salve,ultimamente non posso parlare con nessuno compreso la mia famiglia perchè appena si inizia io

24 risposte
salve,ultimamente non posso parlare con nessuno compreso la mia famiglia perchè appena si inizia io mi metto a piangere (qualsiasi sia l'argomento).sono molto ansiosa.cosa posso fare
Dott.ssa Laura Fortunato
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Cara, penso che le potrebbe essere d'aiuto iniziare una psicoterapia per avere uno spazio in cui elaborare e superare quello che le pesa sul cuore e la sua ansia. Mi domando se il suo pianto è dovuto all'ansia che prova o se ultimamente - come dice - è successo qualcosa che l'ha profondamente turbata. Sicuramente in una psicoterapia potrà trovare un luogo sicuro in cui poter esprimere e riflettere sui suoi vissuti (anche il pianto) liberamente senza temere di essere giudicata. Un caro saluto

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Dott. Giorgio De Giorgi
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Salve,

Mi piacerebbe aiutarla, avrei bisogno di qualche info in più.
Mi scriva pure.

Un caro saluto,

Dr. Giorgio De Giorgi
Dott.ssa Melissa Pattacini
Psicologo, Psicologo clinico
Parma
gentile P. anonimo,
può parlare con uno specialista e cercare un ordine a questo stato emotivo.
Dott.ssa Ylenia Ferrara
Psicologo, Psicologo clinico
Rivoli
Buongiorno, il pianto è l'espressione naturale di diverse emozioni. Potrebbe essere utile indagare cosa sente nel momento in cui le viene da piangere per capire i meccanismi che stanno alla base e come poi agire di conseguenza. Resto a disposizione.
Dott.ssa Mariana Reale
Psicologo, Psicologo clinico
Pisa
Ciao, grazie per aver condiviso ciò che sta vivendo.
Quello che descrive, il pianto immediato, l’ansia costante, la difficoltà a comunicare anche con le persone più vicine, non è debolezza, ma il segnale che dentro di lei sta succedendo qualcosa di profondo che chiede ascolto e cura.
Il pianto è un'espressione legittima del suo stato emotivo. Possiamo ipotizzare che il suo corpo stia comunicando ciò che le parole non riescono ad esprimere. E' un modo del suo sistema interno per proteggerla o farle capire che c’è un sovraccarico.
Visto l'impatto che sembra avere su di lei e sulla sua possibilità di relazionarsi, le consiglierei di contattare un terapeuta, con cui poter esplorare le dinamiche relazionali (familiari, affettive, interne), capire cosa le succede nei contesti in cui il pianto esplode, trovare modi alternativi per esprimere ansia e dolore senza bloccarle.
Nel frattempo, potrebbe trovare sollievo nella scrittura o in modi diversi di comunicare, così da non bloccare l'emozione ma creare uno spazio dove lei stessa si dà la possibilità di ascoltarsi. Le relazioni posso poggiarsi, per il momento, anche sul silenzio e sul contatto non verbale, su piccoli gesti.
In qualsiasi caso, probabilmente è il momento di chiedere aiuto ad un professionista
Rimango a disposizione. Un caro saluto

Dott. Tiberio Toccaceli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Perugia
Buonasera,
mi dispiace per il momento difficile che sta attraversando. Da ciò che descrive, sembra emergere un disagio emotivo che merita attenzione e ascolto. Le suggerisco di rivolgersi a un professionista, in modo che possa trovare uno spazio sicuro in cui sentirsi accolta, ascoltata e supportata.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento o approfondimento.

