Domande del paziente (32)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, grazie per aver condiviso la tua domanda. Capisco bene la tua preoccupazione, ma da quanto descrivi la possibilità di una gravidanza è remota.
Hai avuto un unico rapporto al terzo giorno di mestruazioni...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, grazie per la domanda.
Il corpo può reagire in modo autonomo, senza che questo rifletta necessariamente pensieri, intenzioni o desideri sessuali. L’eccitazione fisica non è sempre collegata al sesso...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Grazie per aver raccontato la sua esperienza. La sofferenza che racconta ha delle ragioni comprensibili. I lutti importanti e la depressione possono interrompere il percorso di studi e di vita, senza che... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Il “blocco” del suo compagno può avere molti significati e, nella pratica clinica, è spesso legato a fattori emotivi più che a una reale mancanza di desiderio. Ansia da prestazione, paura di non essere... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che sta vivendo è più comune di quanto si pensi e l’assenza di desiderio, soprattutto quando crea preoccupazione, merita di essere compresa senza giudizio. Non è un “difetto” personale né qualcosa... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Le risponderei che dal suo racconto non emerge necessariamente una patologia, ma un modo personale e coerente di vivere la sessualità, che oggi entra in conflitto con le aspettative di coppia e con il... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrive è oggettivamente una situazione conflittuale e capisco che si senta arrabbiata e ingiustamente trattata. Dal suo racconto emerge che ha provato a mantenere un atteggiamento collaborativo... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, da ciò che descrive sembra che la difficoltà non sia legata tanto alla sessualità in sé, quanto al contesto in cui avvengono i rapporti. Quando il tempo è poco, c’è la paura di essere interrotti... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Dopo una relazione lunga è molto comune cercare di capire i comportamenti dell’ex partner e dare un senso a ciò che è successo. Il fatto che lui si sia mostrato molto distaccato può essere... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. La sessualità di una coppia non si definisce solo attraverso il rapporto penetrativo. Se tra voi c’è desiderio, intimità e riuscite entrambi a provare piacere e orgasmo, si può parlare comunque... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Dalla sua descrizione emerge una relazione molto intensa ma anche caratterizzata da dinamiche ripetitive: rotture, inseguimenti, ritorni senza una reale risoluzione dei problemi. In questi... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno Matteo. Da ciò che descrive emerge una dinamica relazionale molto chiara: lei ha espresso più volte un bisogno (una relazione), mentre questa persona le ha sempre detto di non poterle offrire... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve. Da ciò che scrive non emerge tanto un problema della relazione, quanto un conflitto interno tra due bisogni legittimi: da un lato il valore profondo del legame che ha costruito, dall’altro la curiosità... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Per come la descrive. questa è una fase di passaggio molto intensa: ha raggiunto un obiettivo importante dopo molta fatica, ma invece di sentirsi sollevata si trova in uno spazio “vuoto”, senza... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Considerando che gli accertamenti medici non hanno evidenziato problematiche organiche rilevanti, è plausibile che la componente psicologica abbia un ruolo significativo.
Elementi come stress,...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Da ciò che descrive emerge una situazione di carico molto elevato e continuativo, su più fronti (lavoro, famiglia, responsabilità pubbliche, gestione della casa), senza reali spazi di recupero.... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Da ciò che descrive è probabile che il calo del desiderio e le difficoltà erettili abbiano una natura multifattoriale, più che una causa unica.
I farmaci che ha assunto in passato (come antidepressivi)...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Quello che sta vivendo è comprensibile, soprattutto considerando che si tratta della sua prima esperienza affettiva significativa. Quando si prova qualcosa di nuovo e intenso, il legame può... Altro
Buongiorno,
vorrei sottoporvi una mia problematica. Ho 37 anni e fin da ragazzina ho avuto difficoltà nel relazionarmi.
Quando andavo a scuola ho sofferto di bullismo, mi canzonavano per il mio aspetto (a loro dire, ero una racchia) e subito costanti angherie.
Anche per questo motivo fino ai 19 anni non ho mai avuto alcuna esperienza sessuale o di amore giovanile ma da ragazzina non mi ponevo il problema, ho sempre avuto molte passioni e poche amicizie ed ero contenta così.
Dai 20 ai 23 anni ho avuto la mia prima storia seria con una persona rivelatasi poi insicura e con la quale vi erano costanti litigi. Dopo quasi 3 anni decido di chiudere questa relazione e per un po' sono stata bene così da single. Il problema nasceva quando provavo a rimettermi in gioco, perchè incontravo puntualmente persone interessate solo a rapporti fisici.
Dopo questa prima storia ho avuto altre 3 relazioni (tutte a distanza di anni l'una dall'altra) della durata di un anno. In queste relazioni sono stata sia lasciata (dicevano di non sentirsi pronti) e ino l'ho lasciato io. Il problema nasce dal fatto che spesso e volentieri mi sentivo una sorta di passatempo per loro, non ho mai percepito un interesse reale di voler costruire qualcosa.
