Gravidanza voluta, sposati. Da quando ho scoperto la gravidanza oscillo in continuazione fra continu
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Gravidanza voluta, sposati. Da quando ho scoperto la gravidanza oscillo in continuazione fra continuare o meno. adoro la mia vita di ora, non riesco a provare gioia anche xallattamento o bambini piccoli, neanche pensando di annunciare la gravidanza...avevo fissato ivg ma annullata, dopo 1 giorno ci sto ripensando, mio marito propende per continuare ma rispetta la mia scelta, come prendere una decisione definitiva?
Salve, sono decisioni sicuramente molto impegnative sia da un punto di vista emotivo nel momento presente che per l'impatto che avranno comunque (che si proceda in un senso o nell'altro) sulla sua vita, sia individuale che di coppia, pertanto, suggerirei di cominciare un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che possa aiutarla a fare chiarezza rispetto ciò che sente, ciò che desidera e ciò ci cui ha bisogno.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
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Dr. Francesco Rossi.
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La gravidanza è un argomento estremamente complesso, in quanto riguarda un evento che stravolge completamente la vita di una persona. Anche se voluta, non per forza la maternità è motivo di felicità sin dal primo momento. La gravidanza porta con se anche molte variazioni a livello ormonale che incidono non poco sull'umore e sulle decisioni.
Fare una scelta definitiva non è semplice, provi a pensare ai motivi che hanno portato lei e suo marito a volere un figlio, se sono ancora validi; poi a quelli che la stanno spingendo a interrompere la gravidanza e confronti come si sente emotivamente, e anche quello che le percepisce nel corpo, nell'uno e nell'altro caso. Non è un metodo definitivo, ma potrebbe aiutarla.
Buona giornata
Fare una scelta definitiva non è semplice, provi a pensare ai motivi che hanno portato lei e suo marito a volere un figlio, se sono ancora validi; poi a quelli che la stanno spingendo a interrompere la gravidanza e confronti come si sente emotivamente, e anche quello che le percepisce nel corpo, nell'uno e nell'altro caso. Non è un metodo definitivo, ma potrebbe aiutarla.
Buona giornata
Buongiorno, quello che descrive è un vissuto molto più frequente di quanto si possa immaginare, anche se spesso viene poco raccontato. Quando una gravidanza arriva, anche se desiderata, non porta con sé solo gioia, ma può attivare dubbi profondi, ambivalenze, paure e una forte oscillazione emotiva. Il fatto che lei passi da un momento in cui pensa di continuare a uno in cui sente il bisogno di fermarsi non significa che ci sia qualcosa che non va in lei, ma piuttosto che si trova davanti a una decisione che tocca aspetti molto centrali della sua identità e della sua vita. Da come lo racconta, sembra che ci siano due parti dentro di lei che stanno dialogando in modo intenso. Da un lato c’è il legame con la sua vita attuale, che sente piena, conosciuta, forse anche rassicurante. Dall’altro c’è l’idea di un cambiamento grande, irreversibile, che non riesce ancora a sentire come desiderabile o “suo”. In mezzo a queste due polarità si inserisce il senso di dover prendere una decisione definitiva, che inevitabilmente aumenta la pressione e rende tutto più confuso. Dal punto di vista cognitivo comportamentale è utile osservare come, in momenti così carichi emotivamente, la mente tenda a cercare una certezza assoluta prima di decidere. Come se fosse necessario “sentire la cosa giusta” in modo chiaro, stabile, senza dubbi. In realtà, nelle scelte importanti, questa chiarezza totale raramente arriva. Spesso si decide proprio dentro una certa quota di incertezza, imparando a riconoscere quali pensieri appartengono alla paura e quali invece ai propri valori più profondi. Un elemento che emerge è la difficoltà a provare entusiasmo verso alcuni aspetti legati alla maternità, come l’allattamento o l’idea stessa del bambino. Questo può spaventare, perché culturalmente ci si aspetta che una gravidanza porti automaticamente emozioni positive. Ma non sempre è così. L’assenza di entusiasmo in questo momento non è necessariamente un indicatore definitivo di ciò che sarà, né una prova che la scelta debba andare in una direzione piuttosto che in un’altra. È uno stato emotivo attuale, che merita di essere ascoltato senza trasformarlo subito in una conclusione. Allo stesso tempo, è importante osservare come funziona il ciclo dei suoi pensieri. Quando prende una decisione, come fissare o annullare un’interruzione, dopo poco tempo emerge il dubbio opposto. Questo tipo di oscillazione spesso non dipende tanto dalla bontà della scelta, ma dal modo in cui la mente cerca di ridurre l’incertezza, passando continuamente da un polo all’altro nel tentativo di trovare sollievo. Il risultato però è che il sollievo dura poco e lascia spazio a nuovi dubbi. In questi casi può essere utile rallentare il processo decisionale interno, non nel senso di rimandare all’infinito, ma di smettere per un momento di cercare la risposta “giusta” e iniziare a osservare con più attenzione cosa accade dentro di lei quando si immagina nelle due possibilità. Non tanto cosa pensa, ma che tipo di vissuto emerge, che significato dà alla sua vita, a se stessa, al suo futuro. Il fatto che suo marito sia rispettoso della sua scelta è un elemento importante, ma può anche aumentare il senso di responsabilità, come se tutto dipendesse esclusivamente da lei. Questo può rendere ancora più difficile orientarsi, perché toglie la possibilità di appoggiarsi a una decisione condivisa e amplifica il peso interno. Proprio per la complessità e la delicatezza di ciò che sta vivendo, potrebbe essere molto utile avere uno spazio di confronto protetto in cui poter esplorare questi vissuti senza fretta e senza giudizio. Un percorso di supporto, in particolare con un orientamento cognitivo comportamentale, può aiutarla a comprendere meglio i meccanismi che stanno alimentando questa oscillazione, a distinguere tra pensieri legati alla paura e ciò che per lei ha realmente valore, e a costruire una decisione che sia più consapevole e meno guidata dall’urgenza o dall’angoscia. Non esiste una scelta perfetta che elimini ogni dubbio, ma esiste la possibilità di arrivare a una scelta che senta più sua, più coerente con chi è e con la vita che desidera costruire, anche accettando una parte di incertezza. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buonasera, la ringrazio per la sua domanda.
