Da circa due anni mia figlia che ha 7 anni è seguita da una psicologa poiché soffre di mutismo selet
25
risposte
Da circa due anni mia figlia che ha 7 anni è seguita da una psicologa poiché soffre di mutismo selettivo . da premettere che non parla nemmeno con la dottoressa e non ha mai detto nulla a scuola, io non vedo passi in avanti e non so più che fare.
Buongiorno, da quanto racconta è evidente che stia affrontando un periodo molto difficile. In una situazione così complessa è assolutamente normale sentirsi spaesati e confusi. Potrebbe valutare di iniziare un percorso di supporto alla genitorialità in modo da ritagliarsi uno spazio di ascolto per prendersi cura di sè in questo momento di difficoltà. Resto a sua disposizione, Dott.ssa Melania Lattuada
Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online
Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.
Mostra risultati Come funziona?
Capisco quanto possa essere faticoso sentirsi impotenti di fronte al silenzio di una figlia, soprattutto dopo due anni di percorso in cui non si percepiscono cambiamenti visibili. Il mutismo selettivo non è semplicemente 'timidezza': è una forma di comunicazione bloccata, spesso legata a dinamiche profonde che coinvolgono l’intero sistema relazionale, e non solo il proprio figlio.
Per questo, in molti casi, affiancare o riorientare il lavoro verso un percorso che coinvolga anche i genitori – in modo attivo e strutturato – può essere un passaggio determinante. Non si tratta di 'spostare l’attenzione' dalla bambina, ma di riconoscere che anche attraverso voi, come genitori, è possibile creare nuove condizioni per lo sblocco.
Potrebbe essere utile affiancare il lavoro già attivo sulla bambina ad un lavoro familiare orientato a costruire uno spazio in cui possiamo esplorare insieme le dinamiche familiari, i vissuti emotivi e le strategie comunicative che possono accompagnare sua figlia nel suo percorso, sostenendo voi nel comprendere meglio cosa sta accadendo e cosa è possibile fare – davvero – oggi.
A volte, anche piccoli cambiamenti nel contesto relazionale possono generare grandi trasformazioni nei bambini. Se vuole, possiamo parlarne in un primo incontro.
Per questo, in molti casi, affiancare o riorientare il lavoro verso un percorso che coinvolga anche i genitori – in modo attivo e strutturato – può essere un passaggio determinante. Non si tratta di 'spostare l’attenzione' dalla bambina, ma di riconoscere che anche attraverso voi, come genitori, è possibile creare nuove condizioni per lo sblocco.
Potrebbe essere utile affiancare il lavoro già attivo sulla bambina ad un lavoro familiare orientato a costruire uno spazio in cui possiamo esplorare insieme le dinamiche familiari, i vissuti emotivi e le strategie comunicative che possono accompagnare sua figlia nel suo percorso, sostenendo voi nel comprendere meglio cosa sta accadendo e cosa è possibile fare – davvero – oggi.
A volte, anche piccoli cambiamenti nel contesto relazionale possono generare grandi trasformazioni nei bambini. Se vuole, possiamo parlarne in un primo incontro.
Gentile utente,
capisco perfettamente la sua preoccupazione: vedere la propria figlia in difficoltà, senza percepire miglioramenti evidenti dopo un tempo così lungo, può essere fonte di grande frustrazione e impotenza. Il mutismo selettivo è una condizione complessa, che richiede pazienza, un approccio altamente specializzato e, spesso, un lavoro congiunto non solo sul bambino, ma anche sul contesto che lo circonda.
Il fatto che sua figlia non abbia ancora iniziato a parlare né con la psicologa né a scuola suggerisce che potrebbe essere utile rivedere o integrare l’intervento in atto, valutando se la metodologia utilizzata sia quella più adatta al suo caso specifico. In alcune situazioni, infatti, può essere necessario coinvolgere altri specialisti, come logopedisti o psicoterapeuti dell’età evolutiva con esperienza diretta in mutismo selettivo, oppure affiancare il lavoro individuale con un percorso di parent training o supporto scolastico più strutturato.
È comprensibile sentirsi scoraggiati, ma è importante non arrendersi: i bambini con mutismo selettivo possono compiere progressi significativi quando vengono inseriti in un percorso che tenga conto di tutte le variabili in gioco — emotive, familiari, scolastiche e comunicative.
Se desidera avere un confronto professionale per valutare insieme la situazione e capire quali passi ulteriori compiere, può prenotare una consulenza, online o in studio. A volte, anche solo un confronto esterno può offrire nuovi spunti e direzioni per aiutare sua figlia nel modo più efficace possibile.
