Salve, soffro di ansia da vent'anni. Ho assunto sertralina e poi cipralex per dieci anni ma senza a

16 risposte
Salve,
soffro di ansia da vent'anni. Ho assunto sertralina e poi cipralex per dieci anni ma senza alcun risultato. Attualmente prendo solo lo xanax, che assumo quotidianamente, ed ettolitri di camomilla/tisane.
Da circa un mese ho attacchi di panico giornalieri tremendi e lunghi ore e ore. Vivo in un costante stato di terrore. Non è più vita. Sono in terapia ma non in modo continuativo perchè essendo disoccupato non sempre ho la disponibilità economica. Mi date un consiglio su come affrontare questa situazione? Sostanze come l'iperico o simili funzionano? Chiedo scusa per la scrittura ma sono molto confuso.
Grazie.
Dott.ssa Geralda Vitale
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Oggiona con Santo Stefano
Buongiorno, avendo seguito una cura con farmaci, dubito molto in un risultato immediato con Iperico, camomilla e tisane, così come gli attacchi di panico che durano ore ed ore è strano.
La leggo molto confuso, l'andare saltuariamente in terapia non permette un cambiamento reale, ma capisco la sua non disponibilità economica.
Dovrebbe trovare uno psicologo che si occupi anche di ipnosi e mindfulness a prezzi calmierati, che una volta compreso la causa le insegni le tecniche da svolgere anche autonomamente, così da proseguire il lavoro di modifica degli schemi mentali, Venti anni sono tanti e ben marcati ormai.
Così facendo potrebbe, disintossicando il metabolismo, iniziare con prodotti fitoterapici come l'Iperico ecc...
Spero di averle dato supporto,

auguro un buon riequilibrio.

Dott.ssa Geralda Vitale

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Dr. Vincenzo Lucifora
Psicologo, Professional counselor
Torino
Voglio accogliere le tue parole e non devi scusarti per come hai scritto. Sento la tua stanchezza.
Vivere da un mese con attacchi di panico quotidiani che durano ore significa sottoporre il proprio corpo a una tortura fisica ed emotiva devastante.
È del tutto normale che tu senta che questa "non è più vita" e che ti trovi in uno stato di terrore costante.
La tua situazione è complessa, ma non è affatto senza via d'uscita. Guardiamo le cose con estrema chiarezza e onestà clinica, analizzando la tua terapia attuale, i rimedi naturali e, soprattutto, le soluzioni per non lasciarti solo.
Hai assunto Sertralina e Cipralex per dieci anni senza risultati. Ma il problema più urgente oggi è un altro: lo Xanax preso quotidianamente. Le benzodiazepine come lo Xanax nascono per tamponare l'emergenza (poche settimane). Quando vengono assunte ogni giorno per lunghi periodi, si verifica un fenomeno chiamato tolleranza e ansia da rimbalzo. Il tuo cervello si è abituato al farmaco e, quando l'effetto della singola pastiglia svanisce, scatena attacchi di panico ancora più violenti, lunghi e distruttivi di quelli originali. Gli attacchi di ore che stai avendo nell'ultimo mese sono, con grandissima probabilità, amplificati dal farmaco stesso che ha perso efficacia e richiede "di più".
Rispondo in modo diretto e rigoroso alla tua domanda sull'Iperico (noto anche come Erba di San Giovanni): nel tuo caso attuale, l'Iperico è assolutamente controindicato e pericoloso.
L'Iperico è un potente antidepressivo naturale che agisce sui neurotrasmettitori, ma ha un grandissimo difetto: interferisce con una quantità enorme di farmaci chimici. Se assumi l'Iperico insieme allo Xanax, rischi di alterare pericolosamente i livelli del farmaco nel sangue.
Le tisane vanno bene in alcuni casi, ma qui serve un intervento ben strutturato.
Cosa fare concretamente adesso:
Uscire da vent'anni di ansia richiede pazienza, ma interrompere questo mese di inferno quotidiano è possibile modificando la strategia medica.
Ti invito a fissare un primo appuntamento per poter rivedere con più chiarezza la situazione attuale e stabilire le giuste strategie integrate per affrontare questo problema e riprenderti in mano la tua vita.
Un caro e caloroso saluto.
P.S.
Per aiutarti a fare un piccolo punto della situazione in vista di un primo contatto: circa un mese fa, quando gli attacchi sono diventati così lunghi e giornalieri, è cambiato qualcosa nella tua routine o nella gestione delle gocce/pasticche di Xanax (magari hai provato a ridurlo da solo, oppure hai avuto una notizia particolarmente stressante legata alla ricerca del lavoro)?
Dott. Davide Martinelli
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Quello che descrive è una condizione di grande sofferenza, e le dico subito una cosa importante: il fatto che si senta così non significa che non ci sia una via d’uscita, ma che il suo sistema ansioso è arrivato a un livello di saturazione molto alto e sta chiedendo un intervento più mirato e continuo.

