Domande del paziente (14)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno!
grazie per aver esposto il suo vissuto, seppur doloroso. Il lutto è un momento molto delicato nella vita di tutti ma ognuno di noi ha un modo specifico e tutto suo di attraversarlo in base...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
Comprendo pienamente le sensazioni che descrive: è molto comune provare ansia davanti a situazioni nuove, in quanto ci chiedono necessariamente di uscire dalla nostra zona di confort e di confrontarci...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
da quello che racconti mi sembra di aver capito che tu viva le relazioni con un forte timore di non essere abbastanza o di poter essere rifiutata e questo porta a proteggerti con una chiusura....
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
grazie per aver condiviso il suo vissuto, immagino questa situazione le provochi confusione, oltre che dispiacere e molta preoccupazione per sua figlia. Il passaggio alla scuola dell'infanzia...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
grazie per aver esposto il suo vissuto, immagino non sia stato semplice vivere queste situazioni così delicate e le sensazioni che lasciano anche a distanza di tempo. Le vicende passate, in...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno Matteo,
ti ringrazio per aver condiviso questa vicenda molto personale in modo anche dettagliato nei fatti. Mi sembra di aver capito di trovarti in una situazione per te scomoda, che ti fa soffrire...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso un lato così personale ed intimo della sua vita. Comprendo appieno come si sente e come questa tematica possa influenzare ancor di più la propria vita essendo...
Altro
Sono al primo anno fuori corso di giurisprudenza. Ho sempre fatto tutti gli esami in regola ma da un anno quasi studio con difficoltà e lentezza. Amo la mia facoltà e non vedo l’ora di iniziare a lavorare, ma mi sento bloccata. Come posso risolvere questa situazione?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
grazie per aver esposto il suo vissuto. Questo periodo delicato che sta vivendo sta sfociando in un blocco nello studio, tuttavia le motivazioni sembrano risalire a dei pensieri e sensazioni che lei probabilmente sta provando già da tempo ma che non ha avuto il modo di accogliere, ascoltare ed elaborare adeguatamente. Le nostre emozioni comunicano sempre qualcosa di importante sui nostri bisogni, ma quando non le ascoltiamo si esprimono attraverso il corpo. La invito a delle riflessioni più approfondite che la possano guidare ed aiutare in questo momento di confusione e che possano portarle ad un maggiore benessere e sollievo, grazie ad un ascolto accogliente delle proprie emozioni.
Un saluto,
Dott.ssa Ludovica Cotronei
salve a tutti gentili psicologi ..
domani ho un esame all università di storia medievale ma non riesco a ripetere oggi e mi sento molto bloccata ... il blocco mi paralizza. Come posso superare queste situazioni? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
grazie per essersi rivolta a noi. Immagino sia una situazione destabilizzante quella da lei descritta: studiare per un esame imminente, investirci tempo ed energie e poi sentirsi bloccati. I pensieri che subentrano ed interferiscono in queste situazioni possono essere molteplici ed è importante accoglierli con rispetto per comprendere le emozioni che le suscitano. Da come scrive non sembra essere la prima volta che vive una situazione di questo tipo, quindi comprendo appieno la frustrazione che lascia addosso e la paura che possa ripresentarsi il blocco in futuro. In questi casi risulta molto valido un lavoro di consapevolezza e di costruzione di strumenti di prevenzione o da utilizzare qualora dovessero ripresentarsi situazioni simili, per migliorare il suo rapporto con l'università ed il modo con cui affronta le sfide quotidiane in generale.
