Domande del paziente (10)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Stefano Zanetti

    Gentile sconosciuta. le rispondo con molto piacere.
    Si, da quello che lei racconta, Luca ha tratti importanti di narcisismo maligno e fa bene a preoccuparsi.
    Le dico subito che non vi sono appigli per... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Stefano Zanetti

    Non c'è uniformità sull'esistenza di tale disturbo in quanto tale. Però è oggettivo che è una condotta disfunzionale che nel lungo periodo potrebbe portare dei problemi di adattamento.
    Purtroppo, però,... Altro


    Domande su Borderline

    Come fare a dire a una figlia che soffre di disturbo borderline, che si deve curare.?Ho già provato su consiglio di una psicologa da cui vado, ma mi sono sentita rispondere che ho bisogno io di curarmi. Mia figlia ha una bimba di due anni e sono molto preoccupata!

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Stefano Zanetti

    Senza sindacalizzare la risposta di una collega la sua preoccupazione è legittima. Se lei vuole essere di sostegno a sua figlia, però deve essere a sua volta un riferimento per lei. Per questo le serve equilibrio.


    Buonasera dottori, volevo chiedervi un parere/consiglio. Secondo voi è utile fare sedute di psicoterapia con uno psicologo che sta terminando la scuola di specializzazione oppure è meglio rivolgersi a professionisti la cui formazione è già completa?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Stefano Zanetti

    Non c'è una risposta.. la capacità di un/a terapeuta dipende al 50% da qualità umane. E quello non si imparano sui banchi.


    Buonasera, 40 enne, Avvocato di Rovigo , sposato con prole, mi sono innamorato di una collega più giovane di quasi 10 anni, appena lasciata dal Suo fidanzato.
    Una volta confessato il mio sentimento, nonostante una scarsa frequentazione precedente, lei ha sminuito tutto, con la classica crisi coniugale, confessando un flirt attuale (non veritiero?).
    Abbiamo deciso però di continuare a frequentarci lavorativamente, siamo andati a cena assieme, ma ogni volta che io mi avvicino a Lei, preoccupandomi di Lei, lei mi allontana o ignora.
    Io cerco di non chiamarla o messeggiarla per vicende personali, per non essere pesante o petulante, però causa lavoro sono piacevolmente contento di condividere del tempo con Lei.
    Alterno poche ore di gioia passate con Lei a giorni che sto male, rimedio, cerco di fare attività fisica, cerco di non seguire i suoi social, di non pensarci, di pensare ai Suoi difetti, alternandolo con sedute Psicologiche, ma niente, e la cosa peggiore è che dall'altra parte ho una famiglia che mi sta perdendo, ed a me la cosa mi pesa, ma non come l'amore non ricambiato.
    Quanto è brutto innamorarsi a 40 anni !

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Stefano Zanetti

    L'amore è il più potente dei sentimenti, e crea turbamenti a qualunque età. Non si senta in colpa.
    Le consiglio un supporto per potersi orientare in questo momento complicato della sua vita.


