Salve, sono un ragazzo di 25 anni e da circa 7 mesi soffro di problemi di reflusso. ho fatto tutti g
33
risposte
Salve, sono un ragazzo di 25 anni e da circa 7 mesi soffro di problemi di reflusso. ho fatto tutti gli accertamenti possibili (gastroscopia, ecografia e analisi del sangue) e fatto visita da un gastroenterologo dove mi ha prescritto vari farmaci.ma nessun esame ha evidenziato problemi seri se non problemi psicosomatici e ad oggi non so come risolvere la questione, cosa mi consigliate di fare? non conosco neanche nessun psicoterapeuta che tratta questi problemi. grazie in anticipo
Gentile utente, comprendo quanto possa essere frustrante vivere con sintomi come il reflusso senza trovare una causa organica chiara, nonostante le numerose visite ed esami.
Da psicologo con esperienza nel trattamento dei sintomi psicosomatici, posso dirle che disturbi come il suo sono più comuni di quanto si pensi e spesso sono legati a fattori di stress, ansia o difficoltà nella regolazione emotiva.
Per questa ragione, quando il corpo manifesta un disagio in questo modo, può essere utile esplorare gli aspetti psicologici ed emotivi che potrebbero esserne alla base.
Disturbi come il suo, infatti, possono essere legati a tensioni interne, difficoltà nella gestione dello stress o emozioni che faticano a trovare un’espressione diretta. Lavorare su questi aspetti in un percorso di approfondimento psicologico può aiutare non solo a comprendere meglio il sintomo, ma anche a trovare nuove modalità per gestire ciò che lo alimenta.
Se sente che questo aspetto potrebbe essere utile da esplorare, le consiglio di confrontarsi con un professionista che abbia esperienza nel trattamento dei sintomi psicosomatici. Spesso, un percorso mirato permette di dare un senso a ciò che il corpo sta comunicando e di favorire un maggiore benessere.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Un caro saluto,
Dott.ssa Sara Dassiè
Da psicologo con esperienza nel trattamento dei sintomi psicosomatici, posso dirle che disturbi come il suo sono più comuni di quanto si pensi e spesso sono legati a fattori di stress, ansia o difficoltà nella regolazione emotiva.
Per questa ragione, quando il corpo manifesta un disagio in questo modo, può essere utile esplorare gli aspetti psicologici ed emotivi che potrebbero esserne alla base.
Disturbi come il suo, infatti, possono essere legati a tensioni interne, difficoltà nella gestione dello stress o emozioni che faticano a trovare un’espressione diretta. Lavorare su questi aspetti in un percorso di approfondimento psicologico può aiutare non solo a comprendere meglio il sintomo, ma anche a trovare nuove modalità per gestire ciò che lo alimenta.
Se sente che questo aspetto potrebbe essere utile da esplorare, le consiglio di confrontarsi con un professionista che abbia esperienza nel trattamento dei sintomi psicosomatici. Spesso, un percorso mirato permette di dare un senso a ciò che il corpo sta comunicando e di favorire un maggiore benessere.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Un caro saluto,
Dott.ssa Sara Dassiè
Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online
Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.
Mostra risultati Come funziona?
Gentile utente, grazie per aver condiviso la sua situazione, capisco quanto possa essere frustrante per lei questo.
Ha fatto bene come prima cosa ad escludere possibili cause mediche che potrebbero spiegare il reflusso.
I farmaci che sta prendendo le stanno dando qualche tipo di sollievo?
Non avendo molte altre informazioni, le chiederei di ragionare sulle sua vita in questo ultimo periodo, cercando di capire se è stato per lei più faticoso e richiestivo del solito, se ci sono state delle situazioni o eventi che gli hanno causato stress, il quale può influire sul funzionamento del sistema gastrointestinale.
Questo perché molto spesso il nostro corpo cerca di comunicarci un disagio che stiamo vivendo attraverso di esso ed è importante quindi attenzionare questo sintomo.