Rimango a disposizione, un saluto
Dott.ssa Ludovica Cotronei
Salve ho 50 anni e premetto che sono sempre stato ipocondriaco e ansioso, da qualche tempo ho paura di strozzarmi deglutendo il cibo, ho una sensazione di avere tra gola e palato un bolo, a tavola mangio poco o quasi nulla per paura di soffocarmi. Ma la cosa che mi preoccupa è che da quando ho avuto il problema di aver paura di soffocare, ho perso qualche chilo per me di troppo, sono alto 196 e attualmente peso intorno agli 80 chili.. Sto mangiando molto meno rispetto a prima solo pasta e frutta a pranzo e poco a cena. Ho paura di andare sottopeso o che non riesca a recuperare. Ho paura di avere qualche patologia, mi misuro spesso pressione, ho fatto recenti analisi sangue che sono risultate regolari. Ho paura di non riuscere a superare questo problema.Attendo un vostro gradito consiglio.. Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
grazie per aver esposto il suo vissuto, comprendo appieno le preoccupazioni da lei riportate in questa situazione. Dal quadro generale da lei descritto mi sembra di aver capito che sta vivendo una situazione delicata a causa di queste paure che, però, le stanno compromettendo il benessere con conseguenze nella vita quotidiana, motivo per cui le consiglio di accoglierle in maniera tempestiva con un professionista in modo che possa ritrovare quanto prima un equilibrio per lei positivo. Dietro a delle specifiche paure si aggrovigliano molti pensieri che, se non accolti e compresi adeguatamente, possono cronicizzarsi a livello sintomatologico e dare vita ad un circolo vizioso, a cui si uniscono ulteriori paure che la fanno sentire angosciata e destabilizzata. E' giusto dar loro uno spazio di ascolto rispettoso e privo di giudizio, così che lei possa accogliere quei bisogni che non si sta permettendo di ascoltare.
Rimango a disposizione anche online, un saluto.
Dott.ssa Cotronei Ludovica
Buonasera, scrivo per chiedervi se un episodio d'ansia forte della durata di 6 mesi circa vissuto oltre 10 anni fa possa avere generato dei danni, al punto di non riuscire più a studiare perché non riesco a ricordare. Mi rivolsi a uno specialista tempo fa che inizialmente credeva che fosse un episodio psicotico perché avevo dei pensieri di rovina e catastrofici per poi correggere la diagnosi dicendomi che era solo un episodio di ansia ed il disturbo ossessivo compulsivo. Assumo ancora oggi dei farmaci che però non interferiscono con la cognizione. Malgrado ciò io penso che sia stato quell'episodio vissuto molti anni fa a avermi rovinato dato che prima ero notevolmente più veloce nell'apprendimento scolastico ed universitario. É possibile che un episodio d'ansia forte durato circa 6 mesi possa avere cambiato qualcosa nella mia testa?
Cordialmente,
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza, capisco quanto possa essere frustrante percepire un cambiamento che interferisce di conseguenza nella sua quotidianità ed in particolare nello studio, come da lei riportato.
In generale, un episodio d’ansia, anche se intenso e prolungato, difficilmente provoca un “danno” permanente alla mente. Difficoltà come quelle che descrive sono riconducibili a pensieri ricorrenti, episodi passati non elaborati, ansie per altre situazioni anche attuali da porre in evidenza in uno spazio d'ascolto accogliente e privo di giudizio.
Per comprendere davvero cosa stia accadendo nel suo caso specifico, sarebbe importante approfondire con un colloquio mirato, così da valutare insieme la situazione e individuare eventuali strategie utili per aiutarla a recuperare serenità ed efficacia nello studio.
Resto a disposizione anche online.
Un saluto,
Dott.ssa Cotronei Ludovica
Salve, sono un uomo di 41 anni e da 13 anni sto con una donna di 10 anni più piccola. Abbiamo litigato di rado e per anni tutto è andato bene, ma negli ultimi 4 anni tra di noi è cambiato molto il rapporto, cosa che lei non pensa sia avvenuta. Ogni mia proposta di fare qualcosa insieme è sistematicamente rifiutata, lei esce poco di casa, non si cura come prima, e non ha obiettivi nella vita. Avevano deciso di andare a vivere insieme, ma sua mamma ha accusato un malore, e da quel giorno tutto si è fermato. Io sto male, oltretutto la vita sessuale da 4 anni è quasi assente, mi sento inutile e parlare con lei non serve a nulla. Non chiedo che cambi completamente, ma talvolta un compromesso non farebbe male. Sto pensando di lasciarla ma ho paura di un futuro da solo, non so più che fare.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
la ringrazio per aver condiviso una situazione così delicata.
Mi sembra di aver capito da ciò che descrive che sta vivendo una relazione che nel tempo è cambiata, lasciandola con un senso di solitudine, frustrazione e dubbio rispetto al futuro. Comprendo pienamente le sensazioni da lei provate, il sentirsi divisi tra il desiderio di provare a recuperare il rapporto e la paura di prendere una decisione netta e definitiva, come quella di lasciarsi.
In questi casi può essere molto utile avere uno spazio personale di ascolto e confronto per mettere a fuoco i propri bisogni, comprendere meglio le dinamiche della coppia e le proprie paure. Un ulteriore consiglio potrebbe essere quello di provare ad aderire ad un percorso di coppia, anche se in questo momento mi sembra più mirato un percorso personale che possa portarle una conoscenza maggiore della propria persona accogliendo con rispetto i cambiamenti e le emozioni che questi provocano.
