Buonasera Gentili Dottori, Vi scrivo per chiedere consigli su come riprendere i rapporti almeno cord
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Buonasera Gentili Dottori, Vi scrivo per chiedere consigli su come riprendere i rapporti almeno cordiali, con il mio ex , dato che lavoriamo nello stesso ambiente, anche se io ne sono ancora innamorata..ma mi sembra impossibile potergli dire anche solo buongiorno visto che lui prende le distanze, è freddo, cammina a testa bassa quando mi vede, neanche si avvicina a salutare i colleghi in comune se ci sono io, mi tratta come se fossi invisibile..non pensavo che qualcuno mai potesse avere così paura di me nonostante non sia mai stata aggressiva, violenta..anzi sempre dolce, sensibile..capisco che non voglia avere niente a che fare con me dato che è stato lui a lasciarmi l'anno scorso, poi è orgoglioso, permaloso però mi ferisce il suo atteggiamento, non mi ha mai più neanche guardata negli occhi..mi tratta da invisibile..penso che anche se lo lo chiamassi per nome farebbe finta di non sentire; se stessi per cadere neanche mi aiuterebbe, mi calpesterebbe, non esisto..mi fa solo piangere questo suo comportamento di evitamento e indifferenza..Vi ringrazio e Vi auguro una Serena Pasqua. Cordiali Saluti.
Buongiorno, difficile dire cosa fare o come comportarsi senza avere cognizione specifica della relazione che è stata, di come e perché è finita. In ogni caso la soluzione migliore è sempre quella di cercare di affrontare il tema con l'interessato cercando di "imporre" un colloqui chiarificatore.
Cordialmente, Giancarlo Caselli
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Buongiorno,
da quello che racconti emerge quanta sofferenza e quanto senso di rifiuto tu stia vivendo in questa situazione. È comprensibile che il suo atteggiamento di distanza e indifferenza possa ferirti profondamente, soprattutto se i sentimenti che provi per lui sono ancora presenti.
Quando una relazione finisce, però, ciascuna persona può reagire in modi molto diversi: c’è chi sente il bisogno di mantenere un minimo di contatto e chi invece prende le distanze in modo molto marcato, talvolta proprio per proteggersi emotivamente. Questo non significa necessariamente che tu abbia fatto qualcosa di sbagliato o che ci sia “paura” di te, ma può essere il modo che lui ha trovato per gestire la situazione.
In questo momento potrebbe essere utile spostare delicatamente l’attenzione da ciò che lui fa o non fa, a ciò di cui hai bisogno tu per stare un po’ meglio nel contesto lavorativo e nella tua vita emotiva. A volte ripartire da piccoli passi – come trovare un modo per prenderti cura delle tue emozioni e dei tuoi confini – può aiutare a rendere meno dolorosa anche la convivenza nello stesso ambiente di lavoro.
Se senti che questa situazione continua a farti stare molto male, parlarne con uno psicologo può offrirti uno spazio protetto in cui comprendere meglio ciò che stai vivendo e trovare modalità più sostenibili per affrontarlo.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
da quello che racconti emerge quanta sofferenza e quanto senso di rifiuto tu stia vivendo in questa situazione. È comprensibile che il suo atteggiamento di distanza e indifferenza possa ferirti profondamente, soprattutto se i sentimenti che provi per lui sono ancora presenti.
Quando una relazione finisce, però, ciascuna persona può reagire in modi molto diversi: c’è chi sente il bisogno di mantenere un minimo di contatto e chi invece prende le distanze in modo molto marcato, talvolta proprio per proteggersi emotivamente. Questo non significa necessariamente che tu abbia fatto qualcosa di sbagliato o che ci sia “paura” di te, ma può essere il modo che lui ha trovato per gestire la situazione.
In questo momento potrebbe essere utile spostare delicatamente l’attenzione da ciò che lui fa o non fa, a ciò di cui hai bisogno tu per stare un po’ meglio nel contesto lavorativo e nella tua vita emotiva. A volte ripartire da piccoli passi – come trovare un modo per prenderti cura delle tue emozioni e dei tuoi confini – può aiutare a rendere meno dolorosa anche la convivenza nello stesso ambiente di lavoro.
