Salve , sono una ragazza di 36 anni fidanzata da nove e convivo con il mio compagno da 2 anni. Per l
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Salve , sono una ragazza di 36 anni fidanzata da nove e convivo con il mio compagno da 2 anni. Per lavoro dovrò stare lontana per 3 mesi o forse si più. Abbiamo sempre trascorso questi anni insieme , siamo molto legati quindi questa cosa mi sta spaventando tanto . Al momento nella mia città non ho un lavoro quindi ho visto questo evento come un'opportunità per un futuro migliore anche se non vi è mai certezza di come andranno le cose lavorativamente parlando .
Lui al momento ha un lavoro nella nostra città e poi non gli chiederei mai di seguirmi , non vedo corretto metterlo davanti ad una scelta ne a una dimostrazione d'amore .
Grazie a chi mi risponderà .
Lui al momento ha un lavoro nella nostra città e poi non gli chiederei mai di seguirmi , non vedo corretto metterlo davanti ad una scelta ne a una dimostrazione d'amore .
Grazie a chi mi risponderà .
Buonasera,
comprendo la situazione difficile e anche dolorosa che si presenta a livello sentimentale, seppur a livello lavorativo sia magari un'ottima opportunità questo non esclude che un'altra parte della vita subirà un cambiamento importante che andrà integrato e gestito. Potrà essere affrontato comunque con serenità proprio grazie al legame che vi lega. Resto a disposizione per qualsiasi necessità e bisogno di supporto anche online e le faccio i miei migliori auguri per il suo futuro.
Dott.ssa Ilaria Biasion
comprendo la situazione difficile e anche dolorosa che si presenta a livello sentimentale, seppur a livello lavorativo sia magari un'ottima opportunità questo non esclude che un'altra parte della vita subirà un cambiamento importante che andrà integrato e gestito. Potrà essere affrontato comunque con serenità proprio grazie al legame che vi lega. Resto a disposizione per qualsiasi necessità e bisogno di supporto anche online e le faccio i miei migliori auguri per il suo futuro.
Dott.ssa Ilaria Biasion
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Salve,
da quello che scrive il legame profondo con il suo compagno e la paura della distanza, dall’altro il desiderio legittimo di cogliere un’opportunità importante per il suo futuro. Sono due bisogni entrambi validi, ed è normale che entrino in tensione.
Il fatto che questa separazione temporanea la spaventi non indica fragilità della relazione, ma quanto essa sia significativa per lei. Allo stesso tempo, riconoscere il valore di un’esperienza lavorativa e personale senza viverla come un tradimento del legame è un passaggio di crescita importante.
Forse può essere utile spostare lo sguardo da “quanto sarà difficile stare lontani” a “come possiamo attraversare questo tempo restando in contatto e sentendoci squadra, anche a distanza”. La distanza, se condivisa e pensata insieme, non è necessariamente una minaccia: a volte diventa un banco di prova che rafforza fiducia e autonomia reciproca.
Può aiutare parlarne apertamente con lui, non per chiedere scelte o sacrifici, ma per condividere paure, aspettative e bisogni. Sentirsi accompagnata emotivamente non significa dover essere fisicamente nello stesso luogo.
Se sente che l’ansia legata a questa separazione è molto intensa, potrebbe essere utile anche uno spazio di confronto con un professionista, per capire cosa questa distanza riattiva dentro di lei e come attraversarla con maggiore serenità.
La scelta che sta valutando non è “contro” la relazione: è una scelta per il suo futuro. Trovare un equilibrio tra legame e realizzazione personale è una delle sfide più delicate, ma anche più mature, della vita di coppia.
Le auguro il Meglio
Dott. Salvatore De Luca
da quello che scrive il legame profondo con il suo compagno e la paura della distanza, dall’altro il desiderio legittimo di cogliere un’opportunità importante per il suo futuro. Sono due bisogni entrambi validi, ed è normale che entrino in tensione.
Il fatto che questa separazione temporanea la spaventi non indica fragilità della relazione, ma quanto essa sia significativa per lei. Allo stesso tempo, riconoscere il valore di un’esperienza lavorativa e personale senza viverla come un tradimento del legame è un passaggio di crescita importante.
Forse può essere utile spostare lo sguardo da “quanto sarà difficile stare lontani” a “come possiamo attraversare questo tempo restando in contatto e sentendoci squadra, anche a distanza”. La distanza, se condivisa e pensata insieme, non è necessariamente una minaccia: a volte diventa un banco di prova che rafforza fiducia e autonomia reciproca.
Può aiutare parlarne apertamente con lui, non per chiedere scelte o sacrifici, ma per condividere paure, aspettative e bisogni. Sentirsi accompagnata emotivamente non significa dover essere fisicamente nello stesso luogo.
Se sente che l’ansia legata a questa separazione è molto intensa, potrebbe essere utile anche uno spazio di confronto con un professionista, per capire cosa questa distanza riattiva dentro di lei e come attraversarla con maggiore serenità.
La scelta che sta valutando non è “contro” la relazione: è una scelta per il suo futuro. Trovare un equilibrio tra legame e realizzazione personale è una delle sfide più delicate, ma anche più mature, della vita di coppia.
Le auguro il Meglio
Dott. Salvatore De Luca
Ciao, è normale sentirsi spaventati di fronte a un distacco, soprattutto quando siete molto legati. Può essere utile affrontare questo periodo come un’opportunità di crescita personale e di rafforzamento della relazione, anche a distanza. Se vorrai possiamo lavorare insieme su strategie per gestire ansia, paura della separazione e comunicazione con il tuo compagno, in modo da vivere questo cambiamento con più serenità.
Buonasera,
quali paure sente sotto il timore di lontananza?
Cosa potrebbe succedere a lui o alla vostra relazione, in uno scenario catastrofico?
Cosa potrebbe succedere a lei con la lontanza?
Queste sono semplici domande per indagare a livello emotivo e relazionale le paure che si nascondono dietro gli eventi che nella vita capitano e soprattutto dietro ai cambiamenti.
Il lavoro che andrebbe fatto in terapia, inizialmente, si soffermerebbe anche sul guardare che tipo di relazioni ha avuto nella vita con le persone significative per lei e se il controllo e la vicinanza sono dei temi per lei importanti e in che modo si manifestano.
Nella speranza di esserle stata utile, le auguro il meglio.
MPV
quali paure sente sotto il timore di lontananza?
Cosa potrebbe succedere a lui o alla vostra relazione, in uno scenario catastrofico?
Cosa potrebbe succedere a lei con la lontanza?
Queste sono semplici domande per indagare a livello emotivo e relazionale le paure che si nascondono dietro gli eventi che nella vita capitano e soprattutto dietro ai cambiamenti.
Il lavoro che andrebbe fatto in terapia, inizialmente, si soffermerebbe anche sul guardare che tipo di relazioni ha avuto nella vita con le persone significative per lei e se il controllo e la vicinanza sono dei temi per lei importanti e in che modo si manifestano.
