Domande del paziente (102)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente, in tutto questo racconto, da cui emerge chiaramente il disagio di cui parla, non leggo invece nulla rispetto alla vostra comunicazione, a come lei ha, o non, condiviso con il suo compagno... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Caro utente, ma la terapia farmacologica che segui è associata ad un supporto psicologico? Credo che questo potrebbe essere utile, proprio per cercare di fare una geografia sintomatologica e comprenderne... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente, la nostra carne parla di noi e inevitabilmente con noi. Lo stomaco e l'intestino sono tra i primi a parlare, peraltro, quando magari con le parole non ce la facciamo o quando la nostra... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Caro utente grazie della domanda. Quella di cui parli è un'esperienza abbastanza comune: sarebbe interessante approfondire, capendo da quando hai notato questa discrepanza. Sicuramente infatti, è tutta... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Cara utente, anzitutto grazie per la condivisione. Perchè parli di rivolgerti ad un neurologo? Hai descritto in modo clinicamente perfetto i tuoi attacchi di panico, riconoscendone la natura circolare... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Caro utente, quella di cui parli è un'ansia anticipatoria piuttosto rilevante, che porta ad atti di evitamento nel tentativo di sedare quest'ansia, che nient'altro è che frutto di paura (esattamente di... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Caro utente, il messaggio che mandi, anche se non riporta informazioni dettagliate rispetto a episodi specifici e natura degli stessi, rimanda ad uno stato di disagio e sofferenza davvero importanti. Quella... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente, capisco la fatica e difficoltà, oltre che l'inevitabile sofferenza che deriva da questo mutismo selettivo. Lei ha pensato a seguire un percorso di supporto alla genitorialità? Ha parlato... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Cara utente, hai descritto in modo molto accurato l'esperienza che stai vivendo: un momento di possibile svolta nella tua esistenza che porta con sè una riappropriazione di quanto fatto/vissuto e sperimentato... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Cara utente, grazie della tua condivisione e della fiducia riposta nel provare a chiedere aiuto. Anzitutto più che soffermarmi sulla tipologia di pensieri che generano questo senso di sopraffazione e stress... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Cara utente, intanto ti porgo le mie più sincere condoglianze. Stai attraversando, nella stessa stagione di vita, due eventi così immensi e al contempo dicotomici che riuscire a rispondere al turbinio... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Caro utente, tu cogli un aspetto fondamentale di ognuno di noi: viviamo una vita che è intrinsecamente incarnata, fatta di corpo e carne tanto quanto di pensieri ed emozioni, in un modo talmente connesso... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Cara utente, la preoccupazione di cui parli può essere comprensibile solo alla luce della tua storia di vita (indipendentemente quindi dalla diffusione o meno della stessa in altri individui). Mi verrebbe... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Caro utente, spingersi a conclusioni affrettate asserendo che "sicuramente" la sintomatologia da te riportata sia spiegabile esclusivamente da un punto di vista psicologico sarebbe estremo e precipitoso,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente, dal tuo racconto emerge un evidente disagio che nasce dal venir meno di una stabilità che ha messo te di fronte a incertezza e dubbi. Questo, dal tuo racconto, sembra portarti ad una iperfocalizzazione... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente, ha anche pensato di avviare un percorso di supporto psicologico? Lei stessa parla di ansia, per poi sembrare metterla in un cluster di minore "preoccupazione" rispetto ad altre condizioni.... Altro
Salve mi hanno diagnosticato amaxofobia
Ho intrapreso vari percorsi di terapia
Terapia breve strategica terapia cognitiva comportamentale ipnosi
Nessuna mi ha aiutato chiedevo se emdr può essere d aiuto anche se nn mi ricordo di nessun trauma
La paura e il disagio sono cominciate a 30 anni e sono 20 anni che provo di tutto
Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Carissimo utente, piuttosto che focalizzarmi su una modalità, una teoria, una tecnica terapeutica, prova a intraprendere un percorso nel quale provi a prenderti carico di te, della tua esperienza, del tuo modo di emozionarti. Nello specifico io seguo un approccio fenomenologico, approccio che cerca di aiutare la persona ad appropriarsi del proprio modo di fare esperienza. Non sempre alla base di un disagio ci deve essere un trauma: talvolta eventi che non sono apparentemente eclatanti hanno un impatto sulla nostra vita e ci accompagnano con uno "stile" di stare al mondo che diventa nostro, spesso malgrado noi. Qualora desiderasse provare ad intraprendere un percorso di questo genere, io seguo percorsi di psicoterapia anche online, prenotabili direttamente qua. La aspetto, cordialmente, Dott.ssa Sara Torregrossa
Salve, sono un ragazzo di 24 anni e frequento l'ultimo anno di giurisprudenza (V). Fin dal primo anno ho rimandato l'esame più importante (ossia, diritto privato) dicendo sempre a me stesso che alla prima sessione disponibile lo avrei dato. Il problema è che ad oggi non l'ho ancora dato (magari perché la mole di lavoro è troppo pesante e mi passava la voglia di studiare, ansia di presentarmi all'esame e andare male o, peggio, essere bocciato) e non solo sono molto in ritardo con gli altri esami perché diritto privato è un esame propedeutico, ma sicuramente andrò anche 1 o 2 anni fuoricorso e questo mi crea un forte disagio ed ansia che non riesco più a gestire, perché i miei genitori non sanno nulla di questa situazione. Vedendo i miei colleghi che si laureranno in corso, mi sento sempre diverso e spento ma, purtroppo, mi sono accorto troppo tardi che questa facoltà non faceva per me e avrei tanto voluto farne un'altra. Tuttavia, ormai sono all'ultimo anno e cambiare non avrebbe senso perché avrei sprecato solo tempo e fatto buttare soldi ai miei genitori che non so come la prenderebbero. Chiedo urgentemente un consiglio perché non so con chi parlarne e ho stra paura per il mio futuro in quanto non vorrei rimanere indietro rispetto ai miei amici e deludere i miei genitori che, ripeto, non so come la prenderebbero. Grazie in anticipo a chi potrà aiutarmi.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Carissimo utente, il tuo messaggio è pregno di un tema: il confronto (con i colleghi, con la famiglia, con le aspettative). Tu parli di restare indietro come se esistesse un processo standard, un andamento prestabilito valido per tutte le vite. Ma questo per fortuna non riguarda l'essere umano: ognuno di noi, nella propria unicità, segue la sua storia, con un ritmo che dipende da un'infinità di fattori, non tutti peraltro sotto il nostro controllo. Il dismatch che sperimenti tra il "vorrei" e il "non posso" meriterebbe di essere discusso, così da capire quanto il "non posso" sia determinato da preoccupazioni e anticipazioni catastrofiche più che da reali ostacoli. Potrebbe sicuramente essere utile per te avviare un percorso di supporto psicologico che ti accompagni a capire questa tua sensibilità al confronto, da dove nasca e quanto determina le tue azioni "nonostante te", nonostante le tue volontà. Qualora ti facesse piacere avviare un percorso di questo tipo scrivimi e fissiamo un primo colloquio proprio per iniziare a capire quali orizzonti vedi oggi per il domani e quanto questi siano effettivamente progettuali e non applicati secondo degli "standard di gradimento esterno". Intanto in bocca al lupo, cordialmente, Dott.ssa Sara Torregrossa
Buongiorno, a luglio dell'anno scorso ho perso mia madre dopo due anni di lotte, chemioterapie e visite in ospedali di quasi tutta italia.La settimana dopo la scomparsa di mia madre , ho raggiunto la mia ragazza a Roma ma essendo alla ricerca di lavoro ho passato la maggior parte del tempo da solo in casa a cercare di tirarmi su da solo e a mandare curriculum molte volte senza avere neanche risposta. Ho la sensazione perenne di voler fuggire senza una meta , sento tutto troppo pesante e quando ripenso ai momenti passati sento una rabbia schiacciante verso me stesso per non aver fatto di più. Soffro di insonnia e quando spengo la luce mi vengono in mente soltanto gli ultimi tempi con mia madre e specialmente le ultime settimane, dove ho visto mia madre lentamente spegnersi attaccata all'ossigeno e a quel maledetto saturimetro che pian piano scendeva di percentuale. Stordita dai troppi medicinali per il dolore il suo ultimo giorno i medici dell'ambulanza gli hanno somministrato un medicinale per togliergli gli effetti e ho rivisto mia madre riprendere lucidità ahimè nel suo momento peggiore visto che non riusciva a respirare fino a perdere conoscenza e pian piano esalare l'ultimo respiro. Di queste scene non racconto mai a nessuno perchè non voglio che sappiano quanto abbia sofferto alla fine mia madre, di quanto fosse spaventata e di come io non abbia potuto fare niente.
