Salve,sono un ragazzo di 22 anni e sto attraversando un periodo difficile. Sono indietro all'univers

26 risposte
Salve,sono un ragazzo di 22 anni e sto attraversando un periodo difficile. Sono indietro all'università e con voti che non sono dei migliori, forse per colpa di essa ho notato in me una forte ansia sociale e una bassa autostima che mi sta uccidendo dentro. Le 2 cose piu gravi che sto affrontando in questo momento oltre all università sono la paruresi: cioè la paura di andare nei bagni pubblici e la paura di uscire con la macchina fuori. La prima è la piu debilitante perchè da almeno 2 anni cerco di uscire sempre meno la sera o uscire in generale. Voi non avete idea di quanto mi senta un fallito quando sei fuori con persone che vuoi bene o ingenerale ti stai divertendo e sei finalmente sereno e all'improvviso arriva il momento di andare in bagno e tutto ad un tratto il tuo cervello si oscura e non ti stai divertendo piu ma stai cercando di sopravvivere perchè la tua vescica sta letteralmente esplodendo e gli altri non lo sanno. Poi ho sto problema con l'uscire fuori con la macchina e vivendo in un piccolo paese non è il massimo. Certe volte penso anche che tutte le persone che conosco della mia età sono fidanzate o hanno avuto esperienze e in generale nella loro vita non hanno avuto questi problemi così gravi. Magari hanno avuto le loro ansie non lo metto in dubbio ma non credo che hanno le mie stesse problematiche. Spero di essere ascoltato e capire cosa è meglio per me, scusate se ho messo troppo carne al fuoco non era mia intenzione farlo ma devo condensare tutti i miei problemi mentali che tra l'altro non sono pochi. Grazie per l'interessamento semmai ce ne sia e buona giornata. P.S. scusate se farò errori di grammatica ma ho scritto tutto questo papiro tutto di un fiato spero che si capisce
Dott.ssa Angela Ritella
Psicologo, Psicologo clinico
Turi
Vorrei tanto aiutarLa, ma farlo rispondendoLe qui non darebbe la giusta importanza alla situazione che descrive e, prima di tutto, al Suo malessere.
Deve essere sicuramente molto difficile per Lei affrontare tutto ciò e lo si percepisce molto dal modo in cui ne parla.
Per poterLa aiutare sarebbe necessario approfondire e comprendere che cosa possa esserci alla base delle paure cui accenna e quanto tutto questo influenzi la Sua vita da studente e, chiaramente, sociale.
Mi rendo disponibile a fare questo lavoro insieme a Lei con l'obiettivo di superare queste paure e ritrovare la Sua serenità, necessaria a vivere i rapporti sociali e a continuare il Suo percorso di studi in una condizione di maggiore benessere psicologico.