Se senti che questa situazione continua a farti stare molto male, parlarne con uno psicologo può offrirti uno spazio protetto in cui comprendere meglio ciò che stai vivendo e trovare modalità più sostenibili per affrontarlo.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
Buongiorno mi dispiace che stia vivendo questa situazione così dolorosa. E' difficile fare in modo che l'altro si comporti in modo diverso da quello che vorremmo, se non quasi impossibile. Probabilmente c'é un non detto, un rancore, o una responsabilità forse da entrambe le parti con cui avete difficoltà a fare i conti. Chiarire con l'altro implica mettersi in gioco e spesso rivedere alcune proprie convinzioni. Per poter far fronte a quanto le sto illustrando, credo che qualche incontro con un professionista la possa supportare e guidare in vista di una maggiore chiarezza sia personale che relazionale.
Le faccio in bocca al lupo.
Le faccio in bocca al lupo.
Buongiorno,
quello che descrivi è molto doloroso, perché non si tratta solo della fine di una relazione, ma del modo in cui questa continua a essere “gestita” nel presente, attraverso distanza, freddezza e assenza di riconoscimento. Essere trattata come invisibile da una persona che hai amato può ferire profondamente e riattivare ogni volta il legame che, da parte tua, è ancora vivo.
Il tuo desiderio di recuperare almeno un rapporto cordiale è comprensibile, soprattutto dovendo condividere lo stesso ambiente lavorativo. Tuttavia, è importante considerare che al momento il comportamento del tuo ex va nella direzione opposta: evita, non si avvicina, non sostiene il contatto visivo. Questo tipo di atteggiamento, per quanto difficile da accettare, è una forma chiara di distanza che lui sta mantenendo. Non necessariamente per paura di te, ma più probabilmente per gestire qualcosa di suo: disagio, senso di colpa, difficoltà a sostenere il confronto o semplicemente il bisogno di chiudere in modo netto.
Il punto centrale è che, per quanto tu possa desiderare un’interazione più civile, questa richiede una disponibilità minima da entrambe le parti. Se lui al momento non ce l’ha, rischi di esporti a ulteriori ferite ogni volta che provi a “forzare” un contatto che non viene ricambiato.
Questo non significa che tu debba annullarti o sparire. Al contrario, puoi iniziare a spostare il focus su ciò che è sotto il tuo controllo. Ad esempio, mantenere un comportamento coerente con i tuoi valori: se senti che per te è importante essere educata, puoi permetterti un saluto semplice, senza aspettarti una risposta. Non tanto per ottenere qualcosa da lui, ma per restare allineata a come vuoi essere tu. Allo stesso tempo, può essere importante proteggerti emotivamente, riducendo le aspettative che lui possa cambiare atteggiamento nel breve tempo.
Il dolore che provi è amplificato dal fatto che sei ancora innamorata. In queste condizioni, ogni gesto di chiusura pesa di più, perché non è solo un collega che ti evita, ma una persona significativa. Per questo motivo, oltre alla gestione pratica sul lavoro, sarebbe importante prenderti cura anche di questo legame che, dentro di te, è ancora aperto.
In sintesi, è possibile costruire una forma di convivenza civile, ma non dipende solo da te. Puoi fare la tua parte mantenendo rispetto e misura, senza rincorrere o interpretare il suo comportamento come un giudizio sul tuo valore. Il modo in cui lui si comporta parla soprattutto di lui e delle sue modalità di gestione, non di ciò che tu sei stata nella relazione. Con il tempo, lavorando anche su ciò che provi, potrai trovarti meno esposta a questo dolore e più libera di muoverti nello stesso ambiente senza sentirti “invisibile”.
Un caro saluto,
Dott. Valerio Romano
quello che descrivi è molto doloroso, perché non si tratta solo della fine di una relazione, ma del modo in cui questa continua a essere “gestita” nel presente, attraverso distanza, freddezza e assenza di riconoscimento. Essere trattata come invisibile da una persona che hai amato può ferire profondamente e riattivare ogni volta il legame che, da parte tua, è ancora vivo.
Il tuo desiderio di recuperare almeno un rapporto cordiale è comprensibile, soprattutto dovendo condividere lo stesso ambiente lavorativo. Tuttavia, è importante considerare che al momento il comportamento del tuo ex va nella direzione opposta: evita, non si avvicina, non sostiene il contatto visivo. Questo tipo di atteggiamento, per quanto difficile da accettare, è una forma chiara di distanza che lui sta mantenendo. Non necessariamente per paura di te, ma più probabilmente per gestire qualcosa di suo: disagio, senso di colpa, difficoltà a sostenere il confronto o semplicemente il bisogno di chiudere in modo netto.
