Salve, solo ora ho scoperto che mio marito gioca alla snai somme importanti a distanza di 15 minuti

19 risposte
Salve, solo ora ho scoperto che mio marito gioca somme importanti a distanza di 15 minuti 10 minuti poi ci sono giorni che nemmeno gioca, non avendo il conto in comune mi sono sempre fidata delle rate che diceva di avere! Ma guardando l'email ho visto una conferma di prestito da li ho iniziato a controllare il telefono fino ad arrivare all`amara sorpresa ha fatto tanti prestiti, ha svuotato il libretto di nostro figlio aperto alla nascita... Ancora incredula non so come gestire questa situazione è un dipendente pubblico e potrebbe richiedere altri prestiti, chiede i soldi anche ai genitori che sono anziani e vorrei risparmiargli questa sofferenza. Lui ha ammesso il problema ma dice che non vuole specialistici, mi ha dato gli accessi al conto per monitorarlo e mi ha detto che è contento che questa storia sia venuta fuori per smettere! Ma io ho difficoltà a credergli ho paura sia una calma apparente...come devo comportarmi? Non si rende conto degli importi scommessi e nega i prestiti davanti all'evidenza,come se non riconoscesse il reale valore dei soldi da premettere è così anche quando andava a fare la spesa per lui un pacco di pasta o 1 euro o 10 euro non fa differenza. Mi scuso per essermi dilungata ma proprio non so con chi parlarne. Grazie
Salve, mi dispiace, da quello che racconta sembra una situazione veramente impegnativa. Non e' semplice aiutare una persona che non desidera essere aiutata, ma ammettere il problema e' il primo passo. La dipendenza da giochi d'azzardo (se si tratta di questo) e' un disturbo, e se soffrisse di polmonite suo marito sicuramente non esiterebbe a contattare un medico!
Per la coppia e' una prova molto difficile, bisogna in qualche modo trovare l'equilibrio tra essere chiari e decisi ma anche accoglienti.
E' difficile aiutarla di piu' in questa sede, spero che la situazione migliori, se non dovesse succedere non esiti a contattarmi!

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Salve, la questione della ludopatia, ahimé, non va sottovalutata. Potreste rivolgervi ai centri specialistici appositi attivati presso molte asl a livello nazionale. Li' trovereste terapeuti e medici disponibili ad aiutarvi. Tenga conto però che, come sempre, è necessario che chi ha effettivamente il problema ne abbia consapevolezza e decida di chiedere personalmente aiuto, elemento che con la ludopatia viene spesso a mancare. Chi ne è affetto, infatti, come nelle altre forme di dipendenza, tende a negare il problema perché in realtà lo aiuta forse a gestire in modo incongruo una possibile angoscia legata ad altri fattori. Riguardo le sue scelte personali dovrà valutarle in apposita sede. Provi anche lei a chiedere consiglio in un centro dedicato dove ci sia un servizio per i familiari.
Saluti, Marina Montuori

Gentile Signora,
comprendo la sua preoccupazione, perchè la situazione che lei racconta è complessa e con dei risvolti non solo economici ma anche emotivi e relazionali.
Il comportamento problematico di suo marito legato al gioco è inevitabilmente venuto a galla e avete avuto una prima occasione di parlarne.
Bene.
Questo è un punto di partenza, su cui probabilmente sarà necessario tornare perchè il modo corretto di affrontare la situazione non è monitorarne il conto, assumendo un ruolo di controllo, ma rivolgersi ad una persona o Servizio specializzati in questo settore affinchè lei possa avvalersi di un trattamento mirato ed efficace.
Spesso è necessario l'intervento di professionalità diverse che integrino le loro competenze.

Buonasera, ho lavorato spesso con dipendenze da gioco. La sua situazione è praticamente impossibile da gestire da sola. Deve convincere suo marito a farsi aiutare immediatamente. Resto a disposizione Un saluto Dott. Roberto Pitzalis

Salve.
É importante che suo marito sia motivato ad essere aiutato. Altrimenti se si fa aiutare solo per accontentare gli altri, può addirittura peggiorare la situazione.
Lei, più che stimolarlo a farsi aiutare e a condividere e partecipare al percorso, non può fare.
A meno che non ritenga di essere anche lei ad aver bisogno di aiuto ma per fare chiarezza lei e non per suo marito. Distinti saluti