Nella speranza di esserle stata utile, le auguro il meglio.
MPV
Sa che non ha fatto nessuna domanda?
Ha semplicemente raccontato la sua situazione attuale, le decisioni (difficili e sofferte) che sta prendendo. Forse cercava una rassicurazione sullo stare facendo bene?
E chi può dargliela? Purtroppo nessuno di noi prevede il futuro, ma mi sembra che lei ha ponderato bene questa scelta e la sta prendendo per migliorare il suo futuro lavorativo. A cosa porterà questo nella relazione non può predirglielo nessuno, ma credo che sia più importante avere coraggio che certezze.
Ha semplicemente raccontato la sua situazione attuale, le decisioni (difficili e sofferte) che sta prendendo. Forse cercava una rassicurazione sullo stare facendo bene?
E chi può dargliela? Purtroppo nessuno di noi prevede il futuro, ma mi sembra che lei ha ponderato bene questa scelta e la sta prendendo per migliorare il suo futuro lavorativo. A cosa porterà questo nella relazione non può predirglielo nessuno, ma credo che sia più importante avere coraggio che certezze.
Gent.ma Buonasera,
Sembra proprio che avverrà una separazione momentanea dopo anni di convivenza. Lei dice di esser spaventata, ma di cosa nello specifico?
Con questo suo messaggio cosa vorrebbe sapere esattamente?
Mi contatti pure se interessata ad approfondire.
Un caro saluto,
Giorgio De Giorgi
Sembra proprio che avverrà una separazione momentanea dopo anni di convivenza. Lei dice di esser spaventata, ma di cosa nello specifico?
Con questo suo messaggio cosa vorrebbe sapere esattamente?
Mi contatti pure se interessata ad approfondire.
Un caro saluto,
Giorgio De Giorgi
Salve, grazie per aver condiviso la sua situazione attuale. Dopo nove anni insieme e due di convivenza, la vostra quotidianità è diventata una base sicura. Allontanarsene, anche solo temporaneamente, può fare davvero paura — ed è normalissimo che sia così.
Da quello che racconta, però, vedo anche tante cose belle e solide:
un legame lungo e stabile, costruito nel tempo
la capacità di pensare anche al suo futuro, non solo alla coppia
rispetto reciproco, perché non pretende che lui lasci il suo lavoro, e questo dice molto di lei e di voi
Il fatto che stia vivendo questo evento come un’opportunità non significa che ami meno il tuo compagno. Significa che sta cercando di non rinunciare a se stessa. E questo, in una relazione sana, è fondamentale — anche se fa paura.
I tre mesi (o poco più) sembrano enormi adesso perché li sta immaginando tutti insieme. In realtà sono un tempo finito, non una rottura, non un addio. Potrebbe persino diventare:
una prova che vi rende ancora più consapevoli di quanto vi scegliete
un’occasione per riscoprirvi anche a distanza
un modo per tornare con ancora più desiderio e gratitudine reciproca
La paura che sente non è un segnale che sta sbagliando. È il segnale che sta facendo qualcosa di importante, per se stessa e per il tuo futuro, senza smettere di amare. Resto a sua disposizione.
Da quello che racconta, però, vedo anche tante cose belle e solide:
un legame lungo e stabile, costruito nel tempo
la capacità di pensare anche al suo futuro, non solo alla coppia
rispetto reciproco, perché non pretende che lui lasci il suo lavoro, e questo dice molto di lei e di voi
Il fatto che stia vivendo questo evento come un’opportunità non significa che ami meno il tuo compagno. Significa che sta cercando di non rinunciare a se stessa. E questo, in una relazione sana, è fondamentale — anche se fa paura.
I tre mesi (o poco più) sembrano enormi adesso perché li sta immaginando tutti insieme. In realtà sono un tempo finito, non una rottura, non un addio. Potrebbe persino diventare:
una prova che vi rende ancora più consapevoli di quanto vi scegliete
un’occasione per riscoprirvi anche a distanza
un modo per tornare con ancora più desiderio e gratitudine reciproca
La paura che sente non è un segnale che sta sbagliando. È il segnale che sta facendo qualcosa di importante, per se stessa e per il tuo futuro, senza smettere di amare. Resto a sua disposizione.
Buon pomeriggio,
Da ciò che scrive immagino quanto il legame con il suo compagno sia profondo e quanto questa separazione temporanea tocchi corde emotive importanti. Quando una relazione è stata costruita nella quotidianità, nella presenza costante, l’idea della distanza può attivare insicurezze, timori di cambiamento e un senso di perdita del “noi” così come lo si è conosciuto finora.
Mi pare di comprendere che lei veda in questo periodo un’opportunità, personale e professionale e questo mi fa immaginare un livello di consapevolezza rispetto a ciò che sta vivendo, consapevolezza che le sta richiedendo di tenere insieme due bisogni legittimi, quello della relazione e quello della sua realizzazione individuale.l fatto che lei non voglia chiedere al suo compagno di seguirla, per non metterlo davanti a una “prova d’amore”, mi fa immaginare rispetto e attenzione verso la sua (di lui) libertà e in questa prospettiva un dialogo aperto e autentico rispetto a ciò che prova potrebbe rafforzare il senso di squadra, anche nella distanza.
Tre mesi (o poco più) sono un tempo significativo e circoscritto. Può diventare uno spazio di prova non tanto per l’amore, quanto per la capacità di entrambi di comunicare, sostenersi e rimanere emotivamente presenti. La distanza, se affrontata insieme, può anche offrire nuove conferme sul legame, anziché solo minacce.
Spero di averle offerto uno spunto utile.
Un caro saluto,
Dottssa LM
Da ciò che scrive immagino quanto il legame con il suo compagno sia profondo e quanto questa separazione temporanea tocchi corde emotive importanti. Quando una relazione è stata costruita nella quotidianità, nella presenza costante, l’idea della distanza può attivare insicurezze, timori di cambiamento e un senso di perdita del “noi” così come lo si è conosciuto finora.
Mi pare di comprendere che lei veda in questo periodo un’opportunità, personale e professionale e questo mi fa immaginare un livello di consapevolezza rispetto a ciò che sta vivendo, consapevolezza che le sta richiedendo di tenere insieme due bisogni legittimi, quello della relazione e quello della sua realizzazione individuale.l fatto che lei non voglia chiedere al suo compagno di seguirla, per non metterlo davanti a una “prova d’amore”, mi fa immaginare rispetto e attenzione verso la sua (di lui) libertà e in questa prospettiva un dialogo aperto e autentico rispetto a ciò che prova potrebbe rafforzare il senso di squadra, anche nella distanza.
Tre mesi (o poco più) sono un tempo significativo e circoscritto. Può diventare uno spazio di prova non tanto per l’amore, quanto per la capacità di entrambi di comunicare, sostenersi e rimanere emotivamente presenti. La distanza, se affrontata insieme, può anche offrire nuove conferme sul legame, anziché solo minacce.
