ciao , sono un ragazzo di 31 anni , ero fidanzato da 6 anni , di cui ultimo anno di convivenza , io
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ciao , sono un ragazzo di 31 anni , ero fidanzato da 6 anni , di cui ultimo anno di convivenza , io e la mia ragazza eravamo una cosa sola , nel ultimo e primo anno di convivenza , la mia ragazza , ha fatto venire a casa nostra piu' persone in questi mesi , ha ospitato sorella e amiche per mesi , ultima volta per due mesi ha ospitato l'amica 25 enne con un figlio di 2 anni a casa .
tutto andava bene quando ad un certo punto la nostra sfera sessuale si e' spenta , o se c'era era poca roba , questa amica dopo che se n'e andata via da casa mi ha cercato per amicizia ed io mi sono fidato , mi ha invitato a prendere un caffe a casa ed è proprio li che sono caduto nelle sue braccia , ha cosi insistito che non riuscivo a dire di no , cosi ogni volta che vedevo questa amica e volevo chiudere , lei ci provava e io ci cascavo , prima di natale questa amica premetto che è molto bella ma sola , ha riferito tutto alla mia ragazza dicendo che voleva salvarla da me , ma lei ci ha provato ed io ci sono caduto , prometto che io amo la mia ragazza ci stavo costruendo una famiglia , ma in quei momenti e come se avessi il cervello staccato.
questa ragazza ci provò anche con mio fratello gemello , dice che ha fatto un transfer da me , io per una pazza ho perso la persona piu' importante della mia vita , ho perso sogni di figli e matrimonio , perche mi ha fatto cadere ed e stata cosi cattiva a raccontare tutto
aiuto , sono disperato la mia ragazza sta malissimo ma e' molto fredda , io ho pensato a brutte cose
che devo fare? mi manca la mia vita di prima. Grazie per i vostri consigli
tutto andava bene quando ad un certo punto la nostra sfera sessuale si e' spenta , o se c'era era poca roba , questa amica dopo che se n'e andata via da casa mi ha cercato per amicizia ed io mi sono fidato , mi ha invitato a prendere un caffe a casa ed è proprio li che sono caduto nelle sue braccia , ha cosi insistito che non riuscivo a dire di no , cosi ogni volta che vedevo questa amica e volevo chiudere , lei ci provava e io ci cascavo , prima di natale questa amica premetto che è molto bella ma sola , ha riferito tutto alla mia ragazza dicendo che voleva salvarla da me , ma lei ci ha provato ed io ci sono caduto , prometto che io amo la mia ragazza ci stavo costruendo una famiglia , ma in quei momenti e come se avessi il cervello staccato.
questa ragazza ci provò anche con mio fratello gemello , dice che ha fatto un transfer da me , io per una pazza ho perso la persona piu' importante della mia vita , ho perso sogni di figli e matrimonio , perche mi ha fatto cadere ed e stata cosi cattiva a raccontare tutto
aiuto , sono disperato la mia ragazza sta malissimo ma e' molto fredda , io ho pensato a brutte cose
che devo fare? mi manca la mia vita di prima. Grazie per i vostri consigli
Perchè da la colpa della sua disfatta ad un'altra persona? In quelle situazioni c'eravate entrambi e lei ha deciso di parteciparvi, nessuno l'ha obbligata. Cominciare a diventare consapevole di questo potrebbe rappresentare un primo passo verso la maturità, dato che probabilmente, invece di nascondere per paura delle conseguenze, avrebbe dovuto lei raccontare tutto alla sua fidanzata. Detto questo, nessuno è immune dagli sbagli, tutti siamo umani, ma non tutti riusciamo a perdonare nello stesso momento o a mantenere un forte legame che ha causato tanto dolore. La sua vita probabilmente non sarà mai come prima, perchè indietro non si può tornare, gli avvenimenti non si possono cancellare e da questi ultimi si può solo imparare, e non è detto che la sua vita non possa diventare addirittura migliore di prima, dopotutto lei stesso ha raccontato un rapporto piuttosto piatto che probabilmente aveva bisogno di una scossa (con questo non si giustifica il suo gesto). L'unica cosa che può fare è cercare di stare vicino alla sua fidanzata, nei tempi e spazi che lei è disposta a concederle, perchè non ci dimentichiamo che in questa storia colei che ha subito qualcosa che non si aspettava è lei. Lavori su sè stesso e sulla vostra relazione. In bocca al lupo
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Gentile Utente,
da ciò che scrive emerge una sofferenza molto profonda, fatta di confusione, senso di colpa e dolore per la perdita di una relazione e di un progetto di vita che per Lei erano centrali.
In momenti come questi è comprensibile cercare spiegazioni e attribuire responsabilità all’esterno, ma è importante fermarsi un attimo e guardare anche a ciò che stava accadendo dentro la relazione e dentro di Lei. Quando l’intimità emotiva e sessuale si affievolisce, spesso emergono fragilità personali che possono portare a comportamenti che poi non riconosciamo come nostri.
Ciò che colpisce maggiormente, però, è quando Lei accenna ad aver pensato a “brutte cose”. Questo è un segnale che non va sottovalutato. Se questi pensieri diventano intensi o difficili da controllare, è fondamentale chiedere aiuto immediato, rivolgendosi a una persona di fiducia o ai servizi di emergenza del territorio.
La reazione fredda della sua ex compagna, per quanto dolorosa, può essere letta come una risposta al crollo della fiducia e alla sofferenza che sta vivendo anche lei. In questo momento, più che tentare di riparare subito la relazione, sembra importante che Lei si prenda cura del proprio stato emotivo.
Un percorso psicologico individuale potrebbe aiutarLa a comprendere meglio ciò che è accaduto, a reggere il dolore di questa perdita e a evitare che la disperazione prenda il sopravvento. Anche se ora tutto appare compromesso, questo momento può diventare un punto di svolta, se affrontato con il giusto supporto.
Cordiali saluti
Dr.ssa Jessica Ceccherini
da ciò che scrive emerge una sofferenza molto profonda, fatta di confusione, senso di colpa e dolore per la perdita di una relazione e di un progetto di vita che per Lei erano centrali.
In momenti come questi è comprensibile cercare spiegazioni e attribuire responsabilità all’esterno, ma è importante fermarsi un attimo e guardare anche a ciò che stava accadendo dentro la relazione e dentro di Lei. Quando l’intimità emotiva e sessuale si affievolisce, spesso emergono fragilità personali che possono portare a comportamenti che poi non riconosciamo come nostri.
Ciò che colpisce maggiormente, però, è quando Lei accenna ad aver pensato a “brutte cose”. Questo è un segnale che non va sottovalutato. Se questi pensieri diventano intensi o difficili da controllare, è fondamentale chiedere aiuto immediato, rivolgendosi a una persona di fiducia o ai servizi di emergenza del territorio.
La reazione fredda della sua ex compagna, per quanto dolorosa, può essere letta come una risposta al crollo della fiducia e alla sofferenza che sta vivendo anche lei. In questo momento, più che tentare di riparare subito la relazione, sembra importante che Lei si prenda cura del proprio stato emotivo.
Un percorso psicologico individuale potrebbe aiutarLa a comprendere meglio ciò che è accaduto, a reggere il dolore di questa perdita e a evitare che la disperazione prenda il sopravvento. Anche se ora tutto appare compromesso, questo momento può diventare un punto di svolta, se affrontato con il giusto supporto.