Vivere con attacchi di panico quotidiani, lunghi ore, e in uno stato di terrore costante è estremamente logorante. In questi casi non si tratta più “solo” di ansia, ma di un sistema nervoso completamente iperattivato, che non riesce più a tornare a uno stato di calma. È come se il suo organismo fosse rimasto bloccato in modalità allarme.

Il fatto che in passato SSRI come sertralina o escitalopram non abbiano funzionato non significa che “nulla può funzionare”, ma che probabilmente non è stato trovato l’approccio giusto per lei, o che il lavoro psicologico non è stato sufficientemente continuativo o integrato con la parte farmacologica.

Lo Xanax che sta assumendo quotidianamente può darle un sollievo momentaneo, ma nel lungo periodo rischia di mantenere il problema, perché il corpo non impara più a regolare l’ansia in autonomia. Non è una colpa, è semplicemente il funzionamento di quel tipo di farmaco.

Per quanto riguarda l’iperico o rimedi simili: nei quadri come il suo, con attacchi di panico così intensi e frequenti, non sono generalmente efficaci. Possono avere un senso in stati ansiosi lievi o moderati, ma qui siamo su un livello che richiede un intervento più strutturato.

Le faccio però una domanda molto importante: in questo ultimo mese, c’è stato qualcosa che ha fatto “salire” improvvisamente l’intensità? Un cambiamento, uno stress, un pensiero ricorrente, un evento anche apparentemente piccolo? Perché spesso questi peggioramenti così netti hanno un innesco preciso, anche se non sempre immediatamente evidente.

Il punto centrale, adesso, non è solo “gestire” gli attacchi, ma interrompere il circolo che li mantiene: paura → sintomi → ulteriore paura → aumento dei sintomi. Questo si fa con un lavoro specifico sul panico, che non è generico ma molto mirato su corpo, pensieri e comportamenti.

Capisco perfettamente la difficoltà economica, ed è un tema reale. Però allo stesso tempo è importante dirle con chiarezza che una terapia “a intermittenza”, in un quadro così intenso, difficilmente può portare a un miglioramento stabile. È un po’ come cercare di spegnere un incendio andando e venendo.

Io mi occupo quotidianamente proprio di disturbi d’ansia e attacchi di panico come quelli che descrive, anche in situazioni molto simili alla sua, con anni di storia alle spalle e tentativi farmacologici non risolutivi. E le assicuro che, quando si lavora in modo continuativo e con un approccio mirato, il cambiamento è possibile.

