Dott.ssa Valentina Vaglica

Psicologa · Altro

Castel Gandolfo 1 indirizzo

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Esperienze

Salve!

Sono una psicologa iscritta all’Albo degli psicologi del Lazio.
Dopo la laurea triennale in scienze e tecniche psicologiche, ho conseguito la laurea magistrale in psicologia clinica, approfondendo il funzionamento emotivo e cognitivo della persona.

Attualmente sono specializzanda presso l’Accademia di psicoterapia della famiglia, dove mi sto formando nell’approccio sistemico-relazionale, un modello che mette al centro le relazioni e i legami significativi.
Ho inoltre conseguito un master per la tutela dei minori nei contesti giuridici e comunitari, che mi ha permesso di ampliare le mie competenze nel lavoro con bambini, adolescenti e famiglie.


L’approccio sistemico-relazionale:

Considera la persona come parte di una rete di relazioni, in particolare quella familiare. Secondo questa prospettiva, le difficoltà emotive o comportamentali non vengono lette come un problema esclusivamente individuale, ma come un segnale che riguarda anche il contesto relazionale in cui la persona vive.

Il sintomo viene inteso come una forma di comunicazione, un messaggio che esprime una fatica o un disequilibrio all’interno delle relazioni. Il lavoro terapeutico ha l’obiettivo di aumentare la consapevolezza delle dinamiche familiari e di favorire modalità di comunicazione più funzionali, sostenendo il benessere, la crescita e l’autonomia di ciascun membro del sistema.

Nel mio lavoro mi occupo di:

  • colloqui individuali, rivolti a persone che si sentono sopraffatte da ansia, stress, difficoltà emotive o relazionali e che desiderano riscoprire risorse personali e nuove modalità di affrontare le proprie fatiche.

  • colloqui di coppia, dedicati a chi sta attraversando una crisi, fa fatica a comunicare con il partner o sente il bisogno di comprendere e riorganizzare la relazione.

  • colloqui familiari, rivolti a famiglie che vivono momenti di conflitto, difficoltà nella crescita dei figli o cambiamenti importanti. Gli incontri sono condotti in compresenza di due terapeuti, offrendo uno spazio di ascolto strutturato ed equilibrato. Tale assetto permette una comprensione più ampia delle dinamiche relazionali, favorisce interventi mirati e sostiene un miglioramento della comunicazione e della gestione dei conflitti, promuovendo cambiamenti condivisi e funzionali.

  • supporto alla genitorialità, accompagnando mamme e papà nella comprensione dei bisogni dei propri figli e nel rafforzamento del legame educativo ed emotivo.

  • colloqui psicologici con preadolescenti e adolescenti che attraversano fasi delicate della crescita, difficoltà scolastiche, momenti di cambiamento o di costruzione della propria identità, offrendo uno spazio di ascolto attento e rispettoso dei tempi evolutivi.

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicologo

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Tipologia di visite

Consulenza online

Foto e video

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    Da 50 €

  • Consulenza online

    50 €

  • Colloquio psicologico di coppia

    70 €

  • Sostegno alla genitorialità

    Da 50 €

  • Sostegno psicologico adolescenti

    50 €

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Dott.ssa Valentina Vaglica

Via Santo Spirito, 47, Piano terra, Castel Gandolfo 00040

Disponibilità

Pagamento online

Accettato

Telefono

338 595...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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  • Pazienti senza assicurazione sanitaria

10 recensioni

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  • E

    Sto seguendo un percorso con la dottoressa per affrontare un lutto importante e, anche se il percorso è ancora in corso, posso dire che il suo supporto è già molto prezioso. È una professionista giovane, empatica, attenta e competente; fin dal primo incontro mi sono sentita ascoltata e accolta. La consiglio a chi cerca un sostegno serio e umano in una fase delicata della propria vita.

     • Dott.ssa Valentina Vaglica colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Valentina Vaglica

    La ringrazio per il suo gentile riscontro e per la fiducia. Un caro saluto!


  • R

    Abbiamo iniziato la terapia di coppia in un momento molto difficile, con poca comunicazione e tanta tensione. La dottoressa ci ha accolti con empatia e senza giudizio, aiutandoci passo dopo passo a capire i nostri bisogni e a ricostruire fiducia e rispetto reciproco. Oggi il nostro rapporto è più consapevole e sereno. Le siamo grati.

     • Dott.ssa Valentina Vaglica colloquio psicologico di coppia  • 

    Dott.ssa Valentina Vaglica

    Grazie per le sue parole! Mi fa piacere sapere che la sua esperienza è stata positiva!


  • E

    Psicologa eccellente molto attenta la consiglio vivamente.

     • Dott.ssa Valentina Vaglica consulenza psicologica  • 

    Dott.ssa Valentina Vaglica

    Grazie E. per la fiducia!