Le consiglierei di parlarne con uno psicologo, dato che è molto comune nella nostra professione entrare in contatto con persone che hanno questo tipo di problematiche.
Spero di esserle stata d'aiuto, dott.ssa Ilaria Bresolin.
Ha fatto bene come prima cosa ad escludere possibili cause mediche che potrebbero spiegare il reflusso.
I farmaci che sta prendendo le stanno dando qualche tipo di sollievo?
Non avendo molte altre informazioni, le chiederei di ragionare sulle sua vita in questo ultimo periodo, cercando di capire se è stato per lei più faticoso e richiestivo del solito, se ci sono state delle situazioni o eventi che gli hanno causato stress, il quale può influire sul funzionamento del sistema gastrointestinale.
Questo perché molto spesso il nostro corpo cerca di comunicarci un disagio che stiamo vivendo attraverso di esso ed è importante quindi attenzionare questo sintomo.
Le consiglierei di parlarne con uno psicologo, dato che è molto comune nella nostra professione entrare in contatto con persone che hanno questo tipo di problematiche.
Spero di esserle stata d'aiuto, dott.ssa Ilaria Bresolin.
Gentile utente, se ha svolto tutti gli accertamenti e pare che la questione sia di natura psicosomatica, non serve che un terapeuta sia espressamente specializzato nel suo sintomo. Ma ciò che farà il professionista sarà indagare insieme a lei come mai il suo corpo le sta parando, l'aiuterà a dare nome a ciò che c'è e a scavare nelle origini del sintomo. Il suo sintomo è solo un modo che il so corpo ha trovato per dirle che c'è un malessere. Si affidi al professionista che maggiormente le inspira fiducia, o chiede a qualcuno di cui si fida se ha un riferimento. Rimango a sua disposizione Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo
Buon pomeriggio,
i problemi di "pancia" sono abbastanza frequenti nei pazienti che vengono in psicoterapia. Questo perchè la pancia è uno strumento con il quale il nostro corpo prova molte emozioni quindi mi è capitato di osservare pazienti che avessero delle emozioni annidate nello stomaco e, per questo, avevano somatizzato qualche disturbo gastrico. Potrebbe essere importante per te approfondire la questione in un percorso psicologico, per poter capire quali eventualmente potrebbero essere gli irrisolti che ti scatenano questa reazione
i problemi di "pancia" sono abbastanza frequenti nei pazienti che vengono in psicoterapia. Questo perchè la pancia è uno strumento con il quale il nostro corpo prova molte emozioni quindi mi è capitato di osservare pazienti che avessero delle emozioni annidate nello stomaco e, per questo, avevano somatizzato qualche disturbo gastrico. Potrebbe essere importante per te approfondire la questione in un percorso psicologico, per poter capire quali eventualmente potrebbero essere gli irrisolti che ti scatenano questa reazione
Gentile utente, immagino debba essere molto frustrante affrontare sintomi fisici persistenti senza una causa organica chiara. Il fatto che gli accertamenti non abbiano evidenziato patologie gravi è un bene, tuttavia il suo corpo le sta comunicando qualcosa. Sintomi fisici che si presentano senza una problematica medica potrebbero essere il risultato di quello che in psicologia chiamiamo "somatizzazione". Un percorso psicoterapeutico può aiutarla ad esplorare le possibili cause emotive o stressanti che potrebbero contribuire al suo reflusso, così da trovare strategie per gestire il problema in modo più efficace. Molti degli approcci psicoterapeutici lavorano sulla somatizzazione (sistemico-relazionale, psicodinamico, mindfulness etc.), le basta iniziare da un percorso di psicoterapia individuale, intanto per approfondire la sua storia e i motivi alla base dei suoi vissuti o stati emotivi. Le capita mai di sentirsi agitato o ansioso? Solitamente l'ansia viene somatizzata tramite disturbi gastrointestinali. Per altre informazioni non esiti a chiedere. In bocca al lupo, le auguro il meglio. Dott.ssa Carli Priscilla
Gentilissimo, grazie per la condivisione. Capisco la situazione che descrivi, e posso solo immaginare il fastidio che questa situazione fisica ti stia arrecando. Credo che intraprendere un percorso di terapia, con uno specialista specializzato in disturbi d'ansia, potrebbe aiutarti ad esplorare e provare a comprendere le motivazioni sottostanti il reflusso, nonchè individuare delle strategie funzionali per affrontarlo.