Cordiali saluti
Dr.ssa Jessica Ceccherini
Buongiorno,
rilegga quanto scrive sembra che lei sia una vittima sacrificale , ho l'impressione che il fatto di non assumersi le sue responsabilità per quanto accaduto sia al quanto controproducente. Le sembrerà strano ma questa situazione le da l'opportunità di conoscere una sua parte che forse prima non conosceva a fondo . Rifletta su quanto accaduto senza sminuire la sua responsabilità perché così facendo rischia di annullare se stesso. Si chieda come mai ha sentito la necessità di andare con questa donna e perché non ha saputo fermarsi , assumendosi le sue responsabilità , non sto parlando di colpe. Forse è questo che la sua compagna sta cercando di capire. Finche cercherà di spostare l'attenzione dalle sue responsabilità non credo riuscirà a capire nulla di quanto successo.
Le auguro buona vita
rilegga quanto scrive sembra che lei sia una vittima sacrificale , ho l'impressione che il fatto di non assumersi le sue responsabilità per quanto accaduto sia al quanto controproducente. Le sembrerà strano ma questa situazione le da l'opportunità di conoscere una sua parte che forse prima non conosceva a fondo . Rifletta su quanto accaduto senza sminuire la sua responsabilità perché così facendo rischia di annullare se stesso. Si chieda come mai ha sentito la necessità di andare con questa donna e perché non ha saputo fermarsi , assumendosi le sue responsabilità , non sto parlando di colpe. Forse è questo che la sua compagna sta cercando di capire. Finche cercherà di spostare l'attenzione dalle sue responsabilità non credo riuscirà a capire nulla di quanto successo.
Le auguro buona vita
Prima di tutto una cosa importantissima:
quando dici “ho pensato a brutte cose”, la mia priorità è la tua sicurezza.
Se in questo momento senti che potresti farti del male, non restare da solo e chiedi aiuto subito.
La tua vita, anche se ora sembra distrutta, non è finita. È finito un capitolo, non la tua possibilità di avere amore, stabilità e futuro. Questo dolore non è una condanna, ma un segnale che qualcosa dentro di te chiede attenzione e cura. Se affrontato, può diventare l’inizio di una crescita profonda.
Non restare solo con i pensieri: la solitudine ora non ti fa bene.
Chiedi aiuto professionale.
quando dici “ho pensato a brutte cose”, la mia priorità è la tua sicurezza.
Se in questo momento senti che potresti farti del male, non restare da solo e chiedi aiuto subito.
La tua vita, anche se ora sembra distrutta, non è finita. È finito un capitolo, non la tua possibilità di avere amore, stabilità e futuro. Questo dolore non è una condanna, ma un segnale che qualcosa dentro di te chiede attenzione e cura. Se affrontato, può diventare l’inizio di una crescita profonda.
Non restare solo con i pensieri: la solitudine ora non ti fa bene.
Chiedi aiuto professionale.
Caro Utente da quanto leggo mi sento di consigliarle, di iniziare un percorso di psicoterapia prima individuale e poi di coppia, se la sua ragazza sia disposta.
Immagino quanto sia impattante nella sua vita questa condizione.
Resto a sua disposizione
Dott.ssa Annalisa Paradiso
Immagino quanto sia impattante nella sua vita questa condizione.
Resto a sua disposizione
Dott.ssa Annalisa Paradiso
Caro ragazzo,
la reazione della sua fidanzata è comprensibile rispetto a quanto accaduto.
L'amica ha avuto un comportamento manipolatorio nei confronti di entrambi ma occorre che lei prenda consapevolezza della sua responsabilità in quanto accaduto. Lei ha ceduto alle avances di questa ragazza e dovrebbe comprendere perchè ciò è accaduto, al di là del fatto che il sesso con la sua compagna si fosse ridotto nel tempo. Potrebbe pensare ad una terapia di coppia con la sua fidanzata per cercare di affrontare questo momento doloroso insieme oppure se lei non fosse disponibile iniziare lei un percorso che la accompagni soprattutto nel caso in cui permangano i brutti pensieri. Le auguro di riuscire a chiarirsi con la sua fidanzata.
la reazione della sua fidanzata è comprensibile rispetto a quanto accaduto.
L'amica ha avuto un comportamento manipolatorio nei confronti di entrambi ma occorre che lei prenda consapevolezza della sua responsabilità in quanto accaduto. Lei ha ceduto alle avances di questa ragazza e dovrebbe comprendere perchè ciò è accaduto, al di là del fatto che il sesso con la sua compagna si fosse ridotto nel tempo. Potrebbe pensare ad una terapia di coppia con la sua fidanzata per cercare di affrontare questo momento doloroso insieme oppure se lei non fosse disponibile iniziare lei un percorso che la accompagni soprattutto nel caso in cui permangano i brutti pensieri. Le auguro di riuscire a chiarirsi con la sua fidanzata.
Caro ragazzo di 31 anni , buon amore e buona comunicazione vanno a braccetto e per farli funzionare non è importante capire cosa c’è, da quanto tempo c'è, quanto amore c'è, ma come c’è, come si sta in relazione, come si ama. L'amore non è uno standard, ogni forma di coppia o di poliamoria vuole autenticità e interdipendenza. Mi permetto di darti del tu: nel tuo racconto ritrovo delle carenze da questo punto di vista, su cui potremmo lavorare, per trasformare le tendenze alla fusionalità, alla compiacenza, al vittimismo o al nascondismo delle proprie pulsioni che si annidano tra le tue righe… Gettare la colpa sull’essere stato vittima della scelta della sua compagna di ospitare gente, ad esempio, o sulla forza del desiderio che lascia liberi gli istinti e vince la ragione e perfino il sentimento, sono solo due elementi da cui sarebbe possibile partire per un lavoro di supporto psicologico approfondito. Se, come prometti, ami la tua ragazza e vuoi costruirci una famiglia e avere dei figli è importante cambiare ottica, ossia, non pensare a come recuperare la vita di prima, la stessa che ti ha portato dove sei ora, ma come cambiare la persona che sei. Darti diritto di sentire ciò che senti, di dire ciò che senti, nel bene e nel male, di agire coerentemente con quello che pensi e di aprirti al confronto con l’altro dando fiducia a te stesso e alla relazione con l’altro. Il mio consiglio è quello di imparare altre forme d’amore, oltre quella gemellare, amare l’altro nonostante delle parti che non ci piacciono e non tenergliele nascoste, e farsi amare nonostante le parti che non piacciono all’altro, accogliendole senza plasmarci ai suoi desideri. Prova a fare un passo in questa direzione dicendogli che avevi molta voglia di sesso, che in quel periodo ti mancava molto, e che ti penti di aver scelto la strada facile di trovarlo fuori invece di chiederlo a lei, che vorresti che fosse la donna della tua vita. La sua amica, come se non bastasse, ha anche iniziato a vedere tuo fratello… ecc, ecc. Parlate, mettiti a nudo, mostra i tuoi sentimenti sinceri e prenditi la responsabilità delle tue azioni. Chiedi un’altra possibilità, se son orse fioriranno. In ogni modo, di consiglio caldamente di migliorare le tue qualità di “giardiniere”, se veramente ci tieni tanto alle ”rose”. Se ti serve aiuto, mandami pure una richiesta di colloquio.
Ciao,
da quello che racconti emerge una sofferenza molto intensa e comprensibile. Stavi vivendo una relazione lunga e significativa, con un progetto di vita condiviso, e nel momento della convivenza si sono inseriti molti fattori di stress: poca intimità, mancanza di spazi di coppia, confusione emotiva, bisogni non ascoltati. In questi contesti può accadere che le difese si abbassino e che una persona cerchi, anche in modo disfunzionale, conferme, vicinanza o evasione.
È importante però chiarire un punto fondamentale: al di là delle insistenze dell’altra persona, la responsabilità di ciò che è accaduto non può essere attribuita solo all’esterno. Questo non per colpevolizzarti, ma per aiutarti a riprendere contatto con ciò che è successo dentro di te: quel “cervello staccato” di cui parli spesso indica un agire impulsivo, dissociato dalle emozioni profonde, che merita di essere compreso e non semplicemente giudicato.
