Domande del paziente (44)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente,
Grazie per aver condiviso con tanta chiarezza e coraggio ciò che sta attualmente vivendo.
La perdita del lavoro è classificabile come un lutto, perchè non si perde solamente la sicurezza...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Cara mamma, dalle sue parole emerge tutta la fatica di questo momento: la stanchezza fisica, il senso di solitudine nella gestione serale e, non ultimo, il dispiacere per la tensione che si sta creando... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
grazie per aver raccontato con sincerità qualcosa di così personale. Da ciò che descrivi emerge una caratteristica molto chiara: il tuo piacere sessuale sembra intrecciarsi profondamente con...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
L’ansia, soprattutto quando torna dopo un periodo lungo di benessere, può essere profondamente destabilizzante: mette in dubbio la propria stabilità, la fiducia nelle proprie risorse interne, la sensazione... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao,
Le emozioni che descrivi parlano di un bisogno profondo di connessione autentica, qualcosa che nella tua vita recente sembra essersi fatto molto raro. Quando arriva una persona che ci fa sentire...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente,
Diciamo che ha incontrato sicuramente un medico molto scrupoloso perchè dal punto di vista istituzionale in Italia ci sono delle linee guida precise che indicano come il parto cesareo “su...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente,
Innanzitutto brava! Hai ripreso a studiare, hai lavorato, ti sei mantenuta, hai costruito competenze di autonomia che tanti studenti “regolari” non hanno.
Questa è forza, non ritardo.
Inoltre...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentili genitori,
Conoscete la storia "Lo strano caso del dott.Jekill e Mr. Hide?".... nel romanzo di Stevenson, lo stimato scienziato londinese sempre compassionevole e altruista il quale riesce a creare...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente,
Nonostante la sua domanda sia molto corta, ciò che mi ha colpito è la solitudine che potrebbe provare in questo periodo. Tuttavia mi chiedo se la sua relazione sentimentale e l'assenza...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Cara Gaia,
si sente tantissimo, dalle tue parole, quanto per te sia importante esserci per qualcuno. Non solo “stare accanto”, ma entrare davvero nel mondo dell’altro, capirlo, alleggerirgli il peso, farlo...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente,
la sua domanda è insolita ma molto interessante! Premetto che, nel campo della psicologia e della psicoterapia, esistono molti approcci diversi: tutti validi, ma ciascuno con propri metodi...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente!
Mi ha colpito molto, leggendo la sua domanda, il termine che ha usato per descrivere ciò che sente quando viene accerchiato da questi pensieri che ha rispetto alla sua nuova compagna. Ovvero...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente,
Quello che descrive è molto angosciante, soprattutto perché arriva all’improvviso e mette in discussione qualcosa che per Lei è importante. Quando i sentimenti sembrano “spegnersi” da...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente,
La sofferenza che emerge dalle Sue parole è molto intensa e merita ascolto, non giudizio. In ciò che racconta non c’è solo un errore, ma una storia relazionale complessa, fatta di legami...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile signora,
Buongiorno, leggendo le sue parole si percepisce chiaramente il senso di isolamento che questa situazione sta creando. Credo che senta molto la sua mancanza quando non siete vicini e...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile signora,
mentre leggevo le sue parole, una domanda continuava a risuonare nella mia mente: "Ma lei, in tutto questo, dov’è?". Mi ha colpito come il racconto sia quasi interamente assorbito dalla...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile signora,
La ringrazio per aver condiviso con così tanta onestà e coraggio un vissuto che sento pesarle profondamente. Il disgusto e l'angoscia che descrive sono sentimenti molto dolorosi, ma sono...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente,
mentre leggevo le sue parole, sentivo quanto questo legame di nove anni sia per lei un porto sicuro, un luogo dove la vicinanza è diventata la misura del vostro amore. È del tutto naturale...
Altro
Salve , mia figlia 7 anni mangia solo pasta bianca, carne e pollo.niente frutta niente verdure niente legumi. Ho provato in tutti i modi niente non assaggia se insisto vomita. Come posso approcciarmi a lei per stimolarla ad assaggiare qualcosa? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile signora,
A 7 anni è comune che un bambino cominci ad essere selettivo rispetto agli alimenti. E' importante che sappia che il riflesso del vomito di sua figlia è una risposta involontaria del suo sistema nervoso. Non è una sfida alla sua autorità, ma un segnale che il suo corpo percepisce i nuovi sapori o consistenze come una "minaccia".
Per sbloccare questa situazione, è necessario togliere il cibo dal centro del conflitto e lavorare sulla familiarizzazione graduale. Capisco che possa sembrare un paradosso o controintuitivo, ma più chiede a sua figlia di assaggiare più sua figlia percepirà un senso di pressione al momento del pasto. Finché il pasto è un campo di battaglia, l'appetito e la curiosità rimarranno bloccati.
