Salve Sono un ragazzo di 23 anni che soffre di ansia generalizzata. Questa ansia mi è stata diagno

28 risposte
Salve
Sono un ragazzo di 23 anni che soffre di ansia generalizzata. Questa ansia mi è stata diagnosticata da uno psichiatra a dicembre dell'anno scorso dopo aver avuto anche veri e propri attacchi di panico in precedenza. Premetto che scrivo qui perché questagitazione costante non mi permette di vivere la vita serenamente dato che appunto mi intacca qualsiasi cosa l'ansia, dall'umore,dal carattere fino a darmi problemi fisici. Io ho anche una relazione seria e duratura di quasi sei anni e mezzo e sono abbastanza felice di questo. Scrivo anche perché si sta avvicinando marzo e io ho una paura tremenda di affrontare questo mese perché durante marzo negli anni passati sono successe tutte cose spiacevoli che ancora oggi mi traumatizzano solo a pensarci, l'anno scorso stavo per lasciarmi dopo una discussione feroce, l'anno prima ancora non riuscivo a respirare bene e temevo di morire. Inoltre a febbraio fino alla metà del mese non ci davo molto peso, ma dal 13 febbraio ho iniziato a svegliarmi completamente vuoto e privo di emozioni e volontà all'improvviso, fino al giorno prima stavo bene, questa cosa mi porta anche a pensare cose false che non provo come ad esempio il fatto che magari non è giusto rimanere insieme alla mia ragazza, se è giusto che stiamo ancora insieme, se ci tengo ancora ecc. Io premetto che ci tengo ancora anche perché sono stato a casa sua per un po' di giorni e dopo che sono andato via ho pianto perché sentivo la sua mancanza, tutte le volte che sto con lei sto meglio. Il medico per fare fronte a questo problema mi ha prescritto le Lexotan gocce che già ho preso in precedenza e mi sono trovato bene. Questi pensieri che ho sempre negativi sono dovuti al fatto che marzo si sta avvicinando e ho paura di affrontarlo? Inoltre le Lexotan possono aiutarmi anche a scacciare pensieri negativi oltre che tranquillizzarmi?
Dott.ssa Sara Dassiè
Psicologo clinico, Psicologo
Codognè
Gentile utente, grazie per aver condiviso la sua esperienza in modo così dettagliato. Capisco quanto possa essere difficile convivere con l'ansia generalizzata, soprattutto quando si intreccia con esperienze passate che evocano sensazioni di paura e disagio.

È possibile che la paura di marzo sia legata alle esperienze traumatiche passate. La mente, infatti, tende a fare associazioni tra esperienze passate e periodi temporali che ricordano quei momenti difficili, creando una sorta di "anticipazione catastrofica" che alimenta il ciclo dell'ansia. Questo è un meccanismo comune, in cui la mente, nel cercare di proteggersi da esperienze dolorose, finisce per esagerare la minaccia, creando un senso di paura anche in assenza di eventi concreti.
Inoltre, il vuoto e i dubbi sui sentimenti verso la sua ragazza sono spesso sintomi comuni dell'ansia. Spesso, infatti, quando siamo sopraffatti dall'ansia, le emozioni diventano confuse o distorte, portandoci a dubitare di cose che, in realtà, sappiamo essere vere. L'ansia può "oscurare" la nostra capacità di vivere il presente con chiarezza, facendo emergere pensieri che non riflettono realmente la nostra volontà o i nostri desideri.

Le Lexotan (che appartiene alla classe dei benzodiazepinici) possono sicuramente avere un effetto ansiolitico, aiutandola a ridurre il livello di ansia acuta e a favorire un maggiore rilassamento. Tuttavia, non sono pensate per agire direttamente sui pensieri negativi, ma piuttosto per calmare il corpo e la mente quando l'ansia è particolarmente forte. È importante, quindi, usarli come strumento di supporto temporaneo, ma non come soluzione definitiva ai pensieri intrusivi. I pensieri negativi che descrive richiedono un lavoro più profondo, che può essere affrontato con un trattamento terapeutico, come la psicoterapia cognitivo-comportamentale, che può aiutarla a ristrutturare questi pensieri disfunzionali e a migliorare la gestione dell'ansia.

