Domande del paziente (11)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Francesco Ricci

    Buongiorno, lei evidenzia delle difficoltà interpersonali nella gestione delle emozioni arrivando a degli atteggiamenti di evitamento che però come può constatare non la aiutano. Probabilmente il modo... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Francesco Ricci

    Buona sera, date le dimensioni traumatiche della sua storia di vita è comprensibile come il suo malessere sia sfociato in queste ansie generali ed in particolare rivolte sul suo corpo. Tutte le vicende... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Francesco Ricci

    Salve, il lavoro persoanle di consapevolezza attraverso un lavoro terapeutico, può aiutarla a gestire meglio i livelli di ansia acuta che possono insorgere in determinati momenti di vita. Ciò avviene... Altro


    Domande su colloquio psicologico

    Salve io sono un uomo di 42 anni 2 mesi fa ho fatto venire qui da me una ragazza ucraina e sua figlia.
    Adesso ho un serio problema lei è diventata sempre più arrabbiata con me perché dice che io sono un leone nei suoi confronti e non si fida di nessuno neanche dei medici qui nella mia città Alessandria.
    In questo momento stiamo affrontando una settimana difficile perché abbiamo scoperto che lei è incinta e ha voluto interrompere la gravidanza ieri ha preso la prima pillola ed oggi ha avuto un attacco di rabbia nei miei confronti dicendomi che sono uno stupido un leone che con me nessuno sarà mai felice....io non le ho mai fatto mancare niente ma è da molti giorni che non parliamo più stiamo in silenzio tutto il giorno gli unici momenti che parliamo è quando lei ha questi attacchi di rabbia ...ieri si è arrabbiata perché le ho chiesto come si sentiva fisicamente dopo aver preso la prima pastiglia...
    Vi prego aiutatemi a capire come comportarmi e come aiutarla

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Francesco Ricci

    Salve, capisco la complessità della sua situazione. Quello che a lei sembre strano del suo comportamento andrebbe indagato più a fondo. Intendo con questo capire come questa donna in questo momento possa attraversare un periodo depressivo probabilmente legato a vari fattori, dallo sradicamento della sua terra, all'adattamento ad una nuova cultura con usi e cotumi diversi, l'adattamento ad una nuova relazione. Inoltre è proprio la sua rabbia continua che può essere legata ad uno stato depressivo di sottofondo. In questo caso, purtroppo più che chiederla come sta e stare vicino non puoi fare ed è importante fare i conti con questi limiti. Proprio per questo puoi aiutarla a fare qualche consulenza per comprendere cosa le stia accadendo in aggiunta anche all'interruzione di gravidanza che in sè in una donna può portare a vissuti di lutto molto importanti. Pertanto le consiglio di provare a stimolarla a farsi aiutare in questa direzione. Cordiali saluti.


    Gravidanza voluta, sposati. Da quando ho scoperto la gravidanza oscillo in continuazione fra continuare o meno. adoro la mia vita di ora, non riesco a provare gioia anche xallattamento o bambini piccoli, neanche pensando di annunciare la gravidanza...avevo fissato ivg ma annullata, dopo 1 giorno ci sto ripensando, mio marito propende per continuare ma rispetta la mia scelta, come prendere una decisione definitiva?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Francesco Ricci

    In questo caso è importante svolgere una serie di colloqui per affrontare le sue paure, le angosce relative al cambio di situazione di vita che in sè comporta una serie di rimaneggiamenti psichici. Solo approfondendo le sue paure può far chiarezza su quale sia la scelta migliore, in bocca al lupo, cortesi saluti !


    Buongiorno a tutti, e grazie in anticipo per le vostre opinioni.
    Sono in cura con una psicoterapeuta da circa 13 anni, con una frequenza di un incontro ogni tre settimane. Per me è stata una figura fondamentale nell’affrontare temi molto complessi legati sopratutto alla mia infanzia.
    Oggi, però, dopo tanto tempo, avverto una sensazione diversa: è come se la mia vita fosse in qualche modo scandita dagli appuntamenti terapeutici, e mi accorgo di portare il “ragionamento terapeutico” anche nella quotidianità, con una sensazione di sovraccarico mentale.
    In questo momento sento anche una certa resistenza interna al confronto terapeutico e il desiderio di vivere le mie decisioni con maggiore naturalezza e spontaneità.
    Sto quindi pensando di proporre alla mia terapeuta una pausa oppure una diversa dilazione degli incontri.
    So che ogni percorso e ogni professionista sono diversi, ma mi farebbe piacere conoscere il vostro punto di vista: come affrontereste una richiesta di questo tipo? Cosa consigliereste?
    Grazie a tutti per l’ascolto.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Francesco Ricci

    Salve, 13 anni sono tanti di terapia, probabilmente è anche leggittima l'esigenza di interrompere un percorso e sperimentarsi di proseguire in autonomia. Può essere importante per lei valutare i risultati raggiunti e gli obbiettivi che all'inizio si è proposto in modo che possa valutare serenamente la conclusione. Il rischiò purtroppo è che proseguire senza valutare il percorso può indurre dipendenza dal professionista cosi come lei evidenzia dai suoi pensieri. Pertanto non si preoccupi, se sente l'esigenza di interrompere esperimentarsi in autonomia può essere un passaggio evolutivo sano ed acquisire maggiore autonomia nella gestione delle sue difficoltà.