Provi, per un periodo, a offrirle solo ciò che la fa sentire al sicuro (la sua pasta e il suo pollo), ma con una piccola variazione: portate a tavola il resto per voi adulti, mettendolo in piatti da portata al centro, senza mai chiederle "ne vuoi un pezzetto?". Deve solo abituarsi alla loro vista e al loro odore senza sentirsi minacciata.
Possiamo poi lavorare sulla "familiarizzazione" fuori dal momento del pasto. Il gioco è la porta d'accesso principale a questa età. Potreste giocare a fare la spesa, o chiederle di aiutarla a lavare la verdura "per mamma e papà", spiegandole chiaramente che non dovrà assaggiarla. Questo contatto tattile, senza la paura di dover deglutire, è il primo vero passo verso l'assaggio futuro.
Un'altra tecnica utile è quella dei piccoli spostamenti, o "catene alimentari". Se mangia il pollo impanato, potremmo provare un giorno a cambiare la forma della panatura, o a usare un marchio diverso, per abituarla gradualmente al fatto che il cibo può cambiare leggermente senza che succeda nulla di male.
Sia paziente con se stessa e con lei. Questi blocchi richiedono tempo e, spesso, un approccio che passi più dai sensi (tatto, olfatto) che dalla bocca.
Se vede che, nonostante un clima più sereno, la restrizione rimane così rigida da preoccuparla per la sua salute, si potrebbe optare un percorso con un esperto della nutrizione infantile che lavori proprio sulla desensibilizzazione sensoriale.
Un caro saluto
Dott.ssa Valentina Vaglica
Buonasera dottori, volevo chiedervi un parere/consiglio. Secondo voi è utile fare sedute di psicoterapia con uno psicologo che sta terminando la scuola di specializzazione oppure è meglio rivolgersi a professionisti la cui formazione è già completa?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente,
la sua è una domanda molto pertinente che riflette un dubbio comune in chi decide di intraprendere un percorso così personale e importante.
Spesso siamo portati a pensare che una lunga lista di titoli o decenni di esperienza siano l'unica garanzia di successo, ma la psicologia clinica ci insegna che la realtà è un po' diversa e, per certi versi, molto più umana.
Le ricerche nel campo dell’efficacia della psicoterapia concordano ormai da tempo su un punto fondamentale: ciò che cura davvero, più del modello teorico o della quantità di anni di studio, è la qualità della relazione che si crea tra il terapeuta e il paziente. Quell'alchimia fatta di fiducia, sintonizzazione e senso di sicurezza, che noi chiamiamo alleanza terapeutica, è il motore principale del cambiamento. Un professionista che sta ultimando la sua formazione può possedere una capacità di accoglienza, una freschezza e un’energia empatica capaci di fare la differenza tanto quanto, se non più, di una figura con un curriculum lunghissimo.
C'è poi un aspetto tecnico molto importante da considerare: lo psicologo che sta completando la specializzazione non sta procedendo "alla cieca". Per deontologia e per struttura stessa del percorso formativo, ogni suo passo è accompagnato dalla supervisione. Questo significa che dietro il lavoro del singolo professionista c'è il confronto costante con colleghi esperti e docenti che monitorano l'andamento della terapia. In un certo senso, scegliendo un terapeuta in formazione, lei ha "due menti" che lavorano per il suo benessere: quella del professionista che ha davanti, che dedica molto tempo e studio al suo caso, e quella del supervisore che lo guida nell'ombra.
Certamente, un professionista con trent'anni di esperienza avrà una casistica più ampia alle spalle, ma questo non garantisce automaticamente che si crei quella scintilla necessaria al percorso clinico. Uno psicologo nelle fasi finali della sua specializzazione è già un laureato abilitato che ha macinato anni di tirocini e pratica; la sua "cassetta degli attrezzi" è già ben fornita e, soprattutto, è costantemente verificata.
Il mio consiglio è quello di non lasciarsi condizionare troppo dalle etichette formali. La cosa migliore che può fare è concedersi un primo incontro. In quell'ora, provi a sentire come sta: si sente ascoltato? Sente che si sta creando uno spazio in cui può aprirsi senza giudizio? Se la risposta è sì, allora quel professionista è quello giusto per lei, a prescindere dal fatto che abbia già appeso l'ultimo diploma alla parete o lo stia per fare a breve. La relazione è il vestito che deve starle comodo: se la misura è quella giusta, il percorso funzionerà.
Cordialmente
Dott.ssa Valentina Vaglica
Domande più frequenti
-
Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…