Resto a disposizione,
Dott.ssa Alessandra di Fenza
capisco perfettamente la sua preoccupazione: vedere la propria figlia in difficoltà, senza percepire miglioramenti evidenti dopo un tempo così lungo, può essere fonte di grande frustrazione e impotenza. Il mutismo selettivo è una condizione complessa, che richiede pazienza, un approccio altamente specializzato e, spesso, un lavoro congiunto non solo sul bambino, ma anche sul contesto che lo circonda.
Il fatto che sua figlia non abbia ancora iniziato a parlare né con la psicologa né a scuola suggerisce che potrebbe essere utile rivedere o integrare l’intervento in atto, valutando se la metodologia utilizzata sia quella più adatta al suo caso specifico. In alcune situazioni, infatti, può essere necessario coinvolgere altri specialisti, come logopedisti o psicoterapeuti dell’età evolutiva con esperienza diretta in mutismo selettivo, oppure affiancare il lavoro individuale con un percorso di parent training o supporto scolastico più strutturato.
È comprensibile sentirsi scoraggiati, ma è importante non arrendersi: i bambini con mutismo selettivo possono compiere progressi significativi quando vengono inseriti in un percorso che tenga conto di tutte le variabili in gioco — emotive, familiari, scolastiche e comunicative.
Se desidera avere un confronto professionale per valutare insieme la situazione e capire quali passi ulteriori compiere, può prenotare una consulenza, online o in studio. A volte, anche solo un confronto esterno può offrire nuovi spunti e direzioni per aiutare sua figlia nel modo più efficace possibile.
Resto a disposizione,
Dott.ssa Alessandra di Fenza
Buonasera, capisco la difficoltà. Provo a rispondere ma non sapendo bene la situazione potrei dire cose che non si allineano ai vostri bisogni. La prima cosa è la diagnosi. Spesso bambini e bambini che hanno difficoltà passano attraverso una lunga serie di diagnosi specifiche (mutismo, disturbo dell’adattamento, disregolazione emotiva, ecc) per poi arrivare ad una diagnosi “globale” che mette insieme tutti i sintomi presenti. Quindi un primo punto è capire, anche con la dott.ssa presente se la diagnosi è corretta, poiché a seconda della diagnosi, lo stesso sintomo può avere significati diversi ed essere “risolto” in modi diversi. Una seconda cosa può essere uno spazio invece per voi genitori e in generale i famigliari principali. Gestire una situazione simile non è facile, avere uno spazio vostro (parent, training, supporto alla genitorialità o terapia familiare) può sostenere l’ambiente e fornire strumenti per migliorare la situazione. Terzo, le terapie in contesto naturale: per bambini/e ed adolescenti negli anni si stanno affermando molto le terapie domiciliari (come il compagno adulto per gli adolescenti) che intervengo appunto sul campo e lavorano tramite attività insieme. Direi di poter discutere queste cose con la psicologa di riferimento, anche le critiche che riporta qui, e se proprio la situazione non è più positiva/efficace, ci si può rivolgere ad altri professionisti. A disposizione, dott. Lorenzo Scarpitti.
Buongiorno, leggendo la sua domanda mi chiedo innanzi tutto se c'è stata una fase in cui la bambina ha parlato e se, dunque, lei ritenga possa esserci stato un qualche evento impattante che ha dato "inizio" al mutismo selettivo...
Anche se, immagino, di questo ne abbia già parlato con la collega che sta seguendo la bambina.
La psicologa in questione, probabilmente, sta utilizzando con sua figlia tecniche non verbali, ad es. il disegno ed il gioco, che sono strumenti potentissimi ma per cui può essere necessario diverso tempo e dunque tanta pazienza.
Le consiglio in ogni caso di discutere dei suoi eventuali dubbi con la specialista stessa che segue sua figlia, sono certa che saprà rassicurarla o eventualmente indirizzarla verso altre possibili opzioni...
La ringrazio per la Sua condivisione e resto comunque a Sua disposizione,
Chiara Visalli
Anche se, immagino, di questo ne abbia già parlato con la collega che sta seguendo la bambina.
La psicologa in questione, probabilmente, sta utilizzando con sua figlia tecniche non verbali, ad es. il disegno ed il gioco, che sono strumenti potentissimi ma per cui può essere necessario diverso tempo e dunque tanta pazienza.
Le consiglio in ogni caso di discutere dei suoi eventuali dubbi con la specialista stessa che segue sua figlia, sono certa che saprà rassicurarla o eventualmente indirizzarla verso altre possibili opzioni...