Salve, mi associo ai colleghi che hanno indicato il problema di suo marito. Inevitabilmente in quanto coppia questo crea un disagio anche a lei, è vero che siamo differenti ed è altrettanto vero che quando ci 'uniamo' partecipiamo alla vita con l'altro. In questo senso forse anche lei ha bisogno di sostegno per non subire un qualcosa che non dipende direttamente da lei, ed essendo lei a rivolgersi all'esterno può chiedere aiuto per affrontare la difficoltà di suo marito in modo diverso da come riesce da sola. Spero trovi una sua soluzione.
Saluti
Massimiliano

Gentile utente, la ludopatia è un disturbo ormai curato in centri specializzati. Chi ne soffre non riesce a controllare il suo desiderio di giocare e sottovaluta i rischi a cui si espone. E' necessario quindi rivolgersi senza indugio a professionisti che prendano in carico il caso e in grado di consigliarla su come muoversi per prevenire ulteriori danni economici alla sua famiglia.

Buongiorno Gentile Utente,
la situazione che descrive appare molto complicata,
le dipendenze in generale hanno un periodo di "latenza", la ludopatia non è semplice da gestire in modo autonomo.
Se suo marito non accetta al momento aiuti esterni potrebbe magari iniziare Lei un percorso per avere maggiori strumenti per gestire la situazione ed avere un supporto, con l'obiettivo ovviamente di poter far arrivare anche suo marito ad un aiuto professionale.
A disposizione se necessario
Dott.ssa Meloni Federica

Buongiorno, il problema che ha esposto è molto serio e capisco la Sua preoccupazione. Potrebbe, al prossimo intoppo, provare a far leva su qualcosa che avete in comune per spingerlo a farsi aiutare. Può richiedere inoltre ulteriori informazioni al Servizio Pubblico dove troverà specialisti in grado di aiutare Suo marito e consigliarla al meglio. In questo momento difficile è però altrettanto importante un sostegno per Lei. Un caro saluto, Dr Daniele Bosco

Buon pomeriggio. In questo caso è opportuno contattare un professionista. Il gioco d'azzardo può creare una vera dipendenza. è importante che lei comunichi a suo marito l'importanza di un aiuto professionale. In genere anche la famiglia ha un ruolo determinanante nel trattamento, sopratutto nella fase iniziale e gestione economica. Ci sono i servizi territoriali, I SERD, potrebbe cercare uno nella sua città. Loro sapranno aiutarla e darle delle info concrete.
Rimango a disposizione per ulteriori domande.
Dott.ssa Chiara Pavia

Buonasera, la dipendenza da gioco per essere affrontata richiede assolutamente l'aiuto di esperti. Purtroppo non è sufficiente manifestare la volontà di interrompere per poter superare un problema di dipendenza, poiché dietro questa vi sono delle difficoltà più profonde. A volte ci si illude di potercela fare da soli, si ha anche bisogno di credere che sia possibile, così come a volte si tenta di trovare soluzioni agendo il controllo sull'altro: sul conto, sulle spese sulle uscite... ma anche il controllo non è risolutivo. Il fatto che suo marito abbia ammesso di avere un problema è un primo passo ma è necessario chiedere aiuto! Se suo marito si dovesse rifiutare, chieda lei un supporto, questo potrebbe aiutarla a trovare gli strumenti e le strategie per gestire al meglio la situazione con l'obiettivo di facilitare l'accesso alle cure a suo marito. Resto a disposizione. Saluti Dott.ssa Silvia Pusceddu

Gentile signora sono certo che per aiutare suo marito ad accedere alla cura debba, innanzitutto, sostenere se stessa; non esiti perciò a mettere in atto tutte le forme possibili di autoaiuto: cerchi consiglio e solidarietà da parenti e amici di cui si fida, si rivolga ad un avvocato per chiarire gli aspetti legali della situazione (per esempio come salvaguardare il conto) e acceda a colloqui psicologici che le permettano di fare chiarezza in se stessa ed essere, dunque, più incisiva nella sua azione. Sono a sua disposizione per informazioni telefoniche. Qualora lei abitasse lontano da Roma sono disponibile per colloqui on line. Cordiali e solidali saluti!

