo le provochi angoscia indica che oggi la separazione è vissuta come una minaccia, non come una scelta, ed è proprio su questo che un percorso psicologico individuale potrebbe aiutarla: ridare spazio a sé, rafforzare le sue risorse emotive e accompagnarla verso decisioni più libere e meno guidate dalla paura.
Resto a disposizione se desidera approfondire uno di questi aspetti o capire meglio come potrebbe esserle utile un percorso di supporto in questo momento così delicato.
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