Da ciò che scrive mi pare evidente stia attraversando un periodo di forte confusione, confusione di cui si intuisce una parte delle motivazioni ma non l'altra faccia della medaglia.
Mi spiego meglio: sostanzialmente elenca solo motivi per interrompere la gravidanza, come unica motivazione a favore scrive "gravidanza voluta."
Cosa intende con "voluta?" e perché è stata voluta? Quali motivazioni vi hanno portato a cercarla? Tali motivazioni non sussistono più o hanno cambiato il loro peso?
Spero che le risposte a queste domande possano aiutarla a decidere, auguro il meglio a lei e a suo marito.
Da ciò che scrive mi pare evidente stia attraversando un periodo di forte confusione, confusione di cui si intuisce una parte delle motivazioni ma non l'altra faccia della medaglia.
Mi spiego meglio: sostanzialmente elenca solo motivi per interrompere la gravidanza, come unica motivazione a favore scrive "gravidanza voluta."
Cosa intende con "voluta?" e perché è stata voluta? Quali motivazioni vi hanno portato a cercarla? Tali motivazioni non sussistono più o hanno cambiato il loro peso?
Spero che le risposte a queste domande possano aiutarla a decidere, auguro il meglio a lei e a suo marito.
Buon giorno.
Mi rendo conto delle difficoltà a cui questa scelta la sottopone: ciò che da un lato può rappresentare l'inizio di un nuovo senso di famiglia per la coppia, allo stesso tempo implica sicuramente prendere atto degli inevitabili cambiamenti che accompagnano l'ingresso alla genitorialità. Un momento così delicato porta con sé tutta una serie di vissuti, spesso contrastanti, impossibili da ridurre a poche righe.
Quello che posso notare dal modo in cui ha posto la domanda, è che nonostante si tratti di una gravidanza "voluta", non ha fatto alcun cenno alle motivazioni che l'hanno spinta a proseguire, descrivendo invece molto bene i motivi per cui una parte di lei la interromperebbe. Probabilmente, interrogarsi sui motivi per cui ha inizialmente scelto di portare avanti la gravidanza, potrebbe aiutarla a fare più chiarezza sui suoi desideri e i suoi bisogni, oltre a prendere la decisione migliore per lei, come anche per la famiglia che lei e suo marito siete in questo momento. Assumersi la responsabilità di scegliere implica inevitabilmente accogliere qualcosa, e rinunciare a qualcos'altro: questo può spaventare. Ma se la scelta che deciderà di fare sarà il frutto di una profonda conoscenza di sé, ed in linea con i suoi desideri, i suoi valori, ed i suoi bisogni, le risulterà meno doloroso affrontare eventuali rinunce.
Mi contatti se sente di aver bisogno di qualcuno che l'aiuti a fare chiarezza.
Un caro saluto.
Dott.ssa AM Beavers
Mi rendo conto delle difficoltà a cui questa scelta la sottopone: ciò che da un lato può rappresentare l'inizio di un nuovo senso di famiglia per la coppia, allo stesso tempo implica sicuramente prendere atto degli inevitabili cambiamenti che accompagnano l'ingresso alla genitorialità. Un momento così delicato porta con sé tutta una serie di vissuti, spesso contrastanti, impossibili da ridurre a poche righe.
Quello che posso notare dal modo in cui ha posto la domanda, è che nonostante si tratti di una gravidanza "voluta", non ha fatto alcun cenno alle motivazioni che l'hanno spinta a proseguire, descrivendo invece molto bene i motivi per cui una parte di lei la interromperebbe. Probabilmente, interrogarsi sui motivi per cui ha inizialmente scelto di portare avanti la gravidanza, potrebbe aiutarla a fare più chiarezza sui suoi desideri e i suoi bisogni, oltre a prendere la decisione migliore per lei, come anche per la famiglia che lei e suo marito siete in questo momento. Assumersi la responsabilità di scegliere implica inevitabilmente accogliere qualcosa, e rinunciare a qualcos'altro: questo può spaventare. Ma se la scelta che deciderà di fare sarà il frutto di una profonda conoscenza di sé, ed in linea con i suoi desideri, i suoi valori, ed i suoi bisogni, le risulterà meno doloroso affrontare eventuali rinunce.
Mi contatti se sente di aver bisogno di qualcuno che l'aiuti a fare chiarezza.
Un caro saluto.
Dott.ssa AM Beavers
Salve ho letto le sue parole, sarebbe importante dare spazio a ciò che sente e pensa rispetto a questa novità, così trasformativa, ed anche esplorare con l'aiuto di uno psicologo ciò che sono le sue aspettative rispetto alla gravidanza e all'arrivo di un figlio, osservando come ci siano due idee quasi opposte ossia vivere qualcosa o di pienamente soddisfacente e pieno di gioia oppure al contrario un vissuto in cui c'è solo sopraffazione e cambiamento, in senso di perdita della sua vita attuale. Le mando un caro saluto.
Buongiorno. In una situazione così delicata, l’ambivalenza può essere comprensibile e non va letta come confusione “sbagliata”, ma come segnale di quanto questa decisione sia emotivamente importante per Lei. Più che cercare subito una risposta definitiva, può essere utile provare a distinguere ciò che desidera davvero Lei da paure, pressioni o aspettative esterne. Un supporto psicologico, o anche un colloquio consultoriale, potrebbe aiutarLa a fare maggiore chiarezza e a prendere una decisione più consapevole.
Le auguro una buona giornata.
Le auguro una buona giornata.
