Buonasera, da tutta la vita che ho un problema di ipersensibilità, piango per tutto, nonostante non

7 risposte
Buonasera, da tutta la vita che ho un problema di ipersensibilità, piango per tutto, nonostante non abbia la depressione, però sono talmente emotiva che non riesco a trattenere le lacrime, e questo mi fa male fisicamente indebolendo il mio sistema immunitario, cosa posso fare per risolvere questa condizione che mi affligge da molto e mi fa stare male? Ho fatto psicoterapia ma senza nessun effetto positivo, grazie in anticipo.
Dott. Davide Martinelli
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buonasera,
Quello che descrive è qualcosa che molte persone molto sensibili conoscono bene, anche se spesso si sentono sole a viverlo. Essere emotivamente intensi non significa essere deboli o avere necessariamente una patologia: significa avere un sistema emotivo che reagisce in modo molto forte agli stimoli, alle relazioni, alle parole, alle situazioni della vita.

Il pianto, in realtà, è uno dei modi più naturali che il nostro organismo ha per scaricare tensione emotiva. Il problema non è tanto il fatto di piangere, ma la sensazione di non avere controllo su ciò che accade dentro di sé e il timore che questa sensibilità finisca per travolgerla o farla sentire fragile.
Spesso chi è molto sensibile ha imparato nel tempo a giudicarsi per questo, a pensare che dovrebbe “trattenersi”, essere più forte o più distaccato. Ma più si cerca di reprimere l’emozione, più il sistema emotivo tende a reagire con maggiore intensità. Il lavoro vero, di solito, non è spegnere l’emotività, ma imparare a regolarla, a riconoscere cosa la attiva e a costruire dentro di sé una maggiore stabilità quando arriva.
Il fatto che una psicoterapia in passato non abbia portato beneficio non significa che non ci siano strade utili. A volte semplicemente non si è incontrato l’approccio giusto o il momento giusto per lavorare su questo tipo di sensibilità.

La sua emotività non è necessariamente un difetto da “eliminare”. Spesso, se compresa e gestita meglio, può diventare anche una grande risorsa. Ma per arrivarci serve capire più a fondo come funziona il suo modo di reagire alle emozioni e cosa succede dentro di lei nei momenti in cui si sente sopraffatta.

Se sente che questa condizione la affligge da molto tempo e la fa stare male, parlarne con calma e in modo mirato può davvero aiutarla a trovare strumenti più efficaci per gestire questa ipersensibilità. Se vuole, possiamo anche approfondire la sua situazione in uno spazio online dedicato, così da capire meglio insieme cosa accade e come aiutarla a ritrovare più equilibrio emotivo.

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Dott. Simone Furlato
Psicologo, Psicologo clinico
Busto Arsizio
Buonasera, con queste poche informazioni a disposizione purtroppo è difficile comprendere a fondo la situazione. L'ipersensibilità può essere causata da diversi fattori più o meno modificabili e bisognerebbe valutare la situazione in maniera più profonda per trovare delle soluzioni. In prima battuta le consiglierei di esplicitare al suo psicoterapeuta il fatto che non sta trovando beneficio per capire meglio cosa non sta funzionando. Qualora nemmeno questa strada dovesse funzionare, le consiglierei di rivolgersi a un altro professionista per valutare attentamente la situazione.
Dott.ssa Elda Marqeni
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Buonasera, l'ipersensibilità e questo pianto ricorrente può essere sinonimo di un senso di fragilità interna o nascondere preoccupazioni e paure latenti. Potrebbe essere utile cercare di conoscere meglio se stessi attraverso un percorso psicoterapico che le permetta di esplorarsi e riconoscersi in un luogo sicuro e protetto, dove possa sviluppare maggiore sicurezza in se stessa. Sebbene la sua precedente esperienza non abbia portato effetti visibili, le cause possono essere diverse pertanto, può essere utile cambiare terapeuta e riprovare. Ciò può essere sufficiente e può permetterle di guardarsi con occhi nuovi. Per maggiori informazioni, mi contatti pure.
Dott.ssa Adriana Gaspari
Psicologo clinico, Psicologo
Chieti
Gentilissima comprendo la sua apprensione e le dico che, ci sono dei colleghi psicoterapeuti a orientamento cognitivo -comportamentista , che trattano patologie sessuali. Lei provi a chiedere all'Ordine degli psicologi della sua Regione e le daranno delle indicazioni( le daranno dei nominativi) . Le patologie sessuali vengono trattate come ogni altro disturbo ,quindi puo' cercare con fiducia.
Resto a disposizione e la saluto cordialmente
Dott.ssa Adriana Gaspari
Dott.ssa Ilaria Contini
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Parma
Buona sera, la ringrazio della condivisione. L'ipersensibilità è una parte del suo modo di stare al mondo e non la vedrei come un problema in sè. L'emotività è una componente fondamentale dell'essere umano ed è importante trovare gli strumenti per comprenderla, viverla e usarla come mezzo che orienti nel mondo. Da quello che descrive, la sua sensibilità diventa "eccessiva", da qui il termine iper, ma in questo modo assume un'accezione negativa, sembra quasi da contrastare, "troppa". Sicuramente, da ciò che scrive, le porta difficoltà, corporee e/o di altro genere, e quindi questo è da attenzionare ma non da contrastare. La sensibilità parla sempre di qualcosa, di quel mondo sotterraneo e complesso delle emozioni, che sono da decifrare, esplorare e scoprire per permettere di orientare, come dicevo prima, e non soffocare. Se la sua sensibilità, per essere vista, ha bisogno di questo "troppo", ci sarà il suo senso che insieme a un professionista, gentilmente e con cura, potrà scoprire, passo dopo passo. Le auguro di poter iniziare questo viaggio di scoperta e di affidarsi a qualcuno che la aiuti in questo faticoso ma meraviglioso viaggio. Ogni parte di sè merita cura e accoglienza, anche e soprattutto quelle parti più bisognose e faticose, perchè solo in questo modo ci può essere cambiamento e maggiore funzionalità. Un saluto, Dott.ssa Ilaria Contini
Dott.ssa Enrica Casalvieri
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Il pianto può essere una via di scarica emotiva e non rappresenta necessariamente un segno di depressione o di debolezza. Nel suo caso, probabilmente non si tratta semplicemente di un problema di controllo delle emozioni, ma di qualcosa di più profondo. Nel corso della sua vita la sua psiche può aver imparato a utilizzare il pianto come modalità privilegiata per esprimere e regolare emozioni molto intense. E' diventato un modo attraverso cui parti profonde della sua esperienza emotiva cercano espressione quando le parole non sono sufficienti. E' utile capire in quali situazioni piange più facilmente; quali emozioni precedono il pianto (tristezza, rabbia, senso d'ingiustizia, frustrazione); nella sua storia familiare come le emozioni sono state accolte. Il fatto che la psicoterapia non abbia funzionato non significa che la terapia non possa aiutarla, a volte l'approccio terapeutico può non essere quello giusto per la persona; non si è creata la giusta relazione terapeutica che l'ha fatta sentire sicura e compresa, nella relazione terapeutica le emozioni trovano il loro spazio per essere comprese e non semplicemente contenute.
Dott. Sergio Borrelli
Psicologo, Psicologo clinico
Tradate
Buonasera.
Non esiste una ricetta per dirle con precisione matematica come liberarsi delle sue lacrime.
Intanto preferisco dirle che le nostre emozioni sono uno dei due fattori davvero essenziali nella nostra vita, a mio parere.
Se poi aggiunge di avere già fatto psicoterapia, è ancora più difficile individuare altro da proporle, se non di provare con un altro professionista.

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