Buongiorno, premetto che sto provando ad organizzarmi per farmi seguire da uno specialista. Il mio m
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Buongiorno, premetto che sto provando ad organizzarmi per farmi seguire da uno specialista. Il mio mondo è crollato da un momento all’altro. Ho 37 anni, sono incinta del mio primo figlio e sono al sesto mese. Un mese fa improvvisamente è morta mia madre, una settimana prima del matrimonio di mio fratello. È stato uno shock perché una donna di 66 anni senza malattie in una settimana un malore l’ha portata via. Ora vivo nel terrore, ho paura di tutto di perdere un mio caro, di restare sola, di morire io stessa. Ho paura di programmare qualcosa perché mi domando continuamente “ma se non ci sarò” o “se succede un’altra disgrazia” che senso ha progettare la vita se tutto si può distruggere così. Non riesco più a pregare, a credere. Ci sono giorni dove riesco a distrarmi e se mi rendo conto di star vivendo un momento spensierato mi sento in colpa verso mia madre, perché non posso provare piacere in questo momento ma dovrei provare solo dolore. Mi sento persa, cerco di farmi forza per il bambino ma a volte vedo solo nero e scenari apocalittici che mi portano tanto sconforto.
Buongiorno,
le sue parole trasmettono tutta la profondità del dolore che sta vivendo, e non può che essere così: perdere la propria madre in modo improvviso, mentre si sta per diventare a propria volta madre, è una ferita enorme e destabilizzante. In momenti come questo è naturale sentirsi travolti, spaventati, increduli, e anche arrabbiati.
Le reazioni che descrive — la paura costante che possa accadere qualcosa di brutto, il senso di colpa nel provare momenti di leggerezza, la difficoltà a credere o a trovare senso — sono reazioni comuni nel lutto traumatico, soprattutto quando si sovrappone a un periodo così delicato come la gravidanza.
Non è “sbagliata” perché ogni tanto sorride o si distrae: è proprio questo il modo in cui la mente tenta di respirare, di ritrovare equilibrio, di proteggere lei e il suo bambino.
Il dolore non si misura rinunciando alla serenità, ma imparando pian piano a convivere con l’assenza, finché non diventa parte della propria storia senza più travolgere tutto il resto.
Ha fatto benissimo a pensare di farsi aiutare: in un momento come questo il sostegno di uno psicologo o psicoterapeuta può essere prezioso per accompagnarla nel lutto, contenerne il peso e permetterle di accogliere anche la vita che sta crescendo dentro di lei.
Si dia il diritto di non essere forte sempre, di chiedere aiuto e di concedersi tempo.
Le auguro di ritrovare passo dopo passo fiducia, respiro e dolcezza verso sé stessa.
Un caro saluto
le sue parole trasmettono tutta la profondità del dolore che sta vivendo, e non può che essere così: perdere la propria madre in modo improvviso, mentre si sta per diventare a propria volta madre, è una ferita enorme e destabilizzante. In momenti come questo è naturale sentirsi travolti, spaventati, increduli, e anche arrabbiati.
Le reazioni che descrive — la paura costante che possa accadere qualcosa di brutto, il senso di colpa nel provare momenti di leggerezza, la difficoltà a credere o a trovare senso — sono reazioni comuni nel lutto traumatico, soprattutto quando si sovrappone a un periodo così delicato come la gravidanza.
Non è “sbagliata” perché ogni tanto sorride o si distrae: è proprio questo il modo in cui la mente tenta di respirare, di ritrovare equilibrio, di proteggere lei e il suo bambino.
Il dolore non si misura rinunciando alla serenità, ma imparando pian piano a convivere con l’assenza, finché non diventa parte della propria storia senza più travolgere tutto il resto.
Ha fatto benissimo a pensare di farsi aiutare: in un momento come questo il sostegno di uno psicologo o psicoterapeuta può essere prezioso per accompagnarla nel lutto, contenerne il peso e permetterle di accogliere anche la vita che sta crescendo dentro di lei.
Si dia il diritto di non essere forte sempre, di chiedere aiuto e di concedersi tempo.
Le auguro di ritrovare passo dopo passo fiducia, respiro e dolcezza verso sé stessa.
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Cara utente,
la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità ciò che sta vivendo. Dalle sue parole emerge un dolore profondo e umano: la perdita improvvisa di una madre è un evento che scuote nel profondo, e viverlo in un momento già così delicato come la gravidanza può rendere tutto ancora più difficile da sostenere.
Le emozioni che descrive sono reazioni comuni in un lutto traumatico, specialmente quando arriva in modo improvviso e in una fase di grande cambiamento personale. Non c’è nulla di “sbagliato” in quello che sente: è il modo in cui la mente e il corpo cercano di adattarsi a una perdita che ancora non è stata del tutto elaborata.
Sta già facendo un passo molto importante nel voler chiedere aiuto a uno specialista: un percorso psicologico in questa fase potrà aiutarla a dare spazio al dolore in modo protetto, a riconnettersi con la speranza e a vivere più serenamente la gravidanza, trovando un equilibrio tra la sofferenza e il bisogno di prendersi cura di sé e del bambino.
Non si giudichi per i momenti in cui riesce a distrarsi o a provare un po’ di sollievo: anche quelli fanno parte del processo di lutto, e non tolgono nulla all’amore e al legame con sua madre.
Le suggerisco, intanto, di cercare supporto anche nella rete familiare o amicale, condividendo come si sente con persone che possano starle vicino. Se dovesse percepire che la paura o la tristezza diventano troppo intense o interferiscono con il suo benessere e con la gravidanza, può valutare di rivolgersi anche a uno psicologo perinatale o a uno specialista in lutto complicato, figure abituate a sostenere situazioni come la sua.
Si conceda tempo, gentilezza e ascolto: non deve affrontare tutto da sola, e chiedere aiuto è un segno di grande forza, non di fragilità. Un caro saluto
la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità ciò che sta vivendo. Dalle sue parole emerge un dolore profondo e umano: la perdita improvvisa di una madre è un evento che scuote nel profondo, e viverlo in un momento già così delicato come la gravidanza può rendere tutto ancora più difficile da sostenere.
Le emozioni che descrive sono reazioni comuni in un lutto traumatico, specialmente quando arriva in modo improvviso e in una fase di grande cambiamento personale. Non c’è nulla di “sbagliato” in quello che sente: è il modo in cui la mente e il corpo cercano di adattarsi a una perdita che ancora non è stata del tutto elaborata.
Sta già facendo un passo molto importante nel voler chiedere aiuto a uno specialista: un percorso psicologico in questa fase potrà aiutarla a dare spazio al dolore in modo protetto, a riconnettersi con la speranza e a vivere più serenamente la gravidanza, trovando un equilibrio tra la sofferenza e il bisogno di prendersi cura di sé e del bambino.
Non si giudichi per i momenti in cui riesce a distrarsi o a provare un po’ di sollievo: anche quelli fanno parte del processo di lutto, e non tolgono nulla all’amore e al legame con sua madre.
Le suggerisco, intanto, di cercare supporto anche nella rete familiare o amicale, condividendo come si sente con persone che possano starle vicino. Se dovesse percepire che la paura o la tristezza diventano troppo intense o interferiscono con il suo benessere e con la gravidanza, può valutare di rivolgersi anche a uno psicologo perinatale o a uno specialista in lutto complicato, figure abituate a sostenere situazioni come la sua.
Si conceda tempo, gentilezza e ascolto: non deve affrontare tutto da sola, e chiedere aiuto è un segno di grande forza, non di fragilità. Un caro saluto
Buongiorno,
Mi dispiace molto per quello che sta vivendo in un momento cosi delicato della vita. Ha fatto bene a pensare di rivolgersi ad un/a psicoterapeuta, spero la aiuti a superare il dolore di un lutto così improvviso. per poter col tempo fare spazio il più serenamente possibile alla nuova vita che ha in grembo. Può pensare anche alla terapia emdr in questo caso. Le auguro il meglio.
Un saluto
Mi dispiace molto per quello che sta vivendo in un momento cosi delicato della vita. Ha fatto bene a pensare di rivolgersi ad un/a psicoterapeuta, spero la aiuti a superare il dolore di un lutto così improvviso. per poter col tempo fare spazio il più serenamente possibile alla nuova vita che ha in grembo. Può pensare anche alla terapia emdr in questo caso. Le auguro il meglio.
Un saluto
Salve, la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità ciò che sta attraversando.La perdita improvvisa di una madre, specialmente in un momento così delicato come la gravidanza, è un evento che può destabilizzare completamente il proprio mondo interiore. E' comprensibile il suo avvertire questo senso di paura e di smarrimento. Il dolore da lei descritto non è errato, così come non è sbagliato sentire il bsogno di cercare nonchè trovare momenti di sollievo o leggerezza. È importante ricordare che il lutto non è un percorso lineare: può alternare momenti di up e di down. Le paure legate alla perdita, alla morte e all’imprevedibilità della vita spesso emergono con forza dopo un evento traumatico. È come se l’esperienza avesse infranto la sensazione di sicurezza che prima si dava per scontata. Un percorso psicologico, in questa fase di vita può sicuramente offrirle uno spazio protetto. Nel frattempo, provi ad accogliere le sue emozioni senza giudicarle.