Se vuole, possiamo valutare insieme un percorso online, cercando anche una modalità sostenibile per lei, così da darle finalmente continuità. In questo momento non ha bisogno di “provare qualcosa a caso”, ma di un lavoro preciso che la aiuti a uscire da questo stato di allarme costante e a riprendere gradualmente il controllo della sua vita.
Dott. Sergio Borrelli
Psicologo, Psicologo clinico
Tradate
Buongiorno. Nella sua confusione, proviamo anzitutto a chiarire che la sua domanda si concentra perlopiù su farmaci e sostanze di altro genere da cui cerca, comprensibilmente, benessere: ma appunto perché parla di farmaci e simili, deve rivolgersi ad un medico, preferibilmente uno psichiatra.
Gentile utente,
Mi dispiace leggere della sua situazione, posso solo immaginare quanto sia pesante per lei convivere con ansia forte e attacchi di panico. Ha provato a rivolgersi al servizio pubblico di riferimento? Potrebbe essere una strada percorribile e meno dispendiosa economicamente.
Un caro saluto,
Dott. Alessandro Ocera
Dott.ssa Sabrina Germi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Castegnero
Gentile Utente,

Non deve assolutamente scusarsi per la scrittura: la Sua confusione è la naturale e legittima conseguenza del logorio e del terrore che sta vivendo. Vent'anni di sofferenza sono un tempo infinito, e il fatto che nell'ultimo mese gli attacchi di panico siano diventati quotidiani e lunghi ore indica che il Suo sistema nervoso è in uno stato di esaurimento e di allarme totale. Quella che descrive non è vita, è una modalità di sopravvivenza dolorosa.

Come psicoterapeuta, vorrei offrirLe alcune chiavi di lettura molto precise, pragmatiche e umane per capire come uscire da questo circolo vizioso, rispondendo anche ai Suoi dubbi pratici ed economici.

1. La trappola dello Xanax quotidiano
Lo Xanax è una benzodiazepina: è un farmaco straordinario per spegnere l'incendio sul momento (l'attacco acuto), ma se assunto quotidianamente per lunghi periodi rischia di trasformarsi in un boomerang.
Le benzodiazepine danno assuefazione (il corpo si abitua e serve più farmaco per avere lo stesso effetto) e, paradosso ancora più grave, possono causare la cosiddetta ansia da rimbalzo o astinenza inter-dose. Significa che quando l'effetto della compressa scende, il sistema nervoso reagisce amplificando l'ansia e scatenando il panico. Questo potrebbe spiegare perché da un mese vive attacchi lunghi ore. Inoltre, a livello psicologico, lo Xanax diventa una "stampella" senza la quale si sente spacciato, riducendo la Sua reale autostima e capacità di reazione.

2. Sostanze naturali come l'Iperico funzionano? (Attenzione ai pericoli!)
Capisco il desiderio di cercare alternative naturali, ma nel Suo stato attuale l'Iperico (detto anche Erba di San Giovanni) è fortemente sconsigliato e inefficace per il panico.

Perché non funziona sul panico: L'iperico ha una blanda azione sui sintomi depressivi lievi o moderati, ma non ha l'efficacia né la rapidità necessarie per scardinare attacchi di panico lunghi ore.

3. Come curarsi se mancano le possibilità economiche?
La salute mentale è un diritto, non un lusso. Esistono però strade pubbliche e gratuite (o a costo di ticket) a cui deve assolutamente aggrapparsi:

I Centri di Salute Mentale (CSM) o CPS della Sua ASL

Terapie low-cost o bonus: Molti terapeuti privati o associazioni dedicano una quota di ore a tariffe ridotte per chi si trova in condizioni di disoccupazione. Non esiti a chiedere.