    Buongiorno Dottori. Circa 10 anni fa ho casualmente incontrato un uomo molto molto più giovane di me. Uscivo da un periodo terribile, avevo appena perso mia madre dopo una malattia inesorabile ed ero sentimentalmente sola già da molto tempo. Ero in cura con farmaci antidepressivi e vivevo come in mezzo ad una nebbia. Finchè, quasi mi fossi "risvegliata" da un brutto sogno, mi sono improvvisamente accorta dei suoi sguardi, delle sue attenzioni, delle sue premure nei miei confronti, ma data la notevole differenza di età ho preso la cosa con divertimento, pur essendone lusingata. Poi, è scoppiato il covid e siamo rimasti tutti isolati nelle case. Ma un giorno, inaspettatamente, lui si è presentato a casa mia, dicendo che voleva rivedermi e che mi aveva portato la colazione. L'ho fatto salire, non senza stupore, abbiamo chiacchierato un po' ma...la "scintilla", se così vogliamo chiamarla, era ormai scattata e abbiamo fatto sesso con trasporto. Pensavo fosse finita lì, e invece -poichè per motivi legati alla professione che lui svolge ci incontriamo settimanalmente - tutto è continuato. Quando l'ho conosciuto era ancora fidanzato, poi si è sposato, ha avuto un figlio, a differenza mia che ho avuto una vita sentimentale disastrosa nonostante ogni volta abbia dato tutta me stessa al partner e per far funzionare il rapporto. Il suo, sembrava un matrimonio felice, innamorato della ragazza di sempre, un figlio splendido, quello che insomma avrei voluto la vita riservasse a me. Due anni fa, mi ha inaspettatamente detto che si stava separando dalla moglie. Lo vedevo infatti da tempo incupito, con meno voglia di parlare, ma a mia richiesta rispondeva che aveva "problemi" di cui non gli andava di parlare. Sembrava essersi lasciato andare. Ingrassato, trascurato (come è anche tuttora). Avendo cambiato posto di lavoro, mi nominava spesso colleghi e soprattutto colleghe con cui di tanto in tanto usciva e, particolarmente nominava le colleghe, a suo dire tutte belle, tutte brave, con cui c'era tanto affetto. Intanto, nel frattempo, aveva lasciato moglie e figlio non potendone più della situazione in casa, separandosi tuttavia solo di fatto. La moglie gli ha negato la separazione consensuale e dunque vivono in case diverse anche se a poca distanza, per il bambino. Ne sono rimasta dispiaciuta e l'ho invitato a riflettere, a tornare sui propri passi per amore del figlio, ma lei sembra irremovibile. Non se ne è andato per me. Noi abbiamo avuto solo rapporti intimi, anche se durante i nostri incontri ci siamo conosciuti meglio, sorretti a vicenda nei momenti di crisi, confidati, ma un rapporto vero e proprio non è mai partito (nel senso uscire insieme, condividere degli spazi e degli interessi): io non l'ho chiesto, data l'insormontabile differenza d'età sapevo già dall'inizio di non poterlo pretendere, ma neppure lui l'ha fatto. Finchè, proprio durante i rapporti intimi, a un certo punto lui non ha voluto più che gli lasciassi "segni" sul corpo a causa di baci un po' troppo marcati, pretendendo tuttavia di continuare a farli a me. Già questo mi ha lasciata perplessa. Ho chiesto spiegazioni, e lui mi ha risposto che non vuole si notino, data la professione che svolge. A questo punto, ho detto che anch'io avevo però diritto a non essere "marchiata". Poi, con il trascorrere del tempo, e sempre non richiesto, ha cominciato a nominarmi spesso una collega, anche lei separata però legalmente e con due figli con cui si era incontrato di tanto in tanto, anche con gli altri colleghi, affermando che era una donna molto bella (ma lo sono anch'io), facendomi capire che indossava biancheria sexy, quando io al contrario non ho voluto indossarla non perchè non la possegga, ma perchè suppongo che il desiderio sessuale di un uomo, se è genuino, debba scattare senza ricorrere a mezzucci.... Infine, siamo arrivati a ciò che non ho potuto tollerare. E' accaduto che mentre si trovava da me, la collega lo chiamasse, e non per una volta, sul cellulare. Trovandomi lì vicino e pur non volendo, non ho potuto fare a meno di ascoltare le loro voci affettuose, e scambiarsi facezie non di lavoro, con l'intesa di sentirsi la sera. Soprattutto mi ha ferita il suo "Finalmente!" come di persona che ha aspettato tanto una telefonata ed ora che è arrivata se ne compiace. Unpo' troppo, per una collega che si ha modo di vedere tutti i giorni, o quasi. Tra l'altro e' per me inaccettabile che queste telefonate avvengano comunque in mia presenza e senza nessun riguardo per lui che sta lavorando ed anche per me che sto lavorando con lui. Non capisco perchè lui glielo permetta, perchè non le dica, come ritengo avrebbe dovuto fare, di richiamare in altra ora. Lì per lì ho fatto come sempre, vale a dire non ho commentato pur assumendo un atteggiamento freddo e distaccato, ma quando lui mi ha fatto capire attraverso baci e carezze che voleva un rapporto, mi sono rifiutata, ben decisa, stavolta, a parlare. L'ho invitato ad essere chiaro, a dirmi la verità su questa persona che stava diventando, stando alla quantità di volte in cui non richiesto me la nominava, mostrandomi la sua foto e quella dei suoi figli che tiene nel cellulare insieme a quelle del figlio legittimo, e adesso facendomi ascoltare anche le loro telefonate, sempre più ingombrante, almeno in casa mia. E che, permettendole di farle, stava dimostrando un'assoluta mancanza di rispetto, e di sensibilità nei miei confronti. Come fanno tutti gli uomini in queste situazioni, ha ovviamente negato, dicendo le solite frasi "sei gelosa, è solo una collega (che tra l'altro vede tutti i giorni), sei veramente una grande regista per mettere su tutto questo, ecc.). Ho risposto che prima di essere gelosa sono una persona che tiene molto alla sua dignità. Che, se mi riteneva una grande regista, lui si era però dimostrato un pessimo attore, e che a prescindere da tutto, non mi prestavo ad essere la "ruota di scorta". Del resto, se come suppongo ha un'altra, i rapporti intimi ora può tranquillamente averli con l'altra, io non sono la moglie. Quale dovrebbe essere, infatti, il mio ruolo? Se ne è andato incupito. Ed io mi sento distrutta. Se ha un'altra relazione perchè non dirmelo apertamente? Io, essendo una donna educata tradizionalmente, non ho mai preso "iniziative" con gli uomini, neppure quando ero più giovane. Dunque, si è trovato anche facilitato, in questo senso, io avevo già capito, non c'era bisogno che mi facesse del male. Come è potuto cambiare così? E quale dovrebbe essere ora, il mio comportamento se queste telefonate dovessero continuare ( sempre che io lo riveda)? Non so immaginare, infatti, se e quando lo rivedrò avendo lasciato del lavoro in sospeso, non credo vorrà riparlarne e neppure io, avendo già detto ciò che ho ritenuto fosse giusto dire per me, ma non si sa mai. Potreste rispondermi? Vi ringrazio, la mia sofferenza è immensa.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Stefano Zanetti