Un caro saluto,
Dott. Tiberio Toccaceli
Gentile utente, mi dispiace molto per il momento di sofferenza che sta attraversando. Un percorso di sostegno psicologico potrebbe esserle di grande aiuto, sia per comprendere meglio il significato che il suo pianto e la sua ansia stanno cercando di esprimere, sia per individuare modalità più funzionali e meno dolorose di affrontare ciò che sta vivendo.
Dott.ssa Emanuela Borri
Psicologo, Psicologo clinico
Meda
Ciao, quello che stai vivendo sembra davvero faticoso, e il fatto che ti scappi il pianto così facilmente è un segnale che qualcosa dentro di te sta chiedendo attenzione e spazio. A volte, quando siamo molto in tensione da tempo, le emozioni iniziano a uscire tutte insieme, senza un “filtro”.
Non c’è niente di sbagliato in te: stai solo attraversando un momento in cui il tuo sistema emotivo è sovraccarico. Piangere non è debolezza, è un modo che ha il corpo per liberare l’ansia.
Può essere utile iniziare un percorso psicologico per avere un contenitore sicuro dove esprimerti senza sentirti “troppo”. Anche semplici pratiche di respirazione, movimento dolce o meditazione possono aiutarti a scaricare la tensione e ritrovare un po’ di centratura.
Non restare da sola in questo: chiedere aiuto è già un primo passo verso la cura.
Dott.ssa Rossella Carrara
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buongiorno, le consiglio un percorso psicologico per il trattamento dell'ansia. Cordiali saluti.
Buonasera, dalle poche parole che ha scritto è molto difficile dare una diagnosi o altro...le consiglio comunque di fare qualche consulenza psicologica individuale per capire qual'è il problema ed anche per un sostegno psicologico che mi sembra le serva. Buona serata,
Manuela Cecchetti
Dott. Luca Rochdi
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente mi dispiace tanto per la situazione che ha descritto. Potrebbe provare a parlarne con uno psicologo, sicuramente le sarà utile.
Sono a disposizione.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Salve, capisco quanto possa essere difficile trovarsi in una situazione come quella che descrive, in cui persino il semplice tentativo di comunicare con gli altri, compresi i familiari, scatena un’emozione così intensa da farla piangere. È come se l’ansia avesse preso il sopravvento, rendendo ogni interazione carica di tensione e vulnerabilità, e questo può generare un forte senso di solitudine e frustrazione. Da un punto di vista cognitivo-comportamentale, quello che sta accadendo può essere interpretato come una manifestazione acuta dell’ansia, che in alcuni momenti trova uno sfogo fisico ed emotivo attraverso il pianto. Il pianto in sé non è un segno di debolezza, ma una reazione del corpo e della mente a un carico interno che forse è diventato troppo difficile da contenere. Quando non si riesce più a comunicare serenamente, è probabile che ci siano pensieri automatici negativi (magari del tipo "non riesco a spiegarmi", "nessuno mi capisce", o anche "sto disturbando") che aumentano il senso di disagio e fanno crescere l’ansia, portando poi alla rottura emotiva attraverso il pianto. Quello che lei descrive è un circolo in cui l’ansia anticipatoria (la paura stessa di dover parlare o di essere fraintesa) può attivare una risposta emotiva intensa già prima ancora che il contenuto della conversazione emerga. In questi casi, la mente può trovarsi in uno stato di allerta costante, come se percepisse ogni occasione di confronto come potenzialmente pericolosa, anche se razionalmente sappiamo che non lo è. Il primo passo utile è riconoscere che ciò che sta vivendo non è qualcosa di cui vergognarsi. L’ansia è una condizione molto diffusa e trattabile. Si manifesta in molte forme e ognuno la sperimenta in modo diverso: nel suo caso, sembra manifestarsi soprattutto in ambito relazionale e comunicativo, toccando corde profonde legate al sentirsi esposta o forse non compresa. Anche se non conosciamo ancora le origini precise di questa ansia, è molto incoraggiante che lei stia cercando una via per comprenderla e affrontarla. Attraverso un percorso cognitivo-comportamentale, è possibile lavorare su diversi livelli. Da un lato, si interviene sui pensieri che anticipano o accompagnano queste reazioni emotive, per riconoscerli, metterli in discussione e modificarli. Dall’altro, si lavora anche sulle reazioni fisiologiche dell’ansia, utilizzando tecniche di rilassamento, respirazione, e progressiva esposizione alle situazioni temute, così da recuperare una maggiore padronanza delle proprie emozioni. Inoltre, può essere molto utile costruire insieme al terapeuta una sorta di “piano di comunicazione graduale”, partendo da situazioni meno cariche emotivamente e lavorando, passo dopo passo, per tornare a sentirsi libera di esprimersi anche con le persone più vicine. La chiave sta nel ritrovare fiducia nella propria capacità di reggere il contatto emotivo con gli altri, senza sentirsi sopraffatta. Non è necessario affrontare tutto da sola. L’aiuto psicologico può fare davvero la differenza e restituirle non solo la possibilità di comunicare senza piangere, ma soprattutto la sensazione di essere padrona di sé, dei propri pensieri e delle proprie emozioni. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Grazie per aver avuto il coraggio di scrivere: già questo è un primo passo importante. Quello che descrivi – il pianto che emerge appena provi a parlare, anche su argomenti neutri – è spesso un segnale che dentro di te **si è accumulato un carico emotivo molto intenso**, che ha bisogno di trovare uno sfogo.

