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Esperienze

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 Chi sono e come lavoro

Sono la Dott.ssa Giulia Monaco, psicologa clinica e psicoterapeuta in formazione presso l’Istituto ICNOS di Roma. Mi occupo di accompagnare le persone in percorsi brevi, intensi e trasformativi, che permettano di sbloccare situazioni di confusione, impasse o disagio, con particolare focus su ansia, panico, dubbio ossessivo, rimuginio.

Ricevo online e in presenza (su appuntamento). Il primo colloquio è sempre esplorativo, utile per capire insieme obiettivi, tempi, direzione e fattibilità di un percorso efficace. (dura all'incirca 25 minuti ed è gratuito). Gli incontri si svolgono ogni due settimane.

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicologia breve e strategica

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia della salute
  • Psicologia breve e strategica

Presso questo indirizzo visito

Adulti
Bambini a partire da 13 anni (Solo in alcuni indirizzi)

Tipologia di visite

Consulenza online

Foto e video

Comunicazioni importanti

Dott.ssa Giulia Monaco

Novità: parte il percorso “Metodo delle Quattro Soglie” – Prima consulenza gratuita per due settimane

Da oggi è disponibile un nuovo percorso clinico trasformativo che ho ideato e che sto proponendo in versione sperimentale: il Metodo delle Quattro Soglie.
È pensato per chi si sente bloccato in una scelta, in un dubbio ricorsivo, in un’impasse emotiva che rallenta o congela il cambiamento.

Un lavoro breve e intensivo (fino a 6 incontri) per:
Sbloccare decisioni rimandate da troppo tempo
Distinguere il controllare dal sentire
Ritrovare una direzione nelle fasi di passaggio (relazionali, lavorative, identitarie)
Uscire dalla paralisi dell’iperanalisi

Il percorso integra tecniche della psicoterapia strategica breve, della Terapia Centrata sulla Soluzione e della Terapia a Seduta Singola, per agire con delicatezza ma efficacia sulla difficoltà decisionale e sul dubbio patologico.
Per le prossime due settimane, il primo colloquio è gratuito, in quanto il percorso è in fase di avvio e validazione.
L’obiettivo del primo incontro è comprendere insieme se questo metodo può essere adatto alla tua situazione.

Prenotabile online o via messaggio. Posti limitati.

09/07/2025

Prestazioni e prezzi

  • Consulenza online

    25 €

  • Orientamento scolastico

    60 €

  • Sostegno psicologico

    50 €

  • Superamento di eventi traumatici

    70 €

  • Terapia familiare

    110 €

Indirizzi (3)

Giulia Monaco
Studio Medico Anemar

Via Marianopoli 40, Roma 00133

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Dott.ssa Giulia Monaco- Psicologo Clinico

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21 recensioni

Più menzionato dai pazienti

  • Attenzione durante la visita
  • Spiegazioni dettagliate
  • Efficacia del trattamento
Tutte le recensioni contano e non possono essere rimosse o modificate dai dottori a proprio piacimento. Scopri come funziona il processo di moderazione delle recensioni. Per saperne di più sulle opinioni
  • L

    L.P.

    La dottoressa Monaco offre uno spazio di ascolto efficace con sensibilità, empatia e vicinanza emotiva. Il suo orientamento all'ottenimento di risultati attraverso l'individuazione di obiettivi progressivi e facilmente raggiungibili rende la terapia un percorso stimolante e scorrevole.

     • Studio Medico Anemar colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Giulia Monaco

    Ti ringrazio per il feedback


  • V

    Valentina

    La prima impressione e il primo approccio sono stati positivi. Mi sono sentita molto a mio agio! Inoltre mi è sembrata molto pragmatica e concreta.

     • Studio Medico Anemar sostegno psicologico  • 

    Dott.ssa Giulia Monaco

    Grazie mille Valentina! I vostri feedback sono preziosi per me.


  • E

    EL

    Ho avuto il piacere di intraprendere un percorso con la Dott.ssa Giulia Monaco e non posso che esprimere la mia più sincera gratitudine.
    Fin dal primo incontro si è dimostrata empatica, attenta e molto professionale, creando un ambiente sicuro in cui potermi esprimere liberamente, senza giudizio.