Resto a disposizione!
AV
Resto a disposizione!
AV
Salve,
Capisco quanto possa essere frustrante vivere con un problema fisico per cui gli accertamenti non evidenziano cause fisiche gravi, ma la sensazione di malessere persiste. Quello che lei sta descrivendo potrebbe essere un caso di "reflusso psicosomatico", in cui lo stress o altri fattori emotivi si manifestano nel corpo in forma di disturbi fisici. Questo tipo di connessione tra mente e corpo è molto comune, anche se non sempre facile da comprendere.
Sarà utile esplorare insieme come le sue emozioni, pensieri o situazioni di vita possano influire sul suo stato fisico. A volte, il corpo cerca di esprimere ciò che non viene "detto" a livello emotivo, creando disagi che, purtroppo, possono sembrare senza una spiegazione chiara.
Se desidera, posso accompagnarla nel percorso di esplorazione psicologica per capire meglio come queste dinamiche si riflettono nel suo corpo. Lavorare con un professionista potrebbe aiutarla a trovare il modo di affrontare e gestire questi disturbi in modo più sereno.
Le auguro di trovare presto la soluzione che cerca.
Un caro saluto.
Dr. Giorgio De Giorgi
Capisco quanto possa essere frustrante vivere con un problema fisico per cui gli accertamenti non evidenziano cause fisiche gravi, ma la sensazione di malessere persiste. Quello che lei sta descrivendo potrebbe essere un caso di "reflusso psicosomatico", in cui lo stress o altri fattori emotivi si manifestano nel corpo in forma di disturbi fisici. Questo tipo di connessione tra mente e corpo è molto comune, anche se non sempre facile da comprendere.
Sarà utile esplorare insieme come le sue emozioni, pensieri o situazioni di vita possano influire sul suo stato fisico. A volte, il corpo cerca di esprimere ciò che non viene "detto" a livello emotivo, creando disagi che, purtroppo, possono sembrare senza una spiegazione chiara.
Se desidera, posso accompagnarla nel percorso di esplorazione psicologica per capire meglio come queste dinamiche si riflettono nel suo corpo. Lavorare con un professionista potrebbe aiutarla a trovare il modo di affrontare e gestire questi disturbi in modo più sereno.
Le auguro di trovare presto la soluzione che cerca.
Un caro saluto.
Dr. Giorgio De Giorgi
Caro utente, grazie per la sua condivisione. I sintomi psicosomatici solitamente cercano di comunicarci qualche disagio che sperimentiamo ma che la nostra mente non riesce a visualizzare in modo consapevole. Potrebbe essere molto ultime provare a intraprendere un percorso con un professionista in modo da scoprire insieme quali vissuti ed emozioni cercano di prendere parola tramite il reflusso, così che trovando una via di simbolizzazione il sintomo perda la sua funzione.
Resto a disposizione. Un caro saluto. Dott.ssa Ciaudano
Resto a disposizione. Un caro saluto. Dott.ssa Ciaudano
È comprensibile che, dopo diversi accertamenti medici, la persistenza dei sintomi possa generare frustrazione. Se il problema è di natura psicosomatica, significa che stress e fattori emotivi potrebbero influenzare il reflusso. Un percorso con uno psicoterapeuta specializzato in disturbi psicosomatici potrebbe aiutare a individuare e gestire le cause sottostanti.
Spero di esserle stata d'aiuto.
Spero di esserle stata d'aiuto.
Il corpo sa quello che la mente ignora.
Questo concetto è alla base di moltissimi approcci terapeutici.
In special modo le consiglierei un percorso EMDR.