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Dott. Marco Squarcini
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentilissimo, grazie per la condivisione. Quella che descrive è un situazione complessa che si porta con sé tanta sofferenza e angoscia. Le difficoltà che racconta hanno un impatto molto importante sul suo benessere e sulla sua qualità di vita.
Mi chiedo se scrivere questo messaggio possa rappresentare un primo modo per riuscire apertamente a raccontare alcuni aspetti che fa fatica a raccontare ed esplorare. La consapevolezza che alcuni aspetti non stiano andando come vorrebbe è probabilmente il primo passo verso una richiesta d'aiuto più esplicita. Oltre ad ascoltarla ed esprimere la mia comprensione vorrei stimolarla a ritrovare la speranza che tutto questo possa cambiare ma anche ad indirizzarla verso un percorso psicologico che possa permetterle di iniziare il suo percorso di cambiamento. Le auguro il meglio, un caro saluto Dott. Marco Squarcini
Dott.ssa Angelica Guido
Psicologo, Psicologo clinico
Perugia
Caro ragazzo, grazie per aver scritto con questa sincerità e forza. Sì, forza: perché ci vuole molto coraggio per raccontare il proprio disagio, metterlo nero su bianco, e chiedere aiuto. E questo è già un primo, importante passo verso il cambiamento.
Quello che stai vivendo non è affatto banale. La paruresi, l’ansia sociale, la paura di guidare, la fatica universitaria, il confronto continuo con gli altri, l’autostima bassa… non sono “troppa carne al fuoco”, come scrivi, ma tutti aspetti di un’unica esperienza di vita che oggi ti sta chiedendo di essere ascoltata e capita, senza giudizio.
Questi vissuti non sono “problemi da correggere” ma tentativi del tuo sistema mente-corpo di proteggerti da qualcosa che ti spaventa profondamente, qualcosa che, per molto tempo, hai cercato di affrontare da solo. La paruresi, ad esempio, non è solo una “paura del bagno”, ma può essere un segnale di quanto ti senta esposto, fragile o sotto pressione negli ambienti sociali, al punto da dover trattenere anche ciò che il corpo dovrebbe esprimere liberamente.
Allo stesso modo, la paura di guidare può essere legata alla paura di “perdere il controllo”, di non riuscire a gestire una situazione da solo, di non sentirti abbastanza competente o sicuro.
E no, non sei un fallito. Al contrario: sei una persona molto consapevole, sensibile, che sta cercando – con fatica e determinazione – di capire come tornare a vivere e non solo a sopravvivere. Il confronto con gli altri è normale, ma è spesso ingannevole: ognuno porta un mondo interno che non sempre si vede da fuori. Le tue difficoltà non ti rendono “meno” degli altri, ti rendono umano. E sono affrontabili.
Il mio consiglio è questo: cerca un aiuto psicologico il prima possibile, magari rivolgendoti al servizio psicologico universitario, a uno sportello gratuito o a un professionista della tua zona. Non perché sei rotto, ma perché hai bisogno – e diritto – di qualcuno che ti aiuti a rimettere insieme tutti questi pezzi e a ritrovare la fiducia in te stesso.
Hai già fatto tanto scrivendo questo messaggio. Ora è il momento di iniziare davvero a prenderti cura di te.
Ti auguro di trovare presto uno spazio in cui sentirti finalmente compreso.
Un caro saluto,
e se vuoi scrivere ancora, sono qui.
Dott.ssa Stefania Conti
Psicologo, Psicologo clinico
Palermo
Quello che racconta non è segno di debolezza o fallimento, ma la risposta di una mente che ha provato a tenere duro troppo a lungo, in un contesto che forse non l’ha fatta sentire accolta, vista, compresa. È umano sentirsi “fuori posto” quando si fatica a vivere con leggerezza ciò che per altri sembra semplice. Ma ogni persona ha la sua storia, i suoi ostacoli, i suoi tempi.

Il fatto che lei sia qui a scrivere tutto questo, con lucidità e consapevolezza, è già un primo passo importante. Sta chiedendo aiuto. E merita di riceverlo.

Le difficoltà che sta affrontando possono essere comprese, affrontate e superate, con un percorso adeguato. Non deve farlo da solo. Le consiglio caldamente di iniziare un percorso di supporto psicologico: uno spazio tutto per sé dove poter dare un nome a ciò che sente, alleggerire il carico, e costruire, passo dopo passo, una nuova fiducia in sé stesso.

Se lo desidera, possiamo parlarne insieme in un colloquio. Sarà accolto con rispetto, empatia e senza giudizio. Mi scriva quando si sente pronto.

