Salve, soffro di ansia da vent'anni. Ho assunto sertralina e poi cipralex per dieci anni ma senza a
Salve, soffro di ansia da vent'anni. Ho assunto sertralina e poi cipralex per dieci anni ma senza alcun risultato. Attualmente prendo solo lo xanax, che assumo quotidianamente, ed ettolitri di camomilla/tisane. Da circa un mese ho attacchi di panico giornalieri tremendi e lunghi ore e ore. Vivo in un costante stato di terrore. Non è più vita. Sono in terapia ma non in modo continuativo perchè essendo disoccupato non sempre ho la disponibilità economica. Mi date un consiglio su come affrontare questa situazione? Sostanze come l'iperico o simili funzionano? Chiedo scusa per la scrittura ma sono molto confuso. Grazie.
55 risposte
Buongiorno, avendo seguito una cura con farmaci, dubito molto in un risultato immediato con Iperico, camomilla e tisane, così come gli attacchi di panico che durano ore ed ore è strano. La leggo molto confuso, l'andare saltuariamente in terapia non permette un cambiamento reale, ma capisco la sua non disponibilità economica. Dovrebbe trovare uno psicologo che si occupi anche di ipnosi e mindfulness a prezzi calmierati, che una volta compreso la causa le insegni le tecniche da svolgere anche autonomamente, così da proseguire il lavoro di modifica degli schemi mentali, Venti anni sono tanti e ben marcati ormai. Così facendo potrebbe, disintossicando il metabolismo, iniziare con prodotti fitoterapici come l'Iperico ecc... Spero di averle dato supporto, auguro un buon riequilibrio. Dott.ssa Geralda Vitale
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Voglio accogliere le tue parole e non devi scusarti per come hai scritto. Sento la tua stanchezza. Vivere da un mese con attacchi di panico quotidiani che durano ore significa sottoporre il proprio corpo a una tortura fisica ed emotiva devastante. È del tutto normale che tu senta che questa "non è più vita" e che ti trovi in uno stato di terrore costante. La tua situazione è complessa, ma non è affatto senza via d'uscita. Guardiamo le cose con estrema chiarezza e onestà clinica, analizzando la tua terapia attuale, i rimedi naturali e, soprattutto, le soluzioni per non lasciarti solo. Hai assunto Sertralina e Cipralex per dieci anni senza risultati. Ma il problema più urgente oggi è un altro: lo Xanax preso quotidianamente. Le benzodiazepine come lo Xanax nascono per tamponare l'emergenza (poche settimane). Quando vengono assunte ogni giorno per lunghi periodi, si verifica un fenomeno chiamato tolleranza e ansia da rimbalzo. Il tuo cervello si è abituato al farmaco e, quando l'effetto della singola pastiglia svanisce, scatena attacchi di panico ancora più violenti, lunghi e distruttivi di quelli originali. Gli attacchi di ore che stai avendo nell'ultimo mese sono, con grandissima probabilità, amplificati dal farmaco stesso che ha perso efficacia e richiede "di più". Rispondo in modo diretto e rigoroso alla tua domanda sull'Iperico (noto anche come Erba di San Giovanni): nel tuo caso attuale, l'Iperico è assolutamente controindicato e pericoloso. L'Iperico è un potente antidepressivo naturale che agisce sui neurotrasmettitori, ma ha un grandissimo difetto: interferisce con una quantità enorme di farmaci chimici. Se assumi l'Iperico insieme allo Xanax, rischi di alterare pericolosamente i livelli del farmaco nel sangue. Le tisane vanno bene in alcuni casi, ma qui serve un intervento ben strutturato. Cosa fare concretamente adesso: Uscire da vent'anni di ansia richiede pazienza, ma interrompere questo mese di inferno quotidiano è possibile modificando la strategia medica. Ti invito a fissare un primo appuntamento per poter rivedere con più chiarezza la situazione attuale e stabilire le giuste strategie integrate per affrontare questo problema e riprenderti in mano la tua vita. Un caro e caloroso saluto. P.S. Per aiutarti a fare un piccolo punto della situazione in vista di un primo contatto: circa un mese fa, quando gli attacchi sono diventati così lunghi e giornalieri, è cambiato qualcosa nella tua routine o nella gestione delle gocce/pasticche di Xanax (magari hai provato a ridurlo da solo, oppure hai avuto una notizia particolarmente stressante legata alla ricerca del lavoro)?
Quello che descrive è una condizione di grande sofferenza, e le dico subito una cosa importante: il fatto che si senta così non significa che non ci sia una via d’uscita, ma che il suo sistema ansioso è arrivato a un livello di saturazione molto alto e sta chiedendo un intervento più mirato e continuo. Vivere con attacchi di panico quotidiani, lunghi ore, e in uno stato di terrore costante è estremamente logorante. In questi casi non si tratta più “solo” di ansia, ma di un sistema nervoso completamente iperattivato, che non riesce più a tornare a uno stato di calma. È come se il suo organismo fosse rimasto bloccato in modalità allarme. Il fatto che in passato SSRI come sertralina o escitalopram non abbiano funzionato non significa che “nulla può funzionare”, ma che probabilmente non è stato trovato l’approccio giusto per lei, o che il lavoro psicologico non è stato sufficientemente continuativo o integrato con la parte farmacologica. Lo Xanax che sta assumendo quotidianamente può darle un sollievo momentaneo, ma nel lungo periodo rischia di mantenere il problema, perché il corpo non impara più a regolare l’ansia in autonomia. Non è una colpa, è semplicemente il funzionamento di quel tipo di farmaco. Per quanto riguarda l’iperico o rimedi simili: nei quadri come il suo, con attacchi di panico così intensi e frequenti, non sono generalmente efficaci. Possono avere un senso in stati ansiosi lievi o moderati, ma qui siamo su un livello che richiede un intervento più strutturato. Le faccio però una domanda molto importante: in questo ultimo mese, c’è stato qualcosa che ha fatto “salire” improvvisamente l’intensità? Un cambiamento, uno stress, un pensiero ricorrente, un evento anche apparentemente piccolo? Perché spesso questi peggioramenti così netti hanno un innesco preciso, anche se non sempre immediatamente evidente. Il punto centrale, adesso, non è solo “gestire” gli attacchi, ma interrompere il circolo che li mantiene: paura → sintomi → ulteriore paura → aumento dei sintomi. Questo si fa con un lavoro specifico sul panico, che non è generico ma molto mirato su corpo, pensieri e comportamenti. Capisco perfettamente la difficoltà economica, ed è un tema reale. Però allo stesso tempo è importante dirle con chiarezza che una terapia “a intermittenza”, in un quadro così intenso, difficilmente può portare a un miglioramento stabile. È un po’ come cercare di spegnere un incendio andando e venendo. Io mi occupo quotidianamente proprio di disturbi d’ansia e attacchi di panico come quelli che descrive, anche in situazioni molto simili alla sua, con anni di storia alle spalle e tentativi farmacologici non risolutivi. E le assicuro che, quando si lavora in modo continuativo e con un approccio mirato, il cambiamento è possibile. Se vuole, possiamo valutare insieme un percorso online, cercando anche una modalità sostenibile per lei, così da darle finalmente continuità. In questo momento non ha bisogno di “provare qualcosa a caso”, ma di un lavoro preciso che la aiuti a uscire da questo stato di allarme costante e a riprendere gradualmente il controllo della sua vita.