Buona sera, in situazioni di forte disagio nonchè durature nel tempo sarebbe importante rivolgersi ad uno specialista per poter meglio comprendere ed elaborare questa sua problemtica. Preferibilmente le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta così che possa intraprendere un percorso di terapia anche in videochiamata WhatsApp. Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas. Psicologa psicoterapeuta per consulenze online

Buonasera,
per chi vive questo tipo di problematica il primo grande scoglio è proprio quello di ammettere di aver bisogno di un aiuto specialistico. Adesso è tutto sulle sue spalle e penso che sia poco sostenibile per lei. È un buon primo passo che le abbia dato i codici del conto ma perché le ricadute diventino motivo di riflessione c'è bisogno di un contesto di cura. La negazione del livello di problematicità a cui è arrivato gli serve per mantenere intatto il suo senso di autostima ma è un castello di sabbia... Con un aiuto professionale può andare ad indagare su cosa c'è dietro questo bisogno di giocare, cosa va a compensare? Per qualsiasi informazione sono a disposizione.

Salve signora, mi dispiace per la sua situazione. Comprendo come si sente. Purtroppo la ludopatia di cui soffre suo marito non è qualcosa che passa senza una forma di intervento. In genere tutto parte dai familiari che vengono a scoprire come stanno le cose. Se riuscirà a convincere suo marito a intraprendere un percorso sarà già un bel passo avanti. In alternativa e non meno importante sarà fondamentale per lei avere un sostegno sia per elaborare i sentimenti legati a questa scoperta sia per essere sostenuta nelle decisioni che da questo momento in poi dovrà prendere per bloccare e affrontare una situazione che coinvolge, come sempre in questi casi, la famiglia allargata. Può provare a sentire il SerD (servizi per le dipendenze) della sua ASL. Ci sono programmi per persone che soffrono di dipendenza da gioco e per i loro familiari. In alternativa può sentire un professionista privato. In tal caso, mi rendo disponibile, avendo trattato tali problematiche per diverso tempo in strutture dedicate.
Mi auguro he ne usciate al più presto.
Rosella Pettinari

Gentile Utente, le consiglio di affidarsi al servizio per le dipendenze (SerD) del suo territorio, se suo marito è consapevole del suo problema e vuole farsi aiutare è la scelta migliore. Le consiglio inoltre di iniziare un percorso parallelo di psicoterapia senza suo marito, le sedute potrebbero esserle utili per superare i momenti di difficoltà che si presenteranno in futuro.
Dott. Marenco

Gentile utente di mio dottore,
é interessante sottolineare le parole di suo marito: “ mi ha detto che è contento che questa storia sia venuta fuori per smettere”,come un grido d’aiuto a fare qualcosa, con il suo sostegno. Qui però non si parla della gestione del budget familiare per la spesa, si parla di prestiti mi sembra di capire e di una situazione piuttosto impegnativa. Impegnativa e importante e che coinvolge tutto il sistema familiare, Lei in prima persona. Sento un senso di impotenza, un suo “grido d’aiuto”a gestire la situazione: non esiti a chiedere un sostegno e un aiuto da parte di un professionista, per Lei e per la sua famiglia. Resto a sua disposizione per qualsiasi chiarimento. Saluti, Dottore Diego Ferrara

Gentile signora, sta affrontando una situazione non facile e ha fatto bene a portare a galla questo problema con suo marito. Se è davvero dipendenza da gioco d'azzardo, ha bisogno di un aiuto specialistico, magari potreste affrontare ciò in una terapia di coppia (visto che il problema coinvolge, inevitabilmente, anche lei).
Spero che prima o poi suo marito accetti di essere aiutato.
Dott.ssa Antonella Bascià

Gentile signora la dipendenza da gioco non è facile da affrontare.
Ammettendo il problema suo marito ha fatto il primo passo. Ma è difficile che smetta definitivamente di giocare senza un percorso che lo aiuti a comprendere meglio i disagi che ci sono dietro la dipendenza. Le consiglio di rivolgersi al Ser.D della sua Asl per avere informazioni circa i percorsi di cura attivi e per essere aiutata a gestire questa situazione in primis per lei e poi per motivare suo marito a prendere maggior consapevolezza del suo problema. Se preferisce può rivolgersi per iniziare anche ad un professionista privato che si occupa di dipendenze.
Se vuole mi rendo disponibile per un consulto anche online.
Le mando un caro saluto
Dott.ssa Anna Tomaciello

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