Sono qui.
Dott.ssa Stefania Conti, Psicologa
Gentile utente, si capisce molto bene il disagio che ha descritto nel suo messaggio. Ha espresso in modo chiarissimo tutte le difficoltà che sta attraversando e che stanno compromettendo la sua qualità di vita, specialmente in ambito sociale.
Tutti i sintomi che ha descritto riconducono a un disturbo d'ansia che va certamente affrontato con un supporto professionale adeguato. Non lasci passare ulteriore tempo prima di prendere questa decisione che potrebbe davvero cambiare la sua vita e il suo futuro.
Liberarsi degli effetti negativi dell'ansia è possibile, ma è necessario un metodo strutturato e delle strategie mirate, personalizzate al suo problema. Infatti, ogni forma di ansia è prettamente personale e legata al vissuto unico e irripetibile dell'individuo.
La prima cosa da comprendere è che l'ansia esiste normalmente nel funzionamento mentale dell'essere umano, non è qualcosa che si può cancellare. Ma è altrettanto vero che l'ansia non definisce una persona, non imprime un'etichetta difficile da togliere. Si può imparare gradualmente a conoscerla e gestirla, per poi arrivare a prevenirla e a ridurne gli effetti negativi.
Andranno, naturalmente, indagate le situazioni, gli ambiti, in cui l'ansia compare più spesso e da quanto tempo. E sarà importante convivere serenamente con essa, finché non sarà capace di adottare comportamenti funzionali e vantaggiosi.
Valuti attentamente, dunque, di iniziare un percorso psicologico, per godersi finalmente la sua gioventù e tutte le opportunità che la vita le può offrire.
Se lo desidera, posso darle informazioni su un percorso di questo tipo, anche tramite consulenza online.
Le auguro il meglio, un caro saluto. Dott. Antonio Cortese
Dott.ssa Elena Gianotti
Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Buongiorno, grazie per la tua difficile condivisione, mi permetto di darti del tu per la tua giovane età. Hai ragione, stare così è faticoso e nessuno merita di non poter godere dei momenti piacevoli e delle possibilità che la vita offre. Il mio suggerimento è senza dubbio di cominciare un percorso con un professionista di cui ti possa fidare e a cui ti possa affidare, qualcuno che possa aiutarti innanzitutto a dare un significato a queste fobie di cui soffri: c'è bisogno di capire perchè non riesci ad andare ai bagni pubblici, e qual è la paura legata a prendere la macchina. C'è una paura legata al controllo? alla paura di sentirti esposto in un posto pubblico? Una paura legata alla responsabilità e all'essere adulto (penso al prendere la macchina)? Tutti i nostri sintomi sono dei messaggi, dicono qualcosa del nostro mondo interno che ha bisogno di ascolto e che ci prendiamo cura. Il mio suggerimento è di provare a decifrare questi messaggi col sostegno di qualcuno con cui tu possa sentirti accolto, compreso e ascoltato davvero. Meriti di ritrovare o di creare un equilibrio diverso, con cui poterti sentire a tuo agio e stare bene. Se avessi bisogno mi trovi a disposizione, anche online. Un caro saluto, dott.ssa Elena Gianotti
Dott.ssa Luciana Bastianini
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno,
innanzitutto vorrei rassicurarti rispetto al fatto che non sei solo. Anche se ti senti distante dai ragazzi intorno a te, molti tuoi coetanei vivono difficoltà simili, che spesso faticano a condividere con chi hanno accanto. Questo è un momento complesso della tua vita in cui avverti un blocco che ti impedisce di progredire, sia all’università che nella tua sfera personale. È come se, pur sentendo dentro di te il desiderio di andare avanti, alcune paure ti trattenessero nel punto in cui ti trovi ora. Il blocco universitario, la difficoltà a usare bagni pubblici che limita le tue uscite, e l’impedimento a guidare potrebbero essere sintomi di una stessa problematica evolutiva. Se senti il desiderio di approfondire l’origine di queste difficoltà, resto a disposizione per un primo colloquio conoscitivo di psicoterapia.

