Sono un ragazzo di 24 anni e vorrei parlare di un problema che ho riscontrato di recente e di un alt

11 risposte
Sono un ragazzo di 24 anni e vorrei parlare di un problema che ho riscontrato di recente e di un altro che sta durando da un certo periodo. Ultimamente con la mia ragazza ho avuto un rapporto, premetto che non ho mai avuto particolari problemi a livello di erezione o eccitazione, però sembra che questa volta non sia riuscito a venire a causa della troppa stanchezza. Il rapporto è stato fatto il giorno in cui è cambiata l'ora ed io ero già molto stanco dalla mattina inoltre soffro di un altro problema più serio. Effettuo troppe masturbazioni al giorno, talvolta anche 5 volte al giorno di solito ne faccio 4, inoltre sono in un periodo di forte stress e tristezza a livello psicologico che addirittura mi fanno venire i dubbi sulla mia eterosessualità quando ho sempre e solo amato e voluto ragazze con me sin da quando ero bambino. Diciamo che questi pensieri stanno iniziando ad infastidirmi parecchio perché intaccano la mia giornata quotidiana e non riesco a liberarmene. Il fatto che questo rapporto non sia riuscito da parte mia può essere dovuto al fatto che magari essendo in un periodo di forte stress e tristezza magari non sono riuscito a concentrarmi abbastanza? Inoltre io soffro anche di sudorazione eccessiva che causa più stanchezza del solito e soprattutto in questi periodi si fa sentire di più. Considerando che non ho molti soldi per intraprendere un percorso psicologico , potete indicarmi delle routine leggere da seguire per accentuare questi pensieri intrusivi ossessivi e diminuire il numero di masturbazioni al giorno dato che quest'ultime molte volte le faccio per combattere proprio la noia e lo stress e a lungo andare possono rischiare di compromettere ogni rapporto facendone così tante i giorni prima? Grazie
Caro ragazzo,
la tua domanda porta con sé più livelli di quanto possa sembrare a una prima lettura. Non stai parlando solo di un episodio sessuale o del numero di masturbazioni, ma sembra esserci qualcosa di più ampio che riguarda il tuo rapporto con te stesso, con il tuo corpo e con i tuoi pensieri in questo momento della tua vita.
Parto da ciò che è successo con la tua ragazza. Quell’episodio, di per sé, potrebbe anche essere legato a stanchezza, stress, cambiamenti momentanei. Ma ciò che sembra avergli dato peso è il modo in cui lo hai vissuto dopo. È come se quel momento avesse aperto una domanda su di te, sulla tua sicurezza, forse anche su come ti percepisci nel rapporto con l’altro.
Quando qualcosa che è sempre stato spontaneo smette di esserlo anche solo per una volta, può attivare un’attenzione nuova, quasi un controllo che prima non c’era.
Poi c’è il tema della masturbazione. Più che soffermarsi sul “quanto”, può essere interessante chiedersi che funzione ha per te. Da come lo descrivi, sembra entrare in gioco in momenti specifici: quando c’è noia, stress, un certo tipo di tensione interna.
Come se fosse un modo per gestire qualcosa che fatica a trovare un’altra via.
In questo senso, forse la domanda non è tanto “come ridurla”, ma “cosa sta succedendo dentro di me in quei momenti?”.
C’è una sensazione ricorrente? Un vuoto? Un’agitazione? Un pensiero da cui vuoi allontanarti?
Arriviamo ai pensieri sulla sessualità, che sembrano quelli che più ti disturbano. Il fatto che tu dica di aver sempre desiderato ragazze rende questi pensieri ancora più stranianti, quasi come se non ti appartenessero davvero.
Come se la mente producesse dei dubbi che non senti tuoi, ma che allo stesso tempo non riesci a ignorare.
In questi casi, a volte, più che il contenuto del pensiero, è il suo modo di presentarsi a creare disagio: il fatto che ritorni, che insista, che chieda una risposta certa.
E più si cerca di chiarirlo, di capire “se è vero oppure no”, più sembra diventare centrale.
Forse può essere utile fermarsi su questo: cosa provi nel momento esatto in cui quel dubbio compare? È paura? Confusione? Il bisogno di avere una certezza definitiva?
E cosa fai subito dopo? Cerchi di controllare, di rassicurarti, di darti una risposta?
C’è poi un aspetto che attraversa tutto quello che racconti: uno stato di stress e tristezza che sembra fare da sfondo. Come se il tuo sistema fosse già sotto pressione, e questi temi — il corpo, la sessualità, i dubbi — diventassero il luogo in cui questa tensione si esprime.
Non è raro che, in momenti così, il corpo e la sessualità diventino il punto in cui si concentrano domande più ampie su di sé.
Forse, più che trovare subito una soluzione o una “routine giusta”, può essere interessante iniziare a osservare questi movimenti interni: quando iniziano, come si sviluppano, cosa portano con sé.
Non per controllarli, ma per iniziare a riconoscerli.
Perché a volte ciò che appare come un problema da eliminare è anche un modo attraverso cui qualcosa dentro sta cercando di farsi sentire.
Ti ringrazio per la fiducia con cui hai condiviso qualcosa di così personale.
Un caro saluto,
Dott.ssa Raffaella Pia Testa

