Domande del paziente (56)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Capisco perfettamente quello stato di confusione e pesantezza di cui parli; quella sensazione di essere in una "bolla" è molto comune quando il carico emotivo diventa troppo alto per essere elaborato tutto... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Il calore può giocare un ruolo non indifferente: le temperature più alte tendono a dilatare i vasi sanguigni e possono abbassare ulteriormente la pressione, che tu hai già di per sé bassa. Questo mix può... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Capisco bene quanto possa essere disorientante sentirsi improvvisamente "invasi" da immagini che non si riescono a collocare. Questa sensazione di non sapere più se ciò che vede sia un ricordo, un sogno... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Capisco profondamente il turbamento che sta provando, ma vorrei rassicurarla subito: ciò che descrive ha una spiegazione molto chiara legata al modo in cui il nostro sistema nervoso gestisce i carichi... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La ringrazio per aver condiviso questo interrogativo così denso e umano. Da psicologo che osserva la realtà, posso dirle che la sua non è affatto una domanda banale, anzi, tocca il cuore di come noi esseri... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Capisco bene quel senso di agitazione che ti stringe lo stomaco in questi momenti; è una reazione molto comune quando ci si sente responsabili della serenità della propria partner. Da un punto di vista... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Capisco perfettamente quello che descrivi e ti rassicuro subito: quella sensazione di essere "fuori fase" o spaesati quando si chiude il portatile dopo molte ore è un’esperienza molto comune, specialmente... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Comprendo profondamente il senso di smarrimento e il dolore che sta attraversando; dieci mesi possono sembrare un tempo infinito quando ci si sente bloccati in un "baratro" mentre l'altro sembra aver già... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La ringrazio per aver condiviso questa situazione così complessa e, per molti versi, emblematica di come le tensioni ai piani alti possano ricadere su chi sta imparando. Emerge chiaramente che lo studio... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La domanda che pone tocca uno dei punti più dolorosi e, al tempo stesso, complessi della psicologia relazionale: il fenomeno del cosiddetto lutto anticipatorio. Comprendo perfettamente il suo senso di... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Caro ragazzo, è molto prezioso che tu riesca a guardare con così tanta onestà a quello che ti sta succedendo. Il tuo corpo non ti sta tradendo e la tua identità non sta cambiando: semplicemente, il tuo... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Capisco perfettamente il senso di smarrimento che prova. Quando una relazione così lunga si interrompe, è come se si rompesse un equilibrio che per anni ha dato una forma al vostro mondo. Voi due sembrate... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Capisco davvero il peso che senti addosso in questo momento. Però, se guardiamo la tua situazione, ci accorgiamo subito che quello che sta succedendo non riguarda solo te, ma tutto l'ambiente in cui sei... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
È del tutto comprensibile che si senta disorientato in questo momento. A 62 anni, la sessualità non è solo una funzione fisica, ma un delicato equilibrio tra corpo, emozioni e storia personale.
La prima...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Capisco profondamente il peso che senti, perché nella mia prospettiva non guardo mai all'individuo isolato, ma alla rete di relazioni e significati in cui è immerso. Il tuo star male non nasce solo da... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Il punto centrale è che quello che lei prova non è solo un fastidio superficiale, ma una ferita che tocca il modo in cui percepisce il valore della donna e la fiducia verso l'altro. Quando vede suo padre... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrivi è un classico e succede a tantissime persone: la mente capisce le cose e ingrana la marcia giusta, ma il corpo è un po’ più "lento" e pigro nel cambiare abitudini. Immagina che per... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Cara mamma, leggendo le tue parole si sente tutto il fiato corto di chi sta correndo una maratona convinta di doverne correre contemporaneamente altre tre. Da psicologo, quello che vedo non è una donna... Altro
Buonasera sono un ragazzo di 28 anni e mi sento inferiore e in ritardo rispetto agli altri, sento una forte rabbia e frustrazione perché non ho mai avuto una relazione con una ragazza e non ho amici, purtroppo sto h 24 nel negozio che voglio vendere al più presto, mi da fastidio sentire le solite frasi ognuno ha i suoi tempi perché i miei tempi non arrivano mai se non mi do da fare, la cosa strana e che la rabbia è tanta ma tanta che sono diventato autodistruttivo come se mi odiassi quindi non mi va più di fare nulla su questo, ad agosto compio 29 anni i ragazzi di 18/20 anni stanno più avanti di me io ho bruciato i migliori anni perché a 28 anni se caso remoto succede non posso fare il bambino di 15 anni, ma comunque detto questo con il negozio non ho libertà e poco utile economico, non mi va di rialzarmi perché mi sento molto stanco e nervoso faccio cattivi pensieri, preferisco piuttosto che vivere nel umiliazione! Solo io sono inferiore o gli sfigati come me. Grazie a chi mi darà un consiglio.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Leggendo le tue parole si sente forte e chiaro quanto tu sia esausto. Non è solo stanchezza fisica per le ore passate in negozio, è una stanchezza dell'anima, quella di chi sente di correre su un tapis roulant che non porta da nessuna parte mentre gli altri, fuori, sembrano volare.