La ringrazio per la Sua condivisione e resto comunque a Sua disposizione,
Chiara Visalli
Buongiorno,
grazie per aver condiviso la vostra esperienza. È comprensibile che, dopo un percorso di due anni, tu possa sentirti scoraggiata nel non vedere i progressi sperati. Il mutismo selettivo è una condizione delicata, che richiede tempo, pazienza e un lavoro profondo sul piano della sicurezza emotiva e della relazione.
Da ciò che scrivi, emerge chiaramente quanto tu sia attenta e partecipe nel percorso di tua figlia, ed è importante riconoscere il valore del tuo impegno. In questi casi, i cambiamenti spesso avvengono in modo molto graduale, e non sempre sono immediatamente visibili dall’esterno. Anche il semplice fatto che tua figlia continui a frequentare gli incontri può rappresentare, in sé, un piccolo segnale di fiducia in costruzione.
Ti invito, se non lo hai già fatto, a richiedere un incontro di restituzione con la psicologa che la segue. Questo può essere uno spazio importante per comprendere meglio come sta procedendo il percorso, quali obiettivi sono stati individuati e in che modo potete – tu e l’ambiente scolastico – sostenere al meglio tua figlia nella quotidianità.
Spesso, nei percorsi con bambini che vivono situazioni così complesse, il supporto alla genitorialità rappresenta una risorsa fondamentale: non solo per offrire strumenti concreti, ma anche per accogliere i vissuti emotivi dei genitori, che si trovano a vivere una forma di “attesa attiva”, spesso carica di dubbi e solitudine.
Se senti che potrebbe esserti utile uno spazio di confronto dedicato a te, sono disponibile per incontri di sostegno alla genitorialità. A volte anche solo un colloquio può aiutare a fare chiarezza, alleggerire il carico e orientarsi con più fiducia.
Un caro saluto,
Dott.ssa Fernanda Lascala de Senna
grazie per aver condiviso la vostra esperienza. È comprensibile che, dopo un percorso di due anni, tu possa sentirti scoraggiata nel non vedere i progressi sperati. Il mutismo selettivo è una condizione delicata, che richiede tempo, pazienza e un lavoro profondo sul piano della sicurezza emotiva e della relazione.
Da ciò che scrivi, emerge chiaramente quanto tu sia attenta e partecipe nel percorso di tua figlia, ed è importante riconoscere il valore del tuo impegno. In questi casi, i cambiamenti spesso avvengono in modo molto graduale, e non sempre sono immediatamente visibili dall’esterno. Anche il semplice fatto che tua figlia continui a frequentare gli incontri può rappresentare, in sé, un piccolo segnale di fiducia in costruzione.
Ti invito, se non lo hai già fatto, a richiedere un incontro di restituzione con la psicologa che la segue. Questo può essere uno spazio importante per comprendere meglio come sta procedendo il percorso, quali obiettivi sono stati individuati e in che modo potete – tu e l’ambiente scolastico – sostenere al meglio tua figlia nella quotidianità.
Spesso, nei percorsi con bambini che vivono situazioni così complesse, il supporto alla genitorialità rappresenta una risorsa fondamentale: non solo per offrire strumenti concreti, ma anche per accogliere i vissuti emotivi dei genitori, che si trovano a vivere una forma di “attesa attiva”, spesso carica di dubbi e solitudine.
Se senti che potrebbe esserti utile uno spazio di confronto dedicato a te, sono disponibile per incontri di sostegno alla genitorialità. A volte anche solo un colloquio può aiutare a fare chiarezza, alleggerire il carico e orientarsi con più fiducia.
Un caro saluto,
Dott.ssa Fernanda Lascala de Senna
Salve! Mi rendo conto di quanto possa sentirsi preoccupata e frustrata per la situazione attuale. Il mutismo selettivo è una condizione complessa che necessita di un approccio individualizzato e la terapia può essere anche molto lunga. Tuttavia in ogni fase della terapia lei può cercare un confronto con la psicologa che segue sua figlia e/o valutare altri approcci, come ad esempio quello multidisciplinare che coinvolge più figure e luoghi d'azione e che può dare buoni risultati. Un grosso in bocca al lupo! Resto a disposizione, dott.ssa Valentina Costanza
Gentilissima
mi spiace per la sua situazione . Deve essere difficile. Sicuramente le consiglierei un neuropsichiatra infantile . Sa ,potrebbe dare delle indicazioni anche a voi genitori, sulle strategie relazionali da adottare .
Buone cose .
Resto a disposizione anche online
mi spiace per la sua situazione . Deve essere difficile. Sicuramente le consiglierei un neuropsichiatra infantile . Sa ,potrebbe dare delle indicazioni anche a voi genitori, sulle strategie relazionali da adottare .
Buone cose .