    Grazie alla sua capacità di ascolto e alla competenza con cui ha guidato ogni seduta, ho potuto affrontare e comprendere meglio diverse dinamiche personali. Mi ha fornito strumenti concreti per gestire situazioni complesse e migliorare il mio benessere emotivo.

     • Studio Medico Anemar colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Giulia Monaco

    Ti ringrazio Elisa! Mi è sempre utile.


  • G

    G. F.

    Mi sono trovata molto bene con la dottoressa: fin da subito mi ha messo a mio agio e mi sono sentita ascoltata. Mi ha aiutato a inquadrare meglio la mia situazione e a mettere a fuoco l’obiettivo su cui lavorare, in modo concreto e pratico. Inoltre, mi sta fornendo, seduta dopo seduta, gli strumenti necessari per affrontare il percorso con maggiore consapevolezza. La consiglio sinceramente a chi sente il bisogno di un supporto professionale e attento.

     • Studio Medico Anemar colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Giulia Monaco

    Grazie per averlo lasciato. Mi è sempre utile.


  • P

    P.R.

    Professionista empatica, comunicativa e professionale. Pone degli obiettivi da raggiungere con chiarezza ed efficacia.

     • Studio Medico Anemar colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Giulia Monaco

    Grazie per il feedback!


  • L

    Lucia

    oggi ho avuto la mia prima seduta con la dottoressa Giulia Monaco e devo dire che è stata un’esperienza sicuramente positiva. ero un po’ ansiosa all’inizio ma lei é riuscita a mettermi a mio agio sin da subito grazie alla sua capacità di ascolto e già oggi ha portato la mia attenzione su aspetti che non avevo considerato prima. mi è piaciuto il suo approccio, il porsi degli obiettivi da raggiungere pian piano concentrandosi sul reale motivo per cui mi sono rivolta a lei. ovviamente è solo l’inizio ma confido in questo percorso!

     • Studio Medico Anemar colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Giulia Monaco

    Ti ringrazio Lucia, mi è davvero utile il tuo feedback.


  • L

    L.P.

    Ho effettuato le mie prime due visite da una psicologa con la Dott.ssa Giulia Monaco e, sinceramente, ne ho sentito subito i benefici. È una persona molto professionale e comprensiva, sa metterti immediatamente a tuo agio e arrivare al fulcro del "problema". Continuerò assolutamente il mio percorso con lei, trovo le nostre sedute decisamente illuminanti.

     • Dott.ssa Giulia Monaco- Psicologo Clinico Altro  • 

    Dott.ssa Giulia Monaco

    Ti ringrazio per questo feedback. Come sai, mi sono sempre molto utili per migliorarmi.


  • J

    Johanna

    Io e il mio compagno abbiamo intrapreso un percorso di terapia di coppia con la Dott.ssa Monaco e siamo rimasti estremamente soddisfatti della nostra prima seduta. Fin da subito, la Dott.ssa ha creato un ambiente accogliente e confortevole, dove ci siamo sentiti liberi di esprimerci senza timori.
    Abbiamo apprezzato molto la sua professionalità e sua competenza, ci ha dato degli strumenti pratici e concreti per iniziare a lavorare sui nostri problemi, e siamo fiduciosi che con il suo aiuto potremo rafforzare il nostro legame.

     • Dott.ssa Giulia Monaco- Psicologo Clinico colloquio di coppia  • 

    Dott.ssa Giulia Monaco

    Vi ringrazio per il feedback!


  • C

    Cinzia

    La dottoressa Giulia mi ha fatto sentire subito a mio agio facendomi parlare per capire il mio problema.

     • Dott.ssa Giulia Monaco- Psicologo Clinico  • 

    Dott.ssa Giulia Monaco

    Grazie per il tuo feedback Cinzia.


  • G

    Dal primo incontro ho avuto una buona impressione della dott.ssa Giulia Monaco, mi sono sentita a mio agio grazie alla sua empatia ed ho trovato molto utile il suo modo di "riallineare" e mettere in prospettiva i miei pensieri. Ho apprezzato la tecnica del porsi piccoli obiettivi alla fine di ciascun incontro per avvicinarsi gradualmente all'obiettivo finale.