Capisco profondamente il fastidio per le frasi fatte come "ognuno ha i suoi tempi". Quando sei immerso nella frustrazione, suonano come una presa in giro, perché tu senti che i tuoi tempi sono bloccati da una realtà che ti sta mangiando vivo: quel negozio che oggi non è solo un lavoro, ma una gabbia che ti toglie l'aria e la libertà di essere un ventottenne.
Da psicologo, vorrei dirti che la rabbia che provi, anche se ora è diventata autodistruttiva e ti fa fare "cattivi pensieri", in realtà è un segnale di ribellione. Una parte di te sa che meriti di meglio e sta urlando perché non accetta più questa umiliazione. Il problema è che, restando chiuso lì dentro h24, non hai lo spazio fisico e mentale per incontrare nessuno, e questo alimenta l'idea di essere "inferiore" o "sfigato". Ma non è un difetto di fabbrica tuo: è l'isolamento che produce questi mostri.
Non hai "bruciato" i tuoi anni, li hai impiegati in un modo che ora non ti somiglia più. A 28 o 29 anni non devi fare il quindicenne, devi semplicemente darti il permesso di iniziare a vivere alle tue condizioni. Vendere quel negozio non sarà solo un affare economico, ma il primo passo per riprenderti la tua vita e uscire da quel ruolo di "vittima del dovere" in cui sei incastrato.
Ti senti così a terra che rialzarti da solo sembra impossibile, ed è normale che sia così. Non restare solo con questi pensieri oscuri: a volte serve una mano esterna per vedere che fuori da quella vetrina c'è un mondo che ti aspetta e che non ti giudica come fai tu. Se pensi di non farcela da solo o le persone vicino a te non ti bastano, chiedi aiuto ad un professionista del settore che saprà sicuramente aiutarti passo passo nel tuo percorso personale
Buongiorno,
vorrei sottoporvi una mia problematica. Ho 37 anni e fin da ragazzina ho avuto difficoltà nel relazionarmi.
Quando andavo a scuola ho sofferto di bullismo, mi canzonavano per il mio aspetto (a loro dire, ero una racchia) e subito costanti angherie.
Anche per questo motivo fino ai 19 anni non ho mai avuto alcuna esperienza sessuale o di amore giovanile ma da ragazzina non mi ponevo il problema, ho sempre avuto molte passioni e poche amicizie ed ero contenta così.
Dai 20 ai 23 anni ho avuto la mia prima storia seria con una persona rivelatasi poi insicura e con la quale vi erano costanti litigi. Dopo quasi 3 anni decido di chiudere questa relazione e per un po' sono stata bene così da single. Il problema nasceva quando provavo a rimettermi in gioco, perchè incontravo puntualmente persone interessate solo a rapporti fisici.
Dopo questa prima storia ho avuto altre 3 relazioni (tutte a distanza di anni l'una dall'altra) della durata di un anno. In queste relazioni sono stata sia lasciata (dicevano di non sentirsi pronti) e ino l'ho lasciato io. Il problema nasce dal fatto che spesso e volentieri mi sentivo una sorta di passatempo per loro, non ho mai percepito un interesse reale di voler costruire qualcosa.
Ad oggi sono single da quasi 5 anni e comincio a pensare che forse o nemmeno io voglio costruire qualcosa o sono sfortunata. In questi anni ho provato spesso a rimettermi in pista ma non sono mai andata oltre 2 appuntamenti. E temo che l'interesse che gli uomini hanno sia solo di natura sessuale. Quando ci esco insieme li vedo distratti e sembra quasi che debba corteggiare solo io. Inoltre non mi spiego come mai per anni sono trascorsi mesi senza fsrr incontri nella vita quotidiana e mi sono dovuta abbassare ad usare le app di dating per poi rivelarsi un ricettacolo di mercenari.