Gentilissima il periodo della gravidanza è in ogni caso un momento molto delicato, durante il quale si possono vivere emozioni forti e talvolta contrastanti. Anche il grande cambiamento ormonale può aumentare i fisiologici timori, legati al grande cambiamento che avverrà .Ritengo abbia fatto bene a condividere questi sentimenti con suo marito .Magari provi a confrontarsi con amiche o famigliari fidati, ma sopratutto si prenda il tempo utile per decidere .La saluto cordialmente
Buongiorno capisco come possa essere un momento molto delicato e difficile. Per prendere una decisione definitiva le consiglierei di rivolgersi ad un collega della sua zona per poter capire quali sono i suoi dubbi e cosa sente rispetto a questa gravidanza sia quando è sul si sia quando è sul no. È comprensibile che ci siano sentimenti oscillanti e ambivalenti, ma potrebbe parlarne per capire cosa sente e come poter poi procedere. Un saluto
Gentilissima,
la situazione che descrive è molto delicata e comprensibilmente carica di emozioni contrastanti. Anche quando una gravidanza è voluta, può accadere di sentirsi improvvisamente attraversati da dubbi, paura o ambivalenza, soprattutto quando si percepisce che la propria vita cambierà in modo profondo.
Il fatto che oscilli tra il desiderio di continuare e quello di interrompere la gravidanza non significa che ci sia qualcosa di sbagliato in lei: spesso indica che ci sono parti diverse di sé che stanno cercando di essere ascoltate. Da una parte l’amore per la vita attuale, dall’altra la responsabilità e le implicazioni di una scelta così importante.
Un elemento significativo nel suo racconto è che dice di non riuscire a provare gioia pensando alla gravidanza o ai bambini, e che l’idea di annunciarla non le suscita entusiasmo. Questo può essere legato alla paura del cambiamento, al timore di perdere qualcosa della sua identità attuale o a dubbi più profondi rispetto alla maternità.
Per prendere una decisione definitiva, può essere utile provare a:
- distinguere paura del cambiamento da una reale mancanza di desiderio di maternità
- chiedersi come si immagina tra qualche anno nelle due possibili situazioni (continuare o interrompere)
- dare spazio ai suoi sentimenti senza sentirsi obbligata a provare gioia o entusiasmo immediati
- confrontarsi apertamente con suo marito, valorizzando il fatto che lui rispetta la sua scelta.
In una situazione così complessa, può essere molto utile un colloquio con uno psicologo o presso un consultorio familiare, dove è possibile avere uno spazio neutro per riflettere su questa decisione senza pressioni e con un supporto competente. Spesso questi colloqui sono previsti proprio per accompagnare le donne nei momenti di scelta rispetto alla gravidanza.
La cosa più importante è che la decisione che prenderà sia sentita e consapevole, non dettata solo dall’urgenza o dal timore di sbagliare.
Se lo desidera, potrebbe essere utile anche capire:
- di quante settimane è la gravidanza
- da quanto tempo sono iniziati questi dubbi
Questi elementi aiutano a comprendere meglio la fase che sta attraversando.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
la situazione che descrive è molto delicata e comprensibilmente carica di emozioni contrastanti. Anche quando una gravidanza è voluta, può accadere di sentirsi improvvisamente attraversati da dubbi, paura o ambivalenza, soprattutto quando si percepisce che la propria vita cambierà in modo profondo.
Il fatto che oscilli tra il desiderio di continuare e quello di interrompere la gravidanza non significa che ci sia qualcosa di sbagliato in lei: spesso indica che ci sono parti diverse di sé che stanno cercando di essere ascoltate. Da una parte l’amore per la vita attuale, dall’altra la responsabilità e le implicazioni di una scelta così importante.
Un elemento significativo nel suo racconto è che dice di non riuscire a provare gioia pensando alla gravidanza o ai bambini, e che l’idea di annunciarla non le suscita entusiasmo. Questo può essere legato alla paura del cambiamento, al timore di perdere qualcosa della sua identità attuale o a dubbi più profondi rispetto alla maternità.
Per prendere una decisione definitiva, può essere utile provare a:
- distinguere paura del cambiamento da una reale mancanza di desiderio di maternità
- chiedersi come si immagina tra qualche anno nelle due possibili situazioni (continuare o interrompere)
- dare spazio ai suoi sentimenti senza sentirsi obbligata a provare gioia o entusiasmo immediati
- confrontarsi apertamente con suo marito, valorizzando il fatto che lui rispetta la sua scelta.
In una situazione così complessa, può essere molto utile un colloquio con uno psicologo o presso un consultorio familiare, dove è possibile avere uno spazio neutro per riflettere su questa decisione senza pressioni e con un supporto competente. Spesso questi colloqui sono previsti proprio per accompagnare le donne nei momenti di scelta rispetto alla gravidanza.
La cosa più importante è che la decisione che prenderà sia sentita e consapevole, non dettata solo dall’urgenza o dal timore di sbagliare.
Se lo desidera, potrebbe essere utile anche capire:
- di quante settimane è la gravidanza
- da quanto tempo sono iniziati questi dubbi
Questi elementi aiutano a comprendere meglio la fase che sta attraversando.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
Buongiorno, grazie per la sua condivisione. Credo che la aiuterebbe provare a riflettere su diverse cose: in primis che cos'è la maternità per lei, come si pone, quanto desiderio ha effettivamente ora che è dentro, ed è diverso immagino rispetto a quando ci pensava prima di rimanere incinta. Poi valutare insieme a suo marito quelli che sono i vostri progetti futuri: è possibile anche che il desiderio sia sempre uguale ma che questo non sia semplicemente il momento giusto. Potrebbe aiutarvi a fare delle valutazioni insieme anche capire quanto fisicamente siate fertili, per quanto io creda che questo sia un fattore laterale e non il principale su cui imperniare la vostra scelta. Credo che riflettere su questi temi con un professionista che possa guidarla possa essere di aiuto, per potersi guardare con più distacco ed avere una migliore visione d'insieme di sè. Se avesse dubbi o domande, o volesse approfondire la questione, mi trova a disposizione. Un caro saluto, dott.ssa Elena Gianotti
Buongiorno, La ringrazio per aver condiviso il suo vissuto attraverso parole così importanti, che meritano accoglienza e ascolto attivo.
In una situazione così ricca di sfumature come la scoperta di una gravidanza, che va collocata ed integrata nella propria narrazione, si possono sperimentare svariati pensieri, emozioni e sensazioni che potrebbero oscillare tra di loro e per i loro significati.
Pertanto, prendere una decisione è una fase delicata che riguarda molteplici aspetti.