    Gentili amica.
    Io credo che il suo amante, non sia cambiato ma sia sempre stato così.
    Non è compito di un psicologo consigliarle come comportarsi, ma il nostro lavoro deve essere orientato a fornirle gli strumenti per scegliere, lei, quello che la fa stare bene.
    Lei deve capire quello che veramente vuole da quest'uomo (che mi pare molto auto riferito),e quello che la fa stare meglio, che evidentemente non è essere il rifugio passeggero di un maschio in cerca di distrazioni e con una certa abilità a mentire.
    Si faccia aiutare ad imparare a volersi bene.


    Salve dottori sono appena diventato padre da qualche giorno sono molto sereno anche se ho un dubbio che mi assale , qualche giorno fa mi sono venuti alla mente della parole di un counseling filosofico che avevo guardato qualche video dicendo che senza un percorso di liberazione e di risveglio non saremo capaci di amare i nostri figli e che inconsapevolmente gli facciamo anche del male, io adesso non mi interessa minimamente fare un percorso del genere quindi vuol dire anche io che farò del male a mia figlia ? Quindi dovrei risvegliarmi ? Dovrei seguire il percorso del counseling? E eventualmente anche meditazione?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Stefano Zanetti

    Non è semplice rispondere senza vedere il contesto semantico da cui lei estrapola la frase.
    Ci provo ugualmente, tuttavia.
    Verosimilmente penso che il counselor si riferisca ad una maturazione nietzschiana (nell'accezione buona del termine), ovvero una maturazione libera dagli schemi piccoli borghesi che possa vedere oltre, in una visione più ampia e che sappia accogliere, senza giudicare, le istanze del suo bambino/adolescente/giovane adulto.
    Era un consiglio in senso lato, non un giudizio, per essere un padre migliore. Ma questo non significa che lei sia un cattivo genitore. Non assolutizzi il consiglio del counselor.


    Salve mi hanno diagnosticato amaxofobia
    Ho intrapreso vari percorsi di terapia
    Terapia breve strategica terapia cognitiva comportamentale ipnosi
    Nessuna mi ha aiutato chiedevo se emdr può essere d aiuto anche se nn mi ricordo di nessun trauma
    La paura e il disagio sono cominciate a 30 anni e sono 20 anni che provo di tutto
    Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Stefano Zanetti

    Non credo che l'EMDR possa fare qualcosa su una fobia di cui non ricorda un origine traumatica. Provi un percorso psicodinamico, le serve scavare nella sua parte inconscia.
    In bocca al lupo.