Può cercare direttamente sul sito dell'associazione italiana professionisti nella sua zona.
Questo concetto è alla base di moltissimi approcci terapeutici.
In special modo le consiglierei un percorso EMDR.
Può cercare direttamente sul sito dell'associazione italiana professionisti nella sua zona.
Buonasera,
è importante sapere che l'aspetto psicosomatico è una realtà comune per molte persone, in quanto l'ansia, lo stress e altri fattori emotivi possono avere effetti diretti sul nostro corpo, causando sintomi come il reflusso. Lavorare con uno psicoterapeuta potrebbe davvero aiutarla ad esplorare e affrontare le cause emotive o psicologiche che potrebbero contribuire ai suoi sintomi fisici. Resto a disposizione.
è importante sapere che l'aspetto psicosomatico è una realtà comune per molte persone, in quanto l'ansia, lo stress e altri fattori emotivi possono avere effetti diretti sul nostro corpo, causando sintomi come il reflusso. Lavorare con uno psicoterapeuta potrebbe davvero aiutarla ad esplorare e affrontare le cause emotive o psicologiche che potrebbero contribuire ai suoi sintomi fisici. Resto a disposizione.
Buonasera, andrebbero certamente approfonditi diversi aspetti, a questo scopo sarebbe utile iniziare una psicoterapia con chi si occupa di disturbi di ansia ed eventualmente(qualora il terapeuta dovesse ritenerlo opportuno) essere reindirizzati al miglior professionista.
Grazie per aver condiviso la sua esperienza. Il fatto che gli esami non abbiano evidenziato problematiche organiche significative suggerisce che il reflusso possa essere legato a fattori psicologici, come stress o ansia. Non è raro che disturbi gastrointestinali abbiano una componente psicosomatica, data la stretta connessione tra sistema nervoso e apparato digerente. Se il gastroenterologo ha ipotizzato una causa psicosomatica, potrebbe essere utile intraprendere un percorso di psicoterapia per comprendere meglio i fattori emotivi che potrebbero influenzare il suo stato fisico. Approcci come la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) e la mindfulness hanno dimostrato una buona efficacia nella gestione di disturbi psicosomatici e ansia correlata ai sintomi fisici.
Se non conosce uno psicoterapeuta specializzato in questo ambito, potrebbe cercarne uno che si occupi di disturbi psicosomatici o di disturbi d’ansia. Se desidera un aiuto nella ricerca, posso suggerirle alcuni criteri per trovare il professionista più adatto a lei. Nel frattempo, ha già provato tecniche di rilassamento o modifiche allo stile di vita che possano alleviare i sintomi?
Se non conosce uno psicoterapeuta specializzato in questo ambito, potrebbe cercarne uno che si occupi di disturbi psicosomatici o di disturbi d’ansia. Se desidera un aiuto nella ricerca, posso suggerirle alcuni criteri per trovare il professionista più adatto a lei. Nel frattempo, ha già provato tecniche di rilassamento o modifiche allo stile di vita che possano alleviare i sintomi?
Gentile utente, capisco la frustrazione di non trovare una causa chiara per i tuoi sintomi fisici, nonostante tutti gli accertamenti. Il reflusso gastroesofageo e i problemi digestivi possono avere una componente psicosomatica, ossia il corpo reagisce allo stress e a fattori emotivi. In questi casi, i sintomi fisici come il reflusso possono essere il risultato di un disagio psicologico non espresso o di un'ansia cronica che trova sfogo nel corpo. È importante trattare questi sintomi in modo integrato, prendendo in considerazione sia il lato fisico che quello emotivo. Ti consiglio di considerare un percorso psicologico per esplorare se ci sono fattori emotivi che potrebbero contribuire ai tuoi sintomi. Puoi cercare un professionista specializzato in disturbi psicosomatici e che si occupa di tecniche di rilassamento e gestione dello stress. Non esitare! Rimango a disposizione. Dott.ssa Veronica Savio
Buonasera, escludendo la questione organica per la quale ha già effettuato opportune indagini mediche, il suo problema ha con buona probabilità un'origine psichica che al suo interno include un nucleo ansioso. Si ricordi che lo stomaco è un pò come l'avvocato della nostra mente, spesso parla al suo posto, strutturandosi in un sintomo. Se necessita di consulenza in merito, può contattarmi in privato. Saluti,
Dott.ssa GT.