4. Un consiglio strategico per quando arriva il panico
Finché non attiverà il percorso medico corretto, l'attacco di panico continuerà ad arrivare. Quando succede, ricordi che l'errore più grande che si fa è cercare di combatterlo, controllarlo o farlo passare con la forza. Più Lei dice a se stesso "Devo calmarmi, non devo avere paura", più l'amigdala (la centralina della paura nel cervello) si spaventa e invia adrenalina, allungando l'attacco per ore. Se smette di combattere il panico, il panico non ha più legna da bruciare e si spegne da solo nel giro di 10-15 minuti.
Saluti
Dott. Stefano Zanetti
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Gentile signore,
capisco perfettamente il suo stato che deve essere molto complicato.
La psicoterapia ha ottime evidenze scientifiche sui disturbi d'ansia, ma capisco che ha dei costi piuttosto alti da sostenere. L'altra soluzione è la farmacoterapia, per cui provi a tornare al CSM (servizio pubblico) e chiedere una altra terapia farmacologica e, magari un accompagnamento psicologico (sempre col servizio pubblico).
Buona fortuna... vedrà che andrà bene.
Dott.ssa Angela Borgese
Psicologo, Psicologo clinico
Gravina di Catania
Buonasera. Da quello che racconta, la sua situazione merita di essere presa molto sul serio.
Per quanto riguarda l'iperico o altri rimedi naturali, eviterei di assumerli senza averne parlato con uno psichiatra, perché anche le sostanze naturali possono avere effetti importanti e interazioni con altri farmaci.
Sul piano psicologico, credo sia importante non fermarsi all'idea di "far sparire" il panico, ma provare a capire che cosa questo sintomo sta esprimendo nella sua storia. Per questo la continuità della terapia è fondamentale. Se le difficoltà economiche la costringono a interromperla, provi a parlarne con il suo terapeuta o a informarsi presso i servizi pubblici, che possono offrire un sostegno.
Sarebbe utile una nuova valutazione psichiatrica, visto che gli attacchi sono diventati quotidiani e così intensi.
Non perda la speranza: anche quando si convive con l'ansia da molti anni, è possibile trovare un modo diverso di affrontarla. Un caro saluto
Dott. Andrea Rumore
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve,
Comprendo il suo disagio, sicuramente quello che sta vivendo è un periodo difficile. Mi sento di consigliarle di parlarne con il professionista che la sta seguendo, se non l'ha già fatto, e vedere se è possibile trovare una soluzione economica adatta o se può consigliarle delle strutture più economiche o gratuite nella sua zona a cui rivolgersi, come CSM o consultori.
Una terapia continuativa è fondamentale per un miglioramento della salute psicologica, prenda in considerazione tutte le strade alternative.

Per quanto riguarda i medicinali e le sostanze di cui parla, anche qui le conviene parlarne con il professionista della salute mentale che la sta seguendo, o con il suo medico di base. Sicuramente sapranno aggiustare la terapia farmacologica che sta assumendo per adattarla alla sua situazione attuale.