    Volevo ringraziare i Dottori che hanno fornito risposte molto giuste e sensate al problema che sto vivendo e che mi causa ansia e malessere, e angoscia. Non escludo di aver bisogno di essere aiutata poichè l'ansia mi causa anche disturbi fisici con cui ho iniziato a convivere quando ero molto giovane e che ora si riaffacciano con senso di instabilità nel camminare e difficoltà ad addormentarmi. Per lunghissimo tempo ho intrapreso una terapia di tipo cognitivo/comportamentale che, se non mi ha messa in grado di costruire una vita sentimentale per me soddisfacente mi ha tuttavia fornito una fortissima spinta verso cambiamenti che poi sono avvenuti in me, dandomi la possibilità di restare in piedi da sola. Ciò che mi è accaduto oggi e che ho raccontato, è l'esempio di come, da persona sempre ipercontrollata nel manifestare emozioni e sentimenti, io per la prima volta nella vita mi sia "lasciata andare". Non me ne pento, poichè se non l'avessi fatto, oggi, anzichè convivere con i rimorsi, mi sarei trovata a fare i conti con i rimpianti. Avevo scritto ancora per chiarire alcuni punti che a voi non sembravano più di tanto esplicitamente espressi, ma non potevo, ci sono regole da osservare nei forum, le mie considerazioni non è stato ritenuto potessero essere pubblicate ed ovviamente mi attengo alle regole dei moderatori. Ma non so come formulare diversamente le domande, le mie parole sono da qualcuno di Voi state definite perfino delicate ed io ho cercato di esprimermi rispettando l'anonimato. Sono consapevole che in qualche modo devo uscire da una situazione che mi crea disagio e malessere profondo e forse in questo riconoscerete il problema che ho esposto e che gentilmente è stato pubblicato. Ma prima di prendere una decisione al riguardo ritengo sia necessario prendermi ancora un po' di tempo, non fare passi avventati di cui potrei pentirmi in seguito, soprattutto trovare modi e parole giuste nel caso dovessi ancora comunicare con questa persona, ribadendo le mie necessità e..stare a guardare. Sono diventata una persona ancora più fragile, timorosa di rapportarsi ancor peggio che in passato, di dire la cosa sbagliata, di discutere. Vivo cioè in stato di soggezione dal punto di vista psicologico. Forse ora mi riconoscerete, siete stati tutti bravissimi nel rispondermi ma anche nella ricerca di un terapeuta continuo a privilegiare la figura maschile perchè in essa è contenuto il mio problema. Le donne hanno fornito risposte molto precise e puntuali, impeccabili, direi, dal punto di vista della competenza professionale. Non me ne vogliano dunque le dottoresse bravissime (almeno due in particolare) che mi hanno perfino ringraziato dell'opportunità che fornivo loro raccontando la mia esperienza. Sono io, a ringraziare loro. Ma anche nella scelta del terapeuta che mi seguì in passato scelsi una figura maschile. Forse ciò ha un significato. Per me, e magari sbaglio, una terapeuta ragiona da...donna e dunque non molto diversamente da me che pure lo sono. Ed io ho bisogno di confrontarmi con una figura maschile accogliente e comprensiva, per poter meglio capire. Spero che ora riconosciate il mio problema, spero di non essere ancora censurata, ma se anche lo fossi ringrazio anche i moderatori.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Stefano Zanetti

    Non è stata censurata, e non ne vedo il motivo dal momento dell'umanità e sofferenza che emergono dal suo messaggio nella bottiglia.
    Le auguro di trovare il terapeuta adatto a lei, e sono certo lo troverà.
    Perseveri.


    Buonasera, sono una donna di 40 anni che deve essere operata per rimuovere un fibroma all'utero di 13 cm che non dà sintomi ma date le dimensioni è bene togliere.
    Ebbene: il mio problema è il terrore dell'anestesia totale a cui devo sottopormi. Ho paura di addormentarmi e non svegliarmi più. Il problema non è il fibroma ma la mia paura, ci penso sempre tutti i giorni. Non faccio altro che ripetere: "ho paura, ho paura, ho paura". Il risultato è che mi rovino la vita... Per favore, come posso uscire da questo inferno?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Stefano Zanetti

    Sulle paure si può fare molto, ed anche in tempi non eccessivamente lunghi.
    Si rivolga ad un collega. In bocca al lupo.


Domande più frequenti

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