Cordialmente,
Dott.ssa Luciana Bastianini
Dott.ssa Serena Vitale
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Pescara
Ciao caro anonimo,
ti posso tranquillamente dire che l’università, la paruresi, la paura di guidare, il confronto con gli altri... sono davvero tanto da reggere tutto insieme, e sentirsi stanchi ed in difficoltà è il minimo.
Intanto permettimi di tranquillizzarti: la paruresi è molto più diffusa di quanto pensi, solo che pochissimi ne parlano, e lo stesso è per la guida: queste sono paure spesso legate al controllo, al timore di perderlo, o all'essere esposti a troppe cose insieme.
Hai anche parlato dell’università, del confronto con gli altri, delle storie d’amore che sembrano passarti accanto... Intanto, ricordati che ognuno di noi ha il suo percorso personale, oltre che un bagaglio emotivo che solo lui conosce e trascina, e che spesso (soprattutto sui social) nasconde.
Io da psicologa ti assicuro che la paruresi e le fobie specifiche si affrontano, e si superano, imparando gli strumenti giusti, comprese le tecniche di rilassamento, che conosco molto bene.
Un abbraccio,
Dottoressa Serena Vitale
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Salve, la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità e coraggio il suo vissuto. Già il solo fatto che lei abbia trovato la forza di mettere nero su bianco quello che prova è un passo importante e significativo, che denota una grande consapevolezza e il desiderio autentico di affrontare le difficoltà che la stanno facendo soffrire. Quello che descrive è il racconto di un giovane uomo che sta combattendo contro un insieme di pensieri ed emozioni che lo fanno sentire bloccato e inadeguato, ma che al tempo stesso sta cercando una strada per stare meglio. Questo è un segnale prezioso che merita rispetto e attenzione. Voglio dirle con chiarezza che non è solo. Più persone di quante si possa immaginare si trovano a vivere situazioni simili alla sua, anche se spesso, proprio per vergogna o paura del giudizio, tendono a non parlarne. La paruresi, ad esempio, è un disturbo più diffuso di quanto si pensi e può diventare molto invalidante, perché crea un legame rigido tra un bisogno naturale e una paura intensa di non riuscire, di essere osservati, giudicati o di perdere il controllo. Questo può spingere, come lei ben descrive, ad evitare contesti sociali, uscite e occasioni che invece potrebbero essere fonte di piacere e di condivisione. Allo stesso modo, la difficoltà a guidare fuori dal suo paese può essere un'altra espressione della stessa ansia, quella parte di lei che vorrebbe tenere tutto sotto controllo e teme di trovarsi in situazioni percepite come minacciose o senza via di fuga. Nel modello cognitivo-comportamentale queste paure vengono lette come il risultato di un circolo vizioso: lei avverte un disagio, cerca di evitarlo per sentirsi al sicuro nell’immediato, ma questa evitazione rinforza il problema, alimentando l’idea che quella situazione sia davvero pericolosa e che lei non sia in grado di affrontarla. Con il tempo, questo circolo si allarga e si intreccia con pensieri negativi su di sé, come quelli che racconta sulla sua autostima e sul confronto con gli altri. Ma voglio dirle che questo circolo può essere interrotto e spezzato, con un percorso mirato, graduale e rispettoso dei suoi tempi. La terapia cognitivo-comportamentale è particolarmente efficace per affrontare sia la paruresi che l’ansia legata alla guida o ai contesti sociali, perché aiuta a identificare e modificare quei pensieri e quei comportamenti che mantengono il problema, e a costruire, passo dopo passo, nuove esperienze che le restituiscano fiducia e serenità. Lei scrive di sentirsi un fallito, ma le assicuro che io leggo nelle sue parole tutt’altro: leggo la voce di una persona che, nonostante le difficoltà e il peso delle sue emozioni, ha ancora la voglia di capire, di cercare un senso, di migliorarsi. Questo non è fallimento, è un grande atto di forza. Nessuno di noi nasce imparando a gestire ogni aspetto della vita o immune dalle paure. Ciò che fa la differenza è proprio la volontà di non arrendersi, come sta facendo lei adesso. Il mio consiglio concreto è di rivolgersi a uno psicologo specializzato in terapia cognitivo-comportamentale, che possa accompagnarla in questo percorso, aiutandola a costruire gradualmente nuove strategie e a sperimentare piccole ma importanti vittorie nella sua quotidianità. E se in questo momento le sembra troppo, provi anche solo a riconoscere ogni piccolo passo che fa verso il cambiamento, anche scrivere questo messaggio lo è stato. Si merita comprensione e sostegno, e la strada per stare meglio c’è. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Caro ragazzo,

grazie per aver condiviso con sincerità e coraggio quello che stai vivendo. Scrivere tutto questo, anche “di getto”, è già un passo importante, perché significa che una parte di te desidera davvero cambiare e sta chiedendo aiuto.

Quello che descrivi – l’ansia sociale, la paruresi, la paura di guidare e la bassa autostima – sono problematiche che spesso si intrecciano e si alimentano a vicenda. L’università, con le sue pressioni e aspettative, può diventare un fattore scatenante o amplificante di un malessere più profondo che magari è presente da tempo. Non sei l’unico a provare questi sentimenti, anche se ora può sembrarti di esserlo. Molte persone soffrono in silenzio, proprio come stai facendo tu.

La paruresi, in particolare, è un disturbo più diffuso di quanto si pensi, ma purtroppo molto poco conosciuto e spesso vissuto con vergogna. Ti capisco quando dici che può rovinare momenti che dovrebbero essere sereni o felici. Il disagio che provi non è “banale” e non fa di te un fallito. Al contrario, dimostra che stai vivendo un conflitto interno forte, ma anche che hai la capacità di riconoscerlo e di volerlo affrontare.