     • Dott.ssa Giulia Monaco- Psicologo Clinico Altro  • 

    Dott.ssa Giulia Monaco

    Ti ringrazio Giorgia.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 20 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno dottori, sono una ragazza di 24 anni, vi scrivo perché sono un po’ confusa riguardo al mi

Buongiorno dottori, sono una ragazza di 24 anni, vi scrivo perché sono un po’ confusa riguardo al mio orientamento sessuale e romantico, o meglio sull’etichetta da usare. So che l’etichetta non è obbligatoria, ma a me piace usarla anche solo nella mia testa perché sono una persona che categorizza le cose e vorrei almeno saper dare un nome a quello che provo. Praticamente, so di essere bisessuale da qualche anno, e credevo di esserlo anche romanticamente (biromantica), ma recentemente ho iniziato a pensare bene a se questo sia o meno la realtà, perché essenzialmente io mi sono sempre e solo innamorata di donne, ho sempre pensato che fosse perché gli uomini sono ancora immaturi alla mia età ma forse sto realizzando che emotivamente io non mi trovo proprio con gli uomini, e se questo fosse un segno che appunto io sia omoromantica piuttosto. Ho avuto tante celebrity crushes da adolescente sia per uomini che donne a livello estetico e ideale, ma il sentimento e la cotta romantica nasceva solo per le donne, non solo celebrità irraggiungibili ma pure ragazze vicine a me. Tutto quello che mi ha fatto credere di essere biromantica fino a ora era una cotta delle elementari per un mio compagnetto, era sincera, ma dopo quel caso non è più successo di provare sentimenti per un maschio, e soprattutto non è mai successo con un uomo fatto e finito, perché comunque eravamo bambini al tempo. Ho spesso avuto fantasie sessuali per uomini e donne in modo astratto, quindi nella mia testa, ma comunque so che non farei a prescindere nulla sessualmente senza un sentimento, nè con uomini nè con donne, però come ho detto il sentimento può nascere solo con delle donne; quando penso all’amore penso alle donne, e se mi immagino innamorata non riesco a immaginare di farlo verso un uomo proprio perché in amore sono una che cerca una grande connessione e questo lo vedo abbastanza impossibile per me con un uomo. Ne ho incontrati comunque molti anche abbastanza gentili e esteticamente belli, ragazzi che consideravo attraenti e idealmente il tipo ideale, ma non è mai scattato niente di lontanamente paragonabile a come mi sento quando mi piace una ragazza e non sono attivamente interessata a cercare un fidanzato mentre una fidanzata si, proprio perché preferisco il mondo femminile. Quando sono innamorata mi viene da prendermi cura dell’altra persona, e questo non riesco a sentirlo per i maschi, solo per le ragazze. A questo punto mi sono chiesta se io non sia essenzialmente lesbica. Ho utilizzato fino a ora bisessuale omoromantica, che probabilmente sulla carta è anche giusta, ma ho letto che la definizione di lesbica è “attrazione esclusiva o prevalente verso altre donne”, il che mi ha fatto pensare se non fossi categorizzabile anche io nella parola lesbica. Ho spesso visto ragazze lesbiche che non sentono proprio niente per gli uomini, nemmeno in modo astratto con fantasie, dire che una ragazza lesbica è una ragazza esclusivamente attratta da donne in ogni modo, e quindi non ho mai utilizzato quel termine per me pensando fosse errato e poco accurato e non mi sembrava giusto utilizzare la stessa parola per me, che comunque a volte sento attrazioni astratte per uomini mentre loro zero assoluto. Cosa ne pensate? Il termine lesbica è un termine che potrei utilizzare o in fondo è meglio bisessuale? Vi ringrazio per il tempo che mi dedicherete.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Giulia Monaco

Ciao, grazie per aver condiviso una riflessione così articolata.

Da quello che racconti, mi sembra che tu abbia già una buona consapevolezza di come vivi l'attrazione romantica e quella sessuale. Più che una difficoltà a capire cosa provi, sembra esserci il desiderio di trovare la definizione che descriva tutto in modo perfetto.

Le etichette possono essere utili: aiutano molte persone a sentirsi comprese, a trovare una comunità o semplicemente a dare un nome alla propria esperienza. Tuttavia, nessuna etichetta riesce a rappresentare ogni sfumatura della vita affettiva di una persona.

Nel tuo racconto emerge con chiarezza che, sul piano romantico, le donne occupano uno spazio molto diverso rispetto agli uomini. È un'esperienza che descrivi con continuità e convinzione. Allo stesso tempo racconti anche di fantasie astratte verso gli uomini, pur senza desiderare una relazione affettiva con loro. Queste due dimensioni non sono necessariamente in contraddizione.

