Domande del paziente (25)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Signora, è assolutamente legittimo e comprensibile sentirsi sopraffatti, specialmente iniziando un nuovo lavoro.
Quello che lei descrive — questo sentirsi 'sulle nuvole', il timore del giudizio...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, è naturale desiderare che le persone amate condividano il nostro benessere, ed è comprensibile che lei voglia offrire a sua moglie gli strumenti che la stanno aiutando. Tuttavia, il cambiamento... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, mi dispiace molto per questi vissuti. Si percepisce chiaramente quanto questo "chiodo fisso" stia pesando sul suo stato d'animo, ed è importante che lei sappia che quello che prova ha una dignità... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera. È molto nobile il modo in cui cerca di proteggere sua madre, ma questo silenzio rischia di diventare un muro che vi isola proprio nel momento del bisogno. Per scegliere tra un percorso individuale... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente, è comprensibile che l’idea di un grande cambiamento la spaventi!
L’ansia spesso si nutre dell'incertezza e del timore di perdere i propri punti di riferimento. La sua preoccupazione è...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
E' assolutamente legittimo provare queste preoccupazioni all'inizio di un percorso di psicoterapia. Intraprendere un lavoro su di sé è un investimento importante e raccontarsi non è mai facile: ci vuole... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
Capisco perfettamente il senso di smarrimento e il dolore profondo che sta provando in questo momento. È una situazione davvero delicata: da un lato ha trovato quel calore e quella vicinanza...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
È del tutto comprensibile che lei provi tutto questo, perchè trovarsi a vivere una vita che sembra scritta da altri (genitori e partner) genera una frustrazione profonda e soffocante. È difficile non sentirsi... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Queste sue parole lasciano trasparire una comprensibile stanchezza mista a un senso di frustrazione per un nodo che, nonostante gli anni, sembra non sciogliersi. È legittimo sentirsi ancora bloccati dopo... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Comprendo perfettamente il suo disagio e le assicuro che la sua reazione, per quanto invalidante, è una risposta fisiologica molto comune. Escluse tutte le cause clinico-mediche, quella nausea... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente, la ringrazio per aver condiviso con così tanta onestà questo senso di smarrimento e fatica. È evidente che lei si trovi a gestire un carico emotivo e pratico molto pesante, e sentirsi "inadatti"... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente, è comprensibile sentirsi sconcertati quando una relazione, che dovrebbe essere un porto sicuro, si trasforma in un labirinto di recriminazioni quotidiane e pensieri ossessivi che sembrano... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente, comprendo profondamente la delusione e l’amarezza di vedere un percorso durato sette anni concludersi in questo modo, senza una chiusura che possa definirsi "degna" della profondità del... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente, la sua condivisione trasmette tutto il peso di una scoperta che sembra aver frantumato l'immagine della persona a cui si è legato. Scoprire questa parte di lei non deve essere stato facile!... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente, le sue parole trasmettono tutta la fatica di chi, per trent’anni, è stato il pilastro della famiglia rinunciando alla propria fragilità. Quella che lei avverte come una resa imminente è... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente, le sue parole trasmettono una sofferenza profonda e il peso di un isolamento che sembra aver radici lontane, rendendo del tutto comprensibile il suo desiderio di sentirsi finalmente accolto... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. È molto positivo che lei riconosca i progressi fatti finora e comprendo il senso di stasi e la sensazione di ripetitività che descrive. Cosa significa per lei, in questa fase della terapia,... Altro
Salve io sono un uomo di 42 anni 2 mesi fa ho fatto venire qui da me una ragazza ucraina e sua figlia.
Adesso ho un serio problema lei è diventata sempre più arrabbiata con me perché dice che io sono un leone nei suoi confronti e non si fida di nessuno neanche dei medici qui nella mia città Alessandria.
In questo momento stiamo affrontando una settimana difficile perché abbiamo scoperto che lei è incinta e ha voluto interrompere la gravidanza ieri ha preso la prima pillola ed oggi ha avuto un attacco di rabbia nei miei confronti dicendomi che sono uno stupido un leone che con me nessuno sarà mai felice....io non le ho mai fatto mancare niente ma è da molti giorni che non parliamo più stiamo in silenzio tutto il giorno gli unici momenti che parliamo è quando lei ha questi attacchi di rabbia ...ieri si è arrabbiata perché le ho chiesto come si sentiva fisicamente dopo aver preso la prima pastiglia...
Vi prego aiutatemi a capire come comportarmi e come aiutarla
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente, grazie per aver condiviso una situazione così delicata e complessa. Lei si sta già impegnando molto: l'ha accolta, si è preso cura di lei e di sua figlia, e in questo momento difficile vuole esserle vicino. È importante che lo riconosca.
Descrive una donna che ha lasciato il suo paese, vive in una città straniera, non si fida dei medici locali, e sta attraversando una delle esperienze più emotivamente pesanti che una donna possa vivere. Che impatto ha su di lei la rabbia della sua ragazza? Cosa pensa le stia comunicando?
A volte la cosa più difficile, ma più preziosa, è semplicemente stare vicini senza cercare di risolvere.
Salve, sono una ragazza di meno di trent'anni e sto facendo un percorso di psicoterapia da molti anni ormai.
Soffro di ansia, DOC e ipocondria.