Anche la paura di guidare, specie se associata ad ansia sociale e vissuti di inadeguatezza, può diventare un ostacolo molto frustrante, soprattutto in un contesto come un piccolo paese, dove la macchina rappresenta autonomia. Questi blocchi non vanno ignorati o minimizzati, ma accolti e compresi nella loro complessità.

Infine, il confronto con gli altri – con chi sembra più avanti, più realizzato, più “normale” – è umano, ma spesso molto ingannevole. Ognuno ha il proprio percorso, i propri tempi, e molte persone affrontano difficoltà invisibili all’esterno.

Il tuo malessere non è una debolezza, ma un segnale importante. E merita attenzione. Sarebbe utile e consigliato per approfondire queste tematiche rivolgersi ad uno specialista, che possa aiutarti a fare chiarezza, a sciogliere questi nodi interiori e a ritrovare fiducia nelle tue risorse.

Un percorso psicoterapeutico può essere un’opportunità concreta per riprendere in mano la tua vita, passo dopo passo, e tornare a sentirti più libero e sereno.

Con stima e disponibilità,
Dottoressa Silvia Parisi – Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa

Dott.ssa Debora Versari
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Forlì
Buonasera, l’ università è un periodo di forte stress che mette alla prova ed è la prima palestra di vita per determinazione, costanza ed impegno tutto in solitaria..alla base del suo momento vi è ansia, le consiglio un percorso terapeutico, una sana alimentazione, una giusta integrazione naturale.
Saluti
Dott. Luca Rochdi
Psicologo, Psicologo clinico
Campobasso
Gentile utente le consiglio di intraprendere un percorso di supporto psicologico per capire meglio ciò che ha descritto e trovare strategie adatte per migliorare la sua qualità di vita.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Dott.ssa Manuela Valentini
Psicologo, Psicologo clinico
Melfi
Buongiorno gentile utente,
Rileggendo con attenzione quanto ha condiviso, desidero sottolineare che il suo messaggio è stato toccante e molto chiaro. Lei ha manifestato un profondo bisogno di comprensione e di sollievo da un disagio che si trascina da tempo, e la sola condivisione è un atto di coraggio verso la consapevolezza. Non è debolezza ciò che sta vivendo, ma il risultato di una forte pressione psicologica importante, che ha trovato forme specifiche come la paruresi, l’ansia legata alla guida, e una visione di sé molto critica. Desidero dirle che non è solo e non è “sbagliato” per ciò che sente. I sintomi da lei descritti hanno una spiegazione e soprattutto possono essere affrontati con gli strumenti adeguati in un ambiente accogliente e professionale. Mi permetta una metafora: pensi al percorso universitario e personale come a una strada da affrontare con prudenza e determinazione. Si può ripartire anche con una “prima marcia”, quella più lenta e stabile, essenziale, affrontando un esame alla volta, un piccolo traguardo per iniziare a rimettersi in cammino. Poi verrà la seconda, fino a quando si sentirà un po' più sicuro e via via troverà un suo ritmo personale. Nel frattempo, valuti la possibilità di parlarne con un professionista, vedrà che le sarà utile. In questo modo compatibilmente, cerchi di trovare nello studio la leva della curiosità e non solo del dovere, così da avvicinarsi a se stesso evitando ulteriori chiusure.
Le rinnovo la mia comprensione per essersi aperto con tanta sincerità. Non è poco. E' l’inizio di qualcosa. Se vorrà proseguire questo confronto, rimango a disposizione.
Una buona giornata,
Dr.ssa Manuela Valentini
Dott.ssa Chiara Milesi
Psicologo, Psicoterapeuta
Bergamo
Buongiorno, grazie per la sua condivisione. Le difficoltà che ha descritto raccontano un momento molto complesso, in cui è del tutto comprensibile sentirsi sopraffatti e in difficoltà. Ansia sociale, paruresi, paura di guidare... sono esperienze che non solo creano disagio fisico, ma limitano profondamente la libertà, la spontaneità e il benessere quotidiano. Eppure, nonostante tutto, lei sta cercando di capire cosa le sta succedendo e sta andando avanti con l’università, nonostante la pressione che anche quest'ultima comporta: questo è un segnale importante, un segno di forza e di desiderio di resistere. Un percorso con un professionista potrebbe essere un primo passo prezioso per sostenere questo desiderio, comprendere meglio l’origine delle difficoltà e iniziare a costruire strumenti concreti per ritrovare un equilibrio e una maggiore serenità. Resto a disposizione, un caro saluto.
Dott.ssa Antonella Lucà
Psicologo, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno, La ringrazio per aver condiviso le sue difficoltà. Comprendo molto bene la fatica che richiede gestire emozioni così intense e, talvolta, ingombranti. Credo che queste emozioni abbiano un enorme bisogno di essere "ascoltate". Proprio per questo, la invito ad avere fiducia; ci sono psicologi e psicoterapeuti molto preparati, che potrebbero aiutarla e sostenerla nell’affrontare il percorso. Le auguro ogni bene, A presto
Dott.ssa SONIA SIMIONATO
Psicologo, Psicologo clinico
San Martino di Lupari