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Dr. Susanna Bertini
Psicologo, Psicoterapeuta, Professional counselor
Torino
Il fatto che una tantum non si abbia successo non è affatto preoccupante, preoccupa invece il numero di masturbazioni quotidiane che suggeriscono un livello di ansia e di insoddisfazione elevati. Dovrebbe cercare di capire perchè cerca di soddisfarsi "da solo" anzichè con qualcun altro, di capire in quali momenti fa questa scelta e che cosa la stmola.
Quanto alla "sudorazione eccessiva" occorre verificare da che cosa dipende, a volte per esempi è correlata al tipo di alimentazione, altre volte è collegata stati di ansia, forse è opportuno palarne con il medico di base.
Augurandole ogni bene, la saluto. Susanna Bertini
Dott.ssa Marta Floridi
Psicoterapeuta, Psicologo
Firenze
L’episodio con la sua ragazza è avvenuto in un contesto di stanchezza e stress importanti, fattori che possono influenzare la risposta del corpo in modo del tutto indipendente dalla volontà o dal desiderio.
Sui pensieri sull’orientamento: è un’esperienza che può emergere proprio nei periodi di maggiore fragilità, quando la mente è già sotto pressione. Non c’è un nesso diretto tra questi pensieri e ciò che si prova o si è davvero, ma capisce bene quanto possano essere disturbanti quando non si riesce a lasciarli andare.
Riguardo al vincolo economico per un percorso psicologico: è una difficoltà reale e comune. I consultori e i centri di salute mentale del servizio pubblico offrono supporto gratuito o a costo molto ridotto, potrebbe valere la pena informarsi su quelli disponibili nella sua zona.
Dott.ssa Liza Bottacin
Psicologo, Psicoterapeuta, Professional counselor
Padova
Gentilissimo,
capisco la sua preoccupazione, ma una mancata risposta in un singolo episodio non significa necessariamente la presenza di un problema sessuale, né tantomeno che possa mettere in discussione il suo orientamento eterosessuale. Più semplicemente, può accadere che, in una specifica occasione, ci si senta particolarmente stanchi, tesi o affaticati, soprattutto se si sta attraversando un periodo di stress o di maggiore fragilità. Questo non cancella le esperienze precedenti vissute con serenità e soddisfazione.
Dal momento che lei stesso riconosce nella masturbazione eccessiva un aspetto centrale del disagio, soprattutto quando viene messa in atto come risposta alla noia, allo stress o alla tristezza, potrebbe essere utile iniziare con una riduzione graduale di questo comportamento. Può aiutarla scegliere in modo più consapevole quando praticarla, evitando soprattutto i momenti più delicati o automatici della giornata. Concretamente, nei momenti in cui si sente annoiato, stressato o solo, potrebbe provare a darsi un tempo preciso in cui attivarsi in modo diverso, prima di ricorrere alla masturbazione. Ad esempio, potrebbe dedicarsi a una breve sessione di esercizi corporei, a una camminata sostenuta di 15 minuti, oppure a un altra attività semplice ma coinvolgente. Spesso, quando si decide consapevolmente di fare qualcosa di alternativo, e ci sia attiva in tal senso l’impulso tende gradualmente a diminuire.
Anche rispetto ai pensieri ossessivi e intrusivi, può essere utile cercare di ridurne la forza senza spaventarsi. Riconoscerli, dare loro un nome e rimandare consapevolmente il momento in cui soffermarsi su di essi può già essere un primo passo importante. Per esempio, potrebbe dirsi: “Ci penserò dopo cena”, e nel frattempo provare a spostare l’attenzione su attività piacevoli, concrete e gratificanti.
Spero che queste indicazioni possano esserle di aiuto e offrirle un primo orientamento. Se tuttavia il disagio dovesse persistere o intensificarsi, le consiglierei di valutare il confronto con un professionista, così da comprendere meglio le cause sottostanti e trovare un supporto adeguato.
Un cordiale saluto.
Dott. Umberto Valentino