Infine, le raccomando di continuare il dialogo con il suo medico e, se non lo ha già fatto, di prendere in considerazione l’idea di un supporto psicoterapico, che può aiutarla a esplorare in profondità i legami tra l'ansia, le esperienze passate e i suoi pensieri negativi, per trovare insieme un percorso che la aiuti a sentirsi più sereno.

Un caro saluto,
Dott.ssa Sara Dassiè

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Dott.ssa Elisa Evangelista
Psicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
Verona
Gentile utente,
ha fatto molto bene ad effettuare una visita psichiatrica e ad assumere la terapia prescritta. Dato che, come spesso succede, i sintomi permangono, sarebbe utile affiancare anche un percorso psicologico per poter lavorare in modo approfondito sulla natura dell'ansia e imparare delle strategie utili ad affrontarla e a ridurne l'impatto sulla quotidianità.
Le faccio un grande in bocca al lupo.
Saluti
Dott. Giorgio De Giorgi
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Salve,
Comprendo quanto possa essere difficile convivere con l'ansia, soprattutto quando pensieri e emozioni sembrano prendere il sopravvento, come accade quando il mese di marzo si avvicina. Questo tipo di "paura anticipatoria" potrebbe essere legata a esperienze passate, creando un circolo vizioso che alimenta l'ansia.
Interessante è anche il suo dubbio riguardo alla relazione. Come si sente a pensare che forse questi pensieri non siano "verità", ma piuttosto il risultato della sua mente che reagisce all'ansia? Guardarli in modo diverso potrebbe aiutarla a capire meglio come funziona il suo dialogo interiore.
Per quanto riguarda le terapie farmacologiche, non essendo un ambito psicologico, non posso pronunciarmi. Ma il nostro lavoro consiste proprio nell’aiutarla a esplorare la relazione con i suoi pensieri e le sue emozioni per comprendere come gestirli al meglio.
Un caro saluto.

Dr. Giorgio De Giorgi
Dott. Matteo Mossini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Parma
Buongiorno, procediamo per gradi. Il Lexotan è un ansiolitico, quindi abbassando i livelli fisiologici di ansia tendenzialmente tenderà ad abbassare la ruminazione se di tipo ansioso. Per ruminazione intendo descrivere i pensieri di dubbio e svalutazione che ha descritto. La conocomitanza con un periodo che ricorda come non sereno o addirittura spaventoso è in grado di incrementare le quote di ansia semplicemente per associazione, quindi la risposta è si. Le consiglio di avvalersi di una consulenza psicologica per gestire meglio queste situazione e momenti, oltre che farla sentire meno solo nell'affrontare questi problemi, le fornirà un utile supporto per l'elaborazione di queste esperienze, nonchè delle sue paure, per cercare di aiutarla a lasciarsele alle spalle.
Dott. Giacomo Cresta
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Grazie per aver condiviso la sua esperienza. Comprendo quanto l’ansia possa essere debilitante e come la ricorrenza di eventi passati possa amplificare il timore verso il futuro. Il fatto che marzo sia per lei un mese carico di brutti ricordi può innescare un’anticipazione ansiosa, che porta a pensieri negativi e a un senso di vuoto emotivo.
Per quanto riguarda il Lexotan, essendo un ansiolitico benzodiazepinico, agisce principalmente sulla riduzione dell’attivazione ansiosa, ma non interviene direttamente sulla ristrutturazione dei pensieri negativi. Ha già intrapreso un percorso psicoterapeutico? Potrebbe essere utile per aiutarla a comprendere meglio l’origine di questi stati d’animo e lavorare su strategie più durature per gestire l’ansia e la paura del futuro. Inoltre, il fatto che con la sua ragazza si senta meglio è un segnale importante: forse la vicinanza emotiva e il supporto possono aiutarla a riconnettersi con le sue reali emozioni, contrastando i dubbi e i pensieri intrusivi. Ha mai provato a praticare tecniche di rilassamento o mindfulness per affrontare questi momenti di agitazione?
Dott.ssa Veronica Savio
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Medolla
Gentile utente, grazie per aver condiviso la tua esperienza. L'ansia generalizzata, associata agli attacchi di panico, è un disturbo che può realmente influenzare la qualità della vita e portare a pensieri e sensazioni molto intense e difficili da gestire. È comprensibile che tu provi una grande paura per l’avvicinarsi di marzo, dato che i ricordi traumatici legati a quel periodo intensificano la tua ansia. Le emozioni che stai vivendo ora, come il sentirti vuoto e privo di volontà, possono essere legate proprio a un periodo di grande stress emotivo, e il pensiero di mettere in discussione la relazione potrebbe derivare dalla confusione e dalla difficoltà a orientarti in mezzo a questi sentimenti.
Per quanto riguarda il Lexotan, è un farmaco ansiolitico che può aiutarti a gestire l'ansia e gli stati di agitazione, ma non affronta direttamente i pensieri negativi o i timori legati al passato. Ti consiglierei di prendere in considerazione anche una terapia psicologica per esplorare insieme le radici del tuo disturbo e affrontare il lato emotivo e cognitivo che lo alimenta. Ti consiglio di parlarne con il tuo medico rispetto ai farmaci che stai assumendo e prendere in considerazione una consulenza psicologica per il supporto emotivo a lungo termine. Rimango a disposizione per qualunque chiarimento. Dott.ssa Veronica Savio
Dott.ssa Giulia Scalesse
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Arzano
Buonasera, se vuole e può, si rivolga ad un terapeuta per approfondire le radici della sua ansia e imparare, pian piano, a gestirla.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Salve,