La freddezza della tua ex compagna è una reazione frequente quando si subisce un tradimento: il dolore, la rabbia e la perdita di fiducia portano spesso a chiudersi emotivamente. In questo momento il tuo bisogno principale non è “tornare alla vita di prima” (che purtroppo non può essere identica), ma capire cosa ti ha portato lì, elaborare il lutto per ciò che hai perso e imparare a gestire il senso di colpa e la disperazione.
Mi preoccupa leggere che hai pensato a “brutte cose”: quando il dolore diventa così forte è fondamentale non restare da soli. Se questi pensieri dovessero farsi insistenti o pericolosi, rivolgiti subito a un servizio di emergenza o a una persona di fiducia. Chiedere aiuto è un atto di responsabilità, non di debolezza.
Un percorso psicologico può aiutarti a dare senso a quanto accaduto, a ricostruire la tua identità e, solo in un secondo momento, a capire se e come possa esistere un dialogo con la tua ex compagna. In ogni caso, è fortemente consigliabile approfondire la tua situazione con uno specialista.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
da quello che racconti emerge una sofferenza molto intensa e comprensibile. Stavi vivendo una relazione lunga e significativa, con un progetto di vita condiviso, e nel momento della convivenza si sono inseriti molti fattori di stress: poca intimità, mancanza di spazi di coppia, confusione emotiva, bisogni non ascoltati. In questi contesti può accadere che le difese si abbassino e che una persona cerchi, anche in modo disfunzionale, conferme, vicinanza o evasione.
È importante però chiarire un punto fondamentale: al di là delle insistenze dell’altra persona, la responsabilità di ciò che è accaduto non può essere attribuita solo all’esterno. Questo non per colpevolizzarti, ma per aiutarti a riprendere contatto con ciò che è successo dentro di te: quel “cervello staccato” di cui parli spesso indica un agire impulsivo, dissociato dalle emozioni profonde, che merita di essere compreso e non semplicemente giudicato.
La freddezza della tua ex compagna è una reazione frequente quando si subisce un tradimento: il dolore, la rabbia e la perdita di fiducia portano spesso a chiudersi emotivamente. In questo momento il tuo bisogno principale non è “tornare alla vita di prima” (che purtroppo non può essere identica), ma capire cosa ti ha portato lì, elaborare il lutto per ciò che hai perso e imparare a gestire il senso di colpa e la disperazione.
Mi preoccupa leggere che hai pensato a “brutte cose”: quando il dolore diventa così forte è fondamentale non restare da soli. Se questi pensieri dovessero farsi insistenti o pericolosi, rivolgiti subito a un servizio di emergenza o a una persona di fiducia. Chiedere aiuto è un atto di responsabilità, non di debolezza.
Un percorso psicologico può aiutarti a dare senso a quanto accaduto, a ricostruire la tua identità e, solo in un secondo momento, a capire se e come possa esistere un dialogo con la tua ex compagna. In ogni caso, è fortemente consigliabile approfondire la tua situazione con uno specialista.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Ciao, grazie per aver scritto e per aver raccontato con sincerità quello che stai vivendo. Dalle tue parole si sente tutta la disperazione, il senso di perdita e di colpa per qualcosa che ha stravolto in poco tempo la tua vita affettiva e i progetti che sentivi tuoi. Quando una relazione lunga e molto fusionale entra in crisi, soprattutto dopo un tradimento e una rottura così improvvisa, è frequente sentirsi confusi, come se “la testa si spegnesse”, e rimanere intrappolati tra rimpianto, rabbia verso se stessi e nostalgia per la vita di prima. Questo non significa che tu non amassi la tua compagna, ma che in quel momento c’erano fragilità, confini poco chiari e bisogni emotivi che non stavano trovando spazio. Il dolore che descrivi — la sensazione di aver perso tutto, i sogni, l’identità di coppia — è molto intenso e merita attenzione. Il fatto che tu dica di aver pensato “a brutte cose” è un segnale importante: quando la sofferenza diventa così schiacciante, è fondamentale non restare soli. Parlare subito con una persona di fiducia o chiedere aiuto ai servizi di emergenza, se senti di non stare al sicuro, è un atto di responsabilità verso te stesso. In questo momento forse non è possibile “tornare alla vita di prima”, ma può essere importante fermarsi, respirare e concentrarsi su ciò che ti aiuta a reggere il presente, un giorno alla volta. Le relazioni, la fiducia e anche l’immagine che abbiamo di noi stessi richiedono tempo per essere comprese e rielaborate, soprattutto dopo eventi così dolorosi. Sarebbe un aiuto importante riuscire a trovare uno spazio di ascolto e di rispetto per quello che stai provando ora. Prenderti cura del tuo benessere emotivo, in un momento così delicato, è una priorità. Un saluto, Dottoressa Chiara Venitucci.
Ciao, mi spiace molto tu sia in una situazione che sento esserti (essere) molto dolorosa.
Da quello che riesco a comprendere, purtroppo, ti sei trovato in una situazione in cui ad essere sotto attacco è il legame con la tua fidanzata.
Purtroppo queste sono situazioni difficili da vedere, soprattutto per chi non sia del mestiere clinica e per questo da evitare. Nella mia professione purtroppo non è un caso raro il tuo/vostro.
Il fatto di "pensare a brutte cose" prendilo come un campanello d'allarme importante (non sottovalutarlo) insieme alle difficoltà oggettive che vedi: ti fa tradire e poi lo dice all'amica, ti manda in confusione, ci prova con il fratello... Se non riesci a condividere/gestire con le persone che hai vicino (come la tua ragazza) c'è un motivo/ un disegno, una dinamica distruttiva in atto: prenditi lo spazio di parlare con un/una collega psicoterapeuta.
Credo che rivolgerti/vi ad un/una professionista sia il migliore investimento che tu possa fare perchè può mostrarti quali sono le "cose" che ti fanno agire in modo che descrivi incongruente con te stesso e perchè, inoltre ti permetterà di dare senso a quello che è successo e prevenire possibili ulteriori scenari problematici.
Sperando di esserti stato utile invio i miei migliori auguri a te e la tua fidanzata.
Da quello che riesco a comprendere, purtroppo, ti sei trovato in una situazione in cui ad essere sotto attacco è il legame con la tua fidanzata.
Purtroppo queste sono situazioni difficili da vedere, soprattutto per chi non sia del mestiere clinica e per questo da evitare. Nella mia professione purtroppo non è un caso raro il tuo/vostro.
Il fatto di "pensare a brutte cose" prendilo come un campanello d'allarme importante (non sottovalutarlo) insieme alle difficoltà oggettive che vedi: ti fa tradire e poi lo dice all'amica, ti manda in confusione, ci prova con il fratello... Se non riesci a condividere/gestire con le persone che hai vicino (come la tua ragazza) c'è un motivo/ un disegno, una dinamica distruttiva in atto: prenditi lo spazio di parlare con un/una collega psicoterapeuta.
Credo che rivolgerti/vi ad un/una professionista sia il migliore investimento che tu possa fare perchè può mostrarti quali sono le "cose" che ti fanno agire in modo che descrivi incongruente con te stesso e perchè, inoltre ti permetterà di dare senso a quello che è successo e prevenire possibili ulteriori scenari problematici.
Sperando di esserti stato utile invio i miei migliori auguri a te e la tua fidanzata.
Salve, grazie per aver raccontato la sua esperienza. Mi dispiace davvero tanto per quello che sta vivendo. Da come scrive si sente tutto: il dolore, il senso di colpa, la nostalgia della vita che avevi, la testa che non si ferma un secondo. non sei definito solo da quell’errore:
emotivamente trascurato
con la convivenza invasa, senza spazio
con una relazione in cui l’intimità si era spenta
Questo non giustifica, ma spiega perché era vulnerabile.