Spero di averle offerto uno spunto utile.
Un caro saluto,
Dottssa LM
Gentilissima, quello che sta vivendo non è solo un cambiamento pratico legato al lavoro, ma un passaggio emotivamente molto importante per la vostra relazione. Quando una coppia è stata per anni molto unita, abituata alla quotidianità condivisa, l’idea di una separazione, anche temporanea, può attivare paure profonde, il timore di perdere l’intimità, di cambiare, di non sentirsi più così vicini.
Il tema della separazione spesso tocca due bisogni fondamentali, quello di restare legati e quello di crescere come individui. In questo momento lei sta cercando di dare spazio a una possibilità di sviluppo personale e professionale, ma questo inevitabilmente mette in movimento anche l’ansia di allontanarsi da una base affettiva che per anni è stata stabile e rassicurante.
Il fatto che lei non voglia “metterlo davanti a una scelta” mostra sensibilità e rispetto, ma può essere utile anche chiedersi se dentro di sé non stia cercando di evitare la fatica del confronto o la paura di scoprire cosa desidera davvero lui. Nelle relazioni solide, poter parlare apertamente delle proprie paure e dei propri bisogni, senza viverli come richieste o prove d’amore, è ciò che permette al legame di trasformarsi senza spezzarsi.
Forse questo periodo può diventare un’occasione per osservare come vi regolate nella distanza, come vi rassicurate, come mantenete viva la connessione pur non essendo fisicamente vicini. Condividere con lui la sua paura non significa essere fragile, ma dare spazio a una parte autentica di sé.
Una separazione temporanea, se attraversata insieme con consapevolezza, può anche rafforzare il senso di scelta reciproca, rendendo il legame meno scontato e più voluto.
Un caro saluto, Dott. Marco Squarcini
Il tema della separazione spesso tocca due bisogni fondamentali, quello di restare legati e quello di crescere come individui. In questo momento lei sta cercando di dare spazio a una possibilità di sviluppo personale e professionale, ma questo inevitabilmente mette in movimento anche l’ansia di allontanarsi da una base affettiva che per anni è stata stabile e rassicurante.
Il fatto che lei non voglia “metterlo davanti a una scelta” mostra sensibilità e rispetto, ma può essere utile anche chiedersi se dentro di sé non stia cercando di evitare la fatica del confronto o la paura di scoprire cosa desidera davvero lui. Nelle relazioni solide, poter parlare apertamente delle proprie paure e dei propri bisogni, senza viverli come richieste o prove d’amore, è ciò che permette al legame di trasformarsi senza spezzarsi.
Forse questo periodo può diventare un’occasione per osservare come vi regolate nella distanza, come vi rassicurate, come mantenete viva la connessione pur non essendo fisicamente vicini. Condividere con lui la sua paura non significa essere fragile, ma dare spazio a una parte autentica di sé.
Una separazione temporanea, se attraversata insieme con consapevolezza, può anche rafforzare il senso di scelta reciproca, rendendo il legame meno scontato e più voluto.
Un caro saluto, Dott. Marco Squarcini
Gentilissima, grazie per aver condiviso la sua preoccupazione.
Immagino che sia molto destabilizzante affrontare questa distanza di tre mesi, soprattutto considerando l'intensità del rapporto con il suo compagno e gli anni di convivenza alle spalle. E' comprensibile che fra di voi, dopo tutto questo tempo, si sia creata una routine e un equilibrio che generano conforto e sicurezza, per cui immaginarsi lontani e in un contesto nuovo, anche se per un tempo limitato, può mettere molta agitazione. Capisco che possa essere spaventata, dopotutto sta per uscire da una "comfort zone" per abbracciare una situazione nuova e sconosciuta. Le consiglierei, però, di prendere in considerazione anche l'opportunità che avete di fronte: da una parte, per lei, può essere una buona occasione lavorativa che giustamente vuole cogliere; dall'altra, per la coppia, può essere un nuovo momento che può dare ulteriore spinta ed energia al rapporto già solido che avete alla base. Spesso è proprio la distanza che ci permette di comprendere più in profondità l'importanza della presenza.
Le auguro il meglio,
Dott. Alessandro Rigutti
Immagino che sia molto destabilizzante affrontare questa distanza di tre mesi, soprattutto considerando l'intensità del rapporto con il suo compagno e gli anni di convivenza alle spalle. E' comprensibile che fra di voi, dopo tutto questo tempo, si sia creata una routine e un equilibrio che generano conforto e sicurezza, per cui immaginarsi lontani e in un contesto nuovo, anche se per un tempo limitato, può mettere molta agitazione. Capisco che possa essere spaventata, dopotutto sta per uscire da una "comfort zone" per abbracciare una situazione nuova e sconosciuta. Le consiglierei, però, di prendere in considerazione anche l'opportunità che avete di fronte: da una parte, per lei, può essere una buona occasione lavorativa che giustamente vuole cogliere; dall'altra, per la coppia, può essere un nuovo momento che può dare ulteriore spinta ed energia al rapporto già solido che avete alla base. Spesso è proprio la distanza che ci permette di comprendere più in profondità l'importanza della presenza.
Le auguro il meglio,
Dott. Alessandro Rigutti
Gentilissima buonasera, dal suo racconto mi sembra stia accogliendo una nuova apertura lavorativa che potrebbe permetterle un nuovo inizio. Sicuramente questo cambiamento potrebbe spaventarla e richiede i giusti tempi perchè lei possa ritrovare un equilibrio e riposizionarsi. Confidarsi con un amic* o una persona a lei cara potrebbe aiutarla nel prendere consapevolezza di questa nuova situazione. Sicuramente anche in ambito relazionale instaurare una comunicazione chiara e coinvolgente insieme al suo compagno potrà aiutarla nel prendere la decisione più giusta per sé e per il suo modo di essere. Le auguro di trovare presto una nuova serenità.
Cordiali saluti
Dott.ssa Martina Rossetti
Cordiali saluti
Dott.ssa Martina Rossetti
Gentile utente,
mentre leggevo le sue parole, sentivo quanto questo legame di nove anni sia per lei un porto sicuro, un luogo dove la vicinanza è diventata la misura del vostro amore. È del tutto naturale che l’idea di allontanarsi, anche se per un tempo limitato, le provochi spavento: dopo anni trascorsi sempre insieme, la distanza non è solo un fatto geografico, ma un cambiamento profondo nel modo in cui "sentite" la vostra relazione nel quotidiano.
Tuttavia, mi ha colpito molto come lei descriva questa partenza: da un lato la vede come un'opportunità necessaria per un futuro migliore, dall'altro sembra quasi voler "proteggere" il suo compagno da questa scelta, evitando di chiedergli qualunque cosa per non metterlo davanti a una prova d'amore. Mi chiedo: in questi nove anni, come avete gestito i momenti in cui uno dei due ha dovuto fare un passo verso la propria autonomia? È possibile che la sua paura non riguardi solo la distanza fisica, ma anche il timore di "rompere" l'incastro perfetto che avete costruito convivendo?