Le consiglio di contattare un professionista per meglio inquadrare la sua esperienza. Un supporto ed un accompagnamento a lei dedicati, potrebbero aiutarla a ricostruire quanto sta vivendo, guardando all'oggi con maggiore consapevolezza ed equilibrio.
Resto a disposizione qualora volesse intraprendere un percorso.
In una situazione così ricca di sfumature come la scoperta di una gravidanza, che va collocata ed integrata nella propria narrazione, si possono sperimentare svariati pensieri, emozioni e sensazioni che potrebbero oscillare tra di loro e per i loro significati.
Pertanto, prendere una decisione è una fase delicata che riguarda molteplici aspetti.
Le consiglio di contattare un professionista per meglio inquadrare la sua esperienza. Un supporto ed un accompagnamento a lei dedicati, potrebbero aiutarla a ricostruire quanto sta vivendo, guardando all'oggi con maggiore consapevolezza ed equilibrio.
Resto a disposizione qualora volesse intraprendere un percorso.
In questo caso è importante svolgere una serie di colloqui per affrontare le sue paure, le angosce relative al cambio di situazione di vita che in sè comporta una serie di rimaneggiamenti psichici. Solo approfondendo le sue paure può far chiarezza su quale sia la scelta migliore, in bocca al lupo, cortesi saluti !
Buongiorno, forse potrebbe chiedere un sostegno per un periodo ad una psicoterapeuta per aiutarla a dipanare questi suoi interrogativi. Ovviamente è una scelta importante e capisco che vorrebbe prendere LA DECISIONE GIUSTA. Il mio consiglio è di iniziare profondamente ad ascoltarsi e confrontarsi anche con suo marito rispetto a quello che sta emergendo in lei, le sue paure, i suoi desideri, cosa la sta ostacolando oggi a prendere una delle due strade, ecc. Vedrà che la sua miglior soluzione arriverà. Un caro saluto. Dott.ssa Alessandra Domigno
Buongiorno, da quello che scrive non mi arriva tanto una semplice indecisione, quanto un conflitto più profondo.
Mi colpisce che la gravidanza sia voluta e che, proprio nel momento in cui diventa reale, lei senta di oscillare continuamente. Questo può succedere quando il problema non è solo “continuare o no”, ma il fatto che una parte di sé non riesca ancora a riconoscersi nel ruolo materno.
Lei scrive anche di adorare la sua vita di ora, e questa frase per me è molto importante. Diventare madre, per molte donne, non significa solo accogliere qualcosa di nuovo, ma anche accettare che una parte della vita di prima non resterà più la stessa. Non tutte riescono a sentire subito questo passaggio come naturale, desiderabile o gioioso, anche dentro una gravidanza cercata.
Per questo non leggerei la sua fatica come freddezza o mancanza di sentimento, ma come il segnale di un passaggio interno molto delicato. A volte non è la decisione a mancare: è il fatto che quel ruolo, in questo momento, non sia ancora diventato per davvero pensabile, sentibile, abitabile.
Più che cercare di forzarsi a prendere una decisione definitiva il prima possibile, forse il punto è riconoscere con sincerità che cosa, dentro di lei, oggi non riesce ancora ad aderire a questa trasformazione. Perché da come ne parla, la domanda non sembra solo “cosa devo fare?”, ma anche “posso davvero sentirmi in questo ruolo?”. E questa è una domanda molto seria, che merita di essere ascoltata fino in fondo.
Un caro saluto.
Mi colpisce che la gravidanza sia voluta e che, proprio nel momento in cui diventa reale, lei senta di oscillare continuamente. Questo può succedere quando il problema non è solo “continuare o no”, ma il fatto che una parte di sé non riesca ancora a riconoscersi nel ruolo materno.
Lei scrive anche di adorare la sua vita di ora, e questa frase per me è molto importante. Diventare madre, per molte donne, non significa solo accogliere qualcosa di nuovo, ma anche accettare che una parte della vita di prima non resterà più la stessa. Non tutte riescono a sentire subito questo passaggio come naturale, desiderabile o gioioso, anche dentro una gravidanza cercata.
Per questo non leggerei la sua fatica come freddezza o mancanza di sentimento, ma come il segnale di un passaggio interno molto delicato. A volte non è la decisione a mancare: è il fatto che quel ruolo, in questo momento, non sia ancora diventato per davvero pensabile, sentibile, abitabile.
Più che cercare di forzarsi a prendere una decisione definitiva il prima possibile, forse il punto è riconoscere con sincerità che cosa, dentro di lei, oggi non riesce ancora ad aderire a questa trasformazione. Perché da come ne parla, la domanda non sembra solo “cosa devo fare?”, ma anche “posso davvero sentirmi in questo ruolo?”. E questa è una domanda molto seria, che merita di essere ascoltata fino in fondo.
Un caro saluto.
È comprensibile che Lei si trovi in uno stato di profondo smarrimento; l’oscillazione che descrive tra il desiderio di mantenere la Sua vita attuale e l'ipotesi di accogliere un figlio è un’esperienza molto più comune di quanto il senso comune lasci intendere. Sentirsi scissa, al punto da fissare e poi annullare un appuntamento per l’interruzione di gravidanza, testimonia quanto questo conflitto tocchi corde identitarie profonde e non sia una semplice questione di "scelta", ma un vero e proprio corpo a corpo con il proprio futuro e la propria libertà.
In ambito psicologico, la mancanza di una gioia immediata o il timore verso le fasi dell'accudimento, come l'allattamento, non definiscono necessariamente la qualità del Suo essere madre, ma riflettono la paura che l'arrivo di un bambino possa agire come un elemento "estraneo" capace di scardinare l'equilibrio relazionale e personale che Lei adora. È come se si trovasse di fronte a una ridefinizione della Sua identità che avverte quasi come una perdita di sé. Questa ambivalenza merita di essere ascoltata senza colpevolizzazioni: è il segno che Lei sta prendendo sul serio la portata di questo cambiamento, valutando non solo ciò che si acquista, ma anche ciò che si teme di perdere.