Ciao! Mi spiace molto per questo periodo difficile che stai affrontando, vorrei dirti che ognuno ha i suoi tempi (anch'io ad esempio ho terminato l'università "tardi" rispetto ai miei coetanei) e lungo il cammino capita di trovarsi di fronte a momenti di crisi o difficoltà che ti bloccano. Molto probabilmente l'ansia sociale e la paruresi, così come il panico e la paura di uscire in macchina, sono tutte cose collegate. Ti stanno chiedendo di fermarti e ascoltarle. Infine il mio consiglio è, se puoi, di rivolgerti ad un professionista che possa ascoltarti e aiutarti a capire cosa sta succedendo. Un caro saluto
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè capisco quanto questa situazione possa impattare sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale innanzitutto che lei faccia chiarezza circa ciò che sente e ciò che prova verso questa persona, ritagliandosi uno spazio d'ascolto per elaborare pensieri e vissuti emotivi legati alla situazione descritta pertanto la invito a richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Chiara Perugini
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Ciao. Grazie per la tua condivisione. Quello che stai vivendo è una condizione di forte disagio che coinvolge diversi aspetti della tua vita: ansia sociale, difficoltà legate all’autostima, paruresi e paura di guidare. È comprensibile che questi elementi, sommati alla pressione universitaria, generino frustrazione e senso di isolamento.
Il confronto con gli altri può accentuare il malessere, ma è importante ricordare che ogni persona ha difficoltà diverse, anche se non sempre visibili dall’esterno. I pensieri e le sensazioni che descrivi sono segnali chiari di quanto la situazione stia influenzando il tuo benessere.
Riconoscerlo e parlarne, come hai fatto ora, è già un passo concreto per prendere consapevolezza della realtà che stai attraversand
Dott.ssa Jessica Furlan
Psicologo, Psicologo clinico
Fiumicino aeroporto
Buongiorno, non si deve scusare di nulla, anzi è molto coraggioso a chiedere aiuto nel farsi supportare in questo momento per lei difficile e che la limita molto nel suo vivere serenamente.
Le consiglio di iniziare a porsi piccoli obiettivi che la fanno stare sereno e tranquillo che può raggiungere nell'immediato così da avere dati concreti e aumenta la sua motivazione a continuare a lavorare su di sè convinto e deciso.
La invito a riflettere sulla possibilità di iniziare a fare un percorso di supporto psicologico online così da aiutarla a trovare strategie concrete per uscire piano piano da questo blocco che sta vivendo di paure e ansie.
Spero di esserle stata di aiuto
Saluti
Caro ragazzo,
ti ringrazio per aver scritto con tanta sincerità e coraggio. Le tue parole arrivano dritte al cuore e dimostrano quanto stai lottando dentro di te. La prima cosa che voglio dirti è questa: non sei solo.
Anche se adesso ti sembra di esserlo, anche se guardandoti intorno pensi che “gli altri non hanno questi problemi”, in realtà ognuno ha il suo mondo interiore, le sue paure, le sue difficoltà da affrontare – semplicemente, non sempre si vedono.
Le esperienze che racconti – l’ansia sociale, la paruresi, la paura di guidare, la bassa autostima – non sono “stranezze”, né segni di debolezza. Sono segnali che qualcosa dentro di te sta cercando di chiedere aiuto. E hai fatto bene a scriverne, perché parlarne è già un primo passo importante.
La verità è che quando l’ansia inizia a limitare la nostra libertà – il desiderio di uscire, di stare con gli altri, di vivere le nostre giornate con serenità – allora non si tratta più solo di “timidezza” o di un momento no: è qualcosa che merita attenzione e un supporto adeguato.
Ti consiglio davvero di rivolgerti a uno psicologo o psicoterapeuta: non per “aggiustarti”, perché non sei rotto, ma per aiutarti a comprendere meglio cosa succede dentro di te, imparare a gestire l’ansia, ricostruire l’autostima e ritrovare quella libertà che oggi ti sembra lontana.
Esistono percorsi terapeutici molto efficaci per affrontare esattamente i problemi che hai descritto. Non sei l’unico, e soprattutto non devi farcela da solo.
Infine, non scusarti mai per “aver detto troppo” o “per come scrivi”: quello che conta è che hai trovato il coraggio di raccontarti, e questa è una forza enorme, anche se oggi ti sembra il contrario.
Un caro saluto,
Dott.ssa Elena Frosini.
Dott.ssa Irene Moraldi
Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Gentilissimo, da quello che capisco stai attraversando un periodo di difficoltà in ambito sia universitario che relazionale. Non sappiamo se le due cose possano essere collegate, ma in questo momento ti creano entrambe forte sofferenza, oltre a rappresentare in alcuni casi dei veri e propri impedimenti alla tua vita sociale. Quelle che porti sono delle tematiche importanti nella tua vita, in questo momento sono fonte di grande disagio, e forse potrebbe valere la pena approfondirle con un professionista, quando ti sentirai pronto.
Ciao, io credo che sia già un buon risultato il riconoscere che ci siano delle problematiche che non ci permettono di vivere serenamente all'interno di un contesto sociale. Tuttavia credo che sia necessario capire più a fondo il perchè di queste ansie e come meglio affrontarle fino a renderle impercettibili in modo da poter vivere più liberamente e serenamente. Diceva Cesare Pavese "...ricordati sempre che i mostri non muoiono. Quello che muore è la paura che ti incutono".
Dott.ssa Ambra Bottari
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Ciao, grazie per aver condiviso così apertamente la tua situazione, che capisco essere davvero difficile e pesante da affrontare.