Dal punto di vista della coppia, tre mesi possono sembrare un'eternità, ma possono anche diventare una risorsa inaspettata. Spesso, la distanza obbliga a riscoprire modi di comunicare che la vicinanza a volte rende pigri. È una sfida che vi chiede di passare da una vicinanza basata sulla presenza fisica a una basata sulla fiducia e sul sostegno a distanza.
Per aiutarla a riflettere su questo passaggio, le propongo qualche piccola domanda:
Quanto la paura di farlo soffrire o di "disturbare" la sua vita lavorativa le impedisce di condividere appieno con lui anche il suo entusiasmo per questa opportunità?
Cosa accadrebbe alla vostra coppia se lei rinunciasse a questa occasione? Il timore di restare senza lavoro nella sua città potrebbe col tempo diventare un peso maggiore di quello di tre mesi di nostalgia?
In che modo questa esperienza potrebbe trasformarsi in una prova di solidità per entrambi, dimostrandovi che il vostro legame è capace di abitare anche spazi diversi?
Questa opportunità lavorativa non è un tradimento verso il vostro "noi", ma un investimento che lei fa su se stessa e, di riflesso, sulla vostra futura stabilità. Si permetta di vivere questa partenza non come un distacco doloroso, ma come un momento di crescita individuale che può portare nuova linfa alla coppia.
A volte, allontanarsi un po' serve proprio a vedere meglio quanto è prezioso ciò che abbiamo costruito, permettendo a entrambi di riscoprirsi non solo come metà di una mela, ma come due persone intere che scelgono ogni giorno di camminare insieme, anche quando i passi non percorrono la stessa strada per un po'.
Un caro saluto,
Dott.ssa Valentina Vaglica
mentre leggevo le sue parole, sentivo quanto questo legame di nove anni sia per lei un porto sicuro, un luogo dove la vicinanza è diventata la misura del vostro amore. È del tutto naturale che l’idea di allontanarsi, anche se per un tempo limitato, le provochi spavento: dopo anni trascorsi sempre insieme, la distanza non è solo un fatto geografico, ma un cambiamento profondo nel modo in cui "sentite" la vostra relazione nel quotidiano.
Tuttavia, mi ha colpito molto come lei descriva questa partenza: da un lato la vede come un'opportunità necessaria per un futuro migliore, dall'altro sembra quasi voler "proteggere" il suo compagno da questa scelta, evitando di chiedergli qualunque cosa per non metterlo davanti a una prova d'amore. Mi chiedo: in questi nove anni, come avete gestito i momenti in cui uno dei due ha dovuto fare un passo verso la propria autonomia? È possibile che la sua paura non riguardi solo la distanza fisica, ma anche il timore di "rompere" l'incastro perfetto che avete costruito convivendo?
Dal punto di vista della coppia, tre mesi possono sembrare un'eternità, ma possono anche diventare una risorsa inaspettata. Spesso, la distanza obbliga a riscoprire modi di comunicare che la vicinanza a volte rende pigri. È una sfida che vi chiede di passare da una vicinanza basata sulla presenza fisica a una basata sulla fiducia e sul sostegno a distanza.
Per aiutarla a riflettere su questo passaggio, le propongo qualche piccola domanda:
Quanto la paura di farlo soffrire o di "disturbare" la sua vita lavorativa le impedisce di condividere appieno con lui anche il suo entusiasmo per questa opportunità?
Cosa accadrebbe alla vostra coppia se lei rinunciasse a questa occasione? Il timore di restare senza lavoro nella sua città potrebbe col tempo diventare un peso maggiore di quello di tre mesi di nostalgia?
In che modo questa esperienza potrebbe trasformarsi in una prova di solidità per entrambi, dimostrandovi che il vostro legame è capace di abitare anche spazi diversi?
Questa opportunità lavorativa non è un tradimento verso il vostro "noi", ma un investimento che lei fa su se stessa e, di riflesso, sulla vostra futura stabilità. Si permetta di vivere questa partenza non come un distacco doloroso, ma come un momento di crescita individuale che può portare nuova linfa alla coppia.
A volte, allontanarsi un po' serve proprio a vedere meglio quanto è prezioso ciò che abbiamo costruito, permettendo a entrambi di riscoprirsi non solo come metà di una mela, ma come due persone intere che scelgono ogni giorno di camminare insieme, anche quando i passi non percorrono la stessa strada per un po'.
Un caro saluto,
Dott.ssa Valentina Vaglica
Gentile Utente, la ringrazio per la condivisione. Dalle sue parole emerge con chiarezza quanto il legame con il suo compagno sia significativo e quanto questa separazione temporanea tocchi corde profonde come la paura, l’incertezza, ma anche il desiderio di crescita e di autonomia.
È comprensibile che l’idea di stare lontani dopo tanti anni di quotidianità condivisa possa spaventare. La convivenza crea ritmi, sicurezze e un “senso di noi” molto concreto, e, allontanarsene, anche se per un tempo limitato, può riattivare vissuti di solitudine o di smarrimento.
Allo stesso tempo, lei riconosce questa opportunità lavorativa come un possibile investimento su di sé e sul suo futuro e questo dice molto della sua capacità di ascoltare anche i propri bisogni, non solo quelli della coppia.
Inoltre mi colpisce il modo in cui parla del suo compagno (il rispetto per la sua posizione lavorativa e il desiderio di non metterlo davanti a scelte vissute come prove d’amore). Questo sembra indicare una relazione basata su attenzione reciproca e responsabilità. Potrebbe quindi essere utile chiedersi che spazio hanno, nella vostra comunicazione, le paure e i bisogni più vulnerabili di entrambi in questo momento? A volte condividere il timore di allontanarsi non indebolisce il legame, ma lo rende più autentico.
Da un punto di vista più profondo, questa esperienza potrebbe rappresentare non solo una distanza geografica, ma anche un passaggio evolutivo (saper stare in relazione mantenendo la vicinanza emotiva pur nella separazione fisica). Comprendo che, la domanda sopra, possa risultare complessa, senza una risposte immediata, ma potrebbe diventare una possibile occasione di maggiore consapevolezza di sé e del legame.
Se sente che l’ansia o la confusione diventano troppo intense, potrebbe essere utile prendersi uno spazio di riflessione personale, anche attraverso un percorso psicologico, per esplorare cosa questa separazione attiva dentro di lei, quali sono le paure, i desideri e le aspettative sul futuro e sulla relazione.
La sua preoccupazione è legittima, così come il suo desiderio di costruire qualcosa di migliore per sé.
Tenere insieme entrambe queste parti, senza forzare scelte drastiche né negare le emozioni, è già un passo importante.
Resto a disposizione per ulteriori approfondimenti.