Resto a disposizione anche online
Gentile utente, capisco la fatica e difficoltà, oltre che l'inevitabile sofferenza che deriva da questo mutismo selettivo. Lei ha pensato a seguire un percorso di supporto alla genitorialità? Ha parlato con la psicologa della sua bambina in merito ai suoi dubbi? Farlo potrebbe in parte rassicurarla o aiutarla a capire se necessario muoversi differentemente. Qualora avesse sentisse la necessità di un supporto più specifico e strutturato non esiti a contattarmi, ricevo anche online. Cordialmente, Dott.ssa Torregrossa
Capisco profondamente la sua preoccupazione e il senso di impotenza che può provare di fronte a questa situazione. Il mutismo selettivo è un disturbo complesso che può richiedere tempi lunghi e un approccio molto paziente e calibrato. È importante sapere che, soprattutto nei bambini più piccoli, il percorso terapeutico può essere lento e non sempre lineare, e spesso il progresso non è immediatamente evidente.
Il fatto che sua figlia non parli ancora nemmeno con la psicologa o a scuola indica che c’è bisogno di un lavoro molto delicato e specifico, che spesso coinvolge anche la famiglia, la scuola e altri ambienti in cui il bambino si trova. Potrebbe essere utile rivedere insieme alla psicologa il piano terapeutico, valutare se sono stati esplorati tutti gli approcci possibili e se eventualmente sia necessario un supporto aggiuntivo o un confronto con altri specialisti.
Rivolgersi a uno specialista esperto in mutismo selettivo può offrire nuove strategie, supporto e indicazioni specifiche per facilitare il percorso di sua figlia e alleggerire la situazione familiare.
Sarebbe dunque utile e consigliato approfondire con uno specialista per individuare il percorso più adatto a sua figlia.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Il fatto che sua figlia non parli ancora nemmeno con la psicologa o a scuola indica che c’è bisogno di un lavoro molto delicato e specifico, che spesso coinvolge anche la famiglia, la scuola e altri ambienti in cui il bambino si trova. Potrebbe essere utile rivedere insieme alla psicologa il piano terapeutico, valutare se sono stati esplorati tutti gli approcci possibili e se eventualmente sia necessario un supporto aggiuntivo o un confronto con altri specialisti.
Rivolgersi a uno specialista esperto in mutismo selettivo può offrire nuove strategie, supporto e indicazioni specifiche per facilitare il percorso di sua figlia e alleggerire la situazione familiare.
Sarebbe dunque utile e consigliato approfondire con uno specialista per individuare il percorso più adatto a sua figlia.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Salve, è difficile in effetti affrontare questa forma di disagio perché coinvolge molti aspetti. In genere, oltre ad un accurata analisi per comprendere a fondo cosa scatena questa chiusura relazionale importante, diventa indispensabile identificare le variabili che mantengono la condizione, come quelle ambientali, per intervenire, nel caso, a supporto degli stili genitoriali o per modificare svariati fattori ambientali.
Cara mamma,
ti ringrazio per aver scritto, e capisco profondamente la tua preoccupazione. Quando un figlio affronta una difficoltà, come il mutismo selettivo, è naturale che anche chi gli è accanto, in particolare un genitore, si senta coinvolto, a volte impotente, a volte stanco, soprattutto quando il tempo passa e i cambiamenti sembrano non arrivare.
Il tuo ruolo in questa situazione è delicato e prezioso. Il fatto che tu stia cercando confronto e comprensione dimostra quanto tu sia coinvolta e desiderosa di aiutare tua figlia nel modo migliore possibile. Voglio partire da questo: la tua attenzione, la tua pazienza, e la tua sensibilità sono già parte della cura.
Il mutismo selettivo è una condizione complessa, legata spesso a fattori ansiosi, e ogni bambino ha tempi e modi molto diversi di affrontare il proprio percorso. Tuttavia, è comprensibile che, dopo due anni, tu senta il bisogno di capire meglio cosa sta succedendo, e se ci siano margini per rivedere l’approccio, con delicatezza ma anche con chiarezza.
Il fatto che tua figlia non parli ancora né con la terapeuta né a scuola, può essere segnale di quanto per lei il silenzio sia una forma di protezione molto forte. Ma può anche essere un segnale che il tipo di setting terapeutico o le modalità usate sinora non siano riuscite, almeno per ora, a sciogliere questa protezione. E questo non significa che non si possa fare di più, ma che forse è il momento giusto per fermarsi e riflettere insieme.
Ti propongo alcune domande che potresti considerare — non per darti risposte immediate, ma per aiutarti a orientarti con maggiore consapevolezza:
Hai mai avuto la possibilità di confrontarti in modo strutturato con la psicologa che la segue, chiedendo una restituzione approfondita del lavoro svolto e dei passi futuri?