Il punto centrale è che, per quanto tu possa desiderare un’interazione più civile, questa richiede una disponibilità minima da entrambe le parti. Se lui al momento non ce l’ha, rischi di esporti a ulteriori ferite ogni volta che provi a “forzare” un contatto che non viene ricambiato.
Questo non significa che tu debba annullarti o sparire. Al contrario, puoi iniziare a spostare il focus su ciò che è sotto il tuo controllo. Ad esempio, mantenere un comportamento coerente con i tuoi valori: se senti che per te è importante essere educata, puoi permetterti un saluto semplice, senza aspettarti una risposta. Non tanto per ottenere qualcosa da lui, ma per restare allineata a come vuoi essere tu. Allo stesso tempo, può essere importante proteggerti emotivamente, riducendo le aspettative che lui possa cambiare atteggiamento nel breve tempo.
Il dolore che provi è amplificato dal fatto che sei ancora innamorata. In queste condizioni, ogni gesto di chiusura pesa di più, perché non è solo un collega che ti evita, ma una persona significativa. Per questo motivo, oltre alla gestione pratica sul lavoro, sarebbe importante prenderti cura anche di questo legame che, dentro di te, è ancora aperto.
In sintesi, è possibile costruire una forma di convivenza civile, ma non dipende solo da te. Puoi fare la tua parte mantenendo rispetto e misura, senza rincorrere o interpretare il suo comportamento come un giudizio sul tuo valore. Il modo in cui lui si comporta parla soprattutto di lui e delle sue modalità di gestione, non di ciò che tu sei stata nella relazione. Con il tempo, lavorando anche su ciò che provi, potrai trovarti meno esposta a questo dolore e più libera di muoverti nello stesso ambiente senza sentirti “invisibile”.
Un caro saluto,
Dott. Valerio Romano
Sembra essersi creato un forte sbilanciamento dove lei è ancora emotivamente coinvolta, mentre lui ha preso una distanza marcata. Questo può essere vissuto come rifiuto, ma spesso è una strategia per evitare il coinvolgimento emotivo.
L’evitamento dell’altro non va necessariamente interpretato come paura o disprezzo verso di lei, ma come una modalità — forse rigida — di gestire la separazione. In questo momento, cercare di ristabilire un contatto potrebbe aumentare la frustrazione. Il lavoro più importante diventa allora interno: elaborare la perdita e ricostruire un senso di sé che non dipenda dal suo sguardo. Solo successivamente, e se le condizioni cambieranno, potrà eventualmente emergere una forma di relazione più neutra.
L’evitamento dell’altro non va necessariamente interpretato come paura o disprezzo verso di lei, ma come una modalità — forse rigida — di gestire la separazione. In questo momento, cercare di ristabilire un contatto potrebbe aumentare la frustrazione. Il lavoro più importante diventa allora interno: elaborare la perdita e ricostruire un senso di sé che non dipenda dal suo sguardo. Solo successivamente, e se le condizioni cambieranno, potrà eventualmente emergere una forma di relazione più neutra.
Gentile Sig.ra il suo ex marito si difende da se stesso, evitando di salutarLa davanti agli altri. Anche la colpa gioca un ruolo importante nell'atteggiamento del Suo ex che ha agito la separazione, come Lei ha detto. E' un uomo che soffre e non vuole darlo a vedere agli altri. Mi rendo conto che Lei si sente mortificata ogni volta che La ignora, ma bisogna accettare anche l'indifferenza che ci mostrano le persone che hanno detto di amarci, pensando di più a se stessi e non facendosi condizionare dagli atteggiamenti distruttivi degli altri. Forse sarebbe utile che Lei comprenda fino in fondo che la Sua unione con quest'uomo è finita e che sia arrivato il momento di costruire la propria vita in modo più autentico e indipendente. Cordiali saluti dott.ssa G.Elmo
Buonasera, dal suo racconto sembrerebbe che al momento dall'altra parte non vi sia la volontà di riallacciare un minimo di rapporto conviviale. Potrebbe essere controproducente forzare un riavvicinamento in questa fase del vostro rapporto in cui sembrano esserci ancora dei nodi importanti. Le suggerisco di lasciare spazio e fare si che il tempo, eventualmente, crei lo spazio per recuperare una dimensione sostenibile di condividere lo spazio per entrambi. Questo per non rischiare di esporsi ulteriormente a esperienze svilenti e poco positive per lei, che già verbalizza vissuti di annichilimento e scarsa autostima. Le auguro il meglio
Buonasera,
la situazione che descrive è comprensibilmente dolorosa, soprattutto perché ai sentimenti ancora presenti si aggiunge la difficoltà di condividere lo stesso ambiente lavorativo.