    Salve ho 50 anni e premetto che sono sempre stato ipocondriaco e ansioso, da qualche tempo ho paura di strozzarmi deglutendo il cibo, ho una sensazione di avere tra gola e palato un bolo, a tavola mangio poco o quasi nulla per paura di soffocarmi. Ma la cosa che mi preoccupa è che da quando ho avuto il problema di aver paura di soffocare, ho perso qualche chilo per me di troppo, sono alto 196 e attualmente peso intorno agli 80 chili.. Sto mangiando molto meno rispetto a prima solo pasta e frutta a pranzo e poco a cena. Ho paura di andare sottopeso o che non riesca a recuperare. Ho paura di avere qualche patologia, mi misuro spesso pressione, ho fatto recenti analisi sangue che sono risultate regolari. Ho paura di non riuscere a superare questo problema.Attendo un vostro gradito consiglio.. Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Francesco Ricci

    Salve, il suo problema di bolo è molto comune in situazioni ansiose ed in particolare in un quadro ipocondriaco. Può rimediare con un percorso terapeutico per poter lavorare sulla sua ansia comprendendone i principali motivi. Potrà sperimentare come nel momento in cui il livelli d'ansia si abbassino anche la sensazione del bolo potrà scomparire. Il bolo a cui fa riferimento è il classico "bolo isterico" presente in letteratura dove il sintomo è il risultato di un quadro ansioso. Proprio per questo vedrà che come migliorerà il quadro ansioso tale sintomo tenderà a scomparire. Cordiali saluti !


    masturbazione a 50 anni è normale? sento questa necessita almeno 3 volte a settimana e non ho una relazione stabile . sento che il corpo ne ha bisogno e cerco di assecondarlo eppure mi sembra di essere tornato adolescente

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Francesco Ricci

    Buongiorno, non si preoccupi è una necessità corporea fisiologica ed in alcuni momenti può anche intensificarsi in base al periodo ed anche per il fatto che non ha una relazione stabile. All'interno anche di un rapporto stabile potrebbe verificarsi una esigenza di questo tipo e non ci sarebbe nulla di male in quanto modo per entrare in contatto con il nostro corpo, le nostre sensazioni e fantasie. Il problema nasce quando questa dimensione può acquisire una dimensione compulsiva che non riusciamo più a gestire causando disagi emotivi. In quel caso può essere importante anche ad esempio qualche consulenza o un lavoro più profondo per comprenderne le motivazioni. Cordiali saluti.


    Riferisco difficoltà nella deglutizione sia per solidi che per liquidi, con variabilità a seconda degli alimenti e del contesto. Ad esempio, con alcuni cibi come il gelato il sintomo non si presenta o è molto ridotto.

    Prima di ogni pasto è presente un’ansia anticipatoria significativa. Nel tempo ho notato che il sintomo è peggiorato entrando in un circolo vizioso: la paura di deglutire ha aumentato la percezione del problema e la tensione durante i pasti.

    All’inizio temevo una causa organica, ma gli accertamenti effettuati non hanno evidenziato patologie fisiche. Attualmente sono seguito da uno psichiatra e da una psicologa da circa sei mesi.

    Ritengo che il sintomo possa essere legato anche a una componente emotiva e a vissuti traumatici pregressi, con possibile somatizzazione e aumento dell’attenzione ansiosa durante l’atto del mangiare.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Francesco Ricci

    Buongiorno, come lei stessa ha rilevato dopo gli accertamenti medici non ci sono cause organiche ma componenti psicologiche. In questo caso di fatto si presentano delle tendenze alla somatizzazione o più precisamente una conversione di conflitti psichici in reazione somatica come il cosiddetto in letteratura "bolo isterico". Potrà constatare come attraverso il lavoro terapeutico sulle sue emozioni come ansia e paura potrà aiutarla ad attenuare tale problematica. Cordiali saluti.


    Salve, sono una ragazza di 28 anni e da circa un’annetto soffro di ansia anticipatoria. Ho paura di perdere le persone che amo, prima i miei genitori e ora che convivo e sono incinta il mio compagno. Vivo costantemente con l’ansia, evito di allontanarmi in auto con lui perché ho paura. So di aver bisogno di un supporto psicologico ma attualmente non posso andare e quindi vorrei sapere se esiste qualche modo per lavorare su me stessa

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Francesco Ricci

    Buoingiorno, la sua è un 'ansia molto diffusa nella popolazione generale però se non ci lavora sul piano psicologico può diventare molto invalidante. Da questo punto di vista sicuramente un lavoro psicologico in presenza o anche online le può essere molto d'aiuto per poter comprendere le motivazioni della sua ansia e poterla gestire in maniera più funzionale. Cordiali saluti.


    Buona sera, sono un ragazzo di 34 anni e non ho mai letto libri di lettura, solo libri per studiare a scuola fino all'università.
    Anche dopo la laurea leggo solo argomenti che mi servono.
    Ho anche provato ma non lo trovo stimolante, come se stessi leggendo un'equazione di matematica, mentre un film oppure la musica mi fanno provare sensazioni che con i libri non provo.
    Infatti non ho mai finito il libro che ho cominciato, solo le prime 20 pagine.
    C'è qualcosa che devo cambiare?
    Da cosa può dipendere?
    È solo questione di allenamento alla lettura?
    Dovrei sforzarmi a leggere fino alla fine il libro?
    Grazie mille per le risposte.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Francesco Ricci

    Buona sera, si probabilmente è solo questione di allenamento ma non solo. E' importante che tu possa scegliere un libro che veramente ti coinvolga e vedrà che la lettura sarà più scorrevole. L'allenamento alla lettura è un altro fattore, ormai siamo più abitiati a leggere sul digitale per cui recuperare un rapporto con il cartaceo può essere importante in questo senso. Cordiali saluti.


Domande più frequenti

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