Un caro saluto, dott.ssa Martina Veracini
È comprensibile che l’idea di stare lontani dopo tanti anni di quotidianità condivisa possa spaventare. La convivenza crea ritmi, sicurezze e un “senso di noi” molto concreto, e, allontanarsene, anche se per un tempo limitato, può riattivare vissuti di solitudine o di smarrimento.
Allo stesso tempo, lei riconosce questa opportunità lavorativa come un possibile investimento su di sé e sul suo futuro e questo dice molto della sua capacità di ascoltare anche i propri bisogni, non solo quelli della coppia.
Inoltre mi colpisce il modo in cui parla del suo compagno (il rispetto per la sua posizione lavorativa e il desiderio di non metterlo davanti a scelte vissute come prove d’amore). Questo sembra indicare una relazione basata su attenzione reciproca e responsabilità. Potrebbe quindi essere utile chiedersi che spazio hanno, nella vostra comunicazione, le paure e i bisogni più vulnerabili di entrambi in questo momento? A volte condividere il timore di allontanarsi non indebolisce il legame, ma lo rende più autentico.
Da un punto di vista più profondo, questa esperienza potrebbe rappresentare non solo una distanza geografica, ma anche un passaggio evolutivo (saper stare in relazione mantenendo la vicinanza emotiva pur nella separazione fisica). Comprendo che, la domanda sopra, possa risultare complessa, senza una risposte immediata, ma potrebbe diventare una possibile occasione di maggiore consapevolezza di sé e del legame.
Se sente che l’ansia o la confusione diventano troppo intense, potrebbe essere utile prendersi uno spazio di riflessione personale, anche attraverso un percorso psicologico, per esplorare cosa questa separazione attiva dentro di lei, quali sono le paure, i desideri e le aspettative sul futuro e sulla relazione.
La sua preoccupazione è legittima, così come il suo desiderio di costruire qualcosa di migliore per sé.
Tenere insieme entrambe queste parti, senza forzare scelte drastiche né negare le emozioni, è già un passo importante.
Resto a disposizione per ulteriori approfondimenti.
Un caro saluto, dott.ssa Martina Veracini
Innanzitutto ti dico che sei molto coraggiosa. La decisione di allontanarti tre mesi per cercare un nuovo lavoro è un gran passo e sento di dirti che hai coraggio da vendere. A maggior ragione se devi distaccarti per un pò di tempo dal tuo partner. Ti direi intanto vedi come vanno questi tre mesi, mettiti in gioco e prova questa esperienza dalla quale comunque vada riuscirai a trarre delle cose belle. Passati i tre mesi, trarrai le tue conclusioni e li sceglierai ciò che è giusto per te sia nella sfera lavorativa che in quella sentimentale tenendo in considerazione l'opinione del tuo partner.
Buonasera, dalle sue parole si percepisce quanto questa situazione sia emotivamente significativa per lei e quanto sia forte il legame costruito nel tempo con il suo compagno. Quando una relazione rappresenta un punto stabile e sicuro, la prospettiva di una separazione temporanea può attivare paura, incertezza e preoccupazioni sul futuro del rapporto. Si tratta di reazioni comprensibili, soprattutto quando per molti anni la quotidianità è stata condivisa e la presenza reciproca ha rappresentato una fonte di equilibrio e sostegno. La scelta che si trova ad affrontare sembra collocarsi in un momento di crescita personale e professionale. Da una parte emerge il desiderio di cogliere un’opportunità che potrebbe portare a un miglioramento della sua realizzazione lavorativa e del suo futuro, dall’altra appare la paura che questa distanza possa modificare qualcosa nella relazione affettiva. È una condizione che spesso porta le persone a sentirsi divise tra il bisogno di evolversi come individui e il timore di mettere a rischio ciò che è stato costruito insieme. Il fatto che lei tenga conto della posizione del suo compagno e che non desideri metterlo nella condizione di dover fare una scelta dimostra attenzione, rispetto e senso di responsabilità nei confronti della relazione. Allo stesso tempo è importante riconoscere che ogni rapporto solido si fonda anche sulla possibilità per entrambi i partner di sostenere il percorso individuale dell’altro. Le relazioni affettive tendono a rafforzarsi quando riescono a integrare il legame di coppia con la crescita personale di ciascun membro, anche se questo comporta momenti di distanza o cambiamento delle abitudini quotidiane. La paura che prova potrebbe essere alimentata da pensieri legati all’incertezza, come il timore che la lontananza possa indebolire il rapporto o modificare l’equilibrio costruito negli anni. Spesso questi pensieri nascono dal bisogno naturale di proteggere ciò che si considera importante. È utile ricordare che la qualità di una relazione non dipende solo dalla vicinanza fisica, ma soprattutto dalla capacità di mantenere una connessione emotiva, dalla comunicazione e dalla fiducia reciproca. Molte coppie attraversano periodi di distanza e, quando il legame è solido, riescono a utilizzare questa esperienza come occasione per rafforzare la complicità e la consapevolezza del valore del rapporto. Potrebbe essere utile affrontare questa fase come un cambiamento temporaneo e non necessariamente come una minaccia. Spesso il modo in cui si interpreta un evento influenza profondamente le emozioni che si provano. Se la distanza viene vissuta esclusivamente come una perdita, può generare ansia e tristezza. Se invece viene considerata come un passaggio che può offrire nuove opportunità di crescita personale e di coppia, può diventare più tollerabile e gestibile. Un altro aspetto importante riguarda la condivisione delle emozioni e delle paure con il suo compagno. Parlare apertamente di ciò che sente, delle sue speranze e dei suoi timori può favorire un senso di alleanza e di progettualità comune. Quando entrambi i partner riescono a confrontarsi su come affrontare la distanza, spesso si riduce il senso di solitudine emotiva e si crea uno spazio in cui la relazione continua a essere vissuta come un progetto condiviso, anche se momentaneamente a distanza. Il fatto che lei abbia riconosciuto questa opportunità lavorativa come qualcosa di importante per il suo futuro suggerisce una buona capacità di ascoltare i propri bisogni e i propri obiettivi di vita. Riuscire a dare spazio a questa parte di sé non significa necessariamente allontanarsi dal legame affettivo, ma può rappresentare un modo per costruire un equilibrio più completo tra dimensione personale e relazionale. La paura che prova non indica debolezza, ma testimonia quanto questa relazione abbia valore per lei. Le emozioni di timore spesso accompagnano i momenti di cambiamento e possono essere affrontate cercando di mantenere uno sguardo equilibrato tra ciò che si teme di perdere e ciò che si può costruire o rafforzare attraverso questa esperienza. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno,
quello che descrivi è molto comprensibile. Non stai mettendo in discussione l’amore o il legame con il tuo compagno, ma stai affrontando una separazione temporanea che arriva dopo anni di quotidianità condivisa. Quando una coppia è molto unita, la distanza spaventa proprio perché rompe un equilibrio che fino a quel momento ha funzionato.