Se desidera, possiamo approfondire insieme questi aspetti in un primo colloquio conoscitivo, così da aiutarla a trovare una posizione più serena e consapevole.
Un cordiale saluto,
Dott.ssa Cotronei Ludovica
Salve, volevo chiedere un consiglio a voi dottori che siete sicuramente più esperti di me. Voglio iniziare un percorso di psicoterapia e per questo è da giorni che cerco di informarmi sui professionisti presenti nella mia zona o in zone comunque facilmente raggiungibili, cercando di capire dalle recensioni e dai loro profili chi possa essere più adatto a me e alle mie esigenze. Alcuni profili che ho trovato sono di psicologi che stanno finendo la scuola di psicoterapia, alcuni infatti si presentano come "psicologo e psicoterapeuta in formazione". Tra i vari profili, devo ammettere che mi hanno un po' convinta due in particolare che si definiscono in questo modo. Il problema però è che ho appunto il dubbio che, non essendo ancora psicoterapeuti a tutti gli effetti, non possano essere di aiuto per me. Secondo voi, fare delle sedute con psicologi specializzandi in psicoterapia può essere utile/andar bene oppure no? Voi cosa ne pensate? Perché sono davvero indecisa se provare lo stesso a fare delle sedute con professionisti ancora in formazione oppure lasciar perdere e cercare psicologi che siano psicoterapeuti già formati. Ringrazio in anticipo per le risposte!
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
Il suo dubbio è estremamente lecito quando si sceglie di iniziare un percorso psicologico e mi porta a ricordare con un sorriso i dubbi che ho attraversato io stessa all'inizio della professione, chiedendomi per quale motivo sarei stata scelta quando "il mare offre tanti pesci, di specie, grandezze e colori differenti e che hanno navigato mari diversi". Arrivata a questo punto del mio percorso posso dirle che uno psicologo- psicoterapeuta in formazione è un professionista già abilitato alla professione di psicologo e iscritto all’Albo, che sta frequentando una scuola di specializzazione in psicoterapia. Questo significa che ha già una preparazione clinica di base, con più o meno esperienza, ma che non è strettamente connessa con il rapporto che si verrebbe a creare con lei. Nella scelta del terapeuta contano molto anche altri aspetti, come sentirsi accolti, a proprio agio e percepire quella fiducia nella relazione terapeutica che si potrebbe creare solo con alcuni professionisti e non con altri: questi sono i fattori che rendono un professionista più o meno adatto a lei. L'incastro tra le sue caratteristiche con quelle del terapeuta e delle sue esigenze con la capacità di accogliere del terapeuta, e ed i primi colloqui servono proprio a questo.
Le auguro di trovare il percorso più adatto a lei, resto a disposizione anche online.
Un saluto,
Dott.ssa Cotronei Ludovica
Buongiorno, è molto tempo che sogno una persona che per me è stata importante in passato ma tra noi non c'è stato nulla se non un'amicizia. Nei sogni alle volte siamo felici, altre c'è nostalgia, altre ancora mi consola/mi da affetto e in altre provo a dire che mi dispiace non averci dato una possibilità nel passato. Quando mi sveglio poi non ho una buona giornata e alle volte sento una sensazione di vuoto.
Questa persona non fa più parte della mia vita da molti anni. Mi date un parere in merito? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno a lei,
comprendo pienamente le sensazioni che descrive, in particolare dopo il risveglio. I sogni possono essere talvolta bizzarri e farci tornare alla mente persone, cose, situazioni con cui non abbiamo più un reale contatto e quando rievocano persone del passato le sensazioni provate sono proprio quelle da lei provate: nostalgia, dispiacere, rimpianto, accompagnati anche da gioia e felicità per alcuni ricordi. Più che il significato, potrebbe essere utile comprendere quanto di queste emozioni, bisogni ed aspetti di sé in questo momento stanno cercando spazio e ascolto e cosa rappresentano oggi per lei questi ricordi anche a distanza di tempo.
Se desidera approfondire questi vissuti, può essere utile parlarne in uno spazio psicologico dedicato, accogliente e privo di giudizio, nel rispetto di ciò che prova.
Resto disponibile anche online.
Un saluto,
Dott.ssa Cotronei Ludovica
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