Dott.ssa GT.
Salve, può cercare un terapeuta nella sua zona e chiedere aiuto
Le auguro buona fortuna!
Le auguro buona fortuna!
Salve, è molto comune che i problemi gastrointestinali siano di origine psicosomatica. Sicuramente un percorso di psicoterapia può esserle utile per comprendere l'origine e le cause di questo disturbo.
Salve, la pancia è spesso interessata dagli effetti dei vissuti emotivi non completamente elaborati, espressi e metabolizzati, che possono quindi restare seriamente "sullo stomaco", non è raro che alla lunga questo comporti conseguenze fisiologiche come quelle da lei descritte e anche più gravi (ulcere e gastriti nervose).
Considerando che gli esami organici non hanno dato riscontro è ragionevole ritenere che il suo disturbo sia di origine psicosomatica, per tanto le sarebbe senz'altro utile avviare un percorso di psicoterapia per sviscerare il suo malessere.
Considerando che gli esami organici non hanno dato riscontro è ragionevole ritenere che il suo disturbo sia di origine psicosomatica, per tanto le sarebbe senz'altro utile avviare un percorso di psicoterapia per sviscerare il suo malessere.
Salve, se ha escluso cause mediche è probabile che le cause siano di tipo psicosomatico come ben dice lei. Suggerirei caldamente di intraprendere un percorso di supporto psicologico o psicoterapia ed effettuare delle consulenze per capire precisamente il tipo di intervento più adatto al suo caso. Resto a disposizione, cordiali saluti. Dott.ssa Lucrezia Marletta
Gentile utente ,se le hanno diagnosticato un disturbo psicosomatico , occorre una psicoterapia ad orientamento psicosomatico. Puo' chiedere alla segreteria dell' Ordine degli Psicologi della sua regione , sicuramente le daranno dei nominativi che lei potra' contattare.
Resto a disposizione e la saluto cordialmente
Dott.ssa Adriana Gaspari
Resto a disposizione e la saluto cordialmente
Dott.ssa Adriana Gaspari
Salve,
il reflusso gastroesofageo può avere diverse cause, tra cui fattori legati allo stress e all'ansia. Se gli esami medici non hanno evidenziato problematiche organiche rilevanti e il gastroenterologo ha ipotizzato una componente psicosomatica, potrebbe essere utile esplorare il legame tra il suo stato emotivo ei sintomi fisici che sta sperimentando.
Spesso, condizioni come l'ansia, lo stress cronico o difficoltà emotive non elaborate possono manifestarsi con sintomi fisici, incluso il reflusso. Tecniche come la Mindfulness, l'EMDR (per il trattamento di eventi stressanti o traumatici) e la terapia cognitivo-comportamentale possono rivelarsi efficaci per affrontare i fattori psicologici sottostanti e ridurre l'intensità dei sintomi.
Considerato il suo caso, sarebbe utile e consigliato rivolgersi a uno specialista per approfondire la situazione e trovare un percorso terapeutico adeguato.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
il reflusso gastroesofageo può avere diverse cause, tra cui fattori legati allo stress e all'ansia. Se gli esami medici non hanno evidenziato problematiche organiche rilevanti e il gastroenterologo ha ipotizzato una componente psicosomatica, potrebbe essere utile esplorare il legame tra il suo stato emotivo ei sintomi fisici che sta sperimentando.
Spesso, condizioni come l'ansia, lo stress cronico o difficoltà emotive non elaborate possono manifestarsi con sintomi fisici, incluso il reflusso. Tecniche come la Mindfulness, l'EMDR (per il trattamento di eventi stressanti o traumatici) e la terapia cognitivo-comportamentale possono rivelarsi efficaci per affrontare i fattori psicologici sottostanti e ridurre l'intensità dei sintomi.
