Salve, soffro da anni dj attacchi di panico soprattutto durante i cambiamenti di temperatura. Ma son
25
risposte
Salve, soffro da anni dj attacchi di panico soprattutto durante i cambiamenti di temperatura. Ma sono riuscita sempre a controllarli. Una settimana fa però dopo un periodo di stress ho avuto un attacco molto potente. In realtà la paura è dovuta al fatto che in questo periodo sento delle sensazioni strane al mio corpo tipo caldo come se avessi febbre o dopo aver preso il sole al mare. Sensazione strana che mi spaventa molto e quindi alimenta il panico e mi sento un po rallentata nel fare le Cose. Anke perché l ansia è tanta e sento spesso fame d'aria.ho fatto le analisi e risulta omocisteina e piastrine un po alta sopra la media. Il cardiologo dice che non è collegato e mi hanno dato acido folico. Non so se è il caso di parlarne con un neurologo.Vorrei un parere. Grazie
Buongiorno, il clima e le temperature alte possono influire chiaramente sul nostro umore. Gli attacchi di panico sono certamente una risposta del suo corpo a qualcosa e certamente le temperature alte di questi giorni non facilitano la gestione di tale problematica. Non so se la figura più indicata per tale situazione sia quella del neurologo, ma se la può aiutare a sentirsi meglio, provi a contattarne uno. Io le consiglio comunque di rivolgersi ad uno psicoterapeuta che potrà aiutarla ad affrontare quantomeno la questione degli attacchi di panico.
Le auguro una buona giornata.
Le auguro una buona giornata.
Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online
Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.
Mostra risultati Come funziona?
Salve,
grazie per aver condiviso la sua esperienza. Da quanto descrive, è evidente che sta attraversando un momento di forte attivazione ansiosa, caratterizzato da sintomi corporei che generano ulteriore preoccupazione e contribuiscono a creare un circolo vizioso tipico degli attacchi di panico.
Le sensazioni di caldo improvviso, la fame d’aria e la percezione di rallentamento possono essere sintomi fisici dell’ansia, soprattutto quando questa è innescata o amplificata da fattori stressanti, come ha giustamente notato. Il fatto che in passato sia riuscita a controllare gli attacchi è un segnale di risorsa e forza personale, ma è anche possibile che, in situazioni di stress prolungato o intenso, questi sintomi si ripresentino in modo più accentuato.
È importante ricordare che l’ansia può manifestarsi in forme molto diverse, e che i sintomi fisici possono risultare molto concreti e disturbanti, anche se non sono necessariamente legati a patologie organiche. Ha fatto bene a consultare il cardiologo e ad eseguire le analisi, che rappresentano un primo passo utile per escludere cause fisiche. L’indicazione di assumere acido folico, nel suo caso, sembra legata alla gestione dei valori alterati, ma come le è già stato detto, non c’è evidenza di un collegamento diretto tra questi parametri e gli attacchi di panico.
Riguardo alla possibilità di rivolgersi a un neurologo, può essere utile nel caso in cui si vogliano escludere problematiche neurologiche specifiche. Tuttavia, data la prevalenza dei sintomi ansiosi e la loro relazione con situazioni emotive e stressanti, sarebbe altamente consigliato intraprendere un percorso psicoterapeutico con uno specialista della salute mentale, che possa aiutarla a comprendere meglio i meccanismi alla base di queste manifestazioni e a ritrovare un equilibrio.
Rivolgersi a uno psicoterapeuta esperto, infatti, potrebbe rappresentare un valido supporto per affrontare l’ansia in modo più profondo, prevenirne le ricadute e migliorare la qualità della vita.
Resto a disposizione.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
grazie per aver condiviso la sua esperienza. Da quanto descrive, è evidente che sta attraversando un momento di forte attivazione ansiosa, caratterizzato da sintomi corporei che generano ulteriore preoccupazione e contribuiscono a creare un circolo vizioso tipico degli attacchi di panico.
Le sensazioni di caldo improvviso, la fame d’aria e la percezione di rallentamento possono essere sintomi fisici dell’ansia, soprattutto quando questa è innescata o amplificata da fattori stressanti, come ha giustamente notato. Il fatto che in passato sia riuscita a controllare gli attacchi è un segnale di risorsa e forza personale, ma è anche possibile che, in situazioni di stress prolungato o intenso, questi sintomi si ripresentino in modo più accentuato.