Resto a disposizione.
Resto a disposizione.
Buongiorno, purtroppo non possiamo controllare ogni cosa e quando accadono degli avvenimenti improvvisi, come la perdita di un nostro caro, quello che succede molte volte è provare la sensazione di sentirsi persi. Purtroppo non ci è possibile cambiare il passato ma possiamo vivere solo il presente e fare qualcosa oggi, giorno per giorno. Credo che sarebbe molto importante, in questo momento della sua vita, per lei iniziare un percorso psicologico, dove potrà imparare un altro modo di vedere e vivere le cose.
Buongiorno,
le sue parole raccontano un dolore profondo e comprensibile. La perdita improvvisa di una madre è un evento che sconvolge ogni equilibrio, e viverlo durante la gravidanza può rendere tutto ancora più fragile e difficile da sostenere. È naturale sentirsi spaventata, disorientata, e attraversare momenti in cui sembra impossibile provare serenità o fiducia.
Le emozioni che descrive, la paura, il senso di colpa, la tristezza, sono reazioni umane a un lutto così traumatico, non segni di debolezza. In questo momento è importante non giudicarsi, ma accogliere ciò che prova con gentilezza verso se stessa. Sta già facendo molto, cercando di andare avanti e di pensare al suo bambino, anche se le sembra di non farcela.
Ha fatto un passo importante nel pensare di farsi aiutare da uno specialista, un sostegno psicologico potrà accompagnarla nell’elaborare il dolore e nel ritrovare un senso di stabilità e di fiducia nella vita, un passo alla volta.
Non è sola, e con il giusto supporto potrà attraversare questo periodo con maggiore serenità e riscoprire la forza che già sta dimostrando.
Un caro saluto,
Dott.ssa Carmen Coppola
Ricevo a Milano, Sesto San Giovanni e Online.
le sue parole raccontano un dolore profondo e comprensibile. La perdita improvvisa di una madre è un evento che sconvolge ogni equilibrio, e viverlo durante la gravidanza può rendere tutto ancora più fragile e difficile da sostenere. È naturale sentirsi spaventata, disorientata, e attraversare momenti in cui sembra impossibile provare serenità o fiducia.
Le emozioni che descrive, la paura, il senso di colpa, la tristezza, sono reazioni umane a un lutto così traumatico, non segni di debolezza. In questo momento è importante non giudicarsi, ma accogliere ciò che prova con gentilezza verso se stessa. Sta già facendo molto, cercando di andare avanti e di pensare al suo bambino, anche se le sembra di non farcela.
Ha fatto un passo importante nel pensare di farsi aiutare da uno specialista, un sostegno psicologico potrà accompagnarla nell’elaborare il dolore e nel ritrovare un senso di stabilità e di fiducia nella vita, un passo alla volta.
Non è sola, e con il giusto supporto potrà attraversare questo periodo con maggiore serenità e riscoprire la forza che già sta dimostrando.
Un caro saluto,
Dott.ssa Carmen Coppola
Ricevo a Milano, Sesto San Giovanni e Online.
Buongiorno,
comprendo quanto l’evento che ha vissuto sia stato traumatico e destabilizzante. La perdita improvvisa di una figura di riferimento, in un momento già delicato come la gravidanza, può generare reazioni intense di paura, senso di colpa e perdita di fiducia, come quelle che descrive. Si tratta di risposte emotive frequenti in situazioni di lutto acuto e di forte stress.
Il fatto che stia cercando un supporto specialistico è un passo molto importante: un percorso psicologico potrà aiutarla a elaborare il lutto e a gestire le ansie legate alla gravidanza e al futuro. Nel frattempo, è utile provare a riconoscere le sue emozioni senza giudizio e a concedersi il tempo necessario per adattarsi a questa nuova realtà. Dr. Giuseppe Mirabella
comprendo quanto l’evento che ha vissuto sia stato traumatico e destabilizzante. La perdita improvvisa di una figura di riferimento, in un momento già delicato come la gravidanza, può generare reazioni intense di paura, senso di colpa e perdita di fiducia, come quelle che descrive. Si tratta di risposte emotive frequenti in situazioni di lutto acuto e di forte stress.
Il fatto che stia cercando un supporto specialistico è un passo molto importante: un percorso psicologico potrà aiutarla a elaborare il lutto e a gestire le ansie legate alla gravidanza e al futuro. Nel frattempo, è utile provare a riconoscere le sue emozioni senza giudizio e a concedersi il tempo necessario per adattarsi a questa nuova realtà. Dr. Giuseppe Mirabella
Grazie per aver condiviso qualcosa di così profondo e doloroso. Quello che descrive è un vissuto di lutto traumatico in un momento della vita già carico di cambiamenti emotivi e fisici come la gravidanza. È del tutto comprensibile che si senta travolta: la perdita improvvisa di sua madre, in un periodo in cui naturalmente si avrebbe bisogno della sua presenza e del suo sostegno, può far crollare le certezze e la fiducia.
Il lutto, soprattutto quando arriva in modo così repentino, può scuotere ogni certezza e far emergere pensieri di paura e vulnerabilità. Non c’è nulla di “sbagliato” in ciò che sta provando: il dolore, il senso di colpa quando prova un momento di sollievo, la paura di perdere altri affetti o di non farcela, sono reazioni umane a una perdita così grande.
Le emozioni che ora Le sembrano travolgenti sono parte di un percorso di elaborazione che, con il giusto sostegno, potrà gradualmente trasformarsi. È importante che si conceda il diritto di sentire, senza giudicarsi.
Un percorso psicoterapeutico può offrirle uno spazio sicuro in cui dare voce al dolore, comprendere le Sue paure e ritrovare un modo per riconnettersi alla vita e alla speranza.
Il lutto, soprattutto quando arriva in modo così repentino, può scuotere ogni certezza e far emergere pensieri di paura e vulnerabilità. Non c’è nulla di “sbagliato” in ciò che sta provando: il dolore, il senso di colpa quando prova un momento di sollievo, la paura di perdere altri affetti o di non farcela, sono reazioni umane a una perdita così grande.
Le emozioni che ora Le sembrano travolgenti sono parte di un percorso di elaborazione che, con il giusto sostegno, potrà gradualmente trasformarsi. È importante che si conceda il diritto di sentire, senza giudicarsi.
Un percorso psicoterapeutico può offrirle uno spazio sicuro in cui dare voce al dolore, comprendere le Sue paure e ritrovare un modo per riconnettersi alla vita e alla speranza.
Gentile utente, mi dispiace molto per la sua perdita. Posso solo provare ad immaginare come si sente e mi dispiace molto. Il lutto è un evento complesso, lo diventa ancor di più quando eventi importanti si trovano alle porte. Lo shock e parte del processo. La tristeza profonda è viscerale è anche essa parte del processo. La sua vita "è crollata", ma dalle macerie si può ricostruire con calma e pazienza, con dolore e sollievo, con paura e calma. Si conceda la tristezza ma anche la serenità quando arriva. si ascolti. Il tempo e darà le risposte. Credo che farsi supportare in questo momento così delicato sia la cosa migliore che possa fare per ricominciare. Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo
Buongiorno, da quello che descrive emerge molto chiaramente il fatto che sta passando un momento molto difficile sul piano emotivo. Il lutto improvviso della madre è stato e continua ad essere molto doloroso per lei ed essendo così brusco non le ha permesso di essere pronta. È stata brava a iniziare a cercare uno specialista in modo da dare un senso e provare a ricostruire e gestire questi pensieri che la fanno entrare in una visione nera e la bloccano. Il lutto è un processo che va affrontato pian piano e la gestione dei nostri pensieri puó fare la differenza. È normale quello che sta vivendo, ma con l’aiuto di un professionista si puó superare anche questi periodi più cupi. Una buona giornata
Gentilissima,
Ha purtroppo dovuto affrontare nel giro di poco tempo diversi eventi importanti. In particolare, la perdita improvvisa di un genitore può comportare uno stato d’ansia e di paura anche perché quell’evento drammatico lei non ha potuto metabolizzarlo anticipatamente. Avrebbe pertanto bisogno di ricostruire il significato di quanto è accaduto cercando soprattutto di ristabilire uno stato interno di sicurezza e fiducia per la vita.
Per quanto riguarda il suo senso di colpa rispetto alle emozioni positive: io credo che queste possano comunque essere accolte ed esperite da lei senza togliere il rispetto che ha nei confronti di sua madre. Infine, per quanto riguarda il suo stato di dolce attesa, è importante che lei si senta sostenuta e supportata e che nell’ottica di sviluppare il suo benessere, lei possa anche validarsi e godersi i momenti positivi.
Resto a sua disposizione, anche online o telefonicamente.
Le auguro il meglio.
Cordiali saluti
Dott.ssa Eleonora Mozzani
Ha purtroppo dovuto affrontare nel giro di poco tempo diversi eventi importanti. In particolare, la perdita improvvisa di un genitore può comportare uno stato d’ansia e di paura anche perché quell’evento drammatico lei non ha potuto metabolizzarlo anticipatamente. Avrebbe pertanto bisogno di ricostruire il significato di quanto è accaduto cercando soprattutto di ristabilire uno stato interno di sicurezza e fiducia per la vita.