Considerato il suo caso, sarebbe utile e consigliato rivolgersi a uno specialista per approfondire la situazione e trovare un percorso terapeutico adeguato.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buonasera, il reflusso gastroesofageo è spesso il sintomo manifesto nel corpo di un qualcosa di fastidioso che nella nostra vita spesso non riusciamo a farci andare giù del tutto e che, quindi, si ripresenta. Non è un dolore e non lo definirei neanche bruciore, ma un “fastidio” che ci portiamo dietro a livello fisico. Quando le parole non fuoriescono, altri canali comunicativi si mettono in gioco! Il mio “consiglio” è quello di prendere in considerazione il percorso con un terapeuta!
Saluti, Camilla M.
Saluti, Camilla M.
Gentile utente dato che tutti gli esami strumentali hanno escluso patologie organiche, le consiglio di intraprendere un percorso di supporto psicologico.
Sarei felice di seguirla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Sarei felice di seguirla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Buonasera, i problemi di reflusso sono generalmente legati agli stati ansiosi. Tutti gli psicoterapeuti quindi trattano l'ansia, ognuno con il proprio orientamento teorico. Cordiali saluti.
Gentilissimo, a volte il reflusso sembr aindicare una patologia organica ma spesso si nasconde una condizione d'ansia dietro che andrebbe attenzionata per aiutare le persone a vivere con amggiore serenità. Le consiglio di valutare un supporto psicologico per approfondire e supportarla nella comprensione di sé.
Disponibile per un primo colloquio, la saluto
Disponibile per un primo colloquio, la saluto
Salve, capisco bene la sua situazione e posso dirle, anche sulla base della mia esperienza con persone che soffrono di sindrome del colon irritabile e altri disturbi psicosomatici, che il reflusso gastroesofageo può essere strettamente legato a fattori psicologici come ansia, stress e tensione emotiva. È importante sottolineare che il fatto che non siano emersi problemi organici dai suoi esami non significa che i sintomi non siano reali. Al contrario, il corpo può esprimere il disagio psicologico attraverso manifestazioni fisiche molto concrete, che spesso diventano fonte di ulteriore ansia e preoccupazione. Nella mia esperienza, ho visto molte persone con disturbi gastrointestinali funzionali sperimentare un circolo vizioso: l’ansia aumenta la sensibilità del sistema digestivo, i sintomi si intensificano e, a loro volta, alimentano la preoccupazione e la paura di avere qualcosa di grave o cronico. Questo stato di iper-vigilanza nei confronti del proprio corpo può portare a una maggiore attenzione ai segnali fisici e, di conseguenza, a una percezione amplificata dei disturbi. Un primo passo utile potrebbe essere quello di iniziare a osservare il rapporto tra i sintomi e il suo stato emotivo. Ci sono momenti della giornata in cui il reflusso peggiora? Ci sono pensieri ricorrenti o situazioni particolari che sembrano scatenarlo o intensificarlo? Può sembrare un dettaglio da poco, ma comprendere questi legami è fondamentale per iniziare a lavorarci in modo efficace. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, un approccio utile consiste nell’identificare e modificare i pensieri catastrofici o negativi associati ai sintomi, che possono contribuire a mantenerli o amplificarli. Ad esempio, se quando sente bruciore di stomaco pensa immediatamente “non guarirò mai” o “sta peggiorando, significa che c’è qualcosa di grave”, il corpo risponderà con maggiore ansia e tensione, aggravando il disturbo. Lavorare su questi pensieri e sostituirli con valutazioni più realistiche e funzionali può ridurre significativamente l’impatto dei sintomi. Inoltre, la regolazione dello stress attraverso tecniche di rilassamento è fondamentale. La respirazione diaframmatica e il rilassamento muscolare progressivo possono aiutare a