È importante ricordare che l’ansia può manifestarsi in forme molto diverse, e che i sintomi fisici possono risultare molto concreti e disturbanti, anche se non sono necessariamente legati a patologie organiche. Ha fatto bene a consultare il cardiologo e ad eseguire le analisi, che rappresentano un primo passo utile per escludere cause fisiche. L’indicazione di assumere acido folico, nel suo caso, sembra legata alla gestione dei valori alterati, ma come le è già stato detto, non c’è evidenza di un collegamento diretto tra questi parametri e gli attacchi di panico.
Riguardo alla possibilità di rivolgersi a un neurologo, può essere utile nel caso in cui si vogliano escludere problematiche neurologiche specifiche. Tuttavia, data la prevalenza dei sintomi ansiosi e la loro relazione con situazioni emotive e stressanti, sarebbe altamente consigliato intraprendere un percorso psicoterapeutico con uno specialista della salute mentale, che possa aiutarla a comprendere meglio i meccanismi alla base di queste manifestazioni e a ritrovare un equilibrio.
Rivolgersi a uno psicoterapeuta esperto, infatti, potrebbe rappresentare un valido supporto per affrontare l’ansia in modo più profondo, prevenirne le ricadute e migliorare la qualità della vita.
Resto a disposizione.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno, faccia tutti gli esami strumentali che i medici le hanno suggerito; se, come avviene nella stragrande maggioranza dei casi, non vengono rilevate cause organiche (la qual cosa è una buona notizia!) le suggerisco di avviare una consulenza psicologica per provare a indagare quale origine abbiano questi sintomi ansiosi. A volte questi sintomi sono un modo con il quale il nostro corpo parla ed esprime ciò che a voce fatichiamo a dire oppure che ci è ancora parzialmente oscuro e non riconosciamo. Resto a disposizione per qualsiasi, anche da remoto, qualora lei lo desiderasse. Cordiali saluti. Dottor Montanaro
Gentile Utente, la ringrazio per la condivisione. Da quanto descrive, le sensazioni corporee che sta vivendo come il caldo interno, la fame d’aria e il rallentamento sembrano legate a una riattivazione dell’ansia in seguito a un periodo di stress. Immagino questi segnali fisici la spaventino, ma spesso sono la risposta naturale del corpo all’ansia. Gli accertamenti medici e l’esclusione di problematiche organiche rilevanti, sono elementi rassicuranti. Potrebbe essere utile considerare un percorso psicologico che l’aiuti a comprendere meglio le sue reazioni e a gestire l’ansia senza che questa condizioni il suo benessere. Un cordiale saluto, AM
Gentile utente, dal suo racconto si denota una correlazione tra quelli che lei chiama attacchi di panico e periodi di stress. Gli attacchi di panico sono spesso collegati a una forte enterocezione, un attenzione eccessiva o sopra la media rispetto ai propri stati corporei interni, e all'insorgere di una forma di ansia che anticipa la sensazione spiacevole del panico. Per i motivi appena descritti le consiglio di prendere in considerazione l'inizio di un percorso personale per delimitare meglio il contesto di vita che sta affrontando che potrebbe aiutarla a capire meglio le sensazioni sgradevoli da lei descritte.
Dott. Marco Di Trapani
Dott. Marco Di Trapani
Gentilissima, l'intervento psicologico per gli attacchi di panico non può essere spiegato in due parole, diciamo che è spesso utile ESPIRARE lentamente (svuotare i polmoni) o addirittura soffiare. In qualità di psicologo naturopata le posso dire che l'acido folico è necessario ma non sufficiente. Non posso dare suggerimenti senza una visita, ma valuterei se integrare TUTTE le vitamine del gruppo B con particolare riguardo a piridossina e niacina, e riterrei imprescindibile un apporto di magnesio. Altri presidi di ordine fitoterapico, oligoterapico e micoterapeutico dovrebbero essere presi in considerazione dopo una analisi specifica del suo caso. Un cordiale saluto. dr. Tacchini
Buonasera,
la ringrazio per aver condiviso ciò che sta attraversando. Comprendo quanto possa essere difficile vivere queste sensazioni fisiche così intense, soprattutto quando non trovano una spiegazione immediata. Ha fatto bene a eseguire gli accertamenti medici: è sempre importante escludere cause organiche e affidarsi al parere di specialisti.
Allo stesso tempo, sotto un punto di vista psicologico, può risultare controproducente ignorare o cercare di “controllare” a tutti i costi i segnali dell’ansia o degli attacchi di panico. Spesso queste manifestazioni sono il modo attraverso cui la nostra psiche ci comunica qualcosa che stiamo cercando di tenere a distanza. Se non ascoltati, questi segnali tendono ad amplificarsi, proprio perché hanno bisogno di trovare spazio e significato.
