Dott.
Massimiliano La Paglia
Psicologo
·
Psicologo clinico
Professional counselor
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Pescara 1 indirizzo
Esperienze
Selfare
Vorrei esporre attraverso una metafora un’idea di fondo per quel che riguarda il percorso di sviluppo della psiche.
L’immagine del surf, di cavalcare l’onda, mantenere l’equilibrio non controllando le forze marine e rimanendo comunque in piedi sulla tavola di supporto mi sembra molto aderente all’esistere nella nostra vita.
Infatti ‘e-sistere’ è scegliere di stare su quell’onda, lavorando per non essere travolti e non fermarsi sulla spiaggia ed essere solo un osservatore dello spettacolo.
Va da se che per poter surfare abbiamo dovuto vivere le altre esperienze, la pazienza dell’osservatore dalla riva, il coraggio di lasciarsi travolgere dalle onde per fare esperienza e l’audacia di scegliere l’onda su cui viaggiare, consapevoli di aver lasciato passare quelle precedenti e rinunciare alle successive.
Sento queste parole molto descrittive per comprendere la mia idea di psiche, un orientamento per qualsiasi richiesta del momento; prendendo in prestito dalla lingua anglosassone il termine 'self', il quale si riferisce a se stessi, possiamo chiederci:"di cosa ho bisogno per cominciare a 'SELFARE'?
Sicuramente quando si fa una richiesta di aiuto è perché si vive un disagio, è importante attraverso il colloquio collocare tale difficoltà e capire quali possono essere gli strumenti utili per prendersi cura di sé.
La cassetta dei miei attrezzi viene sia dall'esperienza che dallo studio, il percorso di specializzazione in bioenergetica per riconnettere mente-corpo, la psicologia clinica per collocare i vari disagi, il counseling ad orientamento analitico transazionale per agevolare la comunicazione, la programmazione neuro linguistica per avere tecniche pratiche e aggiungerei la mia passione, la clownterapia, in quanto bisogna ritrovare la giusta filosofia con cui affrontare la vita.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
Principali patologie trattate
- Stress
- Ansia
- Depressione
- Attacco di panico
- Disturbo d'ansia generalizzato
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Presso questo indirizzo visito
Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
70 € -
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Coaching
70 € -
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Colloquio di coppia
90 € -
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Colloquio psicoterapeutico
70 € -
Indirizzo
Via dei Sabini 90, Pescara 65127
Disponibilità
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Assicurazioni non accettate
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Recensioni
5 recensioni
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M
Marco
Persona molto colta dal background popolare, sa il fatto suo sapendo alternare spunti pratici e riflessivi anche con i più caparbi. Insieme a lui ho potuto far evolvere la mia vita in meglio.
• Studio Privato Dottor La Paglia - Roma • •
Dott. Massimiliano La Paglia
Grazie per le tue parole, con la pazienza si possono trovare soluzioni evolutive che ci portano a percorrere le strade scelte, a modo nostro
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Marianna
Grande professionalità,puntualità e disponibilità anche nel venire incontro a cambi di appuntamento.
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Dott. Massimiliano La Paglia
"La flessibilità è potere", potere nel senso di possibilità, di cercare la connessione armonica propria della complessità umana, sempre nel rispetto dei limiti insiti alla nostra esistenza e dei singoli in relazione.
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D
D.L.
Il Dott. La Paglia coniuga, a mio umile parere, il meglio che l'empatia unita alla professionalità avessi potuto immaginare. E' una persona molto preparata, oltre che brillante. Sono molto soddisfatto.
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Dott. Massimiliano La Paglia
Come spesso ci diciamo cerchiamo di migliorare, e lo facciamo nello scambio reciproco
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D
Domenico
Il Dr.La Paglia arriva all'essenza del mio essere e lo fa sempre in punta di piedi.
Questa è una dote a livello umano che diventa qualità dal punto di vista professionale
Grazie sempre• Consulenza Online • •
Dott. Massimiliano La Paglia
Grazie a te per le tue parole dolci e puntuali, si cammina assieme, scoprendoci vicendevolmente
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P
P.F.
Mi sono sentita finalmente accolta e compresa nelle mie necessità e nelle difficoltà del momento. Lo studio è accogliente e in questo momento di pandemia rispetta l'igiene, le distanze e le dovute misure precauzionali.