Buongiorno. Nella sua confusione, proviamo anzitutto a chiarire che la sua domanda si concentra perlopiù su farmaci e sostanze di altro genere da cui cerca, comprensibilmente, benessere: ma appunto perché parla di farmaci e simili, deve rivolgersi ad un medico, preferibilmente uno psichiatra.
Gentile utente, Mi dispiace leggere della sua situazione, posso solo immaginare quanto sia pesante per lei convivere con ansia forte e attacchi di panico. Ha provato a rivolgersi al servizio pubblico di riferimento? Potrebbe essere una strada percorribile e meno dispendiosa economicamente. Un caro saluto, Dott. Alessandro Ocera
Gentile Utente, Non deve assolutamente scusarsi per la scrittura: la Sua confusione è la naturale e legittima conseguenza del logorio e del terrore che sta vivendo. Vent'anni di sofferenza sono un tempo infinito, e il fatto che nell'ultimo mese gli attacchi di panico siano diventati quotidiani e lunghi ore indica che il Suo sistema nervoso è in uno stato di esaurimento e di allarme totale. Quella che descrive non è vita, è una modalità di sopravvivenza dolorosa. Come psicoterapeuta, vorrei offrirLe alcune chiavi di lettura molto precise, pragmatiche e umane per capire come uscire da questo circolo vizioso, rispondendo anche ai Suoi dubbi pratici ed economici. 1. La trappola dello Xanax quotidiano Lo Xanax è una benzodiazepina: è un farmaco straordinario per spegnere l'incendio sul momento (l'attacco acuto), ma se assunto quotidianamente per lunghi periodi rischia di trasformarsi in un boomerang. Le benzodiazepine danno assuefazione (il corpo si abitua e serve più farmaco per avere lo stesso effetto) e, paradosso ancora più grave, possono causare la cosiddetta ansia da rimbalzo o astinenza inter-dose. Significa che quando l'effetto della compressa scende, il sistema nervoso reagisce amplificando l'ansia e scatenando il panico. Questo potrebbe spiegare perché da un mese vive attacchi lunghi ore. Inoltre, a livello psicologico, lo Xanax diventa una "stampella" senza la quale si sente spacciato, riducendo la Sua reale autostima e capacità di reazione. 2. Sostanze naturali come l'Iperico funzionano? (Attenzione ai pericoli!) Capisco il desiderio di cercare alternative naturali, ma nel Suo stato attuale l'Iperico (detto anche Erba di San Giovanni) è fortemente sconsigliato e inefficace per il panico. Perché non funziona sul panico: L'iperico ha una blanda azione sui sintomi depressivi lievi o moderati, ma non ha l'efficacia né la rapidità necessarie per scardinare attacchi di panico lunghi ore. 3. Come curarsi se mancano le possibilità economiche? La salute mentale è un diritto, non un lusso. Esistono però strade pubbliche e gratuite (o a costo di ticket) a cui deve assolutamente aggrapparsi: I Centri di Salute Mentale (CSM) o CPS della Sua ASL Terapie low-cost o bonus: Molti terapeuti privati o associazioni dedicano una quota di ore a tariffe ridotte per chi si trova in condizioni di disoccupazione. Non esiti a chiedere. 4. Un consiglio strategico per quando arriva il panico Finché non attiverà il percorso medico corretto, l'attacco di panico continuerà ad arrivare. Quando succede, ricordi che l'errore più grande che si fa è cercare di combatterlo, controllarlo o farlo passare con la forza. Più Lei dice a se stesso "Devo calmarmi, non devo avere paura", più l'amigdala (la centralina della paura nel cervello) si spaventa e invia adrenalina, allungando l'attacco per ore. Se smette di combattere il panico, il panico non ha più legna da bruciare e si spegne da solo nel giro di 10-15 minuti. Saluti
Gentile signore, capisco perfettamente il suo stato che deve essere molto complicato. La psicoterapia ha ottime evidenze scientifiche sui disturbi d'ansia, ma capisco che ha dei costi piuttosto alti da sostenere. L'altra soluzione è la farmacoterapia, per cui provi a tornare al CSM (servizio pubblico) e chiedere una altra terapia farmacologica e, magari un accompagnamento psicologico (sempre col servizio pubblico). Buona fortuna... vedrà che andrà bene.
Buonasera. Da quello che racconta, la sua situazione merita di essere presa molto sul serio. Per quanto riguarda l'iperico o altri rimedi naturali, eviterei di assumerli senza averne parlato con uno psichiatra, perché anche le sostanze naturali possono avere effetti importanti e interazioni con altri farmaci. Sul piano psicologico, credo sia importante non fermarsi all'idea di "far sparire" il panico, ma provare a capire che cosa questo sintomo sta esprimendo nella sua storia. Per questo la continuità della terapia è fondamentale. Se le difficoltà economiche la costringono a interromperla, provi a parlarne con il suo terapeuta o a informarsi presso i servizi pubblici, che possono offrire un sostegno. Sarebbe utile una nuova valutazione psichiatrica, visto che gli attacchi sono diventati quotidiani e così intensi. Non perda la speranza: anche quando si convive con l'ansia da molti anni, è possibile trovare un modo diverso di affrontarla. Un caro saluto
Salve, Comprendo il suo disagio, sicuramente quello che sta vivendo è un periodo difficile. Mi sento di consigliarle di parlarne con il professionista che la sta seguendo, se non l'ha già fatto, e vedere se è possibile trovare una soluzione economica adatta o se può consigliarle delle strutture più economiche o gratuite nella sua zona a cui rivolgersi, come CSM o consultori. Una terapia continuativa è fondamentale per un miglioramento della salute psicologica, prenda in considerazione tutte le strade alternative. Per quanto riguarda i medicinali e le sostanze di cui parla, anche qui le conviene parlarne con il professionista della salute mentale che la sta seguendo, o con il suo medico di base. Sicuramente sapranno aggiustare la terapia farmacologica che sta assumendo per adattarla alla sua situazione attuale. Un saluto, Dott. Andrea Rumore