L’ansia e il panico sono profondamente legati al corpo: fame d’aria, sensazioni di calore, tensione e rallentamento sono solo alcune delle tante forme in cui si esprimono. Iniziare a lavorare su questi vissuti attraverso un percorso di psicoterapia, qualora ne sentisse il bisogno, potrebbe aiutarla a comprenderne l’origine e a trovare un beneficio anche sul piano fisico.
Resto a disposizione, qualora lo desiderasse, sia per incontri online che in presenza.
Un sincero in bocca al lupo per il suo percorso.
Un saluto,
Dott. Gianluca Pignatelli
la ringrazio per aver condiviso ciò che sta attraversando. Comprendo quanto possa essere difficile vivere queste sensazioni fisiche così intense, soprattutto quando non trovano una spiegazione immediata. Ha fatto bene a eseguire gli accertamenti medici: è sempre importante escludere cause organiche e affidarsi al parere di specialisti.
Allo stesso tempo, sotto un punto di vista psicologico, può risultare controproducente ignorare o cercare di “controllare” a tutti i costi i segnali dell’ansia o degli attacchi di panico. Spesso queste manifestazioni sono il modo attraverso cui la nostra psiche ci comunica qualcosa che stiamo cercando di tenere a distanza. Se non ascoltati, questi segnali tendono ad amplificarsi, proprio perché hanno bisogno di trovare spazio e significato.
L’ansia e il panico sono profondamente legati al corpo: fame d’aria, sensazioni di calore, tensione e rallentamento sono solo alcune delle tante forme in cui si esprimono. Iniziare a lavorare su questi vissuti attraverso un percorso di psicoterapia, qualora ne sentisse il bisogno, potrebbe aiutarla a comprenderne l’origine e a trovare un beneficio anche sul piano fisico.
Resto a disposizione, qualora lo desiderasse, sia per incontri online che in presenza.
Un sincero in bocca al lupo per il suo percorso.
Un saluto,
Dott. Gianluca Pignatelli
Buongiorno,
Capisco quanto possa essere difficile affrontare gli attacchi di panico, soprattutto quando le sensazioni fisiche come il caldo improvviso, la fame d'aria e il senso di rallentamento si presentano in momenti di stress.
È importante sapere che questi sintomi possono essere legati all'ansia e non necessariamente a problemi medici gravi. Il caldo, ad esempio, può accentuare la percezione di disagio e innescare reazioni fisiche simili a quelle degli attacchi di panico, come sudorazione, sensazione di soffocamento e vertigini .
Hai già fatto bene a consultare un cardiologo e a seguire la prescrizione dell'acido folico per l'omocisteina alta. Tuttavia, se le sensazioni persistono o aumentano, potrebbe essere utile parlare con un neurologo per escludere altre cause fisiche.
Per quanto riguarda il supporto psicologico, la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è efficace nel trattamento degli attacchi di panico, aiutando a riconoscere e modificare i pensieri che alimentano l'ansia.
Ricorda che non sei sola in questo percorso e che esistono professionisti pronti ad aiutarti.
Rimango a disposizione.
Un saluto.
Fonti
Capisco quanto possa essere difficile affrontare gli attacchi di panico, soprattutto quando le sensazioni fisiche come il caldo improvviso, la fame d'aria e il senso di rallentamento si presentano in momenti di stress.
È importante sapere che questi sintomi possono essere legati all'ansia e non necessariamente a problemi medici gravi. Il caldo, ad esempio, può accentuare la percezione di disagio e innescare reazioni fisiche simili a quelle degli attacchi di panico, come sudorazione, sensazione di soffocamento e vertigini .
Hai già fatto bene a consultare un cardiologo e a seguire la prescrizione dell'acido folico per l'omocisteina alta. Tuttavia, se le sensazioni persistono o aumentano, potrebbe essere utile parlare con un neurologo per escludere altre cause fisiche.
Per quanto riguarda il supporto psicologico, la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è efficace nel trattamento degli attacchi di panico, aiutando a riconoscere e modificare i pensieri che alimentano l'ansia.
Ricorda che non sei sola in questo percorso e che esistono professionisti pronti ad aiutarti.
Rimango a disposizione.
Un saluto.
