Buongiorno Non credo sia un problema funzionale, perciò mi rivolgo a un psicologo. Mi sono reso c

25 risposte
Buongiorno
Non credo sia un problema funzionale, perciò mi rivolgo a un psicologo.
Mi sono reso conto ormai da anni che sessualmente non ho mai l orgasmo prima della mia partner ( ne ho avute diverse ed è sempre stato cosi)
La mia prima ragazza sessualmente mi attraeva tantissimo e volevo soddisfarla e godermi quanto più possibile il rapporto. Da allora mi sono accorto che non ho mai l' orgasmo prima della partner.
È normale ? Proprio quando la donna raggiunge l orgasmo dopo poco riesco anche io a raggiungerlo...
Ma questa situazione ultimamente mi mette ansia...
Dott.ssa Sara Petroni
Psicologo clinico, Psicologo
Tarquinia
Gentile utente,
la situazione che descrive è piuttosto comune e non necessariamente indica un problema. È possibile che nel tempo si sia strutturato in Lei un automatismo psicologico legato al desiderio di far coincidere il Suo piacere con quello della partner, come forma di controllo o di conferma di “buona riuscita” del rapporto. In molti casi questo schema si consolida al punto da condizionare inconsciamente il momento dell’orgasmo, che arriva solo quando percepisce che l’altro si è lasciato andare.

L’ansia che riferisce può derivare proprio da questa sensazione di dover mantenere un certo andamento o da una preoccupazione di “prestazione” che interferisce con la spontaneità. Un lavoro psicologico mirato può aiutarLa a esplorare le rappresentazioni di sé nella sessualità, il rapporto con il controllo e con l’intimità emotiva, favorendo un’esperienza più libera e centrata sulle sensazioni.

Dott.ssa Sara Petroni

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Dott.ssa Marzia Sellini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Brescia
BUongiorno,
posto che gli psicoterapeuti, alcuni, si occupano anche di problemi funzionali, direi che si possono affrontare due livelli nel problema che lei pone, il primo da dove arriva questa idea di raggiungere il piacere nello stesso istante insieme? E come eventualmente si può fare?
IN Italia scarseggia questa cultura.
Un saluto cordiale
Dott.ssa Marzia Sellini
Dott.ssa Giulia Raiano
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Bologna
Buongiorno, grazie per aver condiviso il suo vissuto. non sembra esserci un problema fisiologico o “funzionale”, ma piuttosto una dinamica psicologica e relazionale legata al tuo modo di vivere l’intimità. Può capitare che alcuni uomini sviluppino, spesso inconsapevolmente, un condizionamento psicologico legato al piacere della partner:
il tuo piacere si sincronizza con quello della donna, come se il raggiungimento dell’orgasmo da parte sua “autorizzasse” anche il tuo, il desiderio di “soddisfare l’altra persona” diventa parte integrante dell’eccitazione, e quindi il tuo corpo si adatta a quella sequenza, al contrario, l’idea di venire prima può generare ansia o una sensazione di “fallimento”, che tende a inibire l’orgasmo. Non si tratta di un problema, ma di un meccanismo appreso che nel tempo può diventare rigido — soprattutto se, come dici, inizia a generarti ansia da prestazione o preoccupazione sul controllo del piacere. è perfettamente normale che tu abbia una “sincronia” costante con la partner, e non è di per sé un segnale patologico.
Diventa importante occuparsene solo se ti crea disagio, come nel tuo caso.
Sicuramente approfondire il discorso con un/una sessuologo/a potrà aiutarti.
Se vorrai approfondire resto a disposizione.
Buona giornata
Dott.ssa Giulia Raiano
Dott.ssa Giulia Dockerty
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile,
il quesito che porta è decisamente importante e la sua intuizione che abbia a che fare con la sfera emotiva/psicologica è decisamente corretta. Molto spesso capita che nelle relazioni intime emergano emozioni profonde e intense, come anche una aspettativa di performance nei confronti di sè stessi che si ha paura di non raggiungere. Nonostante questo, ci sono tanti aspetti che sarebbero da approfondire e che probabilmente per lei saranno unici e soggettivi. Ad esempio, che cosa significa per lei essere intimo con qualcuno? Che cosa si aspetta dal partner? Pensa che il/la partner possa venire incontro ai suoi bisogni? Si ricordi che è importante che significato ha PER LEI il rapporto intimo, perchè non esiste una risposta univoca.
Sarei davvero interessata ad affrontare questo argomento con lei se vorrà.
Intanto le auguro di potersi vivere serenamente ogni aspetto del suo essere, comprese queste sue difficoltà, così da poterle riconoscere e accettare come parte di lei.
Un caro saluto,

