Dott.ssa
SONIA SIMIONATO
Psicologa
·
Psicologa clinica
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sulle specializzazioni
San Martino di Lupari 1 indirizzo
Esperienze
Grazie alla mia continua formazione in psicologia perinatale mi occupo anche di prevenzione, sostegno e orientamento per le famiglie durante il periodo che comprende gravidanza, parto, nascita e primi anni di vita del* bambin*. Sto accanto alle mamme e ai papà nel vivere l'esperienza della genitorialità, aiutandoli ad affrontare paure e difficoltà che molto spesso si possono incontrare in questo viaggio. Sono convinta che per prendersi cura de* bambin*, ci si debba prendere cura prima di tutto dei loro genitori.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicologia perinatale
Principali patologie trattate
- Depressione
- Crisi
- Paura
- Sterilità
- Autostima
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Prestazioni e prezzi
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Consulenza online
50 € -
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Colloquio di coppia
70 € -
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Colloquio individuale
50 € -
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Accompagnamento in gravidanza
50 € -
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Assistenza domiciliare post partum
50 € -
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Indirizzi (2)
Consulenza online
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San Martino di Lupari 35018
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Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che abbia una convenzione con la tua assicurazione
Recensioni
8 recensioni
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D
D. M.
Psicologa che sa farti sentire a proprio agio e capace di creare uno spazio accogliente anche se si è davanti a un PC. Consiglio
• Psico_Consulenza Online • sostegno alla genitorialità •
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O
Omar
Dottoressa molto professionale e attenta durante i colloqui. Si ha la sensazione di essere finalmente ascoltati e capiti. Aiuta a ritrovare il proprio percorso
• Psico_Consulenza Online • colloquio individuale •
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M
Monica
Bravissima, mi sto trovando molto bene è la prima volta che mi capita di trovarmi così bene perché di psicologhe ne ho cambiate molto, mi sta aiutando davvero tanto a volermi bene soprattutto che era una cosa che all inizio mi riusciva difficile.
• Psico_Consulenza Online • consulenza online •
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S
Sara
Grande professionalità e capacità di creare subito empatia. Mi ha fornito metodi concreti per superare le difficoltà e raggiungere maggiore serenità. Puntuale e sempre disponibile.
• Psico_Consulenza Online • colloquio psicologico individuale •
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P
Paolo
La dottoressa ha lavorato con me per identificare le mie esigenze e ha sviluppato un piano di lavoro personalizzato per aiutarmi a raggiungere i miei obbiettivi. Le sue strategie e tecniche sono state molto efficaci e mi hanno aiutato a gestire meglio lo stress e l’ansia
• Psico_Consulenza Online • colloquio individuale •
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D
Donatella R.
Dottoressa competente,attenta e molto disponibile all'ascolto delle mie difficoltà.miha messo a mio agio e sicuramente continuerò con lei il mio percorso.
• Psico_Consulenza Online • consulenza psicologica •
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R
R.C.
Dott.ssa Simionato si è resa sempre disponibile ad ogni mia richiesta o perplessità riguardante il mio problema!! Consiglio davvero a tutti per la sua professionalità e gentilezza nei confronti dei propri pazienti!!
• Psico_Consulenza Online • •
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M
Massimo
Professionalità e capacità di entrare in empatia con le persone, il strada é ancora lunga ma con un nuovo punto di vista stiamo percorrendo un percorso di vita nuovo. Pienamente soddisfatto, grazie.
• Studio di Psicologia Online • consulenza psicologica •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 61 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buon pomeriggio e Buon Anno Gentili Dottori..Vorrei scrivo perché mi sento inutile..ho 33 studio farmacia e nonostante sia in ritardo e lenta, quando sostengo gli esami prendo ottimi voti, seguo le lezioni, partecipo..ma nonostante ciò mi sento inutile , anche se mi laureassi nessuno verrebbe a chiedere consiglio a me e non sarei in grado di salvare la vita a nessuno..questo perché la figlia di una amica di mia sorella si è laureata a 24 anni in medicina ed e' riuscita anche a capire che un suo familiare aveva una insufficienza cardiaca e viene elogiata da tutti : " è brava, si vede che ha la passione, è riuscita a salvarle la vita " " ci vuole un medico in famiglia"..mi sento inutile..non so neanche fare una puntura.. dopo che è morta mia madre ho pensato che se avesse avuto una figlia come lei non sarebbe morta..e poi quando mia madre stava male, mia sorella fece vedere le analisi a questa ragazza (all'epoca non ancora laureata" e siccome le disse che doveva fare una ecografia, allora mia sorella
disse" solo una studentessa di medicina è riuscita a capire " e mi disse mi disse tempo fa: "i farmacisti non sono medici, non dovrebbero consigliare"...penso che già esistendo questa ragazza ed altre persone perfette laureate giovani e con 110, non ha senso la mia laurea, penso che non mi sceglieranno per un lavoro. Vi chiedo cosa dovrei fare, non so come poter reagire, continuare a studiare. Grazie per il vostro tempo.
