Domande del paziente (129)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gent.ma paziente, io credo che un terapeuta che usa l'approccio cognitivo-comportamentale, in particolare la terapia comportamentale di seconda e di terza generazione, possa fare meglio al caso suo, per... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, mi dispiace per la situazione, immagino la sua sofferenza al riguardo. Se il dolo non è stato volontario, rassicuri sua moglie sul fatto che mai avrebbe voluto far male ai suoi suoceri e le... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente, il consiglio che le do è quello di dire al suo fidanzato che ha riflettuto sulle sue parole e chiedergli se sente che il vostro rapporto si è trasformato e avverte meno desiderio. Un... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, io credo siano somatizzazioni. Se vuole faccia degli esami di routine, ma una buona psicoterapia integrata può aiutarla a capirne il significato e non spaventarsi più così tanto. A volte i... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve Rosa,
a volte il diaframma, in periodi di tensione e se è un pò ansiosa, risulta un pò bloccato. Deve seguire il suo corpo, procedere lentamente e delicatamente, senza forzare se sente tirare, e...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, lei solleva una questione davvero importante. Psiche e corpo sono interdipendenti e si influenzano reciprocamente. Lo stress, l'ansia, le emozioni, se non sono "parlate" e non trovano sfogo... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, mi dispiace per la situazione e i suoi vissuti, tenga duro e faccia psicoterapia per migliorare la sua qualità della vita. Le consiglio di provare a conoscersi a fondo, regolarsi bene col cibo,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Cara Anna,
non ceda allo sconforto. Il mondo è pieno di opportunità, inizialmente rimettersi in gioco sembra una fatica inutile , ma se la psicoterapia la accompagna potrà dare un nuovo significato al...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
io credo che questo momento della sua vita, seppur spiacevole e doloroso, possa essere per lei usato al meglio.. se ci pensa esso può rappresentare per lei un'occasione per riflettere sul suo...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gent.ma, indipendentemente dall'etichetta diagnostica (io ci vedo del maladaptive daydreaming sicuramente), credo che questo comportamento di innamoramento verso un personaggio "ideale" sia una forma di... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, deve lavorare tanto e bene con la sua psicoterapeuta, sulle origini di questa ipocondria (a volte vengono da traumi o credenze apprese in famiglia), sulle paure, convinzioni, sulle aspettative... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gent.mo, la sua rabbia è palpabile e comprensibile. Vedrà che un buon percorso la aiuterà a gestirla in modo costruttivo, è molto importante che non la usi in senso distruttivo per preservare la sua serenità... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gent.ma paziente, ha fatto un bel lavoro con la sua psicologa e dentro di sè, come vede ha fatto benissimo a rispondere con un bel no, non conosco il suo ex fidanzato, ma davvero queste mi sembrano in... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente, il primo punto importante è provare a scardinare questa prospettiva, altrimenti è destinato a soffrire e invece in lei ci sono tutti gli elementi per poter vivere bene. Metta in cantiere... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente, la strategia è quella giusta, deve munirsi di pazienza e occuparsi di sè nel profondo. Non so se il suo terapeuta utilizza anche la respirazione e la meditazione, possono essere altri strumenti... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gent.ma paziente,
le sue domande sono importanti e credo un percorso possa aiutarla, insieme al farmaco, a gestire meglio questa situazione e capire se stessa e gli altri. Una volta che si conosce nel...
Altro
Buongiorno, vorrei un parere.
Mio figlio ha 7 anni e da circa due settimane presenta un comportamento che mi sta preoccupando.
Prima delle vacanze di Pasqua entrava a scuola tranquillamente: lo accompagnavo fino alla classe, ci salutavamo con un abbraccio e un bacio, e poi entrava senza problemi. Sorridente e contento di andarci. (fa la prima elementare).
Dopo le vacanze (quindi inizio aprile), al rientro il primo giorno mi ha detto di non stare bene e l’ho tenuto a casa. Nei giorni successivi ho capito che probabilmente non era un malessere reale, quindi ho ripreso a portarlo regolarmente a scuola.
Da quel momento, ogni mattina davanti alla porta della classe inizia a piangere in modo intenso, dicendo che vuole stare con me. Le maestre devono intervenire per prenderlo e portarlo dentro, mentre io vado via. Questo momento è emotivamente molto forte, anche se so di star facendo la cosa giusta.
Tuttavia, dopo circa 20–30 minuti le insegnanti mi confermano sempre che si è calmato, è sereno, lavora normalmente ed è tranquillo durante tutta la mattinata.
Invece, in occasioni diverse (ad esempio una gita) è stato capace di salutarmi senza problemi e andare verso i compagni.
Quando gli chiedo il motivo del pianto, risponde semplicemente “non lo so”.
Le insegnanti mi riferiscono inoltre che questo comportamento si verifica solo quando lo accompagno io, mentre con la madre non succede. (Siamo una coppia separata e nostro figlio è prevalente a me).
Non presenta febbre, dolori o altri sintomi fisici evidenti, se non occasionali lamentele al mattino che però non sembrano avere una base reale.
Il tragitto verso la scuola è calmo, ascoltiamo la musica, parliamo di giochi e di vita quotidiana. La salita delle scale è tranquilla, ma come arriva davanti la porta della classe scatta questo meccanismo.
Vorrei capire se questo comportamento può avere una componente legata all’ansia o al distacco e se è qualcosa di fisiologico oppure se è il caso di approfondire con uno specialista.
Grazie mille.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile paziente, suo figlio sta manifestando un disagio legato alla separazione, se poi a scuola si calma è un buon segnale; è possibile però che abbia dei nodi da elaborare legati ad altre esperienze simili, si senta solo in certi ambienti oppure semplicemente fatichi a separarsi dopo tanto tempo a casa. Occorrerebbe anche vedere come si trova a scuola e coi compagni ed eventualmente aiutarlo a legare con loro. Provi a vedere se la cosa si riassorbe, altrimenti un consulto potrebbe aiutarvi.