Prendere una decisione definitiva richiede, in questi casi, di uscire dall'urgenza del "fare" per entrare in quella del "sentire". Un percorso di ascolto psicologico può offrirLe uno spazio neutro dove esplorare queste paure e comprendere quanto esse siano legate a modelli familiari o a una legittima ricerca di realizzazione personale. Poter guardare a questa scelta non come a un obbligo sociale o a un sacrificio, ma come a un processo relazionale che coinvolge Lei, Suo marito e le Sue matrici profonde, potrebbe aiutarLa a trovare quella chiarezza che ora Le sembra irraggiungibile.
Con l'augurio che possa trovare la strada più giusta per la Sua serenità,
Dott.ssa Giovanna Costanzo
Psicoterapeuta
In ambito psicologico, la mancanza di una gioia immediata o il timore verso le fasi dell'accudimento, come l'allattamento, non definiscono necessariamente la qualità del Suo essere madre, ma riflettono la paura che l'arrivo di un bambino possa agire come un elemento "estraneo" capace di scardinare l'equilibrio relazionale e personale che Lei adora. È come se si trovasse di fronte a una ridefinizione della Sua identità che avverte quasi come una perdita di sé. Questa ambivalenza merita di essere ascoltata senza colpevolizzazioni: è il segno che Lei sta prendendo sul serio la portata di questo cambiamento, valutando non solo ciò che si acquista, ma anche ciò che si teme di perdere.
Prendere una decisione definitiva richiede, in questi casi, di uscire dall'urgenza del "fare" per entrare in quella del "sentire". Un percorso di ascolto psicologico può offrirLe uno spazio neutro dove esplorare queste paure e comprendere quanto esse siano legate a modelli familiari o a una legittima ricerca di realizzazione personale. Poter guardare a questa scelta non come a un obbligo sociale o a un sacrificio, ma come a un processo relazionale che coinvolge Lei, Suo marito e le Sue matrici profonde, potrebbe aiutarLa a trovare quella chiarezza che ora Le sembra irraggiungibile.
Con l'augurio che possa trovare la strada più giusta per la Sua serenità,
Dott.ssa Giovanna Costanzo
Psicoterapeuta
Buongiorno.
Scelgo di raccontarmi, perché il rispetto che suo marito le porta è sacrosanto e va condiviso.
Quando mi sono sposato pensavo di volere figli, ma era un'idea, non avevo mai considerato di osservare questa idea nel suo concretizzarsi. Abbiamo scoperto che potevamo cominciare a mettere a fuoco, non solo con l'evidenza di un ritardo nel ciclo, ma alla prima ecografia: due piccole bolle, attaccate l'una all'altra, una era il sacco amniotico, l'altra era il cuore di una figlia che cominciava ad esistere tangibilmente e che batteva ad una velocità incredibile. Quell'emozione risale a 29 anni fa e resta indimenticabile e oggi è testimoniata da una meravigliosa figlia.
Ambivalenza: è una delle esperienze di pensiero e di emozioni più umane che esistano. Se vuole, ne parliamo.
Scelgo di raccontarmi, perché il rispetto che suo marito le porta è sacrosanto e va condiviso.
Quando mi sono sposato pensavo di volere figli, ma era un'idea, non avevo mai considerato di osservare questa idea nel suo concretizzarsi. Abbiamo scoperto che potevamo cominciare a mettere a fuoco, non solo con l'evidenza di un ritardo nel ciclo, ma alla prima ecografia: due piccole bolle, attaccate l'una all'altra, una era il sacco amniotico, l'altra era il cuore di una figlia che cominciava ad esistere tangibilmente e che batteva ad una velocità incredibile. Quell'emozione risale a 29 anni fa e resta indimenticabile e oggi è testimoniata da una meravigliosa figlia.
Ambivalenza: è una delle esperienze di pensiero e di emozioni più umane che esistano. Se vuole, ne parliamo.
Gentile utente,
quello che descrivi è una situazione di forte ambivalenza, che può essere molto faticosa da vivere, soprattutto quando si è chiamati a prendere una decisione importante in tempi relativamente brevi.
È comprensibile che possano esserci emozioni e pensieri contrastanti, e che la scelta non appaia immediata o lineare.
In questi casi può essere utile non forzare una decisione nel momento dell’oscillazione, ma prendersi uno spazio per comprendere meglio cosa sta emergendo sul piano emotivo e personale.
Se lo ritieni possibile, può essere utile confrontarti con un professionista per essere accompagnata in questo processo decisionale, così da poter valutare con maggiore chiarezza e senza pressione.
Un caro saluto!
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
quello che descrivi è una situazione di forte ambivalenza, che può essere molto faticosa da vivere, soprattutto quando si è chiamati a prendere una decisione importante in tempi relativamente brevi.
È comprensibile che possano esserci emozioni e pensieri contrastanti, e che la scelta non appaia immediata o lineare.
In questi casi può essere utile non forzare una decisione nel momento dell’oscillazione, ma prendersi uno spazio per comprendere meglio cosa sta emergendo sul piano emotivo e personale.
Se lo ritieni possibile, può essere utile confrontarti con un professionista per essere accompagnata in questo processo decisionale, così da poter valutare con maggiore chiarezza e senza pressione.
Un caro saluto!
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Cara signora, i suoi dubbi sono leciti, mettere al mondo un altro essere umano comporta molti cambiamenti fisici e psicologici. Vi consiglierei una terapia di coppia per analizzare con un professionista le vari problematiche del caso.
Cara G.,
quello che stai vivendo merita molta delicatezza. L’ambivalenza che descrivi, il continuo oscillare tra andare avanti e tornare indietro, non è un segnale di confusione “patologica”, ma spesso è la forma che prende il tentativo di tenere insieme parti diverse di sé, ciascuna con bisogni e paure legittime.
Mi colpisce che tu non parli molto di te: della tua storia, del momento di vita in cui questa gravidanza è arrivata, di quali risorse senti vicine e quali più lontane. Tutti elementi che non servono a “giudicare” la scelta, ma a capire chi sei tu dentro questa scelta.
Una decisione così intima non può arrivare dall’esterno. Può però emergere più chiaramente se trovi uno spazio in cui esplorare: cosa in te tende verso il continuare, cosa in te tende verso l’interrompere, quali paure stanno parlando, quali desideri sono rimasti più silenziosi, quali condizioni concrete ti sostengono o ti appesantiscono.