Da una parte c’è la paura: stare lontani, cambiare routine, non sapere come ci si sentirà. Dall’altra c’è un bisogno altrettanto legittimo di crescita personale e professionale. Il fatto che tu abbia visto questa esperienza come un’opportunità non significa essere egoista o meno innamorata, ma riconoscere che anche dentro una relazione sana ognuno ha un proprio percorso.Mi sembra importante il modo in cui ti poni: non chiedi a lui di seguirti, non vivi questa scelta come una prova d’amore, e questo parla di rispetto e maturità affettiva. Allo stesso tempo, è normale che dentro di te convivano entusiasmo, incertezza e timore. Non sono sentimenti in contraddizione, sono parte dello stesso passaggio.
La distanza, se vissuta con comunicazione e presenza emotiva, non distrugge una relazione solida. Spesso mette in luce ciò che già c’è...fiducia, autonomia, capacità di restare in contatto anche senza la vicinanza fisica. Il rischio, semmai, è vivere questi mesi solo come una minaccia, invece che come un tempo da attraversare insieme, anche se in modo diverso.Può essere utile fermarti a chiederti cosa ti spaventa di più: il distacco in sé, la paura di cambiare, o il timore che qualcosa possa non essere più come prima. Dare un nome a queste paure aiuta a ridurne il peso e a non farle guidare le scelte.
Un primo colloquio può aiutarti a fare chiarezza su questi vissuti, a gestire l’ansia legata alla separazione temporanea e a trovare un modo più sereno di affrontare questo passaggio, senza rinunciare né a te stessa né alla relazione.
Se lo desideri, puoi prenotare una visita per approfondire la tua situazione.
Sono la Dott.ssa A. Mustatea, psicologa clinica, giuridica, psicodiagnosta e coordinatore genitoriale.
Un caro saluto
quello che descrivi è molto comprensibile. Non stai mettendo in discussione l’amore o il legame con il tuo compagno, ma stai affrontando una separazione temporanea che arriva dopo anni di quotidianità condivisa. Quando una coppia è molto unita, la distanza spaventa proprio perché rompe un equilibrio che fino a quel momento ha funzionato.
Da una parte c’è la paura: stare lontani, cambiare routine, non sapere come ci si sentirà. Dall’altra c’è un bisogno altrettanto legittimo di crescita personale e professionale. Il fatto che tu abbia visto questa esperienza come un’opportunità non significa essere egoista o meno innamorata, ma riconoscere che anche dentro una relazione sana ognuno ha un proprio percorso.Mi sembra importante il modo in cui ti poni: non chiedi a lui di seguirti, non vivi questa scelta come una prova d’amore, e questo parla di rispetto e maturità affettiva. Allo stesso tempo, è normale che dentro di te convivano entusiasmo, incertezza e timore. Non sono sentimenti in contraddizione, sono parte dello stesso passaggio.
La distanza, se vissuta con comunicazione e presenza emotiva, non distrugge una relazione solida. Spesso mette in luce ciò che già c’è...fiducia, autonomia, capacità di restare in contatto anche senza la vicinanza fisica. Il rischio, semmai, è vivere questi mesi solo come una minaccia, invece che come un tempo da attraversare insieme, anche se in modo diverso.Può essere utile fermarti a chiederti cosa ti spaventa di più: il distacco in sé, la paura di cambiare, o il timore che qualcosa possa non essere più come prima. Dare un nome a queste paure aiuta a ridurne il peso e a non farle guidare le scelte.
Un primo colloquio può aiutarti a fare chiarezza su questi vissuti, a gestire l’ansia legata alla separazione temporanea e a trovare un modo più sereno di affrontare questo passaggio, senza rinunciare né a te stessa né alla relazione.
Se lo desideri, puoi prenotare una visita per approfondire la tua situazione.
Sono la Dott.ssa A. Mustatea, psicologa clinica, giuridica, psicodiagnosta e coordinatore genitoriale.
Un caro saluto
Buongiorno, mi perdoni, ma non mi è chiaro quale sia il problema che sta attualmente vivendo a parte la paura di vivere una nuova situazione lontano dal suo compagno. Credo che sia una sensazione più che giustificata in considerazione di un nuovo vissuto che si appresta a vivere e che rompe la sua "normalità".
Buongiorno e grazie per aver condiviso in modo così sincero il suo pensiero. Posso comprendere che questo sia per lei un momento di fatica per quanto concerne la scelta lavorativa da una parte, e ciò che prova e le sue emozioni dall'altra. Aver condiviso tanto tempo con una persona con la quale ci sentiamo così strettamente connessi e che rappresenta per noi una presenza rilevante costituisce una grande ricchezza per entrambi e posso immaginare che trovarsi adesso di fronte a una scelta lavorativa che probabilmente interverrà nella vostra quotidianità possa comportare delle perplessità. Tuttavia vorrei riflettere con lei in merito al nuovo progetto che le si prospetta davanti, e sulle ragioni per cui esso può essere stato colto con sofferenza. Esso infatti potrebbe rivelarsi un momento prezioso per la sua relazione, dal quale acquisire nuova energia e soddisfazione da investire poi nella vita di coppia. In questo, la sua scelta di non chiedere il trasferimento al partner suggerisce inoltre la presenza di una relazione bilanciata, in cui coesistono presenza e differenziazione sufficienti alla relazione di coppia, in cui la vostra reciproca identità viene custodita in modo sano e costruttivo. Le chiedo se questo punto è stato da lei considerato e se ha pensato di confrontarsi a tal riguardo con il suo partner.
Alla luce di quanto narra, ritengo prezioso per lei poter portare la sua dimensione emotiva in un setting di ascolto e accoglienza, in cui si senta serena nel parlare delle preoccupazioni che in questo momento possono affiorare e in cui considerare assieme quali risorse possono esserci utili in questo momento.
Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Letizia Turchetto
Alla luce di quanto narra, ritengo prezioso per lei poter portare la sua dimensione emotiva in un setting di ascolto e accoglienza, in cui si senta serena nel parlare delle preoccupazioni che in questo momento possono affiorare e in cui considerare assieme quali risorse possono esserci utili in questo momento.
Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Letizia Turchetto
Gentile Anonimo,
La sua preoccupazione è comprensibile: una separazione temporanea, soprattutto dopo anni di quotidianità condivisa, può generare insicurezza e paura. Allo stesso tempo, è positivo che lei riconosca questa esperienza come un’opportunità di crescita personale e professionale.
La distanza, se affrontata con comunicazione, fiducia e obiettivi condivisi, non è necessariamente una minaccia al legame, ma può diventare una prova di maturità per la coppia. È importante che entrambi possiate esprimere apertamente timori e aspettative, mantenendo un contatto emotivo costante. Investire su se stessa non significa allontanarsi dalla relazione, ma portare dentro la coppia una versione più consapevole e realizzata di sé.