Fonti
Buongiorno gentile Utente, da ciò che racconta emerge un quadro che, pur nella sua complessità, è molto chiaro a chi ha esperienza nel lavoro clinico con i disturbi d’ansia. Gli attacchi di panico, specie se legati a sensazioni corporee come le variazioni di temperatura, rappresentano spesso una forma con cui il corpo e la mente segnalano un sovraccarico emotivo, una tensione non elaborata o sedimentata che cerca una via d’uscita. Quando ci sono momenti di forte stress, anche se la persona ha imparato nel tempo a gestire le crisi, è possibile che si riattivino sintomi che sembravano sotto controllo.
Le sensazioni che descrive (caldo interno, percezione simile alla febbre, senso di rallentamento, fame d’aria) sono compatibili con l’attivazione del sistema nervoso autonomo, quello che regola le risposte automatiche del nostro corpo in caso di pericolo, anche solo percepito. Il fatto che queste sensazioni la spaventino è comprensibile: quando il corpo “parla” in modo così intenso, è facile pensare che ci sia qualcosa di grave o fuori posto. Ma spesso, in questi casi, il problema non è tanto “nel corpo”, quanto nella lettura che ne facciamo. Il timore che ci sia qualcosa di neurologico, o di altro genere, è una delle manifestazioni tipiche del disturbo di panico. Il passaggio dai sintomi fisici all’angoscia, e da lì al bisogno di controllo o rassicurazione medica, è un meccanismo ben noto in ambito clinico.
È positivo che abbia fatto accertamenti cardiologici e che i medici le abbiano prescritto l’acido folico per l’omocisteina. Questo passo le offre già un primo contenimento sul piano biologico. Tuttavia, se le sensazioni persistono o se continuano ad alimentare paure incontrollate, il punto centrale su cui lavorare è proprio la relazione tra mente e corpo, e su come le emozioni trovino espressione attraverso i sintomi.
In questo senso, più che un neurologo, credo che sarebbe utile per lei valutare un supporto psicoterapeutico, soprattutto se in passato non ha affrontato in profondità il nucleo ansiogeno di fondo. Un approccio integrato, basato su evidenze scientifiche, permette di agire sia sulla componente cognitiva (i pensieri che alimentano l’ansia), sia su quella corporea (le sensazioni che fanno scattare la paura), restituendo progressivamente sicurezza e libertà di movimento.
Non è una condizione rara né senza via d’uscita. La sensazione che descrive di “rallentamento” e la fatica nel fare le cose sono effetti comuni dello stato ansioso cronico, e meritano attenzione prima che si cronicizzino ulteriormente. Ha già dimostrato in passato una buona capacità di controllo. Ora può essere il momento di andare oltre il solo contenimento, e affrontare più a fondo la radice della sua sofferenza.
Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
Le sensazioni che descrive (caldo interno, percezione simile alla febbre, senso di rallentamento, fame d’aria) sono compatibili con l’attivazione del sistema nervoso autonomo, quello che regola le risposte automatiche del nostro corpo in caso di pericolo, anche solo percepito. Il fatto che queste sensazioni la spaventino è comprensibile: quando il corpo “parla” in modo così intenso, è facile pensare che ci sia qualcosa di grave o fuori posto. Ma spesso, in questi casi, il problema non è tanto “nel corpo”, quanto nella lettura che ne facciamo. Il timore che ci sia qualcosa di neurologico, o di altro genere, è una delle manifestazioni tipiche del disturbo di panico. Il passaggio dai sintomi fisici all’angoscia, e da lì al bisogno di controllo o rassicurazione medica, è un meccanismo ben noto in ambito clinico.
È positivo che abbia fatto accertamenti cardiologici e che i medici le abbiano prescritto l’acido folico per l’omocisteina. Questo passo le offre già un primo contenimento sul piano biologico. Tuttavia, se le sensazioni persistono o se continuano ad alimentare paure incontrollate, il punto centrale su cui lavorare è proprio la relazione tra mente e corpo, e su come le emozioni trovino espressione attraverso i sintomi.
In questo senso, più che un neurologo, credo che sarebbe utile per lei valutare un supporto psicoterapeutico, soprattutto se in passato non ha affrontato in profondità il nucleo ansiogeno di fondo. Un approccio integrato, basato su evidenze scientifiche, permette di agire sia sulla componente cognitiva (i pensieri che alimentano l’ansia), sia su quella corporea (le sensazioni che fanno scattare la paura), restituendo progressivamente sicurezza e libertà di movimento.
Non è una condizione rara né senza via d’uscita. La sensazione che descrive di “rallentamento” e la fatica nel fare le cose sono effetti comuni dello stato ansioso cronico, e meritano attenzione prima che si cronicizzino ulteriormente. Ha già dimostrato in passato una buona capacità di controllo. Ora può essere il momento di andare oltre il solo contenimento, e affrontare più a fondo la radice della sua sofferenza.
Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
La "sensazione di caldo interno", come dopo il sole o la febbre, è comune in chi vive ansia somatizzata o attacchi di panico. Il corpo si attiva con adrenalina e cortisolo, alterando la percezione della temperatura, della pelle, del respiro. La fame d’aria e il senso di rallentamento sono anch’essi segnali classici dell’iperattivazione del sistema nervoso autonomo (sistema simpatico).
Quindi è molto probabile che questo sia legato all’ansia
Cosa ti può aiutare ora secondo me(oltre ai controlli medici già fatti):
Lavorare su questo ciclo ansia-controllo corporeo-paura con un/una psicologo/a esperto/a in disturbi d’ansia o somatizzazioni.
Tecniche di grounding, respiro, defusione dai pensieri ("sono solo sensazioni, non segnali di pericolo").
Evitare ricerche eccessive su sintomi o visite inutili (che aumentano il controllo ansioso).
Capire quali fattori di stress recente (lavoro? famiglia? salute?) hanno "caricato" questo attacco più forte.
Un saluto.
Quindi è molto probabile che questo sia legato all’ansia
Cosa ti può aiutare ora secondo me(oltre ai controlli medici già fatti):
Lavorare su questo ciclo ansia-controllo corporeo-paura con un/una psicologo/a esperto/a in disturbi d’ansia o somatizzazioni.
Tecniche di grounding, respiro, defusione dai pensieri ("sono solo sensazioni, non segnali di pericolo").
Evitare ricerche eccessive su sintomi o visite inutili (che aumentano il controllo ansioso).
Capire quali fattori di stress recente (lavoro? famiglia? salute?) hanno "caricato" questo attacco più forte.
Un saluto.
Salve e grazie per la sua condivisone.
Deve essere molto faticoso e doloroso convivere con questo malessere, per quanto lei sia riuscita nel tempo a controllare gli attacchi di panico. Sicuramente fare degli accertamenti medici, che escludano cause organiche, può essere un passaggio importante. Insieme a questo potrebbe essere utile iniziare un percorso di sostegno psicologico per poter capire cosa le sta dicendo il suo corpo e di cosa parla questo sintomo.
Sono a disposizione per qualsiasi cosa,
buona giornata
Deve essere molto faticoso e doloroso convivere con questo malessere, per quanto lei sia riuscita nel tempo a controllare gli attacchi di panico. Sicuramente fare degli accertamenti medici, che escludano cause organiche, può essere un passaggio importante. Insieme a questo potrebbe essere utile iniziare un percorso di sostegno psicologico per poter capire cosa le sta dicendo il suo corpo e di cosa parla questo sintomo.
Sono a disposizione per qualsiasi cosa,
buona giornata
Le sensazioni fisiche che descrive, unite allo stress e agli attacchi di panico, potrebbero essere amplificate dall’ansia, che a volte crea sintomi come calore o fame d’aria. L’omocisteina e le piastrine elevate non sembrano correlate al panico secondo il cardiologo, ma l’acido folico è un buon passo per regolarle. Data la persistenza e l’intensità recente, consultare un neurologo potrebbe essere utile per escludere altre cause, soprattutto se i sintomi fisici persistono. Parallelamente, un supporto psicologico specializzato in gestione dell’ansia potrebbe aiutarla a ridurre il ciclo panico-sensazioni. Le consiglio di discuterne con il suo medico di base per un piano coordinato. Grazie per aver condiviso, e in bocca al lupo!
Gentile utente, quello che descrive sembrerebbe essere un vero e proprio disturbo da panico. Più che con un neurologo dovrebbe affrontare la questione con uno psicologo, neuropsicologo o psicoterapeuta, per comprendere intanto qual'è la causa scatenante del suo disturbo così da poter trovare il percorso più adatto a lei. In merito alle sensazioni che descrive e i risultati delle analisi non posso per ragioni deontologiche entrare nel dettaglio, ma chiaramente confido nel lavoro dei colleghi medici che l'hanno visitata/o. Non è da escludere inoltre che lei abbia potuto sviluppare anche un pò di ipocondria il che non sarebbe affatto strano, visto quanto descrive. Vorrei pertanto rasserenarla in vista anche del fatto che ha già agito a dovere rispetto agli aspetti fisiologici e invitarla a prendere appuntamento con un professionista della salute mentale a lei gradito in base alle sue esigenze o necessità.