Non serve avere già una risposta, serve potersi ascoltare senza fretta e senza pressioni. Per questo sarebbe utile sapere anche a che punto della gravidanza sei e quanto tempo hai per prenderti questo spazio di riflessione.
Se lo desideri, possiamo lavorarci insieme , anche online, per aiutarti a distinguere le voci interne, dare un nome alle emozioni e arrivare a una decisione che non sia dettata dal panico, ma da una forma di coerenza con te stessa.
Ti mando un pensiero caldo e rispettoso. Qualunque strada sceglierai, l’importante è che tu possa riconoscerti nella scelta.
quello che stai vivendo merita molta delicatezza. L’ambivalenza che descrivi, il continuo oscillare tra andare avanti e tornare indietro, non è un segnale di confusione “patologica”, ma spesso è la forma che prende il tentativo di tenere insieme parti diverse di sé, ciascuna con bisogni e paure legittime.
Mi colpisce che tu non parli molto di te: della tua storia, del momento di vita in cui questa gravidanza è arrivata, di quali risorse senti vicine e quali più lontane. Tutti elementi che non servono a “giudicare” la scelta, ma a capire chi sei tu dentro questa scelta.
Una decisione così intima non può arrivare dall’esterno. Può però emergere più chiaramente se trovi uno spazio in cui esplorare: cosa in te tende verso il continuare, cosa in te tende verso l’interrompere, quali paure stanno parlando, quali desideri sono rimasti più silenziosi, quali condizioni concrete ti sostengono o ti appesantiscono.
Non serve avere già una risposta, serve potersi ascoltare senza fretta e senza pressioni. Per questo sarebbe utile sapere anche a che punto della gravidanza sei e quanto tempo hai per prenderti questo spazio di riflessione.
Se lo desideri, possiamo lavorarci insieme , anche online, per aiutarti a distinguere le voci interne, dare un nome alle emozioni e arrivare a una decisione che non sia dettata dal panico, ma da una forma di coerenza con te stessa.
Ti mando un pensiero caldo e rispettoso. Qualunque strada sceglierai, l’importante è che tu possa riconoscerti nella scelta.
Buonasera, quello che sta vivendo è un conflitto molto profondo e comprensibilmente faticoso. Anche nelle gravidanze desiderate può emergere ambivalenza, paura e senso di perdita rispetto alla vita di prima: non è un segnale che “c’è qualcosa che non va” in lei, ma che la scelta che ha davanti è importante e tocca parti molto diverse di sé.
Il fatto che lei oscilli non significa che non sia in grado di decidere, ma che sta cercando di ascoltare bisogni e paure che vanno in direzioni opposte.
In questi momenti può essere utile darsi uno spazio per chiarire cosa sente davvero, al di là delle aspettative, del partner o di ciò che “dovrebbe” provare. Può aiutarla chiedersi non tanto “qual è la scelta giusta”, ma “quale scelta sento più sostenibile per me nel tempo”, considerando sé stessa, la sua vita, i suoi valori. Entrambe le possibilità hanno implicazioni emotive, ed è normale che nessuna delle due appaia totalmente priva di dubbi.
Vista la difficoltà e l’urgenza, è importante non restare sola in questo processo: confrontarsi con un professionista o con un consultorio può offrirle uno spazio neutro in cui esplorare questa ambivalenza e arrivare a una decisione più consapevole e sua. Qualunque scelta prenderà, sarà importante che sia il più possibile sentita e non dettata solo dalla pressione del momento.
Il fatto che lei oscilli non significa che non sia in grado di decidere, ma che sta cercando di ascoltare bisogni e paure che vanno in direzioni opposte.
In questi momenti può essere utile darsi uno spazio per chiarire cosa sente davvero, al di là delle aspettative, del partner o di ciò che “dovrebbe” provare. Può aiutarla chiedersi non tanto “qual è la scelta giusta”, ma “quale scelta sento più sostenibile per me nel tempo”, considerando sé stessa, la sua vita, i suoi valori. Entrambe le possibilità hanno implicazioni emotive, ed è normale che nessuna delle due appaia totalmente priva di dubbi.
Vista la difficoltà e l’urgenza, è importante non restare sola in questo processo: confrontarsi con un professionista o con un consultorio può offrirle uno spazio neutro in cui esplorare questa ambivalenza e arrivare a una decisione più consapevole e sua. Qualunque scelta prenderà, sarà importante che sia il più possibile sentita e non dettata solo dalla pressione del momento.
Buonasera,
la situazione che descrive è più comune di quanto si pensi. Anche quando una gravidanza è voluta e all’interno di una relazione stabile, può capitare di vivere una forte ambivalenza: da una parte il desiderio o l’idea di diventare genitori, dall’altra la paura di perdere l’equilibrio e la libertà della vita attuale. Oscillare tra queste due posizioni può essere molto faticoso e può far sentire confusi o in colpa.
È importante sapere che non provare subito entusiasmo o non sentirsi attratti dall’idea di allattamento o dei primi mesi con un bambino non significa automaticamente che non si possa essere un buon genitore. Allo stesso tempo, il fatto che una parte di lei senta forte il bisogno di proteggere la propria vita attuale merita di essere ascoltato con rispetto.
Quando si è dentro a questo tipo di conflitto interiore, spesso non è utile cercare una decisione “perfetta” o priva di dubbi. Può essere più realistico chiedersi: quale scelta, pur con le sue difficoltà, sento più sostenibile per me nel lungo periodo?
Il fatto che suo marito rispetti la sua scelta è un elemento prezioso: se possibile, può essere utile continuare a parlarne apertamente insieme, condividendo non solo gli aspetti pratici ma anche le emozioni e i timori.
In momenti così delicati molte donne trovano molto utile un breve spazio di confronto con uno psicologo o con un consultorio familiare, proprio per poter esplorare questi pensieri senza pressione e arrivare a una decisione più consapevole e personale.