La scuola è coinvolta attivamente nel progetto di supporto? In casi come questo, la collaborazione scuola–famiglia–terapeuta è spesso fondamentale.
È stata fatta una valutazione più ampia, anche dal punto di vista medico o neuropsicologico, per escludere o includere altri elementi che potrebbero contribuire al quadro?
A volte, una valutazione multidisciplinare (coinvolgendo, ad esempio, logopedista, neuropsichiatra infantile, o un secondo parere psicologico) può fornire nuovi strumenti di comprensione e nuove piste di lavoro, sempre rispettando i tempi della bambina.
Un suggerimento per te, mamma
È importante non dimenticare che anche tu, come genitore, hai bisogno di uno spazio tuo. Uno spazio in cui poter parlare delle tue fatiche, delle tue emozioni, dei tuoi dubbi, senza sentirti giudicata o colpevolizzata. Non sei sola, e non hai sbagliato nulla. A volte, per aiutare un figlio a trovare la sua voce, serve che chi gli sta vicino possa prima ritrovare la propria forza.
Se senti che il percorso attuale è fermo, hai tutto il diritto di parlarne apertamente con la terapeuta, o di valutare, con rispetto, se sia il caso di provare nuove strade, o almeno una revisione degli obiettivi.
Sono qui, se vorrai continuare a parlarne. Un caro saluto
ti ringrazio per aver scritto, e capisco profondamente la tua preoccupazione. Quando un figlio affronta una difficoltà, come il mutismo selettivo, è naturale che anche chi gli è accanto, in particolare un genitore, si senta coinvolto, a volte impotente, a volte stanco, soprattutto quando il tempo passa e i cambiamenti sembrano non arrivare.
Il tuo ruolo in questa situazione è delicato e prezioso. Il fatto che tu stia cercando confronto e comprensione dimostra quanto tu sia coinvolta e desiderosa di aiutare tua figlia nel modo migliore possibile. Voglio partire da questo: la tua attenzione, la tua pazienza, e la tua sensibilità sono già parte della cura.
Il mutismo selettivo è una condizione complessa, legata spesso a fattori ansiosi, e ogni bambino ha tempi e modi molto diversi di affrontare il proprio percorso. Tuttavia, è comprensibile che, dopo due anni, tu senta il bisogno di capire meglio cosa sta succedendo, e se ci siano margini per rivedere l’approccio, con delicatezza ma anche con chiarezza.
Il fatto che tua figlia non parli ancora né con la terapeuta né a scuola, può essere segnale di quanto per lei il silenzio sia una forma di protezione molto forte. Ma può anche essere un segnale che il tipo di setting terapeutico o le modalità usate sinora non siano riuscite, almeno per ora, a sciogliere questa protezione. E questo non significa che non si possa fare di più, ma che forse è il momento giusto per fermarsi e riflettere insieme.
Ti propongo alcune domande che potresti considerare — non per darti risposte immediate, ma per aiutarti a orientarti con maggiore consapevolezza:
Hai mai avuto la possibilità di confrontarti in modo strutturato con la psicologa che la segue, chiedendo una restituzione approfondita del lavoro svolto e dei passi futuri?
La scuola è coinvolta attivamente nel progetto di supporto? In casi come questo, la collaborazione scuola–famiglia–terapeuta è spesso fondamentale.
È stata fatta una valutazione più ampia, anche dal punto di vista medico o neuropsicologico, per escludere o includere altri elementi che potrebbero contribuire al quadro?
A volte, una valutazione multidisciplinare (coinvolgendo, ad esempio, logopedista, neuropsichiatra infantile, o un secondo parere psicologico) può fornire nuovi strumenti di comprensione e nuove piste di lavoro, sempre rispettando i tempi della bambina.
Un suggerimento per te, mamma
È importante non dimenticare che anche tu, come genitore, hai bisogno di uno spazio tuo. Uno spazio in cui poter parlare delle tue fatiche, delle tue emozioni, dei tuoi dubbi, senza sentirti giudicata o colpevolizzata. Non sei sola, e non hai sbagliato nulla. A volte, per aiutare un figlio a trovare la sua voce, serve che chi gli sta vicino possa prima ritrovare la propria forza.
Se senti che il percorso attuale è fermo, hai tutto il diritto di parlarne apertamente con la terapeuta, o di valutare, con rispetto, se sia il caso di provare nuove strade, o almeno una revisione degli obiettivi.
Sono qui, se vorrai continuare a parlarne. Un caro saluto
Buongiorno,
comprendo la sua preoccupazione in questa situazione difficile. A volte si dimentica quanto offrire supporto a un familiare (ancora di più ad un figlio) possa essere duro e sfidante. Le consiglio di fidarsi del percorso che sua figlia sta seguendo e di valutare di iniziarne uno suo personale, per riuscire ad affrontare al meglio questa situazione.