Più che chiederti quale sia la parola "più corretta", potrebbe essere utile domandarti: cosa cambierebbe, concretamente, nella tua vita se scegliessi di definirti lesbica piuttosto che bisessuale? Ti aiuterebbe a vivere le tue relazioni con maggiore serenità oppure ti darebbe soprattutto la sensazione di aver finalmente eliminato un dubbio?

Le identità non sono un esame da superare né una categoria da meritare. Sono strumenti che dovrebbero aiutare a descrivere la propria esperienza, non diventare un criterio con cui giudicare se stessi.

Se oggi l'etichetta "bisessuale omoromantica" descrive bene ciò che vivi, puoi continuare a usarla. Se, nel tempo, sentirai che "lesbica" rappresenta meglio la tua esperienza, potrai scegliere anche quella. Nessuna delle due decisioni richiede di dimostrare qualcosa o di raggiungere una certezza assoluta.


Buongiorno a chi risponderà a questo messaggio. Ho un problema e vorrei un parere su di esso: mastu

Buongiorno a chi risponderà a questo messaggio.
Ho un problema e vorrei un parere su di esso: masturbazione.
Per anni, mi interessai di tutto: dai grembiuli di scuola fino alle uniformi della polizia, sono un fetish di esse.
Passando ad argomenti più oscuri tipo articoli per cani, camici da laboratorio, abiti femminili e il BDSM.
Questo argomento, BDSM, rappresenta un mondo espanso: dai giochi di ruoli alla pelle in generale tipo le camicie di forza. Sviluppai questo argomento sapendo poco, ma più crescevo iniziai a non ignorarlo più perché mi sembrava un cattivo gesto. Tuttora lo è.
Vorrei interessarmi alle uniformi della polizia (per via del potere e dalla eleganza) come forma di masturbazione e usare articoli spinti per l'occasione. (Ne comprai tanti: molti sono tutti finiti nella spazzatura o rimborsati).
Vorrei, se è possibile, un parere perché sono combattuto: a provare di nuovo o di abbandonare il tutto.
Anche perché la masturbazione, fatto parecchie volte, mi ha causato sensi di colpa. Invece con il fetish non mi causa problemi, anzi mi sembra normale e mi sento bene. Come se avessi un ostacolo di abitudini. E c'è un problema grave: considero la masturbazione come unica forma di sesso. Quest'ultimo mi fa schifo.
Grazie mille.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Giulia Monaco

Ciao, grazie per la tua condivisione

Da quello che racconti, mi colpisce una cosa: sembri essere meno in difficoltà per il fetish in sé e molto di più per la lotta continua che hai ingaggiato contro di esso.

Il fatto che tu abbia comprato oggetti, poi buttati o restituiti, sembra descrivere un ciclo che si ripete: desiderio → senso di colpa → eliminazione → nuovo desiderio. È spesso questa alternanza, più che il contenuto del desiderio, a mantenere la sofferenza.

Un fetish, di per sé, non è necessariamente un problema. Diventa un problema quando prende il controllo della vita della persona, provoca sofferenza significativa o impedisce di vivere relazioni e sessualità in modo libero.

Mi incuriosisce invece un'altra frase che scrivi: "considero la masturbazione come unica forma di sesso. Il resto mi fa schifo". Questo sembra essere il punto più importante da esplorare. Ti chiederei: cosa rende così difficile immaginare un'intimità con un'altra persona? Cosa rappresenta, per te, il sesso?

La masturbazione e il fetish potrebbero non essere il problema, ma la soluzione che il tuo sistema ha trovato per evitare qualcosa che percepisci come molto più minaccioso. Finché non si comprende quale funzione svolgono, decidere se "abbandonarli" o "riprovarci" rischia di diventare una falsa scelta.

Più che chiederti se il tuo desiderio sia giusto o sbagliato, forse può essere utile domandarti: questo modo di vivere la sessualità mi lascia più libero o mi tiene bloccato?

Se senti che questa lotta va avanti da anni e continua a generare confusione e senso di colpa, potrebbe essere utile parlarne con uno psicoterapeuta. Non per eliminare il desiderio, ma per comprenderne il significato e aiutarti a costruire un rapporto con la sessualità più libero e meno governato dalla paura o dal giudizio.


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