L’atteggiamento del suo ex partner, potrebbe rappresentare una modalità di gestione della chiusura della relazione; tuttavia, il suo comportamento non definisce il suo valore come persona.
Forzare un riavvicinamento o anche solo una cordialità, in questo momento, potrebbe risultare difficile ma è importante prendersi cura della sofferenza emotiva che sta vivendo.
Un supporto psicologico può aiutarla a gestire le emozioni legate a questa situazione e riscrivere i significati legati ad essa.
Con il tempo, questo potrà anche permetterle di vivere l’ambiente lavorativo con maggiore serenità.
la situazione che descrive è comprensibilmente dolorosa, soprattutto perché ai sentimenti ancora presenti si aggiunge la difficoltà di condividere lo stesso ambiente lavorativo.
L’atteggiamento del suo ex partner, potrebbe rappresentare una modalità di gestione della chiusura della relazione; tuttavia, il suo comportamento non definisce il suo valore come persona.
Forzare un riavvicinamento o anche solo una cordialità, in questo momento, potrebbe risultare difficile ma è importante prendersi cura della sofferenza emotiva che sta vivendo.
Un supporto psicologico può aiutarla a gestire le emozioni legate a questa situazione e riscrivere i significati legati ad essa.
Con il tempo, questo potrà anche permetterle di vivere l’ambiente lavorativo con maggiore serenità.
Buonasera,
la situazione che descrive è comprensibilmente molto dolorosa, soprattutto perché unisce due elementi difficili da gestire: la fine di una relazione significativa e la necessità di condividere lo stesso ambiente lavorativo.
Il comportamento del suo ex partner, per quanto ferente, può essere letto come una modalità di gestione della distanza emotiva. Alcune persone, soprattutto se provano disagio, senso di colpa o difficoltà a confrontarsi con le emozioni (proprie o altrui), tendono ad adottare strategie di evitamento marcato, fino ad apparire freddi o indifferenti. Questo non giustifica il suo atteggiamento, ma può aiutare a non interpretarlo come un giudizio sul suo valore personale.
Nel suo caso, però, emerge anche un aspetto importante: lei riferisce di essere ancora innamorata. Questo rende ogni tentativo di “normalizzazione” del rapporto molto più complesso, perché il desiderio di un contatto, anche minimo, rischia di riattivare continuamente la sofferenza.
Per provare a ristabilire una convivenza lavorativa almeno civile, può essere utile:
Ridimensionare le aspettative: puntare inizialmente non a un rapporto cordiale, ma a una semplice coesistenza rispettosa, anche senza interazioni dirette.
Mantenere un comportamento professionale e coerente: un saluto semplice e neutro (anche se non ricambiato) può essere un primo passo, ma senza insistere o aspettarsi una risposta.
Proteggere se stessa emotivamente: evitare di interpretare ogni suo comportamento in modo personale o estremo (“mi calpesterebbe”), perché questi pensieri, comprensibili nel dolore, rischiano di amplificarlo.
Lavorare sull’accettazione della distanza: al momento, lui sembra non essere disponibile a un contatto, e forzare una vicinanza potrebbe aumentare il disagio di entrambi.
È importante anche prendersi cura del suo vissuto emotivo: il fatto che questa situazione la faccia stare così male e la porti a piangere indica che la ferita è ancora aperta e merita attenzione. Più che concentrarsi su come cambiare lui, può essere utile concentrarsi su come aiutare se stessa a elaborare la separazione e a ritrovare un equilibrio.
Per questo motivo, le consiglierei di approfondire questi aspetti con uno specialista, che possa aiutarla a gestire le emozioni legate alla relazione e a costruire strategie più efficaci per affrontare la situazione lavorativa.
Un caro saluto.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
la situazione che descrive è comprensibilmente molto dolorosa, soprattutto perché unisce due elementi difficili da gestire: la fine di una relazione significativa e la necessità di condividere lo stesso ambiente lavorativo.
Il comportamento del suo ex partner, per quanto ferente, può essere letto come una modalità di gestione della distanza emotiva. Alcune persone, soprattutto se provano disagio, senso di colpa o difficoltà a confrontarsi con le emozioni (proprie o altrui), tendono ad adottare strategie di evitamento marcato, fino ad apparire freddi o indifferenti. Questo non giustifica il suo atteggiamento, ma può aiutare a non interpretarlo come un giudizio sul suo valore personale.