da quello che descrive, la sua ansia generalizzata sembra intensificarsi in prossimità del mese di marzo, probabilmente a causa delle esperienze negative vissute in passato. Questo tipo di associazione può portare un aumento della preoccupazione ea pensieri intrusivi negativi, che potrebbero influenzare il suo umore e le sue relazioni, come sta sperimentando.

È importante sapere che i pensieri negativi ricorrenti e il timore anticipatorio possono essere amplificati dall'ansia stessa, portando a dubbi e insicurezze anche su aspetti della sua vita che solitamente considera positivi, come la relazione con la sua ragazza. Il fatto che si sente meglio quando è con lei e che ne sente la mancanza sono segnali significativi del suo affetto e della stabilità del vostro legame.

Per quanto riguarda il Lexotan (bromazepam), si tratta di una benzodiazepina che aiuta a ridurre i sintomi fisici dell'ansia ea calmare l'agitazione, ma non agisce direttamente sulla ristrutturazione dei pensieri negativi. Per questo motivo, oltre al trattamento farmacologico, sarebbe molto utile lavorare sulla gestione dell'ansia attraverso un percorso psicoterapeutico, che potrebbe aiutarla a comprendere meglio i meccanismi della sua ansia, a ridurre la ruminazione e a sviluppare strategie efficaci per affrontare le sue paure.

Sarebbe utile e consigliato per approfondire rivolgersi a uno specialista.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Francesca Lupo
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buonasera, ho letto il suo messaggio e vorrei risponderle. Intanto, grazie per aver scritto.
Mi dispiace per quello come si sente.
Ha fatto bene a rivolgersi ad un medico di modo che potesse eventualmente prescriverle anche una cura farmacologica.
Da come scrive e racconta sembrerebbe avere un certo livello di consapevolezza ed emerge la sua volontà di trovare risposte e direzioni che siano adeguate, verso il benessere.
Il fatto che marzo si possa avvicinare potrebbe rappresentare una sorta di stimolo attivante, tuttavia non si può dare una risposta esaustiva in questa sede e basandosi su questo messaggio.
Il Lexotan la può aiutare, certo. Tuttavia, ci tengo a dirle, in veste anche di psicologa e psicoterapeuta in formazione, che è sconsigliato affidarsi solo ed esclusivamente ad una cura farmacologica. Vista la sua giovane età, tra l'altro, soprattutto.
I pensieri si possono imparare a conoscere, a gestire e controllare. Di modo che non siano loro a controllare noi e che non ci si ritrovi in condizioni da cui uscire si possa rivelare ancora più difficile.
Mi sento, quindi, di consigliarle di prendere in considerazione l'idea d'intraprendere un percorso terapeutico, così da divenire ancora più consapevole ed essere padrone dei suoi pensieri e delle sue emozioni.
Cerchi di non affidarsi solo ed esclusivamente al farmaco, le risorse non solo sono dentro di noi, ma si possono anche costruire. A volte abbiamo bisogno di qualcuno che ci guidi in questo percorso necessario e di guarigione.
La ringrazio, spero di esserle stata d'aiuto. Resto a disposizione e le auguro buona serata.
Dott.ssa Francesca Cea
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Salve,
innanzitutto la ringrazio per aver condiviso qui la sua esperienza. Vivere con questa costante agitazione è effettivamente pesante e potrebbe avere importanti ripercussioni anche sul suo umore.
Leggendo la descrizione della situazione che ha fornito emergono alcuni punti quali, ad esempio, il riferimento alla sua lunga relazione e, forse più in generale, alle sue relazioni significative, che meriterebbero di essere approfondite meglio in un'altra sede.
Dato che da quanto ha descritto sembra che l'ansia stia invadendo diversi aspetti della sua vita, la invito a rivolgersi ad un terapeuta al fine di comprendere cosa effettivamente la sta mettendo in difficoltà e trovare delle strategie per liberarla da questi pensieri negative e da queste paure.