Ad oggi sono single da quasi 5 anni e comincio a pensare che forse o nemmeno io voglio costruire qualcosa o sono sfortunata. In questi anni ho provato spesso a rimettermi in pista ma non sono mai andata oltre 2 appuntamenti. E temo che l'interesse che gli uomini hanno sia solo di natura sessuale. Quando ci esco insieme li vedo distratti e sembra quasi che debba corteggiare solo io. Inoltre non mi spiego come mai per anni sono trascorsi mesi senza fsrr incontri nella vita quotidiana e mi sono dovuta abbassare ad usare le app di dating per poi rivelarsi un ricettacolo di mercenari.
Quando esco trovo solo gente molto grande o già impegnata e non so più dove sbattere la testa.
Sono sola da anni e temo di non riuscire a sopportare altrettanti anni da sola.
Mi chiedo solo che cosa ho fatto per meritare un simile dolore quando tutte le ragazze trovano qualcuno.
In questi anni ho cercato delle risposte ma non me trovo. Comincio a pemsare che semplicemente non sono il tipo di donna con la quale un uomo vorrebbe una relazione. Mi sento depressa e spesso esco a camminare per ore o anche senza meta. Tanti mi dicono: "meglio sola che male accompagnata". Ma cosa ne sanno del dolore? Di quel dolore che ti fa bagnare il cuscino di lacrime! Vorrei solo potermi rassegnare una volta per tutte e tenermi tutto magari sposandomi al lavoro. Ma non penso sia possibile non amare più
Ti dicono "trovato un hobby ", beh ne ho una serie ma non bastano a colmare il vuoto perché la testa va a quel pensiero, il pensiero "ok, togliti dalla testa di avere un compagno!"
Ho superato tanti momenti bui nella mia vita ma la solitudine perenne penso non sia accettabile per nessuno sopratutto se pensi che hai un cuore grande.
Vi chiedo solo se esiste un modo per convivere con questo tarlo nel cervello.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Da come si espone, si sente una sofferenza profonda e prolungata, che non riguarda solo la mancanza di una relazione, ma anche il significato che questa ha assunto nel tempo: sentirsi non scelta, non vista, non riconosciuta.
Le esperienze di bullismo e le relazioni vissute come poco reciproche possono aver contribuito a costruire uno schema interno in cui si aspetta di non essere davvero desiderata o di dover “guadagnare” l’interesse dell’altro. Questo può influenzare il modo in cui si percepisce e anche il tipo di dinamiche che si attivano negli incontri.
Il dolore che descrive è reale e non si riduce con frasi come “meglio soli”. Allo stesso tempo, il punto non è “rassegnarsi a non amare”, ma comprendere cosa accade nel suo modo di stare nelle relazioni e nel modo in cui si vede attraverso lo sguardo dell’altro.
Quando il bisogno di relazione diventa così centrale, il rischio è che ogni incontro venga vissuto come una prova del proprio valore, aumentando la fatica e il senso di rifiuto.
Buonasera Cari Dottori, Vi scrivo per chiederVi pareri..sto seguendo un corso per la seconda volta perché non mi sentivo pronta per l'esame..ma il professore quando fa domande riguardanti gli argomenti di lezione, le mie risposte seppur giuste è come se non andassero mai bene perché il professore dice "non sei stata precisa" oppure "non devi essere troppo precisa", altra volta "ho capito, ma quale è il perché?" . Ieri, ho sbagliato una risposta e lui ha detto"non dovete rispondere a caso " "voi non vi chiarite i dubbi"in realtà mi sono sentita offesa anche se ha parlato al plurale.. quando rispondo è perché ho delle conoscenze di altri esami , non parlo per aprire bocca ma non ho potuto difendermi, replicare, fargli capire che non è come pensa lui..non mi ha mai detto brava come mi è stato detto da alcuni altri docenti eppure l'anno scorso ad un convegno mi ha salutata dicendomi che avevo fatto bene a partecipare ..non capisco questo cambiamento di comportamento..mi sento svalutata..già di mio ho una bassa autostima, sono sensibile, introversa, timida ed il fatto di rispondere alle lezioni mi ha sempre aiutato, mi dà più forza, stimolo anche se prima di rispondere sento il cuore che batte, a volte tremo, imbarazzo..però con questo professore mi sembra di non essere compresa, a volte è come se io dicessi "A" e lui "B".. Grazie per i vostri consigli. Buona Serata.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera. Da come ne parla si sente quanto questa situazione la stia toccando sul personale, soprattutto perché lei già parte da una certa insicurezza e fa uno sforzo importante ogni volta che interviene. Il fatto che, nonostante l’ansia, trovi il coraggio di rispondere e mettersi in gioco è qualcosa di significativo, non scontato.
Il modo in cui il professore le risponde sembra poco sintonizzato sul piano emotivo: più che valorizzare, tende a correggere, e questo può far sentire facilmente “non abbastanza”, anche quando le risposte sono sostanzialmente corrette. In una persona sensibile e attenta come lei, questo tipo di feedback può essere vissuto come una svalutazione, anche se probabilmente non è nelle intenzioni del docente colpire lei personalmente.
La sensazione di “dire A e sentirsi rispondere B” può aumentare il senso di confusione e farle perdere sicurezza proprio nel momento in cui sta cercando di costruirla. È comprensibile quindi che si senta ferita e non compresa.
Più che un problema delle sue capacità, sembra esserci un incontro difficile tra il suo bisogno di sentirsi accolta e uno stile didattico che non offre questo tipo di riconoscimento.
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