Giulia Dockerty
Dott. Daniele Gallucci
Psicologo, Terapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, è difficile provare ad aiutarla sulla base delle poche informazioni fornite: sicuramente un percorso di psicoterapia potrà aiutarla ad occuparsi di quest'ansia che descrive. Sembrerebbe significativo il fatto che descrive di non potersi concedere il piacere se non si è prima assicurato di aver fatto il suo dovere, questo è sicuramente un importante punto di partenza dove potrà sviluppare questa ricerca.
Cordiali saluti
Dott. Daniele Gallucci
Dott.ssa Lorella Bruni
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buona sera, come mai le mette ansia un comportamento che ogni donna, per quanto risulta dalla mia esperienza, vorrebbe? Forse pensa non sarà sempre così? O ci sono altri problemi che magari ancora le sfuggono alla coscienza? Potrebbe aiutarla qualche seduta terapeutica, in terapia si può valutare una situazione a 360 gradi e vedere se concentrala o estenderla a seconda di quanto emerge. A disposizione per ogni chiarimento LB
Dott.ssa Lorenza Magurno
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno,
da ciò che descrive sembra essere molto fastidioso per lei, potrebbe apparire un modo stabile e personale in cui il suo corpo e la sua mente vivono l’intimità. Può capitare che l’eccitazione e il piacere siano strettamente legati alla risposta e alla soddisfazione della partner: in questi casi, il proprio orgasmo tende a seguire quello dell’altra persona e la situazione che descrive risulterebbe pienamente in norma.

Il fatto che questa dinamica oggi le provochi ansia è invece l’aspetto su cui può valere la pena riflettere insieme a uno psicologo o a uno psicoterapeuta. A volte, infatti, quando si cerca di “controllare” troppo la prestazione o di rispettare aspettative (proprie o dell’altro), il piacere spontaneo ne risente.

Un percorso psicologico può aiutarla a comprendere meglio cosa attiva questa tensione e a ritrovare un equilibrio più sereno e naturale.
Sperando di esserle stata di aiuto le auguro buon proseguimento.
Dott.ssa Lorenza Magurno
Buona sera,
sarebbe interessante comprendere cosa di tale questione la mette a disagio, da quanto la vive come una fonte di ansia e perché. Di per sé, quello che lei racconta, non si qualifica come una problematica in senso strutturale (e di questo mi pare che lei ne sia consapevole) ma sarebbe utile comprendere che interpretazione sta dando a tale dinamica in questo momento della sua vita per poterla affrontare.
Uno spazio d'ascolto professionale potrebbe esserle d'aiuto.
Cordialmente,
dott.ssa Togni
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buongiorno,

quello che descrive è un fenomeno relativamente comune e spesso non indicativo di un problema fisico, soprattutto se in passato ha sempre vissuto esperienze simili con partner diverse. La difficoltà a raggiungere l’orgasmo prima della partner può dipendere da diversi fattori psicologici ed emotivi, come il desiderio di soddisfare l’altra persona, la pressione interna legata alle prestazioni sessuali o l’ansia da prestazione, che col tempo possono influenzare il proprio piacere.

Il fatto che riesca a raggiungere l’orgasmo poco dopo la partner suggerisce che la sua risposta sessuale funziona normalmente, ma può essere condizionata da dinamiche emotive o di attenzione durante il rapporto. L’ansia che lei descrive è comprensibile: quando il desiderio di “fare bene” diventa centrale, può creare un circolo di tensione che rende più difficile concentrarsi sul proprio piacere.

Questi aspetti sono trattabili attraverso il supporto di uno psicologo o sessuologo, che può aiutarla a esplorare i fattori emotivi, cognitivi e relazionali coinvolti, imparando strategie per vivere il rapporto sessuale in modo più rilassato e soddisfacente per entrambi.