Salve, dalle sue parole emerge una sofferenza molto intensa e prolungata nel tempo. Quando scrive di vivere in un costante stato di terrore e che gli attacchi di panico durano ore, si percepisce chiaramente quanto questa situazione stia incidendo sulla sua qualità di vita. Dopo vent'anni di ansia è comprensibile sentirsi stanchi, scoraggiati e avere la sensazione di aver provato molte strade senza ottenere i risultati sperati. Vorrei innanzitutto dirle che il fatto che la sofferenza duri da così tanto tempo non significa necessariamente che non possa essere affrontata in modo diverso. Talvolta, quando l'ansia diventa una presenza costante, la persona finisce per organizzare gran parte della propria vita attorno ad essa, cercando continuamente modi per controllarla, evitarla o ridurne gli effetti. Comprensibilmente queste strategie nascono con l'intenzione di stare meglio, ma non sempre permettono di interrompere il circolo che mantiene viva la paura. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, è proprio questo funzionamento che spesso diventa importante comprendere: non solo il sintomo in sé, ma il modo in cui pensieri, emozioni e comportamenti finiscono per alimentarsi reciprocamente nel tempo. Capisco anche la sua domanda riguardo all'iperico o ad altre sostanze naturali. Tuttavia non è possibile esprimere indicazioni su prodotti specifici, soprattutto considerando la sua storia e il fatto che stia già assumendo una terapia. È importante che qualsiasi valutazione di questo tipo venga fatta insieme al medico che la segue, evitando iniziative autonome che potrebbero non essere adatte alla sua situazione. Mi colpisce un altro aspetto del suo messaggio: nonostante tutta la fatica che sta vivendo, lei abbia comunque scelto di iniziare un percorso terapeutico. Questo significa che una parte di lei continua a cercare una possibilità di cambiamento, anche se oggi forse fa molta fatica a crederci. Mi dispiace leggere che la continuità del percorso sia ostacolata dalle difficoltà economiche, perché proprio nei momenti in cui i sintomi diventano così invasivi sarebbe importante poter avere un sostegno costante. Se le risorse economiche rappresentano un limite, potrebbe valutare la possibilità di informarsi presso i servizi psicologici territoriali o altre realtà che offrono percorsi a costi contenuti. Avere una continuità, in questi casi, può fare una grande differenza. Credo che il punto centrale non sia soltanto cercare qualcosa che attenui momentaneamente l'ansia, quanto comprendere perché il suo sistema emotivo rimanga costantemente in stato di allarme e quali siano i meccanismi che mantengono questo stato di sofferenza. È un lavoro che richiede tempo, ma che permette di andare oltre il tentativo, spesso frustrante, di combattere ogni singolo attacco di panico quando compare. Le suggerirei anche di condividere apertamente con il terapeuta il peggioramento dell'ultimo mese. Sapere che gli attacchi sono diventati quotidiani e così intensi rappresenta un'informazione importante per comprendere meglio il momento che sta attraversando e valutare insieme come strutturare il percorso nel modo più utile. So che quando si vive immersi nella paura, anche immaginare un miglioramento può sembrare difficile. Eppure il fatto che oggi stia cercando aiuto e continui a interrogarsi su come affrontare questa situazione indica che non ha smesso di cercare una via d'uscita. Credo che questa parte meriti di essere ascoltata e sostenuta. Un percorso psicoterapeutico, possibilmente ad orientamento cognitivo comportamentale e svolto con continuità, potrebbe offrirle uno spazio per comprendere più a fondo il funzionamento della sua ansia, le ragioni per cui si mantiene così intensa da tanto tempo e costruire gradualmente modalità diverse di affrontarla. Non si tratta di trovare una soluzione immediata, ma di capire insieme cosa alimenta questo stato di allarme e come iniziare, passo dopo passo, a ridurne il peso nella sua vita. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Gentile utente, grazie per aver condiviso la sua situazione. Capisco quanto possa essere estenuante vivere da così tanto tempo con l'ansia e, soprattutto, con attacchi di panico quotidiani. Se la terapia farmacologica non ha dato i risultati sperati, è importante confrontarsi nuovamente con uno psichiatra per rivalutare la diagnosi e il trattamento, senza modificare o aggiungere rimedi come l'iperico di propria iniziativa, poiché può interagire con molti farmaci. Anche lo Xanax, se assunto a lungo, richiede un monitoraggio medico. La psicoterapia continuativa, in particolare quella cognitivo-comportamentale, può essere un valido supporto per imparare a gestire il panico. Se le difficoltà economiche rappresentano un ostacolo, si informi presso il Centro di Salute Mentale della sua ASL, dove è possibile accedere a percorsi psicologici e psichiatrici a costi contenuti o gratuitamente. Nel frattempo, cerchi di non affrontare tutto da solo e condivida con il suo terapeuta e il suo medico questo peggioramento così marcato. Con un intervento mirato è possibile ritrovare una qualità di vita migliore. Spero di essere stato d'aiuto. Resto a disposizione. Un caro saluto. Dott. Stefano Recchia
Salve, da ciò che descrive sembra che in questo momento il suo livello di sofferenza sia molto alto e che stia vivendo uno stato di allerta quasi continuo. Quando gli attacchi di panico diventano così frequenti e intensi, è comprensibile sentirsi confusi, spaventati e senza più energie. Il fatto che alcune terapie farmacologiche in passato non abbiano dato il risultato sperato non significa che non esistano altre possibilità terapeutiche, ma probabilmente che la situazione vada rivalutata in modo più approfondito e continuativo. Anche l’uso quotidiano di ansiolitici come lo Xanax, nel lungo periodo, può complicare il rapporto con l’ansia e andrebbe monitorato con attenzione da uno specialista. Rispetto a sostanze come l’iperico o altri rimedi naturali, è importante evitare il “fai da te”, soprattutto se assume farmaci o se l’ansia è così intensa. Naturale non significa automaticamente adatto o privo di effetti. Credo sia importante che lei non resti solo con questa sofferenza. Se la terapia privata è difficile da sostenere economicamente, potrebbe valutare servizi pubblici territoriali o centri di salute mentale, dove è possibile ricevere supporto psicologico e psichiatrico anche senza costi elevati. In una fase così intensa, avere una presa in carico più stabile può fare una grande differenza. Un caro saluto. Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.
Buongiorno ! Le rispondo perché non sono solo psicologa ma anche naturopata, quindi conosco bene la materia. Immagino che lo xanax invece l’aiuti abbastanza, in questi casi è sempre meglio far riferimento a risoluzioni farmacologiche perché danno un aiuto forte e più veloce, detto questo però può sicuramente associare qualcosa di naturale per poter avere maggio e rilassatezza. Iperico lo escluderei , passiflora sicuramente e magari anche qualche complesso vitaminico B. Poi dipende tutto da come è la sua situazione . Ognuno di noi vive momenti sofferenti in modo diverso , bisognerebbe capire Lei in che situazione si trova.
La situazione che mi descrive andrebbe approfondita. Mi contatti. Agostino Marotti - psicologo e coach di formazione breve strategica - (Perugia)
Gentile, mi sento di consigliarle di affrontare la terapia in maniera più assidua e andare a ricercare le reali cause dell'ansia, purtroppo i farmaci agiscono sul sintomo e spesso ce li portiamo dietro a vita, ma non vanno ad intaccare le cause reali, sicuramente un'analisi del profondo la aiuterà a risolvere o quantomeno attenuare i sintomi.