Per quanto riguarda il suo senso di colpa rispetto alle emozioni positive: io credo che queste possano comunque essere accolte ed esperite da lei senza togliere il rispetto che ha nei confronti di sua madre. Infine, per quanto riguarda il suo stato di dolce attesa, è importante che lei si senta sostenuta e supportata e che nell’ottica di sviluppare il suo benessere, lei possa anche validarsi e godersi i momenti positivi.
Resto a sua disposizione, anche online o telefonicamente.
Le auguro il meglio.
Cordiali saluti
Dott.ssa Eleonora Mozzani
Gentile utente, le parole che condivide trasmettono con grande chiarezza la profondità del dolore e dello smarrimento che sta vivendo. La perdita improvvisa di una persona amata, soprattutto della propria madre, è un evento che può sconvolgere completamente gli equilibri interiori, tanto più in un momento così delicato come la gravidanza. È comprensibile che si senta travolta da emozioni intense, dalla paura e da pensieri che sembrano togliere significato al futuro.
Il suo bisogno di cercare un aiuto professionale è un passo molto importante e significativo: dimostra che, nonostante la sofferenza, dentro di lei c’è una parte che desidera prendersi cura di sé e del suo bambino. In questo momento non deve sentirsi “sbagliata” per ciò che prova: la colpa, il dolore, il timore e anche i brevi momenti di leggerezza fanno tutti parte del complesso processo del lutto.
Un percorso psicologico potrà aiutarla a dare un senso a ciò che è accaduto, ad accogliere le emozioni senza esserne sopraffatta e a ritrovare, passo dopo passo, un senso di fiducia nella vita e nel legame con sua madre che, seppure in una forma diversa, continuerà ad accompagnarla.
Le auguro di poter trovare presto lo spazio di ascolto e sostegno di cui sente il bisogno.
Mi occupo di elaborazione del lutto.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Il suo bisogno di cercare un aiuto professionale è un passo molto importante e significativo: dimostra che, nonostante la sofferenza, dentro di lei c’è una parte che desidera prendersi cura di sé e del suo bambino. In questo momento non deve sentirsi “sbagliata” per ciò che prova: la colpa, il dolore, il timore e anche i brevi momenti di leggerezza fanno tutti parte del complesso processo del lutto.
Un percorso psicologico potrà aiutarla a dare un senso a ciò che è accaduto, ad accogliere le emozioni senza esserne sopraffatta e a ritrovare, passo dopo passo, un senso di fiducia nella vita e nel legame con sua madre che, seppure in una forma diversa, continuerà ad accompagnarla.
Le auguro di poter trovare presto lo spazio di ascolto e sostegno di cui sente il bisogno.
Mi occupo di elaborazione del lutto.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Gentile utente,
la perdita improvvisa di sua madre, in un momento così delicato come la gravidanza, rappresenta un trauma profondo. La mente fatica a conciliare due esperienze emotive opposte: la vita che cresce e la morte che irrompe. È naturale che si senta travolta, spaventata e disorientata.
Le paure che descrive — di perdere i propri cari, di morire, di non riuscire più a progettare il futuro — sono una reazione di difesa del cervello dopo un evento traumatico. Quando la vita viene scossa in modo così brusco, il bisogno di controllo e la paura del futuro diventano un modo per proteggersi dal rischio di un nuovo dolore.
Anche il senso di colpa nel vivere momenti di serenità è una risposta frequente: si ha la sensazione che la sofferenza sia l’unico modo per restare fedeli a chi non c’è più. In realtà, ritrovare piccoli spazi di calma e piacere non significa dimenticare, ma permettersi di continuare a vivere portando con sé il ricordo e l’amore per sua madre in una forma diversa, più intima.
In questo momento è importante che si dia tempo, che non pretenda da sé reazioni “giuste” o lineari. La gravidanza amplifica le emozioni, e la ricerca di sostegno psicologico è un passo prezioso per affrontare il lutto e ritrovare fiducia nella vita che sta accogliendo.
Un caro saluto,
Dott.ssa Sara Petroni
la perdita improvvisa di sua madre, in un momento così delicato come la gravidanza, rappresenta un trauma profondo. La mente fatica a conciliare due esperienze emotive opposte: la vita che cresce e la morte che irrompe. È naturale che si senta travolta, spaventata e disorientata.
Le paure che descrive — di perdere i propri cari, di morire, di non riuscire più a progettare il futuro — sono una reazione di difesa del cervello dopo un evento traumatico. Quando la vita viene scossa in modo così brusco, il bisogno di controllo e la paura del futuro diventano un modo per proteggersi dal rischio di un nuovo dolore.
Anche il senso di colpa nel vivere momenti di serenità è una risposta frequente: si ha la sensazione che la sofferenza sia l’unico modo per restare fedeli a chi non c’è più. In realtà, ritrovare piccoli spazi di calma e piacere non significa dimenticare, ma permettersi di continuare a vivere portando con sé il ricordo e l’amore per sua madre in una forma diversa, più intima.
In questo momento è importante che si dia tempo, che non pretenda da sé reazioni “giuste” o lineari. La gravidanza amplifica le emozioni, e la ricerca di sostegno psicologico è un passo prezioso per affrontare il lutto e ritrovare fiducia nella vita che sta accogliendo.
Un caro saluto,
Dott.ssa Sara Petroni
Buongiorno,
il dolore che descrive è profondamente umano e comprensibile. Ha vissuto un lutto improvviso e traumatico in un momento già molto delicato della sua vita, come la gravidanza, in cui le emozioni sono già più intense e suscettibili. La perdita di una figura di riferimento come la madre può far vacillare tutte le certezze e generare paura, senso di vuoto, colpa e smarrimento.
La paura della morte, l’angoscia per la fragilità della vita e la difficoltà a progettare il futuro sono reazioni frequenti dopo un trauma di questo tipo. Tuttavia, questi pensieri e sensazioni, se persistono, possono diventare molto pesanti da gestire da soli, soprattutto in un periodo in cui è importante anche prendersi cura di sé e del proprio bambino.
È importante sapere che il dolore non deve essere negato, ma può essere accolto, compreso e gradualmente trasformato. La colpa nel provare momenti di leggerezza è una reazione comune: in realtà, ritrovare piccoli spazi di serenità non significa dimenticare chi si è perso, ma onorare la vita che continua.
Le sue emozioni meritano ascolto e sostegno. Approfondire la situazione con uno specialista la aiuterà a comprendere meglio ciò che sta vivendo, a elaborare il lutto e a ritrovare un equilibrio emotivo più stabile.
Un percorso psicologico in questa fase può offrirle uno spazio sicuro dove poter parlare liberamente, essere accolta senza giudizio e imparare strategie per gestire ansia, paura e senso di colpa.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
il dolore che descrive è profondamente umano e comprensibile. Ha vissuto un lutto improvviso e traumatico in un momento già molto delicato della sua vita, come la gravidanza, in cui le emozioni sono già più intense e suscettibili. La perdita di una figura di riferimento come la madre può far vacillare tutte le certezze e generare paura, senso di vuoto, colpa e smarrimento.
La paura della morte, l’angoscia per la fragilità della vita e la difficoltà a progettare il futuro sono reazioni frequenti dopo un trauma di questo tipo. Tuttavia, questi pensieri e sensazioni, se persistono, possono diventare molto pesanti da gestire da soli, soprattutto in un periodo in cui è importante anche prendersi cura di sé e del proprio bambino.
È importante sapere che il dolore non deve essere negato, ma può essere accolto, compreso e gradualmente trasformato. La colpa nel provare momenti di leggerezza è una reazione comune: in realtà, ritrovare piccoli spazi di serenità non significa dimenticare chi si è perso, ma onorare la vita che continua.
Le sue emozioni meritano ascolto e sostegno. Approfondire la situazione con uno specialista la aiuterà a comprendere meglio ciò che sta vivendo, a elaborare il lutto e a ritrovare un equilibrio emotivo più stabile.
Un percorso psicologico in questa fase può offrirle uno spazio sicuro dove poter parlare liberamente, essere accolta senza giudizio e imparare strategie per gestire ansia, paura e senso di colpa.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno,
ciò che sta vivendo è un lutto traumatico, reso ancor più difficile dal momento di vita in cui si trova, la gravidanza. Si tratta di un periodo che comporta già di per sé grandi cambiamenti emotivi, fisici e psicologici. La perdita improvvisa di sua madre in questo momento così delicato della sua vita è un evento destabilizzante e le sue reazioni di angoscia, paura, dolore, colpa, disperazione e perdita di fiducia sono una normale risposta al lutto. Mi chiedo se in qualche modo la colpa di cui parla abbia a che vedere con il fatto che lei è ancora viva e tra poco darà alla luce una creatura mentre sua madre è morta. E' importante che lei riconosca, come sta già facendo, il bisogno di un aiuto professionale. Un percorso di sostegno psicologico o psicoterapeutico potrà aiutarla ad elaborare questo dolore, ad affrontare il lutto in maniera graduale e a proteggere il suo benessere e quello del suo bambino. Le consiglio di rivolgersi ad un esperto di lutto e perinatalità e di condividere i suoi vissuti con le persone che le sono vicine: in questo momento merita tutta la cura e il sostegno possibili.
ciò che sta vivendo è un lutto traumatico, reso ancor più difficile dal momento di vita in cui si trova, la gravidanza. Si tratta di un periodo che comporta già di per sé grandi cambiamenti emotivi, fisici e psicologici. La perdita improvvisa di sua madre in questo momento così delicato della sua vita è un evento destabilizzante e le sue reazioni di angoscia, paura, dolore, colpa, disperazione e perdita di fiducia sono una normale risposta al lutto. Mi chiedo se in qualche modo la colpa di cui parla abbia a che vedere con il fatto che lei è ancora viva e tra poco darà alla luce una creatura mentre sua madre è morta. E' importante che lei riconosca, come sta già facendo, il bisogno di un aiuto professionale. Un percorso di sostegno psicologico o psicoterapeutico potrà aiutarla ad elaborare questo dolore, ad affrontare il lutto in maniera graduale e a proteggere il suo benessere e quello del suo bambino. Le consiglio di rivolgersi ad un esperto di lutto e perinatalità e di condividere i suoi vissuti con le persone che le sono vicine: in questo momento merita tutta la cura e il sostegno possibili.