Qualunque scelta prenderà, è importante che sia una decisione sentita e il più possibile libera, non basata solo sul senso di colpa o sulle aspettative degli altri. Darsi un po’ di tempo per ascoltarsi davvero può aiutare a trasformare questa oscillazione in una scelta più chiara.
la situazione che descrive è più comune di quanto si pensi. Anche quando una gravidanza è voluta e all’interno di una relazione stabile, può capitare di vivere una forte ambivalenza: da una parte il desiderio o l’idea di diventare genitori, dall’altra la paura di perdere l’equilibrio e la libertà della vita attuale. Oscillare tra queste due posizioni può essere molto faticoso e può far sentire confusi o in colpa.
È importante sapere che non provare subito entusiasmo o non sentirsi attratti dall’idea di allattamento o dei primi mesi con un bambino non significa automaticamente che non si possa essere un buon genitore. Allo stesso tempo, il fatto che una parte di lei senta forte il bisogno di proteggere la propria vita attuale merita di essere ascoltato con rispetto.
Quando si è dentro a questo tipo di conflitto interiore, spesso non è utile cercare una decisione “perfetta” o priva di dubbi. Può essere più realistico chiedersi: quale scelta, pur con le sue difficoltà, sento più sostenibile per me nel lungo periodo?
Il fatto che suo marito rispetti la sua scelta è un elemento prezioso: se possibile, può essere utile continuare a parlarne apertamente insieme, condividendo non solo gli aspetti pratici ma anche le emozioni e i timori.
In momenti così delicati molte donne trovano molto utile un breve spazio di confronto con uno psicologo o con un consultorio familiare, proprio per poter esplorare questi pensieri senza pressione e arrivare a una decisione più consapevole e personale.
Qualunque scelta prenderà, è importante che sia una decisione sentita e il più possibile libera, non basata solo sul senso di colpa o sulle aspettative degli altri. Darsi un po’ di tempo per ascoltarsi davvero può aiutare a trasformare questa oscillazione in una scelta più chiara.
Quello che descrivi è molto più comune di quanto si pensi, anche in gravidanze cercate e all’interno di relazioni stabili. L’idea che una gravidanza debba portare automaticamente gioia, entusiasmo o “istinto materno” è uno stereotipo: nella realtà molte donne vivono ambivalenza, dubbi e oscillazioni anche intense, proprio come stai sperimentando tu.
Nel tuo racconto emergono alcuni elementi importanti:
un forte legame e soddisfazione per la tua vita attuale
una difficoltà a immaginarti nel ruolo materno (soprattutto nella fase iniziale, come allattamento o cura del neonato)
un’oscillazione continua tra due scelte molto diverse
il fatto che la decisione finale, giustamente, senti che spetti a te, anche se tuo marito è coinvolto
Questa alternanza di pensieri (“continuo / non continuo”) può essere molto faticosa perché ti tiene in uno stato di incertezza continua. Spesso non è tanto un segno che “non sai cosa vuoi”, ma che entrambe le opzioni toccano aspetti profondi e importanti della tua identità, dei tuoi valori e del tuo futuro.
Per provare ad avvicinarti a una decisione più stabile, può essere utile fermarti su alcuni punti:
1. Dare spazio a entrambe le parti di te
Una parte sembra legata alla tua vita attuale, alla libertà, all’identità che hai costruito; un’altra, probabilmente, ha desiderato questa gravidanza. Non si tratta di eliminare una delle due, ma di ascoltarle entrambe senza giudizio.
2. Distinguere emozioni e pressioni
Chiediti: ciò che sento viene da me o da aspettative esterne (sociali, familiari, di coppia)? Non c’è una scelta “giusta in assoluto”, ma quella più coerente con te in questo momento della tua vita.
3. Immaginare concretamente i due scenari
Non in modo ideale o catastrofico, ma realistico:
Come potrebbe essere la tua vita tra 1 anno se continui la gravidanza?
Come potrebbe essere tra 1 anno se interrompi?
Quale scenario senti più “tuo”, anche se non perfetto?
4. Accettare che non esiste una decisione senza ambivalenza
Qualunque scelta porterà con sé anche dei dubbi o delle emozioni contrastanti. Cercare la certezza assoluta spesso blocca.
5. Coinvolgere tuo marito, ma mantenere il tuo centro
È positivo che lui rispetti la tua scelta. Può essere utile condividere con lui le tue paure, ma senza perdere di vista che il corpo e l’esperienza diretta sono i tuoi.
In momenti come questo, il rischio è decidere “di pancia” per uscire dall’ansia oppure rimandare finché il tempo decide al posto tuo. Invece, meritati uno spazio protetto in cui poter chiarire davvero cosa senti.
Per questo motivo, sarebbe molto utile poterne parlare con uno specialista (psicologo o psicoterapeuta), anche in pochi incontri focalizzati, per aiutarti a mettere ordine nei pensieri, riconoscere i tuoi bisogni profondi e arrivare a una decisione più consapevole e stabile.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Nel tuo racconto emergono alcuni elementi importanti:
un forte legame e soddisfazione per la tua vita attuale
una difficoltà a immaginarti nel ruolo materno (soprattutto nella fase iniziale, come allattamento o cura del neonato)
un’oscillazione continua tra due scelte molto diverse
il fatto che la decisione finale, giustamente, senti che spetti a te, anche se tuo marito è coinvolto
Questa alternanza di pensieri (“continuo / non continuo”) può essere molto faticosa perché ti tiene in uno stato di incertezza continua. Spesso non è tanto un segno che “non sai cosa vuoi”, ma che entrambe le opzioni toccano aspetti profondi e importanti della tua identità, dei tuoi valori e del tuo futuro.
Per provare ad avvicinarti a una decisione più stabile, può essere utile fermarti su alcuni punti:
1. Dare spazio a entrambe le parti di te
Una parte sembra legata alla tua vita attuale, alla libertà, all’identità che hai costruito; un’altra, probabilmente, ha desiderato questa gravidanza. Non si tratta di eliminare una delle due, ma di ascoltarle entrambe senza giudizio.
2. Distinguere emozioni e pressioni
Chiediti: ciò che sento viene da me o da aspettative esterne (sociali, familiari, di coppia)? Non c’è una scelta “giusta in assoluto”, ma quella più coerente con te in questo momento della tua vita.
3. Immaginare concretamente i due scenari
Non in modo ideale o catastrofico, ma realistico:
Come potrebbe essere la tua vita tra 1 anno se continui la gravidanza?