Consiglio da psicologa:

**Il pianto non è debolezza: è un messaggio del corpo che dice "ho bisogno di ascolto e spazio".** Quando ogni conversazione scatena il pianto, probabilmente sei arrivata a un livello di tensione in cui anche il semplice “parlare” ti fa sentire esposta, fragile o sopraffatta. Non sforzarti di "trattenere": prova invece ad accogliere questa sensibilità, senza giudicarti, e a creare momenti di espressione emotiva in modo graduale e protetto.

Cosa puoi iniziare a fare:

1. **Scrivi quello che provi**, anche in poche frasi, ogni giorno. La scrittura aiuta a dare forma alle emozioni, senza il carico di uno scambio diretto.

2. **Fai brevi esercizi di respirazione prima di parlare con qualcuno**, anche solo 3 minuti di respiro lento e profondo: aiuta a ridurre l’attivazione emotiva.

3. **Parla a piccoli passi, scegliendo persone e momenti in cui ti senti più sicura.** Puoi anche avvisare chi ti ascolta: "Potrei piangere, ma non è un problema, ho solo bisogno di essere ascoltata."

4. **Chiedi aiuto professionale.** Se il pianto e l’ansia ti impediscono di comunicare con gli altri, uno psicologo può aiutarti a trovare uno spazio sicuro dove cominciare ad aprirti senza sentirti sopraffatta.
Stai attraversando un momento delicato, ma non sei sola e non c’è niente di “sbagliato” in te. Le emozioni non vanno bloccate: vanno accolte, comprese e trasformate in forza.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Salve,
quello che descrive è un'esperienza molto intensa e dolorosa, che merita attenzione e comprensione. Il fatto che le lacrime arrivino subito, indipendentemente dall’argomento, può indicare un sovraccarico emotivo che sta trovando sfogo attraverso il pianto. Quando ci sentiamo ansiosi in modo persistente e non riusciamo a comunicare nemmeno con le persone a noi più vicine, è possibile che ci siano emozioni profonde o situazioni non elaborate che cercano spazio per emergere.

In questi casi, è importante prima di tutto prendersi cura di sé stessi con gentilezza, evitando di giudicarsi per le proprie reazioni. Anche pratiche quotidiane come la respirazione profonda, piccoli momenti di pausa, o attività rilassanti possono aiutare a regolare l’ansia nel breve termine. Tuttavia, quando queste manifestazioni diventano frequenti e invalidanti, è fondamentale non restare soli.

Sarebbe utile e consigliato per approfondire rivolgersi ad uno specialista, che possa aiutarla a comprendere cosa sta accadendo dentro di sé e a trovare strategie efficaci per ritrovare il proprio equilibrio.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott. Luca Vocino
Psicologo clinico, Psicologo
Trezzano Rosa
Buongiorno gentile Utente, quello che sta vivendo merita attenzione e ascolto. Il fatto che lei senta di non riuscire a parlare con nessuno senza essere sopraffatta dalle lacrime è un segnale importante, non di debolezza, ma di un sovraccarico emotivo che forse si è accumulato nel tempo e che ora cerca un modo per emergere. L’ansia può manifestarsi anche così, rendendo difficile il contatto con gli altri, perché ogni stimolo, anche piccolo, può attivare una risposta intensa che a volte ci sorprende e ci confonde. Non è raro che in momenti di particolare fragilità emotiva il pianto diventi una forma involontaria di comunicazione di ciò che dentro si muove e che ancora non si riesce a nominare.