Quando dice “è come se avessi il cervello staccato”, è una cosa reale: si chiama acting out emotivo. Succede quando una persona è affamata di conferme, contatto, sentirsi desiderata. Attraversare un momento di crisi, è difficile e delicato per farlo da solo. Per questo, iniziando un percorso di supporto psicologico ( online o in presenza) può aiutarla ad avere sostegno e strategie mirate per avere più lucidità e consapevolezza. Resto a sua disposizione.
emotivamente trascurato
con la convivenza invasa, senza spazio
con una relazione in cui l’intimità si era spenta
Questo non giustifica, ma spiega perché era vulnerabile.
Quando dice “è come se avessi il cervello staccato”, è una cosa reale: si chiama acting out emotivo. Succede quando una persona è affamata di conferme, contatto, sentirsi desiderata. Attraversare un momento di crisi, è difficile e delicato per farlo da solo. Per questo, iniziando un percorso di supporto psicologico ( online o in presenza) può aiutarla ad avere sostegno e strategie mirate per avere più lucidità e consapevolezza. Resto a sua disposizione.
Buonasera,
grazie per aver descritto con sincerità e profondità ciò che sta attraversando. Quello che emerge dal suo racconto non è solo un episodio isolato, ma la crisi di un’intera rete di relazioni e significati nella sua vita affettiva.
Il modo in cui viviamo un evento — come un tradimento o la fine di una relazione — non può essere compreso semplicemente come un errore individuale, ma va letto nel contesto delle dinamiche relazionali a cui è legato: la sua storia con la sua ex, la convivenza, i legami con l’amica, e persino il modo in cui la vicinanza emotiva si è modificata nel tempo. Ogni comportamento, anche quello che oggi giudica “caduta” o “errore”, ha un significato nel sistema di relazioni in cui si è trovato.
È comprensibile che lei senta un dolore profondo per la perdita della relazione, per i progetti di vita che aveva in mente (figli, matrimonio, una famiglia), e che ora si trovi confuso, disorientato e ferito. La fine di una relazione significativa può assomigliare a un lutto: porta con sé la perdita di ciò che si era costruito insieme, dei sogni condivisi e della sicurezza emotiva che quel “noi” rappresentava.
Lei dice che in quei momenti “aveva il cervello staccato” e che è stato portato a cedere alla vicinanza dell’altra persona. Nella visione sistemica, non si tratta di giustificare o negare ciò che è accaduto, ma di considerare come le dinamiche relazionali e i bisogni non espressi nella coppia abbiano creato uno spazio in cui si sono attivate risposte emotive intense e difficili da governare da soli. Questo non cancella la sofferenza né la responsabilità, ma aiuta a guardare all’evento come a un messaggio relazionale: qualcosa che indica aree di relazione che richiedono attenzione, ascolto e comprensione.
La sofferenza che prova — il senso di perdita, la disperazione, il rimpianto — è una risposta relazionale intensa ed è normale in situazioni in cui la fiducia, la sicurezza e i progetti condivisi sono stati profondamente scossi. Sentirsi “disperato” o avere pensieri difficili non indica debolezza, ma piuttosto che sta attraversando una fase di crisi emotiva intensa, che ha bisogno di uno spazio di ascolto e di supporto.
Se possibile, può essere utile considerare che il dolore va elaborato, non represso, parlarne in un contesto sicuro può aiutarla a dare senso a ciò che è accaduto e a comprendere le sue emozioni più profonde; la fiducia e la connessione emotiva non si ricostruiscono in modo automatico, ma richiedono tempo, chiarezza, coerenza di comportamenti e apertura al dialogo — sia con se stesso sia con gli altri; la fine di una relazione non significa che lei non possa ritrovare un equilibrio, né che non possa imparare da questa esperienza modi più autentici di entrare in relazione.
Infine, se i pensieri che ha avuto diventano troppo intensi o replicano scenari dolorosi, è importante cercare un aiuto immediato — per esempio rivolgendosi a uno psicologo, a un professionista di fiducia o a un servizio di supporto psicologico — perché nessuno dovrebbe restare da solo con pensieri che portano sofferenza così profonda.
Il fatto che lei stia cercando significato e comprensione in ciò che è successo è già un passo importante verso la possibilità di ricostruire, dentro di sé e nelle relazioni future, un senso di fiducia e benessere.
Spero di esserle stato di supporto e le auguro una buona serata
grazie per aver descritto con sincerità e profondità ciò che sta attraversando. Quello che emerge dal suo racconto non è solo un episodio isolato, ma la crisi di un’intera rete di relazioni e significati nella sua vita affettiva.
Il modo in cui viviamo un evento — come un tradimento o la fine di una relazione — non può essere compreso semplicemente come un errore individuale, ma va letto nel contesto delle dinamiche relazionali a cui è legato: la sua storia con la sua ex, la convivenza, i legami con l’amica, e persino il modo in cui la vicinanza emotiva si è modificata nel tempo. Ogni comportamento, anche quello che oggi giudica “caduta” o “errore”, ha un significato nel sistema di relazioni in cui si è trovato.
È comprensibile che lei senta un dolore profondo per la perdita della relazione, per i progetti di vita che aveva in mente (figli, matrimonio, una famiglia), e che ora si trovi confuso, disorientato e ferito. La fine di una relazione significativa può assomigliare a un lutto: porta con sé la perdita di ciò che si era costruito insieme, dei sogni condivisi e della sicurezza emotiva che quel “noi” rappresentava.
Lei dice che in quei momenti “aveva il cervello staccato” e che è stato portato a cedere alla vicinanza dell’altra persona. Nella visione sistemica, non si tratta di giustificare o negare ciò che è accaduto, ma di considerare come le dinamiche relazionali e i bisogni non espressi nella coppia abbiano creato uno spazio in cui si sono attivate risposte emotive intense e difficili da governare da soli. Questo non cancella la sofferenza né la responsabilità, ma aiuta a guardare all’evento come a un messaggio relazionale: qualcosa che indica aree di relazione che richiedono attenzione, ascolto e comprensione.
La sofferenza che prova — il senso di perdita, la disperazione, il rimpianto — è una risposta relazionale intensa ed è normale in situazioni in cui la fiducia, la sicurezza e i progetti condivisi sono stati profondamente scossi. Sentirsi “disperato” o avere pensieri difficili non indica debolezza, ma piuttosto che sta attraversando una fase di crisi emotiva intensa, che ha bisogno di uno spazio di ascolto e di supporto.
Se possibile, può essere utile considerare che il dolore va elaborato, non represso, parlarne in un contesto sicuro può aiutarla a dare senso a ciò che è accaduto e a comprendere le sue emozioni più profonde; la fiducia e la connessione emotiva non si ricostruiscono in modo automatico, ma richiedono tempo, chiarezza, coerenza di comportamenti e apertura al dialogo — sia con se stesso sia con gli altri; la fine di una relazione non significa che lei non possa ritrovare un equilibrio, né che non possa imparare da questa esperienza modi più autentici di entrare in relazione.
Infine, se i pensieri che ha avuto diventano troppo intensi o replicano scenari dolorosi, è importante cercare un aiuto immediato — per esempio rivolgendosi a uno psicologo, a un professionista di fiducia o a un servizio di supporto psicologico — perché nessuno dovrebbe restare da solo con pensieri che portano sofferenza così profonda.
Il fatto che lei stia cercando significato e comprensione in ciò che è successo è già un passo importante verso la possibilità di ricostruire, dentro di sé e nelle relazioni future, un senso di fiducia e benessere.
Spero di esserle stato di supporto e le auguro una buona serata
Buonasera, quello che descrive evidenzia una sofferenza molto intensa, una disperazione che nasce non solo dalla perdita della relazione, ma anche dal senso di colpa, dalla confusione e dal crollo improvviso dell’immagine che aveva di sé e del suo futuro. È comprensibile che Lei senta di aver “perso la sua vita di prima”: in poco tempo sono saltati affetti, progetti, identità, e il dolore che ne deriva può diventare travolgente.