Un grande in bocca al lupo,
Dott.ssa Alessandra Arena
comprendo la sua preoccupazione in questa situazione difficile. A volte si dimentica quanto offrire supporto a un familiare (ancora di più ad un figlio) possa essere duro e sfidante. Le consiglio di fidarsi del percorso che sua figlia sta seguendo e di valutare di iniziarne uno suo personale, per riuscire ad affrontare al meglio questa situazione.
Un grande in bocca al lupo,
Dott.ssa Alessandra Arena
Gentile Utente,
posso immaginare il vissuto di disagio che ne scaturisce.
Può confrontarsi con la/il collega e valutare se vi è movimento (e quanto) verso l'obiettivo accordato.
Eventualmente può valutare un differente intervento. A tal proposito la psicoterapia breve strategica ha un protocollo di intervento applicabile a queste dinamiche (è inoltre utilizzabile la terapia indiretta, ovvero il lavoro con i genitori).
Spero possa esserLe di aiuto.
Un saluto
posso immaginare il vissuto di disagio che ne scaturisce.
Può confrontarsi con la/il collega e valutare se vi è movimento (e quanto) verso l'obiettivo accordato.
Eventualmente può valutare un differente intervento. A tal proposito la psicoterapia breve strategica ha un protocollo di intervento applicabile a queste dinamiche (è inoltre utilizzabile la terapia indiretta, ovvero il lavoro con i genitori).
Spero possa esserLe di aiuto.
Un saluto
Buongiorno,
Provate a rivolgervi ad un/a psicoterapeuta familiare (sistemico relazionale). Un saluto
Provate a rivolgervi ad un/a psicoterapeuta familiare (sistemico relazionale). Un saluto
Buongiorno, grazie mille per aver esposto il suo quesito su questa piattaforma. Innanzitutto mi dispiace molto per la situazione in cui si trova sua figlia. Non deve essere facile. Proverei a capire con la psicologa che la segue se sia il caso di continuare o magari inviare ad un'altra collega che usi un approccio diverso, chiedendole se effettivamente ha riscontrato dei miglioramenti in questi due anni. Proverei anche ad osservare il non verbale della bambina: quando deve andare dalla psicologa appare tranquilla? Esce dallo studio più rilassata e serena? Osservare questi aspetti potrebbe fornirle ulteriori informazioni. Dietro al mutismo selettivo ci cono probabilmente frasi che non possono essere tramutate in parole, per cui si dovranno prediligere attività come il disegno o il gioco. Resto a disposizione qualora lei avesse altre domande o dubbi. Una buona giornata.
Buongiorno, in questo caso i contesti sociali e le relazioni familiari sono molto importanti.
Se vuole possiamo sentirci mediante colloquio online. Cordiali saluti
Dott.ssa Laura Francesca Bambara.
Se vuole possiamo sentirci mediante colloquio online. Cordiali saluti
Dott.ssa Laura Francesca Bambara.
Buonasera. Il mutismo selettivo è un disturbo multifattoriale che spesso necessita di tempi lunghi. Lo stesso professionista deve poter instaurare quel clima di fiducia necessario a ridurre i fattori d'ansia che intervengono. Le consiglio di comunicare alla psicologa in questione le sue paure e di chiedere dei chiarimenti sulle strategie d'intervento utilizzate.
Buonasera, nonostante la sintesi delle sue parole si sente e si percepisce anche grazie ai dati che ha scritto l'angoscia di questa situazione ancora ferma. Credo che per dei genitori vedere la propria figlia così sofferente diventa difficoltoso attendere. Non so se già lo state facendo ma io credo che può essere utile per sua figlia mettere in gioco le risorse della famiglia perchè nel suo silenzio sta comunicando qualcosa. Una terapia famigliare potrebbe aprire a nuove chiavi di lettura.
Salve signora, innanzitutto mi dispiace di questa situazione, non oso immaginare quanto possa essere doloroso per lei non sentire parlare la figlia. Trovo sia molto importante che la bambina sia seguita da un punto di vista psicologico, non si lasci trascinare dalla rassegnazione. Immagino possa essere difficile non vedere miglioramenti, ma la terapia opera in modi che spesso non sono così visibili, e magari per vedere i risultati visibili ci vuole un pò più tempo si quanto ci si aspetterebbe. Non demorda. Per qualunque confronto se vuole può contattarmi. A presto.