Buongiorno,
La situazione descritta appare delicata. Riferisce di soffrire di attacchi di panico da anni. Ha mai pensato di rivolgersi a uno psicologo? La aiuterà ad andare in profondità al suo problema, individuando le cause che lo alimentano e le darà degli strumenti per gestire gli attacchi di panico. Le sensazioni sono solo sentire caldo sul suo corpo o ce ne sono altre? La mancanza d'aria è collegata al panico. Lo psicologo è lo specialista che la può aiutare: non si tratta di un problema neurologico. Resto a disposizione per ulteriori informazioni e domande nell'eventualità di un colloquio psicologico di approfondimento. Cordiali saluti
La situazione descritta appare delicata. Riferisce di soffrire di attacchi di panico da anni. Ha mai pensato di rivolgersi a uno psicologo? La aiuterà ad andare in profondità al suo problema, individuando le cause che lo alimentano e le darà degli strumenti per gestire gli attacchi di panico. Le sensazioni sono solo sentire caldo sul suo corpo o ce ne sono altre? La mancanza d'aria è collegata al panico. Lo psicologo è lo specialista che la può aiutare: non si tratta di un problema neurologico. Resto a disposizione per ulteriori informazioni e domande nell'eventualità di un colloquio psicologico di approfondimento. Cordiali saluti
Salve, la ringrazio per aver condiviso questa parte di lei molto delicata.
Quando l’ansia è molto alta, il corpo reagisce fisicamente, anche in modi che sembrano "strani":
- vampate o sensazioni di calore
- tensioni muscolari
- stanchezza improvvisa
- fame d’aria
- alterata percezione corporea (come sentirsi “fuori fase” o rallentata)
Questi non sono “solo ansia”, ma veri sintomi neurofisiologici, spesso legati alla disregolazione del sistema nervoso autonomo. In certi casi, possono anche essere aggravati da carenze nutrizionali o squilibri biochimici lievi.
Il consulto neurologico può essere una buona idea, non tanto perché sembri esserci un problema neurologico grave, ma per escludere con serenità eventuali cause organiche affinché si senta più tranquilla.
L'omocisteina alta può essere ad esempio legata a stress ossidativo, infiammazione, e in alcuni casi anche ad alterazioni dell’umore e ansia (seppure indirettamente).
Ovviamente non sono un medico, ma so che l’acido folico è spesso prescritto per abbassarla e di solito è efficace.
Anche un basso livello di vitamina B12 o B6 può contribuire ad aumentarla e queste vitamine sono coinvolte nel funzionamento del cervello.
### Cosa puoi fare nel frattempo:
Ciò che può fare nel frattempo con l'aiuto di un/una psicologo/a è lavorare su esercizi di respirazione controllata, tecniche di regolazione del sistema nervoso e tecniche di rilassamento, cose in cui posso aiutarla anch'io se lo desidera.
Un caro saluto.
Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.
Quando l’ansia è molto alta, il corpo reagisce fisicamente, anche in modi che sembrano "strani":
- vampate o sensazioni di calore
- tensioni muscolari
- stanchezza improvvisa
- fame d’aria
- alterata percezione corporea (come sentirsi “fuori fase” o rallentata)
Questi non sono “solo ansia”, ma veri sintomi neurofisiologici, spesso legati alla disregolazione del sistema nervoso autonomo. In certi casi, possono anche essere aggravati da carenze nutrizionali o squilibri biochimici lievi.
Il consulto neurologico può essere una buona idea, non tanto perché sembri esserci un problema neurologico grave, ma per escludere con serenità eventuali cause organiche affinché si senta più tranquilla.
L'omocisteina alta può essere ad esempio legata a stress ossidativo, infiammazione, e in alcuni casi anche ad alterazioni dell’umore e ansia (seppure indirettamente).
Ovviamente non sono un medico, ma so che l’acido folico è spesso prescritto per abbassarla e di solito è efficace.
Anche un basso livello di vitamina B12 o B6 può contribuire ad aumentarla e queste vitamine sono coinvolte nel funzionamento del cervello.
### Cosa puoi fare nel frattempo:
Ciò che può fare nel frattempo con l'aiuto di un/una psicologo/a è lavorare su esercizi di respirazione controllata, tecniche di regolazione del sistema nervoso e tecniche di rilassamento, cose in cui posso aiutarla anch'io se lo desidera.
Un caro saluto.
Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.