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Dott. Massimiliano La Paglia
Un piacere ed un onore, sempre nel rispetto di quello che la vita ci propone
Risposte ai pazienti
ha risposto a 202 domande da parte di pazienti di MioDottore
Ciao, circa 5 anni fa, durante un allenamento di calcio con amici, ho sentito durante uno scatto, un dolore che descriverei come una leggera fitta al quadricipite sx, ho concluso anche se con fatica l'allenamento. Successivamente da quel momento in poi la gamba non mi è mai più guarita; dopo circa due settimane ho consultato un fisioterapista che mi ha detto che era solo una contrattura, ma tornavo ad allenarmi e avevo ancora male, la gamba si affaticava e infiammava, mi faceva male soprattutto facendo stretching. Ho consultato nel giro di anni diversi fisioterapisti/osteopati/ortopedici e in ultimo un neurologo, ma anche facendo terapie e riabilitazione avevo sempre male, sempre lo stesso tipo di dolore. Ad un certo punto mi sono arreso e ho deciso che avrei comunque continuato a fare leggera attività fisica finché riuscivo a sopportare il dolore, ma adesso a distanza di anni, facendo una semplice corsa blanda, non solo si affatica e infiamma la gamba sx, ma anche la dx, non riesco più praticamente a fare attività fisica se non camminare o bici senza sforzi. Da circa 3 anni ho anche dolori a gomiti e spalle, facendo esercizi, quello che riesco, miglioro ma fino a un certo punto, ma la cosa più strana che non riesco a capire è perchè così tanto male alle gambe senza una reale motivazione.
Ho eseguito risonanza magnetica alla gamba sx, elettromiografia gamba sx, ecografia e radiografia gamba sx e risonanza magnetica rachide in toto. Tutto negativo. L'unica spiegazione che mi è stata data da ortopedici e un neurologo è che è stress e non ho nulla, non ci devo pensare e devo convincermi che non ho niente, fare attività fisica in modo graduale e col tempo guarirò, ma mi sembra molto strano perché ormai è anni che mi alleno in modo leggero e graduale, ma pian piano peggioro sempre di più, e poi se sento dolore un motivo dovrà pur esserci e anche se fosse di natura psicologica non riesco a capire come possa accadere, non sono una persona ansiosa, forse a livello inconscio e non me ne rendo conto? Sinceramente non mi aspetto più di guarire né di trovare risposte perché dopo un po' mi sono stancato di girare a vuoto, quindi da 2 anni non giro più specialisti né faccio più esami, però non si sa mai ho voluto chiedere un consiglio.
Ringrazio anticipatamente chi volesse rispondere, le malattie o olori "immaginari" sono i più brutti secondo me perché non vengono compresi e non so mai come dare spiegazione alle persone.
Salve, non mi ripeto su quanto già esposto dai colleghi..in qualità di professionista bioenergetico, ed un lavoro personale proprio sulle gambe, le consiglio un professionista di questo settore per una verifica ulteriore.
Saluti
Salve, mi chiamo Miriam e sono una ragazza di 17 anni (a luglio 18) fidanzata da un mese a distanza con un uomo di 32 anni. Lui è una persona molto doce, romantica, sincera, comprensiva, buona, altruista, lavoratrice, piena di dolore e rabbia per il passato ma, con una forza incredibile che gli permette di superare ogni ostacolo. Io e lui facciamo delle videochiamate durante il giorno, a volte una di mattina, una di pomeriggio mentre lui lavora e di sera. Lui per certi versi è una persona pretendente, anche se non so se questo sia il termine adatto perché lui non chiede cose materiali ma cose che, a parer suo ma anche a parer mio, debbano stare alla base di una relazione ma che, sempre secondo me, sono un po' troppo esagerate. Per fare un esempio, egli non vuole che io mi vesta con dei jeans se non indosso una maglia lunga, o dei leggings. Mi ha detto che lui considera i leggings un abbigliamento per poco di buono e quindi non devo metterli. Qualche giorno fa io sono uscita per andare a fare degli acquisti, ho indossato dei leggings ma ho messo una maglia lunga che copriva e quando gliel'ho riferito lui si è arrabbiato, mi ha detto che mi aveva esplicitamente detto di non fare uso di leggings e, nonostante gli abbia detto che indossavo una maglia lunga, non ha voluto sentir ragioni. Un altro esempio sono i social. Lui mi ha detto che stando con lui, siccome lui non lo fa (ma penso non lo faccia perché non sia molto un tipo da social, a differenza mia), nemmeno io devo continuare a postare foto mie sui social, nemmeno un semplice stato su whatsapp. Gli avevo detto che lo avrei fatto ma, qualche giorno fa feci una foto con la mia amica a scuola e la misi sullo stato di whatsapp, lui la vide e mi chiamò arrabbiatissimo dicendomi che io sono falsa, che dico bugie, che gli avevo promesso non l'avrei più fatto, che lo faccio apposta per mostrarmi. Un altro esempio ancora è quello di domenica scorsa, forse il più sensato per me, magari aveva ragione...