Grazie per la domanda,le tue parole racchiudono la profondità di un dolore che non è solo mentale, ma viscerale, e che nel linguaggio della Psicologia del Secondo Cervello (SBP) si colloca proprio al livello più profondo del nostro sistema emotivo: quello del Secondo Cervello, la mente che risiede nell’intestino e che custodisce la nostra memoria emotiva primaria.Quello che stai vivendo è un terremoto interiore che ha toccato le tue radici biologiche ed emotive insieme: sei nel tempo della maternità, cioè di espansione e creazione di vita , ma il tuo corpo e la tua mente hanno subito simultaneamente una perdita vitale. Il sistema mente-intestino sta tentando di “digerire” due esperienze contrapposte: la nascita e la morte. E questo può generare un cortocircuito emotivo molto intenso.Secondo la SBP, quando viviamo un trauma improvviso, il Secondo Cervello entra in uno stato di “saturazione emotiva”.
Le emozioni , paura, tristezza, smarrimento, colpa , si depositano nella memoria emotiva e si traducono in pensieri intrusivi o scenari catastrofici. È il modo in cui il corpo tenta di elaborare l’impossibile: “se prevedo il peggio, forse non soffrirò ancora”.Ma questo meccanismo, che nasce come autodifesa, alla lunga ti tiene bloccata in un tempo sospeso, dove non puoi né piangere fino in fondo né gioire per ciò che sta crescendo in te.Il Secondo Cervello, in questi casi, invia segnali di allarme continui al cervello superiore: insonnia, paura costante, mancanza di fiducia, senso di colpa. È come se la tua mente logica fosse “inondata” da un mare emotivo che non sa più contenere.Il senso di colpa che provi , “non posso essere felice se lei non c’è” , è una forma di fedeltà invisibile alla figura materna.
Nella lettura SBP, questo accade quando la Matrix Emotiva si lega in modo molto profondo al simbolo del nutrimento: la madre.
Ora che lei non c’è più, il tuo sistema emotivo teme che “nutrirti” (di vita, di piacere, di speranza) significhi tradirla. Ma in realtà, vivere è il modo più alto per onorarla. Il tuo bambino è parte di questa continuità vitale: in lui, la vita di tua madre si trasmette in una forma nuova e misteriosa.Nel metodo SBP, si lavora sull’integrazione tra cervello logico e cervello emotivo: la logica comprende, ma è il corpo che deve sentire di nuovo sicurezza.
Puoi cominciare da gesti semplici ma potenti:
Respiro ventre-cuore: ogni giorno, per qualche minuto, metti una mano sul petto e una sull’addome. Inspira pensando “accolgo la vita”, espira pensando “rilascio la paura”. È un modo per ristabilire la comunicazione tra i due cervelli.
Scrivi una lettera simbolica a tua madre: non per “chiudere”, ma per continuare il dialogo in una forma nuova. Dille ciò che senti, ciò che temi, ciò che vorresti ancora condividere.
Parla al tuo bambino: il Secondo Cervello percepisce le parole come frequenze. Digli che la mamma sta attraversando un dolore ma che dentro di voi la vita continua. Questo gesto “ripara” la scissione interna tra lutto e maternità.
Nel metodo SBP si dice spesso:
“L’emozione che oggi ti spaventa, domani sarà la chiave che ti libera.”
Non sei fragile, sei in transito. Il tuo sistema emotivo sta cercando un nuovo equilibrio dopo un trauma improvviso. Ciò che ora appare come paura, in realtà è un atto d’amore non ancora trasformato: il desiderio di proteggere chi ami e di non perdere più.Con l’aiuto di un terapeuta (come stai saggiamente cercando), potrai gradualmente “svuotare le stanze” della memoria emotiva e lasciare che la vita e la fiducia ritornino a scorrere dentro di te.
Dr Armando Ingegnieri, Psicologo e Fondatore della Second Brain Psychology
Le emozioni , paura, tristezza, smarrimento, colpa , si depositano nella memoria emotiva e si traducono in pensieri intrusivi o scenari catastrofici. È il modo in cui il corpo tenta di elaborare l’impossibile: “se prevedo il peggio, forse non soffrirò ancora”.Ma questo meccanismo, che nasce come autodifesa, alla lunga ti tiene bloccata in un tempo sospeso, dove non puoi né piangere fino in fondo né gioire per ciò che sta crescendo in te.Il Secondo Cervello, in questi casi, invia segnali di allarme continui al cervello superiore: insonnia, paura costante, mancanza di fiducia, senso di colpa. È come se la tua mente logica fosse “inondata” da un mare emotivo che non sa più contenere.Il senso di colpa che provi , “non posso essere felice se lei non c’è” , è una forma di fedeltà invisibile alla figura materna.
Nella lettura SBP, questo accade quando la Matrix Emotiva si lega in modo molto profondo al simbolo del nutrimento: la madre.
Ora che lei non c’è più, il tuo sistema emotivo teme che “nutrirti” (di vita, di piacere, di speranza) significhi tradirla. Ma in realtà, vivere è il modo più alto per onorarla. Il tuo bambino è parte di questa continuità vitale: in lui, la vita di tua madre si trasmette in una forma nuova e misteriosa.Nel metodo SBP, si lavora sull’integrazione tra cervello logico e cervello emotivo: la logica comprende, ma è il corpo che deve sentire di nuovo sicurezza.
Puoi cominciare da gesti semplici ma potenti:
Respiro ventre-cuore: ogni giorno, per qualche minuto, metti una mano sul petto e una sull’addome. Inspira pensando “accolgo la vita”, espira pensando “rilascio la paura”. È un modo per ristabilire la comunicazione tra i due cervelli.
Scrivi una lettera simbolica a tua madre: non per “chiudere”, ma per continuare il dialogo in una forma nuova. Dille ciò che senti, ciò che temi, ciò che vorresti ancora condividere.
Parla al tuo bambino: il Secondo Cervello percepisce le parole come frequenze. Digli che la mamma sta attraversando un dolore ma che dentro di voi la vita continua. Questo gesto “ripara” la scissione interna tra lutto e maternità.
Nel metodo SBP si dice spesso:
“L’emozione che oggi ti spaventa, domani sarà la chiave che ti libera.”
Non sei fragile, sei in transito. Il tuo sistema emotivo sta cercando un nuovo equilibrio dopo un trauma improvviso. Ciò che ora appare come paura, in realtà è un atto d’amore non ancora trasformato: il desiderio di proteggere chi ami e di non perdere più.Con l’aiuto di un terapeuta (come stai saggiamente cercando), potrai gradualmente “svuotare le stanze” della memoria emotiva e lasciare che la vita e la fiducia ritornino a scorrere dentro di te.
Dr Armando Ingegnieri, Psicologo e Fondatore della Second Brain Psychology
Quello che sta vivendo è profondamente doloroso e comprensibile. Perdere improvvisamente sua madre, mentre è in attesa del suo primo figlio, è uno shock enorme, e le emozioni che descrive, paura, ansia, senso di colpa, sconforto, sono una reazione naturale a un evento così improvviso e traumatico. È normale sentirsi smarrita e travolta, e avere paura di perdere altre persone care o di vivere altre tragedie. Anche i momenti in cui prova sollievo o distrazione non significano che stia dimenticando sua madre: è il modo del suo corpo e della sua mente di trovare un po’ di respiro.
Può essere utile:
Accogliere le proprie emozioni senza giudicarle: tutto ciò che sente è umano e legittimo.
Condividere ciò che prova con qualcuno di fiducia, o con un professionista, per non sentirsi sola nel dolore.
Piccoli gesti concreti per sé e per il bambino possono aiutare a ritrovare un minimo senso di controllo, senza sentirsi in colpa.
Tecniche di respirazione e presenza mentale possono alleviare momenti di ansia intensa o pensieri catastrofici.
Non deve affrontare questo momento da sola. Il lutto improvviso in gravidanza può essere devastante, ma con il giusto supporto si può gradualmente ritrovare un equilibrio emotivo e la capacità di godere anche dei momenti di gioia.
Se lo desidera, sono disponibile per un colloquio conoscitivo, anche online, per accompagnarla in questo periodo così difficile e sostenerla nel costruire sicurezza e serenità, anche in vista della nascita del bambino.