  • M

    Dottoressa molto preparata ed empatica. Mi sono sentita ascoltata e mi ha aiutata ad affrontare nel modo migliore alcuni problemi nella mia vita e le sono grata per questo. Mi sono trovata bene e continuerò sicuramente il mio percorso con lei.

     • Dott.ssa Valentina Vaglica  • 

    Dott.ssa Valentina Vaglica

    Grazie M! Sono lieta di sapere che si è trovata bene! Un caro saluto!


  • A

    Professionista molto preparata, attenta alle esigenze dei pazienti.

     • Dott.ssa Valentina Vaglica Altro  • 

    Dott.ssa Valentina Vaglica

    Grazie A., per le gentili parole!


  • G

    Dottoressa empatica e al contempo molto professionale.

     • Dott.ssa Valentina Vaglica consulenza psicologica  • 

    Dott.ssa Valentina Vaglica

    Grazie G. per la recensione! Alla prossima seduta.


  • F

    Gentilezza e preparazione, mi son trovato bene e credo proprio che proseguirò con lei.

     • Dott.ssa Valentina Vaglica  • 

    Dott.ssa Valentina Vaglica

    Francesco la ringrazio per il suo gentile riscontro. Sono lieta che si sia trovato a suo agio. A presto!


  • S

    Dottoressa competente e professionale, mi sono trovata bene da subito e accolta nell’ascolto.

     • Dott.ssa Valentina Vaglica consulenza psicologica  • 

    Dott.ssa Valentina Vaglica

    Cara S., ti ringrazio. Mi fa piacere sapere che ti sia sentita accolta e tuo agio. Alla prossima!


  • I

    Giovane, preparata e professionale. Riesce a mettere subito a proprio agio. Ottima esperienza!

     • Dott.ssa Valentina Vaglica consulenza psicologica  • 

    Dott.ssa Valentina Vaglica

    Grazie Irene per il suo gentile riscontro! Alla prossima!


  • C

    Dottoressa molto empatica, gentile, preparata e accogliente. La dottoressa mi ha dato grande supporto in un momento di vita difficile.

     • Dott.ssa Valentina Vaglica  • 

    Dott.ssa Valentina Vaglica

    Grazie Chiara per le sue parole! È stato un piacere esserle stata d’aiuto. Alla prossima!


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 36 domande da parte di pazienti di MioDottore

Domande su consulenza psicologica

Ciao a tutti,
sono una ragazza di 30 anni e ho una relazione da più di 2 anni con il mio ragazzo, che amo tanto.
Da meno di una settimana (circa 5 giorni) però mi sento molto strana: come “spenta”, distante, come se non provassi più nulla, come se i sentimenti si fossero improvvisamente spenti.
È successo da un giorno all’altro, senza un motivo preciso.
Durante queste feste abbiamo passato moltissimo tempo insieme: ha dormito sempre da me e siamo stati parecchio insieme senza troppi stacchi.
Normalmente la nostra relazione è molto equilibrata: non siamo mai stati una coppia “appiccicosa”, perché lui è una persona molto sana, con i suoi spazi, i suoi impegni, le sue passioni.
In questi giorni invece siamo stati molto più attaccati del solito.
In più stiamo per andare a convivere, cosa che da una parte mi rende felice ma dall’altra mi spaventa molto.
Da quando mi sento così sono piena di confusione e di dubbi, con la paura di non amarlo più.
Non ho più voglia di abbracciarlo di notte, mi sento vuota, non sento quasi niente, ed è una sensazione terribile.
Per un giorno sembrava che tutto fosse tornato normale, poi mi sono “rispenta” di nuovo.
Mi era già successo un paio di volte in passato, ma al massimo per uno o due giorni, poi tutto tornava come prima.
Questa volta invece sono passati 5 giorni e la cosa mi spaventa molto.
Razionalmente so che lo amo e che la nostra relazione è importante, ma il mio corpo e la mia testa in questo periodo non mi seguono, e questo mi manda completamente in crisi.
Nella relazione sono sempre stata molto ansiosa, con poca fiducia e tanta gelosia, perché ho sempre avuto una fortissima paura dell’abbandono.
Quando non lo vedevo stavo quasi sempre in ansia.
In questi giorni invece ho sentito tantissima presenza, tanta tranquillità… forse anche troppa, e questa calma a volte mi sembra quasi noia, perché io sono abituata a vivere con l’ansia costante.
È come se quando lui è molto dolce e presente, a me “scendesse” qualcosa dentro.
Con la mia psicologa sto lavorando molto proprio su sulla mia paura dell’amore e sul fatto che, quando una relazione diventa stabile e importante, mi capita quasi di volerla sabotare da sola, creandomi ansie, andando a cercare il marcio, facendomi venire dubbi per non affidarmi davvero e non sentirmi troppo vulnerabile.
In più, nella mia famiglia ho visto tutt’altro modello: i miei genitori non si sono amati per la maggior parte del tempo, ci sono stati tradimenti, liti pesanti anche violente quando ero piccola, poi separazioni, poi sono ritornatii insieme…
E oggi, quando vedo dolcezza tra loro, mi provoca una sensazione strana, quasi di fastidio, come se mi desse nausea.
Quindi mi chiedo:
Forse si è possibile che la mia idea di amore sia un po’ distorta e che io non riesca a riconoscere un amore calmo e lo scambi per noia? È davvero come dice la teoria?
Oppure mi è davvero calato il sentimento e non lo amo più?
Mi sembra tutto assurdo e doloroso.
Scusate lo sfogo, ma avevo davvero bisogno di buttare fuori
Ho un percorso con la mia psicologa, ma con le feste non la vedo da un po’ e la rivedrò solo la prossima settimana, e in questi giorni da sola con la testa non ce la facevo più.