Prima di tutto, voglio dirti che non sei affatto un fallito. L’ansia, soprattutto quella sociale o legata a situazioni specifiche come la paruresi, può colpire chiunque e non è un segno di debolezza o incapacità. Anzi, il fatto che tu stia cercando di parlarne è un passo importante e coraggioso.

La paruresi, o “paura di urinare in bagno pubblico”, è una forma di ansia sociale molto diffusa e spesso molto invalidante, ma ci sono tecniche e terapie specifiche (come la terapia cognitivo-comportamentale) che possono aiutarti a superarla gradualmente. Lo stesso vale per la paura di guidare fuori dal paese: affrontare queste paure da solo è complicato, ma con un percorso mirato puoi migliorare molto.

Riguardo all’università e al sentirti “indietro”, è normale che l’ansia e la bassa autostima influenzino anche il rendimento. Il fatto che tu lo stia riconoscendo è fondamentale per poter chiedere supporto, ad esempio a un counselor o a uno psicologo.

Per quanto riguarda il confronto con gli altri, spesso quello che vediamo è solo la superficie: ogni persona ha le proprie difficoltà, anche se non le mostra. Il tuo percorso è unico e va rispettato senza paragoni.

Ti consiglierei di valutare di rivolgerti a uno specialista della salute mentale, magari qualcuno esperto di ansia sociale e paruresi, per un supporto concreto e personalizzato. Nel frattempo, potresti provare anche a praticare tecniche di rilassamento o mindfulness, che aiutano a gestire l’ansia nel momento.

Se vuoi, posso aiutarti a trovare risorse, esercizi o consigli per iniziare a prenderti cura di te stesso fin da subito.
Non sei solo in questo, e meriti di stare meglio.
Ti mando un incoraggiamento sincero.
Dott. Luca Vocino
Psicologo clinico, Psicologo
Trezzano Rosa
Buongiorno gentile Utente, la ringrazio sinceramente per aver condiviso con tanta autenticità il suo vissuto. Le sue parole arrivano con grande chiarezza, e non c’è nulla da scusarsi né per la forma né per il contenuto: si percepisce forte il bisogno di essere ascoltato e compreso, e questo è un primo passo importante.