Dott.ssa Monica Mattia Russo
Dott.ssa Monica Mattia Russo
Salve, la situazione che descrive puo' essere molto frustrante e difficile per un genitore. Il mio invito e' anzitutto quello di condividere questa sua riflessione/dubbio con la psicologa che segue sua figlia in modo da poter avere chiarimenti sul percorso e obiettivi futuri. Naturalmente in questa fase cosi delicata non escluda la possibilita' di poter svolgere anche Lei un percorso psicologico che possa guidarla e sostenerla.
Cordialmente
Dott. Emiliano D'Auria
Cordialmente
Dott. Emiliano D'Auria
Gentile Utente,
la ringrazio per aver condiviso la sua situazione e comprendo la sua preoccupazione, soprattutto dopo un percorso lungo e complesso. Il mutismo selettivo spesso richiede tempi lunghi e un approccio molto graduale: in alcuni casi, il silenzio può persistere per mesi o addirittura anni prima che emergano piccoli cambiamenti.
Il fatto che sua figlia non abbia ancora parlato né con la psicologa né a scuola può far sembrare che non ci siano progressi, ma spesso i primi segnali si manifestano attraverso sguardi, giochi o atteggiamenti di maggiore apertura. Le suggerisco di confrontarsi con la specialista per comprendere meglio l’andamento del percorso e valutare insieme se sia utile integrare l’intervento o eventualmente modificare il setting terapeutico.
Il suo ruolo di genitore e il suo coinvolgimento sono fondamentali. Restare in ascolto, anche nei momenti di stallo, è una parte essenziale del percorso, che le auguro possa evolvere in una direzione favorevole, portando nel tempo maggiore apertura e benessere per sua figlia.
Per qualsiasi necessità resto a disposizione.
Un saluto cordiale,
Dott.ssa Maria Francesca Copani
la ringrazio per aver condiviso la sua situazione e comprendo la sua preoccupazione, soprattutto dopo un percorso lungo e complesso. Il mutismo selettivo spesso richiede tempi lunghi e un approccio molto graduale: in alcuni casi, il silenzio può persistere per mesi o addirittura anni prima che emergano piccoli cambiamenti.
Il fatto che sua figlia non abbia ancora parlato né con la psicologa né a scuola può far sembrare che non ci siano progressi, ma spesso i primi segnali si manifestano attraverso sguardi, giochi o atteggiamenti di maggiore apertura. Le suggerisco di confrontarsi con la specialista per comprendere meglio l’andamento del percorso e valutare insieme se sia utile integrare l’intervento o eventualmente modificare il setting terapeutico.
Il suo ruolo di genitore e il suo coinvolgimento sono fondamentali. Restare in ascolto, anche nei momenti di stallo, è una parte essenziale del percorso, che le auguro possa evolvere in una direzione favorevole, portando nel tempo maggiore apertura e benessere per sua figlia.
Per qualsiasi necessità resto a disposizione.
Un saluto cordiale,
Dott.ssa Maria Francesca Copani
Le possibili spiegazioni possono far riferimento all'approccio usato dal professionista (generalmente l'approccio cognitivo-comportamentale è d'elezione di fronte a casi come quello di Sua figlia), alla gravità del caso, al periodo di trattamento.
Chieda confronti con altri esperti. Resto a Sua disposizione.
Chieda confronti con altri esperti. Resto a Sua disposizione.
Comprendo la sua preoccupazione. Il mutismo selettivo è una condizione complessa che richiede tempo, pazienza e un lavoro mirato e graduale. È comprensibile che, dopo due anni di trattamento senza osservare cambiamenti evidenti, si senta scoraggiata e incerta su come procedere.
È importante sapere che, nei bambini con mutismo selettivo, i progressi possono essere molto lenti e non sempre immediatamente visibili. Tuttavia, quando il percorso sembra essersi stabilizzato senza miglioramenti, può essere utile valutare se l’intervento in corso risponde ancora alle esigenze della bambina. In questi casi è opportuno confrontarsi apertamente con la professionista che la segue, esprimendo le proprie preoccupazioni e chiedendo un aggiornamento sul progetto terapeutico. A volte può essere indicato integrare il lavoro psicologico con un approccio multidisciplinare che coinvolga anche la scuola, la famiglia e, se necessario, altri specialisti.
Il trattamento del mutismo selettivo richiede una collaborazione costante tra tutti gli adulti di riferimento e un intervento costruito su misura, con tecniche specifiche che aiutino il bambino a ridurre gradualmente l’ansia legata alla comunicazione. Anche un sostegno ai genitori può rivelarsi molto utile, per comprendere meglio la difficoltà e adottare strategie efficaci nel quotidiano.
Le consiglierei quindi di discutere apertamente con la psicologa del percorso finora svolto e dei dubbi che ha.