Provo a dirLe qualcosa con chiarezza e senza giudizi: Lei non è né un mostro né una vittima passiva. Da ciò che racconta emerge una relazione che, già prima dell’episodio con l’altra donna, era entrata in una fase di confusione emotiva e di invasioni di confini. La convivenza, la presenza continua di altre persone in casa e lo spegnimento della sfera sessuale possono aver creato in Lei una vulnerabilità emotiva che ha reso più difficile mantenere limiti chiari. Questo non giustifica ciò che è accaduto, ma aiuta a comprenderne la dinamica.
Quando racconta che in quei momenti era come se avesse “il cervello staccato”, sta descrivendo uno stato dissociativo che è comune quando si è emotivamente fragili o affamati di conferme. Non si tratta di amore per l’altra donna, ma di una risposta automatica a bisogni profondi e non ascoltati. Il fatto che questa persona abbia poi raccontato tutto e abbia agito anche in altri contesti mostra dinamiche manipolative che però non cancellano la sua responsabilità. Tenere insieme queste due verità è doloroso, ma necessario per non rimanere bloccato.
Capisco anche il dolore per la freddezza della sua compagna: è una reazione comprensibile dopo un trauma relazionale. In questo momento lei non può rassicurarLa né decidere rapidamente come procedere. Lei, per quanto soffra, non può forzarla né “salvarla”. L’unica cosa su cui può agire è assumersi pienamente la responsabilità dei suoi comportamenti e iniziare a prendersi cura di sé in modo serio.
Mi preoccupa il passaggio in cui parla di “brutte cose”. Questo è un segnale da non sottovalutare. Quando il dolore diventa così forte, non va affrontato da soli. È importante parlarne immediatamente con una persona di fiducia o con un professionista. Se dovesse percepire che i pensieri diventano pericolosi per Lei, cercare aiuto immediato è un atto di responsabilità, non di debolezza.
In questo momento, il suo compito non è recuperare la vita di prima, perché quella vita non esiste più così com’era. Il compito è comprendere chi è oggi, cosa l’ha portata a perdere i confini e cosa le manca davvero, imparando a non anestetizzare il vuoto con comportamenti che rischiano di distruggere tutto ciò che conta. Un percorso psicologico individuale, anche breve, può fornire contenimento e chiarezza.
So che ora vede solo macerie. Ma le macerie non definiscono chi Lei è per sempre: definiscono un punto di crisi. Da qui può nascere solo dolore sterile oppure una trasformazione profonda. In questo momento, però, non resti sola con questi pensieri. La sua sofferenza merita ascolto e cura, non punizione. Rimango a disposizione, un caro saluto!
Provo a dirLe qualcosa con chiarezza e senza giudizi: Lei non è né un mostro né una vittima passiva. Da ciò che racconta emerge una relazione che, già prima dell’episodio con l’altra donna, era entrata in una fase di confusione emotiva e di invasioni di confini. La convivenza, la presenza continua di altre persone in casa e lo spegnimento della sfera sessuale possono aver creato in Lei una vulnerabilità emotiva che ha reso più difficile mantenere limiti chiari. Questo non giustifica ciò che è accaduto, ma aiuta a comprenderne la dinamica.
Quando racconta che in quei momenti era come se avesse “il cervello staccato”, sta descrivendo uno stato dissociativo che è comune quando si è emotivamente fragili o affamati di conferme. Non si tratta di amore per l’altra donna, ma di una risposta automatica a bisogni profondi e non ascoltati. Il fatto che questa persona abbia poi raccontato tutto e abbia agito anche in altri contesti mostra dinamiche manipolative che però non cancellano la sua responsabilità. Tenere insieme queste due verità è doloroso, ma necessario per non rimanere bloccato.
Capisco anche il dolore per la freddezza della sua compagna: è una reazione comprensibile dopo un trauma relazionale. In questo momento lei non può rassicurarLa né decidere rapidamente come procedere. Lei, per quanto soffra, non può forzarla né “salvarla”. L’unica cosa su cui può agire è assumersi pienamente la responsabilità dei suoi comportamenti e iniziare a prendersi cura di sé in modo serio.
Mi preoccupa il passaggio in cui parla di “brutte cose”. Questo è un segnale da non sottovalutare. Quando il dolore diventa così forte, non va affrontato da soli. È importante parlarne immediatamente con una persona di fiducia o con un professionista. Se dovesse percepire che i pensieri diventano pericolosi per Lei, cercare aiuto immediato è un atto di responsabilità, non di debolezza.
In questo momento, il suo compito non è recuperare la vita di prima, perché quella vita non esiste più così com’era. Il compito è comprendere chi è oggi, cosa l’ha portata a perdere i confini e cosa le manca davvero, imparando a non anestetizzare il vuoto con comportamenti che rischiano di distruggere tutto ciò che conta. Un percorso psicologico individuale, anche breve, può fornire contenimento e chiarezza.
So che ora vede solo macerie. Ma le macerie non definiscono chi Lei è per sempre: definiscono un punto di crisi. Da qui può nascere solo dolore sterile oppure una trasformazione profonda. In questo momento, però, non resti sola con questi pensieri. La sua sofferenza merita ascolto e cura, non punizione. Rimango a disposizione, un caro saluto!
Gentile ragazzo, sono la dottoressa Nunzia Sasso e accolgo il suo grido di aiuto con la serietà che merita. Quello che lei sta vivendo è un momento di profonda crisi esistenziale, dove il senso di colpa e la perdita di controllo sembrano aver oscurato ogni prospettiva futura. Tuttavia, proprio per la delicatezza del suo stato emotivo, è fondamentale fermarsi e analizzare la situazione con una lente psicologica più ampia.
Dalle sue parole emerge una dinamica che va oltre il semplice tradimento. Lei descrive un periodo di convivenza in cui la vostra "bolla" di coppia è stata invasa da presenze esterne per mesi. In psicologia, questo può portare a una saturazione dello spazio vitale e a uno spegnimento della sfera intima: quando la casa smette di essere il santuario della coppia e diventa un luogo di accoglienza per terzi, l'eros spesso ne risente. Lei si è trovato in una condizione di vulnerabilità emotiva e sessuale, un "terreno fertile" in cui questa persona si è inserita.
Il fatto che lei descriva quei momenti come se avesse il "cervello staccato" suggerisce una forma di dissociazione temporanea. Quando i bisogni emotivi o istintuali sono repressi o insoddisfatti per troppo tempo, può accadere che la persona agisca in modo totalmente incoerente con i propri valori e i propri progetti di vita, come se una parte di sé prendesse il sopravvento. Questo non cancella la responsabilità dell'azione, ma aiuta a capire che non è stata una scelta razionale contro la sua fidanzata, quanto piuttosto un cedimento impulsivo in un momento di fragilità.
Il comportamento di questa amica, che ha cercato anche suo fratello e ha poi rivelato tutto definendosi una "salvatrice", indica una personalità manipolatoria e probabilmente narcisistica. Il suo obiettivo non era l'amore, ma la distruzione di un legame o la conferma del proprio potere seduttivo. Lei è caduto in una trappola relazionale orchestrata da una persona che cercava di colmare i propri vuoti attraverso la destabilizzazione degli altri.
In questo momento lei è giustamente disperato, ma i pensieri "brutti" a cui accenna sono il segnale che il suo dolore ha superato la sua attuale capacità di gestione. La prego di comprendere che, per quanto la situazione appaia irrimediabile, il valore della sua vita non coincide con questo errore. La freddezza della sua ragazza è una difesa necessaria per lei in questo istante; il trauma del tradimento, aggravato dal fatto che sia avvenuto con una persona che lei aveva accolto in casa, richiede tempo per essere processato.