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno, sarò onesto, breve e diretto perché ritengo sia il miglior modo per offrirle un aiuto reale in questo momento. Parto col dirle che ho letto con attenzione la situazione che descrive e traspare la sofferenza che sta vivendo. Purtroppo la cattiva notizia è che non può affrontare i suoi dubbi con dei generici consigli su una routine da seguire. Il suo disagio merita maggiore attenzione e può essere superato solo nei contesti adeguati. La buona notizia è che quello che vive non è strano né raro: può succedere di avere periodi così e se ben affrontati offrono delle occasioni di crescita di cui sarà fiero. Non si lasci spaventare. Anche per l'aspetto economico ci sono buone notizie, perché in base alla sua regione di residenza, può cercare supporto in servizi territoriali delle ASL di riferimento. Se le servono più informazioni non esiti a contattarmi e le fornirò maggiori dettagli. Nel frattempo le auguro il meglio e le porgo i miei più cordiali saluti.
Dott. Valerio Romano
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Torino
Buongiorno,
quello che descrivi può spaventare, ma ha una coerenza molto più “normale” di quanto pensi. Parto dall’episodio del rapporto: una mancata eiaculazione o una difficoltà a “concludere” in una singola occasione, soprattutto in condizioni di stanchezza, cambio di ritmo sonno-veglia, stress e sovraccarico mentale, è qualcosa che può capitare a chiunque. Non è un segnale di problema sessuale strutturato, ma molto più probabilmente una risposta del corpo affaticato e poco “presente” in quel momento.
A questo si aggiunge un elemento importante che tu stesso riconosci: la frequenza molto alta della masturbazione. Quando diventa così ripetuta (4-5 volte al giorno), spesso perde una funzione di piacere e diventa un modo per scaricare tensione, noia, stress o stati emotivi spiacevoli. In questo senso, è comprensibile che possa incidere anche sulla risposta sessuale in coppia, perché il sistema di eccitazione è già molto sollecitato e meno “sensibile” nel momento dell’incontro reale.
I dubbi sulla tua eterosessualità, per come li descrivi, sembrano più pensieri intrusivi che veri desideri. Il fatto che ti disturbino, che tu cerchi di scacciarli e che siano comparsi in un periodo di stress e fragilità, va proprio in questa direzione. Non parlano di un cambiamento del tuo orientamento, ma di una mente in allarme che inizia a mettere in discussione anche aspetti identitari profondi. È un meccanismo frequente quando l’ansia aumenta: più cerchi certezze (“sono sicuro?”), più il dubbio si rinforza.
Rispetto a cosa puoi fare, più che “combattere” direttamente i pensieri, può aiutarti cambiare il rapporto che hai con essi. Quando arrivano, provare a riconoscerli come pensieri automatici (“sto avendo il pensiero che…”) senza entrare nel tentativo di risolverli subito. All’inizio non li farà sparire, ma riduce il circolo vizioso che li alimenta.
Sulla masturbazione, ridurla bruscamente spesso non funziona. Può essere più utile iniziare a creare dei piccoli limiti progressivi e soprattutto a capire in quali momenti la utilizzi: noia, solitudine, stress. In quei momenti, provare ad affiancare alternative concrete, anche semplici, che occupino corpo e mente (uscire, fare movimento, cambiare ambiente, anche attività brevi ma attive). Non per “vietarti” la masturbazione, ma per non farla diventare l’unica risposta possibile.
Un altro aspetto importante è il ritmo generale: sonno, alimentazione, attività fisica. Sembrano elementi banali, ma in fasi di stress incidono molto sia sull’ansia sia sulla sessualità. Il corpo ha bisogno di recuperare una base di energia per funzionare anche sul piano sessuale.
Capisco la difficoltà economica rispetto a un percorso psicologico, ma potresti valutare servizi pubblici o consultori, dove spesso è possibile accedere a costi ridotti o gratuitamente.
In sintesi, quello che ti è successo non indica necessariamente un problema “grave” o definitivo, ma probabilmente un momento in cui stress, stanchezza e abitudini compensatorie si stanno sovrapponendo. Lavorando su questi aspetti, è molto probabile che anche la serenità nella sfera sessuale torni gradualmente.