Resto a disposizione per eventuali dubbi o chiarimenti.

Un caro saluto

Dott.ssa Francesca Cea
Dott.ssa Annarita Scarola
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buonasera, capisco quanto sia difficile vivere con l'ansia e il vuoto. Probabilmente è necessario fare chiarezza riguardo al passato per poter fare spazio al futuro. Sarebbe utile fare un lavoro sulle cause della sua ansia ed in particolare un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarla a superare il tanto temuto mese di marzo. Il lexotan toglie l'ansia ma temo che per ridurre il rimuginio sia necessario affiancare anche un antidepressivo.
Dott.ssa Greta Tuci
Psicologo, Neuropsicologo, Terapeuta
Brescia
Buonasera,

Consiglio di intraprendere un percorso di psicoterapia, le problematiche che lei ha elencato vanno affrontate non solo con il Lexotan.
Dott. Luca Rochdi
Psicologo, Psicologo clinico
Campobasso
Gentile utente, mi dispiace tanto per la situazione che ha raccontato. Per quanto riguarda i farmaci dovrebbe chiedere al medico; tuttavia le consiglio di integrare anche con un percorso di supporto psicologico per avere migliori risultati e più duraturi nel tempo.
Sarei felice di seguirla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Dott.ssa Rossella Carrara
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buonasera, i farmaci tolgono i sintomi, ma non la causa. Le consiglio pertanto un percorso psicologico per capire l'origine della sua ansia e per poterla quindi curare, da affiancare agli psicofarmaci. Cordiali saluti.
Dott. Luca Conti
Psicologo, Psicologo clinico
Gallarate
Buonasera caro, mi tocca risponderle negativamente in merito all'ultima domanda; purtroppo il farmaco non può togliere i "pensieri negativi" come fosse un colpo di spugna.

A regola, il farmaco allevia il sintomo, ma, per intenderci, sarebbe come chiedere di curare le radici di un albero potando le foglie.

Mi viene da dire che semplicemente questi non si possono togliere, ma si può cercare di capire come mai insorgono e come far fronte a questi fenomeni.

Un saluto.
Dott.ssa Nicole Crivaro
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
gentilissimo, grazie per quello che ci ha raccontato. la psichiatria non è il mio campo ma spesso vedo pazienti che sono trattati con sole benzodiazepine come nel suo caso e queste non danno alcun beneficio rispetto a quello che è il rimuginio che accompagna la problematica ansiosa/panico che ci riporta. Valuti l'inizio di un percorso psicoterapeutico