Dott.ssa Greta Pisano, psicologa e psicoterapeuta
Può essere utile:
Accogliere le proprie emozioni senza giudicarle: tutto ciò che sente è umano e legittimo.
Condividere ciò che prova con qualcuno di fiducia, o con un professionista, per non sentirsi sola nel dolore.
Piccoli gesti concreti per sé e per il bambino possono aiutare a ritrovare un minimo senso di controllo, senza sentirsi in colpa.
Tecniche di respirazione e presenza mentale possono alleviare momenti di ansia intensa o pensieri catastrofici.
Non deve affrontare questo momento da sola. Il lutto improvviso in gravidanza può essere devastante, ma con il giusto supporto si può gradualmente ritrovare un equilibrio emotivo e la capacità di godere anche dei momenti di gioia.
Se lo desidera, sono disponibile per un colloquio conoscitivo, anche online, per accompagnarla in questo periodo così difficile e sostenerla nel costruire sicurezza e serenità, anche in vista della nascita del bambino.
Dott.ssa Greta Pisano, psicologa e psicoterapeuta
Gentile utente,
il vissuto che riporta è molto intenso e profondamente umano. Si è trovata, in modo improvviso e imprevedibile, a confrontarsi con una perdita che ha sconvolto il suo equilibrio e l’ha messa di fronte a un forte senso di vulnerabilità. Mi dispiace sinceramente per la sua perdita. La morte improvvisa di sua madre ha interrotto bruscamente il ritmo naturale della sua esperienza, senza darle il tempo di prepararsi. È comprensibile che emergano dolore, incredulità, rabbia e anche senso di colpa nei momenti in cui sente di ricominciare, lentamente, a vivere.
Dal mio punto di vista è molto importante che si conceda uno spazio in cui poter accogliere, insieme a una figura esperta e di supporto, tutto ciò che sta accadendo dentro di sé. In questo momento si trova ad attraversare un paradosso profondo: la perdita di una vita mentre ne porta dentro di sé una nuova. Nascita e morte, presenza e assenza, si incontrano in lei e meritano di essere ascoltate con rispetto e delicatezza. La incoraggio a cercare uno spazio terapeutico in cui poter esplorare questi vissuti, non in solitudine. Il dolore della perdita è anche un modo con il quale riconosce il valore di tutto ciò che la sua mamma ha rappresentato e rappresenta per lei. Per quanto possa sembrarle paradossale, è proprio sostando in quel dolore, permettendosi di sentirlo e attraversarlo, che potrà trasformare e rinnovare il legame con sua madre, integrandolo in una forma nuova dentro di sé.
il vissuto che riporta è molto intenso e profondamente umano. Si è trovata, in modo improvviso e imprevedibile, a confrontarsi con una perdita che ha sconvolto il suo equilibrio e l’ha messa di fronte a un forte senso di vulnerabilità. Mi dispiace sinceramente per la sua perdita. La morte improvvisa di sua madre ha interrotto bruscamente il ritmo naturale della sua esperienza, senza darle il tempo di prepararsi. È comprensibile che emergano dolore, incredulità, rabbia e anche senso di colpa nei momenti in cui sente di ricominciare, lentamente, a vivere.
Dal mio punto di vista è molto importante che si conceda uno spazio in cui poter accogliere, insieme a una figura esperta e di supporto, tutto ciò che sta accadendo dentro di sé. In questo momento si trova ad attraversare un paradosso profondo: la perdita di una vita mentre ne porta dentro di sé una nuova. Nascita e morte, presenza e assenza, si incontrano in lei e meritano di essere ascoltate con rispetto e delicatezza. La incoraggio a cercare uno spazio terapeutico in cui poter esplorare questi vissuti, non in solitudine. Il dolore della perdita è anche un modo con il quale riconosce il valore di tutto ciò che la sua mamma ha rappresentato e rappresenta per lei. Per quanto possa sembrarle paradossale, è proprio sostando in quel dolore, permettendosi di sentirlo e attraversarlo, che potrà trasformare e rinnovare il legame con sua madre, integrandolo in una forma nuova dentro di sé.
Le tue parole trasmettono tutto il dolore e lo smarrimento di una perdita così improvvisa e ingiusta. È comprensibile che tu ti senta paralizzata e piena di paura: la morte di tua madre ha spezzato un senso di sicurezza profondo, e ora il mondo ti sembra fragile e imprevedibile. Non sei “debole” né “sbagliata”: stai semplicemente vivendo un lutto traumatico, aggravato da un momento delicato come la gravidanza, in cui le emozioni sono già amplificate.
Il senso di colpa per i momenti di leggerezza è una reazione frequente nel dolore: è come se la mente volesse tenere viva la persona amata attraverso la sofferenza, ma tua madre non avrebbe voluto questo per te, né per il bambino che porti in grembo.
Hai fatto bene a pensare di rivolgerti a uno specialista: in questo momento hai bisogno di essere accompagnata con delicatezza, per imparare a convivere con la perdita senza che diventi paura del futuro. Non cercare di “stare bene”, ma di concederti tempo, ascolto e compassione. La vita non ti sta chiedendo di dimenticare, ma di imparare, lentamente, a respirare di nuovo.
Il senso di colpa per i momenti di leggerezza è una reazione frequente nel dolore: è come se la mente volesse tenere viva la persona amata attraverso la sofferenza, ma tua madre non avrebbe voluto questo per te, né per il bambino che porti in grembo.
Hai fatto bene a pensare di rivolgerti a uno specialista: in questo momento hai bisogno di essere accompagnata con delicatezza, per imparare a convivere con la perdita senza che diventi paura del futuro. Non cercare di “stare bene”, ma di concederti tempo, ascolto e compassione. La vita non ti sta chiedendo di dimenticare, ma di imparare, lentamente, a respirare di nuovo.
Buongiorno, le parole che ha condiviso raccontano un dolore profondo, che tocca corde umane molto delicate. La perdita improvvisa di una madre è uno degli eventi più destabilizzanti che si possano vivere, e quando questo accade in un momento già così intenso come una gravidanza, è naturale sentirsi travolti, impauriti e confusi. Quello che sta provando non è segno di debolezza, ma la risposta naturale a un evento che ha infranto il senso di sicurezza e continuità su cui si fondava la sua vita. Il lutto, soprattutto quando arriva all’improvviso, non lascia il tempo di prepararsi. Il mondo cambia in un istante, e tutto ciò che prima sembrava certo diventa fragile. La mente allora comincia a difendersi come può, cercando di anticipare ogni possibile perdita, come se prevedendo la sofferenza si potesse evitarla. Ma questa ipervigilanza, questo continuo “e se succedesse di nuovo?”, pur essendo una reazione comprensibile, diventa molto faticosa perché le impedisce di sentire la vita che, nonostante tutto, continua. Anche la difficoltà nel pregare o nel trovare un senso è parte di questo smarrimento: la perdita di una persona così significativa può far vacillare le certezze più profonde, quelle spirituali e quelle emotive. Il senso di colpa che descrive, per i momenti in cui riesce a distrarsi o a provare qualcosa di bello, è molto comune. È come se una parte di lei credesse che stare meglio significhi dimenticare, ma non è così. Il dolore per una perdita non si misura con la sofferenza continua: poter sorridere, anche solo per un istante, non è mancanza di amore verso sua madre, ma un modo per onorarla attraverso la vita che le ha trasmesso. Il suo bambino, che cresce dentro di lei, rappresenta una forma di continuità profonda, un legame con la vita che la aiuterà, gradualmente, a ritrovare un senso di direzione. Non deve sentirsi in colpa per la paura o per la tristezza. In questo momento la sua mente ha bisogno di ritrovare sicurezza, e lo farà anche attraverso la vicinanza di chi può ascoltarla con empatia e aiutarla a dare un significato nuovo a ciò che è accaduto. Il dolore che sente oggi non resterà così per sempre, ma diventerà parte della sua storia, qualcosa che la accompagnerà con una forma diversa, più dolce, più integrata. Nel frattempo, cerchi di concedersi il diritto di provare tutto: la paura, la rabbia, il senso di colpa, ma anche quei piccoli momenti di tregua che la vita ancora le offre. È proprio da lì che ricomincia la fiducia. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno,
il lutto rappresenta una fase estremamente delicata della vita, in cui la persona si confronta con un’esperienza di perdita profonda. Da quanto descrive, è possibile che lei si trovi nella fase iniziale del processo di elaborazione del lutto, comunemente definita fase della negazione. In questo momento prevalgono spesso sentimenti di incredulità e disorientamento, e può risultare difficile accettare pienamente la realtà dell’accaduto, e ancora più difficile progettare qualcosa per il futuro.
Il venir meno della progettualità o la sensazione di blocco che sta sperimentando possono essere considerati una risposta emotiva naturale di fronte a uno shock così intenso. Con il tempo, e attraverso un percorso di consapevolezza e sostegno adeguato, queste reazioni tendono gradualmente ad attenuarsi, lasciando spazio a una rielaborazione più profonda della perdita.
il lutto rappresenta una fase estremamente delicata della vita, in cui la persona si confronta con un’esperienza di perdita profonda. Da quanto descrive, è possibile che lei si trovi nella fase iniziale del processo di elaborazione del lutto, comunemente definita fase della negazione. In questo momento prevalgono spesso sentimenti di incredulità e disorientamento, e può risultare difficile accettare pienamente la realtà dell’accaduto, e ancora più difficile progettare qualcosa per il futuro.