In ogni caso, considerando che l’ansia sta aumentando e influisce sul suo benessere, è consigliabile approfondire la situazione con uno specialista.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Nunzia D'Anna
Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Di per sé non mi sembra un problema, visto che lei riesce comunque a raggiungerlo l'orgasmo. Forse è una forma di cura e attenzione verso la partner. Bisognerebbe più che altro capire perché ora le mette ansia. Da quando e cosa è successo nel frattempo.
Caro utente,
quella che descrive non sembra un problema funzionale/medico, bensì più un atteggiamento nei confronti del rapporto sessuale e di come viene vissuto l'atto e la relazione con la persona. E' possibile che per lei sia importante avere una buona performance e soddisfare prima l'altro e solo dopo sè stesso perchè questo le conferisce un valore/giudizio positivo di sè. Questa appena scritta, è solo una vaga ipotesi fatta su due piedi, ma se è interessato potrebbe indagare più a fondo...perchè ciò che succede nei rapporti sessuali è spesso collegato anche al nostro modo di essere e fare in altre situazioni e contesti. Quindi se cosi fosse, magari riuscirebbe ad avere una nuova consapevolezza di sè come attento in primis all'altro e mettendo un po' da parte il proprio vissuto: sarebbe però utile anche capire la motivazione di tutto questo.
Provi a ragionarci su.
Un caro saluto
Dott.ssa Claudia Fontanella
Dott.ssa Giulia Fiorini
Psicologo, Psicologo clinico
Varese
Buongiorno, quello della sessualità è un mondo complesso e molto vario, ecco perché ogni caso va trattato con degli approfondimenti più individuali. Non c'è nulla di sbagliato o anormale di per sé in quello che ti accade, però il fatto che tu non possa fare altrimenti e che la situazione si accompagna a stati emotivi di ansia mi porta a farti considerare di approfondire questi temi in un percorso psicologico o di consulenza sessuologia. Ti auguro un buon proseguimento!
Dott.ssa Elisa Oliveri
Psicoterapeuta, Psicologo
Torino
Caro signore,
percepisco che la situazione che lei ha descritto possa generarle un pò di ansia.
Tenga presente che nella sfera sessuale non esiste un unico "modo giusto per".
Posso comprendere che i mass media offrano un'immagine stereotipata dell'orgasmo in cui i due partner raggiungono l'orgasmo in simultanea oppure il maschio lo raggiunge prima ma non lo prenda come dato di realtà.
Ascolti se stesso e la sua partner e cerchi di godersi il momento. Ciò che conta è che entrambi vi sentiate appagati.
Dott.ssa Noemi Forte
Psicologo, Psicologo clinico
Floridia
Grazie per la condivisione! Capisco la tua preoccupazione, ma da ciò che descrivi non sembra esserci nulla di patologico. A volte può dipendere dal desiderio di soddisfare l’altro, dal controllo sull’eccitazione. È positivo che tu ne sia consapevole: parlarne con uno psicologo può aiutarti a comprendere meglio cosa succede e a ridurre l’ansia legata alla prestazione, così da vivere la sessualità in modo più spontaneo e sereno.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, quello che descrive è un tema molto più comune di quanto si possa pensare e il fatto che lei abbia deciso di parlarne con sincerità è già un segno di attenzione verso se stesso e verso il proprio benessere emotivo. Da come racconta, sembra che nel suo modo di vivere la sessualità ci sia un profondo desiderio di connessione e di reciprocità, come se l’orgasmo della partner fosse un segnale importante che le consente di “lasciarsi andare” solo dopo aver percepito che anche l’altra persona sta bene. Questo tipo di dinamica è spesso legata a un bisogno di controllo e di conferma, che può nascere dal desiderio di garantire un’esperienza positiva alla partner ma che, con il tempo, può trasformarsi in una fonte di tensione o di ansia. In una relazione sessuale, infatti, il piacere non è solo un fatto fisico, ma è anche profondamente intrecciato con emozioni, aspettative e pensieri. Quando si entra in un’intimità cercando di “fare bene”, di “non deludere” o di “essere all’altezza”, il corpo può reagire con una forma di vigilanza che, pur essendo involontaria, riduce la spontaneità. È come se una parte di lei fosse sempre concentrata a monitorare l’andamento della situazione, le reazioni della partner e il momento in cui avverrà l’orgasmo di entrambi. Questo continuo controllo, però, può rendere difficile abbandonarsi completamente alle proprie sensazioni, proprio perché l’attenzione resta rivolta all’altro o alla prestazione e non più a ciò che si prova nel momento presente. Il fatto che riesca a raggiungere l’orgasmo solo dopo la partner, e non prima, potrebbe avere a che fare con la sensazione che, una volta che lei ha raggiunto il piacere, “la tensione del dovere” si sciolga e anche lei possa finalmente lasciarsi andare. È come se quel momento segnasse una sorta di via libera interiore: “ora posso permettermelo anch’io”. Quando però questa dinamica si ripete e comincia a generare ansia o preoccupazione, può essere utile fermarsi a riflettere su cosa rappresenti per lei, a livello emotivo, la sessualità e il concetto stesso di “soddisfare l’altro”. A volte dietro questi meccanismi si nasconde una sensibilità profonda, un modo di prendersi cura dell’altro che, se troppo sbilanciato, può lasciare meno spazio all’ascolto di sé. Nel percorso terapeutico, in casi come questo, si lavora spesso sul recupero della naturalezza, sul permettersi di sentire senza dover “fare” qualcosa di specifico o raggiungere un certo risultato. È un processo di riscoperta del proprio corpo e delle proprie emozioni, in cui l’obiettivo non è tanto “correggere” un comportamento quanto imparare a vivere la sessualità come un’esperienza condivisa, libera da schemi di controllo o da pressioni implicite. Quello che sta vivendo non è un’anomalia, ma una manifestazione di un equilibrio che si è costruito nel tempo e che ora, semplicemente, sta iniziando a pesare. L’ansia che ne deriva è il segnale che qualcosa dentro di lei sta chiedendo maggiore libertà, autenticità e ascolto. Parlare di questi temi in uno spazio di confronto può aiutarla a comprendere meglio cosa si muove dietro questa dinamica e a ritrovare un modo più sereno di vivere la sessualità, dove il piacere dell’altro e il proprio possano coesistere senza diventare un compito o una prova da superare. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott. Stefano Recchia
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Roma
Gentile utente grazie per aver condiviso la tua situazione.
Quello che descrivi è in realtà una dinamica piuttosto frequente e non necessariamente patologica.
Il fatto di raggiungere l’orgasmo dopo la partner può avere diverse spiegazioni, spesso più psicologiche che fisiologiche.
C'è sicuramente un'abitudine appresa: la tua prima esperienza ha probabilmente creato un “modello interno” in cui il piacere sessuale è collegato alla soddisfazione della partner. Da allora, il tuo corpo e la tua mente si sono abituati a sincronizzare l’orgasmo con quello della donna, quasi come una conferma che “va tutto bene” o che il rapporto è riuscito.
Ci può essere poi una sorta di controllo e di ansia da prestazione: voler “resistere” o “controllarsi” per non arrivare prima può diventare un automatismo. Col tempo, questo controllo può generare tensione e ansia, che paradossalmente rendono più difficile lasciarsi andare.
Ci può essere un bisogno di conferma o di reciprocità: per molti uomini, l’orgasmo della partner rappresenta una conferma di valore o di competenza sessuale. Il corpo risponde a questa gratificazione emotiva, e solo allora riesce a lasciarsi andare.
Inoltre ci possono essere aspetti emotivi e relazionali: il piacere maschile non è solo fisico e spesso dipende dal sentirsi connessi, accettati o riconosciuti. Il tuo corpo potrebbe “aspettare” quel momento di vicinanza per poter godere pienamente.
Il fatto che questa situazione ora ti metta ansia è importante: non tanto perché indichi un problema grave, ma perché significa che il modo in cui vivi la sessualità è diventato fonte di pressione più che di spontaneità.
Ti consiglierei di parlarne con uno psicologo. Non per “curare un problema”, ma per capire insieme come si è strutturato questo schema e come ritrovare un equilibrio più naturale, senza giudizio né aspettative di performance.
Spero di esserti stato d'aiuto. Resto a disposizione. Un caro saluto.
Dott. Stefano Recchia
Dr. Antonio Pagni Fedi
Psicologo, Psicoterapeuta
Scandicci
Buongiorno, la situazione che descrive è un'esperienza che può essere comune a molti uomini, non risulta essere necessariamente "anormale"; da quello che scrive lei comunque riesce ad avere un orgasmo. Tuttavia se la situazione che si crea con la sua partner le crea ansia, le suggerisco di parlarne con lei apertamente ed insieme comprendere come entrambi vivete questa esperienza. Se l'ansia dovesse mantenersi le suggerisco di rivolgersi ad uno psicoterapeuta sessuologo per approfondire le dinamiche dietro questa sua caratteristica. Un saluto
Antonio Pagni Fedi
Dott.ssa Alessandra Motta
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Quello che descrive non è così raro: molte persone imparano, senza accorgersene, a “regolare” il proprio piacere su quello dell’altra persona.
Nel tempo questo può diventare un automatismo: finché lei non raggiunge l’orgasmo, il suo corpo “trattiene”.
Quando però ci si accorge del meccanismo, può subentrare l’ansia da prestazione: “e se stavolta non succede?”, e l’ansia interferisce proprio con ciò che si vorrebbe ottenere.
Non si tratta di un problema fisico, ma di un modello appreso che si può riallineare, lavorando sulla pressione che lei sente di “dover essere all’altezza” e sul modo in cui il suo corpo vive l’attesa.
Dott.ssa Cecilia Scipioni
Psicologo, Neuropsicologo
Casalgrande
Quello che descrive rientra spesso in dinamiche di attesa e regolazione del piacere all’interno della relazione sessuale: molti uomini manifestano una risposta fisiologica che tende a sincronizzarsi con quella della partner, soprattutto quando c’è un forte desiderio di soddisfare l’altro. Non si tratta di un problema funzionale, ma di un modello psicologico e relazionale che può generare ansia e sensazioni di pressione.