Il primo passo per recuperare se stesso è accettare l'accaduto senza cercare di cancellarlo o di giustificarlo eccessivamente, ma riconoscendo la propria fragilità umana. Non può controllare le reazioni della sua ex fidanzata, ma può controllare come lei decide di affrontare questa crisi. Ha bisogno di un supporto professionale immediato per gestire questo senso di colpa schiacciante e per elaborare il lutto della vita che aveva progettato.
Si dia il permesso di essere imperfetto. Questo errore è una cicatrice terribile, ma non deve essere la fine della sua storia. Si affidi a qualcuno, un professionista o un centro di ascolto, per trasformare questa disperazione in una comprensione più profonda di se stesso.
Desidera che approfondiamo come poter gestire il dialogo con la sua ragazza in questa fase di freddezza, o preferisce parlare di come arginare questi pensieri oscuri che la stanno tormentando? La saluto cordialmente sono la dottoressa Nunzia Sasso psicologa
Dalle sue parole emerge una dinamica che va oltre il semplice tradimento. Lei descrive un periodo di convivenza in cui la vostra "bolla" di coppia è stata invasa da presenze esterne per mesi. In psicologia, questo può portare a una saturazione dello spazio vitale e a uno spegnimento della sfera intima: quando la casa smette di essere il santuario della coppia e diventa un luogo di accoglienza per terzi, l'eros spesso ne risente. Lei si è trovato in una condizione di vulnerabilità emotiva e sessuale, un "terreno fertile" in cui questa persona si è inserita.
Il fatto che lei descriva quei momenti come se avesse il "cervello staccato" suggerisce una forma di dissociazione temporanea. Quando i bisogni emotivi o istintuali sono repressi o insoddisfatti per troppo tempo, può accadere che la persona agisca in modo totalmente incoerente con i propri valori e i propri progetti di vita, come se una parte di sé prendesse il sopravvento. Questo non cancella la responsabilità dell'azione, ma aiuta a capire che non è stata una scelta razionale contro la sua fidanzata, quanto piuttosto un cedimento impulsivo in un momento di fragilità.
Il comportamento di questa amica, che ha cercato anche suo fratello e ha poi rivelato tutto definendosi una "salvatrice", indica una personalità manipolatoria e probabilmente narcisistica. Il suo obiettivo non era l'amore, ma la distruzione di un legame o la conferma del proprio potere seduttivo. Lei è caduto in una trappola relazionale orchestrata da una persona che cercava di colmare i propri vuoti attraverso la destabilizzazione degli altri.
In questo momento lei è giustamente disperato, ma i pensieri "brutti" a cui accenna sono il segnale che il suo dolore ha superato la sua attuale capacità di gestione. La prego di comprendere che, per quanto la situazione appaia irrimediabile, il valore della sua vita non coincide con questo errore. La freddezza della sua ragazza è una difesa necessaria per lei in questo istante; il trauma del tradimento, aggravato dal fatto che sia avvenuto con una persona che lei aveva accolto in casa, richiede tempo per essere processato.
Il primo passo per recuperare se stesso è accettare l'accaduto senza cercare di cancellarlo o di giustificarlo eccessivamente, ma riconoscendo la propria fragilità umana. Non può controllare le reazioni della sua ex fidanzata, ma può controllare come lei decide di affrontare questa crisi. Ha bisogno di un supporto professionale immediato per gestire questo senso di colpa schiacciante e per elaborare il lutto della vita che aveva progettato.
Si dia il permesso di essere imperfetto. Questo errore è una cicatrice terribile, ma non deve essere la fine della sua storia. Si affidi a qualcuno, un professionista o un centro di ascolto, per trasformare questa disperazione in una comprensione più profonda di se stesso.
Desidera che approfondiamo come poter gestire il dialogo con la sua ragazza in questa fase di freddezza, o preferisce parlare di come arginare questi pensieri oscuri che la stanno tormentando? La saluto cordialmente sono la dottoressa Nunzia Sasso psicologa
Salve, la ringrazio per aver trovato la forza di raccontare una situazione così dolorosa e complessa. Dalle sue parole emerge un senso di perdita profonda, di smarrimento legato alla fine improvvisa di un progetto di vita che per lei era centrale. Quando una relazione lunga e significativa si interrompe in questo modo, è comprensibile sentirsi disorientati, come se la propria vita precedente fosse venuta meno tutta insieme. Il dolore che descrive sembra intrecciarsi a molta confusione emotiva: da un lato l’amore e il legame costruito negli anni, dall’altro episodi che oggi fatica a riconoscere come propri e che vive come se fossero avvenuti “con la mente scollegata”. In questi momenti è frequente cercare spiegazioni semplici o attribuire tutto a un’unica causa, ma ciò che resta ora è soprattutto la sofferenza, la disperazione e la difficoltà a tollerare ciò che sta accadendo. Il fatto che riferisca di aver pensato a “brutte cose” è un segnale importante da non affrontare da solo. Quando il dolore diventa così intenso da far perdere il senso del futuro, è fondamentale potersi appoggiare a qualcuno nel presente. Parlare con un professionista, o con una persona di fiducia, può aiutarla a contenere questo momento e a non restare solo con pensieri così pesanti. Se sente che il rischio è immediato, è importante chiedere aiuto subito, anche rivolgendosi ai servizi di emergenza o a un centro di supporto. Un percorso psicologico può offrirle uno spazio protetto in cui dare senso a quanto accaduto, lavorare sul senso di colpa, sul dolore della perdita e sulla confusione emotiva, senza giudizio e senza fretta di “sistemare tutto”. Ora la priorità è prendersi cura di sé e della sua sicurezza emotiva. Resto a disposizione per un confronto e la incoraggio, se possibile, a non affrontare questo momento da solo. Dott. Matteo De Nicolò
Buongiorno, grazie per aver condiviso la tua esperienza. Capisco il dolore, la perdita, il senso di colpa che stai vivendo. Quando una relazione finisce così, la mente tende a idealizzare ciò che c’era prima, come se fosse stato tutto pieno, giusto, completo. Ma se sei caduto, più volte, non è perché qualcuno ti ha “fatto cadere”: è perché c’era già uno spazio vuoto dentro la tua relazione.
Una coppia in cui la sfera intima si spegne, in cui i confini della casa e della vita di coppia vengono continuamente invasi, è una coppia che sta chiedendo attenzione. Non è un’accusa, è una constatazione. Il fatto che tu abbia cercato altrove non parla di malvagità, ma di una mancanza che non stavi riconoscendo.
Prima di punirti, sarebbe importante chiederti: cosa non stava funzionando davvero tra noi, prima ancora che entrasse qualcun altro?
Il dolore che senti ora va preso sul serio, soprattutto quando dici di aver pensato a “brutte cose”: questo è il segnale che non devi restare solo, ma chiedere aiuto subito. Non per salvare una relazione, ma per salvare te stesso. La tua vita di prima non può tornare uguale, ma la tua vita futura può ancora avere senso, se smetti di raccontarti solo come colpevole e inizi a guardarti come una persona che ha perso un equilibrio. Un caro Saluto Dr.ssa Debora Fiore
Una coppia in cui la sfera intima si spegne, in cui i confini della casa e della vita di coppia vengono continuamente invasi, è una coppia che sta chiedendo attenzione. Non è un’accusa, è una constatazione. Il fatto che tu abbia cercato altrove non parla di malvagità, ma di una mancanza che non stavi riconoscendo.
Prima di punirti, sarebbe importante chiederti: cosa non stava funzionando davvero tra noi, prima ancora che entrasse qualcun altro?