ridurre la tensione accumulata nel corpo e, di conseguenza, l’attivazione del sistema nervoso autonomo, che gioca un ruolo chiave nei disturbi gastrointestinali. Anche la mindfulness può essere uno strumento efficace per ridurre la focalizzazione ossessiva sui sintomi e riportare l’attenzione sul presente in modo non giudicante. Dal momento che mi dice di non conoscere terapeuti specializzati in questi problemi, il mio consiglio è di cercare un professionista con esperienza in disturbi psicosomatici o in terapia cognitivo-comportamentale applicata alla gestione dell’ansia e dello stress. Esistono anche percorsi di psicoterapia specifici per la gestione dei disturbi gastrointestinali funzionali, che combinano interventi cognitivi con tecniche di rilassamento e strategie comportamentali mirate. Lo stress può giocare un ruolo chiave nell’intensità dei sintomi, lo stesso può valere per il reflusso. Affrontare il problema da una prospettiva psicologica non significa ignorare il lato medico, ma integrare le due cose per ottenere un miglioramento più profondo e duraturo. Resto a disposizione. Cari saluti, Dott. Andrea Boggero
Gentile utente, la nostra carne parla di noi e inevitabilmente con noi. Lo stomaco e l'intestino sono tra i primi a parlare, peraltro, quando magari con le parole non ce la facciamo o quando la nostra storia (e ciò che di essa ci mette in scacco) si nasconde. Avviare un percorso di supporto psicologico credo possa essere un buon inizio. Qualora considerassi l'idea dei colloqui online io sono disponibile, puoi prenotare direttamente da qua un primo colloquio. Resto a disposizione, cordialmente, Dott.ssa Sara Torregrossa
Buongiorno gentile Utente, comprendo il disagio che sta vivendo, soprattutto perché ha già affrontato diversi accertamenti senza trovare una soluzione definitiva al suo problema. Il reflusso gastroesofageo può avere una componente psicosomatica, nel senso che lo stress, l'ansia o altre tensioni emotive possono influenzare il funzionamento del suo apparato digerente, rendendo i sintomi più persistenti o intensi.
Nel suo caso, dato che gli esami medici non hanno evidenziato patologie significative, potrebbe essere utile esplorare l’aspetto emotivo e psicologico del disturbo con l’aiuto di uno psicoterapeuta. Esistono professionisti specializzati in psicoterapia ad approccio psicosomatico o cognitivo comportamentale (ma anche ad altri indirizzi), che potrebbero aiutarla a comprendere e gestire meglio il legame tra mente e corpo. Un buon punto di partenza potrebbe essere chiedere un consiglio al suo medico di base o al gastroenterologo stesso, che potrebbero indirizzarla verso uno specialista di fiducia.
Nel frattempo, potrebbe essere utile osservare se i sintomi si acutizzano in determinati momenti della giornata o in periodi di particolare stress, cercando di introdurre tecniche di rilassamento o modifiche dello stile di vita che possano aiutarla a ridurre la tensione. Il lavoro terapeutico, se affrontato con costanza, può portare a un miglioramento significativo non solo del reflusso, ma anche della qualità della sua vita in generale.
Se dovesse avere bisogno di maggiori informazioni personalmente mi occupo anche di questo genere di disturbi e si può sentire libero di contattarmi.
Dott. Luca Vocino
Nel suo caso, dato che gli esami medici non hanno evidenziato patologie significative, potrebbe essere utile esplorare l’aspetto emotivo e psicologico del disturbo con l’aiuto di uno psicoterapeuta. Esistono professionisti specializzati in psicoterapia ad approccio psicosomatico o cognitivo comportamentale (ma anche ad altri indirizzi), che potrebbero aiutarla a comprendere e gestire meglio il legame tra mente e corpo. Un buon punto di partenza potrebbe essere chiedere un consiglio al suo medico di base o al gastroenterologo stesso, che potrebbero indirizzarla verso uno specialista di fiducia.