Ciò che sta attraversando non è affatto banale. L’ansia sociale, la bassa autostima, le difficoltà con l’università e, soprattutto, la paruresi e la paura di guidare sono esperienze che possono diventare molto invalidanti e impattare profondamente sulla qualità della vita, come lei ha descritto con grande lucidità. Quando ci si sente “stretti” dentro queste emozioni, quando si ha la sensazione di dover sopravvivere anche in momenti che dovrebbero essere spensierati, come una serata con amici, è naturale arrivare a sentirsi scoraggiati, o addirittura falliti. Ma le assicuro che non è un fallimento ciò che sta vivendo, è una condizione di sofferenza che può essere compresa, affrontata e trasformata.

La paruresi è un disturbo più comune di quanto si pensi, anche se poco raccontato per la vergogna che spesso lo accompagna. Si basa su un circuito ansiogeno che coinvolge il controllo, il giudizio degli altri e la paura di non riuscire. È qualcosa che può essere trattato, con approcci terapeutici mirati, spesso con ottimi risultati. Così come anche le fobie specifiche, come quella di guidare o allontanarsi dal proprio ambiente sicuro, sono aspetti che la psicoterapia può aiutare a esplorare e sciogliere, restituendole progressivamente la libertà di muoversi nel mondo senza sentirsi in trappola.

È anche molto comprensibile il confronto che fa con i coetanei. Tuttavia, ciò che vediamo della vita degli altri spesso è solo una parte, quella visibile e più facile da condividere. Le sofferenze interiori, le insicurezze e le difficoltà più profonde tendono invece a restare nascoste, e questo porta facilmente a sentirsi soli o “diversi”, quando in realtà non lo si è.

Ciò che più colpisce nella sua lettera è la consapevolezza con cui descrive il suo stato, e la voglia, seppur accompagnata dalla fatica, di cercare una via d’uscita. Questo è già un segnale di forza, non di debolezza. Nessun problema è “troppo” se accolto nel modo giusto e con il giusto supporto. È possibile, attraverso un percorso psicoterapeutico serio e personalizzato, imparare a riconoscere i meccanismi alla base di ciò che sta vivendo, modificarli e ritrovare una qualità di vita che oggi le sembra forse lontana.

Lei non è solo. E ciò che sta provando, per quanto doloroso, può essere affrontato. Con il giusto aiuto, la sua storia può trovare un nuovo equilibrio, uno in cui possa tornare a sentirsi libero e pienamente sé stesso.

Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
Dott.ssa Anna Bruti
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
San Benedetto del Tronto
Buongiorno,
la ringrazio molto per aver condiviso con sincerità e coraggio la sua esperienza. Quello che sta vivendo è davvero impegnativo e capisco quanto possa sentirsi sopraffatto, soprattutto perché si tratta di aspetti che influenzano il suo benessere quotidiano e la sua vita sociale.

La paruresi e la paura di guidare fuori casa sono manifestazioni importanti di ansia sociale e di evitamento, che però si possono affrontare e migliorare con un percorso adeguato. Il fatto che lei si senta un “fallito” e si confronti con gli altri è comprensibile, ma le posso assicurare che non è solo e che queste difficoltà non definiscono chi lei è o il suo valore. Spesso chi soffre di ansia ha standard molto alti per sé stesso e fatica a vedere i propri punti di forza.

Il primo passo è proprio quello che ha fatto: chiedere aiuto, raccontare senza filtri la sua esperienza. Da qui si può costruire insieme una strategia di lavoro che integri l’esposizione graduale alle situazioni che teme, tecniche per gestire l’ansia e rafforzare l’autostima, con un ascolto empatico e non giudicante.

Se lo desidera, possiamo iniziare questo percorso insieme, passo dopo passo, dandole gli strumenti per recuperare la serenità e la fiducia in sé stesso. Lei merita di vivere senza quella sensazione di “sopravvivenza” e di godersi davvero i momenti con gli altri.
Buonasera, nella nostra vita possono arrivare paure e timori che ci limitano con significatività nelle interazioni quotidiane e nelle esperienze. E' importante comprendere cosa le genera, come ci fanno stare e capire insieme come superarle, con quali risorse o scoperta di nuove parti di sè. Le paure possono dirci molto di noi, spero abbia trovato il necessario supporto. Dott.ssa Francesca Stanca

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