La settimana scorsa, mia madre mi ha proposto di andare al mare con mia sorella più piccola di 6 anni.
Ci tengo a precisare che sono appena uscita dal corona virus, quindi era da un po' che non uscivo, oltre alla frustrazione e al dolore per mia sorella che, sempre a causa del virus, era stata ricoverata in ospedale per più di 20 giorni. Siccome ormai ero guarita e mia sorella era uscita dall'ospedale, eravamo uscite io mia madre e l'altra sorella per distrarci un po' e respirare aria pulita. Sono uscita alle 16 di casa circa, sono arrivata lì, ci sono rimasta venti minuti al massimo, mi sono fatta qualche foto con loro e poi siamo tornate a casa. Il mio fidanzato mi disse che non lo amavo davvero perché se davvero così fosse stato, lo avrei chiamato nel mentre ero al mare e che se non lo avevo fatto era perché non avevo bisogno di lui e quindi, se avessi voluto star con lui ancora, avrei dovuto dargli più dimostrazioni. Posso solo dire che da quando ci siamo fidanzati circa, quasi ogni giorno c'è un litigio per questi motivi. Oggi, nel mentre ero a fare acquisti, avevo il telefono nella borsa, lui mi scrisse alle 12 e 40, io uscii dal negozio alle 13, gli risposi e lui si arrabbiò, mi disse che avrei dovuto controllare il telefono, quando io gli dissi tempo fa che io, quando cammino o ho da fare, il telefono non lo voglio toccare, mi distrae ma, ancora una volta non ha voluto saperne, mi ha detto che lui anche se sta lavorando mi risponde sempre, invece io lo tratto come se per me non fosse importante e se invece, quando sono occupata, gli scrivo e poi non rispondo più perché avevo solo un istante libero, si arrabbia dicendomi che gli dà fastidio che scrivo e non rispondo più ma al tempo stesso, mi disse quel giorno dove ero andata al mare, che lui per una persona a cui tiene farebbe di tutto, infatti se ha un secondo libero lo usa per quella persona. Ieri, il giorno in cui avevamo festeggiato un mese, ho avuto un brutto litigio con lui infatti, mentre ero in chiamata con lui, mi arrivò un messaggio da parte di un mio amico, lui gelosia estrema, mi chiese se avrei risposto. Io inizialmente gli dissi di no, perché non mi oiace stare tanto si whatsapp e preferivo non entrarci, dopo lui mi chiese di mandargli uno screen della conversazione con sto tizio, così io dovetti per forza entrare su wjatsapp e visualizzare quel messaggio per fare lo screen. Siccome pensavo non fosse corretto visualizzare senza rispondere, decisi di rispondere. Il mio fidanzato mi richiamò per chiedermi se avessi risposto e gli dissi di sì e caos fu. Iniziò a dirmi che ero bugiarda, che avevo tradito la sua fiducia, che ho messo una persona che non valeva nulla di fronte a lui che era il mio ragazzo e non volle più parlarmi. Oggi gli scrissi ma mi disse di lasciarlo solo...
Io tante volte penso che quando una persona dice di voler star sola vorrebbe qualcuno e pensavo gli avrebbe fatto piacere, quindi lo chiamai. Lui mi rispose arrabbiatissimo dicendomi che mi aveva esplicitamente detto di lasciarlo stare e non ho saputo nemmeno rispettare questa cosa. Tutte queste cose mi suscitano solo una domanda: Ma allora cosa devo fare?
Scusate per la lunghezza, ringrazio dell'attenzione e auguro una buona giornata.
Miriam
Salve Miriam, dal racconto che fa mi sembra una situazione molto complessa, Concordo con i colleghi che un professionista possa esserle d'aiuto, io ne parlerei anche con i suoi genitori, magari la possono aiutare un po'..
Saluti
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