Buon pomeriggio, mi dispiace molto per la sofferenza che descrive. Vivere per così tanto tempo in uno stato di ansia e, in questo momento, con attacchi di panico quotidiani così intensi e prolungati è estremamente faticoso e comprensibilmente può far sentire senza via d’uscita. Da ciò che racconta emerge una situazione complessa e già seguita nel tempo con diversi trattamenti farmacologici e un percorso psicologico, anche se con difficoltà di continuità. In questi casi, quando i sintomi si riacutizzano in modo così importante, il primo passo fondamentale è una rivalutazione psichiatrica approfondita e tempestiva, per rivedere in modo globale la strategia terapeutica. È importante non rimanere soli nella gestione di una fase così acuta. Per quanto riguarda rimedi “naturali” o integratori come l’iperico, è bene sapere che non sono privi di effetti sul sistema nervoso e possono interferire con eventuali terapie farmacologiche; per questo motivo non è consigliabile introdurli senza una valutazione medica accurata. Le difficoltà economiche nel proseguire la psicoterapia sono purtroppo una realtà per molte persone, ma esistono anche servizi pubblici territoriali (come i Centri di Salute Mentale) che possono offrire presa in carico e supporto psicologico e psichiatrico senza costi o con costi molto ridotti. Vista l’intensità dei sintomi che descrive, le suggerisco di cercare un contatto quanto prima con il suo psichiatra di riferimento o, se non disponibile, con i servizi territoriali, per non rimanere solo in questa fase così difficile. Le auguro sinceramente di poter trovare presto un maggiore sollievo.
Buongiorno, mi dispiace per la sofferenza che sta vivendo. Quando ansia e attacchi di panico diventano così intensi e frequenti è importante confrontarsi nuovamente con il medico o lo psichiatra di riferimento, soprattutto se la terapia attuale non sembra più sufficiente a garantire un adeguato benessere psicologico. Comprendo la difficoltà legata ai costi della psicoterapia, ma una presa in carico continuativa potrebbe aiutarla a individuare e gestire i meccanismi che alimentano il circolo dell'ansia. Per quanto riguarda prodotti naturali come l'iperico, è fondamentale evitare il fai da te e parlarne sempre con uno specialista, poiché possono esserci controindicazioni o interazioni con altri farmaci. In questo momento non affronti tutto da solo: chiedere un supporto professionale è probabilmente il passo più importante. Con un trattamento adeguato, anche situazioni che oggi sembrano insostenibili possono migliorare significativamente. Un caro saluto.
La salute mentale non deve essere un lusso: per avere un supporto costante e accessibile, le consiglio di rivolgersi al medico di base per farsi inviare al Centro di Salute Mentale (CSM) della sua ASL. Nel servizio pubblico il percorso è gratuito o prevede un ticket, e potrebbe avere diritto all'esenzione per disoccupazione; inoltre, un medico del CSM potrà aiutarla a gestire in sicurezza la terapia farmacologica. In alternativa, può cercare i consultori familiari della sua zona o le associazioni che offrono percorsi di "psicoterapia sociale" a tariffe calmierate in base all'ISEE. Non si arrenda all'idea che non sia più vita. Attivando la rete pubblica o sociale potrà finalmente curarsi alla radice. Le auguro di cuore di ritrovare presto la serenità.
Gentile utente, da quello che descrive emerge una sofferenza molto intensa, che merita di essere presa sul serio. Vivere con attacchi di panico quotidiani, protratti per ore, e in uno stato costante di paura è estremamente faticoso e comprensibilmente può far sentire senza via d'uscita. Un primo aspetto importante riguarda la terapia farmacologica. Il fatto che in passato abbia assunto sertralina ed escitalopram senza benefici non significa necessariamente che non esistano altre opzioni efficaci. Esistono diversi farmaci e strategie terapeutiche che uno psichiatra può valutare, anche modificando dosaggi, tempi di trattamento o associando interventi differenti. L'uso quotidiano di alprazolam (Xanax), soprattutto se protratto nel tempo, può essere utile nel controllo dei sintomi acuti, ma non rappresenta generalmente una soluzione a lungo termine e richiede un monitoraggio medico. Per quanto riguarda l'iperico e altri rimedi naturali, eviterei di assumerli senza il parere del medico. L'iperico ha dimostrato una certa efficacia in alcune forme di depressione lieve-moderata, ma non è considerato un trattamento di prima scelta per il disturbo di panico e può inoltre interferire con molti farmaci. Anche le tisane e la camomilla possono favorire un lieve rilassamento, ma difficilmente sono sufficienti quando l'ansia raggiunge l'intensità che lei descrive. Sul piano psicologico, la continuità del percorso terapeutico è un elemento importante. Capisco perfettamente che le difficoltà economiche possano rappresentare un ostacolo. Potrebbe però informarsi presso il Centro di Salute Mentale (CSM) della sua ASL o consultori e servizi territoriali, dove è possibile accedere a visite psichiatriche e percorsi psicologici a costi ridotti o, in molti casi, gratuitamente. Considerata la gravità dei sintomi e il peggioramento dell'ultimo mese, le suggerisco di richiedere quanto prima una valutazione psichiatrica. Se gli attacchi di panico diventassero ingestibili, dovesse sentirsi completamente sopraffatto o dovessero comparire pensieri di fare del male a sé stesso, è importante rivolgersi immediatamente al Pronto Soccorso o contattare i servizi di emergenza. Anche se in questo momento può sembrare difficile crederlo, il fatto che due farmaci non abbiano funzionato non significa che la sua situazione sia senza possibilità di miglioramento. Una rivalutazione diagnostica e terapeutica, insieme a un percorso psicologico il più possibile continuativo, può aprire strade diverse da quelle già percorse. Le auguro di poter ricevere al più presto il supporto di cui ha bisogno. Non affronti da solo questo momento così difficile. Le mando un caloroso saluto Dott. Michele Basigli Perugia
Capisco la sua sofferenza, e in ottica TCC l'attacco di panico si autoalimenta attraverso interpretazioni catastrofiche delle sensazioni corporee, generando evitamento ed iperallerta. Un percorso strutturato di ristrutturazione cognitiva e di esposizione interocettiva graduale permette di interrompere il circolo. L'integrazione ACT, accettazione e defusione, riduce la lotta con l'ansia. Le suggerisco una psicoterapia continuativa presso il Servizio di Salute Mentale, evitando l'automedicazione con iperico o altre sostanze. Un caro saluto, Dr. Vittorio Penzo
Salve, Leggendo le tue parole ho avuto l'impressione che, negli anni, tu abbia dovuto imparare soprattutto a convivere con l'ansia e a trovare modi per resistere agli attacchi. È comprensibile: quando un problema dura così a lungo, spesso si finisce per investire tutte le energie nel cercare di contenerlo. Ma ciò che è diventato abituale non è necessariamente immutabile. Mi sembra che tu stia cercando una soluzione per far diminuire gli attacchi, ed è comprensibile. Tuttavia, dopo vent'anni, mi domando se il punto non sia diventato anche un altro: recuperare la possibilità di costruire una vita che non sia organizzata intorno all'ansia. Se senti che oggi la sofferenza è arrivata a questo livello, credo possa valere la pena cercare un confronto con un professionista per rileggere il problema da una prospettiva diversa, senza dare per scontato che ciò che non ha funzionato in passato non possa essere affrontato in modo differente oggi.