Un caro saluto,
Dott. Valerio Romano
Dott. Fabio Mallardo
Psicoterapeuta, Psicologo
Venezia
Buongiorno,
da quello che racconti sembra che tu stia attraversando un periodo di forte stanchezza emotiva e stress. In queste condizioni è piuttosto comune che anche la sessualità ne risenta: l’eccitazione, l’eiaculazione e la concentrazione durante il rapporto possono variare molto in base a fattori come stanchezza fisica, tensione psicologica, sonno irregolare o preoccupazioni. Un singolo episodio in cui non riesci a eiaculare non è di per sé indicativo di un problema stabile.

Anche la masturbazione frequente, soprattutto quando diventa un modo per gestire noia, stress o tristezza, può aumentare la sensazione di affaticamento e talvolta rendere più difficile vivere con serenità la sessualità di coppia. Più che colpevolizzarti, può essere utile iniziare ad osservare con curiosità quando nasce l’impulso: spesso dietro c’è il bisogno di scaricare tensione o di distrarsi da pensieri spiacevoli.

Per iniziare, alcune piccole attenzioni possono aiutarti: cercare di regolarizzare il sonno, inserire momenti di attività fisica o movimento durante la giornata, ridurre gradualmente (non bruscamente) la frequenza della masturbazione e trovare altre modalità per gestire lo stress, come uscire, parlare con qualcuno di fiducia o dedicarti ad attività che ti coinvolgono.

Riguardo ai dubbi sulla tua sessualità, quando siamo molto stressati o in uno stato emotivo fragile può capitare che la mente produca pensieri intrusivi che mettono in discussione aspetti di noi stessi che prima erano chiari. Il fatto che questi pensieri ti disturbino non significa necessariamente che rappresentino davvero ciò che sei, ma piuttosto che la tua mente sta cercando di dare un senso a un momento di tensione.

Se questi pensieri continuano a occupare molto spazio nella tua giornata, parlarne con uno psicologo potrebbe aiutarti a comprenderli meglio e a ritrovare maggiore serenità. Esistono anche percorsi online o servizi con tariffe calmierate pensati proprio per chi ha un budget limitato.

Il fatto che tu abbia scelto di parlarne è già un passo importante verso il prenderti cura di te.

Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta

Ricevo anche on-line
Dott.ssa Maria Caterina Boria
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente,
l’episodio che descrive è molto probabilmente legato a fattori contingenti come stanchezza, stress e sovraccarico mentale: sono condizioni che possono influire temporaneamente sulla prestazione sessuale, senza indicare un problema stabile.

Anche la masturbazione molto frequente può incidere sulla sensibilità e sulla risposta durante il rapporto, soprattutto se utilizzata come modo per gestire stress o noia.

I pensieri intrusivi (anche quelli legati ai dubbi sull’orientamento) sono comuni nei periodi di forte ansia: non definiscono chi è, ma riflettono uno stato di tensione psicologica.

Può iniziare con piccoli accorgimenti pratici:

ridurre gradualmente la masturbazione (senza imporsi stop bruschi)
inserire attività alternative nei momenti di noia/stress (sport, uscire, routine strutturate)
limitare il controllo e il rimuginio sui pensieri, lasciandoli passare senza dar loro troppo peso

Se possibile, anche un supporto psicologico a basso costo (consultori, servizi pubblici) può essere molto utile.

Un caro saluto.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buongiorno,
quello che descrivi è più comune di quanto si possa pensare e merita di essere letto con calma, senza trarre conclusioni affrettate su di te o sulla tua sessualità.

Parto dall’episodio del rapporto: il fatto di non essere riuscito a eiaculare in quella situazione è molto probabilmente legato a fattori contingenti come stanchezza fisica, stress, cambio dell’ora (che altera i ritmi sonno-veglia) e sovraccarico mentale. L’eccitazione e la risposta sessuale maschile sono fortemente influenzate da questi elementi: quando il corpo è affaticato o la mente è occupata da pensieri stressanti, è assolutamente possibile avere difficoltà, anche se in passato non ci sono mai stati problemi. Un singolo episodio non indica una disfunzione.