Il dolore che senti ora va preso sul serio, soprattutto quando dici di aver pensato a “brutte cose”: questo è il segnale che non devi restare solo, ma chiedere aiuto subito. Non per salvare una relazione, ma per salvare te stesso. La tua vita di prima non può tornare uguale, ma la tua vita futura può ancora avere senso, se smetti di raccontarti solo come colpevole e inizi a guardarti come una persona che ha perso un equilibrio. Un caro Saluto Dr.ssa Debora Fiore
Gentile utente, dalle sue parole emerge una sofferenza molto profonda, fatta di senso di colpa, perdita e disperazione. Dopo una rottura così dolorosa è comprensibile sentirsi confusi e desiderare con forza di tornare alla vita di prima. Senza entrare in giudizi, può essere utile considerare quanto accaduto come il risultato di una fase di grande vulnerabilità e di difficoltà a mettere dei limiti, anche dentro una relazione che per lei era importante. Questo non cancella la responsabilità, ma può aiutarla a non ridurre tutto all’idea di essere “sbagliato” o senza possibilità di riscatto. Il distacco e la freddezza della Sua ex compagna sono probabilmente legati alla ferita che sta vivendo, ed è importante rispettare i suoi tempi. In questo momento, più che tentare di sistemare tutto subito, può essere fondamentale prendersi cura di sé e non restare solo con pensieri molto pesanti. Se le “brutte idee” diventano insistenti, chiedere aiuto è un passo necessario e coraggioso. Anche se ora sembra impossibile, questo dolore può essere attraversato con un adeguato supporto. Un caro saluto
Gentilissimo, da quello che scrive emerge una sofferenza molto intensa, fatta di colpa, smarrimento e disperazione per una perdita che sente come improvvisa e totale. La fine della relazione, soprattutto dopo anni di legame profondo e di progetti condivisi, può essere vissuta come un vero crollo dell’identità e della propria vita, ed è comprensibile che oggi lei si senta confuso, svuotato e sopraffatto.
È importante però fermarsi un momento su un punto centrale: lei non descrive un agire lucido e intenzionale, ma una situazione relazionale molto complessa, in cui si sono intrecciati una crisi di coppia già presente, una forte vulnerabilità emotiva e una dinamica con questa terza persona che sembra aver avuto tratti intrusivi e confusivi. Questo non significa togliersi ogni responsabilità, ma nemmeno ridurre tutto a un’immagine di sé come “cattivo". La realtà emotiva è più articolata di così e merita di essere compresa, non schiacciata dal giudizio.
Il dolore della sua ex compagna e la sua freddezza sono comprensibili, ma questo non vuol dire che la vostra vita insieme sia necessariamente finita, che non abbia più diritto a esistere o a esser ricostruita.
Se sente che il peso diventa ingestibile, è fondamentale chiedere aiuto, contattando il suo medico, uno psicologo o rivolgendosi a un servizio di emergenza o a una persona di fiducia.
Un percorso psicologico può aiutarla a dare senso a ciò che è accaduto, a comprendere cosa l’ha reso così vulnerabile in quel momento, a lavorare sulla colpa senza distruggersi e ad affrontare il lutto per la relazione perduta. Oggi lei rimpiange “la vita di prima”, ma il lavoro terapeutico può aiutarla, col tempo, a costruire una vita nuova, forse diversa, ma non per questo vuota o senza valore.
In questo momento il passo più importante non è ottenere perdono o risposte immediate, ma prendersi cura della sua sofferenza e della sua sicurezza.
Un caro saluto, Dott. Marco Squarcini
È importante però fermarsi un momento su un punto centrale: lei non descrive un agire lucido e intenzionale, ma una situazione relazionale molto complessa, in cui si sono intrecciati una crisi di coppia già presente, una forte vulnerabilità emotiva e una dinamica con questa terza persona che sembra aver avuto tratti intrusivi e confusivi. Questo non significa togliersi ogni responsabilità, ma nemmeno ridurre tutto a un’immagine di sé come “cattivo". La realtà emotiva è più articolata di così e merita di essere compresa, non schiacciata dal giudizio.
Il dolore della sua ex compagna e la sua freddezza sono comprensibili, ma questo non vuol dire che la vostra vita insieme sia necessariamente finita, che non abbia più diritto a esistere o a esser ricostruita.
Se sente che il peso diventa ingestibile, è fondamentale chiedere aiuto, contattando il suo medico, uno psicologo o rivolgendosi a un servizio di emergenza o a una persona di fiducia.
Un percorso psicologico può aiutarla a dare senso a ciò che è accaduto, a comprendere cosa l’ha reso così vulnerabile in quel momento, a lavorare sulla colpa senza distruggersi e ad affrontare il lutto per la relazione perduta. Oggi lei rimpiange “la vita di prima”, ma il lavoro terapeutico può aiutarla, col tempo, a costruire una vita nuova, forse diversa, ma non per questo vuota o senza valore.
In questo momento il passo più importante non è ottenere perdono o risposte immediate, ma prendersi cura della sua sofferenza e della sua sicurezza.
Un caro saluto, Dott. Marco Squarcini
Gentile ragazzo, da quello che scrivi emerge una cosa importante: tu non stavi cercando un’altra relazione, stavi attraversando un periodo di grande confusione e fragilità. La convivenza, la casa sempre piena di altre persone, la perdita dell’intimità con la tua compagna hanno probabilmente creato in te una forte tensione emotiva e un senso di vuoto. In questi momenti il cervello può davvero “staccarsi”, come dici tu, e si agisce senza pensare alle conseguenze. Questo non significa che non amassi la tua ragazza, ma che non stavi bene.È fondamentale però essere chiari su un punto, senza colpevolizzarti ma anche senza negarlo: la responsabilità del tradimento non è di una “pazza” che ti ha fatto cadere. Lei può aver avuto comportamenti scorretti e manipolatori, ma tu sei l’unico che poteva fermarsi. Dirlo non serve a farti stare peggio, ma a permetterti di crescere e capire cosa è successo davvero, per non ripetere questi meccanismi in futuro.
Il fatto che oggi tu stia pensando a “brutte cose” è un segnale di allarme importante. In questo momento la priorità non è riconquistare la tua ex o rimettere insieme la vita di prima, ma prenderti cura di te. Quando una relazione finisce in modo traumatico è normale sentire disperazione, senso di colpa, rimpianto e perdita totale di senso. Ma questi pensieri non devono essere affrontati da solo.
La tua ex ora è fredda perché è profondamente ferita. Questo non significa che non ti abbia mai amato, ma che si sta proteggendo. Forzare le cose o insistere adesso rischia solo di peggiorare la situazione. L’unica cosa che può aiutare, se mai sarà possibile, è il tempo e un cambiamento reale, non solo parole.
Ti consiglio con forza di chiedere un aiuto professionale immediato. Parlare con uno psicologo ti aiuterebbe a capire perché in certi momenti perdi il controllo, perché cerchi conferme fuori dalla relazione e come gestire il senso di colpa senza distruggerti. Se i pensieri diventano troppo pesanti o senti di non farcela, rivolgiti subito al tuo medico o a un servizio di emergenza. Chiedere aiuto non è debolezza, è responsabilità.
La vita che avevi prima ora non c’è più, ed è vero, ma questo non significa che la tua vita sia finita. Significa che devi attraversare un dolore molto grande per diventare una persona più consapevole e più solida. Questo momento, per quanto terribile, può diventare un punto di svolta se affrontato nel modo giusto.
Non restare solo con tutto questo.
Un caro saluto
Dott.ssa Alina Mustatea
Psicologa clinica e giuridica
Coordinatrice genitoriale
Il fatto che oggi tu stia pensando a “brutte cose” è un segnale di allarme importante. In questo momento la priorità non è riconquistare la tua ex o rimettere insieme la vita di prima, ma prenderti cura di te. Quando una relazione finisce in modo traumatico è normale sentire disperazione, senso di colpa, rimpianto e perdita totale di senso. Ma questi pensieri non devono essere affrontati da solo.