Buongiorno gentile utente, per poter cercare di circoscrivere l'ansia e il panico in modo tale da poter riuscire a svolgere la sua giornata con un po' di equilibrio e benessere serve sicuramente la cura farmacologia prescritta da uno psichiatra, che è il professionista sanitario adeguato, e un percorso di supporto psicologico/ psicoterapia continuativo così da poter capire l'origine di questo malessere, approfondendo il motivo alla base senza curare solo il sintomo con i farmaci. Dott.ssa Psicologa Pinessi Giorgia
Salve, un percorso continuativo con uno psicoterapeuta è ovviamente auspicabile ma comprendo la difficoltà economica. Le hanno mai parlato dei Fiori di Bach?
Buongiorno, la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è ad oggi il trattamento con le maggiori evidenze scientifiche per il disturbo di panico e l'ansia, le consiglio di iniziare un percorso di questo tipo poichè ha maggiori probabilità di riscontrare un beneficio. Mi sentirei di aggiungere che le benzodiazepine come lo Xanax sono farmaci efficaci nel breve termine, ma l'uso quotidiano prolungato può creare dipendenza fisica e talvolta anche un aumento degli stessi sintomi. La invito quindi di parlarne con un medico, meglio se uno psichiatra.
Salve, mi dispiace per la situazione e capisco sia difficile conviverci. Purtroppo è una di quelle condizioni che va risolta tramite terapia oppure continuerà a prendere dei farmaci che però a lungo andare vanno cambiati perchè inefficaci in quanto il corpo spesso si adegua. Di per sè ci sono varie tecniche per aiutarla con l'ansia e gli attacchi di panico: le consiglio di respirare di pancia ogni giorno portandogli attenzione e di concentrarsi sui cinque sensi. è difficile spiegarle bene le tecniche senza vedersi di persona, le consiglio di trovare una terapeuta che possa aiutarla con prezzi calmierati così da risolvere il suo problema o imparare a conviverci perchè il farmaco come dicevo non può sempre funzionare e rischia di aumentarle col tempo perchè più anestetizza le sue emozioni più c'è rischio che siano intense e non si risolvono ma si nascondono solo. Buon percorso, Dott.ssa Casumaro Giada
Buongiorno, considerata la sua condizione è molto importante la continuità della terapia psicoterapeutica e psicofarmacologica. Se vi sono problematiche di natura economica ed è solo questo l'impedimento a sottoporsi alle terapie, potrebbe recarsi presso i servizi pubblici territoriali di salute mentale del suo territorio, che di solito rispondono al nome di CPS (Centro Psico Sociale) o CSM (Centro di Salute Mentale), dove sono disponibili consulenze psichiatriche gratuite e talvolta pacchetti di percorsi psicologici gratuiti.
Vivere attacchi di panico così frequenti e intensi può essere estremamente faticoso. Quando il corpo rimane a lungo in uno stato di allerta, ogni sintomo può amplificarsi e la sensazione di perdere il controllo diventare estremamente pesante. È una condizione che merita ascolto, cura e un accompagnamento rispettoso dei tempi della persona. Come psicologa che integra il lavoro sul corpo e sulla consapevolezza, propongo esercizi semplici ma profondi da praticare nella quotidianità, come l’orientamento somatico, la respirazione a bassa ampiezza, movimenti lenti, yoga dolce e tecniche di grounding. L’integrazione tra la dimensione psicologica e quella corporea può favorire una maggiore capacità di autoregolazione, presenza e senso di sicurezza interna. Non si tratta di tecniche da applicare durante l’attacco di panico, ma di un lavoro costante volto a sviluppare una competenza somatica che permetta al sistema nervoso di ritrovare gradualmente maggiore stabilità. Queste pratiche non sostituiscono il percorso medico, ma possono affiancarlo in modo complementare. Il mio approccio è integrato: unisce il lavoro psicologico e quello corporeo per sostenere la regolazione emotiva, promuovere una maggiore consapevolezza di sé e accompagnare la persona verso un senso più stabile di sicurezza interna. Non si tratta di una garanzia né di un intervento immediato, ma di un percorso che sostiene il benessere psicologico ed emotivo nel tempo. Per quanto riguarda farmaci o integratori, è sempre necessario confrontarsi con il proprio medico; il mio ruolo è accompagnare la persona in un percorso psicologico che integra, quando utile, anche strumenti di lavoro corporeo.
Comprendo il Suo profondo sfinimento: il panico prolungato indica un sistema nervoso in cortocircuito. L'uso cronico di Xanax può creare assuefazione e ansia di rimbalzo, ma non lo sospenda mai autonomamente. Rimedi come l'iperico sono del tutto inefficaci in questa fase e rischiano interazioni farmacologiche pericolose. Per garantirsi una terapia continuativa e accessibile, data la disoccupazione, richieda al Suo medico di base un'impegnativa urgente per il CSM (Centro di Salute Mentale) della Sua ASP. Lì troverà un'équipe di psichiatri e psicoterapeuti che La prenderà in carico gratuitamente (previo controllo delle esenzioni per reddito), offrendoLe le cure costanti di cui ha diritto per riprendere in mano la Sua vita. Resto a sua disposizione! Cordiali saluti. Dott.ssa Barbara Gizzi
Buongiorno, la cosa migliore sarebbe seguire in modo regolare una terapia (anche ogni due settimane) in modo da sentirsi al sicuro e compreso Se non riesce è bene che consapevolizzi che un attacco di panico non è pericoloso e passerà in pochi minuti. Cerchi di respirare lentamente: inspiri dal naso (cercando di utilizzare il diaframma) contando fino a 4, trattenga per 5 secondi ed espiri dalla bocca contando fino a 6. Cerchi di ancorarsi al presente concentrandosi sugli oggetti intorno a lei. Infine cerchi di accettare la sensazione che prova senza combattere l'attacco di panico, accettando che che raggiunga il suo picco per poi diminuire. Per quanto riguarda l’Iperico, agisce sul sistema di neurotrasmettitori responsabili del controllo dell’umore, la sua efficacia è molto soggettiva. Cordiali saluti. Dott.ssa Monia Michelini
Buongiorno! solo un medico (generalmente uno psichiatra) potrà fornirle indicazioni rispetto ad eventuali farmaci che può assumere, le consiglio di parlare con il suo psicoterapeuta che potrà fornirgli dei suggerimenti per affrontare gli attacchi di panico quotidiani ed insieme capire da dove originano
Buonasera, immagino quanto possa essere faticoso convivere con un'ansia così intensa e con attacchi di panico quasi quotidiani. Dopo tanti anni di sofferenza è comprensibile desiderare una soluzione che dia finalmente un po' di sollievo. Tuttavia è importante sapere che rimedi naturali come l'iperico non sono indicati per tutti e possono anche interagire con altri farmaci, per questo è fondamentale non assumerli senza averne parlato con il medico. :Racconta di essere in un costante stato di terrore: quando l'ansia diventa così pervasiva, spesso il problema non è solo l'intensità dei sintomi, ma anche il circolo vizioso che li mantiene e li fa sembrare sempre più incontrollabili. Se la terapia è stata discontinua per motivi economici, potrebbe valutare la possibilità di rivolgersi ai servizi di psicologia della ASL o ai consultori, dove è possibile ricevere un supporto a costi contenuti o, in alcuni casi, gratuitamente. Le suggerirei inoltre di confrontarsi quanto prima con il medico che la segue soprattutto perché riferisce un peggioramento importante nell'ultimo mese che potrebbe far rivalutare insieme il percorso terapeutico. Con il trattamento adeguato, anche situazioni che oggi sembrano senza via d'uscita possono migliorare. Le auguro di non affrontare questo momento da solo e di chiedere il supporto di cui ha bisogno. Un caro saluto
Gentile utente, dalle sue parole emerge una sofferenza molto intensa e una condizione di ansia che sta incidendo profondamente sulla sua quotidianità. Considerando la durata dei sintomi, l’aumento recente degli attacchi di panico e l’uso quotidiano di Xanax, è importante che questa situazione venga rivalutata con il medico o lo psichiatra che la segue, soprattutto per verificare se la terapia attuale sia ancora adeguata. Eviti di modificare autonomamente farmaci o introdurre sostanze come l’iperico senza un confronto medico, perché anche prodotti naturali possono avere effetti e interazioni. È un po’ come cercare di spegnere un incendio: aggiungere rimedi diversi senza una strategia complessiva può creare più confusione, mentre serve un intervento coordinato per capire da dove arriva il fuoco e come gestirlo. Oltre alla componente farmacologica, una psicoterapia continuativa, anche attraverso servizi pubblici o a costo agevolato, può essere un elemento importante per lavorare sui meccanismi che mantengono l’ansia. Se gli attacchi sono così frequenti e invalidanti, non aspetti a chiedere un confronto professionale più tempestivo.