Gentile utente,

Quello che descrive è molto angosciante, soprattutto perché arriva all’improvviso e mette in discussione qualcosa che per Lei è importante. Quando i sentimenti sembrano “spegnersi” da un giorno all’altro, la paura più grande è proprio quella che sta vivendo: “e se non lo amassi più?”. È una domanda che fa tremare, perché tocca la stabilità, il futuro, l’idea stessa di sé dentro una relazione.
Provo però a invitarLa a guardare non solo che cosa sente, ma quando e in che contesto questa sensazione è comparsa. Lei racconta di giorni molto intensi insieme, senza quasi stacchi, in un momento di passaggio importante come la convivenza. È come se la relazione, improvvisamente, fosse diventata molto presente, molto vicina, molto reale. Per alcune persone questo è rassicurante; per altre può attivare una sorta di allarme interno, anche quando l’amore c’è.
Lei stessa nota qualcosa di molto significativo: per molto tempo l’ansia, la distanza, la paura di perderlo hanno accompagnato il legame. In qualche modo, quella tensione era diventata familiare. Ora, invece, si trova in una situazione di calma, continuità, presenza. E il Suo corpo, più che la Sua testa, sembra non sapere come stare lì. Non è raro che, quando viene meno l’ansia abituale, emerga una sensazione di vuoto o di “spento”, che viene facilmente scambiata per mancanza di sentimento.
Mi colpisce molto quando dice che, quando lui è dolce e presente, dentro di Lei “scende qualcosa”. È come se la vicinanza, invece di nutrire, La disorientasse. Questo non parla necessariamente di assenza di amore, ma di una difficoltà a restare in una relazione sicura senza difese. Affidarsi, per Lei, è sempre stato rischioso.
Il modello affettivo che ha respirato crescendo è stato confuso, doloroso, a tratti spaventoso. L’amore era intrecciato a tradimenti, tensioni, violenza, rotture e riavvicinamenti. In un contesto così, è comprensibile che oggi la dolcezza stabile possa sembrare strana, persino disturbante. Non perché sia sbagliata, ma perché non è ciò che il Suo sistema emotivo riconosce come “normale”.
Lei si chiede se l’amore calmo possa essere scambiato per noia. Più che di noia, parlerei forse di assenza di attivazione. Quando si è abituati a vivere in allerta, la pace può sembrare vuoto. Ma il vuoto non è necessariamente mancanza di amore; a volte è lo spazio che si apre quando non c’è più emergenza.
È anche importante notare che questa sensazione non è nuova per Lei: è già comparsa altre volte, anche se più brevemente. Questo suggerisce che non si tratti di un crollo improvviso del sentimento, ma di una reazione che emerge in certi momenti di maggiore vicinanza o stabilità.
Le direi, con molta calma, di non prendere decisioni mentre si sente così. I sentimenti non sono interruttori che si accendono o spengono da un giorno all’altro; spesso oscillano, soprattutto quando vengono toccate paure profonde come quella dell’abbandono o della perdita di controllo. Il fatto che razionalmente Lei riconosca il valore della relazione è un elemento importante, da non ignorare.
Sta già facendo una cosa molto preziosa: sta lavorando su di sé in terapia. Questo momento, per quanto doloroso, sembra inserirsi proprio nel percorso che sta facendo: imparare a riconoscere quando il dubbio è una difesa, quando l’ansia cerca di riprendere spazio, quando l’amore chiede di essere vissuto in modo nuovo e meno drammatico.
Forse la domanda, più che “lo amo o non lo amo?”, potrebbe diventare:
che cosa mi succede quando l’amore è tranquillo e non devo più lottare o temere di perdere l’altro?
Rimanere in ascolto di questa domanda, senza forzare risposte immediate, può aiutarLa a attraversare questo momento con meno paura. E quando rivedrà la Sua psicologa, avrà materiale molto importante da portare, perché probabilmente c'è qualcosa che sta cercando di trasformarsi.