Salve, prima di fare accertamenti da un neurologo proverei a parlare con uno psicologo di questi attacchi di panico. Io offro anche delle sedute con annessi rilassamenti molto semplici dove respirare e imparare a farlo con consapevolezza. A volte ci perdiamo in poco ma è normale e risolvibile. Penso che un tentativo per un periodo non troppo lungo potrebbe aiutare e successivamente se non ci sono risultati allora ricorrerei a quello. Capita che rivolgendosi ad un neurologo non escano fuori problematiche ma comunque è libera di intraprendere il percorso che crede.
Rimango a disposizione, Dott.ssa Casumaro Giada
Rimango a disposizione, Dott.ssa Casumaro Giada
Gentile utente avendo già effettuato degli esami organici, magari può parlarne con il suo medico per capire se sia il caso di effettuare altre visite ma le consiglio di intraprendere anche un percorso di supporto psicologico per capire se si tratta di attacchi di panico ed eventualmente le cause.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
La ringrazio per aver condiviso una parte così delicata della sua esperienza. Le sue parole esprimono molto bene quanto stia affrontando un periodo difficile, in cui le sensazioni fisiche e i pensieri che queste scatenano stanno alimentando ansia e preoccupazione. Posso comprendere come tutto questo la faccia sentire rallentata e come la paura che ci sia qualcosa di più grave le impedisca di vivere con serenità le sue giornate. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, quello che sta accadendo appare come un circolo che si autoalimenta: le sensazioni corporee, come il caldo percepito o la fame d’aria, attivano pensieri allarmanti che le fanno temere che ci sia un problema fisico serio. Questi pensieri aumentano l’ansia e, di conseguenza, le sensazioni corporee diventano ancora più intense, confermando così le sue paure. Questo meccanismo è alla base di molti attacchi di panico e spesso rende difficile spezzare il ciclo senza un lavoro mirato sulla consapevolezza dei pensieri e sull’accettazione delle sensazioni fisiche. È importante sottolineare che ciò che sta provando non significa che il suo corpo sia in pericolo, anche se le sensazioni possono essere molto spiacevoli e spaventose. Il fatto che lei abbia già consultato il medico, che abbia eseguito le analisi e che un cardiologo l’abbia rassicurata sull’assenza di collegamenti con patologie cardiache, è un segnale positivo e dovrebbe rappresentare un punto fermo a cui aggrapparsi nei momenti di maggiore ansia. Detto questo, capisco bene la sua voglia di trovare un’altra conferma, come quella di un neurologo, ma spesso questo tipo di ricerca finisce per alimentare l’ansia piuttosto che calmarla, perché mantiene viva l’idea che ci sia qualcosa di nascosto da scoprire. Un percorso cognitivo-comportamentale potrebbe aiutarla a riconoscere e modificare i pensieri catastrofici che scattano quando sente quelle sensazioni fisiche, a lavorare sull’accettazione di queste stesse sensazioni senza vederle come un pericolo e ad allenarsi a rispondere in modo diverso alle prime avvisaglie dell’ansia, prima che l’attacco di panico prenda forza. Si tratta di un percorso che, con il tempo, può portarla a sentirsi più padrona della situazione e a ritrovare la fiducia nelle proprie capacità di affrontare questi momenti. Lei racconta di essere sempre riuscita, in passato, a controllare gli attacchi di panico e questo è un segnale importante delle risorse che già possiede. In questo momento probabilmente lo stress accumulato e la stanchezza le stanno rendendo più difficile accedere a queste risorse. Lavorare su tecniche di respirazione, su strategie per ridurre i pensieri disfunzionali e su modalità per gestire meglio lo stress potrebbe già rappresentare un primo passo per alleggerire la paura e ritrovare un po’ di calma. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Salve, gli attacchi di panico sono conseguenti proprio a sensazioni corporee interpretate come segnali dello stare male. Con uno psicoterapeuta potrebbe lavorare sul come vive questi momenti e trovare delle strategie per stare meglio.
Salve, mi chiamo Linda Fusco e sono una psicologa clinica.
Sicuramente potrebbe esserle utile procedere con accertamenti di natura medica (non mi permetto di entrare in un campo che non conosco abbastanza), ma la mia impressione è che vadano innanzitutto analizzate e gestite l'ansia e la fame d'aria di cui parla, riconducibili probabilmente a fattori psicologici (stia tranquilla, sono cose molto più frequenti di quello che crede).