Le auguro di trovare lavoro, una sicurezza economica associata ad una routine lavorativa credo la possa aiutare. anche a dare continuità alla terapia, elemento importante per il lavoro personale che ha intrapreso.
Buongiorno, le consiglio di rivolgersi allo psichiatra che già la segue e che quindi la conosce. Cordiali saluti.
Buongiorno, mi dispiace molto leggere quanto sta vivendo. Dalle sue parole emerge una sofferenza intensa e comprensibilmente, dopo tanti anni di ansia e con attacchi di panico così frequenti, è naturale sentirsi esausti e spaventati. Il fatto che Sertralina e Cipralex non abbiano dato i risultati sperati non significa che non esistano altre possibilità terapeutiche. Sarebbe importante confrontarsi con uno psichiatra per rivalutare la terapia farmacologica, poiché lo Xanax può essere utile nell'immediato ma difficilmente rappresenta una soluzione a lungo termine. Per quanto riguarda l'iperico e altri rimedi naturali, è consigliabile non assumerli senza il parere del medico, poiché la loro efficacia nel disturbo di panico è limitata e possono interagire con altri farmaci. Anche il supporto psicologico continuativo rappresenta un trattamento efficace. Se le difficoltà economiche lo rendono complicato, potrebbe informarsi sui servizi di psicologia della ASL o su percorsi a costi agevolati. Resto a disposizione qualora desiderasse un confronto più approfondito sulla sua situazione. Le auguro di trovare presto il percorso più adatto a lei e di ritrovare serenità. Un cordiale saluto.
Buon pomeriggio. Parto da presupposto che il pensiero che trascrivo non vuole esere la soluzione ma uno spunto di riflessione. In quanto psicoterapeuta il primo pensiero che mi viene è quello di provare a fare un percorso di terapia più costante, magari rivolgendosi all'ASL del suo territorio; spesso il servizio di psichiatria (CSM) ha all'interno psicologi oltre che psichiatri e potrebbe essere un buon inizio. La terapia farmacologica può essere fondamentale in certi momenti ma come ogni terapia si affidi agli specialisti. L'assunzione di farmaci accompagnato da una buona conoscenza di sè e un buon padroneggiamento della propria mente potrebbe essere un buon percorso di salute
Buongiorno. Dalle sue parole emerge una sofferenza molto intensa. Mi ha colpito in particolare la frase: “Non è più vita.” Quando l’ansia e gli attacchi di panico arrivano a occupare così tanto spazio, è importante non affrontare tutto questo da soli. Per quanto riguarda l’iperico o altri prodotti naturali, non essendo medico non posso esprimermi sulla loro indicazione. Le suggerisco di non assumerli senza averne parlato con lo psichiatra, perché possono interagire con alcuni farmaci. Dal punto di vista psicologico, vorrei condividere una riflessione. Dopo vent’anni è comprensibile desiderare soprattutto che l’ansia scompaia. Tuttavia, l’ansia, per quanto dolorosa, non è soltanto un sintomo da eliminare: spesso rappresenta il modo con cui la nostra mente e il nostro corpo stanno cercando di comunicarci che qualcosa, da tempo, non riesce più a trovare un equilibrio. La psicoterapia può aiutare non solo a ridurre i sintomi, ma soprattutto a comprendere il significato di quella sofferenza e ciò che continua ad alimentarla. Se le difficoltà economiche rendono complicata la continuità del percorso, non rinunci comunque a cercare aiuto. Può rivolgersi al Centro di Salute Mentale della sua ASL oppure valutare professionisti che, dopo un’accurata consulenza iniziale, offrano modalità di presa in carico e soluzioni di pagamento personalizzate, così da rendere il percorso terapeutico più sostenibile nel tempo. Le auguro di non perdere la fiducia. Anche dopo molti anni di sofferenza è possibile costruire un cambiamento, soprattutto quando la persona trova un percorso terapeutico che non si limiti a combattere il sintomo, ma la aiuti a comprenderlo e ad affrontarne le radici.