Piuttosto che cercare di “bloccare” queste emozioni, può essere più utile provare a comprenderle e accoglierle. È possibile che ci siano pensieri, preoccupazioni o vissuti profondi che non ha avuto modo di esplorare e che ora stanno emergendo in questo modo. Un percorso psicologico può aiutarla a dare senso a ciò che sta accadendo, a ridurre gradualmente l’intensità di queste reazioni emotive e a ritrovare uno spazio di espressione sicura, dove parlare non significhi più essere sopraffatta, ma sentirsi sostenuta e capita.

Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino








Dott. Maurizio Di Benedetto
Psicologo, Fisioterapista, Posturologo
Monza
Gentilissima, le consiglio lo spazio sicuro e riservato del colloquio psicologico. Così da poter fare chiarezza dentro di Lei e comprendere cosa sia quello stato che sta vivendo. É importante comprendere l’emozioni che viviamo dentro di noi, così da ritrovare la nostra serenità.

Saluti
Dott. Maurizio Di Benedetto
Dott.ssa Federica Amadio
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
San Donà di Piave
Buongiorno,
sarebbe interessante indagare come e perchè si attiva la reazione del pianto, indagando, contestualmente, le sue emozioni. Suggerisco di contattare uno psicologo o psicoterapeuta per elaborare quello che sente. Resto a disposizione.
Dott. Vincenzo Capretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi dispiace per il momento che sta vivendo. Piangere facilmente e sentirsi molto ansiosa può indicare un forte carico emotivo che sta cercando di gestire da sola. Le consiglio di rivolgersi a uno psicologo: un supporto professionale può aiutarla a capire cosa sta succedendo e ritrovare equilibrio. È importante non affrontare tutto da soli. Ha già fatto un primo passo chiedendo aiuto. Cordiali saluti. Dr. Vincenzo Capretto.
Dott.ssa Letizia Turchetto
Psicologo, Psicologo clinico
Ponte di Piave
Buona sera cara utente, e grazie per aver condiviso ciò che sente qui.
Mi spiace molto apprendere che in questo momento sta vivendo questa situazione di fatica.
Sicuramente condivido con i colleghi sull'utilità che può rappresentare per lei ora intraprendere un percorso con un professionista psicologo-psicoterapeuta. Consideri che un supporto psicologico rappresenta uno spazio in cui può esprimere liberamente ciò che sente e ciò che pensa, e in cui sarà supportata e accolta.
Mi sento di rassicurarla, non c'è nulla di sbagliato in lei, anzi: il pianto può essere la risposta naturale e manifesta dell'ansia di cui parla. A tal riguardo, posso dirle che quando abbiamo ansia, il nostro corpo e il nostro pensiero ci stanno dicendo che c'è qualcosa da approfondire, che non ci fa sentire a nostro agio. Proprio per questo è importante accogliere le emozioni che percepiamo, piuttosto che reprimerle. Per poterlo fare, e per cercare di capire qual'è il motore che muove il suo sentire, sarebbe necessario avere a disposizione più informazioni, e cercare di raccogliere un quadro più dettagliato della situazione. Questo rientra nel percorso dello psicologo-psicoterapeuta e per questo mi sento nuovamente di consigliarle di fare affidamento a questo professionista.
Resto a disposizione qualora volesse. Un caro saluto, Dott.ssa Letizia Turchetto
Dott.ssa Alessandra Ronza
Psicologo, Psicologo clinico
Aversa
Quello che stai vivendo sembra molto difficile e doloroso, e il fatto che tu senta di non riuscire a parlare con nessuno senza piangere è un segnale che merita attenzione e cura.
Quando le emozioni diventano così intense da impedirti di comunicare, spesso è perché il tuo corpo e la tua mente stanno cercando di dirti qualcosa: forse c’è una sofferenza accumulata, o una forte paura, o un senso di sopraffazione.Piangere non è un segno di debolezza. È un segnale. Anche se può sembrarti “troppo”, è una forma con cui il tuo corpo esprime . Se parlare è troppo difficile, potresti iniziare a scrivere i tuoi pensieri e le tue emozioni. Anche una lettera indirizzata a te stessa o a un familiare (senza doverla consegnare) può aiutare a fare chiarezza.