Il venir meno della progettualità o la sensazione di blocco che sta sperimentando possono essere considerati una risposta emotiva naturale di fronte a uno shock così intenso. Con il tempo, e attraverso un percorso di consapevolezza e sostegno adeguato, queste reazioni tendono gradualmente ad attenuarsi, lasciando spazio a una rielaborazione più profonda della perdita.
Cara utente, intanto ti porgo le mie più sincere condoglianze. Stai attraversando, nella stessa stagione di vita, due eventi così immensi e al contempo dicotomici che riuscire a rispondere al turbinio di emozioni che ne conseguono deve essere estremamente faticoso. Il lutto è un evento che richiede tempo ma che non ha "istruzioni per l'uso": non esiste un tempo "giusto", un modo "giusto". Ognuno di noi ha bagagli e risorse diverse che, in modo diverso, possono consentirgli di raggiungere il momento in cui si possa lasciar andare il proprio caro mantenendone viva la memoria e l'affetto.
Qualora tu riuscissi, in un momento così delicato, a farti accompagnare da uno psicologo, questo potrebbe essere sicuramente di supporto nel prenderti cura di te. Se ritenessi comodo ed utile intraprendere un percorso online, io sono pienamente disponibile per un primo colloquio, che puoi prenotare direttamente da qua. Intanto ti faccio il mio in bocca al lupo, cordialmente, Dott.ssa Sara Torregrossa
Qualora tu riuscissi, in un momento così delicato, a farti accompagnare da uno psicologo, questo potrebbe essere sicuramente di supporto nel prenderti cura di te. Se ritenessi comodo ed utile intraprendere un percorso online, io sono pienamente disponibile per un primo colloquio, che puoi prenotare direttamente da qua. Intanto ti faccio il mio in bocca al lupo, cordialmente, Dott.ssa Sara Torregrossa
Buongiorno, un lutto improvviso è un evento che sconvolge, che destabilizza, la gravidanza è un momento delicato dove il legame genitoriale si fa più forte, è comprensibile il suo stato d'nimo attuale di terrore sul futuro e di spaesamento. Potrebbe aiutarla impostare un percorso psicologico per l'elaborazione del lutto e l'accompagnamento in questa fase di vita delicata.
Buongiorno,
grazie per aver trovato il coraggio di condividere un vissuto così doloroso.
La perdita improvvisa di una persona così importante come la mamma, soprattutto senza la possibilità di prepararsi emotivamente, è un’esperienza destabilizzante. Quando un lutto arriva in modo traumatico, è frequente che il mondo intero sembri crollare: le certezze vacillano, il futuro appare minaccioso e anche emozioni normalmente positive vengono vissute con senso di colpa.
Lei non sta tradendo sua mamma vivendo dei momenti di serenità: sta onorando la vita che le ha trasmesso.
E in questo momento sta anche dando la vita a suo figlio.
Non ha bisogno di essere forte sempre: ha bisogno di sentirsi sostenuta.
Ha già fatto un passo fondamentale: cercare un aiuto professionale. Quando inizierà il percorso, potrà dare un nome alle sue emozioni, trovare uno spazio sicuro e imparare a integrare la perdita nella sua storia senza esserne travolta.
Se dovesse sentirsi sopraffatta o i pensieri di paura dovessero diventare ingestibili, non esiti a contattare uno psicologo o un servizio sanitario nella sua zona. Non è sola.
Invece di pensare "ma se non ci sarò, se succede un'altra disgrazia" provi a pensare "io ci sono e potrebbero succedere anche cose belle".
grazie per aver trovato il coraggio di condividere un vissuto così doloroso.
La perdita improvvisa di una persona così importante come la mamma, soprattutto senza la possibilità di prepararsi emotivamente, è un’esperienza destabilizzante. Quando un lutto arriva in modo traumatico, è frequente che il mondo intero sembri crollare: le certezze vacillano, il futuro appare minaccioso e anche emozioni normalmente positive vengono vissute con senso di colpa.
Lei non sta tradendo sua mamma vivendo dei momenti di serenità: sta onorando la vita che le ha trasmesso.
E in questo momento sta anche dando la vita a suo figlio.
Non ha bisogno di essere forte sempre: ha bisogno di sentirsi sostenuta.
Ha già fatto un passo fondamentale: cercare un aiuto professionale. Quando inizierà il percorso, potrà dare un nome alle sue emozioni, trovare uno spazio sicuro e imparare a integrare la perdita nella sua storia senza esserne travolta.
Se dovesse sentirsi sopraffatta o i pensieri di paura dovessero diventare ingestibili, non esiti a contattare uno psicologo o un servizio sanitario nella sua zona. Non è sola.
Invece di pensare "ma se non ci sarò, se succede un'altra disgrazia" provi a pensare "io ci sono e potrebbero succedere anche cose belle".
Gent.ma utente,
la perdita di un genitore è un evento devastante nella vita di una persona, soprattutto quando avviene in modo imprevedibile e precoce. E' un trauma che, ahimè, la maggior parte di noi si trova ad dover affrontare ed è un momento di separazione che deve avere i suoi tempi, che lascia le sue cicatrici e che inonda la mente di pensieri e sentimenti difficili da gestire.
Lei sta vivendo questo dolore immenso in contrasto con una gioia incredibile che arriverà con la nascita di suo figlio. Emozioni diverse che lottano per emergere: entrambe hanno le loro ragioni, i loro bisogni, il loro diritto a manifestarsi. Ma nessuna di queste emozioni deve essere giudicata come giusta o sbagliata e magari farla sentire in colpa o arrabbiata con sé stessa. La vita è un continuo sbalzo di eventi, di situazioni incalcolabili e incontrollabili, alcune belle e altre tremende, e dobbiamo imparare a navigare in queste acque tempestose con coraggio, ma anche con flessibilità e accettazione dell'umana fragilità.
Intraprendere un percorso psicologico in questo momento, potrebbe esserle di grande supporto, per capire meglio questa tempesta emotiva e comprendere anche la natura di certi pensieri intrusivi che insistono nella sua mente. Ci sono riflessioni utili e altre davvero poco edificanti, svantaggiose e non aderenti alla realtà. Eppure la mente soffre del bias della negatività e continua a ruminare sul passato, sui rimpianti, sulle colpe, oppure a rimuginare sul futuro, sprofondando nella catastrofe e nel pessimismo. Certo, la mente ci mette in guardia dai pericoli della vita, ci fa preoccupare per proteggerci, ma con quale terribile impatto sul presente?
Invece, è proprio nel presente che possiamo condizionare positivamente il nostro futuro e stabilire le vere priorità per stare bene e meritare la nostra fetta di felicità. E lei, nel suo presente, sta vivendo una situazione straordinaria: portare in grembo una nuova vita, alimentarla dal suo interno, sentirla crescere e darle la possibilità di entrare a far parte della sua vita. E quel giorno una parte di sua madre rivivrà in quel bambino, e la sua impronta genetica sarà evidente nei tratti, nelle movenze, nei comportamenti futuri. Non solo nei geni, ma sua madre rivivrà anche nel modo in cui lei educherà quel bimbo, in ciò che gli insegnerà, in ciò che gli racconterà, magari proprio di sua nonna. Anche mia figlia è nata senza la nonna materna, scomparsa precocemente, eppure è come se lei la conoscesse, come se il mondo intorno parlasse di lei in qualche modo, e certe volte fa o dice delle cose proprio come avrebbe detto o fatto sua nonna.
La vita è fragile e un giorno finirà per ognuno di noi. Possiamo starci a pensare continuamente, oppure non pensarci affatto, ma le cose non cambieranno. Allora, perché perdere tempo e non approfittare di ogni giorno? La gratitudine per quello che abbiamo, per la nostra capacità di comprendere, per i nostri cari, per il cibo, la casa, l'aria che respiriamo... la gratitudine è il seme dell'autostima e della forza di vivere. La coltivi sempre e la insegni al suo bimbo!
Le auguro davvero il meglio e spero trovi il supporto giusto per superare serenamente questo difficilissimo lutto.
Un caro saluto, Dott. Antonio Cortese
la perdita di un genitore è un evento devastante nella vita di una persona, soprattutto quando avviene in modo imprevedibile e precoce. E' un trauma che, ahimè, la maggior parte di noi si trova ad dover affrontare ed è un momento di separazione che deve avere i suoi tempi, che lascia le sue cicatrici e che inonda la mente di pensieri e sentimenti difficili da gestire.
Lei sta vivendo questo dolore immenso in contrasto con una gioia incredibile che arriverà con la nascita di suo figlio. Emozioni diverse che lottano per emergere: entrambe hanno le loro ragioni, i loro bisogni, il loro diritto a manifestarsi. Ma nessuna di queste emozioni deve essere giudicata come giusta o sbagliata e magari farla sentire in colpa o arrabbiata con sé stessa. La vita è un continuo sbalzo di eventi, di situazioni incalcolabili e incontrollabili, alcune belle e altre tremende, e dobbiamo imparare a navigare in queste acque tempestose con coraggio, ma anche con flessibilità e accettazione dell'umana fragilità.