È importante sapere che, nei bambini con mutismo selettivo, i progressi possono essere molto lenti e non sempre immediatamente visibili. Tuttavia, quando il percorso sembra essersi stabilizzato senza miglioramenti, può essere utile valutare se l’intervento in corso risponde ancora alle esigenze della bambina. In questi casi è opportuno confrontarsi apertamente con la professionista che la segue, esprimendo le proprie preoccupazioni e chiedendo un aggiornamento sul progetto terapeutico. A volte può essere indicato integrare il lavoro psicologico con un approccio multidisciplinare che coinvolga anche la scuola, la famiglia e, se necessario, altri specialisti.
Il trattamento del mutismo selettivo richiede una collaborazione costante tra tutti gli adulti di riferimento e un intervento costruito su misura, con tecniche specifiche che aiutino il bambino a ridurre gradualmente l’ansia legata alla comunicazione. Anche un sostegno ai genitori può rivelarsi molto utile, per comprendere meglio la difficoltà e adottare strategie efficaci nel quotidiano.
Le consiglierei quindi di discutere apertamente con la psicologa del percorso finora svolto e dei dubbi che ha.
Buongiorno, il mutismo selettivo è una difficoltà che spesso richiede tempi piuttosto lunghi e un lavoro graduale, soprattutto perché non riguarda semplicemente il “non voler parlare”, ma è molto spesso legato a un’intensa ansia sociale che blocca il bambino in alcune situazioni. Per questo motivo può capitare che i progressi non siano immediatamente visibili o che sembrino molto lenti, e questo può essere comprensibilmente frustrante e preoccupante per un genitore.
Il fatto che sua figlia non parli ancora con la psicologa o a scuola non significa necessariamente che il percorso non stia producendo alcun effetto. In molti casi il lavoro iniziale riguarda prima di tutto la costruzione di un senso di sicurezza e fiducia nella relazione terapeutica e negli ambienti in cui la bambina si sente più in difficoltà. Tuttavia, se dopo due anni lei ha la sensazione che non ci siano cambiamenti o che il percorso sia fermo, può essere utile confrontarsi apertamente con la professionista che la segue per capire quali obiettivi terapeutici sono stati stabiliti, quali strategie si stanno utilizzando e quali piccoli segnali di cambiamento eventualmente sono stati osservati.
Un aspetto importante nel mutismo selettivo è che il lavoro non riguarda solo il bambino, ma anche il contesto familiare e scolastico. A volte un percorso psicologico di sostegno anche per il genitore può essere molto utile, perché permette di comprendere meglio i meccanismi dell’ansia che stanno alla base del mutismo selettivo, imparare modalità di comunicazione e di gestione delle situazioni quotidiane che possano aiutare la bambina e ridurre, allo stesso tempo, il senso di impotenza e preoccupazione che lei sta vivendo.
Lavorare su questi aspetti insieme a un professionista può aiutarla a sentirsi più supportata e a capire come accompagnare sua figlia nel modo più efficace possibile. Non è una situazione semplice, ma con un intervento coordinato tra terapeuta, famiglia e scuola è possibile favorire gradualmente dei cambiamenti.
Il fatto che sua figlia non parli ancora con la psicologa o a scuola non significa necessariamente che il percorso non stia producendo alcun effetto. In molti casi il lavoro iniziale riguarda prima di tutto la costruzione di un senso di sicurezza e fiducia nella relazione terapeutica e negli ambienti in cui la bambina si sente più in difficoltà. Tuttavia, se dopo due anni lei ha la sensazione che non ci siano cambiamenti o che il percorso sia fermo, può essere utile confrontarsi apertamente con la professionista che la segue per capire quali obiettivi terapeutici sono stati stabiliti, quali strategie si stanno utilizzando e quali piccoli segnali di cambiamento eventualmente sono stati osservati.
Un aspetto importante nel mutismo selettivo è che il lavoro non riguarda solo il bambino, ma anche il contesto familiare e scolastico. A volte un percorso psicologico di sostegno anche per il genitore può essere molto utile, perché permette di comprendere meglio i meccanismi dell’ansia che stanno alla base del mutismo selettivo, imparare modalità di comunicazione e di gestione delle situazioni quotidiane che possano aiutare la bambina e ridurre, allo stesso tempo, il senso di impotenza e preoccupazione che lei sta vivendo.
Lavorare su questi aspetti insieme a un professionista può aiutarla a sentirsi più supportata e a capire come accompagnare sua figlia nel modo più efficace possibile. Non è una situazione semplice, ma con un intervento coordinato tra terapeuta, famiglia e scuola è possibile favorire gradualmente dei cambiamenti.
Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda
Il tuo caso è simile? Questi specialisti possono aiutarti:
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.