Tra poco sarà quasi un anno ed io non riesco a superare la cosa. Grazie a chi mi leggerà.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Caro utente, dal suo messaggio emerge tutta la sua sofferenza per un'esperienza che oltre che dolorosa deve essere stata davvero traumatica. La storia di cui parla è di un lutto importante che peraltro mi sembra venga a manifestarsi in un momento di instabilità lavorativa. Nel suo messaggio non chiarisce la sua età ma comunque la perdita di un genitore va a cambiare le coordinate di una vita, prevedendo un lungo percorso di sofferenza che pian piano termina con la possibilità di lasciar andare il nostro caro conservandone la memoria nel vivere quotidiano di ogni giorno. Sarebbe utile, in un contesto terapeutico, cercare di capire che forma questo lutto ha preso nel suo contesto di vita, cosa è accaduto in questo anno trascorso e se ci sono elementi che rendono ancor più faticoso integrare questa perdita nella sua esistenza. Qualora lo desiderasse e ritenesse utile mi rendo disponibile per un primo colloquio, anche online, che può prenotare direttamente tramite MioDottore scegliendo tra le disponibilità quella che più le è comoda. Cordialmente, Dott.ssa Sara Torregrossa
salve egregi dottori vorrei chiedere un parere circa la mia situazione.
dopo 18 anni di matrimonio nel quale abbiamo avuto due figli mi sono accorto quasi per caso che mia moglie aveva una relazione extraconiugale non avevo mai avuto nessun pensiero al riguardo visto che mia moglie ha sempre avuto un carattere molto chiuso non e mai stata una persona espansiva che desse confidenza ad altre persone molto vergognosa timida e con un passato prima di conoscere me con una sola reazione nella quale aveva avuto grandissimi problemi e delusioni per cui mai ho pensato che potesse avere confidenze con altre persone nella fattispecie altri uomini.
ma evidentemente mi sbagliavo e avendo appreso che fossero 6 mesi che si frequentava con un altro uomo poi approfondendo sono venuto a conoscenza che si frequentava anche con un altro uomo ulteriore e che negli anni precedenti aveva avuto altre due frequentazioni con altri due uomini anche se parrebbe siano state molto brevi e non importanti e che non si era spinta fino ad avere Rapporti con questi due primi.
avendo appreso questo dopo svariate ricerche e domande a lei effettuate non ho più creduto che fosse tutto o che fosse vero quello che mi diceva ho iniziato a dubitare di ogni cosa mi dicesse pensando che per imbarazzo o vergogna non mi avesse detto tutto o che non mi avesse detto completamente il vero. questo scoprire sempre piu e questo mio iniziare a dubitare ha creato un rapporto che lei si e rinchiusa sempre più e spesso mi ha detto che non riusciva piu ad avere intimità con me perché dopo tutto ciò provasse schifo. infatti da un po e sempre peggio e andata la nostra intimità prima di tutto questo avevamo una vita sessuale normale o addirittura io credo piu che normale certo ero sempre io a iniziare o chiedere di fare sesso ma visto come io l avessi sempre creduta fosse mi sembrava normale che per vergogna lei non mi chiedeva mai certe cose e quindi mi sembrava normale che fossi sempre io a chiedere o iniziare ad avere intimità con lei.
adesso dopo tutto questo lei non vuole avere piu rapporti con me e se qualche rarissima volta si diciamo concede sta li come un sacco di patate tanto che io smetto perché così non mi piace e poi mi viene da pensare che con altri dopo averla anche perdonata fosse complice e non stesse inerme come con me e questo mi fa doppiamente male e stare veramente male
vi chiedo cosa posso fare secondo voi
vi ringrazio anticipatamente
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Caro utente, intanto grazie di aver scritto. La vostra relazione in questo momento mi sembra molto in difficoltà e per questo la prima domanda che mi viene da porle è: avete pensato ad una terapia di coppia? Un posto sicuro dove potervi dire cosa sentite e provate e dove cercare di comprendere meglio come ricostruire e se questo, in primis, rappresenti il desiderio di entrambi. Sicuramente queste fatiche in ambito sessuale si accompagneranno ad altre difficoltà nel quotidiano, in un circolo di reciproca influenza. Sarebbe anche utile per lei pensare di intraprendere un percorso che possa aiutarla meglio a capire questo perdono come è fatto, cosa si porta con sè e quanto ha cambiato anche il suo modo di fare esperienza di sè dentro la coppia. Qualora lo ritenesse a sua volta utile, io sono disponibile per un primo colloquio online o di persona qualora si trovasse nei pressi di Pavia o Milano Sud per approfondire meglio quanto detto. Può prenotare direttamente tramite il sito individuando gli slop disponibili a lei più congeniali. Cordialmente, Dott.ssa Sara Torregrossa
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