Buongiorno, più che assumere altre sostanze indagherei il ruolo che questa ansia ha nella sua vita. se le condizioni economiche non permettono di seguire un percorso strutturato si puo' affidare a consultori perché il rischio è di rimbalzare tra interventi e progetti che i professionisti hanno programmato
Buongiorno, da quello che descrive la situazione merita di essere presa in carico con continuità, soprattutto perché nell’ultimo mese gli attacchi di panico sono diventati quotidiani e riferisce di vivere in uno stato di paura pressoché costante. Per quanto riguarda Xanax, iperico o altre sostanze, eviterei modifiche o associazioni autonome: soprattutto dopo un utilizzo quotidiano di benzodiazepine è importante confrontarsi con un medico o uno psichiatra, che possa rivalutare complessivamente la terapia farmacologica e indicarle come procedere in sicurezza. Parallelamente, credo sia importante dare maggiore continuità anche al percorso psicologico. Nel lavoro con l’ansia e il panico non ci si limita a cercare di “bloccare” l’attacco, ma si può lavorare sulla paura delle sensazioni corporee, sull’anticipazione di nuovi episodi e sui meccanismi che nel tempo possono mantenere uno stato costante di allerta. Se desidera affrontare questi aspetti in uno spazio psicologico continuativo, sono disponibile personalmente per un primo colloquio e per valutare insieme il percorso più adatto alla sua situazione; svolgo anche colloqui online, qualora per lei fossero più facilmente accessibili. Un caro saluto, Dott.ssa Alessia Bertolotti
Mi dispiace per la situazione che stai vivendo. Da quello che descrivi, più che cercare un'altra sostanza da assumere autonomamente, credo sarebbe importante fare una nuova valutazione con uno psichiatra. Il fatto che sertralina e Cipralex non abbiano funzionato in passato non significa necessariamente che non esistano altre possibilità terapeutiche: può essere utile rivalutare la diagnosi, i trattamenti già provati, dosaggi e durata e capire quale strategia possa essere più adatta oggi. Presterei attenzione anche allo Xanax: se lo assumi quotidianamente da tempo, eviterei assolutamente di modificarne la dose o sospenderlo bruscamente senza indicazioni mediche. Può instaurarsi tolleranza e dipendenza fisica e anche questo aspetto meriterebbe di essere discusso con uno specialista. Per quanto riguarda l'iperico, eviterei il fai-da-te. È una sostanza farmacologicamente attiva, può interagire con numerosi farmaci (anche con le benzodiazepine) e le evidenze riguardano soprattutto alcune forme di depressione lieve-moderata, non gli attacchi di panico. In alcune persone può inoltre aumentare agitazione e ansia. Sul versante psicologico, se gli attacchi di panico sono il problema principale, potrebbe essere utile verificare se la terapia che stai facendo prevede un lavoro specifico sul panico. La terapia cognitivo-comportamentale è tra i trattamenti maggiormente raccomandati e generalmente comprende anche un lavoro sulle interpretazioni catastrofiche delle sensazioni fisiche, sui comportamenti di evitamento e, quando indicato, sull'esposizione. Capisco che il problema economico possa rendere difficile una terapia continuativa. Potresti però provare a informarti anche sui servizi pubblici della tua zona, ad esempio tramite medico di base e Centro di Salute Mentale, per cercare una presa in carico che non abbia i costi della terapia privata. Infine, visto che parli di attacchi quotidiani che durano ore e di un costante stato di terrore, non aspetterei che la situazione passi da sola. Cercherei quanto prima un confronto con un medico/psichiatra. Se con “non è più vita” intendi anche che stanno comparendo pensieri di farti del male o di non voler più vivere, è importante chiedere aiuto immediatamente a un servizio sanitario.
Gentile Paziente, capisco quanto questo periodo possa essere difficile per lei, il mio consiglio è quello di mantenere una costanza negli appuntamenti, in quanto, le linee guida indicano che il trattamento d'elezione è la combinazione di farmacoterapia e psicoterapia, se ha difficoltà economiche provi a rivolgersi ai centri di salute mentale delle aziende ospedaliere, oppure a siti che offrono psicoterapie a prezzi calmierati come "Psicoterapia - Aperta", un caro saluto! Dott.ssa Giulia Piccinini
Salve, grazie per aver posto il quesito. Mi dispiace leggere della sua situazione attuale e da cio' che scrive posso immaginare come possa essere difficile il momento che sta attraversando. Suggerirei caldamente un consulto dal medico che le ha prescritto il farmaco per poi valutare con lui/lei quale sia il passo successivo piu' consono. Credo che sia giusto che si affidi ad uno specialista , piuttosto che sperimentare dei farmaci in assenza di monitoraggio.
Buongiorno, lei sta facendo il possibile per sé per stare meglio ma in situazioni in cui l'ansia si acuisce così si ha bisogno di professionisti che l'aiutano sia a regolare gli psicofarmaci sia che la seguano in psicoterapia. Ci sono alcuni terapeuti che in alcuni casi possono proporle dei prezzi calmierati. Ma essendo lei disoccupato (sperando che questa situazione cambi il prima possibile) le consiglio di riferirsi al suo CSM (Centro di Salute Mentale) di sua competenza territoriale e dunque que appartenente alla sua ASL. Lì potranno offrirgli una consulenza psichiatrica e nel caso disponibile un terapeuta con il servizio sanitario pubblico. Spero di averla aiutata. Un caro saluto
Buongiorno, l’overlapping (sovrapposizione) con sostanze di origine naturale va valutata sul piano medico. Le sconsiglio il “fai da te” perché naturale non vuol dire innocuo. Rimango a disposizione
Buongiorno, Un mese di attacchi di panico richiedono un'attenzione seria, non un rimedio da banco. L'iperico non è una integrazione innocua, interagisce in modo netto con altri medicinali e i suoi effetti non sono sufficenti per un quadro come il suo. A mio avviso nel suo caso non si tratta tanto di trovare la pillola che silenzi l'ansia, quella può essere utile come aiuto oltre una terapia continuativa, ma niente di più. L'ansia e gli attacchi di panico spesso sono allarmi che la nostra psiche lancia tramite il corpo. Si tratta di comprendere allarme per cosa e quando e perché si è generato. C'è qualcosa che va vissto e ascoltato, non solo silenziato. Comprendo altrettanto bene il problema della sua situazione economica e della difficoltà che comporta a livello di una continuità terapeutica. Le consiglio, pertanto, di contattare diversi professionisti esplicitando la sua situazione e verificando se prevedano delle tariffe agevolate per situazioni come la sua- diversi di noi lo valutano possibilequando il caso è evidente, e vale la pena di chiederlo apertamente. sistono anche i centri di Salute Mentale preso le ASL che offrono percorsi gratuiti o a costi molto ridotti, così come alcune scuole di Psicoterapia che prevedono percorsi a prezzi solidali. Spero vivamente di esserle stato utile. le auguro il meglio.
Gentile paziente, grazie per aver condiviso la sua esperienza. Molto spesso farmaci e/o altri rimedi seppur "scientificamente" efficaci, non saturano il vuoto a cui le difficoltà quotidiane ci richiamano costantemente. Lei definisce il suo stato uno "stato di terrore" e il terrore, etimologicamente parlando, è qualcosa che prende il corpo, che fa fermare o tremare. Offrire un consiglio a questa domanda online risulta difficile, essendo questo vissuto particolareggiato per ciascuno. Cosa può rimettere in moto la vita senza che questo terrore paralizzi? Cos'è che la fa muovere?
Salve, mi dispiace per il momento di forte sofferenza che sta vivendo. Vista la frequenza e l’intensità degli attacchi di panico, le consiglierei innanzitutto di richiedere una rivalutazione psichiatrica della terapia. Eviterei inoltre di assumere autonomamente altre sostanze, anche i prodotti di origine naturale possono avere controindicazioni e interagire con altri farmaci, quindi è importante parlarne prima con il medico o con lo psichiatra. Inoltre le consiglio anche di intraprendere un percorso psicologico. Il supporto farmacologico può aiutare a ridurre l’intensità dei sintomi, mentre il percorso psicologico permette di comprendere meglio i meccanismi che alimentano ansia e panico e di lavorare in modo più stabile sulla loro gestione nel tempo. Se l’aspetto economico rappresenta un ostacolo, può rivolgersi al CPS della sua zona, dove può essere valutata una presa in carico psicologica e psichiatrica attraverso il servizio pubblico. Le auguro di trovare presto il supporto più adatto e un po’ di sollievo in questo momento così difficile. Un caro saluto.