In ogni caso quando ti sentirai pronta Chiedi supporto psicologico: Parlarne con uno psicologo può fare la differenza. Ti aiuterebbe a capire cosa sta succedendo e a costruire degli strumenti per affrontarlo, passo dopo passo.Se ti senti in crisi: Non restare sola. Anche solo un messaggio a qualcuno di cui ti fidi può essere un primo passo. Se invece senti che la situazione è troppo difficile da gestire da sola, puoi contattare qualcuno di più competente.
Dott.ssa Giada Casumaro
Psicologo, Terapeuta, Professional counselor
Rovereto sulla Secchia
Buonasera, mi dispiace molto per quello che sta vivendo. Immagino porti con sè molto dolore e confusione.
L'unica cosa che posso proporle è di affrontare il discorso tramite un colloquio conoscitivo e provare ad intraprendere un percorso introspettivo per approfondire le cause che provocano queste reazioni emotive.
Sono qua qualora lo vorrà,
Dott.ssa Casumaro Giada
Dott.ssa Laura Lanocita
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Salve, la sua attenzione nel riconoscere e condividere le proprie emozioni è un passo importante. Il fatto di piangere al semplice avvio di una conversazione può segnalare una forte tensione interna e una difficoltà nel gestire le emozioni che, in questo momento, sembrano sopraffarla. L'ansia può manifestarsi in modi che rendono difficile l'espressione e la comunicazione, creando un circolo vizioso in cui l'impotenza provata contribuisce ulteriormente a chiudersi. È naturale sentirsi in questo modo, specie quando le emozioni sembrano travolgere e non si riesce a trovare un modo per elaborarle. Potrebbe essere utile trovare uno spazio in cui esplorare queste ansie senza il timore di essere giudicata, un ambiente dove sentirsi al sicuro nel manifestare la propria vulnerabilità. Considerare la possibilità di tornare a lavorare con un professionista, soprattutto se ha già avuto un percorso psicologico, potrebbe aiutarla a costruire strumenti per gestire meglio questi momenti. Ricordare che non è sola in questa esperienza è fondamentale. Se desidera approfondire queste emozioni o trovare un modo per affrontarle, sono qui per offrirle ascolto e supporto. Cordialmente, dottoressa Laura Lanocita.
Dr. Riccardo Sirio
Psicologo, Psicologo clinico
Trofarello
Certo. Da un punto di vista psicologico, il fatto che tu ti metta a piangere non appena inizi a parlare, anche senza un argomento specifico doloroso, indica che potresti avere un accumulo emotivo non espresso o non elaborato. L’ansia spesso nasce da un senso di vulnerabilità o da un sovraccarico interno che non trova sfogo adeguato. Il pianto, in questo senso, è un modo attraverso cui il corpo cerca sollievo.

Ti consiglierei di accogliere questo segnale con attenzione e rispetto, senza forzarti a “funzionare normalmente”. Potrebbe essere utile intraprendere un percorso di supporto psicologico, anche breve, per aiutarti a dare un nome e uno spazio sicuro alle emozioni che stai vivendo, senza doverle affrontare da sola. Ci sono strumenti efficaci per affrontare l’ansia e imparare a esprimersi con maggiore serenità: il primo passo è proprio riconoscere che hai bisogno e diritto di essere ascoltata.

Hai mai provato un percorso di questo tipo? Rimango a disposizione.
Dott.ssa Giorgia Infantino
Psicologo, Psicologo clinico
Terni
Salve Cara,
sarebbe interessante interrogarsi in merito all'inizio di questa modalità, lei dice "ultimamente".. rifletta se è accaduto qualcosa nella vita familiare o privata che l'ha particolarmente turbata.

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