Buonasera dottore, le scrivo perché vorrei parlarle di una situazione che mi sta creando molta ansia. Da mesi sto cercando di convincere mia madre a farmi studiare scienze umane, ma lei è contraria perché ritiene il percorso troppo difficile per me e che non sarei in grado di affrontarlo. Questa situazione mi sta pesando molto, soprattutto perché ora sono iscritta a un indirizzo che non mi interessa minimamente e nemmeno la classe mi piace. Mi sento bloccata e non so come andare avanti. Nonostante la mia psicologa ne ha parlato già con mia madre, ma lei non vuole sentire ragioni. Ho paura per il mio futuro, di non trovare lavoro e di rimanere senza soldi. Il mio sogno è diventare psicologa e acculturarmi, e questa situazione mi deprime tantissimo. Sono sicura che verrò bocciata, e mia madre continua a ripetermi che mi boccerebbero anche a scienze umane. Inoltre, quando sono triste ho pensieri negativi come: pensieri di suicidio o farmi del male.
Come posso affrontare questa situazione? Quali alternative ho per il mio futuro?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gent.ma paziente,
sarebbe possibile fare un incontro con sua madre e i professori, così che si scelga insieme un percorso per lei adatto e in linea con i suoi interessi e capacità?
Solitudine a 29 anni
Buongiorno dottori, o 29 anni e sono un impiegato. Scrivo perchè vivo una situazione molto dolorosa che non mi fa sta facendo vivere. È da qualche mese che mi sento solo, ho qualche amico sparso, cerco di inserirmi in gruppi, partecipare ad associazioni, corsi, insomma ci metto tutta la forza di volontà ma nonostante questo non riesco a creare dei legami che siano veri e duraturi. A volte mi viene voglia di mollare. Mi guardo intorno e sui social e vedo solo persone con grandi gruppi di amici che si divertono sempre e io invece qui da soli. Eppure sono una persona che davvero avrebbe molto da offrire, sono empatico e sensibile e ascolto volentieri le persone. Mi chiedo come è possibile che io sia cosi solo. Sto insieme ad un ragazzo ma penso che la nostra storia sia finita e questo mi genera ancora piu malessere. Intanto il tempo passa, ho 29 anni, tra 10 anni ne avrò 40 e muoio con questa ansia del tempo che corre troppo veloce, sto bruciando gli anni migliori della mia vita stando in solitudine quando dovrei essere fuori a divertirmi a bere con grandi compagnie o comunque un gruppetto di amici che mi capiscono. Per me una sera dopo lavoro passata senza amici o con legami/relazioni è una sera persa. Ho il terrore che arrivi il weekend e non sapere cosa fare sapendo che tutti sono fuori da qualche parte. Lo so che ci vuole tempo per costruire relazioni durature e per inserirsi nei gruppi, ci sto mettendo tutta la mia forza di volontà. Non ho aggiunto che io convivo con il mio compagno da poco e peggiore decisione non potevo prendere visto che la nostra storia sta finendo. Se vivessi in centro città sarebbe migliore perché cosi potrei essere comodo per conoscere molte piu persone. Mi sembra come se poche persone sappiano quello che sono e quello che ho da offrire e questo è tremendo, soffro molto.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gent.mo paziente, la sua esigenza è bella e legittima, cerchi di non farla diventare un'ossessione, ma trasformarla in un campo in cui gettare dei semi, innaffiarli e prendersene cura. Come può fare? Provare dove lavora, oppure ad iscriversi a gruppi che rispecchiano i suoi interessi e diventare lei l'organizzatore di cene o altre attività per il gruppo.
Sento che deve lasciar andare la demoralizzazione e tornare sulle vibrazioni giuste. Se ha bisogno di supporto per qualche seduta, può contattarmi, lavoro anche online!
Sono una ragazza di 28 anni, studentessa fuori corso all'università e sto cercando lavoro (che non riesco a trovare). Mi sento emotivamente/mentalmente distrutta, ho problemi in famiglia, soprattutto con mio padre non vado per niente d'accordo, mi giudica su ogni cosa che faccio e che dico, specialmente sulla questione del cibo e sull'università, tanto che mi sono state dette frasi molto pesanti come ad esempio il fatto che sono un fallimento e che con me ha fallito e questo mi ha destabilizzato tanto, mi sento la pecora nera della famiglia poiché vengono fatti paragoni tra me e mio fratello e non mi sono mai sentita all'altezza proprio per questa differenza che viene fatta; mio fratello prova a difendermi ma con scarsi risultati, tanto che mio padre per ripicca usa il silenzio punitivo e ancora oggi è una settimana che non ci parliamo.
Inoltre ho subìto dei lutti ravvicinati che mi hanno portato a chiudermi molto in me stessa, soffro d'ansia e panico costante, e non riesco a gestire il tutto.
Provo costantemente una sensazione di vuoto e malessere dentro, non so cosa fare, mi sento inutile, non so come andare avanti, mi sento proprio impotente...
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gent.ma paziente, la ringrazio per aver condiviso un trafiletto della sua storia e dei suoi vissuti con noi. Il suo bisogno di autonomia può rappresentare il punto di partenza per una rinascita. Trovi un lavoretto anche piccolo come ambiente nuovo in cui ricominciare da sè e autofinanziarsi un percorso psicologico; così potrà elaborare tutti questi accadimenti e uscirne più forte, capirà se e come laurearsi, ma soprattutto come vuole realizzarsi.
Domande più frequenti
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Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…