Buonasera, mi limito ad esprimere un mio pensiero sulla scorta di quello che ho letto nella tua domanda. Io vedo un resoconto fatto di terapia farmacologica che purtroppo, come è ben noto, se fatta senza alcun ulteriore supporto, quindi non una terapia integrata, ha meno probabilità di essere efficace. Quindi, a mio modo di vedere, pur eventualmente continuando sotto stretto controllo medico la terapia farmacologica (casomai rivedendone se è il caso i dosaggi), affiancherei una terapia psicologica per cercare di comprendere da dove origina il tuo malessere.
Buongiorno, non deve assolutamente scusarsi per come ha scritto: da quello che racconta sembra che stia attraversando un periodo di forte sofferenza e che l'ansia e gli attacchi di panico stiano incidendo in maniera importante sulla sua quotidianità. In situazioni come questa, spesso, accanto a un eventuale percorso farmacologico, può essere molto importante intraprendere o proseguire un percorso psicologico. Il lavoro psicologico può aiutare a comprendere meglio la natura e i meccanismi dell'ansia che sta sperimentando, individuare i fattori che possono alimentarla e, soprattutto, costruire strategie e strumenti per imparare a gestirla e contrastarla, per quanto possibile. Considerata l'intensità e la frequenza degli attacchi che descrive, il mio consiglio è quindi di affidarsi a un professionista della salute mentale con cui poter intraprendere un percorso con una certa continuità. Se le difficoltà economiche rappresentano un ostacolo, può essere utile informarsi anche sui servizi psicologici territoriali o sulle realtà che offrono percorsi a costi agevolati. Per quanto riguarda invece l'iperico o altri prodotti naturali, le sconsiglierei di assumerli autonomamente, soprattutto considerando che sta già assumendo quotidianamente Xanax. È importante parlarne con il medico o con lo psichiatra che la segue, prima di introdurre qualsiasi sostanza o modificare la terapia. La situazione che descrive merita attenzione e non significa che debba necessariamente rimanere così: esistono possibilità di intervento e può essere importante individuare, insieme a un professionista, il percorso più adatto alla sua situazione.
Capisco… e mi sembra che dentro quello che mi racconti ci sia qualcosa di importante. Da una parte la felicità e l’orgoglio di avere tutti insieme, dall’altra quasi la sensazione di essere passata in secondo piano, tanto che nemmeno tu avevi pensato a festeggiare per te. E forse è significativo che te ne sia resa conto solo il giorno dopo, quando qualcuno al lavoro te l’ha chiesto e hai ripensato anche alle candeline che non avevi soffiato. Mi piacerebbe che ne parlassimo con calma, perché credo che possa aiutarci a capire cosa succede a te quando si tratta di prenderti uno spazio, sentirti importante e permetterti di ricevere qualcosa dagli altri, non solo di organizzare e occuparti degli altri. Se ti va, scrivimi così fissiamo un momento e ne parliamo in terapia.
Salve, mi dispiace molto per il momento così difficile che sta attraversando. Vivere ogni giorno con attacchi di panico e una sensazione costante di paura può essere davvero estenuante. Proprio per l’intensità dei sintomi, le suggerirei una rivalutazione psichiatrica e, per quanto possibile, un percorso psicoterapeutico continuativo. Eviterei invece di introdurre autonomamente iperico o altri prodotti “naturali”, perché possono avere effetti collaterali e interazioni farmacologiche. Anche lo Xanax, soprattutto se assunto quotidianamente, va gestito insieme al medico e non sospeso bruscamente. La terapia cognitivo-comportamentale può essere molto utile nel trattamento del panico. Se il costo rappresenta un ostacolo, può valutare anche i servizi pubblici territoriali. La situazione che descrive merita attenzione e un sostegno adeguato. Un caro saluto Dott.ssa Rossi Greta
Salve, il mio consiglio è di proseguire con un percorso di psicoterapia, affinchè impari a capire ciò da cui hanno origine gli attacchi, e per avere strategie funzionali per gestire e affrontare il problema.
Buongiorno, la continuità nella terapia è essenziale ma non sempre questo è possibile, per svariati motivi. La invito perciò ad affrontare subito questo problema con il suo terapeuta e trovare una soluzione condivisa, in modo tale da poter affrontare le problematiche di cui ha parlato nella maniera migliore possibile. Una terapia a spizzichi e bocconi non porta assolutamente a niente.
Salve. Mi dispiace per la situazione che sta vivendo. Immagino sia una situazione molto provante. La sintomatologia che descrive mi sembra piuttosto pervasiva e credo che sia necessario trovare la giusta terapia farmacologica in associazione ad un percorso psicologico costante. Se è faticoso per lei sostenere l'impegno economico della psicoterapia privata, le suggerisco, se non lo ha fatto, di rivolgersi al CSM della sua Asl per una presa in carico nel territorio.
Buongiorno, La ringrazio per la sua domanda, chiedere aiuto è già il primo passo verso la guarigione, comprendo il suo dolore, vent'anni di ansia sono un carico estenuante, e gli attacchi di panico giornalieri e prolungati prosciugano ogni energia, portando a quella confusione mentale che descrive. È comprensibile che si senta di non farcela più, ma da questa situazione si può uscire e vediamo insieme i primi passi da compiere: • Le consiglio di contattare subito il suo medico o psichiatra di riferimento: Mostri questo diario dei sintomi dell'ultimo mese. È fondamentale che ogni modifica o aggiustamento della terapia avvenga sotto il diretto controllo dello specialista; non modifichi mai i dosaggi in autonomia. • Terapia continuativa a costi accessibili: La discontinuità purtroppo alimenta l'ansia. Per superare le difficoltà economiche, può rivolgersi al CSM (Centro di Salute Mentale) della sua ASL o ai Consultori Familiari. Offrono percorsi psicologici e psichiatrici gratuiti o a ticket, con esenzioni per disoccupazione. • Eviti rimedi naturali fai-da-te: Sostanze come l'Iperico possono avere interazioni serie e controindicate con i farmaci che già assume. • Provi a gestire l'onda del panico: Quando arriva l'attacco, non lo combatta, si concentri sulla respirazione addominale lenta, prolungando l'espirazione per segnalare al suo corpo che è al sicuro: INSPIRA, TRATTIENI E RESTA A POLMONI VUOTI CONTANDO SEMPRE FINO A 4) PER BLOCCARE L’IPERVENTILAZIONE. Il panico è un segnale d'allarme intenso ma gestibile. Il primo passo da fare è aggiornare subito il suo medico o contattare il CSM della sua zona. Cordiali saluti.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.