Un caro saluto.
La sua preoccupazione è comprensibile: una separazione temporanea, soprattutto dopo anni di quotidianità condivisa, può generare insicurezza e paura. Allo stesso tempo, è positivo che lei riconosca questa esperienza come un’opportunità di crescita personale e professionale.
La distanza, se affrontata con comunicazione, fiducia e obiettivi condivisi, non è necessariamente una minaccia al legame, ma può diventare una prova di maturità per la coppia. È importante che entrambi possiate esprimere apertamente timori e aspettative, mantenendo un contatto emotivo costante. Investire su se stessa non significa allontanarsi dalla relazione, ma portare dentro la coppia una versione più consapevole e realizzata di sé.
Un caro saluto.
Qual'è la domanda?
Buongiorno. Quello che stai provando è una reazione normale in una relazione molto simbiotica: la separazione temporanea viene vissuta come una minaccia al legame, non perché il legame sia fragile, ma perché è stato costruito sulla presenza costante. Dal punto di vista interazionista, il nodo centrale è il significato che attribuisci a questi tre mesi: li stai vivendo più come una perdita che come un’esperienza evolutiva. È importante distinguere la distanza fisica dalla distanza emotiva: non coincidono automaticamente. Il fatto che tu non voglia metterlo davanti a una scelta parla di rispetto e maturità, ma attenzione a non escludere il dialogo per paura di “chiedere troppo”. Questa esperienza può diventare una prova di fiducia reciproca e di identità individuale, non un allontanamento. La coppia cresce anche quando ciascuno può muoversi senza sentirsi colpevole. L’ansia che senti non va eliminata, va ascoltata: ti sta dicendo quanto per te questa relazione sia importante. Se riuscite a costruire nuovi rituali di connessione a distanza, la separazione può rafforzare il legame invece di indebolirlo.
Salve,
quello che descrive è una reazione molto comprensibile. Dopo tanti anni di relazione e una convivenza recente, la prospettiva di una separazione fisica, anche se temporanea, può attivare paura, insicurezza e senso di perdita dei punti di riferimento. Il legame che avete costruito rende naturale il timore di “rompere un equilibrio” che finora è stato fonte di stabilità.
È importante notare come lei stia cercando di tenere insieme due bisogni altrettanto legittimi: da un lato il desiderio di tutela della relazione, dall’altro la necessità di cogliere un’opportunità personale e professionale. Il conflitto interno che ne deriva può aumentare l’ansia e far percepire questa scelta come molto più minacciosa di quanto forse sia nella realtà. Il fatto che lei non voglia porre il partner di fronte a una scelta forzata parla di attenzione e rispetto, ma è altrettanto fondamentale che anche i suoi bisogni trovino spazio e legittimità.
Una distanza temporanea, se accompagnata da comunicazione chiara, condivisione emotiva e progettualità, non è necessariamente un pericolo per la coppia; anzi, in alcuni casi può diventare un’occasione di crescita individuale e relazionale. Allo stesso tempo, la paura che sta vivendo merita ascolto: potrebbe essere utile comprendere meglio cosa rappresenta per lei questa separazione, quali timori più profondi attiva e come gestire l’ansia legata all’incertezza.
Per questo, potrebbe essere consigliabile approfondire la situazione con uno specialista, per avere uno spazio di riflessione che la aiuti a fare chiarezza, sostenere le emozioni che emergono e affrontare questa fase con maggiore serenità e consapevolezza.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
quello che descrive è una reazione molto comprensibile. Dopo tanti anni di relazione e una convivenza recente, la prospettiva di una separazione fisica, anche se temporanea, può attivare paura, insicurezza e senso di perdita dei punti di riferimento. Il legame che avete costruito rende naturale il timore di “rompere un equilibrio” che finora è stato fonte di stabilità.
È importante notare come lei stia cercando di tenere insieme due bisogni altrettanto legittimi: da un lato il desiderio di tutela della relazione, dall’altro la necessità di cogliere un’opportunità personale e professionale. Il conflitto interno che ne deriva può aumentare l’ansia e far percepire questa scelta come molto più minacciosa di quanto forse sia nella realtà. Il fatto che lei non voglia porre il partner di fronte a una scelta forzata parla di attenzione e rispetto, ma è altrettanto fondamentale che anche i suoi bisogni trovino spazio e legittimità.
Una distanza temporanea, se accompagnata da comunicazione chiara, condivisione emotiva e progettualità, non è necessariamente un pericolo per la coppia; anzi, in alcuni casi può diventare un’occasione di crescita individuale e relazionale. Allo stesso tempo, la paura che sta vivendo merita ascolto: potrebbe essere utile comprendere meglio cosa rappresenta per lei questa separazione, quali timori più profondi attiva e come gestire l’ansia legata all’incertezza.
Per questo, potrebbe essere consigliabile approfondire la situazione con uno specialista, per avere uno spazio di riflessione che la aiuti a fare chiarezza, sostenere le emozioni che emergono e affrontare questa fase con maggiore serenità e consapevolezza.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Salve,quello che sta provando è comprensibile e direi anche sano! la paura nasce dal legame forte e dall’idea della separazione, non da una fragilità sua o della coppia. Allo stesso tempo è evidente che sta facendo una scelta responsabile verso il suo futuro, non contro la relazione. Le due cose possono coesistere; itre mesi sono una distanza limitata nel tempo, anche se emotivamente impegnativa. Il fatto che non voglia “mettere alla prova” il partner dice molto del rispetto e della solidità del legame. In questi casi il lavoro psicologico non è togliere la paura, ma aiutarla a tollerarla senza che blocchi le sue possibilità, distinguendo l’ansia dal reale rischio per la relazione.Se vuole, possiamo approfondire tutto questo con un colloquio online, per aiutarla a vivere questa fase con più equilibrio e meno paura, mantenendo al centro sia lei che la coppia.
Gentile utente, dalle tue parole emerge l’importanza e l’affetto che provi verso l’altro e per la relazione, insieme al timore legato alla distanza.
Da una parte il desiderio di cogliere un’opportunità per te e per il tuo futuro, dall’altra una grande attenzione a non mettere in difficoltà il tuo compagno.
Potrebbe essere utile chiedersi: quale significato ha questa separazione temporanea? Con il tuo compagno, c’è spazio per parlarne insieme in modo autentico?
Un cordiale saluto.
Da una parte il desiderio di cogliere un’opportunità per te e per il tuo futuro, dall’altra una grande attenzione a non mettere in difficoltà il tuo compagno.
Potrebbe essere utile chiedersi: quale significato ha questa separazione temporanea? Con il tuo compagno, c’è spazio per parlarne insieme in modo autentico?
Un cordiale saluto.
Salve, le relazioni a distanza possono non essere semplici da affrontare. Credo che lei abbia preso una decisione in base a ciò che sentiva giusto per sé in quel momento, e che se il vostro rapporto è saldo, possa mantenersi. Che cosa la spaventa maggiormente? E il suo compagno come ha reagito di fronte alla sua decisione?