Il fatto che lei abbia una risposta fisiologica normale indica che non vi sono difficoltà organiche. L’attenzione centrata sul piacere dell’altro può diventare fonte di stress e interferire con la spontaneità della relazione, l'avvio di un percorso psicologico/sesuologico può aiutare a comprendere le motivazioni profonde di questa dinamica, a gestire l’ansia e a sviluppare una maggiore sicurezza nella propria esperienza affettiva
Dott. Luigi Frezza
Psicologo
Pontecagnano Faiano
Quando si tratta di questioni legate all’esperienza sessuale, è importante ricordare che ogni persona ha i propri tempi, riti e modi di vivere l’intimità. Quello che sta vivendo – di sentire di non aver mai l’orgasmo prima della partner – può essere una cosa che si è evoluta nel tempo, secondo il suo modo di vivere le relazioni e il piacere.
Può essere interessante riflettere: cosa significa per Lei questa dinamica? Come si sente nel vivere questa esperienza? In che modo questa realtà influisce sul suo benessere e sulla percezione di sé stesso?
La presenza di ansia legata a questa situazione può essere un segnale che ci sono aspettative o paure che vale la pena esplorare. Un percorso di ascolto e di scoperta con uno specialista potrebbe aiutarLa a comprendere meglio queste sensazioni e a trovare modi per vivere il piacere e l’intimità in modo più leggero e soddisfacente.
Se desidera, posso aiutarla a formulare qualche domanda o spunto di riflessione che la porti a conoscere meglio ciò che vive dentro di sé.
Dott.ssa Valentina Vaglica
Psicologo clinico, Psicologo
Castel Gandolfo
Buongiorno,
grazie per aver raccontato con sincerità qualcosa di così personale. Da ciò che descrivi emerge una caratteristica molto chiara: il tuo piacere sessuale sembra intrecciarsi profondamente con quello della tua partner. Per te l’orgasmo arriva quando senti che l’altra persona è arrivata al suo, quasi che il tuo corpo aspettasse quel momento per lasciarsi andare.
Questo non è di per sé un problema né qualcosa di “anormale”. Nel sesso non esistono tempi universali da rispettare. Può diventare faticoso però quando questa modalità diventa una regola fissa, quando sembra che il tuo piacere dipenda necessariamente dal piacere dell’altra. In questi casi l’ansia comincia a entrare nella scena e a guidare più dei desideri.
Le esperienze passate possono aver creato un’associazione molto forte tra eccitazione, soddisfazione della partner e tua capacità di lasciarti andare. Il corpo a volte impara una strada e poi la ripete senza chiedere se davvero ti fa stare bene ancora oggi. Vale la pena ascoltare questa preoccupazione che è emersa ora, perché racconta un tuo bisogno di recuperare libertà e spontaneità nell’intimità.
Non c’è nulla da “aggiustare”, c’è un modo di funzionare che possiamo capire meglio insieme. Guardarlo con più curiosità e meno giudizio ti permetterà di alleggerire la pressione e di ritrovare un equilibrio in cui anche il tuo piacere possa avere il suo spazio, senza dover inseguire quello dell’altra persona.

