Buonasera, ho 39 anni. Da quando sono piccola, ho disturbo da fantasia compulsiva, sogno a occhi ape

10 risposte
Buonasera, ho 39 anni. Da quando sono piccola, ho disturbo da fantasia compulsiva, sogno a occhi aperti, mi rifugio in mondi immaginari. Non riesco a connettermi con la realta'. Mi piace fantasticare nel mio mondo, ci riesco solo se ascolto musica. Ultimamente sono molto stressata dal lavoro e a volte parlo da sola. Sono molto ansiosa e mi piacerebbe sapere come risolvere il problema. Ringrazio. Cordiali saluti.
Dott. Francesco Ricci
Psicoterapeuta, Psicologo
Albano Laziale
Buongiorno, in questo caso le sue fantasie le stanno parlando, parlano dei suoi bisogni e desideri che forse non riesce a soddisfare e realizzare nella realtà per cui da queso punto di vista una lavoro terapeutico potrebbe aiutarla a contattare se stessa. Questo lavoro potrebbe aiutarla a riprendere un adeguato rapporto con la realtà ed a sentirsi meno ansiosa e più centrata su stessa. Cordiali saluti.

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Dott.ssa Valentina Viola
Psicoterapeuta, Psicologo, Terapeuta
Pozzuoli
Le farei una domanda per capire meglio la situazione: quando fantastica, riesce comunque a svolgere il suo lavoro e le attività quotidiane, oppure le fantasie occupano diverse ore al giorno e interferiscono concretamente con la sua vita, le relazioni o il lavoro?
Dott.ssa Emanuela Bazzana
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Albino
Gentile signora, la immagino sola fra i suoi pensieri e i suoi dubbi, con il solo piacere del fantasticare che, da come scrive, pare essere un rifugio cui ricorre da tempo. Mi chiedo se anche la musica si ripeta nel tempo, magari le stesse canzoni, i medesimi artisti di sempre... Sta lottando con i suoi modi, forse da sempre, e la fatica dilaga. Il presente si fa "presente" attraverso il lavoro, ma con i medesimi toni dell'insoddisfazione.
Le consiglio di farsi aiutare a partire dall'ansia. Se crede sono dispnibile anche online.
Buona vita. E. Bazzana
Dott. Giuseppe Cocchetti
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Fiesse
Buonasera, capisco quanto possa essere faticoso vivere tra mondi interiori così intensi e, allo stesso tempo, sentirsi lontana dalla realtà quotidiana. Una cosa importante: ciò che descrivi merita attenzione e un confronto diretto con un professionista, soprattutto se ansia, stress e dialogo interno stanno aumentando. Senza alcuna pretesa di esaustività, ti voglio però lasciare uno spunto di riflessione: La tua mente ha creato mondi per proteggerti. La psicologia li osserva come strategie nate dallo stress e dall’ansia; la spiritualità li vede come luoghi dell’anima che chiedono ascolto. Il percorso di guarigione è imparare a tornare al corpo, al respiro, al presente, alla missione nascosta dell'anima, senza perdere la ricchezza del tuo immaginare. Penso che un professionista di ampie vedute e strumenti di diagnostica funzionale PNEI, potrebbe aiutarti a trasformare la fantasia da rifugio a risorsa.
Che la vita ti sorrida sempre
Dott. Luca Liccardo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Marano di Napoli
Buonasera, da ciò che racconta, sembra che il rifugiarsi nella fantasia sia una modalità che l'accompagna da moltissimi anni e che, probabilmente, abbia avuto anche una funzione importante nella sua vita. Spesso i mondi immaginari non nascono per caso: possono rappresentare uno spazio di conforto, protezione, compagnia o evasione da emozioni difficili, stress e preoccupazioni. Il problema tende a emergere quando questa attività diventa così frequente o coinvolgente da interferire con la vita quotidiana, con le relazioni o con la capacità di restare presenti nel qui e ora.
Negli ultimi anni si è parlato sempre più spesso di "fantasia compulsiva" o "maladaptive daydreaming", anche se non si tratta ancora di una diagnosi clinica ufficiale. Le persone che ne soffrono descrivono proprio ciò che racconta lei, lunghi periodi trascorsi a fantasticare, spesso accompagnati dalla musica, con una forte immersione nei propri scenari mentali e una certa difficoltà a interrompere il processo.
Anche il parlare da sola, soprattutto in periodi di forte stress, non è necessariamente indice di una problematica grave. Molte persone utilizzano il dialogo interno ad alta voce per organizzare i pensieri, scaricare tensione o elaborare emozioni. Tuttavia, se nota che l'ansia è aumentata e che sente di rifugiarsi sempre più spesso nella fantasia per sfuggire alla realtà o alle preoccupazioni, potrebbe essere utile approfondire la situazione con un professionista anche per avere gli strumenti per comprendere l'origine dell'ansia.
Più che eliminare completamente la fantasia, che può rappresentare anche una risorsa creativa e una parte importante della sua personalità, l'obiettivo potrebbe essere comprendere quali bisogni soddisfa, in quali momenti aumenta e come trovare un equilibrio che le permetta di restare maggiormente connessa alla realtà senza rinunciare alla propria ricchezza immaginativa.
Il fatto che lei riconosca il problema e desideri comprenderlo meglio è già un passo importante verso il cambiamento.