auguroni!
Dott.ssa Laura Zanella
Psicologo
Venezia
Buongiorno gentile utente, da quello che lei scrive nel mese di marzo dei vari anni ha vissuto degli eventi spiacevoli, che sono rimasti impressi nella sua memoria, portandola a fare un’associazione tra il periodo e gli avvenimenti negativi. Questo è un normale meccanismo di apprendimento e lo sviluppo di pensieri di carattere depressivo potrebbe esserne una conseguenza.
Il Lexotan tuttavia in questo caso è un palliativo: può servire nel momento specifico per aiutarla a ridurre l’ansia, ma di per sé non è una cura nel lungo periodo. Una psicoterapia al contrario potrebbe aiutarla a individuare le cause alla base del suo disturbo e a sviluppare delle capacità per meglio gestire i suoi pensieri ed emozioni, trovando un beneficio sul lungo periodo.
Dott.ssa Gaia Evangelisti
Psicologo, Psicologo clinico
Genzano di Roma
Buonasera, capisco quanto possa essere difficile convivere con l'ansia generalizzata, soprattutto quando diventa così intensa da influenzare il suo umore, i suoi pensieri e persino la sua relazione. La sua paura di marzo sembra legata a una sorta di condizionamento emotivo: il suo cervello associa questo mese a eventi spiacevoli del passato e, quindi, il solo pensiero del suo arrivo scatena ansia anticipatoria. È una reazione comune nei disturbi d'ansia, ma non significa che le cose debbano andare male anche stavolta.

Per quanto riguarda i pensieri negativi sulla sua relazione, sembrano rientrare in un circolo di pensieri legati alla ruminazione: quando l’ansia è forte, può far mettere in discussione anche ciò che normalmente sente come sicuro, come il suo rapporto con la sua ragazza. Il fatto che quando sta con lei si senti meglio e che ha pianto quando se ne è andato è un segnale chiaro che ci tiene davvero a lei; l’ansia sta causando un circolo vizioso che esita in un autosabotaggio.

Per quanto riguarda il Lexotan, essendo un ansiolitico (benzodiazepina), il suo effetto principale è quello di calmare l’ansia e rilassare il sistema nervoso, quindi può aiutarla a sentirsi più tranquillo e meno sopraffatto dai pensieri negativi. Tuttavia, non è una soluzione a lungo termine per agire sul modo in cui pensa, in quanto per quello è necessario un percorso con un/una psicologo/a. Ha mai pensato di iniziare un percorso di supporto psicologico per aiutarla a gestire questo periodo per lei particolarmente difficile, che le possa fornire anche strumenti per la gestione dell'ansia al di là del supporto farmacologico?

Per ulteriori dubbi rimango a disposizione.

Un caro saluto.

Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.
Dott.ssa Giulia Casole
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera, comprendo la sua preoccupazione e il disagio che sta vivendo. L'ansia generalizzata, soprattutto quando si manifesta con attacchi di panico e pensieri intrusivi, può compromettere significativamente la qualità della vita. È comprensibile che l'avvicinarsi di marzo, un mese associato a eventi negativi passati, possa scatenare una forte ansia anticipatoria.
Per quanto riguarda i suoi pensieri negativi sulla relazione, è importante distinguere tra pensieri intrusivi legati all'ansia e reali dubbi sulla relazione. L'ansia può distorcere la percezione e far sorgere dubbi irrazionali. Il fatto che lei stia meglio in compagnia della sua ragazza e che senta la sua mancanza quando è lontano suggerisce che il legame è importante e significativo per lei.
Il Lexotan può essere efficace nel ridurre l'ansia acuta e i sintomi fisici associati. Tuttavia, è importante sottolineare che il Lexotan non è una soluzione a lungo termine per l'ansia generalizzata e i pensieri negativi. Può fornire un sollievo temporaneo, ma non affronta le cause profonde dell'ansia.
Le consiglio di considerare le seguenti strategie: la psicoterapia può essere molto efficace nel trattamento dell'ansia generalizzata e dei pensieri intrusivi, può aiutare a identificare e modificare i modelli di pensiero negativi e le credenze irrazionali che alimentano l'ansia. Le tecniche di rilassamento, come la respirazione diaframmatica, la meditazione e lo yoga, possono aiutare a ridurre l'ansia e a promuovere il rilassamento. L'esposizione graduale alle situazioni temute può aiutare a ridurre l'ansia anticipatoria e a rompere il ciclo dell'evitamento. Il supporto sociale, parlando con amici, familiari o un gruppo di supporto, può fornire conforto e validazione. Uno stile di vita sano, con un'alimentazione equilibrata, un sonno adeguato e l'esercizio fisico regolare, può contribuire a ridurre l'ansia.
Le consiglio di parlare apertamente con il suo psichiatra di questi pensieri negativi e delle sue paure. Insieme, potrete valutare la necessità di un aggiustamento della terapia farmacologica o di un supporto psicoterapeutico aggiuntivo. Ricordi che l'ansia è un disturbo trattabile e che con il giusto supporto e le giuste strategie, può imparare a gestirla e a vivere una vita piena e soddisfacente.
Dott. Giovanni Paolo Mangano
Psicologo, Psicologo clinico
Misterbianco
Gentilissimo,
è possibile che la casualità degli eventi avvenuti a marzo, abbiano influenzato i suoi pensieri. A ragion di logica non esiste una legge scientifica che ammette e concentra le sfortune nel mese di marzo. Ogni mese è buono per morire e per rinascere.
Il nostro corpo possiede una memoria, così come la nostra mente. Le associazioni tra eventi sfortunati e segni/sintomi nel corpo può incentivare l'idea che a tali condizioni corrispondono tali risultati: ma non è sempre così.
Continui a seguire i consigli del suo medico, e se possibile, provi a valutare l'idea di iniziare un percorso di sostegno psicologico che possa aiutarla a razionalizzare i suoi pensieri.
Buona giornata.
Dott. Francesco Mangiafico
Psicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
Torino
Gentilissimo, buongiorno. Sicuramente il farmaco può essere d'aiuto perché permette al sistema nervoso di stabilizzarsi. Tuttavia l'ansia non andrebbe semplicemente spenta (il che è comprensibile visto il malessere percepito) ma compresa, poiché essa è un segnale d'allarme o di preparazione a qualcosa. Altrimenti sarebbe come cercare di anestetizzare un nervo che vuole solo comunicarci la presenza di una carie al dente. A tal proposito le suggerirei comunque di maturare la possibilità di intraprendere un percorso terapeutico per affrontare la natura di questi pensieri e l'incisività che hanno nella sua vita. In bocca a lupo! Dott. Francesco Mangiafico - Psicologo