Nel suo caso, però, emerge anche un aspetto importante: lei riferisce di essere ancora innamorata. Questo rende ogni tentativo di “normalizzazione” del rapporto molto più complesso, perché il desiderio di un contatto, anche minimo, rischia di riattivare continuamente la sofferenza.
Per provare a ristabilire una convivenza lavorativa almeno civile, può essere utile:
Ridimensionare le aspettative: puntare inizialmente non a un rapporto cordiale, ma a una semplice coesistenza rispettosa, anche senza interazioni dirette.
Mantenere un comportamento professionale e coerente: un saluto semplice e neutro (anche se non ricambiato) può essere un primo passo, ma senza insistere o aspettarsi una risposta.
Proteggere se stessa emotivamente: evitare di interpretare ogni suo comportamento in modo personale o estremo (“mi calpesterebbe”), perché questi pensieri, comprensibili nel dolore, rischiano di amplificarlo.
Lavorare sull’accettazione della distanza: al momento, lui sembra non essere disponibile a un contatto, e forzare una vicinanza potrebbe aumentare il disagio di entrambi.
È importante anche prendersi cura del suo vissuto emotivo: il fatto che questa situazione la faccia stare così male e la porti a piangere indica che la ferita è ancora aperta e merita attenzione. Più che concentrarsi su come cambiare lui, può essere utile concentrarsi su come aiutare se stessa a elaborare la separazione e a ritrovare un equilibrio.
Per questo motivo, le consiglierei di approfondire questi aspetti con uno specialista, che possa aiutarla a gestire le emozioni legate alla relazione e a costruire strategie più efficaci per affrontare la situazione lavorativa.
Un caro saluto.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buonasera,
comprendo quanto possa essere doloroso vivere questa situazione, soprattutto dovendo condividere lo stesso ambiente lavorativo con una persona per cui prova ancora sentimenti.
Il comportamento del Suo ex, per quanto ferente, può essere una modalità di distanza che lui utilizza per gestire la separazione, più che qualcosa che riguarda il Suo valore personale. Tuttavia, questo non riduce l’impatto emotivo che ha su di Lei.
Forzare un riavvicinamento “cordiale” potrebbe non essere efficace se dall’altra parte c’è una chiusura così netta. Può invece aiutarLa concentrarsi su piccoli passi che dipendono da Lei, come mantenere un atteggiamento professionale e rispettoso, senza aspettarsi necessariamente una risposta.
Allo stesso tempo, il dolore che prova e il legame ancora presente meritano attenzione e uno spazio di elaborazione, per aiutarLa a ritrovare un equilibrio indipendentemente da lui.
Se lo desidera, può valutare un colloquio con me per approfondire e affrontare questa situazione in modo più mirato.
Un saluto,
dott.ssa Pisano
comprendo quanto possa essere doloroso vivere questa situazione, soprattutto dovendo condividere lo stesso ambiente lavorativo con una persona per cui prova ancora sentimenti.
Il comportamento del Suo ex, per quanto ferente, può essere una modalità di distanza che lui utilizza per gestire la separazione, più che qualcosa che riguarda il Suo valore personale. Tuttavia, questo non riduce l’impatto emotivo che ha su di Lei.
Forzare un riavvicinamento “cordiale” potrebbe non essere efficace se dall’altra parte c’è una chiusura così netta. Può invece aiutarLa concentrarsi su piccoli passi che dipendono da Lei, come mantenere un atteggiamento professionale e rispettoso, senza aspettarsi necessariamente una risposta.
Allo stesso tempo, il dolore che prova e il legame ancora presente meritano attenzione e uno spazio di elaborazione, per aiutarLa a ritrovare un equilibrio indipendentemente da lui.
Se lo desidera, può valutare un colloquio con me per approfondire e affrontare questa situazione in modo più mirato.
Un saluto,
dott.ssa Pisano
Gentile signora,
Le consiglio di effettuare qualche colloquio di terapia per parlare meglio dei suoi sentimenti e soprattutto per poter meglio elaborare questa perdita.
Resto in attesa di un riscontro anche tramite messaggio per poterle chiarire qualche dubbio
Le consiglio di effettuare qualche colloquio di terapia per parlare meglio dei suoi sentimenti e soprattutto per poter meglio elaborare questa perdita.