Un saluto,
Dott.ssa Valentina Vaglica
Dr. Massimiliano Siddi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Terapeuta
Roma
Riconoscere di avere un problema è già un passo importante verso il cambiamento. Sono il dottor Massimiliano Siddi e ricevo in zona Mostacciano a Roma. Può prenotare un appuntamento.
Resto a disposizione per un primo colloquio conoscitivo.
Dott. Michele Basigli
Psicologo, Psicologo clinico
Perugia
Buongiorno,
la situazione che descrive è in realtà piuttosto comune, anche se spesso se ne parla poco. Il fatto che lei raggiunga l’orgasmo dopo la sua partner non indica necessariamente un problema sessuale, ma può essere legato a diversi fattori psicologici e relazionali.
In molti uomini, soprattutto quelli che pongono grande attenzione al piacere e alla soddisfazione della partner, si attiva inconsapevolmente un meccanismo di controllo dell’eccitazione: per paura di “durare troppo poco” o di non essere all’altezza, finiscono per trattenere il piacere fino a quando non percepiscono che la partner ha raggiunto il suo. È un comportamento che nasce da un intento positivo, voler essere un buon amante, ma che, nel tempo, può diventare una sorta di “automatismo ansioso”.
L’ansia di prestazione, anche lieve, può amplificare questo schema: più ci si concentra sul momento dell’orgasmo e sul “quando arriverà”, più si perde la spontaneità dell’esperienza sessuale. È un po’ come osservare un tramonto pensando solo a “quando finirà la luce”: si rischia di non godersi il momento.