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Salve, quello che sta vivendo è estremamente comprensibile, e il fatto che abbia già ricevuto una diagnosi di ansia generalizzata e attacchi di panico dimostra che sta affrontando questa situazione con consapevolezza. L’ansia, soprattutto quando diventa cronica, ha la capacità di intaccare diversi aspetti della vita, dal benessere emotivo a quello fisico, creando una sensazione di allerta costante che rende difficile vivere con serenità. Il timore che prova nei confronti di marzo sembra collegato a esperienze passate che hanno lasciato un segno emotivo molto forte. Quando viviamo eventi difficili in determinati periodi, il nostro cervello tende a creare un’associazione tra il mese in sé e la sofferenza vissuta, portandoci ad anticipare inconsciamente che qualcosa di negativo accadrà di nuovo. Questo fenomeno, in psicologia cognitivo-comportamentale, viene chiamato "apprendimento associativo" ed è alla base di molte delle nostre paure. Il suo cervello, nel tentativo di proteggerla, sta cercando di prepararsi al peggio, ma in realtà finisce per mantenerla in uno stato d’ansia che non è realmente giustificato dal presente. Anche i pensieri negativi e il senso di vuoto che ha iniziato a provare improvvisamente sembrano rientrare in questo schema. È come se la sua mente, anticipando marzo, stesse cercando conferme che qualcosa non vada. Il fatto che questi dubbi si siano attivati il 13 febbraio, senza un motivo apparente, suggerisce che potrebbero essere il risultato di un circolo vizioso dell’ansia, piuttosto che di un cambiamento reale nei suoi sentimenti. La prova più evidente è che quando sta con la sua ragazza si sente meglio e prova emozioni autentiche, come la mancanza quando vi separate. L’ansia, però, spesso genera pensieri intrusivi e dubbi ossessivi, che possono farle mettere in discussione anche ciò che in realtà è importante per lei. Riguardo all’utilizzo delle Lexotan, il loro effetto principale è quello di ridurre l’attivazione del sistema nervoso, aiutando a calmare l’ansia e a rilassarsi. Tuttavia, questi farmaci non agiscono direttamente sulla natura dei pensieri, ma piuttosto sulla tensione fisica e mentale che l’ansia genera. Se i pensieri negativi derivano dall’attivazione ansiosa, è probabile che con una riduzione dell’agitazione possano attenuarsi, ma non è una soluzione definitiva. Per modificare in modo più stabile questi schemi di pensiero, sarebbe utile un percorso di terapia cognitivo-comportamentale, che la aiuti a riconoscere e ristrutturare queste associazioni negative con il mese di marzo, riducendo la paura anticipatoria che la sta facendo soffrire. Un aspetto che potrebbe aiutarla nell’immediato è provare a mettere in discussione questi pensieri ogni volta che emergono, chiedendosi: “Sto pensando a questa cosa perché è davvero reale, o perché la mia ansia mi sta facendo vedere il peggio?”. Oppure, “Marzo è davvero un mese ‘negativo’ o sono i miei ricordi dolorosi a dargli questo peso?”. A volte, prendere nota di questi pensieri su un diario e osservarli con distacco può aiutare a ridimensionarli. Il fatto che stia cercando risposte e supporto è già un passo importante. L’ansia può far sembrare tutto confuso e insormontabile, ma non è un riflesso della realtà, è solo una lente distorta attraverso cui la sua mente sta osservando la situazione. Con gli strumenti giusti, questa percezione può cambiare e può tornare a vivere con più leggerezza, senza che il passato condizioni il suo presente. Resto a disposizione, Dott. Andrea Boggero
Caro utente, ma la terapia farmacologica che segui è associata ad un supporto psicologico? Credo che questo potrebbe essere utile, proprio per cercare di fare una geografia sintomatologica e comprenderne origini e natura, al di là dell' "anestesia" temporanea che sicuramente in questo momento sarà funzionale per recuperare un benessere quotidiano, ma forse non sufficiente. Marzo, di per se, non può avere un potere così grande: dobbiamo incasellarlo dentro alla tua storia di vita, capire cosa esattamente sia successo, come tu fossi emozionato in quel momento e i significati che ne sono scaturiti. Il Lexotan è una benzodiazepina, riduce sicuramente la sintomatologia ansiosa ma non annulla le cause della stessa, un o' con lo stesso meccanismo di un antistaminico durante un'allergia. Qualora fossi interessato e pronto ad avviare un percorso di supporto psicologico sono disponibile per un primo colloquio online, consulta pure l'agenda per fissare un appuntamento. Cordialmente, Dott.ssa Sara Torregrossa
Dott. Luca Vocino
Psicologo clinico, Psicologo
Trezzano Rosa
Buongiorno gentile Utente, comprendo quanto possa essere difficile per lei affrontare questa condizione di ansia costante, specialmente con l’avvicinarsi di un periodo che nella sua mente è legato a esperienze negative del passato. L’ansia generalizzata ha proprio questa caratteristica: si insinua nei pensieri, nelle emozioni e persino nel corpo, rendendo tutto più faticoso e amplificando le preoccupazioni, fino a farle sembrare insormontabili.