Un caro saluto.
Dott.ssa Federica De Masi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Portici
Gentile utente,

quello che descrive può rappresentare una modalità che molte persone sviluppano per gestire emozioni difficili, stress o solitudine. Quando però le fantasie diventano molto frequenti e finiscono per allontanare dalla vita quotidiana o dalle relazioni, può essere utile approfondirne il significato e la funzione.

Il fatto che negli ultimi tempi lo stress lavorativo sia aumentato e che si senta particolarmente ansiosa potrebbe contribuire a rendere più intenso il bisogno di rifugiarsi nel mondo immaginario. Anche parlare da sola, in alcuni contesti, può essere un modo per elaborare pensieri ed emozioni e non indica necessariamente qualcosa di grave.

Poiché questa modalità è presente da molti anni e le sta creando disagio, potrebbe essere utile confrontarsi con uno psicologo per comprendere meglio quando emerge, cosa le offre e quali bisogni sta cercando di soddisfare.

Un caro saluto.
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bruino
Buongiorno,
da ciò che descrive emerge una modalità di funzionamento che la accompagna da molto tempo, caratterizzata da una forte tendenza a rifugiarsi nella fantasia e in mondi immaginari, soprattutto nei momenti di stress o maggiore attivazione emotiva.
In alcune persone il sogno a occhi aperti può avere una funzione di regolazione interna, offrendo uno spazio di sollievo o di distanza temporanea da vissuti o situazioni percepite come faticose. Tuttavia, quando questa modalità diventa molto frequente o interferisce con la qualità della vita e con il senso di presenza nella quotidianità, può diventare fonte di disagio.
Anche l’aumento dello stress lavorativo e dell’ansia in questo periodo può contribuire a intensificare queste esperienze. Il fatto di parlare tra sé e sé, in questo contesto, non è di per sé indicativo di una condizione clinica specifica, ma va compreso all’interno del quadro complessivo e del livello di attivazione emotiva.
Più che cercare di eliminare subito questa modalità, può essere utile osservarla e comprenderne la funzione: quando si attiva, in quali momenti e cosa la precede sul piano emotivo e situazionale.
Le suggerirei di valutare un percorso psicologico che possa aiutarla sia nella gestione dell’ansia sia nel favorire un maggiore senso di contatto e presenza nella quotidianità, in modo più stabile e flessibile.
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Dott.ssa Antea Viganò
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pessano con Bornago
Gentilissima, grazie per la condivisione Credo che intraprendere un percorso di terapia potrebbe aiutarla ad esplorare e provare a comprendere le motivazioni sottostanti i suoi pensieri e fantasie, individuando insieme allo specialista strategie funzionali per affrontare il tuttol.
Resto a disposizione!
saluti
AV
Dott.ssa Wanda Simeone
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Castelvenere
Salve,
da ciò che descrive sembra che per lei l'immaginazione rappresenti un rifugio, un posto sicuro nel quale cercare riparo quando lo stress e l'ansia diventano difficile da sostenere. Ognuno di noi utilizza strategie per cercare, almeno temporaneamente , di allegerire il peso dello stress. Anche parlare da soli, in alcuni casi, può rappresentare un modo in cui la mente riorganizza i pensieri ed emozioni. l'ansia che prova ha una funzione : spesso ci comunica che c'è qualcosa nella nsotra vita che merita attenzione. Se questi vissuti (il parlare da sola, ansia e immaginazione) stanno diventando molto frequenti o interferiscono con la sua quotidinatità, un percorso psicologico può aiutarla a comprenderne il significato.
Dott.ssa Eleonora Lepori
Psicoterapeuta, Psicologo
Torino
Buongiorno, fare ricorso alla fantasia come modalità per disconnettersi dalla realtà e farlo in maniera così automatica e pervasiva da creare disagio nella vita di tutti i giorni, è uno strumento che la mente potrebbe aver trovato proprio per gestire quell'ansia che nomina.
Lo step più importante da compiere in questo caso mi sembra proprio chiedere aiuto a un professionista che possa guidarla nell'indagine delle cause profonde che la spingono a "rifugiarsi" nell'immaginazione, per imparare, mano a mano, come farvi in ricorso in modo meno compulsivo.

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