Buongiorno.. il valore che lei attribuisce a se stessa non è dato dal risultato delle sue prestazioni, altrimenti i suoi bei voti sarebbero sufficienti a farla sentire brava e competente. Più che interrogarsi sul continuare a studiare, lavorerei prima sulla sua autostima e sul suo bisogno di paragonare il suo percorso e le sue capacità con altre persone. Inoltre le chiederei come mai ha scelto proprio questa facoltà. Detto questo, ognuno trova la sua strada (ammesso che ce sia una più buona di altre:)) con i suoi tempi. Se l'ha può aiutare, posso dirle che anch'io mi sono laureata e ho cominciato la libera professione "tardi" rispetto a tanti miei coetanei però se mi guardo indietro penso che non potrebbe essere stato altrimenti, non avrei potuto fare diversamente nelle varie fasi della vita in cui mi trovavo. Non so se mi sono spiegata... comunque se questo suo disagio dovesse aumentare e protrarsi a lungo, le consiglio di prendere in considerazione l'dea di consultare uno/una psicologo/a .
Stallo nella terapia e rabbia nei confronti del terapeuta. Cosa fare adesso?
Gentili dottori,
mi trovo in una strana situazione che condivido con voi perché non so come comportarmi. Sono in psicoterapia da circa due anni, perché due anni fa ho vissuto un evento traumatico nella mia famiglia d'origine che non sono mai riuscito ad elaborare completamente, e che si è sovrapposto ad ulteriori problemi che ho vissuto nella mia vita lavorativa. Penso che la terapia abbia potuto in parte tamponare i problemi permettendomi di resistere all'impatto, anche se ho dovuto anche trovare un supporto psichiatrico farmacologico per far andare via gli attacchi di panico (e poi ho chiesto anche allo psichiatra di tenere d'occhio il rischio che io potessi esordire).
In questo periodo però, dopo che la situazione che mi terrorizzava si è stabilizzata, e dopo una serie di cambiamenti per me imponenti (di lavoro, di casa, di conoscenze: io sono una persona estremamente insicura e abitudinaria) ho iniziato ad avvertire una crescente frustrazione per la terapia, e una crescente rabbia nei confronti del terapeuta. Non mi è del tutto chiaro perché. Le sedute sono diventate ripetitive e un po' superficiali e, forse per via anche della forte stanchezza da adattamento al nuovo lavoro, mi sono spesso bloccato, senza sapere cosa dire. Volevo provare ad approfittare della terapia per affrontare alcuni nodi irrisolti che mi accompagnano da sempre, legati al fatto di essere un po' "difettoso", cioè alla mia inettitudine sociale e relazionale e a quello che sospetto essere una specie combinazione fra il mio disturbo ossessivo e forse qualche tratto autistico.
Ma appunto ho avuto la sensazione che la terapia sia entrata in stallo. Non sono riuscito più a esprimere contenuti e mi sono bloccato mentre provavo a forzarmi. Ho sentito fastidio e vergogna. Il problema è che la mia perplessità iniziale si è velocemente trasformata in rabbia. Fra l'altro ricordo che una tendenza del terapeuta è stata spesso quella di spingermi ad esprimere la rabbia. Comunque adesso la rabbia è troppa ed è rivolta anche verso di lui. Con una scusa ho messo in pausa la terapia perché mi provoca frustrazione invece che sollievo. Non so esattamente come comportarmi, forse dovrei interrompere la terapia e smettere definitivamente? Oppure cambiare terapeuta? Non so, sono molto confuso, per questo chiedo il vostro consiglio.
Buongiorno, si sente bloccato e senza cose da dire al colloquio proprio perchè sotto c'è questo 'non detto' (ovvero la sua rabbia) che non le permette di andare avanti... la cosa migliore da fare in questi casi è dire tutte queste cose che ha scritto qui al suo terapeuta! Fa parte del percorso terapeutico anche questo, non interrompa la terapia lasciando in sospeso e senza risposte questa sua sensazione... ne parli liberamente con il suo terapeuta, lo so che potrebbe essere scomodo affrontare questo tipo di discorso e magari potrebbe sentirsi a disagio ma il compito del suo terapeuta non è quello di prendersela sul personale ma quello di aiutarla a chiarire anche questo tipo di sentimenti che prova. Vedrà che sarà molto utile e fruttuoso per lei, oltre al fatto che si sentirà più "leggero"
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