Il fatto che il mese di marzo rappresenti per lei una sorta di "ricorrenza emotiva" legata a esperienze difficili è comprensibile, ma è importante ricordare che il passato non determina il futuro. Ciò che è accaduto negli anni precedenti non significa che anche quest’anno si verificheranno eventi negativi. L’ansia tende a creare associazioni rigide e a proiettare scenari catastrofici, facendoci credere che certe situazioni siano inevitabili, ma in realtà si tratta di paure, non di certezze.

I pensieri negativi e il senso di vuoto che descrive potrebbero essere il risultato di questa tensione anticipatoria, come se la sua mente, già in allerta per l’arrivo di marzo, stesse cercando di "prepararsi" al peggio. Anche il dubbio sulla sua relazione potrebbe essere una manifestazione di questa ansia: il fatto che quando è con la sua ragazza si sente meglio e che ha sentito la sua mancanza dopo essere andato via suggerisce che i suoi sentimenti non siano realmente cambiati, ma che siano momentaneamente offuscati dall’agitazione e dalla paura.

Il Lexotan, come probabilmente già sa, è un farmaco ansiolitico che agisce riducendo i sintomi fisici e mentali dell’ansia, aiutandola a calmarsi nel breve termine. Tuttavia, non modifica i pensieri in sé, ma piuttosto attenua l’attivazione emotiva che li accompagna. Può aiutarla a gestire l’ansia acuta, ma per affrontare più in profondità il problema potrebbe essere utile un percorso terapeutico, che le permetta di lavorare su questi schemi di pensiero e trovare strumenti più duraturi per gestire la sua ansia e le sue paure.

Se può, provi a concentrarsi su ciò che è sotto il suo controllo nel presente, anziché proiettarsi con timore verso il futuro. Affrontare marzo un giorno alla volta, senza lasciarsi travolgere dai ricordi passati o dai pensieri anticipatori, potrebbe aiutarla a rendersi conto che nulla è già scritto e che può vivere questo mese in modo diverso da come si aspetta.

Dott. Luca Vocino
Dott.ssa Anna Bruti
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
San Benedetto del Tronto
Salve, la comprendo bene: convivere con l’ansia generalizzata può essere molto faticoso, soprattutto quando si associa a eventi passati che hanno lasciato un segno emotivo. Il fatto che marzo sia per lei un mese difficile potrebbe aver creato una sorta di "associazione negativa", per cui il solo avvicinarsi di quel periodo riattiva pensieri e sensazioni spiacevoli. Questo è un meccanismo comune nell’ansia, che tende a collegare esperienze passate con paure future.

Per quanto riguarda i pensieri negativi sulla sua relazione, è importante ricordare che l’ansia può influenzare la percezione delle emozioni e dei legami affettivi, portando dubbi e insicurezze che non necessariamente riflettono la realtà. Il fatto che quando sta con la sua ragazza si senta meglio e che abbia sentito la sua mancanza dopo essere andato via è un segnale significativo dei sentimenti che prova realmente, al di là dell’ansia.

Per quanto riguarda il farmaco che le è stato prescritto, il Lexotan (bromazepam) è una benzodiazepina che aiuta a ridurre l’ansia e a rilassarsi, ma non è un trattamento specifico per i pensieri negativi ricorrenti. Potrebbe darle un sollievo momentaneo, ma per affrontare in modo più profondo questi schemi di pensiero sarebbe utile considerare un percorso psicoterapeutico, in particolare di orientamento cognitivo-comportamentale. Questo approccio le permetterebbe di lavorare sulla gestione dell’ansia e delle associazioni negative.

Se sente il bisogno di approfondire questi aspetti, potrebbe essere utile parlarne per valutare strategie mirate e un eventuale supporto psicologico. Se ha bisogno non esiti a contattarmi.

Un caro saluto.
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore, le manifestazioni ed il disagio di cui parla pare esser espressione di un disturbo d'ansia. In genere per i disturbi d'ansia è fondamentale un approccio di tipo integrato. La farmacoterapia, e la psicoterapia devono camminare di pari passo. Entrambe le cose, possono nel tempo migliorare la qualità della vita del paziente. La chiave del cambiamento sta tutta li. Consulti quanto prima uno psicoterapeuta, ed inizi un percorso di psicoterapia, al fine di poter guardare ad un benessere più a lungo termine. Per quanto concerne i farmaci la invito a consultare uno psichiatra, figura che sulla base della sintomatologia descritta potrà somministrarle adeguato piano terapeutico; non sospenda i farmaci in autonomia. Sino a che non avrà acquisito degli strumenti con cui uscirne il farmaco in un primo momento le consentirebbe di tenere a bada i sintomi ad oggi presenti in maniera così forte ed acuta. Cordiali saluti. Dott Diego Ferrara
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buonasera, credo che sia faticoso convivere con questi aspetti di ansia. Le suggerisco di intraprendere un percorso di psicoterapia da affiancare ai farmaci. In merito al lexotan che è un ansiolitico, deve rivolgersi al medico che glielo ha prescritto, uno psicoterapeuta non ha facoltà di decisione in merito alla farmacologia.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi

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