Mi rendo disponibile per una consulenza e un supporto, qualora lo desideri.
Dott.ssa Federica Amorosino
Mi rendo disponibile per una consulenza e un supporto, qualora lo desideri.
Dott.ssa Federica Amorosino
Buonasera, nel tuo breve racconto mi sembra che manchi una voce, quella del tuo compagno. Leggendo mi sono chiesta, partendo dal presupposto che lui lo già lo sappia, quali sono i suoi pensieri e cosa vi siete detti in merito. E poi mi chiedo se le tue paure possano avere a che fare solo con lui o magari anche tu vivi l'incertezza di non sapere cosa accadrà, se eventualmente potrai e vorrai continuare quel lavoro. Mi sembra che ci siano, e penso sia normale, ancora tanti interrogativi e la difficoltà di affrontare un cambiamento molto importante per cui puoi valutare se affidarti o meno a qualcuno. Un saluto, dott.ssa Rachele Petrini
Buongiorno
grazie per aver condiviso la sua preoccupazione.
Quello che descrive è comprensibile, soprattutto in una relazione duratura e stabile come la vostra, così come comprensibile è il volersi creare un futuro senza costringere il suo compagno a rinunciare al suo: anche queste è una dimostrazione d'amore.
Lui come ha preso questa sua decisione di partire?
Quello che posso dirle è di parlare, in modo chiaro e accogliente, di tutto per cercare un modo insieme
grazie per aver condiviso la sua preoccupazione.
Quello che descrive è comprensibile, soprattutto in una relazione duratura e stabile come la vostra, così come comprensibile è il volersi creare un futuro senza costringere il suo compagno a rinunciare al suo: anche queste è una dimostrazione d'amore.
Lui come ha preso questa sua decisione di partire?
Quello che posso dirle è di parlare, in modo chiaro e accogliente, di tutto per cercare un modo insieme
Ciao, grazie per aver condiviso il tuo dubbio e la tua esperienza, proverò a rispondere al meglio. Tieni conto che qualunque risposta è sicuramente superficiale e ogni contesto andrebbe approfondito in terapia.
Capisco la tua paura: 9 anni sempre insieme, prima separazione prolungata, incertezza sul lavoro e il timore di "perdere" la vicinanza che avete costruito.
La buona notizia è che le evidenze su coppie a distanza temporanee sono rassicuranti: le relazioni a distanza non sono "più fragili" di quelle vicine, e spesso sviluppano intimità più profonda perché la distanza obbliga a comunicare in modo più intenzionale.
Studi su centinaia di coppie mostrano che non è la distanza fisica a determinare la qualità della relazione, ma la qualità della comunicazione e la capacità di mantenere senso di "noi" attraverso scelte e routine condivise. E la tua decisione di non chiedergli di seguirti è matura e rispettosa: la ricerca su coppie dual-career indica che decisioni bilanciate (che tengono conto delle opportunità di entrambi) sono associate a migliore adattamento e minor conflitto a lungo termine.
ti suggerirei alcuni spunti iniziale modi per provare ad affrontare questo imminente cambiamento relazionale.
Mandatevi e scambiatevi testi quotidiani con dettagli concreti ("oggi mi è successo questo", "sto cucinando X", "ho pensato a te quando..."): il texting è il canale più associato a soddisfazione nelle LDR perché crea continuità e co-presenza virtuale. E' molto importante in quanto la coppia molto spesso si rafforza ed è l'insieme delle esperienze che condivide. Senza essere pressanti però sentitevi e rendetevi partecipi della giornata anche con una chiamata veloce o qualche messaggio dato con attenzione. Questa vicinanza la potete avere non solo condividendo le esperienze ma anche condividendo le scelte e le piccole decisioni della giornata ad es (cosa mangio per cena? cosa posso guardare questa sera? devo fare questa cosa per lavoro tu come la pensi?)
Potrebbe essere anche utile ogni tanto esprimere rassicurazioni emotive (ti voglio bene, ti amo, ti ho pensato, questa cosa ti piacerebbe un sacco ecc)
e progettare anche piccole cose in condivisione (vediamoci a metà strada, vediamo ogni mercoledì assieme la serie x, vieni tu o vengo io).
Il tema è molto più complesso di così e meriterebbe un approfondimento dedicato per capire i motivi e i significati dietro a questo sentire e questa paura.
nel caso ti consiglio una consulenza psicologica per capire al meglio la cosa.
Un caro saluto
Dott. Marco Scaramuzzino
Capisco la tua paura: 9 anni sempre insieme, prima separazione prolungata, incertezza sul lavoro e il timore di "perdere" la vicinanza che avete costruito.
La buona notizia è che le evidenze su coppie a distanza temporanee sono rassicuranti: le relazioni a distanza non sono "più fragili" di quelle vicine, e spesso sviluppano intimità più profonda perché la distanza obbliga a comunicare in modo più intenzionale.
Studi su centinaia di coppie mostrano che non è la distanza fisica a determinare la qualità della relazione, ma la qualità della comunicazione e la capacità di mantenere senso di "noi" attraverso scelte e routine condivise. E la tua decisione di non chiedergli di seguirti è matura e rispettosa: la ricerca su coppie dual-career indica che decisioni bilanciate (che tengono conto delle opportunità di entrambi) sono associate a migliore adattamento e minor conflitto a lungo termine.
ti suggerirei alcuni spunti iniziale modi per provare ad affrontare questo imminente cambiamento relazionale.
Mandatevi e scambiatevi testi quotidiani con dettagli concreti ("oggi mi è successo questo", "sto cucinando X", "ho pensato a te quando..."): il texting è il canale più associato a soddisfazione nelle LDR perché crea continuità e co-presenza virtuale. E' molto importante in quanto la coppia molto spesso si rafforza ed è l'insieme delle esperienze che condivide. Senza essere pressanti però sentitevi e rendetevi partecipi della giornata anche con una chiamata veloce o qualche messaggio dato con attenzione. Questa vicinanza la potete avere non solo condividendo le esperienze ma anche condividendo le scelte e le piccole decisioni della giornata ad es (cosa mangio per cena? cosa posso guardare questa sera? devo fare questa cosa per lavoro tu come la pensi?)
Potrebbe essere anche utile ogni tanto esprimere rassicurazioni emotive (ti voglio bene, ti amo, ti ho pensato, questa cosa ti piacerebbe un sacco ecc)
e progettare anche piccole cose in condivisione (vediamoci a metà strada, vediamo ogni mercoledì assieme la serie x, vieni tu o vengo io).
Il tema è molto più complesso di così e meriterebbe un approfondimento dedicato per capire i motivi e i significati dietro a questo sentire e questa paura.
nel caso ti consiglio una consulenza psicologica per capire al meglio la cosa.
Un caro saluto
Dott. Marco Scaramuzzino
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