Resto in attesa di un riscontro anche tramite messaggio per poterle chiarire qualche dubbio
La sua frase "anche se io ne sono ancora innamorata" fa pensare. E' certa che avete chiarito a sufficienza eventuali "sospesi", torti, rancori o altro tra voi di modo che la rottura sia chiara e definitiva? Se il suo ex è convinto di aver commesso un errore a frequentarla, il comportamento di evitamento mi sembra comprensibile, ma potrebbero esserci dei rancori o delle scuse non date che impediscono una ripresa di rapporti quanto menoi tra colleghi.
Buongiorno, grazie per la sua dolorosa condivisione. è difficilissimo quando ci troviamo in una situazione di separazione e distacco non decisa da noi, su cui non abbiamo controllo. Ancora più difficile è sentire che non abbiamo potere sul comportamento dell'altro, perchè non possiamo "costringerlo" a recuperare contatti con noi nel momento in cui lui non dovesse sentirsi pronto. Per rispondere al suo bisogno e alla sua domanda sicuramente avrei bisogno di conoscere meglio la vostra storia e capire come vi siete separati, cos'è successo, per quale motivo. Visto che sull'altro non abbiamo potere, il mio suggerimento è di provare a recuperare potere su di sè: credo che sarebbe utile cominciare un percorso che possa aiutarla a elaborare quello che sta succedendo, l'impotenza, e che cosa fare di essa, per poter stare meglio innanzitutto lei a prescindere da come si comporta lui nei suoi confronti. Se avesse domande o dubbi, o avesse bisogno di un supporto, mi trova a disposizione, anche online. Un caro saluto, dott.ssa Elena Gianotti
Buonasera,
comprendo quanto possa essere doloroso e destabilizzante trovarsi nello stesso ambiente di lavoro con una persona con cui si è avuto un legame affettivo importante, soprattutto quando il suo atteggiamento appare freddo, distante o addirittura di totale evitamento. È naturale sentire tristezza, frustrazione o un senso di invisibilità in queste situazioni: non è raro che il rifiuto o l’indifferenza altrui attivino emozioni intense, anche quando ci comportiamo in modo rispettoso e delicato.
In questi contesti, il primo passo fondamentale è prendersi cura di sé e dei propri confini emotivi. Ripristinare rapporti almeno cordiali non significa forzare il contatto né aspettarsi un cambiamento immediato nell’altro, ma imparare a gestire le proprie emozioni, riconoscere ciò che possiamo controllare e scegliere strategie che ci consentano di sentirci sicuri e sereni. Piccoli gesti di cordialità, come un saluto breve o un atteggiamento rispettoso, possono diventare strumenti potenti per ridurre il disagio senza compromettere la propria autostima.
Spesso, dietro atteggiamenti di chiusura o evitamento, ci sono dinamiche di orgoglio, paura o difficoltà personali che non hanno nulla a che vedere con noi, anche se possono ferirci profondamente. Riconoscere questo può aiutare a ridurre il senso di colpa o di responsabilità che a volte ci sentiamo addosso.
Se lo desidera, in un percorso psicologico è possibile lavorare su strategie concrete per gestire queste situazioni sul lavoro, affrontare la tristezza e l’ansia che emergono e imparare a proteggere il proprio benessere emotivo, mantenendo al contempo un atteggiamento rispettoso e sereno verso gli altri.
Un caro saluto!
comprendo quanto possa essere doloroso e destabilizzante trovarsi nello stesso ambiente di lavoro con una persona con cui si è avuto un legame affettivo importante, soprattutto quando il suo atteggiamento appare freddo, distante o addirittura di totale evitamento. È naturale sentire tristezza, frustrazione o un senso di invisibilità in queste situazioni: non è raro che il rifiuto o l’indifferenza altrui attivino emozioni intense, anche quando ci comportiamo in modo rispettoso e delicato.
In questi contesti, il primo passo fondamentale è prendersi cura di sé e dei propri confini emotivi. Ripristinare rapporti almeno cordiali non significa forzare il contatto né aspettarsi un cambiamento immediato nell’altro, ma imparare a gestire le proprie emozioni, riconoscere ciò che possiamo controllare e scegliere strategie che ci consentano di sentirci sicuri e sereni. Piccoli gesti di cordialità, come un saluto breve o un atteggiamento rispettoso, possono diventare strumenti potenti per ridurre il disagio senza compromettere la propria autostima.
Spesso, dietro atteggiamenti di chiusura o evitamento, ci sono dinamiche di orgoglio, paura o difficoltà personali che non hanno nulla a che vedere con noi, anche se possono ferirci profondamente. Riconoscere questo può aiutare a ridurre il senso di colpa o di responsabilità che a volte ci sentiamo addosso.