Nel frattempo, potrebbe essere utile osservare se i sintomi si acutizzano in determinati momenti della giornata o in periodi di particolare stress, cercando di introdurre tecniche di rilassamento o modifiche dello stile di vita che possano aiutarla a ridurre la tensione. Il lavoro terapeutico, se affrontato con costanza, può portare a un miglioramento significativo non solo del reflusso, ma anche della qualità della sua vita in generale.
Se dovesse avere bisogno di maggiori informazioni personalmente mi occupo anche di questo genere di disturbi e si può sentire libero di contattarmi.
Dott. Luca Vocino
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Gentile utente, immagino quanto possa essere frustrante non comprendere le cause del reflusso e quanto possa confondere la definizione di "problema psicosomatico". Certamente può essere utile riflettere su come il suo corpo le stia comunicando un malessere che probabilmente ha origine in altre aree. C'è una connessione profonda tra il nostro mondo interiore e quello fisico ed è possibile che il corpo reagisca a fattori psicologici che, magari, non sono immediatamente evidenti. A tal proposito, potrebbe essere utile confrontarsi con un professionista (psicologo o psicoterapeuta) che la aiuti ad esplorare le cause più profonde del sintomo che oggi manifesta e comprendere come poter migliorare la sua qualità di vita.
Un caro saluto.
Dott.ssa Raffaella Del Vasto.
Un caro saluto.
Dott.ssa Raffaella Del Vasto.
Ciao! Capisco quanto possa essere frustrante avere sintomi persistenti senza una causa organica evidente. Se il gastroenterologo ha ipotizzato una componente psicosomatica, potrebbe essere utile esplorare l'aspetto psicologico del disturbo. Il reflusso gastroesofageo di origine psicosomatica può essere legato a stress, ansia o a dinamiche emotive non elaborate. Una consulenza psicologica può aiutarti a comprendere meglio il legame tra mente e corpo. Se senti la necessità, puoi prenotare un colloquio per iniziare a esplorare insieme le cause dell'ansia e a gestirla in modo più efficace, riducendo così anche i sintomi fisici.
Salve, prima di rispondere sulla parte della psicoterapia mi sembra corretto farle una premessa sulla somatizzazione: il fatto che un sintomo abbia un'origine psicosomatica non lo rende meno fisico. Il suo corpo risponde ad uno stimolo che è psicologico, attivando gli stessi meccanismi che attiverebbe per un corrispettivo problema organico, perciò nel momento in cui si presenta il sintomo, ovvero il reflusso, per trattarlo deve fidarsi del suo gastroenterologo. Tornando a noi invece, quello che può fare con un percorso di psicoterapia è un lavoro in un'ottica di prevenzione: capire quali emozioni o in quali situazioni il suo corpo somatizza, perché ha iniziato ad esprimerle così, se è la prima volta che le succede, e in quali modi potrebbe farvi fronte. Un percorso di questo tipo generalmente non da risultati immediati in pochi incontri, in questo senso le dico che sarebbe un percorso in un'ottica di prevenzione e non per risolvere il problema in urgenza. Sapendo ciò, se le sembra che possa fare il caso suo, l'ideale sarebbe iniziare un percorso con un terapeuta esperto di psicosomatica, ma qualsiasi percorso con un terapeuta che si focalizzi sull'esplorazione dell'interiorità può esserle d'aiuto.
Gentilissimo,
Se non è presente un'eziologia medica, è probabile si tratti di un fenomeno (o disturbo) psicosomatico.
La natura del suo disturbo (ovvero... perchè il reflusso e non una dermatite, ad esempio), può essere connessa ad una causa inconscia di cui non riesce a parlare.
Si conceda di poterne parlare.
Resto a disposizione.
Buona giornata.
Se non è presente un'eziologia medica, è probabile si tratti di un fenomeno (o disturbo) psicosomatico.
La natura del suo disturbo (ovvero... perchè il reflusso e non una dermatite, ad esempio), può essere connessa ad una causa inconscia di cui non riesce a parlare.
Si conceda di poterne parlare.
Resto a disposizione.
Buona giornata.
Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.