Le consiglierei di non interpretare questo fenomeno come un disturbo, ma come un segnale del fatto che tende a vivere la sessualità con molta attenzione e controllo.
In alcuni casi, può essere utile affrontare questi aspetti con uno psicologo o uno psicoterapeuta sessuologo, per lavorare sulla gestione dell’ansia e sul lasciarsi andare durante l’intimità.
Spesso, semplici esercizi di consapevolezza corporea, di respirazione o di “mindfulness sessuale” aiutano molto a ritrovare una dimensione più naturale, in cui il piacere non è regolato da tempistiche o prestazioni, ma dall’ascolto reciproco.
In sintesi: quello che descrive non è anomalo, ma se inizia a viverlo con disagio o ansia, può essere utile affrontarlo in un percorso mirato. Non perché ci sia qualcosa di “sbagliato”, ma perché può imparare a vivere la sessualità in modo più libero e sereno.

Un caloroso saluto
Dott. Michele Basigli
Dott. Leonardo Iacovone
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, non credo ci sia nulla di "anormale" riguardo la sua situazione. L'importante è che con la sua partner vi sia un clima di fiducia e trasparenza reciproca, scevro da giudizi, riguardo il vostro rapporto di coppia e come ciascuno "funziona" sessualmente. Vorrei capire in particolar modo cos'è che le provoca ansia esattamente circa le sue prestazioni. Per qualsiasi cosa, si senta libero di contattarmi. Un saluto
Buonasera,

da ciò che descrive non sembra emergere necessariamente un problema fisico o funzionale. Quello che racconta è una dinamica che può capitare e che spesso è legata più al modo in cui si vive il rapporto sessuale che a un vero disturbo.
Nel suo racconto colpisce un aspetto importante: il forte desiderio di soddisfare la proprio partner e di vivere il rapporto in modo intenso e coinvolgente. A volte però, quando l’attenzione è molto orientata verso l’altra persona e verso la riuscita della prestazione, può accadere che il proprio piacere rimanga in secondo piano e che l’orgasmo arrivi solo dopo quello della partner o quando ci si sente più “liberi” dalla tensione del momento.

L’ansia che sta iniziando a percepire potrebbe nascere dal timore che questa dinamica possa diventare un problema.

In questi casi può essere utile provare a spostare gradualmente l’attenzione dalla performance al proprio sentire corporeo e alle sensazioni del momento restando in contatto con il proprio corpo e con il piacere, senza controllarlo.

Se questa situazione le crea preoccupazione o tensione, parlarne con uno psicologo può aiutarla a comprendere meglio il significato che ha per lei questa dinamica e a vivere la sessualità con maggiore spontaneità e serenità.

Rimango a disposizione e un caro saluto!

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