Come potrebbe essere tra 1 anno se interrompi?
Quale scenario senti più “tuo”, anche se non perfetto?
4. Accettare che non esiste una decisione senza ambivalenza
Qualunque scelta porterà con sé anche dei dubbi o delle emozioni contrastanti. Cercare la certezza assoluta spesso blocca.
5. Coinvolgere tuo marito, ma mantenere il tuo centro
È positivo che lui rispetti la tua scelta. Può essere utile condividere con lui le tue paure, ma senza perdere di vista che il corpo e l’esperienza diretta sono i tuoi.
In momenti come questo, il rischio è decidere “di pancia” per uscire dall’ansia oppure rimandare finché il tempo decide al posto tuo. Invece, meritati uno spazio protetto in cui poter chiarire davvero cosa senti.
Per questo motivo, sarebbe molto utile poterne parlare con uno specialista (psicologo o psicoterapeuta), anche in pochi incontri focalizzati, per aiutarti a mettere ordine nei pensieri, riconoscere i tuoi bisogni profondi e arrivare a una decisione più consapevole e stabile.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Gentile utente, immagino sia un periodo delicato. Le consiglio di parlarne bene con suo marito perchè è una scelta che non riguarda il singolo ma la coppia e di affidarsi al supporto di uno psicologo in modo da poterla aiutare a prendere la decisione migliore.
I migliori auguri!
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
I migliori auguri!
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Buongiorno, si tratta di un tema molto delicato e specifico che necessita anche di una valutazione da parte sua in tempi definiti. Le consiglio di rivolgersi ad un consultorio familiare dove può ma anche potete come coppia ricevere un supporto da un'equipe di diversi professionisti con i quali potersi confrontare e poter focalizzarsi su ciò che sta sentendo in questo periodo.
Gentilissima,
immagino la fatica di questo periodo.
Non è facile per nessuno fare delle scelte, specialmente quando sono così importanti e profonde. È comprensibile che lei stia cercando di capire se desidera continuare la sua vita attuale o proseguire la gravidanza e quindi necessariamente accettare dei cambiamenti.
Queste ambivalenze sono frequenti nei momenti di passaggio: la gravidanza può attivare rappresentazioni, paure e aspettative legate anche alla propria storia e ai legami.
Più che cercare di trovare una soluzione subito, potrebbe avere senso concedersi dello spazio di riflessione. Un percorso psicologico la aiuterebbe a gestire queste preoccupazioni e dubbi senza sentirsi sola o sopraffatta, aiutandola a chiarire cosa è più autentico per lei, distinguendolo dalle pressioni esterne o dalle aspettative.
Le auguro il meglio,
Dott. Daniele Migliore
immagino la fatica di questo periodo.
Non è facile per nessuno fare delle scelte, specialmente quando sono così importanti e profonde. È comprensibile che lei stia cercando di capire se desidera continuare la sua vita attuale o proseguire la gravidanza e quindi necessariamente accettare dei cambiamenti.
Queste ambivalenze sono frequenti nei momenti di passaggio: la gravidanza può attivare rappresentazioni, paure e aspettative legate anche alla propria storia e ai legami.
Più che cercare di trovare una soluzione subito, potrebbe avere senso concedersi dello spazio di riflessione. Un percorso psicologico la aiuterebbe a gestire queste preoccupazioni e dubbi senza sentirsi sola o sopraffatta, aiutandola a chiarire cosa è più autentico per lei, distinguendolo dalle pressioni esterne o dalle aspettative.
Le auguro il meglio,
Dott. Daniele Migliore
Non assuma decisioni da sola in uno stato di dubbio e confusione. Si rivolga a uno psicologo che la aiuti a fare chiarezza in se stessa: la decisione sarà sempre sua, ma magari con un livello di consapevolezza più adeguato
Cara utente, deve essere un momento davvero delicato per lei.
Parlarne con qualcuno le sarà sicuramente di aiuto su come affrontare al meglio la situazione, per se stessa e per la coppia. L’arrivo di un figlio introduce un cambiamento molto importante nella vita delle persone che lo accoglieranno, le paure e i dubbi sono assolutamente comprensibili. Scrive che la gravidanza è stata voluta, quindi evidentemente una parte di lei ha il desiderio di diventare madre. Tuttavia, questo desiderio può scontrarsi con il timore di non essere pronti ad affrontare un cambiamento così importante. Sentimenti contrastanti possono essere normali, anche se questo può essere vissuto con preoccupazione, perché nell’immaginario collettivo c’è un’aura di positività intorno alla gravidanza e al futuro nascituro, che sembra non lasciare spazio ad altri vissuti, quando nella realtà alla gioia e all’entusiasmo si affiancano naturalmente sentimenti di natura opposta, che sono del tutto umani.
Se le va di parlarne sono a disposizione.
Un caro saluto
Parlarne con qualcuno le sarà sicuramente di aiuto su come affrontare al meglio la situazione, per se stessa e per la coppia. L’arrivo di un figlio introduce un cambiamento molto importante nella vita delle persone che lo accoglieranno, le paure e i dubbi sono assolutamente comprensibili. Scrive che la gravidanza è stata voluta, quindi evidentemente una parte di lei ha il desiderio di diventare madre. Tuttavia, questo desiderio può scontrarsi con il timore di non essere pronti ad affrontare un cambiamento così importante. Sentimenti contrastanti possono essere normali, anche se questo può essere vissuto con preoccupazione, perché nell’immaginario collettivo c’è un’aura di positività intorno alla gravidanza e al futuro nascituro, che sembra non lasciare spazio ad altri vissuti, quando nella realtà alla gioia e all’entusiasmo si affiancano naturalmente sentimenti di natura opposta, che sono del tutto umani.
Se le va di parlarne sono a disposizione.
Un caro saluto
Buongiorno,
in questo momento di profonda crisi interiore si faccia aiutare da uno psicoterapeuta. Potrà supportarla nel prendere una decisione cosi importante.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
in questo momento di profonda crisi interiore si faccia aiutare da uno psicoterapeuta. Potrà supportarla nel prendere una decisione cosi importante.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
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