La tua ex ora è fredda perché è profondamente ferita. Questo non significa che non ti abbia mai amato, ma che si sta proteggendo. Forzare le cose o insistere adesso rischia solo di peggiorare la situazione. L’unica cosa che può aiutare, se mai sarà possibile, è il tempo e un cambiamento reale, non solo parole.
Ti consiglio con forza di chiedere un aiuto professionale immediato. Parlare con uno psicologo ti aiuterebbe a capire perché in certi momenti perdi il controllo, perché cerchi conferme fuori dalla relazione e come gestire il senso di colpa senza distruggerti. Se i pensieri diventano troppo pesanti o senti di non farcela, rivolgiti subito al tuo medico o a un servizio di emergenza. Chiedere aiuto non è debolezza, è responsabilità.
La vita che avevi prima ora non c’è più, ed è vero, ma questo non significa che la tua vita sia finita. Significa che devi attraversare un dolore molto grande per diventare una persona più consapevole e più solida. Questo momento, per quanto terribile, può diventare un punto di svolta se affrontato nel modo giusto.
Non restare solo con tutto questo.
Un caro saluto
Dott.ssa Alina Mustatea
Psicologa clinica e giuridica
Coordinatrice genitoriale
Gentile utente,
La sofferenza che emerge dalle Sue parole è molto intensa e merita ascolto, non giudizio. In ciò che racconta non c’è solo un errore, ma una storia relazionale complessa, fatta di legami forti, di condivisione profonda e, col tempo, di equilibri che si sono lentamente spostati.
Per molti anni Lei e la Sua compagna siete stati molto uniti, quasi una sola entità. Questo tipo di legame può essere molto nutriente, ma talvolta, senza che ce ne si renda conto, può rendere difficile riconoscere i propri bisogni individuali. La convivenza, l’apertura della casa ad altre persone, la riduzione dell’intimità tra voi: tutti questi elementi hanno modificato la vostra quotidianità e il vostro spazio di coppia. Non come evento improvviso, ma come un processo graduale.
In questa prospettiva, il tradimento non appare come il desiderio di sostituire la Sua compagna, quanto piuttosto come un segnale. Un segnale doloroso, certo, ma che forse parla di un bisogno rimasto senza parole: sentirsi visto, desiderato, riconosciuto come individuo e non solo come parte di un “noi” che stava portando molto peso.
Le propongo una riflessione, senza cercare colpe:
che cosa stava cercando in quei momenti?
Non chi, ma che cosa. Una conferma? Una vicinanza emotiva? La sensazione di essere scelto, di contare per qualcuno in modo semplice, immediato?
Anche la presenza costante di altre persone nella vostra vita di coppia sembra aver avuto un ruolo. Quando i confini diventano poco chiari, a volte qualcuno finisce per occupare uno spazio che nella relazione si è svuotato. Questo non annulla la Sua responsabilità, ma aiuta a comprendere il contesto in cui ciò è accaduto, evitando di ridurre tutto a una lettura morale o punitiva.
La freddezza della Sua compagna oggi è comprensibile: è una forma di protezione dal dolore e dalla perdita di fiducia. Lei, invece, si trova immerso nel senso di colpa e nel rimpianto per un futuro che sentiva già reale. È una frattura profonda, che fa sentire come se la vita di prima fosse improvvisamente sparita.
Forse, in questo momento, più che cercare una soluzione immediata, può essere utile fermarsi sul significato di ciò che è successo. Non per giustificarlo, ma per capire che cosa Le stava chiedendo la relazione – e che forse non aveva ancora trovato modo di esprimere. Che tipo di uomo desidera essere in una coppia? Quali spazi personali Le sono necessari per non perdersi? Come riconoscere prima il disagio, invece di arrivare al punto di rottura?
Un caro saluto
Dott.ssa Valentina Vaglica
La sofferenza che emerge dalle Sue parole è molto intensa e merita ascolto, non giudizio. In ciò che racconta non c’è solo un errore, ma una storia relazionale complessa, fatta di legami forti, di condivisione profonda e, col tempo, di equilibri che si sono lentamente spostati.
Per molti anni Lei e la Sua compagna siete stati molto uniti, quasi una sola entità. Questo tipo di legame può essere molto nutriente, ma talvolta, senza che ce ne si renda conto, può rendere difficile riconoscere i propri bisogni individuali. La convivenza, l’apertura della casa ad altre persone, la riduzione dell’intimità tra voi: tutti questi elementi hanno modificato la vostra quotidianità e il vostro spazio di coppia. Non come evento improvviso, ma come un processo graduale.
In questa prospettiva, il tradimento non appare come il desiderio di sostituire la Sua compagna, quanto piuttosto come un segnale. Un segnale doloroso, certo, ma che forse parla di un bisogno rimasto senza parole: sentirsi visto, desiderato, riconosciuto come individuo e non solo come parte di un “noi” che stava portando molto peso.
Le propongo una riflessione, senza cercare colpe:
che cosa stava cercando in quei momenti?
Non chi, ma che cosa. Una conferma? Una vicinanza emotiva? La sensazione di essere scelto, di contare per qualcuno in modo semplice, immediato?
Anche la presenza costante di altre persone nella vostra vita di coppia sembra aver avuto un ruolo. Quando i confini diventano poco chiari, a volte qualcuno finisce per occupare uno spazio che nella relazione si è svuotato. Questo non annulla la Sua responsabilità, ma aiuta a comprendere il contesto in cui ciò è accaduto, evitando di ridurre tutto a una lettura morale o punitiva.
La freddezza della Sua compagna oggi è comprensibile: è una forma di protezione dal dolore e dalla perdita di fiducia. Lei, invece, si trova immerso nel senso di colpa e nel rimpianto per un futuro che sentiva già reale. È una frattura profonda, che fa sentire come se la vita di prima fosse improvvisamente sparita.
Forse, in questo momento, più che cercare una soluzione immediata, può essere utile fermarsi sul significato di ciò che è successo. Non per giustificarlo, ma per capire che cosa Le stava chiedendo la relazione – e che forse non aveva ancora trovato modo di esprimere. Che tipo di uomo desidera essere in una coppia? Quali spazi personali Le sono necessari per non perdersi? Come riconoscere prima il disagio, invece di arrivare al punto di rottura?
Un caro saluto
Dott.ssa Valentina Vaglica
Salve.
Dal suo racconto emerge una sofferenza emotiva molto intensa, legata a senso di colpa, perdita e smarrimento dopo la rottura di un legame affettivo centrale nella sua vita. In questo momento sembra difficile per lei comprendere cosa sia accaduto dentro di sé e come abbia potuto agire in modo distante dai suoi valori e dai suoi progetti.
Al di là delle dinamiche con le altre persone coinvolte, oggi è importante concentrarsi sul suo stato psicologico, che appare fragile. Quando compaiono pensieri “brutti” o autodistruttivi è fondamentale non restare soli e chiedere un aiuto immediato, rivolgendosi a un professionista, al medico di base o a un servizio di supporto psicologico.
Resto a disposizione,
Dott.ssa Farese Lucrezia
Dal suo racconto emerge una sofferenza emotiva molto intensa, legata a senso di colpa, perdita e smarrimento dopo la rottura di un legame affettivo centrale nella sua vita. In questo momento sembra difficile per lei comprendere cosa sia accaduto dentro di sé e come abbia potuto agire in modo distante dai suoi valori e dai suoi progetti.
Al di là delle dinamiche con le altre persone coinvolte, oggi è importante concentrarsi sul suo stato psicologico, che appare fragile. Quando compaiono pensieri “brutti” o autodistruttivi è fondamentale non restare soli e chiedere un aiuto immediato, rivolgendosi a un professionista, al medico di base o a un servizio di supporto psicologico.
Resto a disposizione,
Dott.ssa Farese Lucrezia
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