Sono in un periodo in cui nonostante conosca i meccanismi che mi portano a sviluppare i sintomi e i pensieri ossessivi mi sento bloccata e spesso sono in balia delle mie paranoie. Mi viene istintivo chiedere rassicurazioni mediche perché ho troppa paura di morire o di poter far male agli altri senza volerlo.
Queste paranoie mi stanno cambiando la vita e non so come affrontarle. Avete dei consigli da darmi? So che non è facile con un consulto a distanza, ma qualsiasi spunto potrebbe essermi utile.
Come posso fare per uscire dal circolo vizioso delle rassicurazioni mediche? Questa è la cosa che mi sta dando più problemi in assoluto. Spesso penso che delle abitudini normali che ho o cose che ho fatto in passato possano mettere a rischio la mia salute attuale (ad esempio aver usato prodotti chimici anni fa senza protezioni, oppure la muffa in casa), solo che il pensiero non si risolve rassicurandomi con l'assenza di sintomi, ho sempre bisogno di cercare spiegazioni sempre più cavillose per potermi preoccupare di qualcosa che in quel momento fa più presa su di me. Quando analizzo un pensiero ossessivo e mi tranquillizzo questo passa, ma poi me ne viene un altro poco dopo. Non sono mai veramente tranquilla e ho paura che questo possa davvero farmi ammalare.
Avreste dei consigli da darmi? Io davvero non so più cosa fare. Le persone intorno a me cercano di rassicurarmi ma ovviamente non basta, non basta nemmeno farmi esami e vedere che non ho nulla di evidente perché ho paura di qualcosa di nascosto. Secondo voi ha senso ricercare danni nascosti in assenza di sintomi o è del tutto inutile? Una delle cose che più mi terrorizzano sono i danni silenti a lungo termine.
Scusate se posso sembrare paranoica ma spero di aver reso l'idea di quale sia la mia situazione psicologica. Aggiungo che non sono in terapia farmacologica.
Grazie per il vostro tempo.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Grazie per aver scritto con tanta onestà. Si percepisce quanto questo periodo sia faticoso.
Ciò che descrive ( avere consapevolezza dei meccanismi e sentirsi comunque bloccata) è una delle esperienze più frustranti.
La ricerca di rassicurazioni spesso non parla tanto del pericolo specifico che si teme, quanto di qualcosa di più profondo (il bisogno di sentirsi al sicuro? di avere certezze?).
Il pensiero ossessivo cambia, ma quel bisogno rimane, ed è per questo che una volta "risolto" un pensiero ne arriva subito un altro.
Non è facile trovare risposta, ma potrebbe essere importante indagare "cosa sto cercando davvero, quando chiedo rassicurazione?"
Si prenda cura di sé.
Buongiorno, vorrei un parere.
Mio figlio ha 7 anni e da circa due settimane presenta un comportamento che mi sta preoccupando.
Prima delle vacanze di Pasqua entrava a scuola tranquillamente: lo accompagnavo fino alla classe, ci salutavamo con un abbraccio e un bacio, e poi entrava senza problemi. Sorridente e contento di andarci. (fa la prima elementare).
Dopo le vacanze (quindi inizio aprile), al rientro il primo giorno mi ha detto di non stare bene e l’ho tenuto a casa. Nei giorni successivi ho capito che probabilmente non era un malessere reale, quindi ho ripreso a portarlo regolarmente a scuola.
Da quel momento, ogni mattina davanti alla porta della classe inizia a piangere in modo intenso, dicendo che vuole stare con me. Le maestre devono intervenire per prenderlo e portarlo dentro, mentre io vado via. Questo momento è emotivamente molto forte, anche se so di star facendo la cosa giusta.
Tuttavia, dopo circa 20–30 minuti le insegnanti mi confermano sempre che si è calmato, è sereno, lavora normalmente ed è tranquillo durante tutta la mattinata.
Invece, in occasioni diverse (ad esempio una gita) è stato capace di salutarmi senza problemi e andare verso i compagni.
Quando gli chiedo il motivo del pianto, risponde semplicemente “non lo so”.
Le insegnanti mi riferiscono inoltre che questo comportamento si verifica solo quando lo accompagno io, mentre con la madre non succede. (Siamo una coppia separata e nostro figlio è prevalente a me).
Non presenta febbre, dolori o altri sintomi fisici evidenti, se non occasionali lamentele al mattino che però non sembrano avere una base reale.
Il tragitto verso la scuola è calmo, ascoltiamo la musica, parliamo di giochi e di vita quotidiana. La salita delle scale è tranquilla, ma come arriva davanti la porta della classe scatta questo meccanismo.
Vorrei capire se questo comportamento può avere una componente legata all’ansia o al distacco e se è qualcosa di fisiologico oppure se è il caso di approfondire con uno specialista.
Grazie mille.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente, grazie per aver condiviso questa situazione con tanta attenzione. Comprendo che questi momenti del mattino possano essere emotivamente molto pesanti da sostenere, anche quando si sa di star facendo la cosa giusta.
Ciò che descrive suggerisce una modalità con cui suo figlio sta cercando di elaborare qualcosa, qualcosa che al momento forse nemmeno lui sa mettere bene a parole.
Le vengono in mente episodi o situazioni specifici che potrebbero essere accaduti in questo periodo? Non necessariamente legati alle vacanze di Pasqua in sé, ma magari qualcosa di più preciso (un momento, una conversazione, ecc..) che potrebbe aver rappresentato uno spartiacque per lui?
Partire da lì potrebbe aiutare a capire meglio cosa si sta muovendo.