Intraprendere un percorso psicologico in questo momento, potrebbe esserle di grande supporto, per capire meglio questa tempesta emotiva e comprendere anche la natura di certi pensieri intrusivi che insistono nella sua mente. Ci sono riflessioni utili e altre davvero poco edificanti, svantaggiose e non aderenti alla realtà. Eppure la mente soffre del bias della negatività e continua a ruminare sul passato, sui rimpianti, sulle colpe, oppure a rimuginare sul futuro, sprofondando nella catastrofe e nel pessimismo. Certo, la mente ci mette in guardia dai pericoli della vita, ci fa preoccupare per proteggerci, ma con quale terribile impatto sul presente?
Invece, è proprio nel presente che possiamo condizionare positivamente il nostro futuro e stabilire le vere priorità per stare bene e meritare la nostra fetta di felicità. E lei, nel suo presente, sta vivendo una situazione straordinaria: portare in grembo una nuova vita, alimentarla dal suo interno, sentirla crescere e darle la possibilità di entrare a far parte della sua vita. E quel giorno una parte di sua madre rivivrà in quel bambino, e la sua impronta genetica sarà evidente nei tratti, nelle movenze, nei comportamenti futuri. Non solo nei geni, ma sua madre rivivrà anche nel modo in cui lei educherà quel bimbo, in ciò che gli insegnerà, in ciò che gli racconterà, magari proprio di sua nonna. Anche mia figlia è nata senza la nonna materna, scomparsa precocemente, eppure è come se lei la conoscesse, come se il mondo intorno parlasse di lei in qualche modo, e certe volte fa o dice delle cose proprio come avrebbe detto o fatto sua nonna.
La vita è fragile e un giorno finirà per ognuno di noi. Possiamo starci a pensare continuamente, oppure non pensarci affatto, ma le cose non cambieranno. Allora, perché perdere tempo e non approfittare di ogni giorno? La gratitudine per quello che abbiamo, per la nostra capacità di comprendere, per i nostri cari, per il cibo, la casa, l'aria che respiriamo... la gratitudine è il seme dell'autostima e della forza di vivere. La coltivi sempre e la insegni al suo bimbo!
Le auguro davvero il meglio e spero trovi il supporto giusto per superare serenamente questo difficilissimo lutto.
Un caro saluto, Dott. Antonio Cortese
Buongiorno,
capisco la sua sofferenza, la perdita improvvisa di una madre, specialmente in un momento così delicato come la gravidanza, è un trauma che può far vacillare ogni certezza. È comprensibile che oggi provi paura, senso di colpa e smarrimento, sono reazioni umane e comuni quando si affronta un lutto così importante.
E' importante però ricordare che queste emozioni, per quanto intense, non definiscono chi lei è, ma sono la risposta a un evento troppo grande e improvviso.
Nei momenti in cui riesce a distrarsi o a provare un po’ di leggerezza, non sta “tradendo” sua madre, sta semplicemente permettendo a se stessa e al suo bambino di andare avanti. Concedersi attimi di sollievo è parte del processo di guarigione. Ha già fatto un passo importante nel cercare un aiuto professionale. Se si sente in difficoltà, ricordi che un percorso di sostegno psicologico può aiutarla a elaborare la perdita, ridurre la paura e ritrovare un equilibrio emotivo che le consenta di vivere questa maternità con più calma e fiducia.
Le mando i miei saluti, Dott.ssa Mara Di Clemente
capisco la sua sofferenza, la perdita improvvisa di una madre, specialmente in un momento così delicato come la gravidanza, è un trauma che può far vacillare ogni certezza. È comprensibile che oggi provi paura, senso di colpa e smarrimento, sono reazioni umane e comuni quando si affronta un lutto così importante.
E' importante però ricordare che queste emozioni, per quanto intense, non definiscono chi lei è, ma sono la risposta a un evento troppo grande e improvviso.
Nei momenti in cui riesce a distrarsi o a provare un po’ di leggerezza, non sta “tradendo” sua madre, sta semplicemente permettendo a se stessa e al suo bambino di andare avanti. Concedersi attimi di sollievo è parte del processo di guarigione. Ha già fatto un passo importante nel cercare un aiuto professionale. Se si sente in difficoltà, ricordi che un percorso di sostegno psicologico può aiutarla a elaborare la perdita, ridurre la paura e ritrovare un equilibrio emotivo che le consenta di vivere questa maternità con più calma e fiducia.
Le mando i miei saluti, Dott.ssa Mara Di Clemente
Buongiorno,da ciò che scrive emerge con molta chiarezza quanto l’evento che ha vissuto sia stato traumatico: una perdita improvvisa, inaspettata, in un momento della vita già molto delicato come la gravidanza. Non è “solo” un lutto, è qualcosa che ha spezzato di colpo il senso di continuità e sicurezza su cui si appoggiava.
Dal modo in cui descrive le sue giornate si vede come la mente sia entrata in una sorta di modalità d’allarme: paura che possa morire lei, paura di perdere altri affetti, difficoltà a progettare perché ogni volta che pensa al futuro arriva il pensiero “e se non ci sarò?” o “e se succede un’altra disgrazia?”. In un’ottica cognitivo-comportamentale, questo è il cuore del meccanismo ansioso: l’evento improvviso ha fatto saltare l’idea implicita che “le cose gravi non succedono proprio a me, all’improvviso”, e ora il cervello tende a sovrastimare il pericolo e a vedere ovunque la possibilità di una catastrofe.
Si nota anche un’altra componente importante: l’intolleranza dell’incertezza. Il fatto che tutto sia cambiato in una settimana sembra aver reso quasi insopportabile l’idea che il futuro non sia controllabile. Da qui il blocco sulla progettualità: “che senso ha programmare, se può crollare tutto?”. A livello emotivo, è come se la scelta fosse fra due estremi: o fingere che non sia successo niente, o vivere solo nel timore che accada di nuovo qualcosa di irreparabile.
Accanto alla paura c’è poi la colpa, rivolta soprattutto verso sua madre: quando nota di riuscire a distrarsi o a vivere un momento più leggero, scatta il pensiero “non posso provare piacere, dovrei provare solo dolore”. È come se esistesse una regola interna del tipo: “se sto un po’ meglio è come se la stessi tradendo”. Questo porta a vivere i pochi momenti di sollievo non come risorse, ma come qualcosa di sbagliato, e la riporta di nuovo nel dolore e nello sconforto. In termini cognitivi, è una forma di “lealtà nel dolore”: il lutto viene tenuto vivo non solo nei ricordi, ma anche attraverso il divieto di stare un po’ meglio.
Tutto questo insieme crea un circolo che si autoalimenta:
– l’evento traumatico ha acceso l’allarme (“può succedere di nuovo in qualsiasi momento”);
– i pensieri catastrofici (“se faccio progetti, poi succede qualcosa”, “se sto bene vuol dire che non soffro abbastanza”) amplificano quell’allarme;
– per cercare una forma di controllo ci si blocca, si evita di guardare avanti, ci si nega occasioni di benessere;
– questo, però, conferma alla mente l’idea che il mondo sia solo pericoloso e che sia vietato permettersi qualsiasi spazio di sollievo, mantenendo alta l’ansia e la sofferenza.
Un percorso con uno specialista, soprattutto con un approccio cognitivo-comportamentale, può aiutarla proprio a mettere a fuoco questo meccanismo. Da un lato, dando un nome a ciò che prova (lutto acuto, paura, senso di colpa) e distinguendo tra il dolore inevitabile per la perdita e quella parte di sofferenza che nasce da regole interne rigide (“non posso stare bene”, “non posso fidarmi del futuro”). Dall’altro, lavorando gradualmente sui pensieri che alimentano l’ansia e la colpa: non per convincerla che “va tutto bene”, ma per aiutarla a costruire un rapporto più flessibile con l’incertezza e con l’idea di poter tornare, lentamente, a progettare qualcosa senza sentirsi in errore o irrispettosa verso sua madre.
In questo senso, la terapia diventa uno spazio in cui esplorare come la morte improvvisa di sua madre ha cambiato il modo di guardare il mondo (“tutto è pericoloso”, “niente è stabile”) e come queste convinzioni stanno influenzando la gravidanza, il legame con il bambino che porta in grembo, la possibilità di pensare al futuro. Non è un lavoro dove le si chiede di “lasciare andare” sua madre o di smettere di soffrire, ma di trovare una forma diversa di legame con lei che non passi solo attraverso la paura e il sacrificio di ogni gioia.
Dal modo in cui descrive le sue giornate si vede come la mente sia entrata in una sorta di modalità d’allarme: paura che possa morire lei, paura di perdere altri affetti, difficoltà a progettare perché ogni volta che pensa al futuro arriva il pensiero “e se non ci sarò?” o “e se succede un’altra disgrazia?”. In un’ottica cognitivo-comportamentale, questo è il cuore del meccanismo ansioso: l’evento improvviso ha fatto saltare l’idea implicita che “le cose gravi non succedono proprio a me, all’improvviso”, e ora il cervello tende a sovrastimare il pericolo e a vedere ovunque la possibilità di una catastrofe.