Un saluto,
Dott. Andrea Rumore
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Salve, dalle sue parole emerge una sofferenza molto intensa e prolungata nel tempo. Quando scrive di vivere in un costante stato di terrore e che gli attacchi di panico durano ore, si percepisce chiaramente quanto questa situazione stia incidendo sulla sua qualità di vita. Dopo vent'anni di ansia è comprensibile sentirsi stanchi, scoraggiati e avere la sensazione di aver provato molte strade senza ottenere i risultati sperati. Vorrei innanzitutto dirle che il fatto che la sofferenza duri da così tanto tempo non significa necessariamente che non possa essere affrontata in modo diverso. Talvolta, quando l'ansia diventa una presenza costante, la persona finisce per organizzare gran parte della propria vita attorno ad essa, cercando continuamente modi per controllarla, evitarla o ridurne gli effetti. Comprensibilmente queste strategie nascono con l'intenzione di stare meglio, ma non sempre permettono di interrompere il circolo che mantiene viva la paura. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, è proprio questo funzionamento che spesso diventa importante comprendere: non solo il sintomo in sé, ma il modo in cui pensieri, emozioni e comportamenti finiscono per alimentarsi reciprocamente nel tempo. Capisco anche la sua domanda riguardo all'iperico o ad altre sostanze naturali. Tuttavia non è possibile esprimere indicazioni su prodotti specifici, soprattutto considerando la sua storia e il fatto che stia già assumendo una terapia. È importante che qualsiasi valutazione di questo tipo venga fatta insieme al medico che la segue, evitando iniziative autonome che potrebbero non essere adatte alla sua situazione. Mi colpisce un altro aspetto del suo messaggio: nonostante tutta la fatica che sta vivendo, lei abbia comunque scelto di iniziare un percorso terapeutico. Questo significa che una parte di lei continua a cercare una possibilità di cambiamento, anche se oggi forse fa molta fatica a crederci. Mi dispiace leggere che la continuità del percorso sia ostacolata dalle difficoltà economiche, perché proprio nei momenti in cui i sintomi diventano così invasivi sarebbe importante poter avere un sostegno costante. Se le risorse economiche rappresentano un limite, potrebbe valutare la possibilità di informarsi presso i servizi psicologici territoriali o altre realtà che offrono percorsi a costi contenuti. Avere una continuità, in questi casi, può fare una grande differenza. Credo che il punto centrale non sia soltanto cercare qualcosa che attenui momentaneamente l'ansia, quanto comprendere perché il suo sistema emotivo rimanga costantemente in stato di allarme e quali siano i meccanismi che mantengono questo stato di sofferenza. È un lavoro che richiede tempo, ma che permette di andare oltre il tentativo, spesso frustrante, di combattere ogni singolo attacco di panico quando compare. Le suggerirei anche di condividere apertamente con il terapeuta il peggioramento dell'ultimo mese. Sapere che gli attacchi sono diventati quotidiani e così intensi rappresenta un'informazione importante per comprendere meglio il momento che sta attraversando e valutare insieme come strutturare il percorso nel modo più utile. So che quando si vive immersi nella paura, anche immaginare un miglioramento può sembrare difficile. Eppure il fatto che oggi stia cercando aiuto e continui a interrogarsi su come affrontare questa situazione indica che non ha smesso di cercare una via d'uscita. Credo che questa parte meriti di essere ascoltata e sostenuta. Un percorso psicoterapeutico, possibilmente ad orientamento cognitivo comportamentale e svolto con continuità, potrebbe offrirle uno spazio per comprendere più a fondo il funzionamento della sua ansia, le ragioni per cui si mantiene così intensa da tanto tempo e costruire gradualmente modalità diverse di affrontarla. Non si tratta di trovare una soluzione immediata, ma di capire insieme cosa alimenta questo stato di allarme e come iniziare, passo dopo passo, a ridurne il peso nella sua vita. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott. Stefano Recchia
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Roma
Gentile utente, grazie per aver condiviso la sua situazione.
Capisco quanto possa essere estenuante vivere da così tanto tempo con l'ansia e, soprattutto, con attacchi di panico quotidiani. Se la terapia farmacologica non ha dato i risultati sperati, è importante confrontarsi nuovamente con uno psichiatra per rivalutare la diagnosi e il trattamento, senza modificare o aggiungere rimedi come l'iperico di propria iniziativa, poiché può interagire con molti farmaci. Anche lo Xanax, se assunto a lungo, richiede un monitoraggio medico. La psicoterapia continuativa, in particolare quella cognitivo-comportamentale, può essere un valido supporto per imparare a gestire il panico. Se le difficoltà economiche rappresentano un ostacolo, si informi presso il Centro di Salute Mentale della sua ASL, dove è possibile accedere a percorsi psicologici e psichiatrici a costi contenuti o gratuitamente. Nel frattempo, cerchi di non affrontare tutto da solo e condivida con il suo terapeuta e il suo medico questo peggioramento così marcato. Con un intervento mirato è possibile ritrovare una qualità di vita migliore.
Spero di essere stato d'aiuto. Resto a disposizione. Un caro saluto.
Dott. Stefano Recchia
Dott.ssa Gaia Evangelisti
Psicologo, Psicologo clinico
Genzano di Roma
Salve, da ciò che descrive sembra che in questo momento il suo livello di sofferenza sia molto alto e che stia vivendo uno stato di allerta quasi continuo. Quando gli attacchi di panico diventano così frequenti e intensi, è comprensibile sentirsi confusi, spaventati e senza più energie.