Per quanto riguarda la masturbazione frequente, il punto non è tanto “quante volte” in senso assoluto, ma il ruolo che ha nella tua vita. Da quello che racconti, sembra diventata una strategia per gestire noia, stress e tristezza. In questi casi può trasformarsi in un comportamento automatico e poco soddisfacente, che nel tempo può anche influenzare la risposta sessuale con il partner (ad esempio riducendo la sensibilità o rendendo più difficile raggiungere l’orgasmo).

Anche i pensieri sulla tua sessualità vanno letti con attenzione: il fatto che tu abbia sempre avuto attrazione per le donne e che ora emergano dubbi in un periodo di stress suggerisce che si tratti di pensieri intrusivi, non di un cambiamento reale dell’orientamento. Quando siamo sotto pressione emotiva, la mente può “agganciarsi” a temi identitari importanti (come la sessualità) e trasformarli in dubbi ossessivi. Più cerchi di scacciarli o di trovare certezze assolute, più tendono a ripresentarsi.

Alcune strategie pratiche che puoi iniziare a mettere in atto:

Ridurre gradualmente la masturbazione, non in modo drastico ma dandoti dei limiti realistici (es. passare da 4-5 volte a 2, poi a 1).
Interrompere l’automatismo: quando senti l’impulso, prova ad aspettare 10-15 minuti e fare altro (doccia, uscire, attività fisica leggera). Spesso l’urgenza cala.
Gestire lo stress in modo alternativo: attività fisica, respirazione lenta, routine di sonno più regolare, momenti di pausa senza stimoli digitali.
Accettare i pensieri senza combatterli: invece di cercare di eliminarli, prova a considerarli come “rumore mentale” (“sto avendo questo pensiero, non significa che sia vero”).
Ridurre l’esposizione a stimoli sessuali continui (pornografia, scrolling mirato), che possono aumentare sia la frequenza della masturbazione sia la confusione mentale.

Infine, la sudorazione eccessiva e la stanchezza possono contribuire a renderti più affaticato e meno reattivo: anche questi aspetti andrebbero eventualmente valutati dal medico.

Se questi pensieri intrusivi e i comportamenti compulsivi continuano o aumentano, è importante non restare da solo. Anche con risorse limitate, puoi valutare servizi pubblici (consultori, ASL) o percorsi a basso costo. Un confronto con uno specialista può aiutarti a inquadrare meglio la situazione e darti strumenti più mirati.

Un approfondimento professionale è quindi consigliabile.

Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Antonietta Di Renzo
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bassano del Grappa
Gentile ragazzo, leggendo le sue parole emerge con chiarezza un quadro di forte saturazione emotiva. Lei si trova in un momento in cui la mente e il corpo sembrano aver perso la coordinazione, ma è fondamentale che lei capisca che ciò che le sta accadendo non è un guasto, bensì un segnale di allarme.
In un'ottica psicodinamica, la masturbazione compulsiva che descrive (4 o 5 volte al giorno) non appare come una ricerca di piacere, ma come un tentativo disperato di sedare l'ansia. È come se lei usasse il corpo come una valvola di sfogo per non 'sentire' la tristezza e lo stress che la stanno schiacciando. Il risultato è che arriva al rapporto con la sua ragazza emotivamente e fisicamente svuotato: la mancata eiaculazione è il modo in cui il suo corpo le dice che è esausto e che non può più sostenere questo ritmo di scarica continua.
Anche i dubbi sulla sua sessualità, che tanto la spaventano, non definiscono chi è lei. Spesso, quando l'Io è troppo fragile per gestire un dolore reale (la sua tristezza profonda), la mente sposta l'attenzione su un 'problema' enorme e angosciante, come un'ossessione sull'identità, per distoglierla dal dolore che non riesce a guardare. È un meccanismo di difesa, per quanto doloroso.
Purtroppo, non esistono 'routine leggere' che possano risolvere un incastro così profondo. Cercare di controllare i pensieri con delle regole spesso finisce per alimentarli. La verità è che lei ha bisogno di uno spazio dove poter dare voce a quella tristezza che sta cercando di affogare nella masturbazione.
Visto che accenna a difficoltà economiche, la esorto vivamente a non restare solo con questo peso. Si rivolga al Consultorio Familiare o al CSM (Centro di Salute Mentale) della sua zona: sono servizi pubblici dove può intraprendere un percorso psicologico pagando solo il ticket. Cordialità. Dott.ssa di Renzo Antonietta
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,

la problematica qui descritta andrebbe affrontata all'interno di un percorso psicoterapeutico, in particolare con l'aiuto di un sessuologo. Il tema qui riportato non può esser risolto qui sul web.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara

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