Si nota anche un’altra componente importante: l’intolleranza dell’incertezza. Il fatto che tutto sia cambiato in una settimana sembra aver reso quasi insopportabile l’idea che il futuro non sia controllabile. Da qui il blocco sulla progettualità: “che senso ha programmare, se può crollare tutto?”. A livello emotivo, è come se la scelta fosse fra due estremi: o fingere che non sia successo niente, o vivere solo nel timore che accada di nuovo qualcosa di irreparabile.
Accanto alla paura c’è poi la colpa, rivolta soprattutto verso sua madre: quando nota di riuscire a distrarsi o a vivere un momento più leggero, scatta il pensiero “non posso provare piacere, dovrei provare solo dolore”. È come se esistesse una regola interna del tipo: “se sto un po’ meglio è come se la stessi tradendo”. Questo porta a vivere i pochi momenti di sollievo non come risorse, ma come qualcosa di sbagliato, e la riporta di nuovo nel dolore e nello sconforto. In termini cognitivi, è una forma di “lealtà nel dolore”: il lutto viene tenuto vivo non solo nei ricordi, ma anche attraverso il divieto di stare un po’ meglio.
Tutto questo insieme crea un circolo che si autoalimenta:
– l’evento traumatico ha acceso l’allarme (“può succedere di nuovo in qualsiasi momento”);
– i pensieri catastrofici (“se faccio progetti, poi succede qualcosa”, “se sto bene vuol dire che non soffro abbastanza”) amplificano quell’allarme;
– per cercare una forma di controllo ci si blocca, si evita di guardare avanti, ci si nega occasioni di benessere;
– questo, però, conferma alla mente l’idea che il mondo sia solo pericoloso e che sia vietato permettersi qualsiasi spazio di sollievo, mantenendo alta l’ansia e la sofferenza.
Un percorso con uno specialista, soprattutto con un approccio cognitivo-comportamentale, può aiutarla proprio a mettere a fuoco questo meccanismo. Da un lato, dando un nome a ciò che prova (lutto acuto, paura, senso di colpa) e distinguendo tra il dolore inevitabile per la perdita e quella parte di sofferenza che nasce da regole interne rigide (“non posso stare bene”, “non posso fidarmi del futuro”). Dall’altro, lavorando gradualmente sui pensieri che alimentano l’ansia e la colpa: non per convincerla che “va tutto bene”, ma per aiutarla a costruire un rapporto più flessibile con l’incertezza e con l’idea di poter tornare, lentamente, a progettare qualcosa senza sentirsi in errore o irrispettosa verso sua madre.
In questo senso, la terapia diventa uno spazio in cui esplorare come la morte improvvisa di sua madre ha cambiato il modo di guardare il mondo (“tutto è pericoloso”, “niente è stabile”) e come queste convinzioni stanno influenzando la gravidanza, il legame con il bambino che porta in grembo, la possibilità di pensare al futuro. Non è un lavoro dove le si chiede di “lasciare andare” sua madre o di smettere di soffrire, ma di trovare una forma diversa di legame con lei che non passi solo attraverso la paura e il sacrificio di ogni gioia.
Cara utente,
quello che stai vivendo è uno degli attraversamenti emotivi più intensi e contraddittori che una persona possa incontrare: la maternità che avanza e, nello stesso tempo, una perdita improvvisa, ingiusta, che spezza la continuità del mondo così come lo conoscevi.
Quando la morte arriva senza preavviso, in modo così rapido e destabilizzante, è come se l’intero senso di sicurezza interna si frantumasse.
Il pensiero della propria mortalità, la paura che qualcosa possa accadere alle persone amate, la sensazione che nulla sia più prevedibile… sono reazioni profonde, quasi corporee, non scelte. Derivano dallo shock, dal trauma, dal crollo di una struttura emotiva che prima sorreggeva la tua quotidianità.
In gravidanza queste emozioni si amplificano ancora di più: il corpo è aperto, vulnerabile, attraversato da cambiamenti enormi. E la perdita della madre in questa fase tocca corde antichissime: la madre che se ne va proprio mentre tu stai diventando madre. È una ferita che tocca l’asse più profondo della sicurezza, del legame, della continuità della vita.
Le paure che descrivi — di morire, di perdere altri, di non riuscire a progettare, di sentirti in colpa quando ti distrai — non sono segni di “debolezza”: sono il modo in cui la tua psiche sta tentando, faticosamente, di dare un senso a ciò che non ne ha.
Il senso di colpa per i momenti in cui riesci a respirare è un tentativo di restare legata a tua madre, come se vivere qualcosa di buono significasse allontanarti da lei. È un movimento interno frequentissimo in chi vive un lutto improvviso.
E anche il fatto di non riuscire a pregare, di avere la sensazione che ogni fiducia sia crollata, non è un fallimento spirituale: è la naturale conseguenza di un trauma che mette in discussione i punti più profondi del proprio orientamento esistenziale.
In tutto questo c’è una parte di te che sta cercando disperatamente un appiglio, mentre un’altra sembra essere ancora immersa nel buio dello shock.
Non hai nulla da “fare” ora, se non riconoscere che ciò che senti è proporzionato all’enormità di ciò che è accaduto.
Un percorso psicologico potrà essere uno spazio sicuro in cui lasciare che queste emozioni, oggi così violente, trovino poco alla volta un contenimento, una forma, un significato.
La tua sofferenza non è un errore: è l’espressione di un amore profondo e di un legame che è stato spezzato troppo presto.
E anche se ora ti sembra impossibile da credere, col tempo può trovare una sua trasformazione, senza cancellare tua madre, ma integrando la sua presenza in un modo nuovo.
Con cura,
dott.ssa Raffaella Pia Testa
quello che stai vivendo è uno degli attraversamenti emotivi più intensi e contraddittori che una persona possa incontrare: la maternità che avanza e, nello stesso tempo, una perdita improvvisa, ingiusta, che spezza la continuità del mondo così come lo conoscevi.
Quando la morte arriva senza preavviso, in modo così rapido e destabilizzante, è come se l’intero senso di sicurezza interna si frantumasse.
Il pensiero della propria mortalità, la paura che qualcosa possa accadere alle persone amate, la sensazione che nulla sia più prevedibile… sono reazioni profonde, quasi corporee, non scelte. Derivano dallo shock, dal trauma, dal crollo di una struttura emotiva che prima sorreggeva la tua quotidianità.
In gravidanza queste emozioni si amplificano ancora di più: il corpo è aperto, vulnerabile, attraversato da cambiamenti enormi. E la perdita della madre in questa fase tocca corde antichissime: la madre che se ne va proprio mentre tu stai diventando madre. È una ferita che tocca l’asse più profondo della sicurezza, del legame, della continuità della vita.
Le paure che descrivi — di morire, di perdere altri, di non riuscire a progettare, di sentirti in colpa quando ti distrai — non sono segni di “debolezza”: sono il modo in cui la tua psiche sta tentando, faticosamente, di dare un senso a ciò che non ne ha.
Il senso di colpa per i momenti in cui riesci a respirare è un tentativo di restare legata a tua madre, come se vivere qualcosa di buono significasse allontanarti da lei. È un movimento interno frequentissimo in chi vive un lutto improvviso.
E anche il fatto di non riuscire a pregare, di avere la sensazione che ogni fiducia sia crollata, non è un fallimento spirituale: è la naturale conseguenza di un trauma che mette in discussione i punti più profondi del proprio orientamento esistenziale.
In tutto questo c’è una parte di te che sta cercando disperatamente un appiglio, mentre un’altra sembra essere ancora immersa nel buio dello shock.
Non hai nulla da “fare” ora, se non riconoscere che ciò che senti è proporzionato all’enormità di ciò che è accaduto.
Un percorso psicologico potrà essere uno spazio sicuro in cui lasciare che queste emozioni, oggi così violente, trovino poco alla volta un contenimento, una forma, un significato.
La tua sofferenza non è un errore: è l’espressione di un amore profondo e di un legame che è stato spezzato troppo presto.
E anche se ora ti sembra impossibile da credere, col tempo può trovare una sua trasformazione, senza cancellare tua madre, ma integrando la sua presenza in un modo nuovo.
Con cura,
dott.ssa Raffaella Pia Testa
Buongiorno. Mi dispiace profondamente per questo suo vissuto e la ringrazio per aver condiviso una parte così dolorosa della sua storia. La morte improvvisa di sua madre, in un momento già emotivamente delicato come la gravidanza, può aver scosso in modo molto forte il suo senso di sicurezza, portandola a vivere paura, pensieri catastrofici, senso di colpa e difficoltà a progettare il futuro. Non c’è nulla di “sbagliato” nel riuscire, a tratti, a distrarsi o provare momenti di leggerezza: non significa amare meno sua madre, ma essere ancora viva dentro un dolore enorme. È molto importante che stia cercando uno specialista, perché in questa fase merita uno spazio protetto in cui elaborare il lutto, l’ansia e le paure legate alla gravidanza. Un sostegno psicologico, online o in presenza, potrebbe aiutarla ad attraversare questo momento senza sentirsi sola, recuperando gradualmente fiducia e sicurezza per sé e per il suo bambino.
Le auguro una buona giornata.
Le auguro una buona giornata.
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