Il fatto che alcune terapie farmacologiche in passato non abbiano dato il risultato sperato non significa che non esistano altre possibilità terapeutiche, ma probabilmente che la situazione vada rivalutata in modo più approfondito e continuativo. Anche l’uso quotidiano di ansiolitici come lo Xanax, nel lungo periodo, può complicare il rapporto con l’ansia e andrebbe monitorato con attenzione da uno specialista.

Rispetto a sostanze come l’iperico o altri rimedi naturali, è importante evitare il “fai da te”, soprattutto se assume farmaci o se l’ansia è così intensa. Naturale non significa automaticamente adatto o privo di effetti.

Credo sia importante che lei non resti solo con questa sofferenza. Se la terapia privata è difficile da sostenere economicamente, potrebbe valutare servizi pubblici territoriali o centri di salute mentale, dove è possibile ricevere supporto psicologico e psichiatrico anche senza costi elevati. In una fase così intensa, avere una presa in carico più stabile può fare una grande differenza.

Un caro saluto.

Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.
Buongiorno !
Le rispondo perché non sono solo psicologa ma anche naturopata, quindi conosco bene la materia. Immagino che lo xanax invece l’aiuti abbastanza, in questi casi è sempre meglio far riferimento a risoluzioni farmacologiche perché danno un aiuto forte e più veloce, detto questo però può sicuramente associare qualcosa di naturale per poter avere maggio e rilassatezza. Iperico lo escluderei , passiflora sicuramente e magari anche qualche complesso vitaminico B. Poi dipende tutto da come è la sua situazione . Ognuno di noi vive momenti sofferenti in modo diverso , bisognerebbe capire Lei in che situazione si trova.
La situazione che mi descrive andrebbe approfondita. Mi contatti. Agostino Marotti - psicologo e coach di formazione breve strategica - (Perugia)
Gentile, mi sento di consigliarle di affrontare la terapia in maniera più assidua e andare a ricercare le reali cause dell'ansia, purtroppo i farmaci agiscono sul sintomo e spesso ce li portiamo dietro a vita, ma non vanno ad intaccare le cause reali, sicuramente un'analisi del profondo la aiuterà a risolvere o quantomeno attenuare i sintomi.
Dott.ssa Emanuela Trichilo
Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buon pomeriggio, mi dispiace molto per la sofferenza che descrive. Vivere per così tanto tempo in uno stato di ansia e, in questo momento, con attacchi di panico quotidiani così intensi e prolungati è estremamente faticoso e comprensibilmente può far sentire senza via d’uscita.
Da ciò che racconta emerge una situazione complessa e già seguita nel tempo con diversi trattamenti farmacologici e un percorso psicologico, anche se con difficoltà di continuità. In questi casi, quando i sintomi si riacutizzano in modo così importante, il primo passo fondamentale è una rivalutazione psichiatrica approfondita e tempestiva, per rivedere in modo globale la strategia terapeutica. È importante non rimanere soli nella gestione di una fase così acuta.
Per quanto riguarda rimedi “naturali” o integratori come l’iperico, è bene sapere che non sono privi di effetti sul sistema nervoso e possono interferire con eventuali terapie farmacologiche; per questo motivo non è consigliabile introdurli senza una valutazione medica accurata.
Le difficoltà economiche nel proseguire la psicoterapia sono purtroppo una realtà per molte persone, ma esistono anche servizi pubblici territoriali (come i Centri di Salute Mentale) che possono offrire presa in carico e supporto psicologico e psichiatrico senza costi o con costi molto ridotti.
Vista l’intensità dei sintomi che descrive, le suggerisco di cercare un contatto quanto prima con il suo psichiatra di riferimento o, se non disponibile, con i servizi territoriali, per non rimanere solo in questa fase così difficile.
Le auguro sinceramente di poter trovare presto un maggiore sollievo.

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