Un caro saluto
Dott.ssa Valentina Vaglica

Dott.ssa Valentina Vaglica

ciao , sono un ragazzo di 31 anni , ero fidanzato da 6 anni , di cui ultimo anno di convivenza , io e la mia ragazza eravamo una cosa sola , nel ultimo e primo anno di convivenza , la mia ragazza , ha fatto venire a casa nostra piu' persone in questi mesi , ha ospitato sorella e amiche per mesi , ultima volta per due mesi ha ospitato l'amica 25 enne con un figlio di 2 anni a casa .
tutto andava bene quando ad un certo punto la nostra sfera sessuale si e' spenta , o se c'era era poca roba , questa amica dopo che se n'e andata via da casa mi ha cercato per amicizia ed io mi sono fidato , mi ha invitato a prendere un caffe a casa ed è proprio li che sono caduto nelle sue braccia , ha cosi insistito che non riuscivo a dire di no , cosi ogni volta che vedevo questa amica e volevo chiudere , lei ci provava e io ci cascavo , prima di natale questa amica premetto che è molto bella ma sola , ha riferito tutto alla mia ragazza dicendo che voleva salvarla da me , ma lei ci ha provato ed io ci sono caduto , prometto che io amo la mia ragazza ci stavo costruendo una famiglia , ma in quei momenti e come se avessi il cervello staccato.
questa ragazza ci provò anche con mio fratello gemello , dice che ha fatto un transfer da me , io per una pazza ho perso la persona piu' importante della mia vita , ho perso sogni di figli e matrimonio , perche mi ha fatto cadere ed e stata cosi cattiva a raccontare tutto
aiuto , sono disperato la mia ragazza sta malissimo ma e' molto fredda , io ho pensato a brutte cose
che devo fare? mi manca la mia vita di prima. Grazie per i vostri consigli

Gentile utente,
La sofferenza che emerge dalle Sue parole è molto intensa e merita ascolto, non giudizio. In ciò che racconta non c’è solo un errore, ma una storia relazionale complessa, fatta di legami forti, di condivisione profonda e, col tempo, di equilibri che si sono lentamente spostati.
Per molti anni Lei e la Sua compagna siete stati molto uniti, quasi una sola entità. Questo tipo di legame può essere molto nutriente, ma talvolta, senza che ce ne si renda conto, può rendere difficile riconoscere i propri bisogni individuali. La convivenza, l’apertura della casa ad altre persone, la riduzione dell’intimità tra voi: tutti questi elementi hanno modificato la vostra quotidianità e il vostro spazio di coppia. Non come evento improvviso, ma come un processo graduale.
In questa prospettiva, il tradimento non appare come il desiderio di sostituire la Sua compagna, quanto piuttosto come un segnale. Un segnale doloroso, certo, ma che forse parla di un bisogno rimasto senza parole: sentirsi visto, desiderato, riconosciuto come individuo e non solo come parte di un “noi” che stava portando molto peso.
Le propongo una riflessione, senza cercare colpe:
che cosa stava cercando in quei momenti?
Non chi, ma che cosa. Una conferma? Una vicinanza emotiva? La sensazione di essere scelto, di contare per qualcuno in modo semplice, immediato?
Anche la presenza costante di altre persone nella vostra vita di coppia sembra aver avuto un ruolo. Quando i confini diventano poco chiari, a volte qualcuno finisce per occupare uno spazio che nella relazione si è svuotato. Questo non annulla la Sua responsabilità, ma aiuta a comprendere il contesto in cui ciò è accaduto, evitando di ridurre tutto a una lettura morale o punitiva.
La freddezza della Sua compagna oggi è comprensibile: è una forma di protezione dal dolore e dalla perdita di fiducia. Lei, invece, si trova immerso nel senso di colpa e nel rimpianto per un futuro che sentiva già reale. È una frattura profonda, che fa sentire come se la vita di prima fosse improvvisamente sparita.
Forse, in questo momento, più che cercare una soluzione immediata, può essere utile fermarsi sul significato di ciò che è successo. Non per giustificarlo, ma per capire che cosa Le stava chiedendo la relazione – e che forse non aveva ancora trovato modo di esprimere. Che tipo di uomo desidera essere in una coppia? Quali spazi personali Le sono necessari per non perdersi? Come riconoscere prima il disagio, invece di arrivare al punto di rottura?

Un caro saluto
Dott.ssa Valentina Vaglica

Dott.ssa Valentina Vaglica
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