Se lo desidera, in un percorso psicologico è possibile lavorare su strategie concrete per gestire queste situazioni sul lavoro, affrontare la tristezza e l’ansia che emergono e imparare a proteggere il proprio benessere emotivo, mantenendo al contempo un atteggiamento rispettoso e sereno verso gli altri.
Un caro saluto!
Buongiorno, mi spiace molto per la situazione che si è creata, non deve essere semplice sentirsi trattati in questo modo da una persona a cui un tempo si è voluto bene e si ha condiviso molta intimità.
La vorrei portare su una riflessione: dalle sue righe, non è chiaro se voglia riportare i rapporti ad una sorta di cordialità allo scopo di una quieta convivenza, o se il problema sia piuttosto la sofferenza che il comportamento freddo del suo ex-fidanzato le provoca. Forse dovrebbe prima chiarire a sè stessa cosa sta realmente cercando, cosa vuole in fondo, esplorare come si sente in questo momento e cosa vorrebbe di diverso. Può essere che stia facendo molta fatica a superare questa rottura, e magari potrebbe essere utile avvalersi del supporto di un professionista per elaborare questa storia finita.
Le auguro una buona continuazione e spero che riesca a stare meglio.
La vorrei portare su una riflessione: dalle sue righe, non è chiaro se voglia riportare i rapporti ad una sorta di cordialità allo scopo di una quieta convivenza, o se il problema sia piuttosto la sofferenza che il comportamento freddo del suo ex-fidanzato le provoca. Forse dovrebbe prima chiarire a sè stessa cosa sta realmente cercando, cosa vuole in fondo, esplorare come si sente in questo momento e cosa vorrebbe di diverso. Può essere che stia facendo molta fatica a superare questa rottura, e magari potrebbe essere utile avvalersi del supporto di un professionista per elaborare questa storia finita.
Le auguro una buona continuazione e spero che riesca a stare meglio.
Buonasera, capisco quanto questo atteggiamento possa ferirla, soprattutto perché i sentimenti da parte sua sono ancora presenti. Tuttavia, se lui mantiene una distanza così netta, è importante non forzare un riavvicinamento che in questo momento probabilmente non desidera o non riesce a sostenere.
Più che cercare di recuperare un rapporto cordiale a tutti i costi, può aiutarla provare a spostare l’attenzione sulla tutela di sé e sul mantenimento di una convivenza lavorativa rispettosa, anche fatta solo di distanza e professionalità. A volte accettare che l’altro non sia disponibile è doloroso, ma è anche il primo passo per smettere di sentirsi invisibile e ricominciare a riconoscere il proprio valore.
Più che cercare di recuperare un rapporto cordiale a tutti i costi, può aiutarla provare a spostare l’attenzione sulla tutela di sé e sul mantenimento di una convivenza lavorativa rispettosa, anche fatta solo di distanza e professionalità. A volte accettare che l’altro non sia disponibile è doloroso, ma è anche il primo passo per smettere di sentirsi invisibile e ricominciare a riconoscere il proprio valore.
Capisco quanta faccia male perchè Lei si sente messa da parte . Se qualcuno tratta da " invisibile " sta già comunicando qualcosa anche senza parole,
La riposta giusta dipende da che persona Lei vuole essere . Le consiglio un breve percorso di sostegno psicologico per affrontare con serenità questo periodo difficile
La riposta giusta dipende da che persona Lei vuole essere . Le consiglio un breve percorso di sostegno psicologico per affrontare con serenità questo periodo difficile
Gentile, ha pensato di iniziare un percorso di psicoterapia per capire come mai a distanza di tempo sia ancora così legata a questo uomo? Penso potrebbe darle delle consapevolezze importanti e un supporto per proseguire nella sua vita.
Scelga sè stessa!
Scelga sè stessa!
Buonasera,
da ciò che descrive, il dolore che prova non riguarda solo la distanza attuale, ma anche il modo in cui questa distanza viene espressa: l’essere ignorata, non vista, come se la relazione fosse stata cancellata. È un’esperienza che può toccare aspetti molto profondi, legati al sentirsi riconosciuti e significativi per l’altro.