Quando esco trovo solo gente molto grande o già impegnata e non so più dove sbattere la testa.
Sono sola da anni e temo di non riuscire a sopportare altrettanti anni da sola.
Mi chiedo solo che cosa ho fatto per meritare un simile dolore quando tutte le ragazze trovano qualcuno.
In questi anni ho cercato delle risposte ma non me trovo. Comincio a pemsare che semplicemente non sono il tipo di donna con la quale un uomo vorrebbe una relazione. Mi sento depressa e spesso esco a camminare per ore o anche senza meta. Tanti mi dicono: "meglio sola che male accompagnata". Ma cosa ne sanno del dolore? Di quel dolore che ti fa bagnare il cuscino di lacrime! Vorrei solo potermi rassegnare una volta per tutte e tenermi tutto magari sposandomi al lavoro. Ma non penso sia possibile non amare più
Ti dicono "trovato un hobby ", beh ne ho una serie ma non bastano a colmare il vuoto perché la testa va a quel pensiero, il pensiero "ok, togliti dalla testa di avere un compagno!"
Ho superato tanti momenti bui nella mia vita ma la solitudine perenne penso non sia accettabile per nessuno sopratutto se pensi che hai un cuore grande.
Vi chiedo solo se esiste un modo per convivere con questo tarlo nel cervello.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Quello che senti è un senso di ingiustizia profondo, ed è comprensibile. Cercherò di essere il più diretto possibile sperando di non essere inopportuno e interpretando al meglio con le informazioni che hai scritto. Quando dici che le altre "trovano qualcuno" e tu no, non stai facendo un calcolo statistico, stai dando voce a una solitudine che morde. Il punto è che tu, in tutti questi anni, hai imparato a sopravvivere, a farti forza, a coltivare hobby, a camminare per ore, ecc. ma non hai mai smesso di sentirti "quella fuori posto", quella che i bulli chiamavano "racchia".
Ecco il punto: quel dolore che ti bagna il cuscino non è un difetto di fabbrica. È il segno che il tuo cuore è vivo, ma è anche un cuore che ha imparato a stare sulla difensiva o a "elemosinare" attenzione facendo tutto il lavoro sporco durante i primi appuntamenti. Quando esci con qualcuno e senti di dover corteggiare solo tu, in realtà stai dicendo all'altro: "Guarda che vado bene, ti prego, sceglimi, non sono quella che dicevano a scuola". Questo crea uno squilibrio immediato. Gli uomini pigri o superficiali ci sguazzano, quelli più profondi forse si sentono travolti da un bisogno che sembra un abisso.
Le app di dating, poi, sono il posto peggiore per chi ha una ferita aperta sull'identità: sono supermercati della carne dove la profondità è un ostacolo, non un pregio. Non sei tu che ti sei "abbassata", è che hai cercato acqua in un deserto di plastica.
Non esiste un modo per "uccidere" il desiderio di amare, e meno male. Sposarsi al lavoro o rassegnarsi sarebbe una condanna a morte emotiva che non meriti. Il "tarlo" che hai nel cervello non se ne va con un hobby, perché un hobby non ti abbraccia la notte.
La via d'uscita non è rassegnarsi, ma cambiare gioco. Smetti di chiederti perché non sei "il tipo di donna che gli uomini vogliono". Inizia a chiederti: "Ma questi uomini che incontro, sono il tipo di persone che meritano il mio tempo?". Sposta il riflettore da te a loro. Se uno è distratto al primo appuntamento, non è che tu non sei abbastanza, è che lui è un mediocre. E tu non hai bisogno di un mediocre per riempire il vuoto.
Il dolore non sparisce con un consiglio, ma inizia a farsi meno forte quando smetti di pensare che la tua solitudine sia una conferma della tua pochezza. Sei sola perché finora il "sistema" intorno a te (bulli, ex insicuri, mercenari delle app) ti ha rimandato un'immagine distorta.
Proprio per questo, il mio consiglio più sentito è quello di regalarti un percorso psicologico. Non perché tu sia "sbagliata", ma perché meriti una guida che ti aiuti a smontare pezzo per pezzo quell'immagine distorta che ti hanno cucito addosso. Un terapeuta può aiutarti a trasformare questo dolore in una nuova consapevolezza, permettendoti di uscire da questo ciclo di attese e delusioni. È un modo per smettere di camminare senza meta e iniziare a camminare verso te stessa, proteggendo il tuo valore prima di consegnarlo nelle mani di chiunque altro.