Resto a disposizione per un confronto qualora ne sentisse l'esigenza,
i miei più cari saluti
dott.ssa L. Fusco
Sicuramente potrebbe esserle utile procedere con accertamenti di natura medica (non mi permetto di entrare in un campo che non conosco abbastanza), ma la mia impressione è che vadano innanzitutto analizzate e gestite l'ansia e la fame d'aria di cui parla, riconducibili probabilmente a fattori psicologici (stia tranquilla, sono cose molto più frequenti di quello che crede).
Resto a disposizione per un confronto qualora ne sentisse l'esigenza,
i miei più cari saluti
dott.ssa L. Fusco
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Buongiorno, le consiglio un percorso psicologico che l'aiuti nella gestione di ansia e attacchi di panico. Cordiali saluti.
Salve, avendo escluso patologie a livello cardiaco e avendo anche fatto un controllo attrverso le analisi del sangue le consiglio, se ha la possibilita' e la volonta', di intraprendere un percorso con un/a psicoterapeuta per comprendere cosa innesca gli attacchi di panico e poter cosi stare meglio. Saluti
Cara utente, anzitutto grazie per la condivisione. Perchè parli di rivolgerti ad un neurologo? Hai descritto in modo clinicamente perfetto i tuoi attacchi di panico, riconoscendone la natura circolare e imprigionativa che li caratterizza. Ormai sei preda loro, costantemente in ascolto del tuo corpo in modo allarmato e inevitabilmente allarmante. Sarebbe secondo me utile, invece, rivolgerti ad uno psicologo che possa accompagnarti in un percorso di conoscenza e smontaggio di questo sintomo, per poi andare ad aprire i temi che si correlano allo stesso. Credo che infatti meriti attenzione capire, al di là del caldo, in quali momenti del giorno/settimana e inevitabilmente vita, si presentano questi attacchi, quando sono iniziati e perchè, in questi momenti, tu sia così tanto sensibile alla paura. Se ti andasse di esplorare questi aspetti e cominciare un percorso di comprensione e riappropriazione sia di te che della tua vita, io sarei disponibile ad accompagnarti. Faccio sedute anche online, che puoi prenotare direttamente da qua. Pensaci, intanto resto a tua disposizione per eventuali dubbi. A presto, Dott.ssa Sara Torregrossa
Gentile utente,
la situazione che descrive è comprensibilmente molto faticosa e carica di preoccupazioni. Gli attacchi di panico possono manifestarsi in modi diversi, spesso con sensazioni fisiche molto intense e spiazzanti, come il calore improvviso, la fame d’aria, il sentirsi “rallentata”. Quando questi sintomi si associano a eventi stressanti o a cambiamenti corporei, è facile che si inneschi un circolo vizioso tra corpo e mente, dove l’ansia alimenta le sensazioni fisiche e viceversa.
È positivo che lei abbia già eseguito gli accertamenti medici e consultato il cardiologo. Se gli specialisti non hanno riscontrato cause organiche significative, può essere utile affrontare anche la componente emotiva con un percorso psicologico, volto a lavorare sulla regolazione dell’ansia, la consapevolezza corporea e le strategie per interrompere questi meccanismi automatici di allarme.
Un confronto con un neurologo può essere valutato, soprattutto se i sintomi persistono o cambiano forma, ma un supporto psicologico mirato all’ansia e agli attacchi di panico può fare una grande differenza nel lungo periodo. Non è sola, e chiedere aiuto è già un primo passo importante verso il benessere.
Resto a disposizione
la situazione che descrive è comprensibilmente molto faticosa e carica di preoccupazioni. Gli attacchi di panico possono manifestarsi in modi diversi, spesso con sensazioni fisiche molto intense e spiazzanti, come il calore improvviso, la fame d’aria, il sentirsi “rallentata”. Quando questi sintomi si associano a eventi stressanti o a cambiamenti corporei, è facile che si inneschi un circolo vizioso tra corpo e mente, dove l’ansia alimenta le sensazioni fisiche e viceversa.
È positivo che lei abbia già eseguito gli accertamenti medici e consultato il cardiologo. Se gli specialisti non hanno riscontrato cause organiche significative, può essere utile affrontare anche la componente emotiva con un percorso psicologico, volto a lavorare sulla regolazione dell’ansia, la consapevolezza corporea e le strategie per interrompere questi meccanismi automatici di allarme.
Un confronto con un neurologo può essere valutato, soprattutto se i sintomi persistono o cambiano forma, ma un supporto psicologico mirato all’ansia e agli attacchi di panico può fare una grande differenza nel lungo periodo. Non è sola, e chiedere aiuto è già un primo passo importante verso il benessere.
Resto a disposizione
Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.