Il comportamento del suo ex partner, così evitante e apparentemente freddo, può non essere tanto “paura di lei”, quanto una modalità , forse immatura o difensiva , di gestire qualcosa che per lui è difficile sostenere emotivamente. Alcune persone, di fronte a legami intensi o a separazioni non del tutto elaborate, reagiscono ritirandosi in modo rigido, quasi negando l’esistenza dell’altro per proteggersi.
Comprendo il suo desiderio di ristabilire almeno una cordialità, anche per poter lavorare serenamente, ma al momento sembra che lui non sia disponibile a questo tipo di contatto. Forzare un riavvicinamento rischierebbe di esporla a ulteriori ferite.
Forse, più che cercare di modificare il suo comportamento, potrebbe essere utile interrogarsi su come proteggere se stessa dentro questa situazione: trovare una forma di presenza dignitosa, anche silenziosa, che non dipenda dal suo sguardo o dal suo riconoscimento. Un semplice saluto, se sentito come autentico, può essere un gesto che parla di lei, non necessariamente di lui o della sua risposta.
Un cordiale saluto
da ciò che descrive, il dolore che prova non riguarda solo la distanza attuale, ma anche il modo in cui questa distanza viene espressa: l’essere ignorata, non vista, come se la relazione fosse stata cancellata. È un’esperienza che può toccare aspetti molto profondi, legati al sentirsi riconosciuti e significativi per l’altro.
Il comportamento del suo ex partner, così evitante e apparentemente freddo, può non essere tanto “paura di lei”, quanto una modalità , forse immatura o difensiva , di gestire qualcosa che per lui è difficile sostenere emotivamente. Alcune persone, di fronte a legami intensi o a separazioni non del tutto elaborate, reagiscono ritirandosi in modo rigido, quasi negando l’esistenza dell’altro per proteggersi.
Comprendo il suo desiderio di ristabilire almeno una cordialità, anche per poter lavorare serenamente, ma al momento sembra che lui non sia disponibile a questo tipo di contatto. Forzare un riavvicinamento rischierebbe di esporla a ulteriori ferite.
Forse, più che cercare di modificare il suo comportamento, potrebbe essere utile interrogarsi su come proteggere se stessa dentro questa situazione: trovare una forma di presenza dignitosa, anche silenziosa, che non dipenda dal suo sguardo o dal suo riconoscimento. Un semplice saluto, se sentito come autentico, può essere un gesto che parla di lei, non necessariamente di lui o della sua risposta.
Un cordiale saluto
Gentile utente,
capisco quanto possa essere doloroso trovarsi ogni giorno a contatto con una persona che ha amato e da cui oggi si sente ignorata.
Il comportamento del suo ex partner, per quanto difficile da accettare, sembra indicare un bisogno di distanza. In questi casi, provare a forzare anche solo un rapporto cordiale rischia di aumentare la sua sofferenza, se non c’è una disponibilità reciproca.
In questa fase può essere più utile proteggersi emotivamente, mantenendo interazioni essenziali e professionali e riducendo le aspettative nei suoi confronti.
Il suo valore non dipende dal modo in cui lui oggi la tratta.
Se sente che questa situazione la fa stare molto male, può essere utile confrontarsi con un professionista per avere uno spazio in cui elaborare ciò che sta vivendo.
Un caro saluto!
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
capisco quanto possa essere doloroso trovarsi ogni giorno a contatto con una persona che ha amato e da cui oggi si sente ignorata.
Il comportamento del suo ex partner, per quanto difficile da accettare, sembra indicare un bisogno di distanza. In questi casi, provare a forzare anche solo un rapporto cordiale rischia di aumentare la sua sofferenza, se non c’è una disponibilità reciproca.
In questa fase può essere più utile proteggersi emotivamente, mantenendo interazioni essenziali e professionali e riducendo le aspettative nei suoi confronti.
Il suo valore non dipende dal modo in cui lui oggi la tratta.
Se sente che questa situazione la fa stare molto male, può essere utile confrontarsi con un professionista per avere uno spazio in cui elaborare ciò che sta vivendo.
Un caro saluto!
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Buongiorno,
credo non abbia superato del tutto la sofferenza legata alla sua perdita. La fine di una relazione è come un lutto, e richiede del tempo per poter esser elaborata. Qualora tale difficoltà dovesse continuare ad accompagnarla non esiti a iniziare una psicoterapia.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
credo non abbia superato del tutto la sofferenza legata alla sua perdita. La fine di una relazione è come un lutto, e richiede del tempo per poter esser elaborata. Qualora tale difficoltà dovesse continuare ad accompagnarla non esiti a iniziare una psicoterapia.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
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